lunedì 24 aprile 2023

Ungharaf il portatore di morte

Skidso (Henry M.I.A 1957 by Daniel Midholt)

Giungla di Tiwia, 14° tahner pieno (19 settembre)

Rodrigo utilizza ancora una volta il rituale che gli permette di mettere in comunicazione due menti, così Diomira e Skidso iniziano a scambiarsi immagini mentali. Con enorme stupore di tutti dopo pochi minuti Skidso inizia a parlare la loro lingua, dicendo che per lui è sempre stato facile capire le lingue straniere - non che gli sia capitato frequentemente di farlo.

Il kragan si rivela una grande fonte di informazioni. Non è in buoni rapporti con la tribù: è sempre stato trattato male e alla fine è stato allontanato per avere allungato le mani sulla "anghmara" (ossia la sciamana). Proviene dal clan delle tre paludi, ma parla anche del clan del lago, probabilmente quello con cui il gruppo ha fatto il primo incontro. Sembra che i due clan non siano in stretto contatto tra loro. Lui è diventato un nomade eremita e vive  nella giungla di quel poco che raccatta. Il gruppo, preoccupato per l'imminente stagione delle piogge, chiede come fanno i kragan a sopravvivere agli acquazzoni, ma Skidso non capisce e si limita a dire che quando non piove c'è l'acqua sotto, e quando piove c'è l'acqua anche sopra.

Interrogato sulle quattro creature umanoidi delle storie dei hroak (i portatori di torcia, arco e lancia, più la figura sulla nuvola) dice che hanno disseminato distruzione tra le tribù delle paludi, ma sconfissero ungharaf, il distruttore dall'unico occhio, che portava morte con "il potere dei muscoli" e quello dell'occhio velenoso che "chiunque guarda muore". Alla descrizione del faraglione di Torana, Skidso dice che potrebbe essere ungharaf, o forse una sua rappresentazione o la sua forma pietrificata. Da quel che sa quando l'occhio si apre "è molto male".

Skidso sembra riconoscere l'entità oscura incontrata da Aileen, ma sa gran ché in merito: questo genere di storie è conosciuto bene solo dagli anghmara (gli siamani).

Il gruppo chiede al kragan se conosce l'ubicazione di altri templi, e tutto contento dice di sapere dove sono "cose fatte di bella pietra".

Bastiano è molto interessato ad imparare la lingua dei kragan per conoscere meglio i suoi nemici e saper loro dire delle frasi ad effetto prima di mandarli ai creatori.

Interrogata in merito Yelena conferma che la Corporazione sarebbe molto interessata alla collaborazione di Skidso, se lui è d'accordo a seguire il gruppo fino a Torana. Diomira non si trattiene dal sottolineare ancora una volta la cupidigia della Corporazione e dei suoi collaboratori, ancora ferita per il tradimento sul segreto degli hroak. Aileen confessa che anche per lei è sempre stato facile apprendere nuovi linguaggi, ed infatti è già in grado di parlare la lingua dei kragan. "Quindi lo sgorbio non è poi così utile", pensano i più avidi, domandandosi quanto valga per la Corporazione il suo cadavere...

Ad ogni modo Skidso viene ritenuto degno di fiducia e liberato. Il kragan sembra accettare di buon grado l'idea di fare da guida al gruppo, perché anche a lui piace esplorare. Dopo aver intrattenuto un po' la compagnia con il bizzarro suono di uno strumento mai visto prima, si addormenta per terra russando sonoramente. 

Durante la notte, nel suo turno di guardia, un rumore di ramo spezzato attira l'attenzione di Bastiano. Avvicinatosi all'origine del suono ha l'impressione di essere caduto in una trappola, e decide di utilizzare il "metodo Silvy", per cui raccoglie una grossa pietra e la lancia su uno strano cespuglio spinoso. Colpito di striscio, il cespuglio emette un suono di fasciame spezzato decisamente più intenso di quanto ci si potrebbe aspettare, di fatto svegliando tutto il gruppo. Intervenuto sul posto Rodrigo ricorda di aver letto di questi "cespugli rumorosi" i cui rami contengono sacche di gas sotto pressione che amplificano il suono quando vengono spezzati, probabilmente per tenere lontani gli animali.

La notte procede senza altri incidenti.

Giungla di Tiwia, 14° sener pieno (20 settembre)

L’indomani mattina viene fatta una deviazione di un giorno per raggiungere le "rocce belle" di cui parla Skidzo.

Nascosti da rovi emergono sezioni di pareti in pietra appartenuti ad edifici ormai crollati e inglobati dalla giungla. Affiorano i resti di una strada di cui è possibile intuire solo la direzione, che da un lato sembra essere il tempio centrale, mentre dall'altra parte ci sono, in lontananza, le montagne. Sulla parete esterna di uno degli edifici più grandi ci sono dei motivi di figure antropomorfe simili per stile a quelle del tempio della grotta. Sono raffigurati anche strani uccelli a forma di pipistrello e dei "cinquimani" stilizzati.

Wotan si aggira tra le rovine, ed osservando con attenzione giunge ad alcune conclusioni. La prima è che il posto deve essere stato abbandonato almeno 600 anni prima. La seconda è che, in base alle raffigurazioni dei cinquimani, gli umanoidi erano di taglia leggermente inferiore a quella dei llud. Infine stabilisce che la società era guidata da sacerdoti, ed i culti venerati erano legati non tanto alla vegetazione quanto alla fauna. Sembra ragionevole pensare che potessero venerare il dio mostratosi ad Aileen nell’oscurità.  

