giovedì 25 giugno 2020

ESTRATTO DA “IL SAPERE NUOVO - TUTTO SU DIOGENES” #27


In quel tempo, Diogenes era particolarmente prolifico con le sue orazioni. Ne aveva composte e declamate almeno una decina nel giro di appena un mese, ed ognuna di esse era incentrata sui difetti di una qualche classe di cittadini, tanto che ormai a Lisalania molti lo vedevano in una cattiva luce; eccezion fatta per coloro che comprendevano lo spirito ironico e sarcastico di orazioni come “Delle manchevolezze dei trovarobe” o “Del carattere spinoso dei pescivendoli”.

Fu così che, per dare riposo alla sua mente sovraccarica di lavoro, il Maestro si concesse alcune serate ai 5 coltelli, dedite allo svago e all’alcool. Egli sosteneva infatti che la mente dovesse svagarsi, alle volte, per poi poter riprendere a pensare lucidamente in caso di bisogno.

Durante una di queste serata, mentre scherzava con i suoi ammiratori su queste recenti orazioni, un omone si alzò da un tavolo e, avvicinatosi al posto dove sedeva Diogenes, lo apostrofò in modo rude: “Facile fare la morale agli altri quando non se ne possiede una, vero damerino?”

Il Maestro sorrise affabilmente all’uomo e rispose: “Ti racconterò una storia mio caro amico: quando gli Dei lo crearono, fornirono l’uomo di due bisacce: una da tenere sulla schiena, piena dei propri difetti; una da tenere davanti, sulla pancia, piena dei difetti di tutti gli altri uomini che sarebbero venuti. Ecco perché non riesco a scorgere i miei difetti ma sono così pronto a notare e criticare quelli degli altri. La colpa è degli Dei!”

L’omone non si fece impressionare dalla risposta, ma borbottando improperi contro gli Dei uscì seccato dalla locanda.

lunedì 22 giugno 2020

[RdL] Rendez-vous

Mastro Erinnio Casimeo (Bokrham BY  linhsiang)
Castello di Lisalania, 21:45 del 6° nehener crescente (27 aprile)

Tutti tranne Yanagi e Hisui sono nella piazza d’armi dove ci sono una sessantina di soldati che sono sotto attacco da ninja assassini. Rayanna sconvolta da tutti questi ammazzamenti incespica e vola faccia avanti. Dentro l’hangar l’assassino fronteggia il maestro che con calma apparente comincia a far salire la sua furia. Mentre Fioravante fa rialzare Rayanna viene colpito dalla solita scarica elettrica e nonostante la pioggia rimangono entrambi coscienti... Boukal colpito anch’esso dice una parola irripetibile nella sua lingua, Vilcare emette una sorta di ringhio di sorpresa, mentre Meranzio la prende molto male e minaccia di sbudellare la coppia elettrica.
Il gruppo continua la fuga e solo Myristica rimane indietro per aiutare il maestro, ma senza arco rimane cautamente nell’ombra in attesa della mossa di Yanagi.
L’assassino si quadruplica e dopo una minaccia parte all’attacco, Yanagi lancia una chiave inglese verso una delle immagini fa una capriola di lato e rimane in posizione di attacco. Myristica sferra un attacco di sorpresa molto potente ma la figura all’ultimo momento para con l'avambraccio che è di metallo e il colpo non porta tutti i danni voluti ma la figura svanisce. Rimangono tre figure che assalgono il maestro. Dopo aver schivato il primo colpo contrattacca facendo svanire la seconda immagine poi la terza e infine porta un colpo devastante al vero nemico. L’assassino è veramente duro, ha la consistenza del metallo. Il suo atteggiamento cambia in un attimo e strabuzza gli occhi. Ma sembra una macchina o un naga e Yanagi che non percepisce tessuti sotto i suoi colpi non è certo di quanti danni abbia causato.

Cinque soldati si avvicinano al gruppo, Rayanna [e Fioravante] non se la sente di fuggire [e lasciare i sodali indietro - n.d.GM] e Fioravante sguaina la spada per affrontare la nuova minaccia. Su suggerimento del Toro, Rayanna apre un portale che conduce alle spalle dei soldati per confonderli e guadagnare un po’ di tempo.

Yanagi intanto porta una raffica di colpi all’assassino che sembra in difficoltà pur riuscendo a schivare gli attacchi. Myristica ne approfitta e lo colpisce alla schiena anche se in maniera poco elegante. Il nemico sgancia qualcosa dalla cintura e lo lascia a terra per poi allontanarsi, ma il maestro rapido come un fulmine ne approfitta per colpirlo con un attacco che distruggerebbe un gigante meccanico... frammenti metallici si staccano dal corpo e volano nell’ambiente. Mentre l’assassino metallico cade, l’oggetto lasciato precedentemente esplode deflagrando e sbalza lontano tutti.

