lunedì 31 maggio 2021

Altro cunicolo altro regalo

Mount by Fred Rambaud

Giungla di Tiwia, grotte, tarda mattinata del 9° ahoer pieno (18 agosto)

Rodrigo cerca qualcosa di valore tra i resti umani, ma trova solo piccoli accessori di metallo (fibbie o bottoni) fusi alle ossa dalle concrezioni calcaree. Lo scheletro sembra quello di un'individuo di giovane età, anche se le concrezioni rendono impossibile stabilirlo con certezza e soprattutto stabilire le cause del decesso. Alona raccoglie un frammento dello scheletro (una costola) pensando che al conte possa interessare fare delle analisi. Giannunzio, il più esile, si insinua nella strettoia per verificare l'eventuale presenza di altri oggetti interessanti. Rinviene un oggetto di metallo allungato, di circa 15 cm per 3, e più avanti sembrano esserci altre ossa, ma il passaggio è veramente troppo stretto e rischia di restare incastrato. L’oggetto si rivela essere appuntito e triangolare, probabilmente una lama, ricoperta di incrostazioni ed ossido. Non emana alcuna aura magica, ma Diomira percepisce un leggero alone di magia residua, come se un oggetto comune fosse stato in contatto con qualcosa di molto potente.

Altro cunicolo laterale che si dirama in altri tre cunicoli. In circa due ore viene rinvenuto un altro corpo  al che si decide di tornare all’accampamento. Tuttavia, notando che la lunghezza dei cunicoli sembra aumentare andando verso l’uscita, la curiosità spinge il gruppo ad esplorare un ultimo cunicolo; rinvengono così i resti di un ennesimo individuo in posizione supina. Yelena, su suggerimento di Rodrigo, effettua una misurazione dello scheletro e secondo Alona si tratta di una femmina alta circa un metro e 60. L'occhio attento di Alona deduce, dalla conformazione delle ossa, che si tratta di resti appartenuti ad una donna adulta che dovrebbe aver avuto dei figli.

Giungla di Tiwia, campo, pomeriggio del 9° ahoer pieno (18 agosto)

Per non perdere la giornata e per cercare di portare l’esplorazione lontano dalla grotta, Bastiano ispeziona i dintorni. Dopo un paio di svolte ad ovest la strada riconduce all’acquitrino, ma nell’altra direzione si dirama verso sud est si riesce faticosamente a rivelare solo poche centinaia di metri.

Ricongiunto il gruppo si inizia una discussione teologica sull’opportunità di affrontare il naga e distruggerlo. L’oggetto protetto dal naga è sicuramente prezioso per la conoscenza e per il valore monetario e anche le iscrizioni sarebbero molto interessanti.

Seguendo la strada potrebbe essere possibile rinvenire un villaggio, magari un tempio e delle iscrizioni che possano portare alla conoscenza i rituali per poi accedere alla stanza protetta dal Naga.

Giungla di Tiwia, campo, notte del 9° ahoer pieno (18 agosto)

Durante la notte Diomira sceglie di fare il turno di guardia con Bastiano per conferire con lui, e gli racconta che la spada del nonno Felice sembra avere il sigillo di un vincolo. Si offre di studiarla quando sarà più brava nelle sue arti anche se Bastiano non è molto convinto della cosa temendo possa rovinarsi. Durante la discussione Bastiano si accorge che c’è qualcosa di strano. Tutti si stanno agitando nel sonno. Infatti tutta la notte il gruppo ha fatto incubi molto vividi. Cose terribili che non sono familiari, come delle paure non loro. Tutti si svegliano fisicamente riposati ma con una sorta di terrore che li attanaglia e li rende inquieti.

Giungla di Tiwia, primo pomeriggio del 9° tehner pieno (19 agosto)

Seguendo la via seminascosta dalla vegetazione, nel primo pomeriggio si arriva in una zona disseminata di collinette alte due metri. Ogni collinetta rappresenta i resti di una abitazione di roccia molto antichi inglobati nella vegetazione.

A coppie si esaminano le collinette. Silvy e Wotan durante l’ispezione notano un movimento nel sottobosco poco lontano, un ombra di una creatura a quattro zampe simile ad un grosso lupo con delle zanne accentuate che nel momento in cui guardano casualmente in quella direzione fugge via. Secondo Wotan si sta nascondendo. Il westan trova infatti alcune tracce che confermano la presenza in zona della creatura e protetto dall’arco di Silvy tenta di inoltrarsi nella boscaglia per cercarla. In lontananza intravede la creatura, ma stavolta si accorge che ha qualcosa o qualcuno sulla schiena, forse una scimmia, ed è molto più grande di un lupo... Avvicinandosi furtivamente, aiutato dal mantello adattivo in suo possesso, riesce a vedere meglio la creatura. E' una creatura deforme vagamente canide, dal muso scarnificato con una sorta di equipaggiamento composto da cinghie e sella. Un umanoide alto circa un metro e mezzo dalla pelle grigio-itterico è inginocchiato sul dorso della bestia. Indossa una maschera che copre il volto dal naso in giù, degli indumenti rudimentali ed è armato di lancia e arco.

Wotan cerca di attirare l’attenzione delle due creature, che però fuggono spaventate a grande velocità.

Le colline più grosse sono edifici di pietra a costruiti a secco, quelle più piccole probabilmente di legno. Le uniche iscrizioni rinvenute sono solo di tipo decorativo. Per evitare problemi con la creatura appena vista si propone di allontanarsi sperando di far perdere le tracce. Nimrod viene inviato di vedetta ma la vegetazione è molto fitta.

Durante la discussione sul da farsi Wotan e Giannunzio vengono colpiti da corte frecce di legno annerito che intorpidiscono la zona colpita e...

Fine dodicesima puntata.


Diario a cura di Bastiano
Revisione di Ohmnibus
Immagine by Fred Rambaud

lunedì 10 maggio 2021

Oltre le proprie possibilità

Il naga guardiano (Master's suit ,The HUNTER - by Andrei Riabovitchev)

Giungla di Tiwia, grotte, tarda mattinata del 9° nehener pieno (17 agosto)

Prima di ispezionare il luogo sacro si valuta la situazione. Il naga imprigionato nella "barriera" sembra molto potente e forse al di là della portata degli avventurieri, per altro spossati dall'attraversamento della sacca di gas tossici. Distruggere il vincolo potrebbe essere l’unica possibilità di successo, ma per evitare che il naga si manifesti ed attacchi è necessario che ciò avvenga in un unico colpo. Diomira propone di attraversare la barriera e vedere che succede, sperando che non si tratti di un naga ostile. 