Giungla di Tiwia, sera del 14° nehener pieno (21 settembre)

Dopo essere tornati al fiume ed essersi accampati, il giorno dopo il gruppo si rimette in barca con l'idea di risalire fin dove possibile il secondo affluente del lago, quello che secondo i hroak è sbarrato da una cascata. La sera tirano in secco le imbarcazioni e preparano il campo a pochi km dal punto in cui le sponde del fiume sembrano innalzarsi. Di lì a poco il fiume potrebbe smettere di essere navigabile. La compagnia si prepara ad affrontare un'altra notte, mentre le piogge sembrano essere sempre più incombenti.

Fine cinquantatreesima puntata.


Diario a cura di Bastiano
Revisione a cura di Ohmnibus
Immagine (c) Daniel Midholt

lunedì 10 aprile 2023

Enigmi nell’oscurità

Dead Snake Valley by robin saether

Tempio delle scimmie, sera del 13° enhor pieno (17 settembre)

Il campo viene allestito qualche centinaio di metri dal teatro dello scontro: è troppo tardi per rimettersi in viaggio e tra le scimmie ed i tentacoli si reputa che la zona possa essere sicura.

Attorno al fuoco ci si pone molte domante. Aileen è entrata in contatto con un'entità potentissima, forse una divinità. Racconta che i suoi poteri, che ha dall'infanzia, sull'isola si sono come risvegliati ed intensificati.

Si suppone che i kragan fossero loro addosso perché percepivano questi suoi poteri, quindi le suggeriscono di usarli se non lo stretto indispensabile. Bastiano si offre di proteggerla e si propone di fornirle una lista di persone che lui ritiene degne di punizione da parte della maschera - in particolare una certa fuorilegge dai poteri simili a quelli di Aileen.

Per quanto riguarda il viaggio si decide di tornare al lago. In base alle condizione meteorologiche decideranno poi se puntare al terzo tempio oppure se tornare a Torana.

Tempio delle scimmie, notte del 13° enhor pieno (17 settembre)

Aileen fa il turno di guardia con Bastiano. Il combattente le chiede se è in grado di percepire poteri simili al suo allo stesso modo di come faceva la sciamana. Le chiede di provare su di lui, nella speranza di essere egli stesso legato a queste terre - magari per via della sua spada. Ma Aileen non percepisce nulla se non un misto di ansia e speranza. Aileen racconta di aver posseduto da sempre questi poteri, ma di averli usati raramente per via delle reazioni di chi era presente. Sembra tuttavia che in caso di pericolo si inneschi un meccanismo di difesa che la aiuta nell'utilizzo del potere.

Rodrigo e Wotan fanno il secondo turno. Il primo è preoccupato dai poteri della ragazza, mentre il westan è più rassegnato e si domanda quando li ucciderà. Ferretti è convinto che se Aileen dovesse entrare nel tempio innescherebbe poteri troppo pericolosi per tutti, e vuole evitarlo a tutti i costi, lasciando sottintendere metodi estremi.

Diomira e Silvy fanno l'ultimo turno. La custode passa la notte a interrogare i suoi libri di religione. Ha la conferma che molte divinità legate allo Yang sono associate al buio o all'oscurità, mentre altre sono associate a forme feline, ma in nessun caso le due rappresentazioni sono usate per la stessa entità. Racconta a Silvy che quando si entrò in contatto con le popolazioni di Arborea e Torrida si ebbe un'ulteriore conferma della tangibilità degli dèi perché i culti coincidevano - sebbene ci fossero differenze minori. Alcuni rumori nel bosco attirano l'attenzione delle ragazze, per scoprire che si tratta di un gruppetto di scimmie la cui attenzione è attratta da Diomira. La custode le avvicina e le carezza, creando un legame che perdurerà anche nei giorni seguenti.

Giungla di Tiwia, 14° ahner pieno (18 settembre)

Aileen è preoccupata dal modo in cui Yelena si è astenuta di prender parte alle discussioni della sera prima. La osserva attentamente nella speranza di capire cosa le passa per la testa, ma sembra chiaro che la giovane sia concentrata sulla figura di Giannunzio e su quanto siano scolpiti i suoi pettorali.

La compagnia sta viaggiando lungo una cornice rocciosa quando durante una pausa Diomira inavvertitamente urta lo zaino con le razioni e le fa precipitare a valle.

La valle in questione è appena 10 metri più in basso, e ospita una fitta vegetazione - così fitta da aver spinto la compagnia a preferire la cornice rocciosa.

Fatto sta che Silvy e Bastiano si calano per andare a recuperare le provviste. Arrivati sul fondo vedono, riverso su alcuni tronchi spezzati, il corpo di un enorme serpente. La creatura sta ancora sanguinando, e lo zaino giace tra le sue spire. Silvy fa per legare la corda ad una delle sue frecce speciali quando la vegetazione fruscia pesantemente ed appare una mangusta grande come un pachiderma. Silvy si pietrifica e Bastiano si mette in posizione difensiva in attesa di sviluppi. Le scimmie che seguivano Diomira fuggono impaurite. Dall’alto la custode urla a Yelena di estrarre il cristallo per tentare di controllare il titano, ma a quelle grida la bestia alza lo sguardo minacciosa in direzione della voce. Wotan si cala frettolosamente urlando a Bastiano di non attaccare l’animale, ma la bestia sembra non gradire l'intromissione rumorosa e nel cercarne la fonte incrocia invece gli sguardi di Bastiano e Silvy, ancora immobile con la freccia incoccata.

