lunedì 16 febbraio 2015

[RdL] La maschera

(c) by Rick Oerlemans

Forte Naradæ, mattino del 4° ahoer crescente (14 aprile)

Kaisho si separa da Maliny e Chaim. Come pianificato resterà nascosto in prossimità del forte per controllare chi entra o esce, mentre i due vi accederanno spacciandosi per viandanti che hanno smarrito la strada.
Il piano va a buon fine e Maliny ha la possibilità di fare qualche domanda ai pochi civili di istanza al forte. A parte alcuni pettegolezzi insulsi, la studiosa scopre che nessuno straniero ha ottenuto o anche solo chiesto accesso al forte negli ultimi giorni, a parte loro due.
Maestro Carillo, il custode del Tempio di Nivogo presente nel forte dice di aver sentito parlare del Maestro Merasor, ed anzi è perplesso della rapidità con la quale il Tempio di Melàs ha inviato un sostituto, ma conferma che non si è mai fatto vedere al forte.

Pressi del Forte Naradæ, metà mattino del 4° ahoer crescente (14 aprile)

Kaisho si annoia, ma non abbandona la sua postazione. Tuttavia poco prima di mezzogiorno vede un insolito drappello di persone vestiti in modo singolare viaggiare nella sua direzione.
Quando sono più vicini realizza che si tratta di un gruppo di whirn. A condurre a mo' di guardia d’onore ci sono sei cavalieri, vestiti con armature tradizionali del Whirthar. Quindi una pesante portantina trasportata da otto uomini, riccamente drappeggiata con stoffe pregiate e recante un vessillo con il simbolo di un artiglio giallo in campo verde. Infine una serie di uomini appiedati - poco meno di una ventina - che (per aver ricevuto lo stesso addestramento) Kaisho identifica come majoshu, i letali combattenti delle ombre.
Attende di essere superato dal drappello, poi in groppa al suo cavallo lo raggiunge. Gli uomini gli lanciano occhiatacce, ma non dicono nulla. Quando però tenta di affiancarsi alla portantina, subito uno dei cavalieri si stacca dal gruppo e si frappone. Kaisho tenta un approccio amichevole:
- “Fa piacere vedere persone attaccate alle nostre tradizioni anche così lontani da casa!”
- “Vattene o il tuo piacere si tramuterà presto in cordoglio”, è la secca risposta che riceve.
Kaisho non demorde. Cerca di attirare l’attenzione di chiunque sia all'interno della portantina parlando ad alta voce:
- “Sono Kaisho, un viaggiatore venuto come voi dal Whirthar. Mi farebbe piacere parlare con qualcuno del mio popolo...”
Questa volta è una voce femminile, che arriva dalla portantina, ma non è rivolta a lui:
- “Togliete di mezzo questo pezzente”
I sei cavalieri circondano Kaisho, che con decisione porta una mano alla casacca ed estrae un amuleto che alza in aria, gridando:
- “Questo è l’Amuleto della Tigre Rossa, donatomi dal Maestro Telvian in persona, uno dei Dieci Monaci della Leggenda. Il suo potere è tale che anche io ho timore ad usarlo, ma non esiterò a farlo se tenterete di attaccarmi!”
I cavalieri si arrestano, e passano alcuni istanti di tensione palpabile, rotta dalla voce della donna:
- “Hai giocato bene le tue carte, bravo.”
Viene scostato un velo della portantina, rivelando una figura vestita dei più ricchi abiti cerimoniali whirn. L’abito è di taglio femminile, ed insieme alla voce sono gli unici indizi che fanno pensare ad una donna: le ampie vesti ed una maschera celano ogni sua fattezza.
- “Puoi andare, ora. Ma non temere, ci incontreremo di nuovo, Kaisho.”
Kaisho sa riconoscere le opportunità di fuga meglio di chiunque altro e non se la lascia sfuggire, ma prima di andarsene azzarda:
- “Voi conoscete il mio nome, ma non vi siete ancora presentata.”
- “Ora sono conosciuta come Hannya, ed è di questo nome che sentirai parlare. Arrivederci.”
Così facendo la donna scosta nuovamente il drappo che la cela alla vista, e nel farlo Kaisho nota che la donna ha delle braccia molto lunghe, quasi il doppio del normale, a giudicare dalla piega delle vesti.

