lunedì 14 giugno 2021

Cinico e barbaro

Blue Aqua Aura Quartz by Louis Martin

Giungla di Tiwia, pomeriggio del 9° tehner pieno (19 agosto)

Mentre Diomira, Giannunzio, Silvy e Wotan si occupano degli incendi, Rodrigo, Bastiano e Alona si occupano del prigioniero legandolo. Il fuoco viene domato grazie ai poteri di Wotan, che fa "allontanare" la vegetazione, e ad una serie di fortunate coincidenze. Intanto il prigioniero viene privato dei suoi averi: la punta della lancia è di ossidiana, mentre il resto degli oggetti è principalmente in osso, con alcune piccole eccezioni (fibbie, borchie) in metallo. La pelle è molliccia al tatto e odora di muffa e torba. In fondo alla schiena ingobbita spunta una corta coda glabra. Le gambe sono articolate come le zampe posteriori di un canide, mentre le braccia sono più lunghe del normale. Il volto ha un che di raccapricciante. L'assenza del naso e l'irregolarità generale lo fanno apparire parzialmente corroso dall’acido, e non è chiaro se si tratti del risultato di un incidente, uno sfregio o se sia naturale. Anche la cavalcatura sembra bardata in modo simile al cavaliere, ossia cinghie di pelle nera e fasciature di rinforzo o protezione. Il cavaliere aveva con sé anche un astuccio contenente alcuni dardi ed una piccola sacca da cintura contenente un piccolo blocco di torba. All'interno della torba alcune teste di anguilla e pezzi di carne - forse di cinquemani. L’arco è molto corto e fatto di due parti in osso unite tra loro da una fasciatura di cuoio.

Dopo che Bastiano intimorisce il prigioniero puntandogli la lama alla gola, Diomira esamina il suo corpo in cerca del marchio di un vincolo magico, ma senza successo. Tenta allora di ispezionare con più cura il corpo del caduto, ma anche in questo caso non trova nessuna traccia di eventuali vincoli. Si discute brevemente sull'origine di questi nativi, evidentemente diversi da quelli rappresentati nel graffito trovato: forse alla seconda creazione sono avvenute delle mutazioni negli abitanti dell’isola. O forse potrebbe essere il frutto di un esperimento, ma sembra altamente improbabile che siano stati creati dalla corporazione: pur essendo vero che questo tipo di esperimenti sono stati eseguiti, è molto strano che la corporazione abbia autorizzato e sostenuto una spedizione in un luogo dove ciò è avvenuto.

Dal momento che non sembra possibile alcun tipo di comunicazione, si discute se liberare o uccidere il prigioniero. Rodrigo, dimostrando di essere ben altro che l’avventuriero cinico e barbaro che tutti credono sia, dice di essere in grado di mettere in comunicazione la creatura con uno dei compagni grazie ad un suo potere, ma non prima di aver raggiunto il campo base.

Silvy esamina la cavalcatura uccisa da Rodrigo. Fisicamente è simile ad un lupo ma le zampe anteriori sono molto più massicce e la pelliccia è a chiazze. Una ferita è stata ricucita e pur essendo privo di briglie è dotato di finimenti utili ad essere cavalcata. Il muso, come il volto del cavaliere, sembra come corroso dall’acido.

Bastiano sembra essere l’unico contrario al piano di portare il prigioniero al campo e risponde stizzito anche a Yelena pensando che fosse più sicuro liberare la creatura e spostare il campo base il più lontano possibile. Yelena fa notare che sarebbe inutile liberare il prigioniero sperando che il gesto venga apprezzato, e spostare il campo sarebbe inutile perché non sarebbero in grado di nascondere le loro tracce ed i nativi, che sono a cavallo di lupi, sono in grado di muoversi molto più velocemente di loro e quindi li avrebbero comunque raggiunti.

Yelena cerca di rassicurare la creatura dandole da bere, mentre Diomira le cura le ferite. Quando ci si sta per incamminare per tornare al campo, Romilda rinviene un borsellino caduto al fuggitivo con della torba e all’interno di essa un lembo di pelle e una gemma azzurra debolmente luminescente. La pelle è finemente incisa e si rivela essere un talismano di scongiuro, mentre la gemma - a detta di Diomira - è chiaramente infusa di energia arcana.