Wotan si avvicina e grazie alla sua capacità di comunicare con gli animali lo convince che non hanno cattive intenzioni e di continuare il suo pasto. La mangusta gigante allora inizia a trascinare via il pesante corpo del serpente fino ad essere inghiottiti nella foresta.

La borsa viene recuperata e Silvy raccoglie una grossa squama sanguinolenta per chissà quali scopi.

Giungla di Tiwia, 14° tahner pieno (19 settembre)

Diomira racconta che durante la notte ha studiato il bastone del Re scimmia, scoprendo che può allungarsi a piacimento fino a trenta metri ed è in grado di sostenere un peso enorme. Sembra impossibile romperlo, ed ogni tentativo lo fa semplicemente accorciare. Ha una chiara aura di attrazione nei confronti delle scimmie, e sembrano essere presenti anche altri poteri latenti non ancora identificati.

La compagnia raggiunge il ponte dove hanno incontrato per la prima volta la sciamana kragan. Sembra essere stato rinforzato da viticci naturali la cui crescita è stata in qualche modo accelerata.

Dopo circa mezz’ora si sentono delle imprecazioni in una lingua sconosciuta provenire dal bosco. Secondo Wotan sembrerebbe qualcuno che si sta lamentando per essere caduto in una trappola, forse si tratta di un kragan. Avanzando cautamente si accorgono trattarsi effettivamente di un cavalcalupi la cui gamba è incastrata in una ramificazione a V, la caviglia messa in trazione da un cappio teso irraggiungibile dalle sue mani. La creatura è piuttosto brutta anche per gli standard dei kragan. Quasi completamente calvo, i lati e la parte posteriore della testa sono caratterizzati da una chioma di capelli impazziti. Il vestiario è stranamente colorato per gli standard dei kragan visti finora, sebbene i colori siano molto slavati. Anche il volto è colorato, da pitture blu, anche se l'attenzione è catturata dagli incisivi larghi e sporgenti. Sembra capire almeno in parte la lingua parlata dal gruppo, e si presenta come Skidso. Legato e liberato dalla trappola viene portato da Rodrigo per stabilire un ponte mentale, ma si rifiuta di farlo in prima persona, cosicché Diomira ancora una volta viene convinta a comunicare con lo straniero per mezzo dei poteri del Ferretti.

Fine cinquantaduesima puntata.



Diario a cura di Bastiano
Revisione a cura di Ohmnibus
Immagine (c) robin saether

lunedì 3 aprile 2023

La ragazza della notte e lo sfacciato guerriero

Bruto kragan (Three Eyed Brute by Tim Kaupp)

Tempio delle scimmie, pomeriggio del 13° enhor pieno (17 settembre)

Mentre gli altri affrontano la stretta e rudimentale scalinata, Bastiano rimane a proteggere l'affaccio sul fiume. La via porta verso il buio, dato che la parte superiore della fenditura è stata coperta da un fitto groviglio di radici e sottobosco.

Mentre Wotan apre un varco utilizzando i suoi poteri, Aileen trova un'apertura laterale nascosta da una grossa radice. Attratta dall'oscurità al di là di questa, avvisa Yelena di voler ispezionare, e si inoltra. Pochi passi ed Aileen viene letteralmente inghiottita dal buio. Yelena e Carenna notano subito che qualcosa non sta andando per il verso giusto, ed illuminano con la torcia l'apertura. Ma questa si rivela essere profonda solo un metro e mezzo, e di Aileen nessuna traccia.

Nello stesso momento il primo dei bruti raggiunge l'affaccio sul fiume e fronteggia Bastiano. Il combattente colpisce il bruto, ma il suo tremendo colpo ha il solo effetto di farlo infuriare ulteriormente. La sua risposta è come un maglio, e scaglia Bastiano addosso a Rodrigo sbilanciandolo. Rodrigo riesce comunque ad attirare l'attenzione del bruto facendolo entrare ancor più nella fenditura: sperando di ucciderlo rapidamente, in questo modo il suo corpo ostruirebbe il passaggio agli altri cavalcalupi.

Silvy e Wotan escono all'aperto, e notano la presenza di un gran numero di scimmie che stanno aggredendo i cavalcalupi. Non si sentono più i loro corni, ed è forse per questo che le scimmie li stanno attaccando.

Silvy tenta di comunicare con le scimmie offrendo una manciata di noci d'argento ed un corno da caccia (sottratto tempo prima ad un bandito), ma le scimmie non mostrano interesse, preferendo continuare ad aggredire i cavalcalupi.

Bastiano colpisce a morte il bruto, ma in quel momento arriva anche il secondo. Questi invece di spostare il corpo dell'altro per attaccarli, inizia a lanciare loro cavalcalupi come fossero bambole di pezza. Il primo cade tra Diomira e Rodrigo. La custode non perde tempo e lo attacca subito con un lampo di luce, mancandolo.

