lunedì 21 ottobre 2019

[RdL] Evoluzione della specie

Salamandra di Bugat (Strangething by Oscar Römer)

Tempio abbandonato, mattino del 5° ahner crescente (17 aprile)

Mentre il gruppo incautamente si è disseminato per tutta la stanza, 4 sanguisughe di Bugat scendono dal soffitto e attaccano.
Sono diverse dal solito, sono più grandi, appoggiano su quella che sembra essere una coda di sangue e hanno 4 strani arti con i quali attaccano e si danno spinte per piombare sull’avversario. Dopo aver reso sicuro il luogo occorrerà studiare queste creature e capire cosa abbiamo davanti da affrontare e se sono sanguisughe mutate.
Piotr accorre subito in difesa del filosofo cercando di aprirsi un varco fra due delle sanguisughe, Ryanna nel frattempo viene colpita e avvinghiata da una terza bestia che nonostante un arco voltaico non molla la presa. Yanagi inizialmente non ha fortuna negli attacchi. Il campo di battaglia è disseminato di mobilio rotto che ostacola ogni azione degli avventurieri ma le sanguisughe non sembrano risentirne.
Diogenes spedisce una terza bestia con un potere mentale contro una colonna nei pressi di Piotr che deve fronteggiarne 3 contemporaneamente. Schiva la maggior parte dei colpi ma con suo grande orrore uno di essi va a segno ma invece di arrecare semplicemente danno, un ugello penetra nella pelle coriacea del westan succhiando sangue e rinvigorendo la creatura.
Dopo una lotta estenuante e una profezia lanciata da Piotr al momento meno opportuno le creature vengono sconfitte ma per poco Ryanna e Diogenes ci lasciano le penne e anche gli altri sono parecchio ammaccati. Forse è giunto il momento di dare un arma anche a Ted, oltre alla lanterna, in modo che possa contribuire come meglio può e acquisire finalmente una certa dignità, pensa Piotr... presto entrerà nel discorso col servitore avventuriero.
IL CORVO DALLE ARGENTEE PIUME
E DAGLI OCCHI D’ORO CESELLATI,
OBBEDIENTE AL SANGUE NELLE VENE
GLI OPPRESSI ANCOR FARA’ LIBERATI
Diogenes è a terra, si cerca di curarlo invano, bisogna rifiatare ma stare a ridosso del cristallo può essere pericoloso. Piotr testardo come suo solito si carica Diogenes sulle spalle e scortato da Ted si dirige all’uscita. Ma comincia a girare in tondo. Il cristallo ha un influsso sulla mente di chi si avvicina, come successe le altre volte. Tutti decidono di rifiatare nella stanza ma Piotr si incaponisce e in 10 minuti di tentativi riesce a guadagnare l’uscita senza affidarsi alla vista ma usando gli altri sensi. Gli altri non ne vogliono sapere di uscire forse perché ammaliati dal cristallo o forse perché tanto in 10 minuti sarebbero dovuti rientrare comunque per disattivarlo. Piotr decide di ispezionare la porta chiusa all’ingresso e scopre che ci sono delle rune magiche sul perimetro; è convinto che esista un meccanismo di apertura che richiede poteri arcani. All’interno della stanza, mentre Diogenes si cura, gli altri ispezionano ogni angolo e il maestro Yanagi osservando due statue in posa di combattimento richiama alla memoria una utile tecnica difensiva che studiò da giovane.
Diogenes comincia a studiare il meccanismo per disattivarlo e...

Resoconto a cura di Piotr
Immagine (c) by Oscar Römer

lunedì 14 ottobre 2019

[RdL] La via del penitente

Mostro talpa (Blind Molebear by Ian Jacobson)

Tempio abbandonato, mattino del 5° ahner crescente (17 aprile)

Sollevata la botola della cucina, i nostri eroi si trovano di fronte ad una scala a chiocciola che scende verso l’oscurità, sufficiente a far passare una sola persona alla volta. Ad una prima occhiata la scala non sembra essere stata usata di recente, ma dal basso sale un pungente odore di umidità, muffa e di qualcosa di indefinito ma disgustoso. Lungo le pareti della scalinata ci sono affreschi di scarsa qualità, rappresentanti la creazione dell’universo secondo la religione Spiritualista; gli affreschi sembrano essere molto vecchi e dipinti da mano dilettantesca. Con Coraggio ed audacia Fioravante si offre per aprire la fila durante la discesa, suscitando la sincera ammirazione di Diogenes.

La scala scende verso il basso per almeno 15 metri, le pareti sono affrescate per tutta la lunghezza della scala che finisce in una stanza a semicerchio. Di fronte agli eroi scesi dalla scala si parano tre porte: una, al centro della mezzaluna, riporta sopra la scritta “Il cammino dei sapienti” ed è in materiale roccioso, apparentemente senza alcun tipo di serratura o maniglia; la porta nella parte destre dalla mezzaluna riporta sopra di essa la scritta “Il cammino dei penitenti” ed è in legno con una serratura ed una maniglia; la porta nella parte sinistra della mezzaluna è leggermente più piccola delle altre e gli affreschi che la circondano hanno motivi naturalistici meno ridondanti e arzigogolati del resto delle pareti, inoltre, la porta ha un aspetto più umile e anonimo della altre due, pur essendo in legno come la seconda.

Dopo un breve conciliabolo ed un tentativo fallito di aprire la porta dei Sapienti, compiuto da Rayanna, i nostri eroi decidono di avventurarsi attraverso la porta di sinistra, quella senza scritta sopra. Oltre la porta c’è un corridoio basso, con soffitto ad arco, che prosegue per circa 6 metri in linea retta, sino ad aprirsi su una stanza quadrata. All’interno della stanza ci sono 6 giacigli di paglia con delle coperte usurate; i giacigli sembrano essere in disuso da tempo, ma Myristica riesce comunque a trovare all’interno di uno di essi una pergamena magica che Diogenes identifica come un Talismano di Scongiuro. Il Talismano viene affidato a Rayanna, visto che gli altri membri del gruppo non possono trasportarlo senza il rischio di renderlo inutilizzabile. Per ringraziarci, Rayanna dà a tutti gioiosamente la scossa, e Fioravante la invita a farsi curare. Subito dopo lo stesso Fioravante tiene un’interessante lezione sulle porte segrete a Diogenes, che ascolta interessato.

Appurato che non ci sono altre uscite in questa stanza, il gruppo ritorno alla stanza con le 3 porte e decide di intraprendere il Cammino dei Penitenti, perciò apre la porta di destra della mezzaluna. Il corridoio dietro la porta è simile a quello già incontrato, ma più grande nelle dimensioni e lungo; inoltre alle pareti si notano dei portatorce, privi di queste ultime; non si rivelano tracce evidenti di passaggio. Il corridoio prosegue per 10 metri e poi si apre in una stanza dalle dimensioni simili a quelle della stanza dormitorio, anche se qui c’è un’altra apertura nella parete di fronte a quella da cui arrivano gli eroi. Ai due lati della stanza ci sono delle panche e fissati alle pareti, sopra le panche, dei ganci metallici; su una delle panche c’è una veste nera, un vecchissimo abito rituale che secondo Fioravante può valere qualcosa, a differenza del pezzo di un rosario di legno che Myristica trova nelle tasche. Nella stanza c’è un intenso odore, simile a quello di cipolla, che proviene dall’apertura inesplorata.

Il corridoio, oltre l’apertura, vira verso Nord, ma appena Fioravante imbocca il corridoio pesta qualcosa di nero ed oleoso, il cui odore lo identifica come Olio di Roccia, un liquido infiammabile per torce e lanterne non molto usato. A questo punto Fioravante e Rayanna, che vedono nel buio, proseguono da soli lasciando i portatori di torce indietro. Percorsi 5 metri il corridoio ha una biforcazione; svoltando a sinistra, dopo altri 5 metri, c’è una piccola stanza quadrata contenente alcune casse, dei barili, 2 dozzine di torce e un paio di candelabri in metallo. Uno dei barili perde liquido (l’olio di roccia che si è riversato nel corridoio). I due esploratori tornano indietro e riprendo il cammino lungo il corridoio.

Dopo 5 metri nell’altra direzione il pavimento non è più ricoperto dall’olio, ma delle vibrazioni fortissime provenienti dalla terra preannunciano l’arrivo di quella che si rivelerà essere una Talpa Gigante con le braccia ricoperte di roccia. Fioravante e Rayanna chiedono aiuto e arrivano prima il Maestro Yanagi e Hisui, che picchiano il mostro, poi Myristica e Galaele che gli piantano un paio di frecce nel corpo, poi, mentre Diogenes sta arrivando, chiama anche Ted, che però, portando la lanterna sopra l’olio, lo fa divampare. L’effetto è che tutti finiscono a terra compresa la talpa gigante, ed è a quel punto che Yanagi e Hisui colpiscono con velocità e forza incredibili la creatura che cade a terra morta. Myristica prova a pulire la fuliggine da Galaele, ma viene scansata malamente e sembra accusare l’ennesimo rifiuto del bel mercante di pelli; nel frattempo Diogenes presta le prime cure al povero Ted, che oltre ad essere svenuto è costretto a subire i rimbrotti degli ingrati eroi. Fioravante decide che esplorare con le sue mani gli orifizi della creatura morta sia una buona idea, per verificare la presenza di organi riproduttivi. A questo punto il gruppo esplora meglio la stanza dei barili e trova alcuni oggetti ritualistici che possono avere un qualche valore, oltre ad un anello con tre chiavi: 2 di ferro e 1 di rame, ma nessuno particolarmente complessa o raffinata.

Decidiamo allora di proseguire nel corridoio oltre la talpa morta, dal quale si sentiva, appena percettibile, un rumore di acqua che scorre. Il corridoio prosegue per 15 metri e poi svolta a sinistra, prosegue per altri 5 metri e arriva ad una porta di legno parzialmente scardinata, che Fioravante apre completamente, rivelando dietro di essa una stanza ottagonale.

La stanza ha una statua ad ogni angolo, ognuna raffigurante una delle divinità maggiori; di fronte ad ogni parete c’è una colonna (tranne che in quelle Nord e Sud). Sul pavimento, al centro della stanza, c’è un lampadario (probabilmente caduto dal soffitto), nel resto della stanza panche rovesciate un po’ dappertutto. Sul soffitto si nota un dispositivo con un Cristallo, dall’aspetto ormai familiare, e nei pressi 4 sanguisughe di Bugat, che si staccano dal soffitto e atterrano sul pavimento assumendo una forma vagamente umanoide e una posizione eretta, seppur non sostenute da veri e propri arti inferiori, ma da una coda di sangue...

Fine diciannovesima puntata.

Resoconto a cura di Diogenes
Immagine (c) by Ian Jacobson

giovedì 3 ottobre 2019

ESTRATTO DA “IL SAPERE NUOVO - TUTTO SU DIOGENES” #10


In quel tempo, Diogenes non aveva ancora iniziato a tenere le sue lezioni, ma già dispensava filosofia nelle osterie e nelle strade, quando trovava gruppi di ascoltatori, offrendo loro da bere o viceversa.