Everek, metà mattino del 4° ahoer crescente (14 aprile)

Parsic, Medòm, Maya ed il dr. Zanoch chiedono in giro per la città per sapere se Merasor/Efrone ha cercato riparo in qualche locanda o ostello. Non ottengono alcun risultato, ma scoprono che i cittadini sono in fermento per i festeggiamenti della sera successiva. Infatti, scoprono, sebbene il banchetto di ringraziamento in loro onore sia un evento chiuso, i paesani hanno spontaneamente deciso di commemorare ogni anno gli eroi e le loro gesta per aver salvato la città da una terribile creatura indicendo un giorno di festa.

Verso Everek, pomeriggio del 4° ahoer crescente (14 aprile)

Terminate le loro indagini, Maliny e Chaim restano al forte il minimo indispensabile per non insospettire i cavalieri, quindi prendono commiato da loro ringraziandoli.
Ovviamente Kaisho non è dove lo avevano lasciato. Proseguono comunque verso Everek, seccati per essere stati piantati in asso ancora una volta dal whirn.
Lo incontrano poco prima di arrivare in città. Racconta loro dell’accaduto, e dice di essersi fermato lì in attesa del drappello di Hannya, che non è mai arrivato né i due lo hanno visto lungo la via. E’ impossibile che un gruppo di più di venti persone passi inosservato, per cui devono essersi nascosti da qualche parte o devono aver deviato prima di giungere ad Everek.

Everek, tardo pomeriggio del 4° ahoer crescente (14 aprile)

Il gruppo si riunisce e tutti si scambiano le informazioni raccolte. Kaisho chiede al dr. Zanoch se alla corporazione possono sapere qualcosa relativo ad un vessillo recante un artiglio giallo in campo verde. Il “buon” dottore risponde che è possibile, ma gli ricorda anche che dovrebbe sottoporsi ad alcune analisi alle quali si è sottratto in precedenza. Kaisho sulle prime è restio…
Poi succede.
Gli occhi del whirn vengono attraversati da una luce strana. Improvvisamente estrae le sue spade e si avventa su Maliny e Zanoch, colpendoli più volte prima che gli altri possano reagire. Medòm è il primo a contrattaccare, ma l’agilità del whirn è ad un altro livello ed il nordan colpisce il vuoto. Maya si porta le mani alla testa ed inizia a gridare - non è chiaro se scioccata per quello che sta accadendo o se qualche energia negativa la stia facendo soffrire. Parsic invoca gli spiriti affinché sostengano la vita di Maliny, che è a terra sanguinante. Il dr. Zanoch, nonostante sia ferito, riesce a concentrarsi quanto basta. I suoi occhi, per un istante, emettono un bagliore rosso, e quando parla a Kaisho la sua voce è intrisa di energia spirituale: “Fermati”.
Il whirn si immobilizza all'istante.
Il dottore, con voce normale questa volta, dice agli altri di fare lo stesso: Kaisho non è più un problema.
Dopo pochi secondi il whirn strizza gli occhi come se si fosse appena svegliato:
- “Che è successo a Maliny? Chi l’ha ferita”
Gli risponde Zanoch:
- “Kaisho, sei stato tu. E’ successo di nuovo. Ora non puoi più evitare di sottoporti alle analisi della corporazione”

lunedì 9 febbraio 2015

XIX

In diciannove anni ne succedono di cose... non potrei mai raccontarle tutte. O meglio, potrei, ma mi ci vorrebbero, beh, 19 anni. In occasione di questo compleanno mi limiterò quindi a condividere qualche curiosità che in pochissimi conoscono:
  1. Qualcuno ha insistito molto per far chiamare il gioco Zolle, ma non c'è riuscito.
  2. La prima edizione del gioco era fantasy-cyberpunk, ambientata nell'anno 128.
  3. Dalla seconda edizione l'anno di riferimento è il 64. Il fatto che gli anni siano potenze di due non è casuale.
  4. I nomi di molte divinità sono frutto di un generatore casuale di lettere.
  5. LoK, oltre a Yarpg, è stato uno dei primi GdR italiani ad approdare in rete.
  6. In un'occasione LoK ha rischiato di diventare un gioco commerciale.
  7. Ho incontrato mia moglie giocando a LoK. E nonostante questo è ancora una delle maggiori fan del gioco.
  8. Quattro master differenti (Francesco, Davide + Tommaso, Chiara, Andrea) mi hanno regalato la possibilità di giocare a LoK dall'altra parte dello schermo. Ed è stato bellissimo.
  9. La maggior parte dell'ambientazione è stata scritta in treno nella tratta Bologna - Ancona.
  10. Il simbolo di LoK può essere interpretato sia come una M che come una Ω stilizzate.
  11. Nella prima edizione di LoK esisteva l'archetipo "Carovaniere". Nessuno l'ha mai preso in considerazione, e quindi è stato tolto dalle edizioni successive.
  12. Nelle intenzioni originali nel manuale dovevano essere descritte 108 divinità. Mi sono fermato a 67.
  13. A fine anni novanta, insieme ad alcuni amici, provai a scrivere un videogioco basato su LoK. Non vide mai la luce.
  14. Ho imparato ad usare Windows Write, Microsoft Word, LibreOffice e GIMP in modo piuttosto approfondito scrivendo LoK.
  15. Una delle ragioni per le quali la terza edizione di LoK usa dadi da 20 al posto dei dadi da 100 è che alcuni giocatori avevano difficoltà a fare le somme.
  16. Il simbolo di LoK è azzurro perché è il colore preferito di mia moglie. Era il minimo che potessi fare viste le torte strepitose che prepara.
  17. Esiste un blocchetto, da qualche parte, pieno di idee su LoK da sviluppare, ma non so se troverò mai il tempo di farlo.
  18. Ho scoperto solo una settimana fa di aver invertito il senso di Yin e Yang.
  19. Esistono più copie autografate del manuale di LoK di quelle non autografate.