Esaminando con più attenzione la stanza si nota una stalagmite tozza e tronca, sopra alla quale è posto un un oggetto grande come un pugno che emana un tenue bagliore. Alla base numerose ciotole e brocche di cui è impossibile stabilire il contenuto. Sulla parete di sinistra rispetto all'ingresso c'è una incisione i cui dettagli sono nascosti da uno strato di polvere. Rodrigo suppone si debba fare una offerta ai piedi di quello che potrebbe essere un altare.

Si decide di tornare indietro dopo una pausa ristoratrice, per tornare più preparati, anche se c'è il timore che l'ossigeno nella sala sia limitato. Nel frattempo Diomira ed Alona studiano con attenzione il cordone che rappresenta la "barriera" alla ricerca di un punto debole. I dubbi crescono. Il vincolo è in ottime condizioni nonostante i secoli e per romperlo la custode stima che sarebbe necessario un attacco molto potente in quanto potrebbe assorbire parte del danno.

Non avendo trovato altre opzioni per tornare indietro, si è costretti a passare sul fondo della grotta, dove ci sono i gas tossici. Dopo essersi coperti la bocca con stracci e indumenti, si corre in fila indiana  verso l'altra parte, in testa Rodrigo. Diomira a metà strada incespica e viene soccorsa da Rodrigo, che è costretto a rallentare. La sacerdotessa non è molto agile, ed a causa della scarsa illuminazione e del terreno pieno di irregolarità continua ad incespicare. I gas tossici le fanno perdere le forze, nonostante questo rifiuta seccamente l'offerta di Rodrigo di prenderla in spalla. Fortunatamente riescono comunque a raggiungere l'altra parte della grotta e tirare un sospiro di sollievo. Mezz'ora dopo il gruppo è fuori dalla grotta.

Giungla di Tiwia, campo, primo pomeriggio del 9° nehener pieno (17 agosto)

Bastiano, animato da un insolito entusiasmo, descrive il loro incontro con il "moscone terricolo spazzino", quindi gli altri narrano del tempio con il potente naga.

Si decide che la priorità è ricostruire il ponte, e si valuta su come intervenire. Bastiano, che di certo non entrerà mai più là sotto, propone di tornare in futuro con una seconda spedizione, muniti di strumentazione della corporazione adatti alla respirazione; altri propongono di usare materiali naturali per ricostruire delle corde con le quali riparare il ponte. Wotan pensa di praticare un ingresso dall'alto, ma ciò richiederebbe uno scavo di circa 10 metri di roccia, senza per altro essere certi sul punto preciso in cui scavare.

Viene vagliata e poi abbandonata l'idea di interrogare le creature per avere ulteriori informazioni.  Anche se Silvy è scettica sull'idea di riparare il ponte si fa accompagnare nella grotta per esaminarne lo stato.

La corda si è spezzata a circa metà del ponte, dove l'altezza dal suolo è di circa otto metri. Yelena valuta che qualcuno di sufficientemente agile potrebbe riunire le cime con parte del cordame che hanno a disposizione, e rimetterle in tensione torcendole con un bastone. Dopo che Diomira ha tentato invano di convincere Silvy, è Wotan a farsi avanti. Il tentativo sarà però messo in atto l’indomani mattina, dopo aver recuperato il materiale necessario.

Rodrigo, spossato dagli eventi della giornata, decide di dormire tutta la notte. Bastiano farà un doppio turno, dato che non entrerà nella grotta e quindi potrà riposarsi tutta la giornata.

La notte passa apparentemente tranquilla.

Giungla di Tiwia, grotte, tarda mattinata del 9° ahoer pieno (18 agosto)

Prima di affrontare la traversata in equilibrio, Wotan si alleggerisce dello zaino, tenendo solo una corda e gli attrezzi per la riparazione, che porta a termine con successo. A parte alcune assi mancanti nel punto di giunzione il ponte è stato ripristinato. Dopo che tutti hanno attraversato ci si ritrova di fronte al dilemma: distruggere il vincolo o superare la "barriera" per vedere cosa succede.

Diomira tenta la seconda opzione, convinta sia possibile stabilire un dialogo con il naga. Per giusta misura, però, attiva un potere protettivo prima di strisciare sotto al cordone. In effetti qualcosa accade: dapprima delle onde nell'aria, simili a quelle create da un sasso gettato in uno stagno, si formano in corrispondenza della barriera, quindi lo stesso cordone inizia ad attorcigliarsi su sé stesso, crescere di dimensioni ed estrudere delle protuberanze. Nel giro di pochi istanti il naga si rivela come una creatura umanoide di circa due metri e mezzo, che con la sua mole blocca il passaggio quasi fosse stato sagomato sulle sue forme. Il guardiano emette un sommesso ronzio a bassa frequenza.

Diomira prontamente fa un balzo indietro, e dopo essersi presentata chiede perdono per aver violato il suo sonno, dichiarando le sue intenzioni pacifiche. Il ronzio aumenta di intensità ed i presenti percepiscono - non solo con l'udito - le risposte del guardiano: "Questi dèi, il cui nome non può essere pronunciato, non sono i vostri dèi".

"Essendo il popolo dell'isola sparito da tempo", fa notare Diomira, "l'unico modo di tenerli in vita è che qualcuno li veneri."

"L'estraneo devoto il cui cuore è umile può passare e fare un'offerta", replica il guardiano.

Diomira quindi entra e dopo aver riempito alcune ciotole con delle sue razioni si inginocchia per offrire una preghiera. Quindi cerca di cogliere ogni dettaglio possibile della stanza, approfittando della sua posizione: sull'"altare" si trova una sfera di bronzo. Attraverso la polvere che la copre si intravvedono delle incisioni che emettono un debole bagliore azzurro. La custode percepisce dell'energia arcana essere emessa dall'oggetto. Nella maggior parte delle ciotole le offerte sono annerite o sparite del tutto a causa del tempo, ma in altre ci sono ancora delle foglie secche; forse qualcuno le ha poste in tempi non così remoti. Il graffito nella parete di sinistra non è comprensibile a causa dello spesso strato di polvere che lo ricopre.

Anche Wotan vorrebbe offrire una preghiera, ed offre la statuetta del "cinquemani" che ha intagliato il giorno prima, ma questa non viene gradita: "Il flagello del popolo!"

Diomira si avvicina al graffito con l'intenzione di rimuovere la polvere, ma il guardiano non sembra apprezzare così la sacerdotessa esce dalla stanza. Superata la soglia, il guardiano riassume l'aspetto del cordone, lasciando la stanza nel silenzio.