Fioravante attacca con una piattonata uno dei soldati disorientati. Questi si girano e si scatena una battaglia sgraziata fra lo strano gruppo di evasi e le cinque guardie scarsamente preparate.
Rayanna, seguita da Boukal, entra nel portale di nuovo mentre gli altri combattono.

Intanto nell’hangar l’assassino si sta rialzando a fatica e Myristica, fiutando il sangue, si scaglia per dare il colpo di grazia e dopo averlo ucciso scivola nuovamente nella copertura delle ombre.

Ripresosi dallo stordimento, Yanagi accorre in difesa di Fioravante e Myristica affianca Vilcare. Prima guardia uccisa da Myristica che esce e rientra dalle ombre subito dopo aver versato l’ultimo sangue del nemico.

L’attacco dei whirn si è interrotto e le guardie iniziano a muoversi verso il gruppo di fuggiaschi che si infilano nel primo portale, poi dopo una breve corsa Rayanna apre un secondo portale che dà verso la libertà. Non avendo una mappa purtroppo invece di trovarsi nel luogo di incontro con Piotr si ritrovano nel salotto di una casa nobiliare...

Il gruppo si riunisce e si decide di andare in direzione delle miniere di Coppetti dove era stato indirizzato anche Serverio, che era anche il contatto della resistenza di Del Toro.

Miniera abbandonata, 23:00 del 6° nehener crescente (27 aprile)

Myristica si accorge che tra i rumori delle fronde mosse dal vento c’è qualcuno nascosto. L’arco di Galaele passa di mano e ci si prepara ad un agguato.
Una voce femminile intima al gruppo che è sotto tiro e che deve proseguire. Dopo aver rivelato l’identità del filosofo, la ragazza esce allo scoperto. “Arabella” fa strada all’interno della miniera dove la resistenza ha trovato riparo.  

Erinnio Casimeo, falegname di Lisalania e capo della resistenza, si fa avanti. Lui e Del Toro si abbracciano.
Non sa se ringraziare il filosofo per il casino a Lisalania o metterlo a morte [per i problemi che ne conseguiranno, n.d.GM].
Erinnio si terrà nascosto per un po’ in attesa di sferrare un attacco. Comunica a Fioravante che le persone dell’ORIO con cui si intrattiene non sono degne di fiducia.
Dublana irrompe nella stanza gridando che “il porco è morto”... La figlia del barbiere era l’assassina. E ha ammazzato De Marinis... c’è qualcosa di innaturale in lei...
Piotr e Diogenes raccontano di Arliatark ai capi della resistenza perché potrebbe influire in una futura guerra. Arliatark non è uno della resistenza, forse è un cane sciolto.
Fuori comincia ad albeggiare, un suono continuo... un rombo sommesso getta nel panico i rivoltosi... la nave volante è in arrivo.

Fine quarantanovesima puntata.

Resoconto a cura di Piotr
Immagine (c) Lin Hsiang

lunedì 15 giugno 2020

[RdL] Non seguite il piano

Hoshi Daitan'na (Hoshi by Raf Grassetti)
“Limitarsi a seguire un piano è pericolo in un epoca in cui tutto cambia velocemente”.

Prigioni di Lisalania, 21:00 del 6° nehener crescente (27 aprile)

