lunedì 27 febbraio 2023

Come annegare in una pozzanghera

The King by Jorge Norgaard

Tempio delle scimmie, mezzogiorno del 13° enhor pieno (17 settembre)

Il portone si spalanca su una stanza ottagonale ancor più grande della precedente. Lo spazio centrale è occupato da una struttura composta da tre piattaforme concentriche alte un metro e mezzo circa ciascuna, unite da rampe di scale. Catturano lo sguardo decine, forse centinaia di scimmie appollaiate sulle piattaforme e sui due alberi di granito che si levano dalla seconda piattaforma. Svetta in cima alla struttura un'enorme statua in bronzo di almeno tre metri, con tutta probabilità raffigurante il Re Scimmia, nell'atto di levare al cielo un bastone da combattimento. Ai suoi piedi qualcosa emette un lieve bagliore azzurro.

Bastiano nota una somiglianza tra questa stanza e l'incisione nella stanza precedente, quella con il Re Scimmia in cima ad una ziggurat che sorge nel bosco attorniata da scimmie guardiano che guardano a sud-ovest.

Le pareti della stanza sono fittamente decorate da incisioni raffiguranti ambienti silvestri. Nella piattaforma più bassa ci sono un gran numero di scimmie di taglia medio-piccola, mentre nella seconda spiccano due grossi babbuini. Nella più alta, ai piedi della statua, un enorme gorilla.

Nel momento in cui il gruppo fa capolino, tutti i primati interrompono le loro attività e si concentrano sui nuovi arrivati, con un misto tra curiosità ed ostilità.

Bastiano e Giannunzio, sospettano possa esserci qualcosa a "sud-ovest", ossia in basso a sinistra nella stanza, ma non trovano nulla fuori dall'ordinario. Qualcuno propone di distrarre i primati con canti e balli, ma siccome nessuno è dotato di queste capacità l'idea viene rapidamente accantonata, prima ancora che Carenna abbia il tempo di offrirsi volontaria.

Giannunzio prova a lanciare una delle noci d'argento che viene immediatamente presa al volo da uno degli esemplari più piccoli che poi sgattaiola via sottraendosi alla vista.

Wotan individua nel gorilla il capobranco, decide quindi di donargli delle noci e, seguito a breve distanza da Giannunzio, supera la prima rampa di scale e si avvicina alla seconda. Le scimmie non sembrano apprezzare l'invasione e si fanno molto rumorose, arrivando a lanciare "sporcizia" sui due.

Nel frattempo Bastiano esamina le incisioni sul muro a sinistra: sembra sia narrata una storia ma è molto complicato seguirla perché non si capisce quali siano gli interpreti né il passaggio tra una scena e l'altra, essendo tutto rappresentato come un'unica immagine. Spiccano delle figure differenti dalle altre: una specie di creature canidi che al posto della bocca hanno una specie di becco al contrario. Vicino a queste creature ci sono scimmie che scappano, alcune con le mani alle orecchie o alla testa: probabilmente quel "becco" potrebbe essere qualcosa di simile ad un corno come quello usato dai cavalcalupi.

Wotan si avvicina alla piattaforma intermedia ed i babbuini si fanno minacciosi: è come se qualcosa li trattenesse dal superare i bordi della piattaforma, altrimenti l'avrebbero sicuramente attaccato. Noncurante di questo fatto il westan sale sulla piattaforma intermedia. E i babbuini tengono fede alle aspettative scagliandoglisi addosso. Wotan però si aspettava questa mossa e li supera prima che la loro forza bruta si abbatta su di lui. Una piattaforma più in basso anche Giannunzio viene improvvistamente aggredito da un grande numero di primati di taglia medio/piccola, ma riesce ad evitare gli attacchi più pericolosi.

Bastiano si convince che le scimmie siano suscettibili ai suoni intensi e grida a Silvy di usare il corno sottratto ai banditi. La ragazza esegue, ma l'esecuzione è fiacca e l'unico che ci rimette è Bastiano, al quale fischieranno le orecchie per una buona mezz'ora.

Giannunzio intanto inizia ad avere le prime difficoltà, e si accorge che una delle scimmie gli ha sottratto uno dei crypto.

Wotan scatta in avanti incurante dei babbuini e pone ai piedi del gorilla un'ampia manciata di noci, comunicandogli che loro vengono in amicizia. In quell'istante ha la certezza che non si tratti di un comune primato. Il gorilla infatti prende una manciata di noci, le mastica e si tramuta improvvisamente in pietra.

Nuovamente minacciato dai babbuini, afferra delle noci e dimostrando un'agilità incredibile le infila loro in bocca. Anche i babbuini si tramutano in pietra.

Nel frattempo Rodrigo, che non ha perso di vista l'obbiettivo della missione, utilizza un rituale naga per attirare a sé l'oggetto luminoso, che si rivela essere un cubo in cui è incastonata una pietra azzurra luminescente - la chiave cubica. Urla agli altri di fuggire, giacché hanno quello che stavano cercando, ma l'avidità degli altri ha la meglio.

Diomira ha capito subito che il bastone del Re Scimmia non fa parte della statua, ed intende prenderlo. Attende il momento adatto per spiccare uno dei suoi salti sovrannaturali, ed atterra sulle spalle della statua.