Valutando il potere del guardiano oltre le proprie possibilità, il gruppo decide di tornare al campo, ma non prima di aver esplorato qualche diramazione secondaria. Uno dei primi cunicoli affrontati diventa sempre più stretto, e proprio quando stanno per tornare indietro si accorgono di qualcosa incastrato tra le rocce: è quasi irriconoscibile per le concrezioni calcaree che lo ricoprono, ma senza dubbio si tratta di uno scheletro...

Fine undicesima puntata.


Diario a cura di Bastiano
Revisione di Ohmnibus

lunedì 3 maggio 2021

Il crollo


"La paura di tutte le paure è la paura di misurarsi con la paura del giudizio."

Giungla di Tiwia, mattino del 9° nehener pieno (17 agosto)

Le parole impietose di alcuni compagni fanno crollare Bastiano. Con occhi carichi di lacrime ed il volto sfigurato da un'espressione di intensa sofferenza si rivolge a Yelena: "Ecco mia signora, i nostri compagni hanno ragione su di me, mi spiace terribilmente averti delusa, ho fallito miseramente nella mia missione, ma questa giungla è maledetta!! Ha colto prima me perché sono più... sensibile... ma coglierà tutti voi! Uno dopo l’altro moriremo tutti... come la spedizione prima di noi... non posso andare oltre questo punto e non credo esista nulla di umano o soprannaturale che possa spingermi dentro quella grotta... io-non-servo-più-a-nulla... attenderò qui il mio destino o il vostro ritorno...". Dopo queste parole si spegne in una espressione vuota, lo sguardo verso un punto indefinito oltre la sua interlocutrice.

Le parole di Yelena aiutano il povero Bastiano a trovare un po’ di conforto: "Tutti hanno difetti e abbiamo scoperto nel modo peggiore quello di Bastiano, che comunque ha dimostrato di essere un combattente formidabile. Il compito di ognuno di noi è usare i nostri punti di forza per aiutare laddove gli altri incontrano difficoltà. Nessuno sarà lasciato indietro."

Bastiano resterà al campo insieme a Silvy e Romilda. Il resto si inoltrerà nella grotta con l'idea di tornare entro la sera. Se non dovessero tornare significa che è accaduto loro qualcosa e sarebbe quindi necessario l'aiuto di quanti rimasti al campo. Bastiano non è felice all'idea, ma Alona gli dà una tisana calmante eventualmente da bere prima di entrare nelle strette oscurità della grotta. In caso di emergenze il falco Nimrod sarà inviato per chiedere aiuto.

Giungla di Tiwia, grotte, mattino del 9° nehener pieno (17 agosto)

Si decide di usare l'incisione all'ingresso come mappa. Il gruppo procede senza intoppi anche se Yelena richiede frequenti fermate per analizzare gli ambienti. Alona segna il passaggio con un carboncino. Dopo l'ottavo ed ultimo bivio il tunnel si allarga in una grotta naturale. Un rialzo composto da un'enorme roccia lavorata mantiene in pianura la via (che altrimenti declinerebbe verso il basso) per alcuni metri, ed alla sua estremità è saldamente ancorato un ponte di corda e legno che si estende nell'oscurità. Al di sotto di esso la grotta si abbassa gradualmente fino ad un'altezza di circa 6-7 metri. Sul fondo si intravedono alcuni detriti: probabilmente rocce ma da questa distanza è impossibile dirlo con precisione anche usando la potente torcia elettrica di Yelena.

Il ponte di legno è largo circa un metro e privo di corrimano. Non ha segni di marciscenze ma è decisamente molto vecchio. Wotan si offre di attraversarlo legandosi ad una corda, ma dopo un breve scambio di idee si decide di scendere nel fondo della grotta per non correre il rischio di cadere.

Giungla di Tiwia, campo, mattino del 9° nehener pieno (17 agosto)

Non essendoci molto altro da fare, Bastiano aiuta Silvy a cercare tracce di altri animali (oltre ai cinquemani), ma si trova poco altro. Durante queste ricerche percepiscono qualcosa che si muove tra i cespugli. Bastiano aggira la creatura per prenderla alle spalle. Giunto a circa cinque metri sente dei ronzii intermittenti, come emessi da un grosso insetto, quindi una creatura alta circa un metro esce dal fogliame e si gira verso Bastiano, piegando la testa di lato per studiarlo. Il corpo è tozzo e carnoso, anche se l'aspetto è quello di un enorme insetto a sei zampe. Strofina fra loro i suoi arti frontali in modo spasmodico. La cosa fa un passo propendendo un appendice verso Bastiano, e poi lancia qualcosa ai suoi piedi. Sembrerebbe la coscia di qualche piccolo animale, apparentemente essiccata. Bastiano a sua volta lancia un pezzo di cibo verso la bestia che sembra gradirlo molto. Poi segue l’esploratore dagli altri due compagni. Dopo un attimo di panico da parte di Romilda per l'aspetto ributtante della creatura, avviene altro scambio di cibo, che la creatura mette in una sorta di sacca addominale - non è chiaro se sia naturale o se indossi un qualche tipo di borsa. La bestia sembra intelligente e tenta di comunicare. Sembra che voglia essere seguita. Una trappola? Non sembra ostile... per ora.

Giungla di Tiwia, grotte, tarda mattinata del 9° nehener pieno (17 agosto)

Mentre Yelena attende sul rialzo, gli altri discendono verso il basso nella grotta. Dopo una decina di metri si accorgono che alcuni dei detriti visti poco prima sono in verità piccoli animali riversi sul fianco o sulla schiena, le carcasse ancora integre. In quel momento Rodrigo si accorge di uno strano formicolio alla punta delle dita e subito realizza di trovarsi in una sacca di gas tossico. Allerta gli altri e tutti tornano di corsa presso il rialzo, appena in tempo prima di crollare a terra a causa degli improvvisi malori.

Mentre gli altri discutono su come attraversare il ponte, Wotan trattenendo il respiro torna sul fondo per raccogliere i corpi di un paio di roditori, è allora che si accorge che sono mummificati.

Legando tra loro le tre corde a disposizione (per un totale di circa 40 metri), si tenta la traversata. Wotan si offre come volontario, e Rodrigo gli mette in mano un capo della corda prima che potesse completare la frase.

Il ponte scricchiola sinistramente e si piega sotto il peso del westan, ma regge senza torcersi troppo e dopo qualche minuto arriva a circa 10 metri dall’altro lato del ponte quando la corda finisce... Così il resto della traversata avviene senza "sistema di sicurezza". Tutto sembra procedere per il meglio ma quando è il turno di Rodrigo, ultimo ad attraversare, una delle due funi di sostegno si spezza ed il combattente fa appena in tempo ad aggrapparsi con le mani all'altra, restando appeso. Nimrod viene inviato in direzione di Rodrigo per portargli un capo della corda, ma il guerriero è troppo impegnato a trattenersi e non riesce a prenderla. Aggrappato alla fune con tutta la sua forza comincia a sentire il solito formicolio alle dita ed allarmato getta alle ortiche la sua dignità e chiama aiuto a pieni polmoni...