Annibale rimane indietro e tutti si disinteressano a lui... il gruppo decide di uscire il prima possibile creando un tunnel spazio temporale ma dovranno avvicinarsi di più alle mura.
Per prima cosa viene ispezionata l’ultima porta dei sotterranei che conduce ad un ambiente grandissimo ma non si sa dove conduca. Si sceglie l’unica via conosciuta, l’armeria. Si prenderanno le guardie di sorpresa e ci si avvicinerà il più possibile al muro di cinta. 
Arrivano rumori da sopra, qualcosa succede. Sono accorse molte più guardie di prima. Almeno otto. Le guardie stanno prendendo armi e armature e sono agitati per quello che sta accadendo alla Corte Giuvenile. C’è un flusso continuo di guardie che si stanno armando. La via è chiusa. Si tenta la sorte di sotto. Tutti i detenuti tranne Annibale che non si sa dove sia.
In uno dei portoni dell’ampio ambiente del secondo piano sotterraneo viene trovato qualcosa di meccanico ripiegato su se stesso che Vilcare riconosce come vecchio modello di cavallo da traino meccanico. Poi pezzi di ricambio e altri componenti. E’ una sorta di stalla magazzino e ci deve essere sicuramente anche una uscita e infatti verso nord si intravede una larga rampa che sale in alto. In fondo alla rampa un grosso portellone metallico chiuso da cui filtra della luce. Dall’altra parte si vedono svariati piedi che fanno avanti e indietro e occasionalmente anche “qualcos’altro”... Si sentono parecchi rumori meccanici che battono a terra e molti comandi sono lanciati. Un altra via impraticabile. Rimane un corridoio a sud oppure tentare la porta di servizio nel portellone. Myristica e Fioravante propongono di travestirsi da guardie per mescolarsi ai soldati. Vilcare smonta il piano facendo notare che tutti dovrebbero essere camuffati perché funzioni e propone di usare i poteri millantati da Rayanna. Myristica mentre cerca di capire dove sia la direzione giusta, urta per errore qualcosa e un allarme sonoro e luminoso si mette in funzione. Fioravante riesce almeno a spegnere il suono. Ritorna il piano della porticina di servizio... Vilcare non riesce a convincere il gruppo dell’insensatezza del piano.
Dietro alla porta un enorme ragno di metallo di 2 metri che sta facendo avanti e indietro spostando cose pesanti, oltre a diverse persone con camici sporchi di grasso. Nessuna guardia armata. Un enorme portellone aperto dà verso l’esterno. La stanza è illuminata a giorno da una luce blu innaturale. Fuori ci sono soldati che si muovono avanti e indietro.
Myristica travestita chiama uno dei meccanici dentro il tunnel e questi viene tramortito. Indossa una sorta di medaglione tecnologico in uso alla Corporazione. Vilcare si traveste col camice. 

Corte Giuvenile, 21:00 del 6° nehener crescente (27 aprile)

Diogenes: “Lascia andare queste persone e verrò con te, altrimenti continuerai a soffrire!” - e lancia il potere psicosi. Samaele negli istanti successivi deve togliersi dalla testa le ultime dolorose parole del filosofo. Ma Diogenes lo incalza: “Combatti senza sapere di avere già perso!” - e lancia nuovamente lo stesso potere. Questa volta Samaele cade faccia avanti.
Nei pressi del gigante si apre un tombino e ne esce un uomo robusto ed estrae una spranga metallica con un enorme bullone in fondo. Severio alza l’enorme mazzuolo lo fa roteare nell’aria e lo cala sul gigante distruggendo una placca di protezione della gamba destra.
Dalla folla sorge un boato e il popolo si comincia a ricompattare.
La battaglia tra Severio e il gigante è cominciata. Severio sembra prevedere le mosse del gigante e continua a colpire le gambe del gigante non appena si apre uno spiraglio. Il gigante comincia a muoversi senza prestare attenzione a ciò che ha intorno e proprio per questo i soldati intimoriti non riescono ad intervenire in soccorso del gigante. Diogenes si avvicina e incita la folla e l’ammazza-giganti nella battaglia. Con un poderoso colpo Severio scopre una placca di protezione del pilota e Diogenes lo scaraventa fuori con i suoi poteri. La folla è sul pilota e il gigante si blocca. I soldati vengono caricati dalla folla e travolti essendo in grande inferiorità numerica. Mezza folla penetra nella Corte Giuvenile. Diogenes perquisisce Samaele più per spregio che per altro e gli porta via un paio di cripto oltre a 1500 drog e assorbe l’energia delle sue braccia meccaniche.
Prossimo obiettivo di Diogenes è De Marinis. Penetra nella Corte Giuvenile mentre infuria la rissa e coordina la battaglia ma De Marinis non si trova più lì. La maggior parte dei miliziani sono fuggiti o sono stati gonfiati di botte. La battaglia sembra volgere a favore della folla ma Diogenes cerca comunque di convincerli a tornare a casa prima dell’arrivo di altri soldati ma forse per i colpi ricevuti nella battaglia non è abbastanza convincente. Decide allora di avvicinarsi a Severio per farsi aiutare a convincere la folla a fuggire prima dell’arrivo della nave volante e di altri soldati. “Le cose ora cambieranno dopo quello che è successo”, dice l’ammazzagiganti al filosofo.
Diogenes si mischia tra la folla in cerca di un angolo buio per teletrasportarsi, Severio farà invece una scampagnata nei boschi a nord su suggerimento del filosofo potrebbe nascondersi nella vecchia miniera d’argento recentemente resa sicura.
Diogenes si ricongiunge a Piotr nei pressi del castello, il westan lo benda e si rammarica di non essere stato presente alla battaglia.