Intanto Bastiano sta falciando una scimmia dopo l'altra, ma si accorge di due cose: la prima è che i corpi dei primati si dissolvono velocemente come fossero fatti di fumo, la seconda è che dall'alto piovono tante scimmie quante lui ne abbatte.

Giannunzio, capito il punto debole dei primati, dopo essere avvampato inizia a lanciare le noci d'argento. Fortunatamente questo ha l'effetto desiderato: le scimmie perdono rapidamente interesse per il nordan e si lanciano sulle noci, per poi restare pietrificate una volta che le addentano.

Diomira da' nuovamente sfoggio della sua forza e riesce ad estrarre l'oggetto dalle mani della statua. In quel momento si accorge che l'incisione sulla parete alle spalle della statua è stilisticamente molto differente dalle altre. Incuriosita si prende qualche secondo per memorizzarlo, ma numerose scimmie stanno tentando l'ascesa della statua per raggiungerla, e per prendere tempo getta loro tutte le noci d'argento che ha in tasca.

Bastiano si rende conto di essere inutile perché ogni scimmia che abbatte torna letteralmente piovendo dall'alto. Urla ai compagni di fuggire via, ma quando alza gli occhi si accorge che la maggior parte dei primati è ormai pietrificata ed i pochi sopravvissuti sono alla ricerca delle pietrificanti noci d'argento.

Stanza del Re Scimmia, primo pomeriggio del 13° enhor pieno (17 settembre)

Tornata la calma Silvy passa in rassegna le statue, e nelle mani di una trova quattro frecce. Ne riconosce la fattura: gli anziani del suo villaggio le chiamavano "Saette di Leenia", note per non mancare mai il bersaglio, a patto che questo non sia una creatura vivente.

L'incisione alle spalle della statua viene osservata con attenzione e copiata. Ai bordi dell'immagine sono raffigurate le tre chiavi, mentre al centro si nota una creatura del cielo uscire da un meteorite precipitato. Tre uomini si prostrano a lei.

I due alberi sulla seconda piattaforma sembrano essere scolpiti nel granito, ma le fronde dimostrano una flessibilità non propria di quel materiale. Con molto sforzo ne vengono prelevati due rametti: Wotan intende farne una talea, Bastiano invece lo consegna a Yelena in modo che la corporazione possa fare delle ricerche sullo strano materiale.

Diomira approfitta del momento di calma per evocare un naga-sensore per controllare l'esterno. La situazione non è piacevole: i cavalcalupi sono arrivati, ed in gran numero. Ne stima una cinquantina, e tra questi uno sciamano femmina dal copricapo cornuto - probabilmente la stessa affrontata da Bastiano - e due creature massicce che sembrano incroci tra cavalcalupi e gorilla. Sembra che siano al lavoro per utilizzare dei tronchi d'albero per riparare il ponte.

L'agitazione inizia a serpeggiare nel gruppo e si valutano strategie di fuga. Il tempio non sembra presentare uscite nascoste. Bastiano propone di uscire in fretta e fuggire arrampicandosi sulla montagna, ma sarebbero esposti alle frecce dei cavalcalupi. Diomira pensa di poter intimorire, o quantomeno distrarre, i cavalcalupi con illusioni. Si ipotizza anche la via diplomatica tramite l'offerta di doni e la restituzione della pietra azzurra, ma anche a causa delle barriere linguistiche sembra impossibile da percorrere.

Bastiano a quel punto è sopraffatto dal senso di claustrofobia e corre verso l'esterno, inseguito dagli altri. Giunto alla porta semichiusa tra la stanza delle (furono) acque curative e quella del pozzo, si infila in tutta fretta nella fessura a faccia in giù, rischiando seriamente di annegare in pochi centimetri d'acqua. Superata l'empasse riprende la sua fuga dagli altri che tentano di afferrarlo, ma ormai è lanciato verso l’esterno...

Fine quarantanovesima puntata.


Diario a cura di Bastiano
Revisione a cura di Ohmnibus
Immagine (c) Jorge Norgaard

domenica 19 febbraio 2023

XXVII

Ventisettesimo anniversario della nascita di LoK

Non mi sono dimenticato (ci mancherebbe!), ma tra impegni e stanchezza non sono riuscito a scrivere prima il consueto post celebrativo.

Sono molto felice della scelta della Monte Cook Games di rilasciare la Cypher System Open License, una nuova licenza d'uso del gioco che permette non solo di referenziare le regole, ma di includere tutto il Cypher System Reference Document, ossia buona parte del manuale.

Quindi, in parole povere, è possibile pubblicare un gioco basato sul Cypher System autonomo, che non richiede cioé l'acquisto del Cypher System Rulebook.

Il rovescio della medaglia è che queste licenze hanno valenza solo per il materiale in lingua inglese, e quindi non mi è possibile sfruttare la licenza per LoK.