Giungla di Tiwia, campo, metà mattino del 9° nehener pieno (17 agosto)

Silvy riesce a capire che l’animale ha terrore dell’acqua o di quello che nasconde (i cinquemani o forse anche altro). La creatura li invita a seguirli e li conduce verso sud ovest fino ad una radura con - a giudicare dal rumore - un vicino ruscello. Un altra creatura simile ma più piccola si sta lavando gli arti anteriori nel ruscello. Questa, quando vede gli umani, fugge velocemente verso una sorta di capanna di rami e foglie con un ingresso nascosto. La creatura vorrebbe invitare all’interno Bastiano e Silvy. Il primo punta i piedi ("non ci entro in quel buco!") mentre la older, infischiandosene degli avvertimenti di Romilda, cede alla curiosità ed entra, non prima di essersi assicurata ad una corda ed averne dato un capo a Bastiano.

Dentro al nido ci sono in tutto quattro creature due delle quali di taglia inferiore. E' impossibile per Silvy stabilire quale delle due più grandi è quella che li ha condotti lì, ma una di loro rovista in un mucchio di foglie e ne estrae una specie di ovulo fatto di argilla cruda grande come un melone. Dopo averne rotta un'estremità la porge alla ragazza. Dentro c'è un liquido denso e biancastro, che dall'odore è un qualche tipo di tubero fermentato. Il sapore non è male. Silvy a sua volta offre alcune erbe trovate i giorni prima nei pressi di Torana. La creatura seleziona accuratamente alcune tra le erbe e radici e le ripone nello stesso mucchio di foglie dove ha preso l'ovulo, mentre le altre le getta via in modo piuttosto plateale. Silvy è intenzionata a scoprire da quale pianta e soprattutto con quale procedimento viene prodotto il liquido biancastro con l'idea di arricchirsi vendendolo. Tenta quindi di comunicare con le creature, purtroppo con scarso successo. Salutate le creature i tre tornano al campo ripercorrendo i propri passi. Sicuri di avere fatto un’altra scoperta sensazionale, si ripropongono di portare in quel luogo Wotan per approfondire la conoscenza con la specie senziente.

Giungla di Tiwia, grotte, tarda mattinata del 9° nehener pieno (17 agosto)

Rodrigo a forza di braccia comincia a spostarsi lungo la corda, sforzandosi al contempo di resistere alle esalazioni. Il resto del gruppo è a circa 30 metri e lo stanno incitando a fare del suo meglio, impotenti di fronte a quello spettacolo. A causa dello sforzo aspira ampie boccate di veleno, ed oltre alle forze inizia a mancargli anche la vista. Giunto a metà strada è sul punto di abbandonare quando sente il consiglio di Yelena "Lasciati andare dalla fune e prosegui a piedi! Lì sei a solo tre metri di altezza, poi potrai correre fin qui!" Tutto va secondo i piani e nell'ultimo tratto è aiutato da Wotan. Quando arriva stramazza al suolo. "E' in aritmia", spiega Yelena, "fatemi un po' di spazio...", e così dicendo lo rianima con una scarica elettrica scaturitale dalle mani. Diomira lo cura ulteriormente utilizzando il suo pratico kit di primo soccorso.

Il corridoio prosegue per tre metri e si apre in una stanza quadrata che non sembra avere altre uscite. Nel centro si trova una specie di stalagmite. All'ingresso c’è una corda di fattura insolita che Diomira riconosce molto bene: si tratta di una barriera sacra. Probabilmente è un vincolo che contiene un naga, ed anche molto potente... La barriera potrebbe essere stata messa lì per non far passare i naga, o forse al tentativo di passaggio potrebbe innescarsi qualcosa. Sulla parete nord sembra esserci un graffito, ma da dov'è il gruppo non è possibile capirne i dettagli. Il falco-naga, telepaticamente in comunicazione con Diomira, non sente di essere respinto dalla barriera, ma vorrebbe non doverla oltrepassare. Ad un comando della sacerdotessa, Nimrod si "scompone" in spirali di denso fumo bianco e viene riassorbito dal bastone della custode. Bruciando il vincolo con il naga all’interno lo si distruggerebbe, ma è più probabile che riesca a liberarsi. Sarebbe stato utile avere tutta la potenza del gruppo nella sua interezza...

Fine decima puntata.


Diario a cura di Bastiano
Revisione di Ohmnibus
Immagine by autore sconosciuto

lunedì 26 aprile 2021

[RdL] Di bivio in bivio

"24h Speed Environment" by Robert Berg
Quando sei ad un bivio, prendi la strada più difficile: è una sfida e ti tiene all'erta.

- Rodrigo, Isola sperduta di Tiwia anno 88 dalla rivelazione di Dolgas.

Giungla di Tiwia, 9° sener pieno (16 agosto)

Wotan intaglia una copia del bassorilievo per mostrarlo agli altri e nota che la galleria sembra molto lunga. Si fanno le prime ipotesi sul significato delle incisioni, che sembrano molto antiche.

Il primo metro della grotta è coperto dal muschio, oltre quel punto si trova l’incisione. Giannunzio prova a rimuovere parte del muschio, ma si accorge che la parete sottostante è resa friabile dalle infiltrazioni e si sbriciola, per cui evita di proseguire nei suoi intenti per evitare di distruggere eventuali reperti.

Il gruppo decide di entrare nella grotta, ma mentre attraversa il sentiero affiorante Alona cade in acqua e viene afferrata da uno dei cinquemani. Riesce a liberarsi per un soffio grazie all'aiuto di Diomira.

Yelena resta affascinata dal graffito: si tratta di una scoperta molto importante sul popolo che abitava quei luoghi. Ci si chiede se le immagini raffigurino uomini normali o divinità. Forse è un messaggio per chi esce dalla grotta. Bastiano non ne vuole sapere di entrare e rimane con Romilda a presidiare il campo mentre gli altri si inoltrano nella cavità.

