lunedì 26 maggio 2014

[RdL] Nel tempio (parte 4)

Luogo imprecisato all’interno del tempio a nord di Everek, ora imprecisata del 2° ahner crescente (3 aprile)

(c) Alessandro Dari
Dopo aver sconfitto il gigante (o meglio la sua mano), la compagnia trova l’accesso ad una scala a chiocciola che conduce verso il basso.
Arrivano in una lunga stanza in fondo alla quale c’è una teca. Dalla teca giunge chiaramente il suono persistente di un battito cardiaco. La teca contiene un anello dalla forma bizzarra, all’apparenza decisamente scomodo da indossare.
La compagnia si accorge che più ci si avvicina alla teca più la temperatura si abbassa, tanto che percorsi pochi passi nella stanza il respiro si condensa in nuvolette di vapore e sono costretti a tornare indietro per non congelare.
Parsic invoca uno dei suoi naga per fargli analizzare l’oggetto da vicino. Il naga, dall’aspetto di un gatto, comunica telepaticamente al custode che la temperatura in prossimità della teca è incredibilmente bassa.
Maliny impiega allora i suoi poteri per far passare una corda dentro l’anello, in modo da poterlo trascinare via a debita distanza.
Tuttavia il freddo intenso fa si che la corda si congeli e si spezzi dopo aver percorso pochi metri. La psicoscienziata tenta di spostare l’anello con il suo potere, ma più si allontanano dalla stanza e più l’anello diventa pesante. Giunti all’imboccatura delle scale che conducono al piano terra del tempio il gioiello è diventato talmente pesante da dover essere trascinato a terra.
Maliny compie uno sforzo mentale incredibile per far salire di un gradino l'oggetto, poi all’improvviso c’è un’esplosione di luce, e tutti perdono conoscenza.
La compagnia si risveglia in una collinetta poco lontana dal tempio, la stessa dove qualche giorno prima Artemio li aveva condotti per far vedere loro il tempio. Ma il tempio non c’è più: al suo posto un cratere fumante. Dal bosco circostante giungono grida e lamenti di dolore misti al crepitare delle fiamme: il campo dei banditi è stato distrutto.

lunedì 12 maggio 2014

Ci sono ancora!

Io al lavoro
Questo post solo per ricordarvi che ci sono ancora, ma il sopraggiungere di qualche impegno extra e il salto di alcune sessioni di gioco mi hanno lasciato senza tempo né materiale.
Potrei sforzarmi di scrivere qualche articolo o aneddoto, ma tutto sommato un po' di riposo non guasta.

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lunedì 21 aprile 2014

[Bestiario] Coccodrillo

(c) by efe isildaksoy
Il coccodrillo è uno dei predatori più pericolosi ad infestare fiumi e laghi tropicali.
Grazie al loro aspetto che li rende simili a tronchi morti si avvicinano senza farsi notare alle loro prede, nuotando silenziosamente a pelo d'acqua.
Nonostante siano piuttosto goffi, il loro attacco è fulmineo ed il loro morso è uno dei più potenti del regno animale. Una volta afferrata la preda difficilmente questa riesce a liberarsi senza perdere l'arto ghermito. Per uccidere più velocemente una preda prima rotolano su sé stessi per stordirla, poi la trascinano sott'acqua per annegarla.
Fortunatamente non inseguono le prede che non riescono ad afferrare al primo colpo, preferendo risparmiare le energie per un altro attacco.
Caratteristiche: Int 4 (2); Ist 8 (4); Cos 20 (10); Agi 8 (4); Car 2 (1); Man 6 (3)
Valori: PF 30; PM 9; ARM -; Mov. 8/20
Abilità: Combattere CaC 26 (22+4); Divincolarsi 30 (26+4); Forza 36 (26+10); Furtività/Nascondersi 28 (16+4+8); Nuotare 20 (16+4); Prontezza/Iniziativa 18 (14+4); Resistenza Fisica 26 (16+10); Schivare 12 (8+4); Sopravvivenza 20 (16+4)
Talenti: Armatura Naturale (5, pelle); Caratteristica Speciale (Pelle mimetica: Furtività/Nascondersi +8)
Equipaggiamento: Nessuno
Attacchi: Iniziativa 18; Morso 26 (Combattere CaC, Punta/Taglio, Ghermisce [75%], 1d10+6 PF/1d6 PR)
Difese: VP 5 (Armatura Naturale); Divincolarsi 30; Schivare 12
Speciale: Nessuno

lunedì 31 marzo 2014

[RdL] Nel tempio (parte 3)

(c) by YONG
Luogo imprecisato all’interno del tempio a nord di Everek, ora imprecisata del 2° ahner crescente (3 aprile)