lunedì 19 gennaio 2015

[RdL] Piedi di piombo

(c) Andreas Rocha

Everek, sera del 4° nehener crescente (13 aprile)

Dopo essere tornati ad Everek, la compagnia si divide per la notte. Medom viene invitato dal dr. Zanoch a non allontanarsi dalla città in quanto “persona informata sui fatti” in relazione all’arrivo di Efrone. Medom accetta, ed anzi chiede ed ottiene di poter alloggiare alla corporazione.
Nel frattempo Chaim e Maliny raccontano al prof. Kimmen quanto accaduto nel pomeriggio e quanto scoperto su Efrone. Il professore è soddisfatto del resoconto, ma dice che al momento non ha le risorse necessarie per dare la caccia al latitante.

Everek, mattino del 4° ahoer crescente (14 aprile)

La compagnia si riunisce per discutere sul da fare. L’idea è quella di tornare al cimitero per cercare tracce che conducano ad Efrone. Vengono interrotti dall’improvvisa ricomparsa di Kaisho, che li saluta con nonchalance. Racconta che, una volta arrivato al tempio per avvertire i custodi della cattività di After, ha visto Efrone Malanato in persona, ed ha deciso di nascondersi.
Dato che Kaisho (insieme a Kirsten, il dr. Zanoch ed altri al momento non presenti) ha avuto modo di affrontare Efrone, ne conosce il potere e preferirebbe evitare di dargli la caccia. Della stessa opinione è anche Maya, mentre Maliny e Chaim dicono che starsene con le mani in mano non sarebbe utile né sicuro: Efrone potrebbe comunque cercare di toglierli di mezzo.
Di comune accordo la compagnia decide di operare un’indagine seguendo una strategia di cautela. Non lontano da Everek si erige uno dei fortini dei Naradæ, uno dei sei ordini cavallereschi della Lumia. Vista l’audacità dimostrata da Efrone, potrebbe darsi che abbia cercato rifugio proprio presso di loro. Maliny e Chaim, con in mano un ritratto di Efrone, andranno al forte a verificare questa ipotesi. I due non sono mai stati visti dal custode, ed è improbabile che veda in loro una minaccia; d’altro canto in caso di pericolo ci sarebbero i cavalieri a difenderli.
Definiti gli utlimi dettagli, Chaim e Maliny si incamminano verso il forte.

lunedì 5 gennaio 2015

[RdL] Il cunicolo

Immagine (c) by Feesh

Everek, Presidio della Corporazione, mezzogiorno del 4° nehener crescente (13 aprile)