Una sera, all’Insegna Grigia, egli arrivò già alticcio, e i due bicchieri di vino ordinati sciolsero la lingua al Maestro, che iniziò una lunga dissertazione su politica religione e amore. Parlò con gli astanti per diverse ore, e quando uno se ne andava, si rivolgeva ad un altro, uno qualsiasi.

Alla fine qualcuno se ne lamentò col proprietario che, avvicinandosi al tavolo di Diogenes da dietro il bancone in un raro momento di pausa del Maestro, lo riprese così: “Senti, Diocoso, ma non sei stanco di sentire la tua voce?”

Diogenes fissò il proprietario, sorrise e, dopo aver fatto un sorso di vino, rispose: “In realtà, amico mio, provo molto piacere ad ascoltarmi: è uno dei miei piaceri più intensi. Ho spesso lunghe conversazioni con me stesso, e sono talmente bravo che a volte non capisco nemmeno una parola di ciò che dico.”

Tra le risate dei presenti, il proprietario poté solo tornare dietro il bancone borbottando improperi.

lunedì 30 settembre 2019

[RdL] La febbre dell’argento

Argento nativo
Miniera abbandonata, 4° enhor crescente (16 aprile)

Piotr riconosce immediatamente le pietre per quello che sono, minerale di argento. Saputo che ce ne è dell’altro, organizza assieme ai compagni lo svuotamento del pozzo prima che avvengano altri crolli. Dopo tre ore di duro lavoro ma senza sentire fatica per l’eccitazione caricano sul carretto 150 kg di pietre.
Durante il viaggio di ritorno verso Coppetti si scatena un’accesa discussione su come proteggere il minerale dai furti e se sia opportuno portarselo dietro durante l’imminente caccia alle streghe del tempio sconsacrato. Il bottino viene suddiviso per 9 anziché per 6. A Piotr proprio non va giù che anche Ted percepisca una parte del bottino visto che fino a quel momento non è stato altro che un portatore di torce stipendiato dai von Matterhorn, così come sostiene sia meglio seppellire il tesssoro diversificandolo in tanti punti differenti per precauzione. Galaele, Piotr, Rayanna e Fioravante seppelliscono la loro parte mentre gli altri si portano dietro quasi 17 kg di materiale a testa. Diogenes stimerà la sua parte in 2500 drog meno il costo della lavorazione del materiale.
Arrivati a Coppetti ormai di notte consegnano i resti di Mastiagatti alla vedova che chiede di portarli nelle sue stanze. L‘indomani mattina dopo il pagamento della ricompensa, subito suddivisa in 9 parti, il gruppo parte alla volta del tempio abbandonato.

Tempio abbandonato, mattino del 5° ahner crescente (17 aprile)

Il sentiero poco battuto viene presto inghiottito dalla vegetazione, il carro arriva fino ad un grosso rovo che sbarra la strada e lì viene abbandonato. Il maestro e Hisui lasciano sul carro incustodito la loro parte di bottino pesando circa la metà del loro peso corporeo invece Ted, Myristica e Diogenes non ne vogliono sapere nemmeno di seppellirlo e se lo portano dietro malsopportando le lamentele del westan che ad ogni albero borbotta un “ve lo avevo detto”.
Dopo 30 minuti di strada faticosa in una fitta vegetazione si arriva ad un tempio che appare come rudere. Il tetto una volta di legno ormai non esiste più, le pareti sono in muratura ci sono delle finestre a vetrata fissa ed una porta di legno invecchiato chiusa. Dopo il fallimento dello scassinamento Piotr è costretto a sfondare la porta facendo volare ovunque pezzi di cardini. Dentro si presenta come un unico ambiente , le immagini delle 8 divinità maggiori alle pareti, delle panche rotte al centro un altare spoglio e coperto di polvere sul fondo con due porte. A destra si raggiunge quella che era stata la cucina. Sul muro una scritta parzialmente coperta da un pensile attaccato solo da un lato: “LA VERITÀ VA...”. Rialzando un pensile Diogenes e Fioravante se lo tirano rovinosamente addosso ma almeno riescono a leggere la scritta: “...CERCATA NEL PROFONDO”. Fioravante trova una botola ben nascosta sotto un altro mobile… Prima di scendere si ispeziona il resto del piano.
La porta a sinistra dell’altare dà su un corridoio che porta da un lato ad una celletta dove il maestro recupera un vecchio libro di preghiere strappato probabilmente durante l’invasione auran e dall’altro un ambiente dove la vegetazione ha sfondato la finestra ed è penetrata all’interno. Piotr vede un movimento con la coda dell’occhio, probabilmente un animale di medie dimensioni si è rifugiato nella vegetazione ed è fuggito dall’apertura. “C’è qualcosa là!” e parte all’attacco verso l’esterno a testa bassa… Mentre fa il giro gli altri stabiliscono che si tratta della tana di qualche animale. Arrivato all’esterno dell’apertura Piotr non trova nulla, sarà stato troppo lento (maledette gambe corte) e da una falciata rabbiosa al rovo. Dopo aver sfogato parte della rabbia rientra per dare un contributo maggiore alla missione. Tornati in cucina, Piotr “l’apritore di porte”, spalanca la botola e...

Fine diciottesima puntata.

Resoconto a cura di Piotr
Immagine (CC BY-SA 3.0Aangelo

lunedì 23 settembre 2019

[RdL] Sangue e fango

Naga d'acqua (Water Elemental by Jackal0fTrades)

Miniera abbandonata, 4° enhor crescente (16 aprile)

Il liquido interno dei necrofori si rivela un acido potente, dopo un primo momento di soddisfazione per la tamarrata che ha compiuto, Piotr è costretto a rotolarsi nel fango per pulirsi... ma la pelle si arrossa quasi come carne viva.
Ricomposto fa per avanzare e inciampa su qualcosa che spunta dal terreno, una maschera di legno che in un primo momento sembra una semplice maschera di scena ma delle incisioni sul retro rivelano essere un potente cripto in grado di replicare il viso sul quale appoggia.

L’acqua delle piattaforme si è un po’ abbassata e prima di continuare si decide di farne entrare altra per regolare il livello lasciando sempre all’asciutto il terzo pozzo. Si recuperano i resti avvolgendoli in una coperta. Arrivati al terzo buco finalmente ispezioniamo il pozzo. In un primo momento Yanagi viene calato poi [dopo che gli è stato chiesto di “strisciare” nell’apertura, termine che il maestro ritiene molto offensivo, N.d.GM] si rifiuta di calarsi nell’apertura laterale che dovrebbe essere lo scolo dei pozzi, si arrabbia ed esce a fumare la sua pipa. Piotr se la prende con Galaele perché la sua abilità di scalatore e minatore viene messa in discussione [sì ma da Myristica, N.d.GM] e serve l’intercessione di Diogenes per convincerlo a lavorare in gruppo. Si mettono in sicurezza i resti, con dei picchetti viene assicurata una fune e Myristica si infila nello scarico che si rivela essere una stanza con una cassapanca chiusa da lucchetti arrugginiti. Una volta aperta si scopre essere piena di pietre, minerali, essendo una miniera e a giudicare dalla fatica fatta per celarli devono valere parecchio.
Scossa di terremoto e parte della seconda colonna crolla [si crea una spaccatura tra il secondo ed il terzo pozzo, N.d.GM], l’acqua inizia a scendere nel terzo pozzo, Myristica si accaparra più pietre possibili e usa un [crypto di] teletrasporto per uscire in sicurezza. Diogenes e Piotr la attendono fino all’ultimo in prossimità dell’apertura dalla quale esce un mostro fatto di acqua.
Diogenes fugge dopo il primo attacco del mostro mentre il westan no… non può fuggire, non prima dei aver almeno saggiato la forza dell’avversario. Il colpo che gli sferra sapientemente gli abbassa le difese ma la sua ascia sembra passare senza danni nell’acqua di cui è composto. I compagni rimasti fuori tornano dentro per vedere se gli altri hanno bisogno di aiuto, visto che il terremoto potrebbe aver scatenato altri crolli e la scena che vedono è imbarazzante... Piotr stava decidendo se eseguire una ritirata tattica, essendo rimasto solo o attaccare a testa bassa nonostante il poco danno inferto, quando il suo “difetto” ha il sopravvento per la prima volta dopo l’episodio della grappa versata e... comincia a prendersela con un cartello incurante degli attacchi del mostro che ad un certo punto coi suoi tentacoli gli avvolge la testa cercando di soffocarlo.
Mentre i compagni fanno poco o niente danno, Diogenes ha la bella idea con un potere di scagliare il cartello addosso al mostro nella speranza che Piotr se la prenda con lui e infatti con un balzo finisce 8 metri più sotto nel fondo del pozzo ma almeno si ridesta dalla possessione e si libera dalla morsa dei tentacoli. Piotr da sotto con una poderosa asciata e il maestro di kung fu con calci volanti abbattono la creatura che si liquefà letteralmente.

Ammaccati i componenti del gruppo escono dalla miniera mettendo in sicurezza i resti, non appena Piotr vede le pietre recuperate da Myristica fa un sobbalzo e...

Fine diciassettesima puntata.

Resoconto a cura di Piotr
Immagine (c) Phill Simmer

giovedì 19 settembre 2019

ESTRATTO DA “IL SAPERE NUOVO - TUTTO SU DIOGENES” #9


In quel tempo, Diogenes si trovava a Nuova Selota, per poter diffondere le sue lezioni al di fuori degli stretti confini di Lisalania. La mattina precedente la sua lezione, Diogenes s’imbattè in una botteguccia con la vetrina coperta da una tenda e un cartello che diceva: «Fatevi leggere la fortuna sulle mani e sulle carte. 10 Drog». Entrò, un po' imbarazzato, e si trovò di fronte a una donna rubiconda sulla quarantina che uscì da una stanza interna masticando un boccone del pasto interrotto. Con aria noncurante gli indicò un tavolino addossato al muro opposto alla vetrina, e senza guardarlo disse: «Prego, si accomodi». Poi sedette davanti a lui. I suoi modi erano bruschi. «Mescoli queste carte e tagli il mazzo tre volte, poi metta le mani sul tavolo col palmo in alto, per favore.» Voltò le carte e le sparse sul tavolo, le studiò, poi guardò le mani del Maestro. «Lei sta pensando a un lungo viaggio, il che significa che presto lascerà Nuova Selota. Ma vi tornerà fra breve per dedicarsi a un'altra attività... diversa da quella che fa ora.» Qui la donna esitò e parve confondersi. «Be', è quasi la stessa, però è diversa. Vedo un enorme successo coronare questa nuova iniziativa; lei ha davanti a sé una fortuna straordinaria, ma non so dirle quale sia.» Per la prima volta alzò lo sguardo su Diogenes, poi gli prese la mano. «Oh sì, ecco tre matrimoni: i primi due non riusciranno, ma lei giungerà alla fine dei suoi giorni felicemente ammogliato e con tre figli.» (Qui il Maestro iniziò a ridere) Poi tornò alla mano. «Sì, farà una fortuna eccezionale, è una mano da soldi la sua.» Scrutando un divertito Diogenes in viso, disse: «Morirà di broncopolmonite all'età di ottantadue anni. 10 Drog, prego. Ha qualche domanda da fare?»