Prigioni di Lisalania, 21:30 del 6° nehener crescente (27 aprile)

Nel castello Myristica tenta di attirare un altro meccanico ma questa volta va male e il ragno viene spedito contro la finta guardia. Myristica usa un cripto e fa cadere in mille pezzi come se fosse di cristallo una delle quattro gambe del ragno, e la macchina cade sul fianco.
Corsa forsennata verso l’uscita e in fondo, l’intento è di far creare il tunnel a Rayanna prima dell’intervento di altri soldati. Appena fuori alcuni soldati si accasciano altri gridano e scappano in giro. Molte ombre si muovono tra i soldati e stanno compiendo un massacro. Assassini whirn. Uno di loro si rivolge a Fioravante e gli intima di consegnare il maestro Yanagi. Fioravante tenta di colpirlo ma in modo scomposto e prosegue la sua corsa mentre l’avversario lo deride. L’assassino che nemmeno si era mosso per schivare il colpo entra nell’hangar per raggiungere il suo obiettivo.

Fine quarantottesima puntata.

Resoconto a cura di Piotr
Immagine (c) Raf Grassetti

giovedì 11 giugno 2020

ESTRATTO DA “IL SAPERE NUOVO - TUTTO SU DIOGENES” #26


In quel tempo, Diogenes stava tenendo un’orazione nei pressi della piazza pincipale di Lisalania. Egli aveva già una certa notorietà e numeroso era il pubblico in quell’occasione. L’orazione parlava società, suddivisione in classi, appropriati modi di gestire sfortune momentanee e crisi economiche o sociali.

Il Maestro gestiva l’orazione con la consueta verve, per non annoiare troppo il pubblico, quando un membro del consiglio cittadino, un anziano nobile noto per l’eloquio piatto e noioso, si affiancò a Diogenes e gli tolse la parola. Il Consigliere iniziò a smentire le teorie espresse sino ad allora dal Maestro, rispondendo però in maniera noiosa, cercando di dimostrare le proprie teorie con lunghi periodi e molte pause.

Il pubblico cominciava ad annoiarsi e alcuni persino ad andarsene, fu allora che Diogenes, accusato dal nobile di non essere abbastanza intelligente, approfittò di una delle pause per rivolgersi al suo detrattore e al pubblico: “Mio Signore, di sicuro non sarò abbastanza intelligente o arguto da ribattere a tutto quanto avete detto punto per punto, ma secondo un mio calcolo approssimativo conosco la metà degli argomenti esposti meno della metà di quanto dovrei, ma voi avevate ragione per meno della metà delle vostre affermazioni, di cui ne ho capita circa la metà. Non credete?”

Il Consigliere ristette sorpreso e, non avendo neanche una metà di argomentazioni per rispondere al Maestro, fu costretto a lasciare l’orazione tra i fischi del pubblico che tornò a seguire interessato l’orazione del Maestro.

lunedì 1 giugno 2020

[RdL] Fuggite sciocchi!

Vilcare del Toro (“Rodus” of “Asylia” by StudioNoMind)
Prigioni di Lisalania, 20:00 del 6° nehener crescente (27 aprile)

Meranzio e Boukal dove sono? Si chiedono gli evasi. 
Tornare a controllare di sopra o prendere di petto le guardie? Non c’è discussione. Le mani del maestro prudono ancora. Il suo attacco di sorpresa stavolta è un po’ impreciso e da dietro l’angolo escono altre due guardie che caricano Fioravante. Un rapido scambio di colpi ha come risultato tre guardie tramortite e il lancio dell’allarme da parte della quarta. Allarme fortunatamente non sentito. Inseguimento lungo il corridoio, Rayanna rimasta indietro ha uno dei suoi soliti attacchi e scarica su di una guardia che potrebbe essere diventata la prima vittima. Tutte le guardie legate [con una corda fatta apparire dal nulla da Rayanna, N.d.GM] e imbavagliate si perlustrano le celle della prigione in cerca del Toro. La guardia fuggiva verso un un vicolo cieco apparentemente.