Chaim ha appena completato il suo ciclo mattutino di esami, sotto la supervisione di Maliny, quando arrivano Maya, Kirsten e Parsic. I nuovi arrivati condividono con i sodali quanto appena accaduto nel tempio. Dopo una breve discussione la compagnia decide di interrogare la persona più vicina a Merasor: Medom, il nordan con il quale il custode è arrivato in città.
Mentre gli altri vanno avanti, Kirsten e Maliny si recano dal prof. Kimmen per informarlo della presenza di Efrone. Kimmen è scettico, non tanto per mancanza di fiducia in Kirsten ma quanto per paura di uno sbaglio di persona: mobilitare la corporazione per dare la caccia ad un Maestro del Tempio innocente non sarebbe una buona mossa né dal punto di vista di immagine né dal punto di vista politico. Propone quindi a Kirsten di sottoporsi ad una lettura del pensiero per stabilire la veridicità di quanto dice (o meglio per vedere Merasor attraversi i ricordi della ragazza). Kirsten accetta. Kimmen chiude gli occhi e si concentra, per riaprirli poco dopo, soddisfatto di quello che ha visto. Comunica alle due donne che diramerà un allarme alle altre sedi della corporazione, preparandosi a dare la caccia ad Efrone. Nel frattempo darà disposizioni affinché il dott. Zanoch si unisca a loro, dato che insieme a Kirsten ha già affrontato Efrone.

Everek, Vecchia Locanda, mezzogiorno del 4° nehener crescente (13 aprile)

Medom è tranquillamente seduto alla locanda intento a degustare l’ottimo pranzo quando viene avvicinato dalla compagnia.
Risponde senza problemi alle domande, affermando tuttavia che non conosce affatto Merasor. L’ha incontrato qualche giorno prima ad Illata, una città ad ovest di Everek, ed ha accettato di accompagnarlo dietro compenso. Una volta arrivati ad Everek, poi, ha deciso di restare a sua disposizione per qualche tempo in virtù del fatto che si è proposto di rimborsare qualsiasi spesa di alloggio alla Vecchia Locanda. Durante il viaggio Merasor non è stato particolarmente loquace, come pure Medom, del resto. L’unica cosa raccontata dal custode è che era diretto al tempio di Shogiru presso Everek.
La compagnia, con in mano un pugno di mosche, decide di tornare al tempio per interrogare gli adepti. Medom, appresa la verità su Merasor, li segue.

Everek, Tempio di Shogiru, primo pomeriggio del 4° nehener crescente (13 aprile)

Al tempio vengono accolti dalle guardie rimaste a controllare l’edificio e dall'adepto Lorenzio, preoccupato di quanto sta accadendo.
Lorenzio informa il gruppo che il nuovo maestro del tempio è sparito senza lasciare tracce. Risponde alle domande della compagnia dicendo che Merasor si è presentato tre giorni prima affermando di essere stato inviato dal Tempio di Melàs per sostituire il Maestro After. Solo quando la compagnia glie lo fa notare si rende conto che è passato troppo poco tempo dalla sparizione di After all'arrivo di un sostituto. Quando apprende che Merasor altri non è che un pericoloso criminale mostra forte preoccupazione per la sicurezza del tempio e di tutti quelli a conoscenza della sua presenza. Chaim lo blandisce, e dice che piuttosto è il caso di cercare approfonditamente all'interno del tempio, nel caso Merasor/Efrone sia ancora nascosto.
La compagnia trova una traccia nella biblioteca sotterranea. Un pannello di metallo è stato smosso, rivelando un cunicolo. Il pannello ha tutta l’aria di non essere stato utilizzato da lungo tempo prima di essere stato aperto poco tempo prima. Il cunicolo è pieno di ragnatele strappate. Lo stesso adepto Lorenzio dice di non aver mai sospettato della presenza del cunicolo, nonostante sia passato svariate volte di fronte al pannello. La compagnia decide di imboccare il cunicolo.

Luogo imprecisato nei sotterranei di Everek, pomeriggio del 4° nehener crescente (13 aprile)

