giovedì 5 settembre 2019

ESTRATTO DA “IL SAPERE NUOVO - TUTTO SU DIOGENES” #8


In quel tempo, Diogenes concentrava i suoi studi e le sue lezioni sul rapporto tra i servi e i padroni severi e più esigenti. Con gran esempi egli insegnava ai suoi concittadini come fosse più proficuo, per chi non era nobile, recitare la sua parte sottomessa finché fosse stato di fronte al padrone, e deriderlo non appena quello si fosse voltato. In questo modo il povero popolano non avrebbe adirato il padrone severo, e non ne avrebbe subito le angherie; al contempo avrebbe potuto trarre piacere dalle risate fatte con i suoi amici in altra sede.

Un giorno, un giovane nobile, famoso per la sua severità nei confronti dei servi, si fermò ad ascoltare la lezione del Maestro, e intervenne dopo che essa fu finita:

“Devi avere una bassa considerazione del mondo, Diogenes, se pensi che questi comportamenti siano auspicabili.” Diogenes rispose sorridente “Mio Signore, io considero il mondo per quel che è: un palcoscenico in cui ognuno è un attore, impegnato a recitare tutte le parti necessarie per il buon svolgimento della commedia.”

Il giovane nobile, visibilmente risentito, rispose in tono tagliente “Fai attenzione che la commedia non diventi una tragedia, con spargimenti di sangue e morti inaspettate.”

Il sorriso già ampio di Diogenes si allargò ancora, e rispose: “Morire, mio signore, è comune tanto quanto vivere. Non escludo che un giorno possa toccare a qualcuno dei presenti.”

E così il giovane nobile si allontanò tra le risate e gli applausi a Diogenes dei presenti.

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