lunedì 30 marzo 2015

[PG] Maya del Clan dei Gritt

Image (c) by xara

Informazioni

Razza, Sesso: Older, donna
Archetipo: Kebukte (Sciamano)
Aspetto: Occhi oliva, Capelli biondi, Carnagione lilla, 1.90 m, 56 kg
Segni particolari: Pupille feline, piedi palmati, carnagione lilla
Culto: Vedi Totem
Giocatore: Chiara "Magaolimpia"

Background

Maya appartiene al Clan dei Gritt, una tribù nomade dell'Arborea.
Nasce con i piedi palmati, segno che viene interpretato come segno degli dei, e pertanto il consiglio degli anziani del villaggio decide di educarla per diventare un kebukte (sciamano).
La divinità a cui è più devota è Aliena, la dea dell’amore. In suo onore, all'età di 10 anni circa, Maya decise di tatuarsi sul ventre il simbolo della dea. Il colore del tatuaggio, di un tipico colore viola, nel giro di pochi giorni si espanse in tutto il corpo cambiando il suo incarnato da olivastro a lilla. L'evento fu interpretato come un segno ulteriore della benevolenza degli dei, e la ragazza guadagnò ulteriore prestigio nel clan.
Ma il suo cuore era leggero e passava numerose notti insonni fantasticando su cosa potesse esserci oltre la foresta, ammesso che esistesse un oltre. Quando raggiunse la maturità decise di intraprendere un viaggio per appagare la sua curiosità prima di abbracciare definitivamente i suoi doveri.

Viaggiò mesi per il bosco, rischiando più volte la vita. Ma gli dei erano benevolenti con lei e la aiutarono nei momenti di maggior bisogno.
Poi avvenne l'evento che cambiò la sua vita. Incontrò un uomo in fin di vita, che salvò da morte certa senza esitare un attimo. All'inizio fu dura per i due comunicare, ma con il tempo impararono a comprendersi. Tinastil - questo il suo nome - era un mercante venuto dal lontano ovest, oltre il bosco ed oltre l'oceano al di là di esso. Giunto in Arborea per esplorare nuovi luoghi fu l'unico sopravvissuto di un attacco da parte di animali feroci.
La scoperta dell'esistenza di terre oltre il bosco stimolarono la curiosità di Maya, che insieme a Tinastil intraprese un viaggio verso la civiltà. La curiosità della kebukte si trasformo in smania, e questa soffocò il suo intuito. Nella fretta di arrivare, non si accorse in tempo di essere entrata nel territorio di caccia delle feroci scimmie-tigre, ed i due furono costretti ad una fuga precipitosa. Ancora una volta Maya riuscì a cavarsela, ma Tinastil non fu altrettanto fortunato.
La fuga la portò comunque ai limiti della foresta, dove avvistò la maestosa città di Kuurneet. Da qui riuscì ad imbarcarsi per la Llumia - in modo da allontanarsi il più possibile dal luogo dove era avvenuta la tragedia.

Restò molto affascinata dalla civiltà e, forse anche per compensare la perdita di Tinastil, sviluppò la compulsione di comprare tantissimi oggetti, spesso anche inutili, sperperando gran parte del proprio denaro.

Totem

Aliena, dea dell'amore
Murgh, dio della terra
Gurunth, dio dei vulcani
Sabo, dio dell'istinto
Kamui, dea della vita
Brusteno, dio del sole

lunedì 23 marzo 2015

[RdL] Il ricevimento - Parte 1

(c) by Antonio Maletin

Everek, tardo pomeriggio del 4° tehner crescente (15 aprile)