A quel punto Diogenes non trattenne più le risate: «No, mi pare che basti. Io volevo solo sapere di un’osteria decente qui nella Capitale!!»

lunedì 16 settembre 2019

[RdL] Non stuzzicare i necrofori che dormono

Bastante Aldogiovannini (Viking Chieftain by bnolin)

Coppetti, sera del 4° tehner crescente (15 aprile)

Piotr diventa una barriera vivente, “a dispetto dell’aspetto” è un guerriero molto abile, sgambetta qua e là con le sue gambette tozze e nessuno riesce ad aggirare i colpi di piatto della sua enorme ascia.
Con un potere Rayanna velocizza il maestro che rimanda nelle retrovie a schiaffi un paio di villici mentre si accende la pipa senza che se ne rendano nemmeno conto e persino Diogenes si rivela utile scaraventandone via altri con un potere fino a quel momento sconosciuto ai suoi compagni.
Diogenes cerca di convincere invano gli aggressori ad andarsene con le sue arti oratorie, c’è da dire che villici si rivelano inoffensivi per un gruppo di combattenti esperti, purtroppo anche tentando di trattenere i colpi per non uccidere, per poco il morto non ci scappa. Il solito arco voltaico ne stende la metà e una piattonata di ascia del westan riduce in fin di vita un malcapitato, oltre a rompergli la mascella.
Combattimento finito, il ferito grave viene stabilizzato da Diogenes che si ricorda di aver assistito a qualche lezione di anatomia in passato fra un boccale di birra ed un bicchiere di vino. Le sue arti mediche devono ricevere un pagamento, allora aiutato da Rayanna, ma contestato dal resto del gruppo, fruga nelle tasche dei 4 feriti derubandoli.
Dopo una discussione sull’opportunità di lasciare dei moribondi per strada Piotr si impunta e sveglia i meno gravi per far portar via gli altri dalla strada. Non riceverà ringraziamenti per il suo gesto anzi alla domanda sul motivo dell’attacco risponderanno “non ce l’hai uno specchio a casa?”

Coppetti, mattino del 4° enhor crescente (16 aprile)

Passa la notte e al mattino la vedova Salva introduce il gruppo al borgomastro Bastante Aldogiovannini. (Pro memoria per Diogenes: per fare buona impressione, all’affermazione siete la metà di mille non si risponde “no siamo la metà di 16”). Nessuna informazione purtroppo su Temestocle però si scopre che ci sono state altre 25 sparizioni, per lo più di cacciatori nel bosco ad est della strada per Lisalania. Forse verrà fatta una colletta fra le famiglie se si risolverà il problema.
Il sindaco stesso accompagna gli avventurieri dalla famiglia di Ricciardo Castagnari. La madre dell’emporista li accoglie nella casetta in centro proprio sopra l’emporio ed è felice di aver avuto notizie del ritrovamento di “Ricciardino”. Racconta una strana storia di streghe che sarebbero responsabili della sparizione del cognato di sòra Adrialuna recatosi nel “boschetto di là, qua sotto insomma“ dove c'è un tempio non più utilizzato (perché gli auran non vogliono che si adorino i vecchi dei). L’anziana rimane colpita positivamente tanto da regalare a tutti una lanterna.
Dopo breve consultazione si sceglie di dare la caccia ai 5000 drog di ricompensa per la restituzione dei resti di Bebo, il bosco a sud le streghe e le sparizioni, non prevedendo ricompensa passeranno in secondo piano.
Alla miniera Sartori non si vedono nuove tracce, sembra un lavoretto facile, alchè, entrati nella stanza degli insetti necrofori, Piotr dopo un paio di passi sprofonda nel terreno che improvvisamente cede sotto di lui e si incastra. Mentre gli insetti tentano di mangiargli i piedi i compagni gli gettano una corda ed in qualche modo a forza di braccia si tira fuori dalla trappola. Ancora più infuriato di quando era entrato inizia a colpire il terreno con la sua ascia urlando parole nella sua lingua che inequivocabilmente appaiono offese terribili. A causa di tutta quella confusione 6 bestie spuntano dal terreno e comincia un combattimento all’ultimo sangue.
Gli insetti sono molto robusti, il carapace è molto più duro del legno e forse potrà essere rivenduto, pensa il maestro. Lo scontro è molto duro, Diogenes viene colpito al deretano, Yanagi e Hisui sono feriti gravemente. Piotr dopo averne tagliato un esemplare in due parti con un colpo di ascia ben assestato perde la sua arma e a pugni cerca di aprirsi un varco per riprenderla. Tale è la sua furia che anche quando Diogenes raccoglie da terra e gli porge la sua amata ascia se ne infischia e a mani nude schiaccia l’ultimo mostro che esplode in  un getto di liquido giallo. Imbrattato dell’icore della bestia, il westan sente la pelle bruciare sempre più intensamente...

Fine sedicesima puntata.

Resoconto a cura di Piotr
Immagine (c) Bob Nolin

lunedì 9 settembre 2019

[RdL] Mentre il fabbro Piotr batteva il ferro

Teobolfo Cantieri (Blacksmith by mojette)
Lisalania, sera del 4° ahoer crescente (14 aprile)

L’incontro con Freido si rivela grottesco ed infruttuoso. “L’ala forgiata, boh che è una stella?”
Avvilito Piotr si reca a I 5 coltelli per bere qualcosa ed assistere allo spettacolo di Carenna la quale gli rivela, dopo la promessa di non far sapere alcunché a Diogenes, che due sere prima allo strano incontro con la gran sacerdotessa, la quale notoriamente vuole chiudere tutti i locali come il suo ritenendoli immorali, le è stato chiesto di esibirsi in privato...
Tornato a casa Piotr trova Ulfris che fa i bagagli, i suoi confratelli Ellimi hanno bisogno di lui, ha trovato un passaggio per il confine e poi chissà dove andrà. Si sente come di abbandonare un parente tanto è l’affetto cameratesco col westan.
“Saluta gli altri e saluta Lenassa, merita qualcuno meglio di me.”
Prende lo zaino e se ne va nella notte.

Fioravante è a cena col padre silenzioso, preoccupato per la proposta dei rivoluzionari che presto torneranno. Si accende una discussione fra i due, il padre ha messo su tutta la baracca nella speranza che lui tornasse ed ora che lo ha fatto perché esporsi e rischiare tutto? Fioravante è del parere che presto bisognerà prendere posizione e spinge per la ribellione agli auran ma sosterrà il padre qualunque decisione prenderà. Esaminando la spada col suo aiuto apprende che è un potente artefatto e si chiama Fiera.
“Ah riconosco il simbolo, la strega Belarga! E' poco risaputo ma la favola si ispira ad una storia vera di quasi 200 anni fa, e il metallo è ancora perfetto!”

Myristica va dall’erborista, si apposta fuori conoscendo le sue abitudini e non appena va a dormire fa un passo in direzione dell’erboristeria e si accorge di un paio di individui sospetti. Svanisce grazie alle sue arti e si accorge che ben 5 giovani miliziani fanno la ronda nei pressi dell’erborista. Il vecchio guardone ha avvisato la milizia! Si avvicina ad uno isolato (tale Gisberto), il meno sveglio di tutti esce dalle ombre e lo sgozza. Gli toglie la fascia dal braccio e gliela ficca in gola. Col favore delle ombre si dilegua.

All’insegna grigia il maestro Yanagi e (il maestro) Diogenes si recano per bere qualcosa e si ritrovano Myristica. Diogenes nota che uno schizzo di sangue le sporca la guancia... Myristica va in cucina da Dublana e le lascia intendere cosa sia accaduto, urla a Severio di offrire da bere a lei e i suoi amici.
Diogenes: “Cosa abbiamo fatto per meritarci la birra?”
Myristica: “Tu niente come al solito! Ed io sono stata qui con voi tutta sera”

Lisalania, mattino del 4° tehner crescente (15 aprile)

Il mattino dopo Piotr di buon mattino è già al lavoro in officina, Yanagi viene per parlare col fabbro e chiedere cosa potrebbe valere il cuore del mostro-albero. Il fabbro esce per parlare con suoi contatti e lascia l’officina nelle mani di Piotr. Yanagi tenta di vendere il suo arco a Piotr il quale per timore di perdere il posto non può offrirgli più di 1000 drog.
Piotr: “Prova ad andare dalla concorrenza e vedrai che non ti faranno un prezzo migliore!”
Alla concorrenza viene venduto per 1500 drog grazie all’aggiunta di una robusta dose di oppio per pipa del vecchio maestro.
Come al solito il westan viene dimenticato dagli altri in officina a lavorare, riuscirà a liberarsi solo al ritorno del fabbro con la scusa di portare al maestro la notizia che un artigiano è disposto a pagare lo strano legno 3000 drog per farne forse delle pipe. Piotr è messo in guardia dal fabbro, nella notte hanno ucciso un miliziano.
Piotr: “Ed io cosa c’entro?”
Fabbro: “Sei forse un llud tu?
Piotr: “Messaggio ricevuto capo!”

Fioravante si reca alla residenza Von Matterhorn dove gli viene detto dalla bella Robin che Diogenes era ancora in meditazione e poteva quindi aspettarlo nella sala comune dove Myristica “come se nulla fosse” stava facendo colazione. Diogenes mediterà per un altra ora e mezza... Al suo risveglio riunione del gruppo a casa sua. Mentre prepara una nuova orazione si decide di partire per Coppetti e cercare le due famiglie per portare notizie della morte di Bebo Mastiagatti e Temestocle Massacesi.

Partenza col carretto di Galaele che si chiude in un triste silenzio nonostante Myristica tenti di consolarlo. Ma la perdita è troppo vicina e l’interesse sarebbe rivolto comunque ad altre sponde... Coppetti è un paese famoso per le ceramiche arrivando si notano le ciminiere dei forni e l’odore nauseabondo che ricorda la frutta marcia.
Al maneggio I cavalli di Frisio il padrone signor Frisio dice che il Massacesi gli ha rubato un cavallo (non lo ha riportato perché deceduto in realtà) e ci indica gentilmente i forni di proprietà del sindaco, dove lavorava... “Vedi il fumo? Sotto c’è il forno...Ma guarda te!”
Piotr si scusa sinceramente con Diogenes per averlo spinto a parlare con Frisio, è stato un suo errore di valutazione, in quel caso le sue arti non servivano. Ai forni avrebbe parlato lui lasciandogli in caso il compito di conferire col sindaco, la più alta autorità di Coppetti...
I forni si trovano in un lunghissimo edificio di mattoni con numerose ciminiere, chiedendo ad un lavoratore si apprende che Massacesi lavorava lì da qualche mese e andò via due settimane fa. Occorre parlare col sindaco per sapere qualcosa di più.
All’osteria non sanno nulla di Massacesi ma ci indicano l’abitazione di Bebo Mastiagatti una fattoria più a nord. Raggiunta la zona ci si trova davanti ad un’abitazione di medie dimensioni ben tenuta. La moglie di Bebo è informata della dipartita. Offre 5000 drog per il recupero della salma a cui vuole dare degna sepoltura offre la cena e stallo per la notte in un magazzino vuoto. La vedova signora Salva ha due figli Antonino di 5 e Lucilla di 8, la suocera è una vecchia arzilla di nome Duilea molto brava a cucinare, la ricetta della sua  focaccia alla cipolla verrà mantenuta rigorosamente segreta.
Il giorno dopo su richiesta del gruppo la signora Salva li presenterà al sindaco.