L’ambiente è molto angusto e le torce ricacciano indietro l'oscurità a fatica. Ci sono evidenti segni di scalpellatura per allargare il passaggio laddove - probabilmente - si restringeva. Dopo una decina di metri si incontra un bivio. Non ci sono segni evidenti di passaggio, ma Diomira riesce a stabilire che l’imboccatura di destra è stata usata molto più frequentemente dell'altra. Forse il graffito indica la via nella grotta. Visto che manca il tempo per un viaggio più lungo, Rodrigo propone di andare nel corridoio sbagliato perché probabilmente è più corto, ma come qualcuno suggerisce sale il rischio di finire in una trappola. Dopo circa 50 metri nella galleria di sinistra si raggiunge un altro bivio molto meno battuto a differenza del precedente. Si decide di tornare al primo bivio e proseguire per un po' nella direzione giusta. Seguendo un'intuizione di Wotan si prosegue usando il graffito come mappa. Alona segna il percorso con un carboncino. Giunti al terzo bivio ci si rende conto che è passato troppo tempo quindi si decide di tornare indietro per riprendere l'indomani.

Tornati al campo si tenta di arrostire un cinquemani per risparmiare qualche razione e si studiano i graffiti che non sembrano essere nulla di religioso.

La carne è veramente pessima, ma Bastiano la ingurgita apatico pensando alla sua vita insensata. E’ una brutta giornata per lui, talmente brutta da essere andato in bianco con la selvatica nel suo secondo incontro mentre gli altri esploravano la fenditura.

Giungla di Tiwia, alba del 9° nehener pieno (17 agosto)

Poco prima dell’alba, durante il turno di guardia di Rodrigo e Bastiano, si sentono dei fruscii ai margini del campo. Delle scimmie si avvicinano e si fanno molto audaci disturbando il sonno del gruppo. Alcune vengono scacciate da Bastiano che agita nervosamente la sua spada. Wotan tenta di calmare le altre senza troppo successo. Rodrigo lancia loro i resti del pasto della sera prima, ma anche questo serve a poco. Bastiano si innervosisce e con un colpo di piatto con la spada ne scaglia una dall'altro capo del campo. Diomira riesce infine a calmare le restanti scimmie e la notte prosegue senza altre sorprese.

Al mattino muniti di torce elettriche fornite da Yelena si parte per l’esplorazione della grotta, ma appena entrati Bastiano ha una terribile crisi claustrofobica. In presa all'isterismo lotta con Rodrigo nel tentativo di guadagnare l'uscita, ma non è in sé ed invece di muoversi verso l'uscita si addentra nella grotta brancolando nel buio. Rodrigo e Giannunzio impiegheranno una mezz'ora abbondante per sopraffarlo e trascinarlo fuori. A seguito di questo incidente Silvy e Romilda decidono di rimanere al campo con Bastiano mentre gli altri, spronati dall'entusiasmo di Yelena, si immergono nelle profondità della terra.

Fine nona puntata.


Diario a cura di Bastiano
Revisione di Ohmnibus
Immagine by Robert Berg

lunedì 12 aprile 2021

[RdL] Non disturbare il cinquemani che dorme

Cinquemani (Ahuizotl by Scott Purdy)

Giungla nei pressi di Torana, alba del 9° tahner pieno (15 agosto)

Gli ultimi turni di guardia della prima notte all’aperto trascorrono senza altre sorprese.

Diomira è sicura che non si tratti di uno spirito, ma percepisce delle energie arcane all’opera. "Non devi viverlo come una maledizione: è un dono degli dèi che devi imparare come controllare", dice a Romilda, che invece non vede come possa essere considerato un dono. Alona, Giannunzio e Diomira hanno ognuno un dono che hanno imparato a controllare, forse viaggiando insieme e compiendo esercizi di concentrazione potrebbe imparare anche lei.

Visto il pericolo che rappresenta anche solo la presenza della donna, il gruppo discute se è opportuno o meno che si unisca. Giannunzio è favorevole, anzi utilizza un medaglione in suo possesso che gli permette di apprendere alcuni dettagli su Romilda, come il nome completo (Romilda Germanu), l'età (31 anni) ed il luogo di origine (Iballon), oltre al momento esatto in cui i poteri si sono manifestati la prima volta, ossia quando la donna ha raggiunto lo sviluppo. Diomira stabilisce che il momento combaci con la seconda creazione, avvenuta circa 18 anni prima.

Nonostante i dubbi di Rodrigo e la reticenza di Alona, la "selvatica" viene accolta nel gruppo.

Il viaggio riprende, ma dopo nemmeno un'ora la giungla fitta si oppone all'avanzamento del gruppo, costretto ad aprirsi la via a colpi di machete con faticosa lentezza.

Giannunzio e Silvy si dimostrano particolarmente abili nell'individuare la via migliore, mentre Alona e Romilda sfruttano le numerose pause per reperire qualcosa di commestibile. A metà giornata il gruppo vede in lontananza una zona collinosa, e subito prima una sorta di vallata coperta da un manto rosso. Col cannocchiale Rodrigo si accorge che si tratta di papaveri forse da oppio. Mentre il gruppo scende verso il campo fiorito, il terreno manca improvvisamente sotto ai piedi di Silvy, Rodrigo e Bastiano. Quest'ultimo fa appena in tempo a buttarsi all'indietro per evitare la caduta, mentre gli altri due precipitano nel vuoto e dopo un volo di circa 6 metri cadono rovinosamente in acque molto basse.  Sembra una dolina carsica, un buco circolare di diametro di sei metri di origine naturale. Il falco Nimrod, obbediente alle istruzioni di Diomira, trasporta una torcia ai due avvolti nel buio, mentre Bastiano lega una corda ad un albero e la getta giù. Con la luce si vede una cupola formata dal crollo di un soffitto piatto. I detriti hanno ostruito parzialmente il letto di un fiume sotterraneo, che ora filtra tra i ciottoli. L’acqua è dolce e molto fredda.

Dopo che i due sventurati sono risaliti in superficie, ci si avvicina con circospezione ai papaveri e si raccolgono dei campioni. Per Wotan è una specie di papavero di cui non ha mai sentito parlare. Sembra una varietà particolarmente carica di latte. Bastiano, che ha un passato da agricoltore, ne raccoglie un sacco intero con l'intenzione di poterli coltivare.

Non succede altro fino a sera e ci si accampa in una zona collinosa. La sera il gruppo è visitato da alcune scimmie molto curiose. Silvy schiaccia un papavero e lo mescola a un tozzo di pane prima di darlo ad una delle scimmie. La cavia dopo una ventina di minuti inizia a barcollare per poi diventare catatonica. Diomira cerca di instaurare un rapporto con gli animali curiosi, ma riesce solo a farsi rubare il pasto.

Durante la notte non succede nulla, salvo per la presenza fastidiosa delle scimmie.

Giungla di Tiwia, 9° sener pieno (16 agosto)

Bastiano si sveglia più triste del solito e, per tenerlo lontano dai compiti più difficili, viene relegato alla protezione di Yelena.