La torta (qui la ricetta) è quindi di consolazione.

lunedì 6 febbraio 2023

I profanatori delle acque sacre

Rocky the Roly Poly - WIP Color & Rig by Neal Biggs

Tempio delle scimmie, mattino del 13° enhor pieno (17 settembre)

Il suggerimento di Silvy, ossia che sia necessario innalzare il livello dell'acqua nel pozzo, viene valutato dal gruppo. Bastiano pensa che i ganci nella parete interna potrebbero essere usati per impedire alle pietre di raggiungere il fondo ed azionare la trappola sul fondo, "magari con una rete", aggiunge Rodrigo. Ma trasportare le grosse pietre potrebbe essere pericoloso, oltre che faticoso, e non si dispone di una rete.

Intanto viene ispezionata la stanza successiva. Si tratta di un largo corridoio con una scanalatura al centro in leggera pendenza con dei fori ai lati, presumibilmente collegati a quelli del pozzo. Il canaletto arriva ad un portone di pietra massiccia decorata con un bassorilievo. La lastra di pietra sembra aderire perfettamente su tutti e quattro i lati, e non lascia intravedere nessun meccanismo di apertura. Ci si chiede come possa l’acqua causarne l’apertura, se non per magia. Dalla parete nord si accede ad una stanza dove ci sono numerose palle di pietra assicurate ad una catena che termina con un anello più grosso. Giannunzio propone di appenderle ai ganci del pozzo al posto delle più scomode pietre giganti, ma invece di occuparsi della questione torna ad esaminare le rocce sferiche più grandi. Con le sue fiamme scalda la resina che le ricopre fino a liquefarla, per poi prelevarne dei campioni per la Corporazione. Ma non appena si gira la roccia si sgretola e si "srotola" in un enorme onisco, secondo Wotan appena risvegliato dal letargo.

Nel frattempo Rodrigo, spazientito, comincia a spostare le palle incatenate, ma anche queste sono cosparse di resina e ne resta attaccato. Liberarsi gli costerà dolorose abrasioni. Giannunzio, che è come il prezzemolo, si disinteressa presto all'onisco ed aiuta Rodrigo a trasportare le sfere incatenate, ma cade maldestramente e si procura una dolorosa contusione al ginocchio. Nulla che non si possa sistemare con una decina di minuti di riposo. Sarà Diomira, che oramai ha dato più volte prova della sua forza straordinaria, a trascinare tutte le sfere ed appenderle ai ganci. Il livello dell’acqua sale  fino a raggiungere i troppo pieni. Si sente scorrere l'acqua sotto il pavimento, e dopo pochi secondi si riversa nel canale del corridoio vicino, fino a lambire il portone di pietra. Questo si alza di una dozzina di centimetri, per poi bloccarsi. Rodrigo e gli altri, con grande sforzo, riescono a sollevarla di un'altra manciata di centimetri, quanto basta per permettere a tutti di passare, anche se strisciando. Mentre Aileen, avvantaggiata dalla sua corporatura minuta, va in avanscoperta, gli altri pongono alcune palle di pietra sotto il portone per impedire che si richiuda accidentalmente.

Sulla porta è rappresentata una scena di scimmie impettite attorno ad una scimmia più grande delle altre contraddistinta da una corona. Tutte guardano nella stessa direzione, qualcosa fuori dalla scena verso sinistra. Alcune scimmie hanno armatura, altre una lancia. Nella parte bassa della scena alcune ballano festose distraendo le scimmie soldato vicino a loro. Aileen osserva che in tutti i disegni visti fino a quel momento la scimmia incoronata guardava verso sinistra.

Al momento di attraversare il passaggio angusto, temendo a giusta ragione un rifiuto di Bastiano, Rodrigo ingaggia con lui un lungo combattimento e infine con una presa riesce a fargli perdere i sensi. Quindi viene spinto sotto la porta... ma si incastra malamente, e Rodrigo non riesce a farlo passare. Ancora una volta Diomira, già passata dall'altra parte, risolverà la situazione.

Nel frattempo Wotan nutre e parla con la creatura - che chiama Katiusha - e usa i suoi poteri per capire qualcosa su di lei. Si trova li da molti decenni, forse secoli e deve essere stata trasportata in quel luogo già dopo essere entrata in letargo. Sembra essere confusa in quanto appena svegliata, e dice che non era il momento giusto per farlo. Wotan sospetta che solo alcune delle altre rocce siano creature come Katiusha.

Il gruppo avanza e dopo un corridoio di una decina di metri giunge in una stanza quadrata di circa 70 metri, con colonne ai bordi e nel mezzo che salgono fino a perdersi nel buio. Una breve scalinata porta ad una vasca profonda circa un metro di un'acqua limpidissima dall'aspetto salubre. Due statue di enormi gorilla reggono altrettante torce magiche. Ad est un altro portone di roccia a due ante decorato con incisioni in oro di scimmie in un paesaggio boscoso.

Rodrigo immerge le mani nella vasca e si accorge che le ferite si rimarginano. Intuendo le proprietà dell'acqua prende Bastiano e quasi lo getta nella vasca. Il guerriero recupera finalmente la vista e l'uso del polso. Tranne Silvy, Wotan, Carenna e Yelena, tutti riempiono le borracce della preziosa acqua, ma non appena Diomira si allontana di alcuni passi dalla vasca tutti i contenitori scoppiano come se l'acqua al loro interno sia improvvisamente diventata bollente. Le cinque nubi di vapore invece di disperdersi si compattano ed aggrediscono i profanatori.