Bastiano allestisce delle trappole sonore lungo le tracce lasciate di ritorno al campo, dato che eventuali inseguitori probabilmente arriverebbero da quella direzione. Rodrigo si appresta a effettuare il collegamento mentale tra il prigioniero e Giannunzio, dimenticandosi di dire che sarebbero rimasti connessi per un’ora… La prima immagine che arriva a Giannunzio mentre cerca di trasmettere sensazione di pace è la creatura che lo sta strangolando a morte… Dopo un lungo scambio di immagini le cose non vanno per il meglio, la creatura è molto ostile e non sembra credere alle buone intenzioni degli umani. Poi Giannunzio centra l’obiettivo dimostrandosi dispiaciuto per la perdita della cavalcatura...

In una delle immagini condivise dal nativo si vede nei pressi di un villaggio nella palude una sena di tumulazione nella torba di una cavalcatura, al termine della quale viene piantato un rametto di una particolare infiorescenza palustre.

Giannunzio mostra la meta del gruppo: il lago. La creatura si chiede se la motivazione sia di uccidere le creature anfibie umanoidi che sembrano essere ostili nei loro confronti. Dopo un ulteriore scambio si giunge ad una sorta di accordo, mantenersi sufficientemente lontani dalla palude per non essere attaccati da loro. La creatura viene liberata e ci si corica per la notte.

Prima di dormire Diomira esamina la gemma e scopre essere un artefatto che opportunamente illuminato vibra, ma il particolare più importante è che vibra in base al suo orientamento; tuttavia non è possibile capire quale sia il funzionamento.

Nel suo turno di guardia Silvy sente suonare le trappole sonore di Bastiano e sveglia tutto il campo. L'allarme è stato generato da una mezza dozzina di scimmie, che vengono prontamente scacciate, ma il sonno di tutti è stato ormai spezzato.

Giungla di Tiwia, mattino del 9° enhor pieno (20 agosto)

Prima di ripartire vengono fatti alcuni esperimenti sulla pietra. L'intensità della vibrazione è proporzionale alla quantità di luce alla quale è esposta. Si nota inoltre che in qualche modo i suoi riflessi luminosi siano "maggiori del normale", tanto da portare Diomira a pensare che sia una sorta di amplificatore luminoso. Sembra chiaro che si tratti di una sorta di bussola perché la sua vibrazione dipende dal suo orientamento, ma a causa della forma irregolare non è possibile stabilire quale sia il luogo indicato. Si decide quindi di controllarla con regolarità per cercare di capire se, spostandosi, vibri con un orientamento diverso, ed in base a queste informazioni dedurre quale sia l'eventuale luogo indicato.

Dopo aver smontato il campo si riprende in cammino verso il lago. Dopo pochi km si controlla nuovamente il cristallo, e risulta subito chiara quale sia la direzione a cui punta…

Fine quattordicesima puntata.

Diario a cura di Bastiano
Revisione di Ohmnibus
Immagine by Louis Martin

lunedì 7 giugno 2021

Fuoco e fiamme

Kragan (Swamp Tribe Classes by Fred Rambaud)

Giungla di Tiwia, pomeriggio del 9° tehner pieno (19 agosto)

Dopo essere stati colpiti dalle frecce, Wotan e Giannunzio sentono un leggero intorpidimento, ma non sembrano soffrire altri sintomi.

Il gruppo, colto di sorpresa, si sparpaglia. Fruscii crescenti tra la vegetazione mettono in allarme gli esploratori che si preparano a fronteggiare l’imboscata.

Giannunzio, ammantatosi di lingue di fuoco, si dirige verso il punto da cui sembra essere provenuta la freccia, alla ricerca degli assalitori, si sposta cautamente verso alcune palme aggirandole, ma non riesce a scorgere nessuno.

Wotan, si distacca dal gruppo, trovando riparo tra la vegetazione e intercettando due creature che, a breve distanza, stanno mirando al gruppo di compagni che sono rimasti in attesa dell’evolversi degli eventi.

Silvy si arrampica su di un albero, pronta ad incoccare le sue temibili frecce, quando si rende conto di essere avvolta dalle fiamme. Gannunzio l’ha nuovamente coinvolta, suo malgrado, nello strano fenomeno.

Il fruscìo tra le palme si fa sempre più crescente, rivelando la posizione degli assalitori in due punti distinti, probabilmente ci sono due coppie di ricognitori che si aggirano nella foresta, pronte ad attaccarli. Mentre il rumore cresce, dal terreno si innalzano rovi e radici che si intrecciano a dar forma ad una piccola cupola posizionata a mo' di gabbia, al margine dell’area in cui il gruppo staziona. Altre frecce piovono in varie direzioni, bersagliando Diomira e Giannunzio, prima, Rodrigo poi, ma nessuno sembra ferito gravemente. Anche Silvy scorge due figure nella foresta e cerca di tenerle a tiro, ma le fiamme iniziano a bruciare il suo nascondiglio costringendola a rinunciare al suo proposito e spostarsi.