Mentre gli altri si concedono qualche ora per prepararsi al ricevimento, Kaisho con Parsic e Medom decidono di recarsi anzitempo alla Vecchia Locanda per controllare le misure di sicurezza. All’ingresso ci sono solo due guardie, ma dall’altra parte della strada si erige il palazzo civico - dove è di istanza la guarnigione cittadina - a fare da deterrente.
Rassicurati, tentano di entrare, ma non vengono riconosciuti dal cerimoniere Barasir. Fortunatamente arriva il capitano Antorei a togliere i tre dall’empasse. I capitano li fa accomodare ed ordina un antipasto a base di frutti di mare che sembra gradire enormemente.
Arrivano anche Maya, Kirsten, Maliny, Chaim ed il dr. Zanoch. Antorei porge i suoi complimenti a Maya, che nonostante le sue origini tribali è l’unica a sfoggiare uno splendido abito da sera.
Arrivano anche il prof. Kimmen, il borgomastro Malkas ed il capitano della guardia Larison, che colgono l’occasione per stringere la mano agli eroi.
Più tardi Barasir annuncia l’ingresso degli altri invitati di spicco, tra i quali:

  • sir Norsbek, maestro cavaliere del forte Naradæ, nella sua vissuta armatura da cerimonia
  • mastro Halanto, un importante mercante di origine nordan molto influente negli affari della città
  • la contessa Elminia de’ Gutiel, vedova del conte Soràn giunta da Llus
  • messer Perikas, responsabile dei porti fluviali di Everek, un arbrone vestito in modo opulento
  • camomastro Anostir, Maestro della gilda dei muratori di Everek, un po’ rozzo nei modi
  • mastro Vartel, un ricco mercante auran più ingioiellato e profumato di tutte le dame presenti messe insieme
  • adepto Lorenzio, in rappresentanza del Tempio di Shogiru
  • relativi accompagnatori, accompagnatrici e servitù

Il banchetto viene servito poco dopo che i commensali hanno preso posto ai loro tavoli, accompagnato dalla gradevole musica di una piccola orchestra.
Il cibo è di ottima qualità, ma non tutti sono in grado di apprezzarne la raffinatezza (tra tutti Chaim).
Tra le varie portate la compagnia viene ringraziata più volte per il coraggio e la determinazione dimostrati nell’affrontare un nemico più grande di loro, e vengono loro offerti omaggi - alcuni simbolici, altri decisamente più materiali - tra i quali le chiavi della città di Everek e la cittadinanza ad honorem.
Tra tutti si distingue il prof. Kimmen nel dedicare un brindisi a chi non ha avuto la fortuna di poter festeggiare insieme a loro, ossia ai cittadini ed agli uomini della corporazione che hanno perso la vita nell’affrontare Brapir Akrak.

lunedì 16 marzo 2015

[RdL] Nessun progresso

(c) by Rhys Griffiths

Everek, mattino del 4° tehner crescente (15 aprile)

La compagnia si riunisce di buon ora nei pressi della sede della Corporazione. Manca Kaisho, che come promesso si sta sottoponendo ad alcuni esami medici.
La compagnia si pone domande su questo misterioso individuo conosciuto come Hannya. Non è chiaro chi possa essere e le ragioni che l’hanno portato da queste parti. Parsic vorrebbe incontrarla, ma l'aggressività dimostrata verso Kaisho lo preoccupa. Maya si offre di fare da tramite con gli dei per porre tre domande. Al solito tutti si impegnano per formularle in modo che siano meno ambigue possibile, e questo è quello che chiedono e quello che ottengono:

  • Hannya conosce la persona che noi conosciamo come Efrone o Merasor?
  • Hannya e la sua scorta hanno intenzioni che Parsic considererebbe malvagie? No
  • Quanti metri dista da qui Efrone? 16839

In virtù delle risposte ottenute, Parsic decide di recarsi da Hannya per parlarle.
Nel frattempo Kaisho si libera dai suoi impegni e prende contatto con le sue conoscenze nei bassifondi di Everek. Viene a sapere che la presenza di Hannya è nota, ma non è chiaro quali siano le sue intenzioni.

Bosco delle Cortecce, nord di Everek, primo pomeriggio del 4° tehner crescente (15 aprile)

Parsic viaggia per un po’ a vuoto, ma alla fine riesce a ritrovare le tracce del drappello che scorta Hannya. Li raggiunge poco a nord di Everek, nel bosco delle Cortecce, dove sono accampati.
Dopo un primo tentativo andato a vuoto, riesce a farsi ricevere da Hannya. La donna conferma di conoscere Efrone, ma sembra non essere interessata quando Parsic si offre di aiutarla a trovarlo. Hannya non si sbottona troppo, e Parsic torna ad Everek senza saperne molto più di prima.