Le armi normali passano attraverso il vapore senza apparentemente far danno, mentre sembrano efficaci gli scongiuri di Rodrigo e Diomira, e solo in parte l’arcanospada di Bastiano.

Aileen tenta di cancellare i ricordi di una creatura, ma la sua azione non sortisce effetti. Giannunzio si infuoca e lancia una delle sue sfere di fuoco misto a elettricità, ma passa attraverso il vapore e colpisce lo sfortunato Rodrigo dall'altra parte. Diomira grida parole arcane e battendo il bastone a terra sprigiona un'onda di energia che fa vacillare tutte le creature di vapore nella sala, indebolendole e danneggiandole. Bastiano si sussegue in colpi prodigiosi che danneggiano le creature solo una frazione del danno che dovrebbero infliggere normalmente, pur tuttavia distruggendone una.

Rodrigo ne fa evaporare un altro coi suoi poteri mentre Aileen, che ha subito più attacchi, è in difficoltà. Bastiano corre in suo aiuto sferrando anche colpi che come i precedenti sarebbero stati devastanti contro un qualsiasi altro avversario, ma bastano appena per dissipare una di queste creature. Alla fine la minaccia viene eliminata. Quando l'attenzione di tutti non è più catturata dagli avversari, si accorgono che le acque limpide della vasca ora sono di un disgustoso colore verde palude.

Mentre il gruppo si riprende dal combattimento, qualcuno si ricorda che la tavoletta di argilla rinvenuta all’esterno probabilmente conteneva un avvertimento riferito alle acque di questa vasca.

Prima di aprire il portone se ne osserva meglio l'incisione: raffigura una ziggurat in mezzo ad un bosco, con il re scimmia sulla cima e intorno una quantità smisurata di scimmie di varie specie.

Viene quindi spalancato il portone e...

Fine quarantottesima puntata.



Diario a cura di Bastiano
Revisione a cura di Ohmnibus
Immagine (c) Neal Biggs

lunedì 30 gennaio 2023

Raschiare il fondo del pozzo


Tempio delle scimmie, notte del 13° tehner pieno (16 settembre)

Dopo che Silvy ha inserito il codice si sente un sonoro "clack" provenire dall'altare. Dopo alcuni interminabili secondi di silenzio, la parte superiore ruota di pochi gradi, ma abbastanza da poter scorgere il contenuto. La voce spettrale prorompe nuovamente nella mente dei presenti e dice: “Le scimmie adorano le noci”.

L'altare contiene in effetti moltissime noci d'argento. Hanno lo stesso peso e consistenza delle normali noci, ma anche l'interno, incluso il mallo, sembrano d'argento. Per Diomira è chiaro che si tratta di magia pura.

Ciascuno dei presenti raccoglie diverse manciate di noci, ipotizzando possano servire per risolvere un altro enigma.

Svelato il mistero dell'altare, l'attenzione si rivolge alla porta sulla destra. Delle figure geometriche sembrano rappresentare una fontana stilizzata. Giannunzio la esamina e, ritenendola sicura, la apre senza sforzo semplicemente spingendola. Il corridoio dietro di essa prosegue per circa otto metri per poi svoltare a destra in una stanza rettangolare con un passaggio a sinistra ed un'enorme pila di grandi sfere di roccia.

Bastiano continua a non vedere. Wotan esamina le pietre e nota che sono ricoperte di una resina particolare che sottoposta a pressione e leggero calore diventa appiccicosa.

L'apertura sulla sinistra conduce tramite alcuni gradini ad una stanza ottagonale al centro della quale c'è un largo pozzo rotondo. Si sospetta che i massi tondeggianti siano una trappola, di cui però non si trova alcun meccanismo. Rodrigo si convince che sotto i massi possa essere nascosto qualcosa, ed usando delle coperte per evitare di restare incollato fa rotolare a terra la pietra più alta. Ma non c'è nascosto nulla. Wotan si convince che le pietre possano essere delle uova o forse delle creature che vanno in letargo pietrificandosi, perciò impedisce a chiunque di danneggiare le rocce, giacché qualcuno ha proposto di aprirle in due.

Rodrigo si avvicina incuriosito al pozzo. Si immagina che possa nascondere dei tesori e lo osserva meglio. All’interno ci sono uncini arrugginiti posti come se dovessero sostenere qualcosa, e quattro fori ben evidenti sotto il livello del pavimento.

A giudicare dal senso di stanchezza è notte fonda, ci si accampa quindi nella stanza dell'altare. Saranno fatti turni di guardia tenendo d'occhio l'ingresso dall'altra parte delle piattaforme sospese. I corni si sono fatti vicini e si inizia a sentire vociare provenire all’esterno. Bastiano cede a malincuore il cripto che rende incorporeo e lo affida a chi è di guardia: in caso di irruzione dei cavalcalupi, oltre a dare l'allarme la sentinella avrebbe dovuto recuperare la chiave. Il cripto di Bastiano sarebbe poi stato utilizzato per raggiungere gli altri qualora il portone si fosse richiuso da solo.

Bastiano dormirà subito fuori il portone, preferendo una morte orribile per mano di una orda di cavalcalupi piuttosto di una, per lui, ben più atroce da sepolto vivo.