Il gruppo che è rimasto compatto viene avvolto da uno sciame di insetti apparso da nulla, che gli impedisce di agire liberamente, solo il provvidenziale intervento di Diomira, che genera un’onda d’urto, riesce a disperderli, ma all’improvviso un enorme cerchio di fuoco li circonda. Diomira, Rodrigo, Yelena, Alona, Silvy e Romilda finiscono imprigionati dietro una barriera incandescente che impedisce loro di interagire con l’esterno o fuggire. Divisi e sparpagliati tra la vegetazione, i compagni non riescono a coordinarsi e anche le iniziative personali non sembrano portare al risultato sperato, solo Wotan, poco distante e ben nascosto, riesce ad individuare due creature e ne imprigiona prontamente una, tra la vegetazione che si piega al suo volere. All’interno del cerchio incandescente le caviglie di Rodrigo vengono avviluppate da viticci che emergono dal terreno, pervaso da una furia incosciente, si libera dai viticci e si lancia verso le fiamme, deciso a sfidare la sorte, ma nuovi rovi emergono dal terreno a trattenerlo. Il guerriero, indomito, si libera nuovamente e si lancia tra le fiamme, mentre Yelena lo rassicura sulla natura illusoria del cerchio di fuoco. La conferma che si tratti di una protezione e non di una prigione, arriva da Alona che si scopre esserne l’artefice. Mentre Wotan si ritrova da solo a fronteggiare le due creature che nel frattempo lo hanno individuato, Rodrigo si sofferma ad osservare la cupola di rovi, all’interno della quale scorge due piccoli occhi luminosi. Altre due creature si avvicinano per attaccarlo, mentre l’illusione fiammeggiante si dissolve consentendo a Silvy di mettere a segno il tanto agognato colpo, diretto ad una delle due creature che stanno fronteggiando Wotan. Giannunzio ripiega anche lui verso la cupola di rovi, incendiandola mentre tenta con molta difficoltà di romperla a mani nude, mentre Rodrigo, lì accanto, continua strenuamente a divincolarsi dai rovi che continuano ad attanagliarlo, liberatosi individua due creature e ne afferra fortunosamente una. Mentre schiva i colpi di lancia che gli vengono inferti abilmente, nota uscire da un’apertura posta dietro la cupola, una creatura simile alle altre, senza cavalcatura e con abiti leggermente più elaborati.

I fronti di combattimento vedono da una parte Silvy e Wotan che riescono ad abbattere la creatura imprigionata nella vegetazione, mentre l’altra si da alla fuga; dall’altra Rodrigo e Diomira (anch’essa resasi conto della figura nascosta dalla cupola), che riescono ad atterrare un cavaliere, abbattendone la cavalcatura e mettere in fuga l’altro. Giannunzio, resosi conto troppo tardi che il suo avversario era fuggito dal retro della cupola, si lancia al suo inseguimento, perdendolo tra la vegetazione nonostante fosse stato rallentato da un’onda d’urto scagliata da Diomira. Rodrigo afferra saldamente la sua preda vestita di pelli nere, la scruta, disgustato dall’olezzo di muffa, sudore ed escrementi, ne osserva il corpo deforme, la schiena bitorzoluta e la coda corta, ne valuta la statura di circa un metro e mezzo e ne osserva la particolare conformazione degli arti inferiori a guisa di capra, gli occhi del llud brillano di malvagi propositi, me forse è solo il riflesso del piccolo incendio che sta divampando poco distante...

Fine tredicesima puntata.