Everek, pomeriggio del 4° tehner crescente (15 aprile)

La compagnia vorrebbe far compere, ma i cittadini sono in festa e la maggior parte delle botteghe sono chiuse. Tuttavia quando i bottegai scoprono che si tratta degli eroi che hanno salvato la città, si fanno in quattro per aiutarli, ed offrono loro la maggior parte della mercanzia. Purtroppo i membri del gruppo non hanno tempo di sfruttare la loro notorietà perché il ricevimento in loro onore sta per iniziare, e quindi si affrettano per raggiungere la Vecchia Locanda.

lunedì 16 febbraio 2015

[RdL] La maschera

(c) by Rick Oerlemans

Forte Naradæ, mattino del 4° ahoer crescente (14 aprile)

Kaisho si separa da Maliny e Chaim. Come pianificato resterà nascosto in prossimità del forte per controllare chi entra o esce, mentre i due vi accederanno spacciandosi per viandanti che hanno smarrito la strada.
Il piano va a buon fine e Maliny ha la possibilità di fare qualche domanda ai pochi civili di istanza al forte. A parte alcuni pettegolezzi insulsi, la studiosa scopre che nessuno straniero ha ottenuto o anche solo chiesto accesso al forte negli ultimi giorni, a parte loro due.
Maestro Carillo, il custode del Tempio di Nivogo presente nel forte dice di aver sentito parlare del Maestro Merasor, ed anzi è perplesso della rapidità con la quale il Tempio di Melàs ha inviato un sostituto, ma conferma che non si è mai fatto vedere al forte.

Pressi del Forte Naradæ, metà mattino del 4° ahoer crescente (14 aprile)

Kaisho si annoia, ma non abbandona la sua postazione. Tuttavia poco prima di mezzogiorno vede un insolito drappello di persone vestiti in modo singolare viaggiare nella sua direzione.
Quando sono più vicini realizza che si tratta di un gruppo di whirn. A condurre a mo' di guardia d’onore ci sono sei cavalieri, vestiti con armature tradizionali del Whirthar. Quindi una pesante portantina trasportata da otto uomini, riccamente drappeggiata con stoffe pregiate e recante un vessillo con il simbolo di un artiglio giallo in campo verde. Infine una serie di uomini appiedati - poco meno di una ventina - che (per aver ricevuto lo stesso addestramento) Kaisho identifica come majoshu, i letali combattenti delle ombre.
Attende di essere superato dal drappello, poi in groppa al suo cavallo lo raggiunge. Gli uomini gli lanciano occhiatacce, ma non dicono nulla. Quando però tenta di affiancarsi alla portantina, subito uno dei cavalieri si stacca dal gruppo e si frappone. Kaisho tenta un approccio amichevole:
- “Fa piacere vedere persone attaccate alle nostre tradizioni anche così lontani da casa!”
- “Vattene o il tuo piacere si tramuterà presto in cordoglio”, è la secca risposta che riceve.
Kaisho non demorde. Cerca di attirare l’attenzione di chiunque sia all'interno della portantina parlando ad alta voce:
- “Sono Kaisho, un viaggiatore venuto come voi dal Whirthar. Mi farebbe piacere parlare con qualcuno del mio popolo...”
Questa volta è una voce femminile, che arriva dalla portantina, ma non è rivolta a lui:
- “Togliete di mezzo questo pezzente”
I sei cavalieri circondano Kaisho, che con decisione porta una mano alla casacca ed estrae un amuleto che alza in aria, gridando:
- “Questo è l’Amuleto della Tigre Rossa, donatomi dal Maestro Telvian in persona, uno dei Dieci Monaci della Leggenda. Il suo potere è tale che anche io ho timore ad usarlo, ma non esiterò a farlo se tenterete di attaccarmi!”
I cavalieri si arrestano, e passano alcuni istanti di tensione palpabile, rotta dalla voce della donna:
- “Hai giocato bene le tue carte, bravo.”
Viene scostato un velo della portantina, rivelando una figura vestita dei più ricchi abiti cerimoniali whirn. L’abito è di taglio femminile, ed insieme alla voce sono gli unici indizi che fanno pensare ad una donna: le ampie vesti ed una maschera celano ogni sua fattezza.
- “Puoi andare, ora. Ma non temere, ci incontreremo di nuovo, Kaisho.”
Kaisho sa riconoscere le opportunità di fuga meglio di chiunque altro e non se la lascia sfuggire, ma prima di andarsene azzarda:
- “Voi conoscete il mio nome, ma non vi siete ancora presentata.”
- “Ora sono conosciuta come Hannya, ed è di questo nome che sentirai parlare. Arrivederci.”
Così facendo la donna scosta nuovamente il drappo che la cela alla vista, e nel farlo Kaisho nota che la donna ha delle braccia molto lunghe, quasi il doppio del normale, a giudicare dalla piega delle vesti.