Lungo il viaggio Rodrigo, calciando distrattamente dei sassi, si accorge che uno di essi ha una forma strana. Si tratta di una punta di freccia. Chiama Yelena, che per il tono stranamente emozionato del burbero combattente accorre immediatamente, ed a sua volta emozionata stabilisce che si tratta di un oggetto lavorato. L'isola è stata abitata - o lo è tutt'ora. Cercando altre punte di freccia si rinvengono delle grosse rocce lisce giustapposte a formare una pavimentazione, probabilmente una strada. Si organizza quindi il campo in una radura vicina per effettuare ulteriori rilevamenti nell'area.

Bastiano, che non ha voglia di scavare, perlustra svogliatamente l’area, ma la sua giornata non è buona. Seguendo le strane tracce di quello che sembra un animale a 4 mani si allontana dal gruppo, quando in vista di un acquitrino emerge una stranissima creatura simile ad un grosso opossum ringhiante della stazza di un alano... Due creature simili alle sue spalle gli impediscono la fuga. La creatura dalla lunga coda esce dall’acqua per avvicinarsi, mentre le altre due attaccano fulminee il povero Bastiano. Sono velocissime e tentano di avvicinarsi alla vittima e forse colpire con qualcosa che hanno sulla coda. Gli improperi urlati da Bastiano allarmano i compagni che corrono in suo aiuto. Nel frattempo l'ex-guardia cittadina abbatte una creatura con un colpo di spada ed evita gli attacchi degli altri. Quando gli altri raggiungono Bastiano, altre cinque creature escono dalla boscaglia.

La lunga coda delle creature termina con una robusta mano, con la quale una delle creatura afferra Wotan e lo trascina velocemente in acqua. Il westan si libera vibrando colpi alla creatura col suo machete e riemerge dall'acquitrino. Silvy, accorsa in aiuto di Wotan viene strattonata in acqua a sua volta, ma invertendo i ruoli lo stesso Wotan la aiuta a liberarsi. Diomira, ultima arrivata sul campo, attiva preventivamente un arcano difensivo. In breve tempo il frenetico scontro termina con la fuga delle ultime tre creature. Bastiano, per avere un trofeo, recide la coda ad una delle carcasse, mentre gli altri decidono di portare al campo la carcassa più integra per mostrarla a Yelena.

Mentre Wotan osserva l’acquitrino alla ricerca di altri eventuali creature nota delle rocce affioranti che lo attraversano. Si rivelano essere una strada, probabilmente il proseguo di quella trovata prima. L'acquitrino termina alla base di una parete rocciosa. Le rocce affioranti lo attraversano, e dove incontrano la parete c'è una spaccatura verticale abbastanza grande per far passare due uomini affiancati. Mentre Bastiano sottolinea che non entrerà mai in un posto del genere, Wotan e Rodrigo si avventurano per qualche metro per ispezionarla. Risultano evidenti alcune tracce di scavo praticate - probabilmente - per rendere più agevole il passaggio. Dopo pochi metri, dove il muschio lascia lo spazio alla pietra sottostante, un graffito sul muro... due figure umane stilizzate rivolte l’una verso l’altra e una linea (una strada, una liana con foglie o un fiume con pesci) che le collega.

Fine ottava puntata.

Diario a cura di Bastiano
Revisione di Ohmnibus
Immagine (c) Paizo by Scott Purdy

lunedì 29 marzo 2021

[RdL] La solitudine pesa

Romilda la "selvatica" (165 by Paul Shut)

Torana, mattino del 9° ahner pieno (14 agosto)

Previdentemente Yelena si era procurata delle protezioni per gli insetti notturni e la partenza può avvenire con un po' di preoccupazione in meno, almeno per quanto riguarda le fastidiose zanzare. 

Le direzioni proposte sono tra andare diritti verso il lago o andare a sud fino alla foce di un grande fiume per poi risalirlo. Interpellata da Rodrigo, Yelena ribadisce che la sua mansione è di coordinare la logistica e non di capitanare la spedizione. Non essendoci un capo di fatto si decide per voto di maggioranza la direzione da seguire: dritto verso il lago... teoricamente.

Cercando tracce della “selvatica”, Bastiano si imbatte in alcuni segni evidenti della presenza di passaggio in una zona di foresta abbastanza vergine, decisamente oltre il territorio di caccia normalmente battuto.

Procedono piuttosto agilmente seguendo un sentiero già aperto al passaggio. Giunti a sera si iniziano a rinvenire a terra alcuni oggetti quali una pentola ammaccata, pezzi di stoffa rimasti lì da diversi giorni ed altri "rifiuti" simili. Di lì a breve il gruppo rinviene i resti di un essere umano quasi completamente spolpato. Rodrigo, a giudicare dalla conformazione del bacino e della mascella, stabilisce si tratti di un maschio. Poco più in là ci sono i resti di un altro essere umano, maschio anche lui. Probabilmente si tratta dei resti dell’accampamento della precedente spedizione "non ufficiale" finita in tragedia. Alona e Diomira ispezionano i poveri resti alla ricerca di qualcosa di utile. Oltre ad abiti resi luridi dagli insetti e dall'umidità ed attrezzi da campeggio di scarsa utilità, trovano tre machete, due spade, alcuni tra pugnali e coltelli ed in tutto una razione ancora commestibile, oltre ad un unguento per allontanare gli insetti. Alcuni oggetti personali vengono presi per essere riportati ai famigliari, in particolare un borsellino con le iniziali J. I. ed un machete con manico intarsiato. I corpi vengono ricomposti in attesa di essere riportati a Torana nel viaggio di ritorno. Si decide di cercare un luogo alternativo per accamparsi, ma il sopraggiungere della notte li costringe a fermarsi non più lontano di un centinaio di metri.

Giungla nei pressi di Torana, alba del 9° tahner pieno (15 agosto)

Durante il suo turno di guardia Bastiano sente il rumore di un rametto spezzato. Intuendo di chi possa trattarsi chiede "Romilda sei tu?". Illuminata debolmente dal fuoco, Romilda si fa avanti. Dice che lui ed il gruppo non dovrebbero essere qui, ma senza attendere una risposta si avvicina fino ad arrivare faccia a faccia con un impacciato Bastiano. L'uomo non si sottrae alle avances della "selvatica", e dopo essersi baciati consumano un frenetico quanto frugale rapporto. Restano abbracciati per pochi minuti, poi lei si desta come se improvvisamente si fosse ricordata qualcosa e si riveste frettolosamente, continuando a mormorare "Non dovreste essere qui".