Diario a cura di Giannunzio
Immagine by Fred Rambaud

lunedì 31 maggio 2021

Altro cunicolo altro regalo

Mount by Fred Rambaud

Giungla di Tiwia, grotte, tarda mattinata del 9° ahoer pieno (18 agosto)

Rodrigo cerca qualcosa di valore tra i resti umani, ma trova solo piccoli accessori di metallo (fibbie o bottoni) fusi alle ossa dalle concrezioni calcaree. Lo scheletro sembra quello di un'individuo di giovane età, anche se le concrezioni rendono impossibile stabilirlo con certezza e soprattutto stabilire le cause del decesso. Alona raccoglie un frammento dello scheletro (una costola) pensando che al conte possa interessare fare delle analisi. Giannunzio, il più esile, si insinua nella strettoia per verificare l'eventuale presenza di altri oggetti interessanti. Rinviene un oggetto di metallo allungato, di circa 15 cm per 3, e più avanti sembrano esserci altre ossa, ma il passaggio è veramente troppo stretto e rischia di restare incastrato. L’oggetto si rivela essere appuntito e triangolare, probabilmente una lama, ricoperta di incrostazioni ed ossido. Non emana alcuna aura magica, ma Diomira percepisce un leggero alone di magia residua, come se un oggetto comune fosse stato in contatto con qualcosa di molto potente.

Altro cunicolo laterale che si dirama in altri tre cunicoli. In circa due ore viene rinvenuto un altro corpo  al che si decide di tornare all’accampamento. Tuttavia, notando che la lunghezza dei cunicoli sembra aumentare andando verso l’uscita, la curiosità spinge il gruppo ad esplorare un ultimo cunicolo; rinvengono così i resti di un ennesimo individuo in posizione supina. Yelena, su suggerimento di Rodrigo, effettua una misurazione dello scheletro e secondo Alona si tratta di una femmina alta circa un metro e 60. L'occhio attento di Alona deduce, dalla conformazione delle ossa, che si tratta di resti appartenuti ad una donna adulta che dovrebbe aver avuto dei figli.

Giungla di Tiwia, campo, pomeriggio del 9° ahoer pieno (18 agosto)

Per non perdere la giornata e per cercare di portare l’esplorazione lontano dalla grotta, Bastiano ispeziona i dintorni. Dopo un paio di svolte ad ovest la strada riconduce all’acquitrino, ma nell’altra direzione si dirama verso sud est si riesce faticosamente a rivelare solo poche centinaia di metri.

Ricongiunto il gruppo si inizia una discussione teologica sull’opportunità di affrontare il naga e distruggerlo. L’oggetto protetto dal naga è sicuramente prezioso per la conoscenza e per il valore monetario e anche le iscrizioni sarebbero molto interessanti.

Seguendo la strada potrebbe essere possibile rinvenire un villaggio, magari un tempio e delle iscrizioni che possano portare alla conoscenza i rituali per poi accedere alla stanza protetta dal Naga.

Giungla di Tiwia, campo, notte del 9° ahoer pieno (18 agosto)

Durante la notte Diomira sceglie di fare il turno di guardia con Bastiano per conferire con lui, e gli racconta che la spada del nonno Felice sembra avere il sigillo di un vincolo. Si offre di studiarla quando sarà più brava nelle sue arti anche se Bastiano non è molto convinto della cosa temendo possa rovinarsi. Durante la discussione Bastiano si accorge che c’è qualcosa di strano. Tutti si stanno agitando nel sonno. Infatti tutta la notte il gruppo ha fatto incubi molto vividi. Cose terribili che non sono familiari, come delle paure non loro. Tutti si svegliano fisicamente riposati ma con una sorta di terrore che li attanaglia e li rende inquieti.

Giungla di Tiwia, primo pomeriggio del 9° tehner pieno (19 agosto)

Seguendo la via seminascosta dalla vegetazione, nel primo pomeriggio si arriva in una zona disseminata di collinette alte due metri. Ogni collinetta rappresenta i resti di una abitazione di roccia molto antichi inglobati nella vegetazione.

A coppie si esaminano le collinette. Silvy e Wotan durante l’ispezione notano un movimento nel sottobosco poco lontano, un ombra di una creatura a quattro zampe simile ad un grosso lupo con delle zanne accentuate che nel momento in cui guardano casualmente in quella direzione fugge via. Secondo Wotan si sta nascondendo. Il westan trova infatti alcune tracce che confermano la presenza in zona della creatura e protetto dall’arco di Silvy tenta di inoltrarsi nella boscaglia per cercarla. In lontananza intravede la creatura, ma stavolta si accorge che ha qualcosa o qualcuno sulla schiena, forse una scimmia, ed è molto più grande di un lupo... Avvicinandosi furtivamente, aiutato dal mantello adattivo in suo possesso, riesce a vedere meglio la creatura. E' una creatura deforme vagamente canide, dal muso scarnificato con una sorta di equipaggiamento composto da cinghie e sella. Un umanoide alto circa un metro e mezzo dalla pelle grigio-itterico è inginocchiato sul dorso della bestia. Indossa una maschera che copre il volto dal naso in giù, degli indumenti rudimentali ed è armato di lancia e arco.