Tempio delle scimmie, alba del 13° enhor pieno (17 settembre)

Alle prime luci dell’alba il vociare all’esterno si fa più intenso, ma nessuno entra nel tempio. Del resto essendoci una solo uscita conosciuta i cavalcalupi potrebbero avere modo e occasione di preparare un agguato. Si decide per proseguire senza chiudere le porte attraversate per mantenere una via di uscita aperta. 

Rodrigo è talmente interessato al contenuto del pozzo da andare a controllarne il fondo di persona. Gli altri saranno pronti a riportarlo fuori tramite una corda che si è assicurato attorno alla vita.

Dopo averne saggiato la profondità legando un martello ad un'altra corda, si immerge. Scende facilmente per nove metri, e arrivato sul fondo trova una pietra rialzata di un paio di centimetri. Gli risulta naturale premerla. In quell'istante dai bordi esterni del pozzo scattano delle lame ad altezza caviglia che tutti riescono ad evitare tranne il povero Bastiano, ancora bendato. Silvy, innervosita più che preoccupata, strattona furiosamente Rodrigo facendogli uscire l'aria dai polmoni. Il combattente riemerge tossendo, e le sue proteste vengono immediatamente rimbottate da quelle di tutti i presenti, al che Rodrigo decide di mordersi la lingua.

In quel momento Silvy ha un'intuizione: le grosse pietre vanno gettate nel pozzo, che funge da "troppo pieno". Quando l'acqua sale entra nei quattro fori azionando così un meccanismo e forse sbloccando qualche nuovo passaggio.

Nel gettarle nel pozzo però bisognerà prestare attenzione a non rimanere attaccati alla resina delle pietre, altrimenti...

Fine quarantasettesima puntata.



Diario a cura di Bastiano
Revisione a cura di Ohmnibus

lunedì 23 gennaio 2023

Chiave in vista, serratura nascosta


Tempio delle scimmie, sera del 13° tehner pieno (16 settembre)

La fonte di luce sotto la piattaforma si rivela essere una chiave apparentemente incandescente, appesa ad una lunga e sottile catena. Il gruppo valuta di scendere per recuperarla, ma Bastiano suggerisce che i due grossi pipistrelli potrebbero essere a guardia della chiave. Si fa avanti Wotan e lo chiede espressamente agli animali, tuttavia sembra che questi ignorino le sue parole. Sorge il dubbio che i pipistrelli possano essere un'illusione, e Aileen decide di avvicinarsi al soffitto per capire meglio. Ma non appena le ali nere della ragazza si dispiegano e la sollevano da terra, uno stormo dei pipistrelli più piccoli si stacca dalla parete e le sciama addosso intralciandola ed offuscandone la vista, fino a causarle alcune ferite minori. Approfittando della confusione Silvy si appende alla piattaforma con un balzo atletico. Diomira tenta di allontanare i pipistrelli. Per non far infuriare Wotan usa un approccio "soft", non ottenendo un bel nulla. Fortunatamente le piccole creature si disperdono non appena Aileen tocca terra.

Silvy, mentre gli altri sono alle prese con i pipistrelli, si avvicina alla chiave e dopo aver verificato che non è effettivamente incandescente - e quindi può essere afferrata - la prende per poi saltare immediatamente verso il vuoto sotto di lei, preferendo la caduta agli effetti di un'eventuale trappola.

Nel cadere si sloga una caviglia. Nulla di grave, ma le renderà i movimenti impacciati per tutto il giorno. Il fondo della sala è molto simile alle pareti. Secondo lei si tratta di un luogo modellato da un grande potere magico. Tramite l'aiuto di una corda viene fatta risalire sulle piattaforme. Su domanda di Carenna conferma che il fondo della sala è privo di guano, per cui i pipistrelli non possono essere reali. 

Bastiano osserva che nemmeno Nimrod, il falco di Diomira, fa delle deiezioni, e quindi i pipistrelli potrebbero essere dei naga. La sua imbeccata fa agire prontamente Diomira che si concentra e grazie alle sue conoscenze dei rituali naga riesce a tenere bloccati i pipistrelli in un'ampia area, inclusi i due esemplari più grandi. Il gruppo passa quindi oltre fino alla piattaforma successiva: invece di seguire il percorso formato dalle piattaforme si decide di prendere una scorciatoia superando un salto di circa un metro nel vuoto, colmato riutilizzando le assi sottratte ai ponti fuori dal tempio.

Quando tocca a Diomira passare all'altra piattaforma è costretta a perdere la concentrazione e quindi le creature si liberano. Per evitare di essere attaccata utilizza un altro potere che le permette di saltare rapidamente; tuttavia il salto attira un altro nugolo di creature allo stesso modo di come è accaduto ad Aileen. Fortunatamente l'aggressione si risolve altrettanto rapidamente, lasciando Diomira solo un po' scossa e leggermente graffiata dai piccoli artigli.