All'improvviso le fronde degli alberi e dei cespugli tutto intorno iniziano a frusciare minacciosamente. Bastiano si riveste velocemente mentre urla ai compagni per svegliarli ed avvertirli del pericolo. Tutti si svegliano e si mettono sulla difensiva, ma Wotan dopo essersi istintivamente nascosto resta impigliato tra le radici di un albero. Diomira e Alona, come se si fossero esercitate per farlo all'unisono, attivano un arcano difensivo mentre tutti gli altri, armi alla mano, attendono l’arrivo del nemico. 

Romilda, più preoccupata che impaurita, mormora qualcosa come "...oh no sono qui... sono qui...", mentre qualcosa della dimensione di un grosso ratto saetta nella direzione del campo. Bastiano è il più pronto di tutti a ribattere l’attacco. Estraendo la Bardotta e impugnandola con due mani taglia a metà la creatura che però è tutt'altro che sola. Tantissime altre creature, che alla luce del fuoco appaiono essere grossi lucertoloni sibilanti, saltano dalle fronde sui presenti. Un altro viene abbattuto da Rodrigo prima che le lucertole possano attaccare. Wotan, ancora incastrato, viene preso di mira, ma riesce ad evitare che i rettili lo feriscano seriamente. Anche Rodrigo schiva senza problemi, mentre Silvy viene colta alle spalle da una creatura che la morde al collo. La ferita brucia parecchio, le creature salivano veleno o addirittura acido. Le lucertole si organizzano in tre gruppi di almeno una dozzina di individui ciascuno negli attacchi.

Giannunzio dopo aver avvertito gli altri di non allarmarsi, incredibilmente avvampa ricoprendosi completamente di fiamme, quindi afferra agilmente una lucertola e, a mani nude, le torce il collo. Con grossa sorpresa di tutti anche Silvy avvampa. Terrorizzata, la ragazza si butta a terra nel tentativo di soffocare le fiamme, che però non accennano a spegnersi. Fortunatamente, però, le fiamme non la stanno consumando e non causano dolore. Alona agita goffamente il machete ferendo una creatura. Diomira pianta il bastone a terra e formula un arcano che si manifesta come un'onda d'urto concentrata in direzione di uno dei rettili in procinto di avventarsi su Yelena. Il potere dell'arcano si percepisce tutto intorno, mettendo in fuga le restanti creature.

Romilda fugge nella boscaglia. Si muove molto velocemente l’armatura pesante, ciononostante Bastiano la raggiunge a grandi falcate. Incalzata dalle domande dell'uomo, la selvatica confessa di essere vittima di una maledizione che porta sventura e morte su chi le sta intorno.

Giannunzio raggiunge i due e, come già accaduto in precedenza, è colto inspiegabilmente dalla consapevolezza che per Romilda la solitudine è un peso. La sua scelta di vivere lontana da Torana deve dunque essere un'imposizione. Facendo leva su questa informazione, Giannunzio convince Romilda a tornare al campo per parlare della sua situazione. Mentre sono sulla via del ritorno, però, i lucertoloni tornano alla carica.

Rodrigo, che pure non ha mai abbassato la guardia, sente un fastidioso solletico salirgli dalle gambe seguito da un morso doloroso all’inguine. Per bloccare la bestia che gli si è infilata nei pantaloni abbassa istintivamente le mani, lasciando cadere le armi. Il resto del gruppo dei sauri ne approfitta per avventarglisi addosso, mordendolo più volte. Il morso velenoso brucia, ed anche se non sembra avere altre conseguenze strappano un grido di dolore al virile guerriero, che si vede costretto a chiedere disperatamente aiuto.

Arrivato al campo Giannunzio si ammanta nuovamente di fiamme, e, di nuovo, altrettanto accade alla older. Intimorita ma non impaurita, la ragazza decide comunque di attaccare, ma quando tende l'arco la corda dell'arma va in fiamme e si spezza. Estrae allora un pugnale, e nota che la lama si ricopre delle stesse sue fiamme.

Wotan si concentra ed applica la sua conoscenza delle creature selvagge e calma il gruppo di animali di fronte a lui. Diomira crea un’altra onda d’urto indirizzata verso la creatura nei pantaloni di Rodrigo. Il brusco combattente sente un forte impatto nella zona inguinale e per un attimo teme il peggio, ma fortunatamente è solo il rettile che lo stava attaccando a smettere di muoversi.

Bastiano dà fondo alle sue energie ed abbatte tre lucertoloni in rapida successione, mettendo in fuga i restanti. Al campo torna la quiete.

Rodrigo raccolte le sue armi e si accorge che Wotan è ancora intento nel tenere a bada un gruppo di mezza dozzina di creature che dal terreno guardano il westan eseguendo ritmicamente uno strano movimento ondulatorio con la testa. Riallacciandosi i pantaloni gli si avvicina, armi in pugno, pronto a dilaniare anche queste lucertole. Wotan si rende conto che le creature sono affamate e lancia loro del cibo che aveva con sé. I sauri, saettando, lo raccolgono e spariscono tra i cespugli. A terra si contano una decina di creature morte.

Diomira esamina il corpo di una delle creature per verificare che non siano possedute da un naga e che non lo siano esse stesse, e dopo pochi minuti stabilisce con ragionevole certezza che non si tratta di nessuno dei due casi. 

Tornata la calma, Giannunzio spiega di aver ricevuto dagli dei il dono di ammantarsi di fiamme. Diomira esterna la sua ammirazione per un dono così portentoso e loda gli dèi. Il nordan la ignora e cede Silvy un unguento per trattare il suo equipaggiamento: in futuro eviterà che questo venga danneggiato dalle fiamme. Giannunzio confessa che durante il viaggio verso Torana ha già percepito delle strane sensazioni quando era in vicinanza di Silvy, tuttavia mai si è sentito parlare della condivisione di poteri tra più persone.

Romilda racconta di essersi accorta di essere vittima di una maledizione da diversi anni. Ha pensato di unirsi ai coloni nella speranza di migliorare la situazione, ma la maledizione ha continuato a manifestarsi e ha deciso infine di isolarsi nei boschi per non arrecare danno a chi le sta intorno. Inizialmente la cosa accadeva solo con le persone a lei care. Poi si è estesa anche a tutti quelli che le stavano intorno: incidenti sul lavoro, rovinosi scivoloni, inspiegabili malattie, sfortuna negli affari e nel gioco, raccolti andati a male... tutti eventi nefasti che accadevano a chi le era vicino senza mai coinvolgerla (se non indirettamente).

Le competenze diversificate dei membri del gruppo potrebbe essere utile a dipanare la matassa. Chi ha conoscenze arcane concorda nel dire che in effetti potrebbe trattarsi di una maledizione, ma non è chiaro da chi o cosa possa essere causata. Per verificare la validità della sua teoria Diomira deve esaminare il corpo di Romilda in cerca di un segno. Eliminare la possessione potrebbe però richiedere un potere al di là delle sue capacità.