Il cunicolo è di appena un metro per un metro, ed escluso Parsic la compagnia si muove con grande difficoltà, quasi strisciando.
Il cunicolo sembra interminabile ed avvolto nell'oscurità più totale, rischiarata solo dalla lanterna arcana di Maliny. Dopo un’ora di cammino la compagnia inizia a mettere in dubbio la decisione di essersi inoltrati così tanto, ma decidono di andare avanti.
Dopo circa mezz'ora il cunicolo sbocca finalmente in una piccola sala dalle pareti in marmo. L’ambiente è umido. Una scala sale verso l’alto, dove c’è una botola chiusa. Dopo una rapida ispezione individuano il meccanismo per sbloccarla ed aprirla. Salgono la scala e si trovano in una sorta di tempietto di circa tre metri per tre. Tre pareti sono in marmo istoriato con i motivi tipici dello spiritualismo, nella quarta c’è un cancello completamente invaso da rampicanti, che per alcuni tratti sono penetrati all'interno della struttura. Nella parete opposta al cancello c’è un piccolo altare, anche questo in stile spiritualista.
Chaim e Medom si accorgono di qualcosa che non va. All'esterno si sentono rumori di passi strascicati che si avvicinano. Non fanno in tempo ad estrarre le loro armi che due coppie di braccia penetrano tra i rampicanti nel tentativo di ghermire i membri del gruppo. Le mani adunche mancano di alcune falangi ed artigliano l’aria con unghie spezzate. La pelle è livida e lacera, mostrando ferite incrostate grondanti nero icore. Zombie, senza dubbio.
Fortunatamente il cancello non permette alle creature di raggiungere la compagnia. Mentre Chaim e Medom le attaccano, Kirsten usa un arcano per stabilire quante creature ci siano nella zona, e quello che apprende non promette nulla di buono: circa due dozzine di creature stanno convergendo sulla struttura.
Parsic tenta il tutto per tutto. Si concentra e raccoglie tutta la sua energia spirituale, la plasma secondo i rituali naga appresi in gioventù e la comprime fino a farla esplodere in un’invisibile onda d’urto. La compagnia quasi non si accorge di nulla, a differenza delle creature all'esterno del tempietto, a giudicare dalle urla di dolore. Le braccia penetrate tra i rampicanti cessano di agitarsi, ed i passi strascicati si allontanano.
Quando escono dal tempietto si rendono conto della situazione: questo altro non è che una piccola cappella votiva al centro del cimitero di Everek, dove ci sono ancora molti degli zombie che infestano la zona.

lunedì 15 dicembre 2014

[RdL] Il nuovo maestro del tempio

(c) Aleksey Kovalenko

Everek, Presidio della Corporazione, mattino del 4° nehener crescente (13 aprile)

Il prof. Kimmen comunica alla compagnia che in loro onore si terrà una cena di gala presso la residenza del borgomastro, entro i quartieri militari della città, per ringraziarli del valoroso aiuto offerto alla città. Tutti accettano di partecipare, ma dopo quanto accaduto la sera precedente Maya decide che ne ha avuto abbastanza della corporazione e se ne va.

Everek, Tempio di Shogiru, mattino del 4° nehener crescente (13 aprile)

Maya si reca al tempio di Shogiru, un po’ per dare aiuto con i feriti ed un po’ perché è l’unico posto che conosce. Qui incontra l’adepto Lorenzio, che su richiesta della ragazza dice che Kaisho non si è fatto vedere. La informa anche che al tempio c’è un nuovo maestro, arrivato il mattino precedente.
Maya conosce così Merasor. Il maestro del tempio ha un’aria affabile, e quando lei le racconta di aver contribuito all’uccisione di Brapir Akrak, si dimostra molto interessato ad incontrare il resto della compagnia. Maya è d’accordo, ma si rifiuta di tornare alla corporazione. Merasor la convince che è meglio mandare una terza persona perché, visto quello che stanno facendo ad After, meglio che alla Corporazione non si faccia vedere nessun affiliato al tempio. Dice di conoscere un tal Medom, che attualmente alloggia alla Vecchia Locanda. Lui sarà sicuramente disposto a portare il messaggio.

Everek, Vecchia Locanda, mattino del 4° nehener crescente (13 aprile)

Maya incontra Medom, un nordan che sta sulle molto sue. Quando la ragazza lo informa di essere stata mandata da Merasor l’uomo accetta di consegnare la lettera alla corporazione.
Medom torna dopo un’ora, seguito da Parsic. Il custode whirn, sospettoso, prima ha rifiutato la missiva, poi ha seguito Medom di nascosto. Il custode e la ragazza sciamano tornano insieme al tempio.

Everek, Tempio di Shogiru, metà mattino del 4° nehener crescente (13 aprile)

Il maestro Merasor arriva di buona lena ad accogliere i visitatori, ma quando vede che alcuni membri della compagnia sono assenti non nasconde il suo disappunto. Dicendosi molto impegnato se ne va bruscamente, chiedendo ai due di tornare a disturbarlo solo quando ci saranno anche gli altri.
Maya e Parsic dopo un po’ di perplessità decidono di informare anche gli altri. Kirsten si unisce a loro, Chaim resta alla corporazione per ricevere delle cure e Maliny ha il compito di assisterlo.
Nonostante l’assenza del brone e della llud, i tre tornano da Merasor.

E Kirsten fa una scoperta shoccante.