Wotan cerca di attirare l’attenzione delle due creature, che però fuggono spaventate a grande velocità.

Le colline più grosse sono edifici di pietra a costruiti a secco, quelle più piccole probabilmente di legno. Le uniche iscrizioni rinvenute sono solo di tipo decorativo. Per evitare problemi con la creatura appena vista si propone di allontanarsi sperando di far perdere le tracce. Nimrod viene inviato di vedetta ma la vegetazione è molto fitta.

Durante la discussione sul da farsi Wotan e Giannunzio vengono colpiti da corte frecce di legno annerito che intorpidiscono la zona colpita e...

Fine dodicesima puntata.


Diario a cura di Bastiano
Revisione di Ohmnibus
Immagine by Fred Rambaud

lunedì 10 maggio 2021

Oltre le proprie possibilità

Il naga guardiano (Master's suit ,The HUNTER - by Andrei Riabovitchev)

Giungla di Tiwia, grotte, tarda mattinata del 9° nehener pieno (17 agosto)

Prima di ispezionare il luogo sacro si valuta la situazione. Il naga imprigionato nella "barriera" sembra molto potente e forse al di là della portata degli avventurieri, per altro spossati dall'attraversamento della sacca di gas tossici. Distruggere il vincolo potrebbe essere l’unica possibilità di successo, ma per evitare che il naga si manifesti ed attacchi è necessario che ciò avvenga in un unico colpo. Diomira propone di attraversare la barriera e vedere che succede, sperando che non si tratti di un naga ostile. 

Esaminando con più attenzione la stanza si nota una stalagmite tozza e tronca, sopra alla quale è posto un un oggetto grande come un pugno che emana un tenue bagliore. Alla base numerose ciotole e brocche di cui è impossibile stabilire il contenuto. Sulla parete di sinistra rispetto all'ingresso c'è una incisione i cui dettagli sono nascosti da uno strato di polvere. Rodrigo suppone si debba fare una offerta ai piedi di quello che potrebbe essere un altare.

Si decide di tornare indietro dopo una pausa ristoratrice, per tornare più preparati, anche se c'è il timore che l'ossigeno nella sala sia limitato. Nel frattempo Diomira ed Alona studiano con attenzione il cordone che rappresenta la "barriera" alla ricerca di un punto debole. I dubbi crescono. Il vincolo è in ottime condizioni nonostante i secoli e per romperlo la custode stima che sarebbe necessario un attacco molto potente in quanto potrebbe assorbire parte del danno.

Non avendo trovato altre opzioni per tornare indietro, si è costretti a passare sul fondo della grotta, dove ci sono i gas tossici. Dopo essersi coperti la bocca con stracci e indumenti, si corre in fila indiana  verso l'altra parte, in testa Rodrigo. Diomira a metà strada incespica e viene soccorsa da Rodrigo, che è costretto a rallentare. La sacerdotessa non è molto agile, ed a causa della scarsa illuminazione e del terreno pieno di irregolarità continua ad incespicare. I gas tossici le fanno perdere le forze, nonostante questo rifiuta seccamente l'offerta di Rodrigo di prenderla in spalla. Fortunatamente riescono comunque a raggiungere l'altra parte della grotta e tirare un sospiro di sollievo. Mezz'ora dopo il gruppo è fuori dalla grotta.

Giungla di Tiwia, campo, primo pomeriggio del 9° nehener pieno (17 agosto)

Bastiano, animato da un insolito entusiasmo, descrive il loro incontro con il "moscone terricolo spazzino", quindi gli altri narrano del tempio con il potente naga.

Si decide che la priorità è ricostruire il ponte, e si valuta su come intervenire. Bastiano, che di certo non entrerà mai più là sotto, propone di tornare in futuro con una seconda spedizione, muniti di strumentazione della corporazione adatti alla respirazione; altri propongono di usare materiali naturali per ricostruire delle corde con le quali riparare il ponte. Wotan pensa di praticare un ingresso dall'alto, ma ciò richiederebbe uno scavo di circa 10 metri di roccia, senza per altro essere certi sul punto preciso in cui scavare.

Viene vagliata e poi abbandonata l'idea di interrogare le creature per avere ulteriori informazioni.  Anche se Silvy è scettica sull'idea di riparare il ponte si fa accompagnare nella grotta per esaminarne lo stato.

