lunedì 28 dicembre 2015

[RdL] In fuga

River Crossing by Jake-Labz

Fiume sotterraneo, mattino dell’8° tahner crescente (9 maggio)

Bodo, Medòm, Hadassah e Maliny si adoperano per aumentare la velocità dell’imbarcazione. Nel buio della galleria sotterranea gli unici suoni che sentono sono lo sciabordio del fiume che stanno navigando e le voci indistinte degli inseguitori. Sembrano sempre più vicine.
Bodo è ai remi, ma all’ennesima vogata uno dei due resta impigliato da qualche parte nel fondale e gli viene strappato dalle mani per poi essere ingoiato dal buio. Preso dal panico tenta di strappare una panca per poterla usare come pagaia.
Intanto il raschiare del fondo dell’imbarcazione ed i continui scossoni li convincono ad accendere una lanterna, giusto in tempo per vedere un bivio di fronte a loro. A Bodo viene un’idea per seminare gli inseguitori: fissare la lanterna sull’asse appena divelta, farla galleggiare e spingerla nell’apertura a sinistra, mentre loro si immettono nella galleria di destra. Trattengono a stento un grido di gioia quando sentono, in lontananza, le voci degli inseguitori che gridano di seguire la luce nella galleria a sinistra.

Nascondiglio dei banditi, mattino dell’8° tahner crescente (9 maggio)

A Kaisho non piace lasciare le cose a metà.
Poco prima di uscire dal nascondiglio dei banditi si nasconde tra le rocce, al buio. I due inseguitori lo superano senza notarlo. Il whirn aspetta pazientemente finché i due non tornano indietro, bestemmiando per esserselo lasciato sfuggire. Si lascia superare - ancora una volta non visto - poi li prende alle spalle. Il primo cade senza rendersi conto di cosa l’abbia colpito, il secondo estrae la spada, ma non fa in tempo ad usarla. Non visto e non udito, torna nella caverna grande, dove è sceso nuovamente il buio. Ma non per questo i banditi sono meno in allerta, e Kaisho poco dopo viene scoperto.
Il whirn chiede di parlamentare con Artemio, e gli propone di entrare in affari. Offre informazioni sulla reliquia in cambio di informazioni su Efrone. Artemio rivela che Efrone è in una stanza vicina, ed accetta la proposta di collaborazione del whirn a patto che dimostri la sua buona fede consegnandogli la reliquia entro una settimana.
Kaisho accetta e viene lasciato andare.

Casa del Bosco, pomeriggio dell’8° tahner crescente (9 maggio)

Bodo, Medòm, Hadassah e Maliny iniziano ad essere impazienti. Il fiume sotterraneo si è rivelato essere un affluente del Mosione, e dopo aver abbandonato l’imbarcazione si sono diretti alla Casa del Bosco. Sono in attesa di notizie di Kaisho da qualche ora, quando l’amico entra in locanda. Viene redarguito (soprattutto da Bodo, che è gravemente ferito) per essersi comportato da egoista nel covo dei banditi, ma lui blandisce le accuse facendo notare che tutti si sono salvati anche grazie alle sue azioni.
Nessuno insiste troppo sull’argomento: la contessa è ancora in mano ai rapitori ed è necessario pianificare la sua liberazione.

lunedì 14 dicembre 2015

[RdL] Il covo dei banditi

Skywind by Verticae

Bosco di Altavalle, mattino dell’8° tahner crescente (9 maggio)