Silvy aiuta per un po' le scimmie, ma si accorge presto che il suo aiuto è di scarsa utilità e soprattutto non sembra essere apprezzato dalle scimmie.

Il bruto continua a lanciare cavalcalupi oltre Diomira, che continua ad attaccarli con lampi di luce tagliente mentre da dietro Rodrigo fa saettare la sua lancia per tenerli a bada.

Wotan utilizza nuovamente il suo potere per allargare l'uscita dalla fenditura, ma nel farlo provoca una piccola frana ai danni di Diomira.

Nella parte bassa della scalinata Bastiano capisce che il bruto non vuole affrontarlo, allora risale fino a superare Diomira per fronteggiare il cavalcalupi e sazia la sua sete di vendetta falciandone due.

Luogo ignoto, pomeriggio del 13° enhor pieno (17 settembre)

Aileen si rende conto di non trovarsi più nell'angusta fenditura. Percepisce una oscurità più profonda del buio materializzarsi in tentacoli. Vorticano e si intrecciano fino a formare una maschera dai tratti squadrati raffiguranti un felino. La maschera le parla: “finalmente ci incontriamo, è da molto che ti sto chiamando”. Aileen vede nella sua mente l’immagine dei suoi compagni e di quello che accade all’esterno come se la vedesse da ogni angolazione contemporaneamente. E la maschera parla nuovamente, questa colta ponendo una domanda: “Chi sono i tuoi amici e chi i nemici? Chi ritieni degno di essere punito dall’oscurità?” Aileen risponde.

Tempio delle scimmie, pomeriggio del 13° enhor pieno (17 settembre)

Dalle pareti della fenditura e dal terreno trasuda un liquido scuro e denso che si prolunga in tentacoli di oscurità, del tutto simili a quelli comandati dalla stessa Aileen, ma su più vasta scala. I tentacoli avviluppano i cavalcalupi rimasti per poi stringendoli fino a stritolarli tra sinistri scricchiolii di ossa spezzate.

Carenna e Yelena assistono con orrore alla fuoriuscita dalla fenditura laterale di un'escrescenza bulbosa di melma nera. Questa dopo essersi gonfiata fino a toccare la parete opposta scoppia come un bubbone, lasciando al suo posto Aileen, che ammicca come se fosse stata appena svegliata da un sogno. L'oscurità che riempiva il passaggio laterale ora è scomparsa, ed è evidente che si tratti di una nicchia di poco più di un metro.

Bastiano vuole accertarsi che la minaccia dei cavalcalupi sia finita e corre verso il cadavere della sciamana, uccidendo i pochi lupi in fin di vita che incontra. Rinviene sul corpo un sacchetto di semi di fuoco, e sembra che il suo bastone abbia residui magici in grado di dare un aiuto in caso di movimento in zone paludose. Wotan stabilisce che l'origine del potere nel bastone è sciamanico, e lo prende in custodia.

Rodrigo e Diomira senza consultarsi con gli altri decidono di richiamare lo spirito nel corpo della sciamana per interrogarla. Diomira è inizialmente perplessa, ma Rodrigo la convince dicendo di essere a conoscenza di un rituale per farlo. Scoprono così che i kragan, così chiamano se stessi i cavalcalupi, cercavano la ragazza della notte e lo sfacciato guerriero che si è opposto alla sciamana. La ragazza è portatrice della connessione con questi luoghi. I kragan avevano intenzione di piegare la sua volonta per ottenere un potere inimmaginabile.

Le pietre blu hanno invece il potere di controllare i titani.

Tuona che altri verranno dopo di lei per completare la missione e l’intero popolo dei kragan vorrà vendetta. Prima di andare per sempre maledice i due: “non ci sarà notte che voi possiate dormire tranquilli senza che ci sia qualcuno a controllarvi. Prima o poi il vostro sangue sarà pieno del veleno delle nostre frecce, e soffocherete nei vostri umori”.

I due decidono di tenere per sé queste informazioni, ma non tengono conto di Bastiano che si aggirava nei paraggi ed ha sentito tutto.

Il gruppo si riposa e prepara il campo per la notte. Aileen sfoglia i suoi libri di arcanologia, e si convince che la maschera possa essere la manifestazione di una qualche divinità terrena, anche se non sa ancora quale...

Fine cinquantunesima puntata.


Diario a cura di Bastiano
Revisione a cura di Ohmnibus
Immagine (c) Tim Kaupp

lunedì 13 marzo 2023

La saetta di Wotan

Shakal the Half Formed by Darren Benton

Tempio delle scimmie, pomeriggio del 13° enhor pieno (17 settembre)

La folle fuga di Bastiano viene interrotta dagli sforzi congiunti di Rodrigo e Wotan. Una volta bloccato a terra è Aileen che riesce a fargli tornare il senno, non senza sforzo.

Si prepara un piano per la fuga. Dopo varie idee scartate, ci si accorda per lanciarsi nel fiume con le imbarcazioni gonfiabili grazie ad un diversivo di Diomira: grazie ad uno dei suoi poteri avrebbe creato una proiezione di sé stessa alle spalle dei cavalcalupi, e magari con il bastone del Re Scimmia in mano sarebbe riuscita a convincere le scimmie ad aggredirli.