La corda si è spezzata a circa metà del ponte, dove l'altezza dal suolo è di circa otto metri. Yelena valuta che qualcuno di sufficientemente agile potrebbe riunire le cime con parte del cordame che hanno a disposizione, e rimetterle in tensione torcendole con un bastone. Dopo che Diomira ha tentato invano di convincere Silvy, è Wotan a farsi avanti. Il tentativo sarà però messo in atto l’indomani mattina, dopo aver recuperato il materiale necessario.

Rodrigo, spossato dagli eventi della giornata, decide di dormire tutta la notte. Bastiano farà un doppio turno, dato che non entrerà nella grotta e quindi potrà riposarsi tutta la giornata.

La notte passa apparentemente tranquilla.

Giungla di Tiwia, grotte, tarda mattinata del 9° ahoer pieno (18 agosto)

Prima di affrontare la traversata in equilibrio, Wotan si alleggerisce dello zaino, tenendo solo una corda e gli attrezzi per la riparazione, che porta a termine con successo. A parte alcune assi mancanti nel punto di giunzione il ponte è stato ripristinato. Dopo che tutti hanno attraversato ci si ritrova di fronte al dilemma: distruggere il vincolo o superare la "barriera" per vedere cosa succede.

Diomira tenta la seconda opzione, convinta sia possibile stabilire un dialogo con il naga. Per giusta misura, però, attiva un potere protettivo prima di strisciare sotto al cordone. In effetti qualcosa accade: dapprima delle onde nell'aria, simili a quelle create da un sasso gettato in uno stagno, si formano in corrispondenza della barriera, quindi lo stesso cordone inizia ad attorcigliarsi su sé stesso, crescere di dimensioni ed estrudere delle protuberanze. Nel giro di pochi istanti il naga si rivela come una creatura umanoide di circa due metri e mezzo, che con la sua mole blocca il passaggio quasi fosse stato sagomato sulle sue forme. Il guardiano emette un sommesso ronzio a bassa frequenza.

Diomira prontamente fa un balzo indietro, e dopo essersi presentata chiede perdono per aver violato il suo sonno, dichiarando le sue intenzioni pacifiche. Il ronzio aumenta di intensità ed i presenti percepiscono - non solo con l'udito - le risposte del guardiano: "Questi dèi, il cui nome non può essere pronunciato, non sono i vostri dèi".

"Essendo il popolo dell'isola sparito da tempo", fa notare Diomira, "l'unico modo di tenerli in vita è che qualcuno li veneri."

"L'estraneo devoto il cui cuore è umile può passare e fare un'offerta", replica il guardiano.

Diomira quindi entra e dopo aver riempito alcune ciotole con delle sue razioni si inginocchia per offrire una preghiera. Quindi cerca di cogliere ogni dettaglio possibile della stanza, approfittando della sua posizione: sull'"altare" si trova una sfera di bronzo. Attraverso la polvere che la copre si intravvedono delle incisioni che emettono un debole bagliore azzurro. La custode percepisce dell'energia arcana essere emessa dall'oggetto. Nella maggior parte delle ciotole le offerte sono annerite o sparite del tutto a causa del tempo, ma in altre ci sono ancora delle foglie secche; forse qualcuno le ha poste in tempi non così remoti. Il graffito nella parete di sinistra non è comprensibile a causa dello spesso strato di polvere che lo ricopre.

Anche Wotan vorrebbe offrire una preghiera, ed offre la statuetta del "cinquemani" che ha intagliato il giorno prima, ma questa non viene gradita: "Il flagello del popolo!"

Diomira si avvicina al graffito con l'intenzione di rimuovere la polvere, ma il guardiano non sembra apprezzare così la sacerdotessa esce dalla stanza. Superata la soglia, il guardiano riassume l'aspetto del cordone, lasciando la stanza nel silenzio.

Valutando il potere del guardiano oltre le proprie possibilità, il gruppo decide di tornare al campo, ma non prima di aver esplorato qualche diramazione secondaria. Uno dei primi cunicoli affrontati diventa sempre più stretto, e proprio quando stanno per tornare indietro si accorgono di qualcosa incastrato tra le rocce: è quasi irriconoscibile per le concrezioni calcaree che lo ricoprono, ma senza dubbio si tratta di uno scheletro...

Fine undicesima puntata.


Diario a cura di Bastiano
Revisione di Ohmnibus

lunedì 3 maggio 2021

Il crollo


"La paura di tutte le paure è la paura di misurarsi con la paura del giudizio."