Dopo essersi accertati dell’assenza di passaggi segreti, il gruppo discute su come superare il “guardiano”.
Il gigante di roccia si è “attivato” quando Kaisho ha tentato di aprire la porta. Data la loro esperienza con i naga, ritengono che sia proprio quello l’evento che scatena la furia del guardiano; decidono quindi di risolvere il problema alla radice bruciando la porta.
Fanno ricorso alle boccette d’olio per lanterna di Medòm ed una freccia infuocata di Bodo. Dopo alcuni minuti della porta e di parte della parete non resta che cenere fumante.
Medòm è il primo che, con molta circospezione, supera i resti del passaggio. Gli altri lo seguono quando capiscono che il guardiano non è più una minaccia.
Il corridoio li porta ad un’ampia sala avvolta nel buio. In lontananza, a circa 5 metri di altezza, delle torce forniscono una luce insufficiente per cogliere i dettagli dell’ambiente circostante. Nella sala si ode chiaramente il suono di un corso d’acqua, ed ancora più chiaramente il suono di quattro voci intente a giocare a carte. Le voci provengono da una porta sulla destra. Il tono degenera rapidamente, e prima che la compagnia possa fare alcunché la porta si apre ed esce un uomo, adirato. Vede la compagnia, ma Medòm lo assale fulmineamente. Grazie all’elemento sorpresa il guerriero delle dune mette fuori combattimento l’uomo senza dargli il tempo di allertare gli altri.
Kaisho si nasconde nelle ombre e procede da solo, mentre gli altri aggirano la stanza e salgono una rampa di scale adiacente alla parete di destra.
La scala porta ad un camminatoio che passa sopra il corso d’acqua. E’ qui che la compagnia viene individuata, e viene dato l’allarme.
Nella fuga Maliny perde l’equilibrio e cade nel corso d’acqua sottostante. Grazie alla psicoscienza riesce a sfuggire alla corrente attivando il potere di levitazione, ma predono secondi preziosi ed all’improvviso l’antro viene illuminato a giorno.
Quella che vedono è una caverna naturale del diametro approssimativo di 40 metri. Al centro scorre da nord a sud un piccolo fiume sotterraneo. Sulla riva ovest sono tirate in secca tre piccole imbarcazioni a remi. Ad un’altezza di 4 metri circa c’è un camminatoio scolpito nella roccia che percorre il perimetro della grotta in senso antiorario da nord-est a sud est. Sia al livello del fiume che in corrispondenza del camminatoio si aprono alcuni corridoi.
Da questi corridoi escono circa dieci uomini. Tra tutti spicca un volto noto: quello di Artemio. Sembra sinceramente sorpreso della presenza della Compagnia. Maliny e Medòm tentano di convincerlo a lasciar andare la contessa Elminia, ma il bandito replica che le condizioni non sono cambiate: la contessa per la reliquia. Si lascia anche sfuggire di essere in combutta con Efrone. La situazione degenera quando Maliny fa notare che non sono più in possesso dell’oggetto. Dal momento che sono divenuti inutili ai suoi scopi e, soprattutto, conoscendo l’ubicazione del rifugio, Atremio ordina che siano tutti messi a tacere.
Mentre alcuni banditi bersagliano la compagnia da lontano, altri cercano il corpo a corpo. Kaisho usa la sua fine capacità di nascondersi e, non visto, imbocca la galleria dalla quale il gruppo è arrivato. Gli altri saltano nel corso d’acqua sotterraneo, cercando di raggiungere le imbarcazioni.
Maliny utilizza un potere per spingere l’imbarcazione sulla quale è salita nel flusso del torrente, fino a sparire nella buia galleria sotterranea a sud. Anche Bodo e Medòm sono riusciti a salire nell’imbarcazione, ma entrambi sono stati colpiti più volte dalle frecce e sono piuttosto malconci.

lunedì 7 dicembre 2015

[RdL] Sulle tracce dei rapitori

Stone Golem by Anastasia Bulgakova

Luogo del rapimento, alba dell’8° tahner crescente (9 maggio)

Stando a quanto riportato nell’accordo stipulato tra Elminia ed il dr. Zanoch, gli artefatti sono molto lontani e la compagnia perde qualsiasi possibilità di soddisfare le richieste di Artemio.
Vengono vagliate varie possibilità, tra le quali quella di abbandonare la contessa al suo destino, ma la paura di non poter più riscuotere il di lei pagamento li fa tentennare.
Nel frattempo giungono sul posto il figlio di sir Bafford accompagnato da 4 uomini della guardia di Ronta, inviati per fare indagini sull’accaduto.
Sir Bafford racconta tutti i dettagli alle guardie (tranne il ritrovamento del contratto, di cui il gruppo non ha fatto cenno con chicchessia), ed informa la compagnia di aver trovato delle tracce di alcuni uomini che si inoltrano nel bosco.
Secondo la compagnia si tratta di una parte degli assalitori, infatti in base all’analisi di Maliny l’attacco è avvenuto da due fronti e solo una parte dei banditi è fuggita dal canneto.
La compagnia si separa allora dal gruppo di sir Bafford per proseguire le ricerche in modo indipendente. A guidarli c’è Bodo, che ha una certa esperienza nel seguire le tracce.