Prima di attuare il piano Diomira dà un'occhiata fuori con uno dei suoi poteri di veggenza. Vede i cavalcalupi all'opera, intenti a trasportare l'ultimo tronco necessario a ripristinare il ponte. La sciamana nemica è intenta ad impartire ordini ai suoi sottoposti, attorniata da un fitto numero di cavalcalupi tra cui due di quelli "ipertrofici". Tra gli alberi nota i movimenti di numerose scimmie che si affacciano digrignando i denti per poi ritrarsi e fuggire ogni volta che i corni muggiscono. Per la prima volta si accorge che nel canalone, alla destra nella parete frontale rispetto al punto di osservazione, c'è una spaccatura che arriva al fiume sottostante, nel quale è stata scavata una rozza scalinata. La spaccatura è invisibile se non dalla loro parte del crepaccio, e quindi passando da lì è possibile sottrarsi alla mira degli arcieri.

Condivise le informazioni con gli altri sono tutti subito concordi che approfittare della spaccatura rappresenta un'alternativa meno rischiosa del lanciarsi con le imbarcazioni gonfiabili. Resta valida l'idea del diversivo di Diomira. Wotan insiste nel restare con lei fino all'ultimo, mentre gli altri tentano la fuga.

E' così che la custode si avvolge nel mantello e, il cubo azzurro in una mano ed il bastone del Re Scimmia nell'altra, si manifesta alle spalle dei cavalcalupi inveendo contro di loro e minacciandoli di terribili conseguenze. I cavalcalupi probabilmente non capiscono ciò che la custode dice, cionondimeno restano interdetti dell'improvvisa apparizione e soprattutto di come la seguente salva di frecce passi attraverso quella figura senza ferirla.

Il gruppo non perde tempo ed inizia immediatamente la fuga, Aileen, Carenna e Yelena raggiungono per prime il bordo del crepaccio, ma vengono raggiunte e superate da Bernardo e Rodrigo che si lanciano nel fiume sottostante mentre la whirn tenta di guadagnare tempo intrappolando i cavalcalupi in una rete di luce negativa. L'azione riesce, ma attira l'attenzione degli altri che iniziano a scagliare frecce ferendo lei e Rodrigo.

Anche la sciamana si accorge di loro, e dopo aver alzato il bastone verso di lei, attorno ad Aileen appare uno sciame di zanzare-lucciole.

Wotan, che era fermamente intenzionato a chiudere i portoni del tempio, cambia idea e tutt'uno con le ombre del tempio tende il suo arco fino a quasi spezzarlo. Prende la mira trattenendo il respiro e considera tutti i fattori: vento, gravità, oscillazione della freccia, movimento del bersaglio... infine rilascia la cocca della freccia, che come una saetta centra il petto della sciamana e si conficca fino a sparire. Alle sue spalle un cavalcalupi cade a terra, trafitto a morte dalla stessa freccia.

La sciamana ha un debole fremito, forse per il contraccolpo forse per essersi accorta che qualcosa di drammatico è appena accaduto. Il dolore si propaga dal suo petto insieme ad un senso di debolezza e di oblio. Abbandonato dalle forze il suo corpo si accascia a terra, e la scintilla della vita si spegne in lei.

Le due grosse guardie del corpo urlano la loro rabbia e si lanciano verso i fuggitivi tuffandosi a loro volta nel fiume in modo sgraziato, insieme a decine di altri cavalcalupi.

Diomira e Wotan, gli ultimi del gruppo, dopo essersi tuffati nel fiume stanno salendo a loro volta i primi gradini scolpiti nella spaccatura, quando vedono dal fiume avanzare furiosamente contro corrente i cavalcalupi ipertrofici...

Fine cinquantesima puntata.



Diario a cura di Bastiano
Revisione a cura di Ohmnibus
Immagine (c) Darren Benton

lunedì 27 febbraio 2023

Come annegare in una pozzanghera

The King by Jorge Norgaard

Tempio delle scimmie, mezzogiorno del 13° enhor pieno (17 settembre)

Il portone si spalanca su una stanza ottagonale ancor più grande della precedente. Lo spazio centrale è occupato da una struttura composta da tre piattaforme concentriche alte un metro e mezzo circa ciascuna, unite da rampe di scale. Catturano lo sguardo decine, forse centinaia di scimmie appollaiate sulle piattaforme e sui due alberi di granito che si levano dalla seconda piattaforma. Svetta in cima alla struttura un'enorme statua in bronzo di almeno tre metri, con tutta probabilità raffigurante il Re Scimmia, nell'atto di levare al cielo un bastone da combattimento. Ai suoi piedi qualcosa emette un lieve bagliore azzurro.

Bastiano nota una somiglianza tra questa stanza e l'incisione nella stanza precedente, quella con il Re Scimmia in cima ad una ziggurat che sorge nel bosco attorniata da scimmie guardiano che guardano a sud-ovest.

Le pareti della stanza sono fittamente decorate da incisioni raffiguranti ambienti silvestri. Nella piattaforma più bassa ci sono un gran numero di scimmie di taglia medio-piccola, mentre nella seconda spiccano due grossi babbuini. Nella più alta, ai piedi della statua, un enorme gorilla.

Nel momento in cui il gruppo fa capolino, tutti i primati interrompono le loro attività e si concentrano sui nuovi arrivati, con un misto tra curiosità ed ostilità.