Giungla di Tiwia, mattino del 9° nehener pieno (17 agosto)

Le parole impietose di alcuni compagni fanno crollare Bastiano. Con occhi carichi di lacrime ed il volto sfigurato da un'espressione di intensa sofferenza si rivolge a Yelena: "Ecco mia signora, i nostri compagni hanno ragione su di me, mi spiace terribilmente averti delusa, ho fallito miseramente nella mia missione, ma questa giungla è maledetta!! Ha colto prima me perché sono più... sensibile... ma coglierà tutti voi! Uno dopo l’altro moriremo tutti... come la spedizione prima di noi... non posso andare oltre questo punto e non credo esista nulla di umano o soprannaturale che possa spingermi dentro quella grotta... io-non-servo-più-a-nulla... attenderò qui il mio destino o il vostro ritorno...". Dopo queste parole si spegne in una espressione vuota, lo sguardo verso un punto indefinito oltre la sua interlocutrice.

Le parole di Yelena aiutano il povero Bastiano a trovare un po’ di conforto: "Tutti hanno difetti e abbiamo scoperto nel modo peggiore quello di Bastiano, che comunque ha dimostrato di essere un combattente formidabile. Il compito di ognuno di noi è usare i nostri punti di forza per aiutare laddove gli altri incontrano difficoltà. Nessuno sarà lasciato indietro."

Bastiano resterà al campo insieme a Silvy e Romilda. Il resto si inoltrerà nella grotta con l'idea di tornare entro la sera. Se non dovessero tornare significa che è accaduto loro qualcosa e sarebbe quindi necessario l'aiuto di quanti rimasti al campo. Bastiano non è felice all'idea, ma Alona gli dà una tisana calmante eventualmente da bere prima di entrare nelle strette oscurità della grotta. In caso di emergenze il falco Nimrod sarà inviato per chiedere aiuto.

Giungla di Tiwia, grotte, mattino del 9° nehener pieno (17 agosto)

Si decide di usare l'incisione all'ingresso come mappa. Il gruppo procede senza intoppi anche se Yelena richiede frequenti fermate per analizzare gli ambienti. Alona segna il passaggio con un carboncino. Dopo l'ottavo ed ultimo bivio il tunnel si allarga in una grotta naturale. Un rialzo composto da un'enorme roccia lavorata mantiene in pianura la via (che altrimenti declinerebbe verso il basso) per alcuni metri, ed alla sua estremità è saldamente ancorato un ponte di corda e legno che si estende nell'oscurità. Al di sotto di esso la grotta si abbassa gradualmente fino ad un'altezza di circa 6-7 metri. Sul fondo si intravedono alcuni detriti: probabilmente rocce ma da questa distanza è impossibile dirlo con precisione anche usando la potente torcia elettrica di Yelena.

Il ponte di legno è largo circa un metro e privo di corrimano. Non ha segni di marciscenze ma è decisamente molto vecchio. Wotan si offre di attraversarlo legandosi ad una corda, ma dopo un breve scambio di idee si decide di scendere nel fondo della grotta per non correre il rischio di cadere.

Giungla di Tiwia, campo, mattino del 9° nehener pieno (17 agosto)

Non essendoci molto altro da fare, Bastiano aiuta Silvy a cercare tracce di altri animali (oltre ai cinquemani), ma si trova poco altro. Durante queste ricerche percepiscono qualcosa che si muove tra i cespugli. Bastiano aggira la creatura per prenderla alle spalle. Giunto a circa cinque metri sente dei ronzii intermittenti, come emessi da un grosso insetto, quindi una creatura alta circa un metro esce dal fogliame e si gira verso Bastiano, piegando la testa di lato per studiarlo. Il corpo è tozzo e carnoso, anche se l'aspetto è quello di un enorme insetto a sei zampe. Strofina fra loro i suoi arti frontali in modo spasmodico. La cosa fa un passo propendendo un appendice verso Bastiano, e poi lancia qualcosa ai suoi piedi. Sembrerebbe la coscia di qualche piccolo animale, apparentemente essiccata. Bastiano a sua volta lancia un pezzo di cibo verso la bestia che sembra gradirlo molto. Poi segue l’esploratore dagli altri due compagni. Dopo un attimo di panico da parte di Romilda per l'aspetto ributtante della creatura, avviene altro scambio di cibo, che la creatura mette in una sorta di sacca addominale - non è chiaro se sia naturale o se indossi un qualche tipo di borsa. La bestia sembra intelligente e tenta di comunicare. Sembra che voglia essere seguita. Una trappola? Non sembra ostile... per ora.