Bosco di Altavalle, mattino dell’8° tahner crescente (9 maggio)

Bodo riesce a trovare delle tracce dove gli uomini di sir Bafford avevano fallito, e si addentrano sempre più nel bosco. All’improvviso sentono gridare Kaisho, e solo allora si rendono conto che il whirn era sparito da alcuni minuti. Si muovono rapidamente in sua direzione, e quando lo trovano racconta di aver avuto un momento di amnesia. Non essendo nuovo a certe esperienze nessuno dà peso all’accaduto e si rimettono sulle tracce dei banditi.
Dopo un paio d’ore giungono all’imboccatura di una grotta. L’ingresso è naturale, ma è chiaro che il suo interno è stato ampliato dalla mano dell’uomo.
Bodo si rifiuta di entrare. Con un po’ di imbarazzo ammette di non poter soffrire i luoghi chiusi, nonostante sia un westan. Kaisho e Medòm decidono di entrare da soli, legati ad una corda per non rischiare di perdersi.
L’antro è avvolto nella più totale oscurità, e dopo una decina di metri si divide in un bivio. Il ramo di destra è molto angusto e dopo pochi metri si restringe a pochi centimetri, risultando impraticabile.
A sinistra c’è una porta malfatta. Ha l’aspetto fragile e soprattutto non sembra avere una serratura. Quando Kaisho cerca di aprirla viene travolto da una frana. La cosa strana è che i detriti, dopo essergli caduti addosso, si rialzano su due gambe e lo osservano minacciosamente con due occhi di brace.
Kaisho e Medòm se la danno a gambe, incespicando più volte nella corda, mentre la “frana” incede su di loro e li bersaglia di pugni granitici. Bodo stringe i denti e corre nell’antro per aiutare i compagni, arco alla mano. Ma le sue frecce rimbalzano sulla creatura senza nemmeno lasciare un graffio. Intanto il whirn ed il nordan, un po’ correndo un po’ incespicando, riescono ad allontanarsi dalla creatura e, insieme al westan, escono dalla grotta a tutta velocità.
Fortunatamente la creatura non li segue, anzi a giudicare dai tonfi dei suoi tozzi piedi sul terreno sembra essere tornata al suo posto. Solo salvi, ma un altro problema si frappone fra loro e la loro meta.


lunedì 23 novembre 2015

[RdL] Richiesta di riscatto

Caravan II by Eran Fowler
Casa del Bosco, sera dell’8° ahner crescente (8 maggio)

La compagnia giunge alla Casa del Bosco, dove viene accolta da un Sir Bafford molto preoccupato. La sua preoccupazione aumenta quando il gruppo conferma che si tratta di un rapimento: Maliny ha usato il potere Psicometria per rivedere il passato dal punto di vista del carro, e seppur non sia stata in grado di percepire i dettagli può dire che tutti gli uomini della scorta sono stati uccisi da un gruppo di almeno sei persone, mentre un occupante del carro - probabilmente Elminia - è stato portato via.
Il locandiere organizza una battuta per l’indomani mattina allo scopo di trovare la contessa o almeno tracce dei suoi rapitori. Assegna alla compagnia un’ampia stanza per passare la notte, mentre lui inizia ad organizzare l’uscita per il giorno dopo.

Casa del Bosco, notte dell’8° ahner crescente (8 maggio)

Mentre il gruppo sta discutendo se prendere parte o meno alla battuta, un rumore alla finestra attira l’attenzione di Maliny: è Artemio che le fa cenno di scendere. Lei - insieme agli altri - non perdono tempo.
Artemio li conduce ad una discreta distanza dalla locanda, poi, restando nascosto, li saluta calorosamente. Chaim non abbocca ed in tono aspro gli chiede cosa vuole questa volta. Anche il tono di Artemio cambia, e senza giri di parole chiede l’artefatto in cambio della vita della contessa. Chaim dice che, per quanto ne sa, l’artefatto ce l’ha la contessa, ma Artemio è impassibile: di lì a due giorni pretende lo scambio, altrimenti la compagnia avrà sulla coscienza la vita della contessa - senza contare che con la sua morte i Buoni di Cassa Imperiale firmati da Elminia perderanno tutto il loro valore. Quindi se ne va, lasciando la compagnia a rimuginare sul da farsi.