Fine settima puntata.


Diario a cura di Bastiano
Revisione di Ohmnibus
Immagine by Paul Shut

lunedì 22 marzo 2021

[RdL] A sangue freddo

Sinodonte (Sinodon by Antoine Verney-Carron)

Torana, pomeriggio dell’8° enhor pieno (13 agosto)

Rodrigo non si lascia prendere di sorpresa e attacca fulmineamente la creatura prima ancora che Bastiano sia in grado di urlargli “Vale molti più drog da vivo!”. Queste poche parole di Bastiano avrebbero convinto l’avido Rodrigo a non massacrare il povero rettile se non fossero arrivate così tardivamente. Il rettile riserva però delle sorprese... La creatura è molto abile a frapporre gli aculei che le crescono sulla schiena all’attacco dello spadaccino. Quindi si alza sulla coda dà un calcio poderoso a Rodrigo che non riesce a schivare l'attacco e viene sbalzato indietro di 3 metri, restando frastornato...

Emettendo un verso simile a quello di un coccodrillo e non essendo più attaccata se ne va tra i cespugli bersagliata da una freccia di Bastiano. Rodrigo si getta all’inseguimento a testa bassa e riesce a far deviare la creatura verso Bastiano che lo centra con un altra freccia e ne rallenta l’andatura. Rodrigo riesce quindi ad arrivarle addosso, ma manca il colpo. Dopo un’altra corsa e un’altra serie di attacchi viene abbattuta. Tornando al villaggio i due decidono di andare alla corporazione per vendere la bestia, ma sul tragitto c’è una comitiva in abiti aristocratici. Divini è tra loro e quando vede passare i due cacciatori si interessa all’animale rammaricandosi della sua morte. Da vivo sarebbe valso di più... Divini vuole tornare al continente con quella preda. Indica quindi ai due di consegnarlo a Palazzo Torana all'usciere Erasmo. Saranno ricompensati adeguatamente.

Alona nella piazza del paese cerca di sottrarre clientela al cerusico. Il primo paziente ha uno squarcio sulla mano, non è proprio il suo lavoro fa un bendaggio stretto senza applicare punti di sutura. Il lavoro riesce bene. A fine giornata guadagna ben 800 drog oltre a crearsi una discreta reputazione.

Giannunzio rimane al lavoro anche nel pomeriggio mentre Silvy insegna a Wotan a tirare con l’arco. Sembra esserci una naturale sintonia tra i due. Wotan si reca quindi all’emporio da Altezza per chiedere strumenti da erborista perché intende produrre del veleno per le armi, ma i prezzi sono alti ed il materiale ingombrante. Viene quindi indirizzato dall’erborista. Le corna di Wotan suscitano parecchio stupore nella gente e infatti uscendo sente parlottare tra loro le persone alle sue spalle. Dall’erborista riesce al massimo ad ottenere dei balsami per piccole ferite e bruciature per 500 drog e del veleno da applicare alle armi per il doppio della cifra. Gli sarà consegnato l'indomani mattina.

Diomira al porto parla con le persone sole e offre il suo aiuto a chi in difficoltà senza chiedere nulla in cambio. Quando si approccia alle persone è troppo fissata con le sue convinzioni che dà per scontate e quindi non è il massimo ad interazioni sociali, ma si impegna moltissimo comunque, e nella maggior parte dei casi nel pomeriggio però supera la naturale diffidenza che genera nelle persone.

Torana, sera dell’8° enhor pieno (13 agosto)

A sera una nuova festa in piazza stavolta per la partenza della spedizione. Si respira aria di "sagra di paese": alcune botteghe sono rimaste aperte ed in piazza ci sono dei banchetti che vendono alcune leccornie. Dopo il discorso di Divini si propone anche Diomira che rivolgendosi a tutti i cittadini con in testa quelli più importanti fa a sua volta un discorso con un taglio più divino ed una benedizione scenografica della spedizione.

Yelena è molto eccitata per l’imminente partenza e comunica al suo gruppo che l’ing. Bo Frontgru le ha procurato un'imbarcazione che va gonfiata come un pallone quindi facilmente trasportabile. L’ingegnere viene presentato al gruppo, è un froster di due metri e mezzo di altezza che illustra la sua invenzione in un forte accento. Si discute dell’imminente viaggio e si valuta di lasciare la barca al lago pronta per le successive spedizioni. Rodrigo trascina Bastiano dal conte per chiedere il pagamento per la creatura. L’assistente del conte Akhash firma un documento per rilasciare il pagamento di 1600 drog. Il foglio viene preso da Bastiano non senza mal di pancia da Rodrigo.

Non si erano mai avvistate creature simili e non così vicino al paese, forse c’è qualcosa che le ha spinte più vicine all’abitato. Giannunzio chiede a Yelena prendendola da parte se ha avuto modo di verificare l’attendibilità dei vari componenti della spedizione. Non si fida ancora del gruppo tranne che di Wotan, Silvy e forse Diomira. Farà la sua parte per tenerli d’occhio. Poi si avvicina anche a Silvy prendendola sempre in disparte per parlare del più e del meno...

Silvy prima di coricarsi per evitare Diomira la prolissa sale sul tetto per guardare le stelle ma si addormenta in una posizione piuttosto scomoda.

Torana, notte fonda dell’8° enhor pieno (13 agosto)

A quasi l’una Bastiano sente delle grida e vede i bagliori di un incendio. Sveglia Rodrigo e si dirige verso il luogo da cui provengono i rumori, a nord-est. Uno degli edifici in costruzione sta bruciando. Quando sopraggiunge per dare una mano, Giannunzio è colto da forte fastidio perché si tratta proprio dell'edificio che ha contribuito ad edificare in questi giorni di duro lavoro. Mentre ci si adopera per contenere l’incendio, Diomira intravede per un attimo una figura tra le ombre degli edifici vicini, un uomo calvo apparentemente incuriosito - se non interessato - all'incendio. Più tardi la custode riferirà di questo individuo, descrivendolo, al capitano della guardia.

Bastiano osservando la scena, nonostante sia impossibile rintracciare delle prove, stabilisce che molto probabilmente si è trattato di un incendio doloso. Parlando col carpentiere si apprende che la costruzione - come tutte quelle nei paraggi - è stata commissionata dal governatore e sarebbe servita per i nuovi coloni.

Torana, mattino del 9° ahner pieno (14 agosto)

Nonostante i fatti della notte non c'è nessuna recalcitranza da parte della compagnia: partenza come da programma la mattina del 9° ahner pieno, direzione il lago nell’entroterra.

Fine sesta puntata.


Racconto a cura di Bastiano