Arrivati al portone Wotan ha una buona intuizione e invece di inserire direttamente la chiave nella serratura cerca una porta "adatta alle scimmie" al di sotto delle piattaforme. Non trova nessuna porta, ma effettivamente al di sotto della piattaforma c'è una serratura. Dopo una breve discussione si decide di usare la chiave nella toppa inferiore nonostante i mille dubbi insinuati da Aileen e da Bastiano, che da cieco è più loquace e insopportabile del solito ("Due toppe, due chiavi! Una chiave sotto le piattaforme per la toppa sotto ed una chiave per la toppa sopra! Vanno usate di sicuro in contemporanea!").

Dopo aver appurato l'assenza quasi certa di trappole ed aver usato la chiave, il portone si apre. Non sull'esterno, come sperava Bastiano, ma su un largo corridoio che porta ad una stanza ampia e illuminata con un altare sul fondo. Sul soffitto ci sono dei bassorilievi ed alle pareti dei fori di circa dieci cm di profondità, forse usati per fissare le impalcature per scolpirli. Quattro colonne di squisita fattura adornano la sala principale, dove è presente un altare (o sarcofago), e due torce che bruciano senza emanare calore sono fissate alla parete di fondo.

Diomira si avvicina per prima all’altare. Quando lo osserva si ricopre di una sottile nebbiolina che si condensa in simboli vorticanti. Nello stesso momento nella sua mente prorompe una voce che le fa venire i brividi: “Usa il giusto codice per un premio: elevato, svettante, infimo, profondo, losco, abile, funesto, agile.”.

Chiunque si avvicini fissando la nebbia sente le stesse parole nella sua lingua natìa.

Silvy appura che i simboli vorticanti sono simili a quelli della tavoletta rinvenuta all’esterno.

Sopra l’altare c'è una sezione ovale poggiata su qualcosa, e sembra possa essere azionata nelle quattro direzioni.

Il sesto senso di Wotan lo porta a sostenere che sbagliare il codice potrebbe avere brutte conseguenze.

Silvy e Diomira sono abbastanza concordi su come decodificare il codice: elevato = SU, svettante = SU, infimo = GIU, profondo = GIU, losco = SINISTRA, abile = DESTRA, funesto = SINISTRA, agile  = DESTRA.

Subito dopo aver immesso il codice si sente un clack e...

Fine quarantaseiesima puntata.



Diario a cura di Bastiano
Revisione a cura di Ohmnibus
Autore dell'immagine ignoto

lunedì 26 dicembre 2022

Bendate il cavallo!


Tempio delle scimmie, pomeriggio del 13° tehner pieno (16 settembre)

Wotan riesce a capire vagamente il senso della tavoletta: parla di qualcosa di curativo, ma anche di un pericolo di qualche genere.

Bastiano inizia a vedere un po’ di luce ma viene convinto che è opportuno bendare gli occhi. La ragione ufficiale è quella di proteggerli in questa fase di guarigione, la verità è quella di condurlo dentro al tempio nonostante la sua estrema claustrofobia. Del resto non possono abbandonarlo fuori dal tempio, tanto più che i corni dei cavalcalupi sembrano sempre più vicini.

Mentre gli altri discutono se sia opportuno farlo, Silvy scaglia un macigno contro il portone nel tentativo di far scattare le trappole, senza però ottenere risultati significativi.

Dopo aver coperto i fori di uscita delle lance con delle assi del ponte, Rodrigo e Giannunzio tentano di alzare i battacchi all’unisono, ma la prima volta non sono abbastanza coordinati e fanno scattare il meccanismo. Delle punte di mezzo metro saettano, ma fortunatamente vengono bloccate dalle assi prima di ferire i due. Al secondo tentativo il portone si apre e nello stesso momento le punte si ritraggono nei fori.

Oltre il portone si apre una enorme caverna di 60x30 metri con delle passarelle e piattaforme sospese su un baratro buio profondo una decina di metri. Sotto una di queste piattaforme Diomira scorge un debole bagliore, simile a quello di una candela. Bastiano sostiene di ricordare che l’obiettivo si trova verso destra e infatti la sfera punta in quella direzione, mentre il percorso di passerelle, un po' tortuoso, porta ad un portone verso avanti a sinistra. La forma della grotta non sembra naturale eppure le pareti non riportano segni di scavo. Le pareti sono costituite da cristalli traslucidi ed affilati. Viene valutato che in caso di caduta è possibile scalare la parete senza troppa difficoltà, tuttavia è probabile che l'azione possa procurare tagli o comunque danni all'abbigliamento.

Wotan, che vede al buio, nota che appesi al soffitto ci sono una quantità anomala di pipistrelli.

Rodrigo nota che i paletti che corrono lungo i bordi delle passerelle raffigurano ciascuno una scimmia differente per razza o per atteggiamento. Forse un tempo reggevano una corda che faceva da corrimano, ma ora non ne è rimasta traccia. 

Bastiano viene convinto suo malgrado ad entrare sempre più nelle profondità del tempio anche se avrebbe preferito rimanere all’entrata a fare la guardia, confidando che la vista gli sarebbe tornata prima dell’arrivo dei cavalcalupi. Yelena si pente quasi subito di essersi offerta di fargli da guida, Bastiano infatti non è un soggetto facile normalmente e ora addirittura intrattabile; non toglie la benda per evitare di fuggire in preda al panico ma critica ogni scelta dei compagni e pur non vedendo non si fida del loro giudizio facendo spazientire persino la corporativa.