Luogo del rapimento, alba dell’8° tahner crescente (9 maggio)

Convinti che le reliquie siano ancora nascoste nel carro, la compagnia decide di unirsi alla battuta organizzata da Sir Bafford, ed una volta arrivati sul luogo iniziano ad ispezionare a fondo il carro dicendo di cercare tracce lasciate dai rapitori.
Sulle prime non trovano nulla, ma quando Maliny amplifica i suoi sensi con la psicoscienza rinviene una lettera molto ben nascosta dietro un pannello. Si tratta di un contratto stipulato tra dr. Zanoch - su delegazione della Corporazione delle Scienze - e la contessa.
Io, dottor Zanoch Abir di Enmata, in qualità di delegato della Corporazione delle Scienze, dichiaro di prendere in custodia i seguenti oggetti della contessa Elminia De’ Gutiel, vedova ed unica erede di Soràn De’ Gutiel:
  • Numero un copricapo composto di materiale non ben definito simile a chitina, risembrante testa di insetto ed emanante radiazioni noeliane
  • Numero un manto composto interamente da piume di corvo nero, molto robusto nonostante l’aspetto, emanante radiazioni noeliane
Al fine di consegnarlo temporaneamente alla Corporazione con lo scopo di esaminarne le proprietà arcane.
La Corporazione, in cambio della disponibilità della contessa, si offre di:
  • Custodire gli oggetti all’interno delle più sicure strutture di tutto l’Impero
  • Riconsegnare gli oggetti direttamente alla contessa in un luogo da lei designato, serbandoli dai rischi di un viaggio in terre poco civilizzate
  • Eseguire a titolo gratuito le manutenzioni specialistiche, ovvero eseguibili solo dagli esperti della Corporazione, richieste entro i possedimenti dei De’ Gutiel per anni uno.
In caso di impossibilità di restituire uno od entrambe gli oggetti, la Corporazione offre il pagamento di un risarcimento pari a DUEMILA Doppi Drog d’oro (equivalenti a DUE MILIONI di Drog) cadauno.
La restituzione avverrà non prima di una settimana dalla presa in consegna degli oggetti, ed entro due giorni, ovvero quanto prima, dalla richiesta effettuata dalla contessa Elminia ad un presidio della Corporazione da lei scelto, e nello stesso luogo.

Nel settimo tehner di stagione crescente, in fede
Abir Zanoch su delegazione della Corporazione delle Scienze
Elminia De’ Gutiel


lunedì 16 novembre 2015

[RdL] Verso Ronta

Feudal Lands by René Aigner

Casa del Bosco, sera del 7° tehner crescente (6 maggio)

Parsic e Kaisho rientrano nella locanda dopo aver pestato e messo in fuga i bulletti. Incuranti degli sguardi degli altri avventori, tornano al loro tavolo, dove vengono avvicinati da una ragazza.
“Voi non siete di queste parti, nevvero?” inizia lei. “Lo sapete che quello che avete pestato è Anyou du Cheval, figlio del barone Rumac du Cheval?”
La ragazza si presenta come Hadassah la mercante. Si offre di fare da guida alla compagnia in modo che non si verifichino altri incidenti simili.
Nel frattempo entrano 5 soldati con le insegne dell’impero. Il più vecchio, la cui barba copre a malapena le crudeli cicatrici che attraversano il suo volto, scruta gli avventori, poi fa un cenno ad uno dei suoi. Questo srotola una pergamena e la legge ad alta voce:
“In virtù dei recenti accadimenti verificatisi ai confini est, ed al conseguente riaccendersi delle ostilità nei confronti del Bronerun, l’Imperatore Murabet Arstein, quinto del suo nome, esorta tutti gli uomini e le donne che siano di integrità morale ed in grado di prestare servizio, di unirsi all’arma dell’impero per fronteggiare in modo perentorio il nemico nel momento del bisogno.
Ai prestanti servizio sarà garantito vitto, alloggio, una diaria e soprattutto l’onore di aver servito Sua Maestà Imperiale.”
Poi, dopo aver arrotolato la pergamena, “Se c’è qualcuno interessato si faccia avanti.”
Il soldato anziano si avvicina poi al bancone, e prende a parlare sommessamente con Sir Bafford.
La compagnia si guarda bene dall’unirsi all’esercito. Sono spiriti liberi loro! Ed anzi iniziano a pianificare la loro prossima tappa. Ora che hanno pestato il figlio di un barone è il caso di alzare i tacchi al più presto.
Dopo meno di mezz’ora i soldati a metà tra il deluso e l'annoiato, lasciano la locanda. Solo un ragazzino si è mostrato interessato, ma è stato rifiutato per la giovane età.