Everek, metà mattino del 4° ahoer crescente (14 aprile)

Parsic, Medòm, Maya ed il dr. Zanoch chiedono in giro per la città per sapere se Merasor/Efrone ha cercato riparo in qualche locanda o ostello. Non ottengono alcun risultato, ma scoprono che i cittadini sono in fermento per i festeggiamenti della sera successiva. Infatti, scoprono, sebbene il banchetto di ringraziamento in loro onore sia un evento chiuso, i paesani hanno spontaneamente deciso di commemorare ogni anno gli eroi e le loro gesta per aver salvato la città da una terribile creatura indicendo un giorno di festa.

Verso Everek, pomeriggio del 4° ahoer crescente (14 aprile)

Terminate le loro indagini, Maliny e Chaim restano al forte il minimo indispensabile per non insospettire i cavalieri, quindi prendono commiato da loro ringraziandoli.
Ovviamente Kaisho non è dove lo avevano lasciato. Proseguono comunque verso Everek, seccati per essere stati piantati in asso ancora una volta dal whirn.
Lo incontrano poco prima di arrivare in città. Racconta loro dell’accaduto, e dice di essersi fermato lì in attesa del drappello di Hannya, che non è mai arrivato né i due lo hanno visto lungo la via. E’ impossibile che un gruppo di più di venti persone passi inosservato, per cui devono essersi nascosti da qualche parte o devono aver deviato prima di giungere ad Everek.

Everek, tardo pomeriggio del 4° ahoer crescente (14 aprile)

Il gruppo si riunisce e tutti si scambiano le informazioni raccolte. Kaisho chiede al dr. Zanoch se alla corporazione possono sapere qualcosa relativo ad un vessillo recante un artiglio giallo in campo verde. Il “buon” dottore risponde che è possibile, ma gli ricorda anche che dovrebbe sottoporsi ad alcune analisi alle quali si è sottratto in precedenza. Kaisho sulle prime è restio…
Poi succede.
Gli occhi del whirn vengono attraversati da una luce strana. Improvvisamente estrae le sue spade e si avventa su Maliny e Zanoch, colpendoli più volte prima che gli altri possano reagire. Medòm è il primo a contrattaccare, ma l’agilità del whirn è ad un altro livello ed il nordan colpisce il vuoto. Maya si porta le mani alla testa ed inizia a gridare - non è chiaro se scioccata per quello che sta accadendo o se qualche energia negativa la stia facendo soffrire. Parsic invoca gli spiriti affinché sostengano la vita di Maliny, che è a terra sanguinante. Il dr. Zanoch, nonostante sia ferito, riesce a concentrarsi quanto basta. I suoi occhi, per un istante, emettono un bagliore rosso, e quando parla a Kaisho la sua voce è intrisa di energia spirituale: “Fermati”.
Il whirn si immobilizza all'istante.
Il dottore, con voce normale questa volta, dice agli altri di fare lo stesso: Kaisho non è più un problema.
Dopo pochi secondi il whirn strizza gli occhi come se si fosse appena svegliato:
- “Che è successo a Maliny? Chi l’ha ferita”
Gli risponde Zanoch:
- “Kaisho, sei stato tu. E’ successo di nuovo. Ora non puoi più evitare di sottoporti alle analisi della corporazione”