Myristica dall’altro lato del corridoio in esplorazione incrocia altre due guardie, allertate dai rumori, che stanno per andare a controllare la situazione. Myristica corre ad avvisare i compagni non sentendosela di fare delle vittime; ancora spera di mantenere l’anonimato. I due vedono i compagni legati e stanno per dare l’allarme. Yanagi parte come un fulmine e si abbatte sul primo con un calcio volante, mentre una piattonata di Fioravante lo mette fuori combattimento. Ma la seconda guardia ha già raggiunto il piano di sopra. Yanagi si lancia all’inseguimento e la intercetta sul pianerottolo, dove si era fermata chiedendosi dove fossero finiti i colleghi del piano. Coadiuvato da Hisui e Fioravante, l'ultima guardia viene messa fuori combattimento in pochi istanti.
Boukal viene incaricato di legare anche quella guardia mentre Meranzio guarda senza proferir parola. Entrambi vengono armati con le spade delle guardie.
Annibale Lettori (interpretato da Anthony Hopkins)
Rayanna sta aprendo le celle, da una esce un tipo inquietante che si presenta come Annibale, senza dire nulla e lei non gli chiede nulla. Poi le si avvicina e scambia alcune parole lasciandole l’idea di essere un maniaco omicida pericoloso…

Myristica corre verso la stanza da dove arrivavano le ultime due guardie per ispezionarla. Sembra essere un magazzino pieno di registri dei quali uno riguardante il velivolo chiamato Occhio di Nahati, che la ragazza raccoglie. C’è un’altra porta chiusa a chiave, probabilmente quella giusta è nel mazzo di chiavi sottratto alle ultime due guardie.

Nell'ultima cella si trova Vilcare, il quale senza tanti convenevoli segue la sciamana che dovrebbe portarlo in salvo. Quando Rayanna lo supera, Annibale annusa l’aria...

Il gruppo allargato si ricongiunge e…

Castello di Lisalania, 20:15 del 6° nehener crescente (27 aprile)

Piotr sentendo i passi del gigante allontanarsi pensa che non vuole avere morti innocenti sulla coscienza e decide di non seguire il piano per correre ad avvisare dell’arrivo delle macchine di morte. Viene inseguito a sua volta ma riesce a precedere il gigante e portare la notizia a Diogenes, per poi tornare nuovamente verso la sua posizione all’esterno del castello.
Durante i tafferugli, lo scalpiccìo della folla ed una leggera brezza, sollevano dal terreno un foglio di carta liso e stropicciato che finisce tra le sue mani. Da un lato, la lista della spesa scarabocchiata dalla signora Gina per suo marito Euterpio. Dall'altro, "Il sapere nuovo 35"
Piotr non ha tempo di leggere se non poche parole perché deve affrettarsi in direzione del castello.“...c’era un tacchino che, fin dal primo giorno nell’allevamento dove era stato portato, osservò empiricamente che gli veniva dato il cibo alle 9 del mattino... Mi danno il cibo alle 9 del mattino... Purtroppo, però, questa conclusione si rivelò incontestabilmente falsa alla vigilia di Mezza Settimana, quando, invece di venir nutrito, fu sgozzato"...

Corte Giuvenile, 20:30 del 6° nehener crescente (27 aprile)

Diogenes tenta di convincere la folla a disperdersi mentre arrivano una ventina di soldati che si posizionano in modo da trattenere il grosso della folla per l’arrivo del gigante. Diogenes tenta di rompere l’accerchiamento usando i suoi poteri. Le fasce blu si dileguano ma i soldati seppur inquieti mantengono la posizione. Il gigante arriva e semina il panico.
Samaele Eming (work for HONOR OF KINGS by M ing)
“Diogenes Steinson!”, si sente chiamare Diogenes... Samaele, un bullo dei tempi dell’accademia che ha fatto strada, si fa avanti protetto da una strana armatura e braccia meccaniche.
“Hai finito di usare i poteri della Corporazione per i tuoi biechi obbiettivi... Dichiaro il tuo operato non conforme alle direttive della Corporazione, e ti condurrò alla più vicina sede per un adeguato interrogatorio!” La risposta di Diogenes è pronta: “Non mi muovo fin quando tutti saranno in salvo”. Samaele corre verso Diogenes per affrontarlo. I suoi arti si chiudono a pochi centimetri dal filosofo che dopo essersi divincolato tenta di scaraventare l’odiato avversario che è protetto da quel potere ma non abbastanza bene... fa un arco di 12 metri ed impatta su di una parete e le 6 braccia meccaniche attutiscono la sua caduta. 
Rialzandosi estrae un oggetto che lanciato verso Diogenes si apre in un contenitore di vetro che lo imprigiona. Diogenes tenta di assorbire l’energia di questo dispositivo toccandone una delle pareti. Riesce a far scomparire la sua gabbia e continua anche lo scontro verbale. 
Questa volta Diogenes viene colpito da un arto meccanico ma prontamente si riprende urlandogli contro (usando un potere di psicosi) “Il mio nome è Von Matterhorn!” causandogli grande dolore.