Casa del Bosco, mattino del 7° enhor crescente (7 maggio)

La compagnia si appresta a partire di primo mattino.
Mentre salutano la contessa, questa informa Medòm che il suo medaglione ha delle proprietà arcane, ma non sa quali. Né MedòmBodo avevano idea della cosa.
Quindi il gruppo si incammina verso nord alla volta di Ronta, dove sperano di poter cambiare i buoni di cassa dati loro dalla contessa. Hadassah li segue: “Che coincidenza! Anche io sono diretta a Ronta!”

Ronta, mattino dell’8° ahner crescente (8 maggio)

La compagnia si sveglia un po’ indolenzita. Quando sono arrivati in città, la sera prima, hanno scoperto che tutte le locande erano state occupate dalle forze militari in movimento verso il fronte, e si sono dovuti accontentare di dormire in uno scomodo magazzino, trovato grazie alle conoscenze di Hadassah.
I nostri non perdono tempo e si mettono in moto per incassare i buoni imperiali della contessa.
Fortunatamente esiste un ufficio di cambio presso il municipio della città, un enorme edificio ricavato da una vecchia fortezza ampiamente riammodernata nel corso del tempo.
L’uomo che li riceve li informa che, a causa delle forti spese sostenute dall’amministrazione cittadina per sostenere lo spostamento dei militari, può emettere valuta sufficiente a cambiare un solo dei buoni imperiali. Per di più, quando Kaisho chiede di verificare l’autenticità dei buoni, l’uomo ha altre cattive notizie: non ne è certo, ed anzi se non gli fosse stato richiesto un esame approfondito forse non se ne sarebbe accorto, ma ha l’impressione che il documento di cambio della contessa presenti delle imperfezioni. Ed ovviamente in vista di questi sviluppi si rifiuta di cambiare i buoni.
Il gruppo se ne va. Infuriato, Kaisho propone di tornare indietro per chiedere spiegazioni alla contessa. Gli altri accolgono l’idea e si rimettono in cammino.

Verso la Casa del Bosco, tardo pomeriggio dell’8° ahner crescente (8 maggio)

A pochi chilometri dalla Casa del Bosco la compagnia vede un carro sul margine della via. Avvicinandosi si accorgono che è proprio il carro della contessa Elminia. Non c’è nessuno nelle vicinanze. Dopo un’ispezione ravvicinata si accorgono che sul fianco destro del carro ci sono molti segni di punte di frecce, evidentemente rimosse. L’interno del carro è sottosopra, e tutti gli oggetti di valore sono spariti.
Bodo e Kaisho ispezionano i dintorni. Sembra che gli assalitori, un numero imprecisato, abbiano attaccato il carro dal fitto canneto che separa la strada dal Mosione, il fiume che la costeggia. Un esame accurato fa notare loro numerose tracce di sangue, come se dei corpi fossero stati trascinati. Kaisho si immerge nel fiume, e rinviene un cadavere. Lo riporta a terra, e riconoscono una delle guardie della contessa. Parsic controlla il corpo e stabilisce che la morte - causata da numerose frecce - risale ad un massimo di 8 ore prima.
Intanto Medòm nota un giovane uomo a cavallo dirigersi verso di lui. Il volto non gli è nuovo, ed infatti dice di essere il figlio di Sir Bafford. Alcuni viandanti hanno informato il locandiere del carro abbandonato lungo la via, e questo preoccupato ha inviato il figlio a controllare. Dopo essere stato informato su quanto scoperto, il ragazzo propone alla compagnia di andare alla Casa del Bosco per fornire dettagli al padre, mentre lui andrà a spron battuto a Ronta ad informare le guardie sull’accaduto.