Bastiano e Giannunzio, sospettano possa esserci qualcosa a "sud-ovest", ossia in basso a sinistra nella stanza, ma non trovano nulla fuori dall'ordinario. Qualcuno propone di distrarre i primati con canti e balli, ma siccome nessuno è dotato di queste capacità l'idea viene rapidamente accantonata, prima ancora che Carenna abbia il tempo di offrirsi volontaria.

Giannunzio prova a lanciare una delle noci d'argento che viene immediatamente presa al volo da uno degli esemplari più piccoli che poi sgattaiola via sottraendosi alla vista.

Wotan individua nel gorilla il capobranco, decide quindi di donargli delle noci e, seguito a breve distanza da Giannunzio, supera la prima rampa di scale e si avvicina alla seconda. Le scimmie non sembrano apprezzare l'invasione e si fanno molto rumorose, arrivando a lanciare "sporcizia" sui due.

Nel frattempo Bastiano esamina le incisioni sul muro a sinistra: sembra sia narrata una storia ma è molto complicato seguirla perché non si capisce quali siano gli interpreti né il passaggio tra una scena e l'altra, essendo tutto rappresentato come un'unica immagine. Spiccano delle figure differenti dalle altre: una specie di creature canidi che al posto della bocca hanno una specie di becco al contrario. Vicino a queste creature ci sono scimmie che scappano, alcune con le mani alle orecchie o alla testa: probabilmente quel "becco" potrebbe essere qualcosa di simile ad un corno come quello usato dai cavalcalupi.

Wotan si avvicina alla piattaforma intermedia ed i babbuini si fanno minacciosi: è come se qualcosa li trattenesse dal superare i bordi della piattaforma, altrimenti l'avrebbero sicuramente attaccato. Noncurante di questo fatto il westan sale sulla piattaforma intermedia. E i babbuini tengono fede alle aspettative scagliandoglisi addosso. Wotan però si aspettava questa mossa e li supera prima che la loro forza bruta si abbatta su di lui. Una piattaforma più in basso anche Giannunzio viene improvvistamente aggredito da un grande numero di primati di taglia medio/piccola, ma riesce ad evitare gli attacchi più pericolosi.

Bastiano si convince che le scimmie siano suscettibili ai suoni intensi e grida a Silvy di usare il corno sottratto ai banditi. La ragazza esegue, ma l'esecuzione è fiacca e l'unico che ci rimette è Bastiano, al quale fischieranno le orecchie per una buona mezz'ora.

Giannunzio intanto inizia ad avere le prime difficoltà, e si accorge che una delle scimmie gli ha sottratto uno dei crypto.

Wotan scatta in avanti incurante dei babbuini e pone ai piedi del gorilla un'ampia manciata di noci, comunicandogli che loro vengono in amicizia. In quell'istante ha la certezza che non si tratti di un comune primato. Il gorilla infatti prende una manciata di noci, le mastica e si tramuta improvvisamente in pietra.

Nuovamente minacciato dai babbuini, afferra delle noci e dimostrando un'agilità incredibile le infila loro in bocca. Anche i babbuini si tramutano in pietra.

Nel frattempo Rodrigo, che non ha perso di vista l'obbiettivo della missione, utilizza un rituale naga per attirare a sé l'oggetto luminoso, che si rivela essere un cubo in cui è incastonata una pietra azzurra luminescente - la chiave cubica. Urla agli altri di fuggire, giacché hanno quello che stavano cercando, ma l'avidità degli altri ha la meglio.

Diomira ha capito subito che il bastone del Re Scimmia non fa parte della statua, ed intende prenderlo. Attende il momento adatto per spiccare uno dei suoi salti sovrannaturali, ed atterra sulle spalle della statua.

Intanto Bastiano sta falciando una scimmia dopo l'altra, ma si accorge di due cose: la prima è che i corpi dei primati si dissolvono velocemente come fossero fatti di fumo, la seconda è che dall'alto piovono tante scimmie quante lui ne abbatte.

Giannunzio, capito il punto debole dei primati, dopo essere avvampato inizia a lanciare le noci d'argento. Fortunatamente questo ha l'effetto desiderato: le scimmie perdono rapidamente interesse per il nordan e si lanciano sulle noci, per poi restare pietrificate una volta che le addentano.

Diomira da' nuovamente sfoggio della sua forza e riesce ad estrarre l'oggetto dalle mani della statua. In quel momento si accorge che l'incisione sulla parete alle spalle della statua è stilisticamente molto differente dalle altre. Incuriosita si prende qualche secondo per memorizzarlo, ma numerose scimmie stanno tentando l'ascesa della statua per raggiungerla, e per prendere tempo getta loro tutte le noci d'argento che ha in tasca.

Bastiano si rende conto di essere inutile perché ogni scimmia che abbatte torna letteralmente piovendo dall'alto. Urla ai compagni di fuggire via, ma quando alza gli occhi si accorge che la maggior parte dei primati è ormai pietrificata ed i pochi sopravvissuti sono alla ricerca delle pietrificanti noci d'argento.

Stanza del Re Scimmia, primo pomeriggio del 13° enhor pieno (17 settembre)

Tornata la calma Silvy passa in rassegna le statue, e nelle mani di una trova quattro frecce. Ne riconosce la fattura: gli anziani del suo villaggio le chiamavano "Saette di Leenia", note per non mancare mai il bersaglio, a patto che questo non sia una creatura vivente.