Quello che si fa chiamare Merasor altri non è che Efrone Malanato, il custode che l’ha quasi uccisa a Laveta, quando viaggiava con Azzurrina, Kaishu, RyuRavish e Sullivan. L’uomo è stupito, e del resto non può riconoscere la novizia in quanto il suo aspetto è cambiato nel tentativo di guarire dal Morbo di Laveta.
Kirsten accusa Merasor/Efrone di essere un farabutto ed un assassino. Merasor passa dall’incredulità alla rabbia, ed avutone abbastanza degli improperi della ragazza, caccia i tre dal tempio.
Kirsten incarica un ragazzino di passaggio di andare a chiamare immediatamente le guardie cittadine, mentre lei insieme a Maya e Parsic tengono d'occhio le uscite dal tempio.
I tre soldati della guardia cittadina restano molto interdetti dal racconto di Kirsten, ma alla fine si decidono ad entrare nel tempio. Tuttavia di Merasor non c’è più traccia.

lunedì 17 novembre 2014

[RdL] Stanze bianche

(c) by Vladislav Ociacia

Everek, Presidio della Corporazione, sera del 4° ahner crescente (10 aprile)

Il viaggio di ritorno non è stato piacevole. La compagnia è stata alloggiata nelle consuete cuccette a bordo della Allegra ma non troppo, ma questa volta è stato impedito loro di circolare per la nave. Questioni di sicurezza, sembrerebbe.  Oltre a ciò non è stata data loro la possibilità di verificare le condizioni psicofisiche del maestro After. Anche in questo caso per questioni di sicurezza.
L’arrivo al presidio della Corporazione non migliora le cose: non è consesso loro di vedere After, e vengono scortati in un’area che non hanno mai visto. E’ composta da ampie stanze bianche e ben pulite, dove l’ambiente ha uno sgradevole odore di composto chimico. Il gruppo viene a sapere che dovranno sottoporsi ad alcuni esami per verificare che gli eventi - in particolare il contatto con Chaim ed After - non abbia generato qualche spiacevole conseguenza. Maya è molto restia (per usare un eufemismo), ma viene convinta da Maliny - che da brava piscoscienziato vede la Corporazione sotto un’ottica differente - e soprattutto da Chaim, che è allo stremo delle forze. Sembra infatti che tutti gli arcani di cura praticati su di lui non abbiano alcun effetto, ed è ancora gravemente ferito a seguito dello scontro con Brapir Akrak.
Maya intende far sapere ai custodi del tempio di Shogiru che After è vivo e trattenuto dalla Corporazione, per cui convince Kaisho a fuggire per portare loro un messaggio. Il whirn non se lo fa ripetere due volte, e con movenze furtive si allontana non visto.

Everek, Presidio della Corporazione, alba del 4° nehener crescente (13 aprile)

Al gruppo viene chiesto più volte un resoconto dettagliato dell’accaduto ed ogni membro viene sottoposto a svariati esami, eseguiti da uomini in camice con macchinari complessi. Tutto sommato il personale della Corporazione è gentile - anche se in un modo strano - e la compagnia viene trattata con riguardo.
Tuttavia lo spirito libero di Maya si sente oppresso da quelle mura, ed all’alba del quarto giorno decide di andarsene.
Il suo tentativo viene subito frustrato da una guardia che le ricorda che non può uscire dall’edificio. Maya fa della resistenza, e la guardia è costretta ad immobilizzarla. Nel frattempo Kirsten ed un’altra guardia sono intervenuti. Kirsten, desiderosa di aiutare la compagna di avventure, ignora l’altra guardia, che brandendo una sorta di asticella metallica le intima di allontanarsi. La novizia scopre a sue spese che si tratta di un bastone fulminante e, percorsa da dolorose scariche elettriche, si accascia al suolo in preda a convulsioni. Maya desiste immediatamente dai suoi propositi di fuga per soccorrerla, e le due si ritirano nella loro stanza.

Poche ore dopo, mentre la compagnia è alle prese con la colazione, ricevono la visita del Prof. Kimmen. Con aria contrita si scusa dell’accaduto, attribuendo la colpa all’eccesso di zelo delle guardie del turno notturno.
Per scusarsi offre qualsiasi aiuto gli sia possibile dare. Come prima cosa concede a chi lo desidera di allontanarsi dal presidio quando vuole, benché, sottolinea, l’iter degli esami non sia ancora completo. Per quanto riguarda After, non può ancora lasciarlo andare, ma concede a Maliny di partecipare agli studi effettuati sul vecchio maestro.

lunedì 10 novembre 2014

[RdL] I colossi

(c) by Syllo

Monte Wulter, mattino del del 4° ahner crescente (10 aprile)