lunedì 19 ottobre 2015

[RdL] La Sabbia

FERRYMAN by malo

Casa del Bosco, sera del 7° tehner crescente (6 maggio)

Durante il banchetto la contessa Elminia informa la compagnia che si incamminerà verso Llun non appena le sue guardie ed i suoi servitori saranno di ritorno - due giorni al massimo. Anche il dr. Zanoch, con sorpresa di tutti, informa gli amici che deve allontanarsi per qualche tempo, ma spera di reincontrarli presto.
Intanto nella sala c’è un uomo dalle spalle larghe e dalla carnagione scura che sembra osservare attentamente la compagnia, ed in particolare Medòm. Quando il nordan se ne accorge chiede informazioni a sir Bafford. L’oste, dandosi una pacca in fronte, risponde al nordan che in effetti quell’uomo ha chiesto proprio di lui due giorni fa, e si scusa per non averlo avvertito prima.
Intanto l’uomo si avvicina alla compagnia, e dopo essersi accertato che il nordan si tratti proprio di Medòm figlio di Andòm gli consegna una lettera. Il nordan la legge e poi si apparta con il nuovo arrivato, che si presenta come Bodo il westan.
Bodo racconta a Medòm di essere stato salvato dal padre Andòm diversi anni prima, poco dopo la partenza di Medòm. Andòm gli insegnò i rudimenti della caccia, e Bodo restò sempre in contatto con il vecchio, anche per l’enorme riconoscenza che nutriva verso di lui.
Un giorno Andòm chiese a Bodo di incontrarlo a Nishandar. Il vecchio era in fin di vita, e chiese a Bodo di portare una lettera ed un dono al figlio. Bodo, per il rispetto che provava verso Andòm, abbandonò tutto e partì alla ricerca di Medòm per portargli l’eredità del padre, ed ora l’ha trovato.
L’eredità consiste in una lettera ed un pendaglio.
Medòm, figlio mio,
sento che i miei giorni stanno per finire, ma c’è ancora una cosa che devo fare per te.
Ho intrapreso per l’ultima volta un viaggio verso la Nishandar che ti diede i natali e ti tolse la sabbia. Mi rendo conto di quanta sofferenza ciò ti abbia causato, e mi rendo conto che qualsiasi parola di scusa possa risultare vana, ma sappi che io e tua madre ti abbiamo amato più di ogni altra cosa, e siamo felici che tu sia diventato un uomo abbastanza maturo da aver saputo scegliere la propria via.
Qui a Nishandar devo incontrare un vecchio amico che sarà felice di portarti il mio ultimo dono insieme a questa missiva. Spero che non sia troppo tardi per rimediare, almeno in minima parte, al dolore causato.
Vivi libero come il vento tra le dune.
Vergato da Sunnum Alep
su dettatura di Andòm al Sendòm
nel quinto giorno della semina

Il pendaglio contiene la "sabbia di Andòm", ossia un pizzico di sabbia raccolto dal luogo in cui è nato, secondo le usanze dei nomadi nordan. Misto a quella sabbia, c'è un pizzico delle ceneri del vecchio.

Dopo qualche tempo i due tornano nella sala comune della locanda, dove Medòm annuncia di aver trovato una persona della quale fidarsi. Il resto della compagnia sulle prime è un pò scettico, ma si ricrede quando sente la storia del westan.

La serenità è turbata da un gruppo di cinque giovinastri seduti ad un tavolo poco lontano, che prendono di mira Bodo con insulti a sfondo razzista. Sir Bafford invita i giovani ad andarsene dalla locanda, ma per buona misura Parsic e Kaisho decidono di seguirli per capire le loro intenzioni. Una volta usciti è il custode ad essere insultato. Purtroppo per loro i due whirn non sono è pazienti come Bodo, e nel giro di pochi minuti i cinque stolti sono a terra privi di sensi.


lunedì 28 settembre 2015

[RdL] Risoluzione del contratto

By the River of Tears by jeremy vickery

Villaggio Uru-tan, notte del 7° sener crescente (3 maggio)

Maya è sconvolta per quanto appena accaduto. Dopo aver discusso con il resto della compagnia ed averci meditato su, prende atto della determinazione della contessa e decide che la cosa migliore è quella di consegnarle le reliquie. Ma al contempo non è disposta a privarsene: così a sua volta assolda la compagnia affinché sottragga le reliquie alla contessa dopo un periodo di tempo consono. Così facendo spera di tornare in possesso degli oggetti sacri senza subire le ire della nobildonna.
Medòm, tenuto all’oscuro del piano, viene rilasciato per rendere più credibile il ravvedimento di Maya. Le reliquie sono affidate al dr. Zanoch, e la compagnia si incammina sulle tracce di Elminia per consegnargliele.