Dopo cena Diogenes si esibisce sulla pubblica piazza con uno scarno pubblico di un paio di dozzine di individui e la metà va via delusa... Bottino della serata 85 drog di cui ben 5 di Piotr colpito particolarmente dall’esibizione del Maestro goduta dalla prima fila.
Sulla strada di casa in una zona poco abitata una dozzina di loschi figuri armati di bastone e catene aggredisce il gruppo, probabilmente spettatori delusi... Vedendoli arrivare Myristica e Fioravante si defilano per attaccarli alle spalle mentre Piotr si pianta in mezzo alla strada e rumorosamente si infuria sfidandoli. I 12 si infrangono su Piotr che con una piattonata di ascia li respinge e il maestro Yanagi ne colpisce due che pensano bene di rimettersi nelle retrovie. Fioravante tenta di aggirarli Myristica rimane dove si trova. Nessun danno questi sono ben poca cosa ma sono 12 e si rifanno sotto tutti a Piotr che perde la pazienza e parte al contrattacco...

Resoconto a cura di Piotr
Immagine by David Giraud (c) UbiSoft

giovedì 5 settembre 2019

ESTRATTO DA “IL SAPERE NUOVO - TUTTO SU DIOGENES” #8


In quel tempo, Diogenes concentrava i suoi studi e le sue lezioni sul rapporto tra i servi e i padroni severi e più esigenti. Con gran esempi egli insegnava ai suoi concittadini come fosse più proficuo, per chi non era nobile, recitare la sua parte sottomessa finché fosse stato di fronte al padrone, e deriderlo non appena quello si fosse voltato. In questo modo il povero popolano non avrebbe adirato il padrone severo, e non ne avrebbe subito le angherie; al contempo avrebbe potuto trarre piacere dalle risate fatte con i suoi amici in altra sede.

Un giorno, un giovane nobile, famoso per la sua severità nei confronti dei servi, si fermò ad ascoltare la lezione del Maestro, e intervenne dopo che essa fu finita:

“Devi avere una bassa considerazione del mondo, Diogenes, se pensi che questi comportamenti siano auspicabili.” Diogenes rispose sorridente “Mio Signore, io considero il mondo per quel che è: un palcoscenico in cui ognuno è un attore, impegnato a recitare tutte le parti necessarie per il buon svolgimento della commedia.”

Il giovane nobile, visibilmente risentito, rispose in tono tagliente “Fai attenzione che la commedia non diventi una tragedia, con spargimenti di sangue e morti inaspettate.”

Il sorriso già ampio di Diogenes si allargò ancora, e rispose: “Morire, mio signore, è comune tanto quanto vivere. Non escludo che un giorno possa toccare a qualcuno dei presenti.”

E così il giovane nobile si allontanò tra le risate e gli applausi a Diogenes dei presenti.

lunedì 2 settembre 2019

[RdL] Chi non ha testa ha gambe

Grand Eclipse by JustV23
Lisalania, alba del 4° ahoer crescente (14 aprile)

E’ l’alba di un nuovo giorno, il corvo di Ulfriss viene mandato a tenere d’occhio gli accessi della miniera perché chiunque abbia organizzato quella prigione può essere ancora in giro e presto andrà a controllare il prigioniero per nutrirlo e mantenerlo in vita.
Galaele diventa parte integrante del “codazzo” di Diogenes il quale manda a dormire tutti e tenta di far rapporto al capitano delle guardie... ci andrà tre volte nel corso della giornata scordandosi sempre di fare le domande giuste.
Davanti all’erboristeria in strada sono stati portati dei fagotti con gli oggetti personali di Myristica e Rayanna, quest’ultima medita tremenda vendetta tanto che proprio a Myristica tocca calmare l’animo della compagna. Le due si vedono costrette a chiedere ospitalità al conte Von Matterhorn che si dimostra particolarmente incline ad aiutarle visto che nella sua dimora “l’ospitalità è sacra” fino a che una terribile scossa elettrica lo coglie...
Dopo il sonno Piotr si mette a lavorare a bottega del fabbro e viene dimenticato dai compagni che macinano km su e giù per Lisalania.

Lassaliti viene informato dei ritrovamenti nella miniera e invita Diogenes a proseguire le indagini informandolo di altre segnalazioni. Dovrà ritornare per chiedere esattamente da dove provenissero...

Alla locanda I cinque coltelli è tutto a posto, Carenna è tornata sana e salva anche se per detta sua è stato strano, alla domanda di Diogenes se fosse uno strano erotico viene preso a male parole e non riesce ad ordinare nemmeno il pasto (forse anche per l’arretrato di 5700 drog)

In corporazione dicono che le condizioni di Ricciardo Castagnari sono stabili ma è tenuto in quarantena e nessuno può vederlo. La cosa scatena una discussione fra le sospettose e prevenute femmine del gruppo e l’animo puro di Diogenes... Poi si scivola su discussioni più frivole ed inutili ed infine si ricade nell’insistente desiderio di vendetta della sciamana che a detta di Myristica “sembra andare in giro a rovinare la vita alla gente”.

Andando finalmente a chiamare Piotr per procedere all’analisi dei ritrovamenti della miniera i tre vedono in piazza la coppia del combattente e dell’incappucciato che alcune sere prima si aggirava di locanda in locanda forse per fare la spia ma non indagano oltre...

Arrivati dal fabbro si esamina dapprima l’ampolla di liquido verde che sembra essere una sostanza in grado di rendere il metallo fragile come vetro. Poi è il turno della spada bastarda; c’è uno spesso strato di incrostazione che Piotr riesce a pulire ma nonostante questo sembra antica e pregiata, il metallo è molto vecchio ed è strano che le sue condizioni siano così buone. Diogenes senza sforzo riconosce i simboli sull’elsa e rammenta una storia che lesse da piccolo sulla strega Belarga. Una donna di Cedreto di nome Maria Belarga impazzì cercando la vita eterna e si diede alla stregoneria tanto che il marito barone Luigenio de’ Falchi la cacciò di casa. Dopo poco cominciarono a sparire persone e bambini e Luigenio organizza una battuta di caccia per uccidere la strega e il suo seguito. Maria fuggì e Luigenio le corse dietro. Un cacciatore assistì alla scena, Maria disse che non avrebbe avuto il coraggio di ucciderla se gli avesse dato le spalle allora lui la trafisse. Tornato coi rinforzi trovò il barone svenuto a terra e la strega con la spada era scomparsa. Luigenio cadde in rovina perché aveva colpito una donna alle spalle seppur strega.

Piotr butta gli occhi all’indietro e parla con voce non sua per poi dimenticarsi di tutto. Pronuncia una criptica profezia:
IL GIORNO IN CUI L’ALA FORGIATA SARÀ ECLISSI
AVRÀ INIZIO DEGLI USURPATORI IL NUOVO DECLINO
Cominciano le congetture prive di fondamento su cosa sia l’ala forgiata, su cosa abbia innescato la visione (la spada o il “difetto” di Piotr?) e sul significato della profezia, l’ipotesi più accreditata è quella di Piotr: in qualche modo il westan ha predetto l’imminente attacco ai danni degli auran e la loro cacciata.
Il gruppo si rivolge a fratello Altelio del tempio dei luminosi che non ne sa nulla ma indagherà per scoprire la data delle prossime eclissi.

Ormai a sera ci si ricorda degli altri oggetti trovati nella miniera e raccolti per tentare di dare un nome ai cadaveri rinvenuti e informare le famiglie. Al maître del Lungo fiume si domandano informazioni sulla ricevuta del barilotto di birra e si scopre che fu acquistato 4 settimane prima (per l'esattezza 3 giorni prima della quinta stagione) da un certo Bebo Mastiagatti.

A Piotr viene finalmente in mente di andare con Ulfriss a domandare info al contatto della resistenza riguardo alla presunta offensiva contro gli auran e...

Fine quattordicesima puntata.

Resoconto a cura di Piotr
Immagine (c) Justinas Vitkus

lunedì 26 agosto 2019

[RdL] La ghoul

La ghoul ("Bring me back my sword, b*tch!" by Sergey Osmic)

Miniera abbandonata, sera del del 4° Nehener crescente (13 aprile)

Il combattimento continua. Le tre creature insettiformi si liberano e risprofondano nel terreno. La "vecchia culturista" geme ed attacca quelli davanti. Fioravante la cavalca e la uccide. Quando recuperano la spada del ghoul chi la impugna sente una sensazione di nobiltà. Sembra antica e preziosa. Cerchiamo un’uscita ma prima decidiamo di riposare un poco. Torniamo sui nostri passi cercando un’uscita, apriamo una serie di porte subito oltre la parte della sabbia e degli insetti [La stanza dove hanno combattutto contro la ghoul, N.d.GM] con un poco di sbattimento riusciamo a trovare un'uscita oltre al crollo. A questo punto decidiamo di esplorare il passaggio di mezzo. Lo allaghiamo per far salire il camminamento di legno e parte dell'acqua deborda nel terzo passaggio.
Continuando troviamo una serie di celle, una contiene un ragazzo ancora vivo, dice di chiamarsi Ricciardo, è stato ferito da una sanguisuga di Bugat.
[Sono rinvenuti anche due corpi che avevano con sé ricevute di acquisti fatti a Lisalania e Coppetti, N.d.GM]

Tempo dopo siamo di nuovo a Lisalania, all'interno dell'ospedale della corporazione. Diogenes fa pesare il proprio peso e riescono a far ricoverare Ricciardo [anticipando 750 drog dei 2500 richiesti, N.d.GM] e anche a parlare con il dottor Partaker. Gli spillano soldi.
[La compagnia consegna al dr. Partaker le due sanguisughe di Bugat catturate, N.d.Piotr]

Fine tredicesima puntata.