Dopo essersi riposati per alcune ore (fortunatamente senza essere disturbati), i nostri eroi riprendono il loro cammino.
Decidono di superare la stanza con la tavola imbandita senza toccare nulla. Sembra che la strategia abbia successo, e si trovano tutti al piano inferiore, dove una lunga stanza li porta ad una larga scala che conduce verso il basso.
Scendono la scala per parecchi minuti, e stando alle loro valutazioni sono decisamente sottoterra. Da un certo punto la scala, che prima era in normale muratura, cambia aspetto e diventa più rozza, come fosse scavata nella roccia.
Dopo una mezz’ora abbondante di discesa la scala li conduce ad un’enorme caverna sotterranea, alta almeno sei metri, molto calda e debolmente illuminata da una luce giallo-arancione (come se la luce provenisse da invisibili braci ardenti). La caverna è molto ampia e non è possibile vederne le pareti; gli unici elementi visibili sono delle colonne naturali. Non è chiaro se queste colonne siano state create da infiltrazioni di acqua calcarea (ossia stalattiti fuse a stalagmiti) o da colate piroclastiche. La stessa scala da dove sono arrivati i personaggi sembra uscire da una versione molto più grande di queste colonne.
Il gruppo vaga per qualche minuto, finché non vedono in lontananza il profilo di una sorta di collina, alta circa tre metri.
Kaisho si avvicina furtivamente. Quando è a circa dieci metri di distanza, nel momento stesso in cui si rende conto di cosa sia in realtà la collinetta, dal fianco di essa si apre un occhio che lo scruta violentemente: la collina è infatti la testa di una creatura gigantesca. La testa è in orizzontale ed affiora dal terreno solo per metà, permettendo solo ad un occhio di vedere quello che succede.
Gli altri, che seguono Kaisho, si trovano a circa venti metri dalla testa quando odono un rumore ritmico, come di qualcosa che sta battendo sul terreno. Qualcosa di grosso si sta avvicinando.
Passano pochi istanti da quando Kaisho vede la testa a quando appare la mano. E’ enorme, proporzionata alla testa, talmente pesante da doversi reggere sull’indice ed il medio come fossero gambe. Il braccio a cui è attaccata si perde nel buio della grotta ed arriva alla spalla della creatura, affiorante dal terreno poco più in là della sua testa.
Kaisho decide di prendere l’iniziativa e sferra un attacco diretto all’occhio. Infligge un duro colpo, che però ha la conseguenza di far infuriare la creatura. La sua mano attacca tutti quelli che trova sulla sua strada, travolgendo Kirsten, Maya e lo stesso Kaisho. Quando la mano colpisce (e lo fa con le sue enormi dita), l’impatto è tremendo, tanto che Kaisho sarebbe sicuramente morto se non fosse per l’elmetto che indossa sempre.
Mentre Maya invoca delle fiamme e le dirige sul volto del gigante, Kirsten usa il potere degli spiriti per alzarsi in volo e colpire da diverse angolazioni. Il combattimento è frenetico e le due utenti di magia danno fondo alla loro energia spirituale. La disperazione sta per assalire la compagnia, ma per fortuna i loro attacchi sembrano non essere inutili. Infine, dopo essersi abilmente nascosto nelle ombre, Kaisho giunge alle “spalle” del gigante, dove lo colpisce alla base del collo affondando entrambe le sue katane fino all’elsa. Il colosso emette un ultimo lamento, prima di esalare il suo ultimo respiro.

lunedì 24 marzo 2014

[RdL] Nel tempio (parte 2)

(c) by lurkingnshadows
Rovine del tempio a nord di Everek, mattino del 2° ahner crescente (3 aprile)

Il gruppo valuta il da farsi, ed emerge l’idea di distruggere i cristalli. Maya invoca il potere di una divinità per rendere uno dei cristalli più fragili, e Chaim si avvicina pronto a colpirlo con la spada. Ma quando si trova di fronte al volto è colto da un’intensa sensazione di sconforto. Per resistere ad un ignoto potere arcano impiega tutta la sua energia spirituale, e riesce nell’intento. Agita la testa, come per scacciar via un brutto pensiero, quindi colpisce il cristallo, dal quale si staccano minuti frammenti che cadono a terra, una dozzina di metri più in basso. Benché non si frantumi, la gemma viene profondamente scheggiata e si crepa profondamente.
Maya usa lo stesso potere sull’altra gemma, e Chaim si avvicina per colpire anche questa. Ma di nuovo, quando è di fronte al volto mostruoso della statua, si ritrova vittima di un arcano ignoto: ha usato tutto il suo potere spirituale per respingere l’arcano dell’altra statua, ed ora non può far nulla per resistere a questo.
Gli altri vedono Chaim immobilizzarsi e suppongono sia successo qualcosa. Maya si avvicina per aiutarlo, ma non appena è abbastanza vicina, lui la colpisce. Il volto di Chaim è cambiato: i suoi lineamenti sono una maschera di ferocia che lo rende somigliante alla statua. Maya è a terra ferita e sta per subire il colpo di grazia dal suo compagno, che evidentemente è vittima di una possessione, quando un potente getto d’acqua si materializza dal nulla e colpisce duramente il combattente, atterrandolo. E’ Artemio, che ha usato un’evocazione istantanea per mettere fuori combattimento il compagno. Chaim si rialza poco dopo, stordito e dolorante, ma in sé. Il gruppo decide che le statue sono troppo pericolose, e che è meglio imboccare la porta per andare nella stanza successiva.
Entrano in una stanza è allungata. Al centro una passerella sospesa nel vuoto. Sospese su di essa oscillano sei sfere metalliche attaccate a catene. Superare la passerella senza essere colpiti dalle sfere ed essere gettati di sotto sembra un’impresa complicata, tanto che anche Kaisho è titubante.
Fortunatamente Maliny trova un interruttore che blocca tre delle sfere (la prima, la terza e la quinta). Kaisho riesce così a passare dall’altra parte, dove trova un interruttore simile che ferma le restanti sfere. Dall’altra parte della stanza ci sono anche delle scale che portano al pano inferiore.
Di sotto ad accogliere il gruppo c’è un tavolo perfettamente apparecchiato con piatti, coppe e posate di argento. Ai quattro lati del tavolo, sopra dei piedistalli ci sono altrettante statue di marmo a grandezza naturale che raffigurano guerrieri in armatura. La compagnia sente odore di trappola. Visto che Maya, Maliny e Chaim sono a corto di energia spirituale, il gruppo decide di tornare al piano di sopra per riposarsi qualche ora prima di affrontare questo nuovo enigma.