L'incisione alle spalle della statua viene osservata con attenzione e copiata. Ai bordi dell'immagine sono raffigurate le tre chiavi, mentre al centro si nota una creatura del cielo uscire da un meteorite precipitato. Tre uomini si prostrano a lei.

I due alberi sulla seconda piattaforma sembrano essere scolpiti nel granito, ma le fronde dimostrano una flessibilità non propria di quel materiale. Con molto sforzo ne vengono prelevati due rametti: Wotan intende farne una talea, Bastiano invece lo consegna a Yelena in modo che la corporazione possa fare delle ricerche sullo strano materiale.

Diomira approfitta del momento di calma per evocare un naga-sensore per controllare l'esterno. La situazione non è piacevole: i cavalcalupi sono arrivati, ed in gran numero. Ne stima una cinquantina, e tra questi uno sciamano femmina dal copricapo cornuto - probabilmente la stessa affrontata da Bastiano - e due creature massicce che sembrano incroci tra cavalcalupi e gorilla. Sembra che siano al lavoro per utilizzare dei tronchi d'albero per riparare il ponte.

L'agitazione inizia a serpeggiare nel gruppo e si valutano strategie di fuga. Il tempio non sembra presentare uscite nascoste. Bastiano propone di uscire in fretta e fuggire arrampicandosi sulla montagna, ma sarebbero esposti alle frecce dei cavalcalupi. Diomira pensa di poter intimorire, o quantomeno distrarre, i cavalcalupi con illusioni. Si ipotizza anche la via diplomatica tramite l'offerta di doni e la restituzione della pietra azzurra, ma anche a causa delle barriere linguistiche sembra impossibile da percorrere.

Bastiano a quel punto è sopraffatto dal senso di claustrofobia e corre verso l'esterno, inseguito dagli altri. Giunto alla porta semichiusa tra la stanza delle (furono) acque curative e quella del pozzo, si infila in tutta fretta nella fessura a faccia in giù, rischiando seriamente di annegare in pochi centimetri d'acqua. Superata l'empasse riprende la sua fuga dagli altri che tentano di afferrarlo, ma ormai è lanciato verso l’esterno...

Fine quarantanovesima puntata.


Diario a cura di Bastiano
Revisione a cura di Ohmnibus
Immagine (c) Jorge Norgaard

domenica 19 febbraio 2023

XXVII

Ventisettesimo anniversario della nascita di LoK

Non mi sono dimenticato (ci mancherebbe!), ma tra impegni e stanchezza non sono riuscito a scrivere prima il consueto post celebrativo.

Sono molto felice della scelta della Monte Cook Games di rilasciare la Cypher System Open License, una nuova licenza d'uso del gioco che permette non solo di referenziare le regole, ma di includere tutto il Cypher System Reference Document, ossia buona parte del manuale.

Quindi, in parole povere, è possibile pubblicare un gioco basato sul Cypher System autonomo, che non richiede cioé l'acquisto del Cypher System Rulebook.

Il rovescio della medaglia è che queste licenze hanno valenza solo per il materiale in lingua inglese, e quindi non mi è possibile sfruttare la licenza per LoK.

La torta (qui la ricetta) è quindi di consolazione.

lunedì 6 febbraio 2023

I profanatori delle acque sacre

Rocky the Roly Poly - WIP Color & Rig by Neal Biggs

Tempio delle scimmie, mattino del 13° enhor pieno (17 settembre)

Il suggerimento di Silvy, ossia che sia necessario innalzare il livello dell'acqua nel pozzo, viene valutato dal gruppo. Bastiano pensa che i ganci nella parete interna potrebbero essere usati per impedire alle pietre di raggiungere il fondo ed azionare la trappola sul fondo, "magari con una rete", aggiunge Rodrigo. Ma trasportare le grosse pietre potrebbe essere pericoloso, oltre che faticoso, e non si dispone di una rete.

Intanto viene ispezionata la stanza successiva. Si tratta di un largo corridoio con una scanalatura al centro in leggera pendenza con dei fori ai lati, presumibilmente collegati a quelli del pozzo. Il canaletto arriva ad un portone di pietra massiccia decorata con un bassorilievo. La lastra di pietra sembra aderire perfettamente su tutti e quattro i lati, e non lascia intravedere nessun meccanismo di apertura. Ci si chiede come possa l’acqua causarne l’apertura, se non per magia. Dalla parete nord si accede ad una stanza dove ci sono numerose palle di pietra assicurate ad una catena che termina con un anello più grosso. Giannunzio propone di appenderle ai ganci del pozzo al posto delle più scomode pietre giganti, ma invece di occuparsi della questione torna ad esaminare le rocce sferiche più grandi. Con le sue fiamme scalda la resina che le ricopre fino a liquefarla, per poi prelevarne dei campioni per la Corporazione. Ma non appena si gira la roccia si sgretola e si "srotola" in un enorme onisco, secondo Wotan appena risvegliato dal letargo.