Resoconto a cura di Fioravante
Immagine (c) Sergey Osmic

giovedì 22 agosto 2019

ESTRATTO DA “IL SAPERE NUOVO - TUTTO SU DIOGENES” #7


In quel tempo, Diogenes amava tenere le sue lezioni in prossimità della Locanda dei Cinque Coltelli. Aveva infatti scoperto che un pubblico era meglio disposto ad ascoltare, avendo a portata di mano un buon pasto e una buona bevuta, da fare subito prima o subito dopo la lezione. Inoltre il pubblico che entrava nella taverna veniva rimpiazzato da quello che ne usciva. Un giorno, poi, Diogenes venne a sapere che all’interno della Locanda vi era un piccolo palco; decise, senza indugio, di tenere una lezione da quel palco.

Il successo fu enorme e grandi i complimenti del pubblico, ma la proprietaria della Locanda se ne ebbe a male, poiché il palco era riservato ai suoi spettacoli e non si poteva utilizzare senza il suo permesso. Per questi motivi cacciò il Maestro e i suoi allievi dal locale, con fare cortese ma deciso e minaccioso; mentre si allontanavano, gridò loro: “Spero di non rivedervi mai più.” Fu allora che Diogenes si fermò, tornò fino alla soglia della Locanda e, rivolto alla proprietaria, togliendosi il cappello in un profondo inchino, rispose: “Quello che non si spera, mia cara, avviene più spesso di quello che si spera.” E le diede un bacio sulla guancia allontanandosi lungo la strada, mentre la proprietaria lo guardava sorpresa.

giovedì 15 agosto 2019

ESTRATTO DA “IL SAPERE NUOVO - TUTTO SU DIOGENES” #6

IL SAPERE NUOVO #6

In quel tempo, Diogenes amava accompagnarsi ad un gruppo di amici provenienti dai più disparati angoli di Marahan. Aveva infatti per colleghi e compagni di bevute molti compagni di razze esotiche come Wyrn e Westan. Con loro animava le serate di Lisalania, mettendo in scena estemporanee rappresentazioni teatrali sui mali della vita e degli uomini. Con loro condivideva le sue filosofie e i piaceri della tavola e del vino. Al contempo seguiva i suoi compagni alla scoperta dei luoghi meno frequentati e nobili della città, come il mercato del porto. Impregando così la sua persona e i suoi abiti dell’odore tipico di quei luoghi.

Una persona che lo riconobbe nella folla, durante queste passeggiate, si fece avanti e gli chiese “Tu sei Diogenes, il filosofo. Apprezzo molto le tue lezioni, ma non hai vergogna di girare per le strade con gli abiti così logori e questo cattivo odore.”

Il Maestro sorrise e benevolmente e rispose “Amico mio, la vergogna sta negli occhi degli altri. Se tutti fossero ciechi ed io l’unico a poter vedere, non avrei bisogno di abiti e accessori eleganti.”

Poi si voltò e proseguì nella sua passeggiata.

giovedì 8 agosto 2019

ESTRATTO DA “IL SAPERE NUOVO - TUTTO SU DIOGENES” #5

IL SAPERE NUOVO #5

In quel tempo, Diogenes teneva le sue lezioni per mezzo di brevi aforismi circoscritti, potendo così spaziare per molteplici argomenti nello stesso tempo in cui avrebbe lungamente dimostrato una sola teoria. Il Maestro trovava interessante la soluzione retorica e notava come, per un pubblico meno istruito, i messaggi della sua filosofia arrivassero più chiari tramite brevi sentenze che a mezzo di lunghe dissertazioni.

In questo periodo, un sapiente del Tempio di Lisalania si fermò ad ascoltare una delle lezioni e la interruppe apostrofando Diogenes “Queste tue affermazioni sulla religione sono ridicole se estrapolate dal contesto…”il sapiente andò avanti per circa venti minuti ad esporre un pensiero che alla fine molto si accostava a quello del Maestro, il quale, quando il sapiente ebbe finito di parlare, fece un grande sorriso e, in tono scanzonato, disse: “Devi renderti conto, amico mio, che argomentazioni lunghe ed argomentazioni brevi portano spesso alle stesse conclusioni. Dunque perché tediare i miei concittadini con lunghe argomentazioni?”

Il sapiente rimase a bocca aperta, mentre Diogenes raccoglieva con un inchino gli applausi di coloro che ancora erano svegli dopo le lunghe argomentazioni fornite poco prima.

giovedì 1 agosto 2019

ESTRATTO DA “IL SAPERE NUOVO - TUTTO SU DIOGENES” #4

IL SAPERE NUOVO #4

In quel tempo, Diogenes soleva frequentare spesso il prostibolo di Madama Leonilda, nel quartiere nobile di Lisalania. Il Maestro traeva piacere non tanto dai rapporti carnali, che pure intratteneva con alcune e alcuni dei dipendenti di Madama Leonilda, quanto dall’ascoltare, a volte per notti intere, le loro disgraziate storie di povertà e patimenti, empatizzando fortemente con le tribolazioni delle povere anime che con lui si confidavano.

Il Maestro aveva poi sviluppato un buon rapporto con molti altri clienti abituali e anche con loro discuteva a lungo di politica, filosofia e, soprattutto, dei patimenti d’amore per i quali poi questi uomini si ritrovavano a diventare clienti di Madama Leonilda. Sempre il Maestro aveva una parola di conforto e di buon auspicio per tutti, a volte scherzava per tirarli su di morale; talvolta arrivava ad improvvisare piccoli spettacoli o a pagare i dipendenti anche solo per una lunga chiacchierata.

Una sera, un mercante di Serralmare, noto in città per i suoi modi di fare altezzosi e sprezzanti nei confronti degli abitanti di Lisalania, e delle persone di rango inferiore al suo, in generale, si fermò al prostibolo per goderne dei piaceri e, avendo ascoltato una delle orazioni sull’amore del Maestro, gli si avvicinò alla fine dello spettacolo. Il Mercante aveva da poco superato i quaranta, ma si dimostrava molto più anziano nell’aspetto; con fare arrogante chiese a Diogenes: “Se dunque sei così esperto dell’amore, dimmi, qual’è il momento giusto per sposarsi?”

Diogenes gli sorrise amorevolmente e rispose: “Quando si è giovani non ancora, quando si è vecchi, come te, non più”.

Il Maestro si allontanò con un dipendete di Madama Leonilda, lasciando il mercante a riflettere delle sue sventure tra le risate di coloro che avevano udito.

giovedì 25 luglio 2019

ESTRATTO DA “IL SAPERE NUOVO - TUTTO SU DIOGENES” #3

IL SAPERE NUOVO #3

In quel tempo, Diogenes era aduso bere solamente vino rosso. Da poco aveva scoperto alcune varietà fruttate provenienti dal Bronerun, e in qualunque Locanda si recasse ordinava sempre una varietà di vino rosso nuova e mai provata, e molte ne assaggiava, anche di infima qualità, proposte dagli avventori.

In breve tempo divenne esperto degli aromi, dei profumi e dei retrogusti di vino rosso, anche delle tipologie meno diffuse, sia pregiate che di scarsa qualità. La sua conoscenza divenne presto nota tra tutti i viticoltori e gli amanti del vino di Lisalania. Fu così che una sera, alla Locanda del Lungofiume, durante una degustazione di Vini importati Auran, un viticoltore noto per la taccagneria, oltre che per la qualità del suo vino, gli si avvicinò con un bicchiere in mano e chiese al Maestro, in modo che tutta la sala sentisse: “Dimmi dunque, Diogenes, quale vino preferisci dei tanti che non hai mancato di assaporare?”.

Diogenes fece un ampio sorriso, gli prese il bicchiere di mano e fece un sorso. Poi, restituendo il bicchiere vuoto al viticoltore, disse: “Quello degli altri”. Si voltò di nuovo verso il tavolo delle degustazioni e riprese ad assaggiare vini ignorando il viticoltore.

Da allora, prima di poter entrare alla Lungofiume, il Maestro deve mostrare la borsa delle monete.

lunedì 22 luglio 2019

[RdL] Paria nata dalla tempesta

Necrofori giganti (Flash|Post-World by Alexandra Khodjayan)

Miniera abbandonata, primo pomeriggio del del 4° Nehener crescente (13 aprile)

Mezza dozzina di sanguisughe piombano sul gruppo dall’alto, Yanagi con un balzo evita l’attacco mentre Ulfriss riesce almeno a resistere al contagio. Fioravante ne cattura una lanciando la sua rete piombata e Diogenes con fare teatrale sfodera lo stocco lo sventola in aria ma si conficca nel soffitto... Piotr a questo punto per salvare il filosofo si frappone fra lui e le creature. Risultato dello scontro 4 creature eliminate 2 catturate e il crollo della via di fuga che si sarebbe potuto evitare puntellando il soffitto nella parte debole del corridoio.

Il gruppo si divide, un drappello va in esplorazione lungo quello che sembra essere un fiume artificiale, Diogenes assistito da Fioravante cerca di rendere inoperativo il cristallo e Rayanna nata dalla tempesta viene emarginata per il grosso rischio che comporterebbe una scarica elettrica su macchinari delicati. Rimane in disparte a parlare con Galaele che capisce bene il problema dell’essere emarginati… Dopo un minuto alla prima dolorosa scossa la sua compassione è messa in discussione.

Il maestro esplorando i luoghi già incontrati si accorge di altre macchie di sangue sul soffitto in direzione dei tunnel con i pozzi asciutti mentre il drappello di esploratori trova una chiusa che parrebbe comandare il riempimento dei pozzi nel primo corridoio.
Mentre Diogenes è al lavoro sul congegno si sente un clac sordo e la terra che trema sotto i piedi, il soffitto si sta abbassando e non c’è più la porta, sono momenti di panico quando il maestro a schiaffi risveglia i tre compagni vittime della solita illusione del cristallo.