Diomira, Rodrigo e Wotan vanno in avanscoperta e dopo una passerella parzialmente crollata Diomira si accorge di una fessura di mezzo centimetro tra questa e la piattaforma a cui si congiunge. Subito si pensa ad una trappola, e dopo ulteriori ispezioni Diomira vede che tra il pilastro che la sorregge e la piattaforma c'è uno strano meccanismo. Wotan usa uno dei suoi oggetti arcani per creare un omuncolo di terriccio che poi invia in avanscoperta. Superata la metà della piattaforma, questa si inclina in verticale. L'omuncolo reagisce in modo inaspettatamente rapido, e riesce a mettersi in salvo appena in tempo. Si nota allora che sotto la piattaforma ci sono delle scalette di ferro orizzontali. Forse delle creature agili come le scimmie sono in grado di utilizzarle per muoversi sotto di essa. Wotan chiede all'omuncolo di usarle per arrivare al meccanismo, ma l'omuncolo perde la presa e cade nel baratro, distruggendosi.

Allora con l’aiuto di un rampino, una corda ed i suoi poteri, Diomira riesce ad andare dalla parte opposta e osservare il meccanismo, poi con un pezzo di corda riesce ad incepparlo così da rendere sicuro il passaggio. Rodrigo passa senza problemi e poi si sofferma ad esaminare una piattaforma laterale più piccola. Su una delle piccole colonne c’è l’immagine del Re Scimmia su una nuvola. Istintivamente la tocca, acquisendo così la consapevolezza di poter usare una sorta di favore che lo aiuterà in situazione di pericolo. Dai suoi studi inoltre si ricorda che la scimmia è una delle rappresentazioni della divinità maggiore Riwagiru: una divinità guerriera che combatte con un lungo bastone, è istintiva e molto umorale.

Oltre la trappola si trova una salda piattaforma e poi ancora una piattaforma mobile. Stavolta Diomira tenta il sabotaggio con un lampo tagliente, ma la trappola scatta e si blocca in posizione verticale. Occorre aggirare e passare da un’altra piattaforma e per rendere sicuro il passaggio vengono prese le due travi sottratte dal ponte fuori dal tempio.

Mentre si predispongono le travi il resto gruppo avanza fino ad un punto sicuro. Bastiano è costretto ad attraversare da solo una strettoia e nel farlo perde l’equilibrio. Per un soffio e soprattutto grazie all'aiuto di Giannunzio si evita di dover andare a raccogliere Bastiano di sotto.

La piattaforma che raggiunge Diomira è quella che aveva al di sotto un debole bagliore. Non sembra appoggiare su un pilastro e non appena vi mette piede si rende conto che la luce emana anche una certa magia. Alzando lo sguardo si rende conto che sul soffitto sono appollaiati degli enormi pipistrelli che sembrano molto infastiditi dalla loro presenza. Mentre Wotan cerca di parlar loro per tranquillizzarli lei si sporge sotto la piattaforma per vedere meglio il bagliore e solo allora si accorge che...

Fine quarantacinquesima puntata.


Diario a cura di Bastiano
Revisione a cura di Ohmnibus

lunedì 28 novembre 2022

Quel maledetto ponte sulle acque scure

Leopard Gecko by Carrie Warwick

Tempio delle scimmie, tarda mattinata del 13° tehner pieno (16 settembre)

Wotan si guarda intorno e sulla parete rocciosa che si innalza dalla parte opposta del crepaccio vede un caprone intento a brucare placidamente da ciuffi d'erba dai colori verde e rosa brillanti. Non riconosce le erbe, ma i loro colori lo incuriosiscono molto. Nota anche delle scimmie che li osservano dagli alberi vicini e tenta di comunicare con loro, ma queste si allontanano rapidamente quando si accorgono di aver attirato l'attenzione del westan cornato.

Bastiano volge la sua attenzione al fiume, e quando sulle rive in fondo alla scarpata nota qualcosa di inusuale - forse una carcassa - decide di calarsi senza troppe cerimonie. Rodrigo e Giannunzio reggono la corda, ma per una discesa priva di problemi avrebbe dovuto fare attenzione a ciò che gli sta intorno. Le pareti della scarpata, infatti, sono butterate da piccoli fori dai quali escono gechi (Strophurus taenicauda) che, infastiditi, sollevano la coda dalla quale emettono spruzzi di un liquido denso e maleodorante. Bastiano è talmente incuriosito e sorpreso da questo comportamento che si accorge troppo tardi del pericolo, solo quando il liquido sta bruciando nei suoi occhi. L'ondata di dolore gli fa mollare la presa, e copre i dodici metri che lo separano dal fondo della scarpata in caduta libera fratturandosi nuovamente la mano destra.

Silvy lo raggiunge agilmente senza nemmeno accorgersi dei gechi, e gli presta i primi soccorsi. Bastiano è totalmente cieco, ed a nulla valgono i lavaggi fatti dalla older con le acque del fiume - acque che sono calde ed hanno un vago odore di uova marce.

La ragazza dopo essersi accertata delle condizioni di Bastiano controlla la carcassa, che si rivela essere uno scheletro umano risalente a diverse decine di anni prima. Rinviene una tavoletta di argilla spezzata in due con delle iscrizioni incomprensibili. Le intasca senza dire nulla agli altri.

