Bosco di Altavalle, pomeriggio dell’8° sener crescente (10 maggio)
Parsic sussurra a
Kaisho: “Ce ne sono altri, e ci hanno visto”.
In quel momento arrivano sul posto
Maliny,
Chaim,
Medòm,
Hadassah, il capitano
Deloy ed i dieci uomini della guardia cittadina, i quali però vedono solo
Bodo. Il westan si avvicina ai nuovi arrivati e
racconta l’accaduto dal suo punto di vista.
Il whirn nascosto vicino all’entrata della grotta emette tre versi di uccello, diversi da quelli emessi prima. Alcuni fruscii fra i cespugli fanno pensare a uomini nascosti che si stanno allontanando, ma nessuno - a parte
Kaisho e
Parsic - lo notano.
Kaisho, sempre furtivamente, tenta di seguire uno degli uomini in fuga.
Parsic resta in attesa, nascosto a pochi metri dall’ingresso del covo.
Intanto
Deloy, ignaro di quanto sta succedendo, sta ordinando di accendere le torce e fare irruzione, determinato a salvare la contessa al più presto.
Gli uomini della guardia entrano per primi, rischiarando il cunicolo, seguiti dal resto della compagnia.
Bodo, molto infastidito dal luogo chiuso e ristretto, è ultimo. E’ lui a sentire una voce irosa che proviene dal corridoio di destra: “Maledetta cagna! Avrei dovuto ucciderti quella volta!”
Il gruppo si ferma per cercare di capire l’origine della voce, ed in quel momento vedono qualcosa simile ad un arazzo sgusciare fuori da una frattura della parete. Quando l’”arazzo” si volta tutti vedono che si tratta di
Efrone Malanato.
Medòm è l’unico che ha la presenza di spirito di attaccare
Efrone, il quale fluttuando come una vessillo risulta un bersaglio difficile da colpire. Il custode replica formulando parole arcane che incendiano l’aria intorno a lui, ferendo quasi tutti i presenti.
Bodo sfodera l’arco ed attacca a sua volta, senza molto successo.
Efrone recita altre formule arcane: un circolo di rune luminose appare a terra, e dal centro emerge una creatura di roccia dalle fattezze di un gorilla. La creatura occupa la maggior parte del cunicolo ed impedisce al gruppo di avvicinarsi ad
Efrone - solo
Bodo e
Medòm sono riusciti a superarlo, ma i loro attacchi contro il custode sembrano essere destinati a non avere successo, mentre lui scaglia lampi di luce che infliggono ferite dolorose al westan.
Intanto
Chaim e
Maliny sono alle prese con la creatura, che sembra essere molto robusta e sopportare bene i danni subiti.
Kaisho intanto raggiunge uno dei whirn fuggitivi. Gli chiede se hanno fatto quello che dovevano, e quello risponde che sì, sono riusciti a trovare il covo dei banditi grazie alle sue indicazioni, ma sono stati interrotti dall’arrivo degli uomini della guardia.
Kaisho si difende dicendo che non era previsto, e chiede se il suo superiore è soddisfatto del suo operato. Il fuggitivo dice che dal momento che è stato costretto a fuggire non sa quali sono i pensieri della “signora”.
Parsic, attirato dal trambusto, entra nella grotta per da man forte ai suoi compagni contro
Efrone e la creatura.
Efrone anche grazie alla sua forma è molto abile nello schivare i colpi e gli arcani, mentre la creatura è molto robusta.
Bodo decide che per lui è impossibile colpire il custode, per cui si rivolge alla creatura, che riesce a centrare. Già fiaccata da
Chaim, la creatura si accascia al suolo, permettendo al resto del gruppo di affrontare
Efrone. In quel momento arriva anche
Kaisho, e per il custode c’è poca speranza: colpito duramente da
Chaim, che brandisce
Zaradal,
Efrone si accascia su sé stesso, tornando alle sue dimensioni originali.
Maliny nota che è ancora vivo, e fa notare che sarebbe bene interrogarlo. In tutta risposta
Parsic usa un rituale che fa avvampare
Efrone che lambito dalle fiamme emette il suo ultimo grido di dolore. Sul suo collo una runa si illumina intensamente, costringendo tutti a voltare lo sguardo. Quando la luce sparisce, appollaiato sul corpo carbonizzato di
Efrone c’è una creatura grottesca con ali da pipistrello. Rivolta a nessuno in particolare, la creatura dice: “La prossima volta troverò un ospite più adatto ai miei scopi”. Quindi si tramuta in un denso fumo nero che si disperde nell’aria.
Le guardie e la compagnia ispezionano il covo. Tutti i banditi sono stati trucidati da qualcuno arrivato prima di loro. Tra le altre vittime riconoscono
Artemio: si deve essere battuto perché vicino a lui ci sono due corpi di whirn carbonizzati.
In una cella umida c’è la contessa
Elminia, tremante per il freddo e per le urla di dolore che ha udito fino a poco prima. A parte questo è sana.
Da un’altra stanza giungono invece grida isteriche di donna. Giunti sul posto vedono due donne whirn: una inginocchiata in segno di rispetto e l’altra intenta a distruggere le suppellettili, gridando “La mia vendetta! La mia vendetta è scappata! Mi è stata sottratta!”
Anche se mascherata,
Kaisho riconosce la donna infuriata come
Hannya. Mentre distrugge la mobilia un lembo delle vesti si solleva, mostrando delle enormi mani artigliate. Furiosamente si strappa via la maschera, rivelando la sua identità:
Azzurrina Kayori Yaraka De La Torre Blu.