Con i poteri psichici di Rayanna, (divenuta improvvisamente indispensabile) si scopre che questo secondo cristallo, che è letteralmente identico al primo, è stato messo in funzione della stessa persona dal volto inquietante forse coperto da maschera con parti meccaniche come braccia cibernetiche allungabili. Alcune frasi sono rimaste impresse nella mente della older “...vediamo se pollicino seguirà la traccia di molliche” cosa significherà? Forse i macchinari sono stati posizionati in linea per attirare i mostri a Lisalania? E a quale scopo?
Con questi interrogativi e disattivata la macchina non senza ricevere pochi danni si decide di investigare nella profondità dei pozzi. Probabilmente la chiusa è stata costruita per prosciugare i tunnel per poter estrarre minerale oppure è un ingegnoso sistema di difesa, non è chiaro. Nell’apprestarsi a far scendere il maestro in uno dei pozzi ci si rammenta della presenza di Irafn, il corvo viene spedito a cercare informazioni. Come si pensava ci sono delle piattaforme galleggianti che all’arrivare dell’acqua si sollevano per consentire il passaggio. I 3 pozzi sono collegati come vasi comunicanti e non essendo chiaro il significato del cartello esposto nel primo si decide aprendo la chiusa di riempirne uno solo per precauzione.
Si attraversa il ponte galleggiante percorrendo poi un corridoio con aria più fredda e si comincia a sentire odore di muffa e di carne putrefatta. Si giunge in una stanza con terreno soffice smosso e diversi resti umani probabilmente derivati dalla trasformazione delle sanguisughe. Piotr pensa ad una trappola e Fioravante con la coda dell’occhio coglie un movimento. Decidiamo di legare ad una corda il maestro che con passo leggero si avventura verso i resti per perquisirli. Uno dei corpi si muove ancora, sembra stia sprofondando e dal terriccio spuntano mezza dozzina di insetti giganti che si nutrono di cadaveri.
La corda si tende e il maestro viene strattonato indietro a 4 metri dalle possenti braccia westan ma non abbastanza per essere fuori pericolo. Con agilità ed esperienza Yanagi si scrolla di dosso gli insetti saprofagi. Nel frattempo gli arcieri scagliano qualche freccia. Il maestro passa al contrattacco e con un poderoso colpo ne scaraventa via uno, sembrano avere un carapace molto resistente. Piotr ne abbatte un altro e il maestro riesce ad imprigionarne 3 in una ragnatela magica. Diogenes e Fioravante avendo la stessa idea di aggirare il nemico si ritrovano quasi a scontrarsi verso il tunnel nuovo dal quale si sentono arrivare passi rapidi e pesanti... Una creatura grottesca di due metri e mezzo con una spada conficcata nel petto esce dall’ombra. Puzza come la morte stessa e in un attimo attacca Diogenes che schiva miracolosamente il colpo per poi andare addosso a Fioravante il quale sferra un colpo con la spada corta che provoca almeno dolore perché questo mostro emette improvvisamente un urlo con frequenza femminile. Sembra essere una naga.

Fine dodicesima puntata.

Resoconto a cura di Piotr
Immagine (c) Alexandra Khodjayan

giovedì 18 luglio 2019

ESTRATTO DA “IL SAPERE NUOVO - TUTTO SU DIOGENES” #2


In quel tempo, Diogenes aveva da poco iniziato a tenere le sue lezioni. Egli filosofava per strada e nelle locande a chiunque volesse ascoltarlo. Il suo pubblico era per lo più composto dai poveri e dai deboli della città, e molti assistevano ai suoi spettacoli senza comprenderne il senso profondo, ma solo perché trovavano divertente il suo modo di fare e le sue metafore. Mentre la sua notorietà cresceva e alcuni lo definivano semplicemente “comico” o “giullare”, egli proseguiva nella diffusione del sapere, incurante di coloro che ne sminuivano gli sforzi.

Dopo una sua esibizione nei pressi del quartiere Corporativo, uno psicoscienziato di medio rango che aveva assistito allo spettacolo gli si avvicinò, e lo apostrofò così “Cosa pensi di fare con questi spettacoli insulsi? Non vedi che molti di coloro che ascoltano poi ti deridono?”

Diogenes si fece serio e rispose, come fosse la cosa più scontata di Marahan: “Ma io non mi derido!” Poi si diresse verso la vicina Locanda dei Cinque Coltelli e offrì da bere a quanti ne volessero.

lunedì 15 luglio 2019

[RdL] Non piangere sulla grappa versata

The Forest Ancient by Zephyri

Verso Coppetti, mezzogiorno del del 4° Nehener crescente (13 aprile)

La creatura passa agilmente fra gli altri alberi e accorcia in un attimo le distanze, Yanagi con un poderoso colpo a mani nude stacca un grosso pezzo di corteccia e Rayanna con un potere fa un attacco di calore e il suo corpo comincia a fumare emettendo un suono come di legno secco che si spezza. Con uno scatto Myristica strappa la torcia accesa da Ted e prova a dar fuoco al mostro, si incendiano debolmente solo i vapori che fuoriescono dal corpo legnoso e Piotr con un lampo di genio ma con le lacrime agli occhi lancia una delle sue bottiglie di grappa viola nella speranza che il fuoco avvampi sulla creatura ma la mira non è delle migliori e la bottiglia si rompe cadendo sul terreno a poca distanza.
L’albero corrotto fa in tempo ad inghiottire il maestro prima di cadere sotto gli attacchi del resto del gruppo. Tratto in salvo il maestro dalle fauci del mostro viene spento il fuoco per evitare di espandere l’incendio al resto della foresta e dalle creature si estraggono i due “cuori” con i quali si potrà costruire qualcosa (non è chiaro cosa esattamente) quindi ottima merce da rivendere. Yanagi trova anche una utile ghiandola piena di acido e sull’onda del suo successo Piotr imitandolo sulla seconda carcassa ha meno fortuna perché questa ghiandola esplode provocandogli non pochi danni.

Miniera abbandonata, primo pomeriggio del del 4° Nehener crescente (13 aprile)

A mezz’ora di distanza dallo scontro le tracce finiscono in una apertura regolare a ridosso di una parete rocciosa che si rivela essere una miniera abbandonata. Nelle prime stanze abbastanza spoglie si trovano resti di giacigli e attrezzi arrugginiti. Poi una robusta porta chiusa a chiave sbarra il passo all’accesso di una terza stanza ormai da lungo tempo. Si incontrano sulla destra dei pozzi profondi circa 9 metri di cui uno con un simbolo rimasto indecifrato (c’è chi pensa ad allagamenti e chi a vene esaurite) e oltre i pozzi corridoi irraggiungibili. Oltre la parte iniziale della miniera una stanza dove si sente scorrere acqua e un altro congegno attira-sanguisughe e ben sei esemplari appesi al basso soffitto che lo attorniano. Piotr, fino a quel momento in testa al gruppo, indietreggia silenziosamente su richiesta di Diogenes che vorrebbe affrontare il combattimento con un buon piano. Dopo lunga discussione e trovata la strategia adatta Yanagi silenziosamente si avvicina per lanciare una crypto-ragnatela e imprigionare i sei esemplari ma di loro non c’è più nemmeno l’ombra... Si saranno staccati dal soffitto per fare un agguato oppure il congegno come quello della prima volta ha stretto nella sua invisibile morsa le menti dei componenti del gruppo con un allucinazione?

Resoconto a cura di Piotr
Immagine (c) Zephyri

giovedì 11 luglio 2019

ESTRATTO DA “IL SAPERE NUOVO - TUTTO SU DIOGENES” #1


[In giro per Lisalania, sia nelle locande, nelle botteghe o attaccati dallo sterco alle suole delle scarpe, è possibile trovare degli opuscoli redatti dall'entourage di Diogenes von Matterhorn che ne narrano le gesta ed il pensiero. All'inizio di ogni sessione i nostri eroi trovano uno di questi opuscoli. Ritengo sia cosa gradita al nostro spettabile pubblico condividerne i contenuti - N.d.GM]

In quel tempo, Diogenes era solito frequentare un’osteria nei quartieri poveri, ben nota perché frequentata da borseggiatori, tagliagole e simili figure ai margini della società. Diogenes amava offrire loro da bere, ascoltare le loro storie, capire come avessero potuto scegliere una vita ricca di pericoli ed incertezze come la loro. Offriva da bere a molti e in molti lo amavano e lo ascoltavano mentre li incitava a migliorare le proprie condizioni. Ne usciva sempre ubriaco all’alba e ritornava verso la sua dimora barcollando tra coloro che iniziavano i lavori di giornata nei quartieri più ricchi della città. Una di quelle mattine, un nobile molto noto per le sue idee tradizionaliste, repressive e violente anche nei confronti dei suoi servitori lo fermò e lo apostrofò così “Io ti conosco, tu sei l’istitutore dei Von Matterhorn, e di nuovo torni da quel covo di criminali che puzza come una latrina. Perché non smetti di frequentarla facendo così un favore a te al tuo Signore?”
Diogenes allora guardò il nobile, fece un profondo inchino togliendosi il cappello e rispose “Mio Signore, anche voi entrate almeno una volta al giorno in una latrina per i vostri bisogni. Dunque, perché io no?”
Si rimise il cappello e barcollando si diresse di nuovo verso casa, tra le risate dei presenti e la rabbia malcelata del nobile.

lunedì 8 luglio 2019

[RdL] Il cordoglio di Galaele

Galaele Chicci (Fire Mage by anndr)

Presidio della corporazione, mattina del del 4° Sener crescente (12 aprile)

Diogenes cerca Galaele in corporazione per interrogarlo. Il sopravvissuto è distrutto moralmente perché il suo socio in affari era evidentemente qualcosa di più. Tre anni prima si erano messi in affari con l’idea di vendere le pelli anche di altri cacciatori e le cose stavano andando bene. Tre giorni prima lui e Raro erano partiti tardi e si erano fermati per strada accampandosi vicini a Coppetti, ridente paesotto dove si producono pare delle (buone? Bah) brocche. Nella notte sono stati disturbati da quelli che pensava fossero cani con la rogna anche se ripensandoci non aveva visto pellicce, Raro era stato morso ed il giorno dopo era morto [In verità Raro è morto la sera prima, dopo 2 giorni dal morso - N.d.DM]. Galaele si offre di accompagnare il gruppo per ottenere vendetta. Il suo medico curante, il solito dott. Partaker, dopo una imbarazzante discussione sull’inutilità della filosofia a cui fortunatamente per Diogenes nessuno ha assistito, conferma che Galaele ha il sangue pulito altrimenti “avrebbero già soppresso ja!”... L’infezione!
Le bestie chiamate impropriamente palla zampa sono Sanguisughe di Bugat e Partaker pagherebbe bene per un esemplare vivo così da trovare un vaccino e scongiurare l’epidemia. Il puro e inesperto Diogenes incautamente chiede consiglio al medico su come catturare la sanguisuga visto che quella morta ha fruttato ben 1500 drog:
“Mette lui dentro sacco no? Oppure tu... fa mordere! O fa mordere uno ke non ti sta simpatico ja!”

Il resto del gruppo coperto di sangue e merda porta i due cadaveri dei mostri sanguinanti avvolti in sacchi e coperte alla corporazione sperando in una buona taglia. Chiaramente non vengono fatti entrare per scongiurare una pericolosa contaminazione dell’ultimo baluardo della medicina dei territori occupati. Mentre attendono notizie all’esterno esce Diogenes contando un sacchetto di monete. Spartite le poche monete e consegnati i due esemplari peraltro di poco conto essendo conosciuti col nome di “mangiaratti”, ci si prepara per l’imminente spedizione.

Lisalania, mezzogiorno del del 4° Sener crescente (12 aprile)

Il capitano della guardia cittadina viene informato e Diogenes non riesce a fare rifornimenti perché il suo signore ha chiuso definitivamente il suo credito. Tutti gli altri si lavano e l’appuntamento viene spostato all’indomani mattina. L’erborista guardone prova a buttare fuori casa Rayanna e Myristica la quale perderebbe anche lavoro e copertura, ma lei non si da per vinta e letteralmente terrorizza il povero vecchio con la minaccia di denunciarlo ai moralizzatori zeloti e offrendogli la sua “protezione”... così per essere tranquillo di non avere una tisana avvelenata...

A casa sua Fioravante assiste ad una specie di intimidazione ai danni del padre, sembra che la resistenza voglia convincerlo a vendere agli auran merce contraffatta per finanziare un progetto.