Nel frattempo Rodrigo, spazientito, comincia a spostare le palle incatenate, ma anche queste sono cosparse di resina e ne resta attaccato. Liberarsi gli costerà dolorose abrasioni. Giannunzio, che è come il prezzemolo, si disinteressa presto all'onisco ed aiuta Rodrigo a trasportare le sfere incatenate, ma cade maldestramente e si procura una dolorosa contusione al ginocchio. Nulla che non si possa sistemare con una decina di minuti di riposo. Sarà Diomira, che oramai ha dato più volte prova della sua forza straordinaria, a trascinare tutte le sfere ed appenderle ai ganci. Il livello dell’acqua sale  fino a raggiungere i troppo pieni. Si sente scorrere l'acqua sotto il pavimento, e dopo pochi secondi si riversa nel canale del corridoio vicino, fino a lambire il portone di pietra. Questo si alza di una dozzina di centimetri, per poi bloccarsi. Rodrigo e gli altri, con grande sforzo, riescono a sollevarla di un'altra manciata di centimetri, quanto basta per permettere a tutti di passare, anche se strisciando. Mentre Aileen, avvantaggiata dalla sua corporatura minuta, va in avanscoperta, gli altri pongono alcune palle di pietra sotto il portone per impedire che si richiuda accidentalmente.

Sulla porta è rappresentata una scena di scimmie impettite attorno ad una scimmia più grande delle altre contraddistinta da una corona. Tutte guardano nella stessa direzione, qualcosa fuori dalla scena verso sinistra. Alcune scimmie hanno armatura, altre una lancia. Nella parte bassa della scena alcune ballano festose distraendo le scimmie soldato vicino a loro. Aileen osserva che in tutti i disegni visti fino a quel momento la scimmia incoronata guardava verso sinistra.

Al momento di attraversare il passaggio angusto, temendo a giusta ragione un rifiuto di Bastiano, Rodrigo ingaggia con lui un lungo combattimento e infine con una presa riesce a fargli perdere i sensi. Quindi viene spinto sotto la porta... ma si incastra malamente, e Rodrigo non riesce a farlo passare. Ancora una volta Diomira, già passata dall'altra parte, risolverà la situazione.

Nel frattempo Wotan nutre e parla con la creatura - che chiama Katiusha - e usa i suoi poteri per capire qualcosa su di lei. Si trova li da molti decenni, forse secoli e deve essere stata trasportata in quel luogo già dopo essere entrata in letargo. Sembra essere confusa in quanto appena svegliata, e dice che non era il momento giusto per farlo. Wotan sospetta che solo alcune delle altre rocce siano creature come Katiusha.

Il gruppo avanza e dopo un corridoio di una decina di metri giunge in una stanza quadrata di circa 70 metri, con colonne ai bordi e nel mezzo che salgono fino a perdersi nel buio. Una breve scalinata porta ad una vasca profonda circa un metro di un'acqua limpidissima dall'aspetto salubre. Due statue di enormi gorilla reggono altrettante torce magiche. Ad est un altro portone di roccia a due ante decorato con incisioni in oro di scimmie in un paesaggio boscoso.

Rodrigo immerge le mani nella vasca e si accorge che le ferite si rimarginano. Intuendo le proprietà dell'acqua prende Bastiano e quasi lo getta nella vasca. Il guerriero recupera finalmente la vista e l'uso del polso. Tranne Silvy, Wotan, Carenna e Yelena, tutti riempiono le borracce della preziosa acqua, ma non appena Diomira si allontana di alcuni passi dalla vasca tutti i contenitori scoppiano come se l'acqua al loro interno sia improvvisamente diventata bollente. Le cinque nubi di vapore invece di disperdersi si compattano ed aggrediscono i profanatori.

Le armi normali passano attraverso il vapore senza apparentemente far danno, mentre sembrano efficaci gli scongiuri di Rodrigo e Diomira, e solo in parte l’arcanospada di Bastiano.

Aileen tenta di cancellare i ricordi di una creatura, ma la sua azione non sortisce effetti. Giannunzio si infuoca e lancia una delle sue sfere di fuoco misto a elettricità, ma passa attraverso il vapore e colpisce lo sfortunato Rodrigo dall'altra parte. Diomira grida parole arcane e battendo il bastone a terra sprigiona un'onda di energia che fa vacillare tutte le creature di vapore nella sala, indebolendole e danneggiandole. Bastiano si sussegue in colpi prodigiosi che danneggiano le creature solo una frazione del danno che dovrebbero infliggere normalmente, pur tuttavia distruggendone una.

Rodrigo ne fa evaporare un altro coi suoi poteri mentre Aileen, che ha subito più attacchi, è in difficoltà. Bastiano corre in suo aiuto sferrando anche colpi che come i precedenti sarebbero stati devastanti contro un qualsiasi altro avversario, ma bastano appena per dissipare una di queste creature. Alla fine la minaccia viene eliminata. Quando l'attenzione di tutti non è più catturata dagli avversari, si accorgono che le acque limpide della vasca ora sono di un disgustoso colore verde palude.

Mentre il gruppo si riprende dal combattimento, qualcuno si ricorda che la tavoletta di argilla rinvenuta all’esterno probabilmente conteneva un avvertimento riferito alle acque di questa vasca.

Prima di aprire il portone se ne osserva meglio l'incisione: raffigura una ziggurat in mezzo ad un bosco, con il re scimmia sulla cima e intorno una quantità smisurata di scimmie di varie specie.

Viene quindi spalancato il portone e...

Fine quarantottesima puntata.



Diario a cura di Bastiano
Revisione a cura di Ohmnibus
Immagine (c) Neal Biggs