Come da accordi, la compagnia è in attesa della Allegra ma non troppo. Il resto del giorno precedente è passato nel tentativo di convincere Chaim dell’accaduto e nel ripercorrere il tragitto a ritroso. Il gruppo sarebbe stato felice di porre alcune domande alla strana creatura incontrata sul pianoro roccioso, ma quando sono passati di lì di lei non c’era più traccia.
Giunti al luogo di incontro con alcune ore di anticipo, si sono accampati ed hanno dormito per alcune ore un sonno agitato.
Tutti sono taciturni ed assorti nei loro pensieri, quando la nave del capitano Antorei arriva da ovest. Come di consuetudine viene calata una scialuppa per issare a bordo i nuovi passeggeri.

Allegra ma non troppo, in partenza dal monte Wulter, mattino del 4° ahner crescente (10 aprile)

Il capitano accoglie il gruppo con aria mesta, ed annuncia loro che la Corporazione, nonostante gli accordi presi, ha bombardato il bozzolo, senza aver ottenuto nessun risultato. Maya va su tutte le furie, ed Antorei si difende dicendo che non ha avuto voce in capitolo nella decisione presa dalla Corporazione. Tra le righe fa notare che se non ha avuto rilevanza la sua opinione di capitano di certo non hanno tenuto conto di quella di uno sciamano arrivato chissà quando da chissà dove.
La compagnia dice di avere la soluzione al problema, e fa pressioni affinché la Allegra ma non troppo si diriga verso il bozzolo. Il capitano si vede costretto a rifiutare: gli ordini del Prof. Kimmen sono tassativi: la compagnia degli Erranti è richiesta al più presto per un dettagliato resoconto della loro esplorazione del monte Wulter. Maya ancora una volta alza i toni della discussione e ricordando al capitano che deve loro la vita pretende, senza successo, di essere trasportata al bozzolo. E’ Maliny a fare la differenza: attiva un potere piscoscientifico che stimola la parte del cervello preposta all’obbedienza, indebolendola. Con gentilezza, rinnova la richiesta di Maya, e questa volta il capitano cede. La rotta della Allegra ma non troppo viene modificata di qualche grado verso nord, dritto verso il bozzolo.

Colli del Larentar, mezzogiorno del 4° ahner crescente (10 aprile)

Nonostante il mezzo miglio di distanza, la visione è agghiacciante.
Il bozzolo è cresciuto a dismisura, ed ora ha inglobato l’intera collina. L’aspetto è quello di un bubbone eruttato dalla nuda terra. Tutto intorno, per un raggio di almeno 50 metri, la foresta è sparita ed il terreno vetrificato, probabilmente a seguito dei bombardamenti della Corporazione.
Il peggio, però, non è quello che vedono, ma quello che accade.
L’interno del bubbone prende ad agitarsi freneticamente ed a dischiudersi come un osceno fiore di carne purulenta. Ne emergono due steli scheletrici che si incurvano fino a raggiungere il terreno. Attaccati ad essi emerge, apparentemente a fatica, un bulbo con numerosi peduncoli. Dopo un attimo tutto è chiaro: gli steli sono le enormi braccia della creatura che sta emergendo dal bozzolo, il bulbo ne costituisce il torso ed i peduncoli sono teste - sette - attaccate a lunghi colli.
Mentre il “parto” della creatura procede, il vento si alza ed il cielo si copre di dense nubi nere. Il capitano Antorei è intento ad impartire ordini alla sua ciurma, ed a Chaim ci vuole un po’ per fargli capire che vuole scendere. Il capitano ritiene che il brone sia impazzito, ma alla fine cede alle sue insistenze e, Zaradal in mano, Chaim viene calato con la consueta scialuppa. Fa appena in tempo, perché i venti costringono la Allegra ad allontanarsi.
Nel frattempo la creatura - senza dubbio una nuova incarnazione di Brapir Akrak - si erige in tutta la sua imponenza. Le teste si guardano intorno per alcuni istanti, poi si mette in cammino verso sud. Sembra muoversi a rallentatore, ma date le sue dimensioni si muove con allarmante velocità.

Solo dopo essere aver visto la scialuppa risalire verso la Allegra ma non troppo Chaim si rende conto di non sapere come “trasformarsi” nel colosso, e rimasto solo non ha nemmeno la possibilità di parlarne con gli altri. Prova a dirigere la spada (che vibra molto intensamente) verso il mostro, prova a rieseguire i movimenti del rituali, prova addirittura a parlare alla spada, ma non succede nulla.
Intanto la creatura avanza. In pochi passi lo supera, ignorandolo. Il brone è costretto ad evitare i detriti sollevati ad ogni passo della creatura gigantesca. Stordito, tenta di rincorrerla, ed è preda dello sconforto quando si accorge di non essere in grado di raggiungerla. Inciampa e cade a faccia avanti, perdendo i sensi.