Lisalania, mattino del del 4° Nehener crescente (13 aprile)

Al mattino dopo mentre il gruppo sta per partire dopo aver recuperato il carro di Galaele preso in custodia da Carenna de I Cinque Coltelli, due zeloti e il loro capo in persona Kenelose al Rajal chiedono della locandiera e la ragazza viene portata via per una “colazione” con la sacerdotessa Hessefa nal Barim. Grande preoccupazione di tutti essendo la sacerdossa di Kessef “estirpatore dell’immoralità” [il titolo è riferito al dio Kessef, non alla sacerdotessa - N.d.DM]; non potendo fare nulla parte la spedizione in carro per Coppetti.

Verso Coppetti, mezzogiorno del del 4° Nehener crescente (13 aprile)

Dopo tre ore di viaggio viene raggiunto l’accampamento teatro dell’aggressione dei “cani rognosi”. Fioravante seguendo abilmente le tracce porta suo malgrado il gruppo in un’imboscata, quelli che sembrano tronchi d’albero piombare sul gruppo sono in realtà un’unica entità mostruosa e gigante di legno. L’agguato viene schivato all’ultimo istante da Myristica che non è così fortunata al secondo attacco venendo quasi inghiottita.
A questo punto Piotr con un sapiente colpo e un pizzico di fortuna riesce a far sputare la sua compagna dal tronco gigante e Ulfriss sferra un poderoso colpo rendendosi conto della durezza della corteccia. Si susseguono colpi spaventosamente potenti dei guerrieri del gruppo incitati dal solito Diogenes e attacchi col fuoco particolarmente dannoso per delle creature legnose fino a che il mostro stramazza al suolo colpito dalla prima freccia a segno di Myristica...
“Se questa è giustizia! Vorrei un’altra occasione” pensa Piotr quando da un altro punto della foresta esce una creatura gemella della prima...

Resoconto a cura di Piotr
Immagine (c) anndr

lunedì 1 luglio 2019

[RdL] Missioni secondarie

Mastichino (Smile by Santiago Betancur)

Magione dei Von Matterhorn, tarda sera del del 4° Tahner crescente (11 aprile)

Riunione a casa di Diogenes per aggiornare Fioravante Sprecacenere della questione dei parassiti “pallazampa”. Gli ultimi due vengono da Coppetti e si decide dopo aver preso informazioni da quello tenuto in vita in corporazione e dopo una spedizione nelle fogne per guadagnare qualche drog per la ricerca, di andare ad investigare in quel paese nella speranza di ritrovare altri congegni gemelli di quello della grotta. Fioravante si offre di aiutare il gruppo visto che lo aspetta una vita dietro la scrivania qualche giorno da dedicare ad una nobile missione può dedicarlo. Hisui dichiara di seguire il maestro, poco dopo prima di scendere nelle fogne se ne pentirà.

Dando un’ulteriore occhiata con le sue arti magiche al cristallo Rayanna scopre il volto di colui che lo ha attivato. Qualcuno dal volto grottesco forse con parti meccaniche e soprattutto qualcuno che può essere in grado di riconoscere se lo incontra. L’indomani avrebbe accompagnato Diogenes in corporazione per avere la possibilità di scrutare in viso molti scienziati e sperare di riconoscere fra loro l’autore del misfatto.

Avviene una interessante discussione fra Myristica e Diogenes, lei sostiene che si dovrebbe fare qualcosa di più che risolvere il problema delle “pallazampa” e rivolgerebbe la sua lama volentieri verso altri “parassiti” di queste terre, Diogenes invece non pare ancora intenzionato a togliersi il giogo degli auran.

Tornano a casa Fioravante e Hisui incontrano l’inquietante figlia del barbiere che Fioravante costringe a tornare a casa dalla madre visto l’ora potrebbe essere pericoloso per una bambina aggirarsi nei vicoli.

Lisalania, mattina del del 4° Sener crescente (12 aprile)

L’indomani mattina Diogenes ha un appuntamento in corporazione per portare avanti gli studi sul cristallo. Di buon ora deve parlare col suo signore Lorenzo che lo ritiene troppo disinvolto nelle spese e incapace di amministrare i “suoi” denari. Giambattino de I cinque coltelli ha portato un conto che non immaginava potesse raggiungere tale cifra... Diogenes viene avvisato di non abusare della disponibilità del suo signore e dovrà dimostrare con le azioni che è capace di dimostrarsi degno della sua fiducia.

Dopo la ramanzina di primo mattino Diogenes e Rayanna vengono ricevuti dalla dottoressa Alariana, l’affitto degli strumenti sarebbe costato 850 drog all’ora ma cortesia per cortesia Diogenes la convince a cedergli gratuitamente e la lascia assistere alle analisi.

La struttura del cristallo è particolare, è un richiamo su una frequenza anomala non è propriamente un richiamo di naga ma quasi, probabilmente richiama creature nate dopo l’anomalia. Terminate le ricerche il solito problemino di Rayanna si palesa col rischio di far esplodere l’intero laboratorio visto i macchinari che contiene. La dottoressa sostiene che potrebbe essere curata e si offre di fare degli esperimenti ma Rayanna non sembra intenzionata a diventare una cavia.

Il gruppo di derattizzazione capeggiato da un westan allegro, dato che iniziavano a prudergli le mani, nell’impossibilità di trovare un altro accesso alla fogna dei topi diverso dai precedenti ritenuti “impraticabili politicamente” decide di inoltrarsi in una nuova sezione.

Anche qui segni di avvertimento dipinti sui muri come nell’altra. Dopo un breve tratto 2 creature mostruose che nuotano nei liquami e allo stesso tempo sono in grado di camminare agilmente sul soffitto vengono sconfitte e prima di venire sommersi da una alluvione vengono infilate in due sacchi e trascinate in superficie. Pronte per essere recapitate alla corporazione.

Resoconto a cura di Piotr
Immagine (c) Santiago Betancur

lunedì 24 giugno 2019

[RdL] Una locanda molto frequentata

Hisui (personal work by Siwoo Kim)

Lisalania, sera del 4° Tahner crescente (11 aprile)

Dopo aver sognato di combattere contro un losco figuro, Yanagi si sveglia in un letto dell'Ospedale Corporativo, frastornato. Ad accoglierlo il Dottor Partaker, uno psicoscienziato dallo spiccato accento tedesco che è molto interessato ai topi mutati e promette un pagamento se riusciamo a portarne altri; il dottore, inoltre, convince Yanagi a donare il suo corpo alla scienza dopo la morte. Invierà un contratto alla residenza Von Matterhorn.

Nel frattempo, Myristica, fuori dalla residenza De Federighi, aspetta l'uscita di Eleste, serva della casa.

Ai Cinque Coltelli la Grande Sacerdotessa Hessefa si siede ad un tavolo e chiede di assistere allo spettacolo di Carenna, che si svolge in un silenzio surreale. Alla fine dello spettacolo uno degli zeloti arrivati con la Sacerdotessa lascia un borsello di monete sul tavolo e i cinque se ne vanno senza aggiungere altro; Yanagi raggiunge Diogenes ai Cinque Coltelli. A quel punto Carenna offre da bere a tutti tranne che a Diogenes, che però riceve da Yanagi una bottiglia di grappa viola in segno di gratitudine per aver pagato le spese delle cure.

In quel momento, all'Insegna Grigia, Fioravante fa il suo ingresso accompagnato dalla whirn Hisui; non appena li vede Dublana si rintana nella cucina. Fioravante Sprecacenere racconta una storia strappalacrime su suo padre, l'antiquario, e il loro difficile rapporto, inasprito dall'affetto del padre per il garzone Gabriele e dall'interminabile viaggio in Torrida di Fioravante. Hisui invece è alla ricerca del maestro che l'ha abbandonata, Yanagi. I due chiedono informazioni a Severio, cercando di rabbonirlo con le grazie di Hisui; la tattica ha poco successo, ma Severio conferma di conoscere Yanagi, anche se non sa dove si trova.

Rayanna è da sola nella stanza che divide con Myristica, in cui le due si "spazzolano i capelli". Prende la scossa e sente dei rumori dalla stanza accanto e decide di indagare: trova uno spioncino che dà sulla sua stanza e una coperta umidiccia. A quanto pare il vecchio erborista Deoboldo ha un hobby manuale.

Ulfriss, di ritorno dal tempio dove ha lasciato il pesce, va a cercare Diogenes ai Cinque Coltelli, dove si stanno dirigendo anche Fioravante e Hisui.

Ai Cinque Coltelli Yanagi e Hisui si riuniscono, il maestro percula un po' l'allieva, ma poi le spiega che non può più insegnarle niente; Hisui informa il maestro che il Dojo è stato attaccato da un certo Kaisho, che lo ha conquistato uccidendo coloro che gli si opponevano, lo stesso Kaisho ha messo dei sicari sulle tracce di Yanagi. Il gruppo fa la conoscenza di Fioravante, che riparte col pippone sul padre e manifesta la volontà di lasciare Lisalania al più presto; ci informa inoltre che ha affrontato il suo viaggio insieme ad un certo Lord Raj Sael. Si parla anche della morte del barbiere Geodone. L'attenzione del gruppo si sposta su delle grida di aiuto provenienti da fuori. Gli eroi si spostano all'esterno dove vedono un uomo che dimostra chiari sintomi di sanguisuga nella panza. È accompagnato da un altro uomo che si chiama Galaele, il malato si chiama Raro. Il gruppo cerca di accompagnarli alla corporazione, ma a metà strada Raro espelle l'ennesima palla di sangue, morendo. Ulfriss e Myristica uccidono la palla di sangue, ma Galaele è disperato. Ted viene inviato a chiamare la Guardia Cittadina, ma mentre si tenta di convincere Galaele a farsi visitare, arriva la Milizia, chiamata presumibilmente da qualcuno che ha visto la scena. La milizia, col suo fare fasc.... Nazionalsoc... Imperialista, vorrebbe menarci e condannarci a morte seduta stante, ma Diogenes li convince ad aspettare la Guarda Cittadina. La Guardia arriva, manda via la milizia, ci conduce lontano e ci lascia andare, accompagnando Galaele alla corporazione. A quel punto Diogenes spiega agli altri il patto fatto col comandante della Guardia, Coduardo Lassaliti. Decidiamo di spiegare a Fioravante la storia delle sanguisughe alla residenza Von Matterhorn, di fronte a della grappa, fumando erba. Myristica, Ted e Ulfriss vanno a prendere l'erba e Myristica chiede a Ulfriss di spaventare Deoboldo affinché non spii più la sua stanza. In maniera quantomeno singolare, e un po' incerta, Ulfriss minaccia Deoboldo e sembra averlo spaventato a sufficienza per impedirgli di continuare il suo hobby manuale.