Nel frattempo il gigante meccanico con accento Brone intima alla folla di disperdersi pena l’arresto ma i varchi chiusi dai soldati non lasciano fuggire il popolo.  

Mentre Samaele tenta di riprendersi dal dolore Diogenes tenta di buttare il gigante contro il muro della Corte Giuvenile ma non riesce a fargli perdere l’equilibrio.

Samaele attacca nuovamente in corpo a corpo e colpisce ancora indebolendo il filosofo che deve decidere se fuggire oppure...

Fine quarantasettesima puntata.

Resoconto a cura di Piotr
Immagine (c) StudioNoMind
Immagine (c) M ing

venerdì 29 maggio 2020

Speciale “IL SAPERE NUOVO”: Della perdita. Della paura.

IL SAPERE NUOVO: Della perdita. Della paura.

DELLA PERDITA

Se dovessero chiedermi ‘Perché ti manca ancora?’, io risponderei che la tua mancanza mi ha teletrasportato in un limbo maledetto, dove tutte le immagini dei ricordi e delle belle cose passano in continuazione: il tuo profilo, la tua luce e il tuo calore sono tratti indelebili che non riesco a cancellare. Ricordo questo breve periodo di qualche giorno fa: è stato quello più felice e vissuto, ci siamo trovati e ritrovati, scoperti e amati, vissuti e poi gettati nella banalità assurda di questa fine ingiustificata. Mi sento come vittima di un’ingiustizia non capita, non sono stato assolto dal mio reato.
 
Mi sento oggi pessimo ma allo stesso tempo guerriero della notte e delle parole, cosi che dopo il tuo abbandono, ho deciso di utilizzare lo strumento della parola come dolcificante per alleviare la mia sofferenza; si perché il tuo andare via mi ha spezzato il cuore in quattro parti. Mi manchi e non posso nasconderlo; non riesco a nascondere niente di me, traspare ogni singola emozione. Sono quel tipo di persona che si fa ingannare dalla trasparenza, con me siete tutti in un porto sicuro perché la verità verrà sempre a galla; ti doveva bastare guardarmi negli occhi per capire cosa volevo o perché mi sentivo in un determinato modo: sono semplice, semplice è la mia rabbia, il mio volerti e il mio non volerti. Nessun punto fermo è stato fissato nella mia testa, non ho preso nessuna direzione. Sono in un limbo.
Sono semplice come il mare, sono semplice come la terra che calpesti, sono semplice come la musica e come l’odore che porto sulla pelle. Ma la semplicità è arte complessa e articolata.
 
Nella semplicità della notte e del giorno, il pensiero di averti perso per sempre mi annienta e mi manda all’inferno; sento come delle mani che mi stringono il collo, e mi uccidono.
C’è una frase che mi perseguita in questi giorni: ‘L’appagamento è cosa semplice’, io vedevo questo in noi, vedevo te che illuminavi la stanza con la tua sola presenza ed io che non riuscivo a distoglierne lo sguardo; vedo noi fermi, mentre ti tengo tra le braccia; provo la certezza che anche se ti avessi abbandonato per delle giornate intere avrei potuto ritrovarti a fine giornata, sempre pronta a darmi ciò di cui avevo realmente bisogno.
 
Ricordo perfettamente le sensazioni provate quando ci siamo sfiorati: estasi di tranquillità e di gioia, emozioni ed esperienze che non hanno prezzo e sono inimitabili; diffido dalle imitazioni, non ho vissuto incubi o bugie ma solo verità e mi è bastato guardarti pochi momenti per capire l’unicità dei tuoi sentimenti. 
 
Ho provato a cercarti negli occhi degli altri, a colmare il mio vuoto con divertimento, alcool e rabbia; non è servito a nulla, e allora mi sono affidato alla filosofia, come mio solito, alla sublimazione del dolore come sempre. Ed è uscito fuori tutto questo, ma neanche questo, alla fine, arriverà al tuo cuore. 
 
Tu eri per me qualcosa di unico, e hai tirato fuori quella sensazione che provavo e mi rendeva insicuro, rivelandosi la più vera di tutte: tu non ci sei più. 
 