lunedì 9 febbraio 2015

XIX

In diciannove anni ne succedono di cose... non potrei mai raccontarle tutte. O meglio, potrei, ma mi ci vorrebbero, beh, 19 anni. In occasione di questo compleanno mi limiterò quindi a condividere qualche curiosità che in pochissimi conoscono:
  1. Qualcuno ha insistito molto per far chiamare il gioco Zolle, ma non c'è riuscito.
  2. La prima edizione del gioco era fantasy-cyberpunk, ambientata nell'anno 128.
  3. Dalla seconda edizione l'anno di riferimento è il 64. Il fatto che gli anni siano potenze di due non è casuale.
  4. I nomi di molte divinità sono frutto di un generatore casuale di lettere.
  5. LoK, oltre a Yarpg, è stato uno dei primi GdR italiani ad approdare in rete.
  6. In un'occasione LoK ha rischiato di diventare un gioco commerciale.
  7. Ho incontrato mia moglie giocando a LoK. E nonostante questo è ancora una delle maggiori fan del gioco.
  8. Quattro master differenti (Francesco, Davide + Tommaso, Chiara, Andrea) mi hanno regalato la possibilità di giocare a LoK dall'altra parte dello schermo. Ed è stato bellissimo.
  9. La maggior parte dell'ambientazione è stata scritta in treno nella tratta Bologna - Ancona.
  10. Il simbolo di LoK può essere interpretato sia come una M che come una Ω stilizzate.
  11. Nella prima edizione di LoK esisteva l'archetipo "Carovaniere". Nessuno l'ha mai preso in considerazione, e quindi è stato tolto dalle edizioni successive.
  12. Nelle intenzioni originali nel manuale dovevano essere descritte 108 divinità. Mi sono fermato a 67.
  13. A fine anni novanta, insieme ad alcuni amici, provai a scrivere un videogioco basato su LoK. Non vide mai la luce.
  14. Ho imparato ad usare Windows Write, Microsoft Word, LibreOffice e GIMP in modo piuttosto approfondito scrivendo LoK.
  15. Una delle ragioni per le quali la terza edizione di LoK usa dadi da 20 al posto dei dadi da 100 è che alcuni giocatori avevano difficoltà a fare le somme.
  16. Il simbolo di LoK è azzurro perché è il colore preferito di mia moglie. Era il minimo che potessi fare viste le torte strepitose che prepara.
  17. Esiste un blocchetto, da qualche parte, pieno di idee su LoK da sviluppare, ma non so se troverò mai il tempo di farlo.
  18. Ho scoperto solo una settimana fa di aver invertito il senso di Yin e Yang.
  19. Esistono più copie autografate del manuale di LoK di quelle non autografate.


lunedì 19 gennaio 2015

[RdL] Piedi di piombo

(c) Andreas Rocha

Everek, sera del 4° nehener crescente (13 aprile)

Dopo essere tornati ad Everek, la compagnia si divide per la notte. Medom viene invitato dal dr. Zanoch a non allontanarsi dalla città in quanto “persona informata sui fatti” in relazione all’arrivo di Efrone. Medom accetta, ed anzi chiede ed ottiene di poter alloggiare alla corporazione.
Nel frattempo Chaim e Maliny raccontano al prof. Kimmen quanto accaduto nel pomeriggio e quanto scoperto su Efrone. Il professore è soddisfatto del resoconto, ma dice che al momento non ha le risorse necessarie per dare la caccia al latitante.