Sera del 7° nehener crescente (4 maggio)

Il gruppo segue le tracce lasciate dalla contessa e da Tuvalin, ed in meno di una giornata si ritrovano nella zona morta dove si aggirava il guardiano. Tra i resti marciscenti della vegetazione si intravedono già i primi germogli.
Attraversano la zona di fretta, e si preparano a ripercorrere il sentiero aperto faticosamente tra la vegetazione per giungere fin lì, ma non lo trovano. Trovano invece un altro sentiero, aperto di recente. Maliny grazie al potere Psicometria capisce che sono stati i fuggitivi ad aprirlo, e si inoltrano.

Mattino del 7° ahoer crescente (5 maggio)

Il sentiero si interrompe bruscamente. Quando Medòm alza gli occhi vede la contessa e Tuvalin seduti su un ramo che puntano loro rispettivamente una balestra ed un arco corto. Chaim spiega rapidamente di come Maya abbia cambiato idea per la salvaguardia del suo villaggio, e Zanoch mostra le reliquie.
La contessa utilizza una specie di talismano per constatare l’autenticità degli oggetti, e si dichiara soddisfatta. Ma, ricorda, il contratto si conclude nel momento in cui lei sia condotta sana e salva in un luogo civilizzato, e quel bosco ha qualcosa di strano.
La compagnia si rende conto che in effetti quel luogo è molto diverso dal Bosco di Altavalle.
Dopo qualche ora di riposo si rimettono tutti in cammino verso quella che dovrebbe essere la direzione giusta per uscire dal bosco, ma la conformazione del terreno non corrisponde a quella incontrata all’andata; quantomeno il bosco sembra meno fitto.
Alla sera la compagnia giunge ad un fiume, e si rende conto che il problema è più grave del previsto: non dovrebbero esserci fiumi in quella zona del bosco.
Kaisho si arrampica su un albero e scruta l’orizzonte. Vede alberi ovunque, ed in lontananza a nord una catena montuosa. Anche questo è fuori posto: la catena montuosa dovrebbe essere ad est.
Il whirn scende e chiede di poter usare Zaradal, che già in passato ha permesso di superare un incantesimo di disorientamento, ma non accade nulla. Chiede di poter usare le reliquie, nella speranza di qualche effetto combinato, ma di nuovo non sembra succedere nulla… tuttavia viene colto da un’improvvisa illuminazione: lui ha già visto in passato una vegetazione simile. E’ accaduto pochi mesi prima, e senza dubbio si tratta della flora arboreana. Il dr. Zanoch è stupito per non essersene accorto prima, ma in effetti anche la collocazione della catena montuosa corrisponde con il territorio arboreano.
Non è dato sapere come sia accaduto, sta di fatto che la compagnia si trova in un continente lontano migliaia di miglia da casa.
Fortunatamente il dr. Zanoch è in grado di usare il teletrasporto, ed uno ad uno rimanda tutti i compagni nella Casa del Bosco.

Casa del Bosco, sera del 7° tehner crescente (6 maggio)

Dopo essersi lavati, rifocillati e riposati, la contessa riceve la Compagnia degli Erranti nella sala comune della Casa del Bosco per un banchetto di commiato.
La nobildonna ringrazia la compagnia del valido aiuto fornito, che tra alti e bassi le ha comunque permesso di ottenere quello che stava cercando. Non nasconde che forse la compagnia è troppo “eticamente schierata” per accettare certi tipi di ingaggio, e forse in futuro dovrebbero ponderare meglio le offerte di lavoro, ma tutto è bene quello che finisce bene, e pertanto consegna ad ogni membro della compagnia un buono di cassa imperiale del valore pattuito, oltre alla sua riconoscenza.



Dal fondo della sala una bassa figura incappucciata si alza dal suo tavolo e, non vista, esce dalla locanda.