Con l'aiuto del gruppo, dopo che Wotan ha calmato i gechi, Bastiano viene issato a peso morto: gli eventi l'hanno fatto cadere in un profondo stato di apatia, tale che non tenta nemmeno di scalare la parete.

Wotan e Rodrigo si allontanano alla ricerca di un qualche rimedio per far recuperare la vista al compagno. Gli altri si adoperano per attraversare il ponte: sembra solido, ma anche molto vecchio.

Aileen estroflette dei tentacoli di materia oscura che la portano in volo dall'altra parte del ponte, come fossero trascinati dal vento. Così facendo aiuta gli altri a tendere una corda lungo il ponte, in modo da aiutare Bastiano nella traversata. Il Contrari attraversa gattoni borbottando fra sé e sé. Aveva immaginato questo momento in modo ben diverso: lui ultimo baluardo sul ponte a proteggere l’avanzata dei compagni dentro il tempio, a cacciare in acqua a colpi di spada orde di cavalcalupi al di là del parapetto... non certo cieco e monco a gattonare su di un maledetto ponte pericolante. A metà del tragitto una folata di vento gli fa mancare la presa e per un soffio non finisce in acqua. A quel punto un Nimrod ben più grande del solito è inviato da Diomira a trarlo in salvo. Il falco afferra delicatamente l’esausto Bastiano e lo appoggia sull’altra sponda. Il guerriero si abbandona sconsolato al salvataggio poco onorevole.

Giannunzio non è più fortunato: mette un piede in fallo e nonostante i suoi tentativi di riprendere l'equilibrio precipita in acqua. In quel momento Yelena lancia un grido di angoscia, preoccupata per il nordan, e in un rombo di tuono sparisce per riapparire al suo fianco. L'energia elettrica prodotta dallo spostamento folgora entrambi e la ragazza sviene. Giannunzio subisce la scarica senza scomporsi troppo, e con possenti bracciate trae in salvo la ragazza, che da soccorritrice si è ritrovata ad essere soccorsa.

Nel frattempo Wotan e Rodrigo trovano alcune erbe medicinali adatte ad un decotto per la cura della vista. Prima di tornare sui loro passi vedono - non visti - un cavalcalupo solitario in perlustrazione. Decidono di tornare al tempio senza attirare l’attenzione

Silvy fa un calco con la matita della tavoletta e chiede a Diomira di esaminarlo. La scrittura è composta da simboli che nessuno dei presenti conosce, ma ricordano quelli visti al tempio del guado. Secondo Diomira non è legato ad alcuni rituale magico, ma comunque ha a che fare con la religione.

La pietra blu punta dietro alla parete rocciosa, quindi il posto è quello giusto.

L'ingresso è sbarrato da un portone alto sei metri e largo cinque. Due grossi anelli di roccia, dall'aspetto molto robusto, sono appesi a cinque metri di altezza. Si accede a questa porta tramite tre gradini insolitamente alti e Diomira vi riconosce subito una trappola. Se non si apre la porta in modo corretto da alcuni fori nei gradini fuoriescono delle lance, o forse delle frecce. Sulla porta sono incisi bassorilievi di scimmie, tra le quali se ne riconosce una più grande delle altre verso la quale le altre sembrano avere molto rispetto. La scimmia più grande ha una corona sottile in testa. In due immagini speculari incise sulle colonne questa scimmia - riconoscibile solo per la corona - sta usando un lungo bastone per raccogliere dei frutti tondi - forse dei cachi.

Anche Wotan e Rodrigo, una volta tornati, incontrano difficoltà nell'attraversare attraversare il ponte. Wotan fa un tuffo prima di riuscire a passare dall’altro lato. Rodrigo è più sfortunato e per ben due volte finisce di sotto slogandosi una caviglia. Alla fine decide di attraversare a nuoto anche lui, non prima di aver schiantato e distrutto il primo dei tre tronconi del ponte. Lo fa soprattutto per un eccesso d'ira, ma anche per complicare la vita ad eventuali cavalcalupi che volessero raggiugnerli.

Aileen sale sulla parete rocciosa, sempre aiutata dai nastri di buio, ed osservando i dintorni dall’alto nota che alcune scimmie, all’ennesimo suono di corno, sembrano reagire spaventate. Durante la discesa raccoglie le erbe che interessano a Wotan: si rivelano essere fusti carnosi verdi striati di rosa brillante, con un odore intenso fra anice e cipolla. Il westan vi riconosce una pianta dalle eccellenti proprietà repellenti contro i parassiti. Aileen consegna uno dei due fusti raccolti a Yelena in modo che venga consegnato in Corporazione.

Giannunzio e Rodrigo divelgono anche il terzo troncone del ponte, e ne ricavano delle lunghe assi da usare - eventualmente - per discendere nella scarpata una volta ispezionato il tempio. Ma prima intendono utilizzarli per alzare contemporaneamente i due batacchi e bussare all'enorme portone. Chissà chi sarà ad aprir loro la porta...

Fine quarantaquattresima puntata.


Diario a cura di Bastiano
Revisione a cura di Ohmnibus
Immagine by Carrie Warwick