Brutta esperienza cercare di rimettere in piedi una vita che pensavo fosse perfetta, ricostruire dalle macerie un equilibrio lineare che si era spezzato. Non ho più parole sensate da offrirti se non queste della mia orazione sulla perdita; ho perso il controllo e nella mia guerra interiore volevo solo che tu mi illuminassi di nuovo il cammino..
Sono confuso e stanco e non faccio niente di concreto per averti di nuovo, faccio solo peggio. Sei un fantasma delle mie giornate che mi tiene compagnia negli attimi più tristi.
Non credere più in niente, neanche più alle mie parole, che sono e continuano ad essere incoerenti e ferite, cosi come lo sono io: perso nelle mie ferite.

Perso nella mia perdita e nella mia paura. La tua perdita, la pura di perdere ancora qualcuno o qualcosa. Di perdere fede, lucidità, libertà. Io ho paura amici. Ma so che ne avete anche voi. Ci crogioliamo nella perdita, ma c’è qualcosa che non dobbiamo perdere mai. Lasciate che vi spieghi.

DELLA PAURA

Come molti di voi, io apprezzo il benessere della routine quotidiana, la sicurezza di ciò che è familiare, la tranquillità della ripetizione; ne godo quanto chiunque altro. Ma nello spirito del ricordo, affinché gli eventi importanti del passato, generalmente associati alla morte di qualcuno o al termine di una lotta atroce e cruenta vengano celebrati con una bella festa, ho pensato che avremmo potuto dare risalto a questa giornata, sottraendo un po' di tempo alla vita quotidiana, per vederci e fare queste due chiacchiere.

Alcuni vorrebbero toglierci la parola, impedirci di stare qui insieme. Sospetto che in questo momento stiano strillando ordini a ragazzi inesperti e che presto arriveranno gli uomini armati. Perché? Perché, mentre il manganello può sostituire il dialogo, le parole non perderanno mai il loro potere; perché esse sono il mezzo per giungere al significato, e per coloro che vorranno ascoltare, all'affermazione della verità. E la verità è che c'è qualcosa di terribilmente marcio in questa città.

Crudeltà e ingiustizia, intolleranza e oppressione. E lì dove una volta c'era la libertà di radunarsi con gli amici in piazza, di pensare a cosa bere insieme in osteria la sera, di parlare nel modo ritenuto più opportuno, lì ora avete coprifuoco, sistemi di sorveglianza e giganti meccanici che vi costringono ad accondiscendere e sottomettervi.

Com'è accaduto? Di chi è la colpa? Sicuramente ci sono alcuni più responsabili di altri che dovranno rispondere di tutto ciò; ma ancora una volta, a dire la verità, se cercate il colpevole... non c'è che da guardarsi allo specchio. Io so perché l'avete fatto: so che avevate paura, e chi non ne avrebbe avuta? Guerre, terrore, malattie: c'era una quantità enorme di problemi, una macchinazione diabolica atta a corrompere la vostra ragione e a privarvi del vostro buon senso.

La paura si è impadronita di voi, e il caos mentale ha fatto sì che vi rivolgeste al primo damerino con soluzioni semplici per problemi complessi: Registo De Marinis. Vi ha promesso ordine e pace in cambio del vostro silenzioso obbediente consenso, in cambio di un inchino di fronte ad una fascia blu. Qualche sera fa ho cercato di porre fine a questo silenzio. Ho cercato di ricordare a questa città quello che ha dimenticato: la sua speranza, l'equità, la giustizia, la libertà.

Queste sono più che parole: sono prospettive. Quindi, se non avete visto niente, se i crimini di questa banda armata di criminali nota come Milizia vi rimangono ignoti, vi consiglio di lasciar passare questo mio promemoria. Ma se vedete ciò che vedo io, se la pensate come la penso io, e se siete alla ricerca della verità come lo sono io, vi chiedo di mettervi al mio fianco, fuori dai cancelli della Cittadella, e insieme offriremo loro uno spettacolo che non verrà mai più dimenticato.

lunedì 25 maggio 2020

[RdL] C’è del marcio a Lisalania

Boukal di Nishandar (Doodles by LiXin Yin)
Lisalania, pomeriggio del 6° nehener crescente (27 aprile)

Si perfeziona il piano.
Hisui, Fioravante, Rayanna e il maestro entrerebbero a mezzo rissa nel castello per far fuggire il Toro. Piotr al di fuori è pronto ad accompagnarlo verso il confine e Diogenes a creare un diversivo.

Piotr si prepara ispezionando le vie della città e le vie di fuga, porta gli stivali rotti a riparare dal ciabattino e ottiene il nome di un affittacamere ad un centinaio di metri dai Cinque coltelli, tale Garbato Angeletti, che per la giusta somma manterrebbe acqua in bocca se dovesse portare un “amico” che necessita di anonimato.
Nella parte sud del quartiere artigianale già iniziano ad esserci le guardie e nel quartiere nobiliare c’è molta sorveglianza.