lunedì 17 marzo 2014

[RdL] Nel tempio (parte 1)

(c) Fernando Santibáñez
Rovine del tempio a nord di Everek, mattino del 2° ahner crescente (3 aprile)

La porta laterale dà l’accesso ad una lunga stanza ed una serie di rampe di scale che portano due piani più in alto.
Qui c’è un’altra stanza al centro della quale spicca una fontana sormontata da una statua a grandezza naturale di una donna. La statua è di spalle rispetto all’ingresso, quindi il gruppo non ne scorge la parte frontale, tuttavia anche dalla loro posizione si nota che la donna è in abiti decisamente succinti e - si direbbe - in atteggiamento seducente. Sul fondo della stanza (rispetto all’ingresso) la parete è tappezzata di rampicanti di un tetro colore violaceo. Sulla sinistra, sempre in fondo alla stanza, un’altra porta.
Chaim supera la fontana desideroso di vedere la "parte migliore" della la statua, ma quando alza lo sguardo verso il volto della donna viene assalito dal disgusto: a contrastare con le forme seducenti c’è un volto partorito da una mente deviata. L’intero volto è occupato da un’enorme bocca spalancata, irta di denti acuminati disposti su varie arcate, come fosse la versione mostruosa di una lampreda. Dal centro dell’orrenda cavità spunta una lunga lingua esile e contorta, protesa in avanti come nell’atto di sondare l’aria.
La scena è talmente raccapricciante che Chaim indietreggia involontariamente di qualche passo. Si riprende dallo shock solo quando sente qualcosa avvolgersi dolorosamente attorno alla sua caviglia. Sono i rampicanti violacei, che si sono animati nell’istante in cui Chaim si è avvicinato. Il combattente tenta di liberarsi, ma già sente un intenso torpore annebbiare i suoi sensi. Il resto della compagnia giunge in pronto aiuto del compagno. Riescono a liberarlo e tutti fuggono dalla stanza imboccando la porta sulla sinistra.
Si ritrovano sulla passerella che hanno visto dal basso. Il passaggio sospeso permette di muoversi lungo quasi tutto il perimetro della stanza. Due ramificazioni permettono di passare esattamente di fronte al volto delle enormi statue. Nella parete opposta c’è un’altra porta, raggiungibile tramite la passerella.
Da qui possono osservare meglio la parte superiore delle statue. Sui volti sono ritratte orribili espressioni di rabbia, così intense da renderli più simili ad animali che ad esseri umani. I loro occhi, scolpiti sotto profonde arcate sopracciliari sembrano seguire i personaggi ovunque si spostino. Al centro della loro fronte è incastonato un enorme cristallo di colore giallo ocra, grande come la testa di un bambino e dall’aspetto fosco ed opaco. E’ quasi tangibile la sensazione di male assoluto proveniente dai due volti.
La compagnia si ferma un momento per fornire i primi aiuti a Chaim, che sembra essere stato avvelenato dai rampicanti della stanza precedente. Grazie all’aiuto congiunto di Maya e Maliny il veleno viene neutralizzato, e Chaim torna in forze nel giro di pochi minuti.

lunedì 10 marzo 2014

200!

Questo è il duecentesimo post di questo blog. La cosa ironica è che capita proprio in una settimana in cui non ho nulla di particolare da scrivere: non ho trovato spunti interessanti e, non avendo giocato, non ho nessun Racconto del Lunedì da raccontare.
In compenso però da oggi è disponibile al download un altro accessorio per LoK: le tabelle per costruire il proprio schermo del master. In una scorso post ho spiegato come costruire il proprio schermo del master universale, però mancavano le tabelle; ora che le tabelle possono essere scaricate si chiude il cerchio.

Potete scaricarle dal sito ufficiale di Lords of Knowledge.