Everek, mattino del 4° ahoer crescente (14 aprile)

La compagnia si riunisce per discutere sul da fare. L’idea è quella di tornare al cimitero per cercare tracce che conducano ad Efrone. Vengono interrotti dall’improvvisa ricomparsa di Kaisho, che li saluta con nonchalance. Racconta che, una volta arrivato al tempio per avvertire i custodi della cattività di After, ha visto Efrone Malanato in persona, ed ha deciso di nascondersi.
Dato che Kaisho (insieme a Kirsten, il dr. Zanoch ed altri al momento non presenti) ha avuto modo di affrontare Efrone, ne conosce il potere e preferirebbe evitare di dargli la caccia. Della stessa opinione è anche Maya, mentre Maliny e Chaim dicono che starsene con le mani in mano non sarebbe utile né sicuro: Efrone potrebbe comunque cercare di toglierli di mezzo.
Di comune accordo la compagnia decide di operare un’indagine seguendo una strategia di cautela. Non lontano da Everek si erige uno dei fortini dei Naradæ, uno dei sei ordini cavallereschi della Lumia. Vista l’audacità dimostrata da Efrone, potrebbe darsi che abbia cercato rifugio proprio presso di loro. Maliny e Chaim, con in mano un ritratto di Efrone, andranno al forte a verificare questa ipotesi. I due non sono mai stati visti dal custode, ed è improbabile che veda in loro una minaccia; d’altro canto in caso di pericolo ci sarebbero i cavalieri a difenderli.
Definiti gli utlimi dettagli, Chaim e Maliny si incamminano verso il forte.

lunedì 5 gennaio 2015

[RdL] Il cunicolo

Immagine (c) by Feesh

Everek, Presidio della Corporazione, mezzogiorno del 4° nehener crescente (13 aprile)

Chaim ha appena completato il suo ciclo mattutino di esami, sotto la supervisione di Maliny, quando arrivano Maya, Kirsten e Parsic. I nuovi arrivati condividono con i sodali quanto appena accaduto nel tempio. Dopo una breve discussione la compagnia decide di interrogare la persona più vicina a Merasor: Medom, il nordan con il quale il custode è arrivato in città.
Mentre gli altri vanno avanti, Kirsten e Maliny si recano dal prof. Kimmen per informarlo della presenza di Efrone. Kimmen è scettico, non tanto per mancanza di fiducia in Kirsten ma quanto per paura di uno sbaglio di persona: mobilitare la corporazione per dare la caccia ad un Maestro del Tempio innocente non sarebbe una buona mossa né dal punto di vista di immagine né dal punto di vista politico. Propone quindi a Kirsten di sottoporsi ad una lettura del pensiero per stabilire la veridicità di quanto dice (o meglio per vedere Merasor attraversi i ricordi della ragazza). Kirsten accetta. Kimmen chiude gli occhi e si concentra, per riaprirli poco dopo, soddisfatto di quello che ha visto. Comunica alle due donne che diramerà un allarme alle altre sedi della corporazione, preparandosi a dare la caccia ad Efrone. Nel frattempo darà disposizioni affinché il dott. Zanoch si unisca a loro, dato che insieme a Kirsten ha già affrontato Efrone.

Everek, Vecchia Locanda, mezzogiorno del 4° nehener crescente (13 aprile)

Medom è tranquillamente seduto alla locanda intento a degustare l’ottimo pranzo quando viene avvicinato dalla compagnia.
Risponde senza problemi alle domande, affermando tuttavia che non conosce affatto Merasor. L’ha incontrato qualche giorno prima ad Illata, una città ad ovest di Everek, ed ha accettato di accompagnarlo dietro compenso. Una volta arrivati ad Everek, poi, ha deciso di restare a sua disposizione per qualche tempo in virtù del fatto che si è proposto di rimborsare qualsiasi spesa di alloggio alla Vecchia Locanda. Durante il viaggio Merasor non è stato particolarmente loquace, come pure Medom, del resto. L’unica cosa raccontata dal custode è che era diretto al tempio di Shogiru presso Everek.
La compagnia, con in mano un pugno di mosche, decide di tornare al tempio per interrogare gli adepti. Medom, appresa la verità su Merasor, li segue.