In quel momento dalla Allegra ma non troppo, che sta volando verso Everek, l’equipaggio sente un boato assordante, come un boom sonico, e vede alzarsi un’enorme colonna di detriti dietro a Brapir Akrak. Tutto resta come immobile per alcuni interminabili istanti, poi dalla nube di detriti emerge una mazza gigantesca, grande come un palazzo, che si abbatte sul mostro a sette teste.

La vista di Chaim torna lentamente, come dopo un mancamento. Allarmato, si accorge di non avere il controllo del suo corpo. Intravede dietro una cortina di fumo una creatura a sette teste alta quanto lui, e sente il suo braccio essere trascinato prima in alto poi in basso. Colpisce con violenza la creatura, che barcolla. Impiega alcuni secondi per capire che la creatura che sta affrontando è la stessa emersa dal bubbone, che le rocce che vede in lontananza sono montagne e che l’erba che sta calpestando sono in realtà alberi.

Dalla Allegra ma non troppo la compagnia, il capitano Antorei ed il resto dell’equipaggio non possono che assistere impotenti allo scontro. Brapir Akrak reagisce prontamente, e mentre una delle teste azzanna Chaim-colosso un’altra spalanca le fauci davanti il suo volto inondandolo di una sostanza che sembra assorbire la luce.

Quando Chaim sente una fitta di dolore alla spalla e la sua vista venir meno, decide che è il momento di mettere da parte la paura e dare il meglio di sé. Nel vorticare le mazze alla disperata ricerca del bersaglio si rende conto di aver riacquistato il controllo del corpo. Nello stesso momento che sente una delle mazze impattare contro il corpo dell’avversario una morsa si stringe sulla sua coscia sinistra. Dolorante, si frega gli occhi con l’avambraccio, mentre fa un passo indietro e brandisce la mazza impugnata con l’altra mano in modo difensivo. La sua vista torna appena in tempo per vedere il mostro che si sta avventando su di lui. La situazione sembra disperata, ma inspiegabilmente Brapir Akrak incespica e si ferma prima di colpirlo.

A bordo della Allegra tutti sentono il rombo sibilante provenire da sud. Si tratta di una nave che viaggia a velocità impressionante, e quando supera la Allegra tutti esultano riconoscendo la Luce d’argento. Si dirige contro la schiena di Brapir Akrak in un apparente attacco suicida, ma poco prima di schiantarsi vira bruscamente, a differenza del siluro che procede dritto impattando ed esplodendo in una sfera infuocata. L’esplosione fragorosa infiamma la schiena della titanica creatura, ma l’unico effetto è quello di farla incespicare. Una delle teste si gira, alla ricerca del colpevole, e quando individua la Luce d’argento emette due colonne di luce dagli occhi. La Luce d’argento esegue una manovra evasiva, ma qualcosa va storto: dalla Allegra vedono del fumo uscire dalla nave, che si allontana zigzagando ad una velocità nettamente inferiore al normale.

Chaim, dolorante e sanguinante, approfitta della situazione e colpisce una delle teste con tale violenza da staccarla dal lungo collo. Brapir Akrak non si dà per vinto e continua a mordere il suo avversario alle spalle ed ai fianchi, ma le mazze colpiscono più forte e con un ultimo, immane sforzo, Chaim le abbatte all’unisono. Brapir Akrak barcolla indietro, si inginocchia e poi si accascia su sé stesso. La creatura a sette teste, ormai senza vita, si pietrifica in un’enorme statua deforme, che poi si sbriciola andando a formare un cumulo di pietrisco di 20 metri.
Chaim, stremato, perde nuovamente i sensi.

Quando si risveglia, Chaim è tra le braccia di Parsic, che sta salmodiando qualcosa. Accanto vede Maya, Maliny e tutti gli altri. Si alza a fatica, e capisce di trovarsi ai piedi del cumulo di pietrisco - che ad un’analisi più attenta risulta trattarsi di sale.
Il gruppo si accorge di un movimento, e tutti alzano gli occhi. Dalla cima del cumulo, completamente nudo e con espressione assente, sta scendendo, incespicando, il maestro After.