Insegna grigia, 18:30 del 6° nehener crescente (27 aprile)

I rissaioli si recano all’Insegna grigia come convenuto e si comportano sgarbatamente e in modo da attirare l’attenzione. Oltre a Severio ci sono una decina di avventori. I quattro lanciano una sfida ai dadi e due avventori la raccolgono.
Mentre giocano quattro sconosciuti si avvicinano a Myristica, quello coi denti storti la offende offrendole 50 drog per una prestazione. Rissa generale. Severio interviene con una gigantesca mazza da giganti. Le guardie cittadine irrompono fermando l’ira dell’oste. Tutti in arresto e portati in centrale per una notte minimo.

Piazza di Lisalania, 19:15 del 6° nehener crescente (27 aprile)

Diogenes fa spargere la voce di una orazione e alle ore 7.15 si presenta sulla piazza principale. Con le orazioni pubbliche “Della perdita” e “Della paura” il filosofo cerca di portare la folla alla Corte Giuvenile per creare disordini e dare modo ai compagni di agire indisturbati. Un centinaio di spettatori si muovono compatti facendo da corteo a Diogenes mentre alcuni della guardia cittadina [impotenti contro una folla così compatta - N.d.GM] si allontanano per chiedere rinforzi.

Prigioni di Lisalania, 19:30 del 6° nehener crescente (27 aprile)

Il gruppo viene portato alle prigioni cittadine, un edificio all’esterno delle mura in direzione del fiume. Mentre le guardie iniziano a perquisire Fioravante interviene Lassaliti che li fa portare dentro il castello esprimendo felicità per avere finalmente il damerino Diogenes per le palle. Sembra che Lassaliti faccia parte della resistenza! Vengono condotti nei sotterranei dell’armeria come indicato nella mappa purpurea. Cinque guardie difendono la prigione, pure loro ubicate come nella mappa.
Hanno compagnia in cella, Boukal di Nishandar, grande città dei Nordan. Ha una storia molto lunga e noiosa: è venuto nel continente per visitare i luoghi dove è stato il grande avventuriero Medòm, ma la nave è naufragata e si è ritrovato nell'Orulduul. E' molto bravo a “vendere cose” ma essendo straniero è stato messo in cella. Tutti i galeotti sono innocenti. 
Qualche informazione nel fiume di parole Boukal la concede, sembra che i prigionieri che hanno commesso crimini gravi siano messi di sotto.
Mentre il nordan sproloquia, Fioravante apre con disinvoltura la cella usando un grimaldello e Myristica fa lo stesso usando una forcina ma con più fatica del tombarolo.
Decidono di aprire anche l’ultima cella liberando tal Meranzio, anche se non era nel piano originario, il quale attende l’azione dei suoi liberatori.
Il maestro agisce tramortendo fulmineamente entrambe i carcerieri senza lasciar loro il tempo di rendersi conto di cosa stia succedendo. Anche Myristica, che voleva portarsi alle loro spalle per tagliare loro la strada, rimane basita. Le guardie sono quindi disarmate, legate, imbavagliate e chiuse in cella. Fioravante scende quindi in avanscoperta fino ad una porta robusta che apre con le chiavi prese dai carcerieri. Dietro un altra spessa porta si sentono voci e c’è un altro corridoio che si perde nel buio.

Corte Giuvenile, 20:00 del 6° nehener crescente (27 aprile)

Diogenes intanto fomenta la folla contro Registo De Marinis davanti alla Corte Giuvenile [incitandolo ad uscire per rendere conto del clima di paura creato - N.d.GM]. Al posto di De Marinis escono fuori una ventina di miliziani. Nell'arco di pochi minuti la situazione degenera e scoppiano le prime risse. Diogenes, sfruttando la confusione creata, scardina i cancelli della Corte con i suoi poteri senza gesti clamorosi ma semplicemente assecondando la spinta della folla che penetra poi negli stabili.

Castello di Lisalania, 20:15 del 6° nehener crescente (27 aprile)

Piotr dall’esterno del castello comincia a sentire della concitazione e dei pesanti tonfi che si allontanano. Il gigante è entrato in azione... vorrebbe avvisare il filosofo ma è costretto a seguire il piano e rimanere nei pressi del castello...

Fine quarantaseiesima puntata.

Resoconto a cura di Piotr
Immagine by LiXin Yin