Everek, Tempio di Shogiru, primo pomeriggio del 4° nehener crescente (13 aprile)

Al tempio vengono accolti dalle guardie rimaste a controllare l’edificio e dall'adepto Lorenzio, preoccupato di quanto sta accadendo.
Lorenzio informa il gruppo che il nuovo maestro del tempio è sparito senza lasciare tracce. Risponde alle domande della compagnia dicendo che Merasor si è presentato tre giorni prima affermando di essere stato inviato dal Tempio di Melàs per sostituire il Maestro After. Solo quando la compagnia glie lo fa notare si rende conto che è passato troppo poco tempo dalla sparizione di After all'arrivo di un sostituto. Quando apprende che Merasor altri non è che un pericoloso criminale mostra forte preoccupazione per la sicurezza del tempio e di tutti quelli a conoscenza della sua presenza. Chaim lo blandisce, e dice che piuttosto è il caso di cercare approfonditamente all'interno del tempio, nel caso Merasor/Efrone sia ancora nascosto.
La compagnia trova una traccia nella biblioteca sotterranea. Un pannello di metallo è stato smosso, rivelando un cunicolo. Il pannello ha tutta l’aria di non essere stato utilizzato da lungo tempo prima di essere stato aperto poco tempo prima. Il cunicolo è pieno di ragnatele strappate. Lo stesso adepto Lorenzio dice di non aver mai sospettato della presenza del cunicolo, nonostante sia passato svariate volte di fronte al pannello. La compagnia decide di imboccare il cunicolo.

Luogo imprecisato nei sotterranei di Everek, pomeriggio del 4° nehener crescente (13 aprile)

Il cunicolo è di appena un metro per un metro, ed escluso Parsic la compagnia si muove con grande difficoltà, quasi strisciando.
Il cunicolo sembra interminabile ed avvolto nell'oscurità più totale, rischiarata solo dalla lanterna arcana di Maliny. Dopo un’ora di cammino la compagnia inizia a mettere in dubbio la decisione di essersi inoltrati così tanto, ma decidono di andare avanti.
Dopo circa mezz'ora il cunicolo sbocca finalmente in una piccola sala dalle pareti in marmo. L’ambiente è umido. Una scala sale verso l’alto, dove c’è una botola chiusa. Dopo una rapida ispezione individuano il meccanismo per sbloccarla ed aprirla. Salgono la scala e si trovano in una sorta di tempietto di circa tre metri per tre. Tre pareti sono in marmo istoriato con i motivi tipici dello spiritualismo, nella quarta c’è un cancello completamente invaso da rampicanti, che per alcuni tratti sono penetrati all'interno della struttura. Nella parete opposta al cancello c’è un piccolo altare, anche questo in stile spiritualista.
Chaim e Medom si accorgono di qualcosa che non va. All'esterno si sentono rumori di passi strascicati che si avvicinano. Non fanno in tempo ad estrarre le loro armi che due coppie di braccia penetrano tra i rampicanti nel tentativo di ghermire i membri del gruppo. Le mani adunche mancano di alcune falangi ed artigliano l’aria con unghie spezzate. La pelle è livida e lacera, mostrando ferite incrostate grondanti nero icore. Zombie, senza dubbio.
Fortunatamente il cancello non permette alle creature di raggiungere la compagnia. Mentre Chaim e Medom le attaccano, Kirsten usa un arcano per stabilire quante creature ci siano nella zona, e quello che apprende non promette nulla di buono: circa due dozzine di creature stanno convergendo sulla struttura.
Parsic tenta il tutto per tutto. Si concentra e raccoglie tutta la sua energia spirituale, la plasma secondo i rituali naga appresi in gioventù e la comprime fino a farla esplodere in un’invisibile onda d’urto. La compagnia quasi non si accorge di nulla, a differenza delle creature all'esterno del tempietto, a giudicare dalle urla di dolore. Le braccia penetrate tra i rampicanti cessano di agitarsi, ed i passi strascicati si allontanano.
Quando escono dal tempietto si rendono conto della situazione: questo altro non è che una piccola cappella votiva al centro del cimitero di Everek, dove ci sono ancora molti degli zombie che infestano la zona.