Resoconto a cura di Diogenes
Immagine (c) by Siwoo Kim

lunedì 10 giugno 2019

[RdL] Lutto

Croaker (The Black Company) by Irontree

Magione dei Von Matterhorn, primo mattino del 4° Tahner crescente (11 aprile)

“Perché Von Matterhorn nutre tanta fiducia in un individuo simile che se ne sbatte dell’autorità che rappresento?” legge letteralmente nella mente del capitano Lassaliti con le sue arti di oratore il buon Diogenes...
- “Io sono qui per il rispetto che nutro in Lord Von Matterhorn, ma risulta difficile far combaciare quello che mi ha detto con le altre informazioni che ho ottenuto” - “«Una metafora di come il male ci cresca dentro e che possiamo sconfiggerlo solo grazie ad un aiuto esterno» le dice nulla? Qualcuno parla di omicidio… Chi era il coprotagonista della sua rappresentazione?” - “Si rende conto dell’enorme mio sforzo per venirle incontro? Mi garantisce che quello che troverò confermerà la sua versione dei fatti? Parliamoci chiaro lei ne uscirà alla fine ma non posso garantire che i suoi “amici” e dipendenti non subiscano conseguenze”
Dopo una sorta di interrogatorio Diogenes messo alle strette decide di fidarsi del capitano della guardia e vuota il sacco:
- “Le spiego perché la storia sia stata abbellita perché di una storia si tratta, i tempi sono cambiati e un uomo dotato di intelletto sta bene attento a cosa dice e a chi lo dice”
Diogenes racconta che ha fatto tutto da solo, ha parlato con un Alderico piangente che aveva il figlio morto nella scatola, dalla scatola ne esce un mostro e lo stesso contadino si trasforma ed ha dovuto abbatterli raccontando la storia della rappresentazione per non spaventare gli avventori. Il giorno dopo andato a parlare con la moglie di Alderico rinviene anche il suo cadavere e trova un marchingegno causa di queste trasformazioni che prontamente disattiva.
Dopo una storia del genere il capitano Lassaliti si sente di affidare un incarico ufficiale (ma segreto) al filosofo. Qualunque cosa scopra e soprattutto se le indagini porteranno a qualcuno il capitano deve essere messo al corrente. Tutto quello che si sono detti è confidenziale.

Lisalania, 4° Tahner crescente (11 aprile)

Giornata a basso contenuto di avventure: anche gli eroi devono lavorare, chi più e chi meno, anche solo per mantenere la propria copertura. Piotr e Ulfriss dal fabbro, Myristica in erboristeria e Diogenes… facendo quello che fa di solito.

Myristica cerca informazioni su Federigo de’ Federighi prima chiedendo all’erborista poi facendo appostamenti, sembra abbia una fissazione per collezionare oggetti vecchi e costosi tanto che a volte si è inguaiato economicamente per comprare cianfrusaglie robe da ricchi insomma. Eleste una ragazza molto fredda viene ogni tanto in erboristeria per suo conto a comprare delle erbe.

In pausa pranzo Ulfriss, recandosi dal contatto della resistenza (il calzolaio Freido Mezzoboschi) sente parlare due comari sulla soglia; la sera prima alla Corte Giuvenile, il luogo dove si incontrano i giovani della milizia poco lontano dal porto, sembra che ci fossero molte urla come se stessero ammazzando qualcuno.
Giunto dal calzolaio Ulfriss subisce un interrogatorio: - “Tu ragazzo sei a posto anche se non sei il più sveglio tra quelli che conosco… degli altri che mi dici, ci si può fidare?”- Viene a sapere che il magazzino nel quale il gruppo ha fatto irruzione è della resistenza e sarebbe meglio dimenticarsi della sua esistenza, scopre anche che il barbiere è stato ucciso perché era contro il regime anche se non faceva parte della resistenza.

Piotr in pausa pranzo va a scroccare un pasto completo a casa Von Matterhorn col pretesto di far esaminare le vecchie monete rinvenute nella grotta; giunti al dessert, Diogenes afferma con sicurezza che possono avere 20 30 o anche 40 anni.
Dopo il lauto pasto innaffiato di grappa viola si reca dal pescivendolo a riscuotere la ricompensa per il lavoretto delle fogne: 5kg di pesce e del baccalà di fiume, un pagamento scarso considerando il costo delle cure per il maestro ma almeno ha avuto il piacere di prendere a calci quelli della banda della catena.
Questi pesci saranno fonte di discussione tra Ulfriss e Piotr, quest’ultimo vuole portarli alla cuoca dell’insegna grigia per avere poi un pasto e una birra per il gruppo mentre il luminoso cavaliere vorrebbe donarli ai bisognosi. Si raggiunge un compromesso; Ulfriss e due kg di pesce andranno al tempio per fare la donazione ottenendo così la confessione dei peccati del santo cavaliere e gli altri 3 kg finiranno nello stomaco del gruppo.

Diogenes invece va in corporazione per trovare strumenti per compiere analisi sul cristallo della caverna ma Nollo non è certo di avere tutto il necessario e sarebbe comunque tutto a pagamento. La dottoressa potrebbe fare qualcosa e la potrà trovare l’indomani mattina alle 8. Con le lacrime agli occhi per la terza levataccia che gli toccherà fare decide di andare in piazza per tenere una lezione pubblica e sceglie la piazza principale vicino alla bottega del barbiere per parlare di libertà di parola e pensiero. Prima ancora di iniziare un grido straziato giunge dal negozio del barbiere: la milizia ha portato la notizia della morte alla moglie che inveisce contro i miliziani chiamandoli assassini.
Dopo che i miliziani se ne vanno la donna con la figlia al fianco si affaccia un’ultima volta per urlare ai miliziani poi rientra in lacrime mentre la bambina rimane sulla soglia.
Diogenes offre aiuto a Carastina - “Avete bisogno di aiuto economico posso fare qualcosa per tua mamma?”- La risposta della bambina gli fa gelare il sangue - “TU lo sai che cosa serve.”

I Cinque Coltelli, sera del 4° Tahner crescente (11 aprile)

Perso il momento per esibirsi Diogenes decide quindi di andare a scroccare una birra da Carenna.
Mentre sta bevendo l’ultimo sorso di birra e Carenna sta godendosi la scena entra la sacerdotessa con 4 zeloti; un serpente bianco enorme striscia a zig zag tra i suoi piedi senza tuttavia intralciare i suoi passi e...

Resoconto a cura di Piotr
Immagine (c) by Michael Patch

lunedì 3 giugno 2019

I protagonisti

La sessione scorsa è saltata a causa di imprevisti vari. Colgo l'occasione per presentare i protagonisti di questa campagna.
EDIT: Aggiunto Fioravante Sprecacenere

Diogenes Von Matterhorn

Maschio, llud. È un oratore (in stile psicoscientifico) aristocratico che è idolatrato da milioni.
Un tipo gioviale e ciarliero di quelli che trovi in qualsiasi locanda - letteralmente, dal momento che la sua giornata tipica consiste nel passare in rassegna tutte quelle della città.
Degli studi presso la Corporazione gli unici a cui si è appassionato sono quelli umanistici - in particolare la filosofia - anche se sono quelli considerati meno importanti dall'organizzazione.
La sua passione per la materia è tale da essere diventato insegnante prima e divulgatore poi. Spesso intrattiene spettacoli, anche improvvisati, per la città. A suo merito va detto che sa appassionare anche il più ignorante dei campagnoli. Ciò gli è valso un seguito di cinque fedelissimi che lo accompagnano ovunque, aiutandolo ad organizzare le sue dissertazioni o svolgendo per lui le più disparate mansioni.
Personaggio di Luca
Immagine (c) Wizard of the Coast

Fioravante Sprecacenere

Maschio, llud. È un esploratore (in stile furtivomistico che esplora luoghi oscuri.
Un giovane appassionato di archeologia partito dieci anni prima per cercare fortuna al seguito di un famoso archeologo auran. Dopo l'incidente che provoca la morte del suo mentore e di tutti gli uomini della spedizione, unico superstite cerca in tutti i modi di tornare alla sua città natale. Ma al suo ritorno stenta a riconoscerla: il regime imposto dagli invasori e soprattutto dei simpatizzanti ha reso il posto soffocante, ed è combattuto tra il fuggire da Lisalania ed il lottare contro gli oppressori.
Personaggio di cek
Immagine (c) by Florian Deger

Maestro Yanagi di Kobo

Maschio, whirn. È un combattente aggraziato che non ha bisogno di armi.
Un vecchietto dall'aria placida e tranquilla che non si lascia turbare dalle complicazioni della vita - per quanto gravi queste siano.
Aggraziato come una farfalla, evita gli attacchi degli avversari con la naturalezza con cui il ruscello aggira le rocce, e li colpisce con l'impeto della risacca.
Non è chiaro perché (o come) sia giunto a Lisalania, ma la sua presenza è piacevole e confortante.
Personaggio di Matteo
Immagine (c) dinmoney

Myristica

Femmina, arbrone. È una esploratrice (in stile furtivo) veloce che assassina.
Al servizio del principale speziale di Lisalania, dal modo in cui sparisce nel nulla per poi riapparire sembra chiaro che la conoscenza delle erbe non sia la sua unica dote.
Si è aggregata al gruppo in sordina, che di rimando l'ha accettata come se ne avesse sempre fatto parte. O forse è proprio così?
Personaggio di Aurora
Immagine (c) by Daniel Kamarudin

Piotr

Maschio, westan. È un combattente robusto che si erge come un bastione.
"Difendere o avanzare" è uno dei molti motti militareschi di cui Piotr infarcisce i suoi (pochi) discorsi, segno chiaro dell'addestramento ricevuto nonostante attualmente lavori per uno dei più importanti fabbri di Lisalania, distinguendosi per altro per le sue capacita artigiane.
Non parla molto, preferendo usare le mani (o meglio l'ascia) al posto della lingua.
Personaggio di Massimo
Immagine (c) by Adrian Smith

Rayanna del clan dei Rhus

Femmina, older. È una adepto (in stile sciamanico) spirituale che viaggia nel tempo.
Mentre era in viaggio verso l'est si è trovata bloccata a Lisalania a causa del conflitto tra Orulduul e Oruneet. E' in cerca di un modo per passare al di là della barricata, ma si trova invischiata suo malgrado tra i molti, loschi affari di Lisalania.
Personaggio di Chiara
Immagine (c) UBISOFT

Ulfriss Bleikson

Maschio, llud. È un combattente (in stile rituale) virtuoso che si cinge di ghiaccio.
Schivo e silenzioso di natura, Ulfriss preferisce tenersi in disparte quando c'è troppa gente. Non sopporta le ingiustizie e quando c'è da usare le maniere forti è sempre in prima linea - non perché gli piaccia combattere, ma per evitare ad altri di doverlo fare.
I suo fido corvo Irafn - col quale sembra essere in grado di parlare - è sempre a portata di fischio ed obbedisce al suo padrone senza indugio.
Vive e lavora insieme a Piotr presso il laboratorio di uno dei più prestigiosi fabbri di Lisalania.
Personaggio di Gabriele
Autore dell'immagine sconosciuto