Giungla di Tiwia, grotte, tarda mattinata del 9° nehener pieno (17 agosto)

Mentre Yelena attende sul rialzo, gli altri discendono verso il basso nella grotta. Dopo una decina di metri si accorgono che alcuni dei detriti visti poco prima sono in verità piccoli animali riversi sul fianco o sulla schiena, le carcasse ancora integre. In quel momento Rodrigo si accorge di uno strano formicolio alla punta delle dita e subito realizza di trovarsi in una sacca di gas tossico. Allerta gli altri e tutti tornano di corsa presso il rialzo, appena in tempo prima di crollare a terra a causa degli improvvisi malori.

Mentre gli altri discutono su come attraversare il ponte, Wotan trattenendo il respiro torna sul fondo per raccogliere i corpi di un paio di roditori, è allora che si accorge che sono mummificati.

Legando tra loro le tre corde a disposizione (per un totale di circa 40 metri), si tenta la traversata. Wotan si offre come volontario, e Rodrigo gli mette in mano un capo della corda prima che potesse completare la frase.

Il ponte scricchiola sinistramente e si piega sotto il peso del westan, ma regge senza torcersi troppo e dopo qualche minuto arriva a circa 10 metri dall’altro lato del ponte quando la corda finisce... Così il resto della traversata avviene senza "sistema di sicurezza". Tutto sembra procedere per il meglio ma quando è il turno di Rodrigo, ultimo ad attraversare, una delle due funi di sostegno si spezza ed il combattente fa appena in tempo ad aggrapparsi con le mani all'altra, restando appeso. Nimrod viene inviato in direzione di Rodrigo per portargli un capo della corda, ma il guerriero è troppo impegnato a trattenersi e non riesce a prenderla. Aggrappato alla fune con tutta la sua forza comincia a sentire il solito formicolio alle dita ed allarmato getta alle ortiche la sua dignità e chiama aiuto a pieni polmoni...

Giungla di Tiwia, campo, metà mattino del 9° nehener pieno (17 agosto)

Silvy riesce a capire che l’animale ha terrore dell’acqua o di quello che nasconde (i cinquemani o forse anche altro). La creatura li invita a seguirli e li conduce verso sud ovest fino ad una radura con - a giudicare dal rumore - un vicino ruscello. Un altra creatura simile ma più piccola si sta lavando gli arti anteriori nel ruscello. Questa, quando vede gli umani, fugge velocemente verso una sorta di capanna di rami e foglie con un ingresso nascosto. La creatura vorrebbe invitare all’interno Bastiano e Silvy. Il primo punta i piedi ("non ci entro in quel buco!") mentre la older, infischiandosene degli avvertimenti di Romilda, cede alla curiosità ed entra, non prima di essersi assicurata ad una corda ed averne dato un capo a Bastiano.

Dentro al nido ci sono in tutto quattro creature due delle quali di taglia inferiore. E' impossibile per Silvy stabilire quale delle due più grandi è quella che li ha condotti lì, ma una di loro rovista in un mucchio di foglie e ne estrae una specie di ovulo fatto di argilla cruda grande come un melone. Dopo averne rotta un'estremità la porge alla ragazza. Dentro c'è un liquido denso e biancastro, che dall'odore è un qualche tipo di tubero fermentato. Il sapore non è male. Silvy a sua volta offre alcune erbe trovate i giorni prima nei pressi di Torana. La creatura seleziona accuratamente alcune tra le erbe e radici e le ripone nello stesso mucchio di foglie dove ha preso l'ovulo, mentre le altre le getta via in modo piuttosto plateale. Silvy è intenzionata a scoprire da quale pianta e soprattutto con quale procedimento viene prodotto il liquido biancastro con l'idea di arricchirsi vendendolo. Tenta quindi di comunicare con le creature, purtroppo con scarso successo. Salutate le creature i tre tornano al campo ripercorrendo i propri passi. Sicuri di avere fatto un’altra scoperta sensazionale, si ripropongono di portare in quel luogo Wotan per approfondire la conoscenza con la specie senziente.

Giungla di Tiwia, grotte, tarda mattinata del 9° nehener pieno (17 agosto)

Rodrigo a forza di braccia comincia a spostarsi lungo la corda, sforzandosi al contempo di resistere alle esalazioni. Il resto del gruppo è a circa 30 metri e lo stanno incitando a fare del suo meglio, impotenti di fronte a quello spettacolo. A causa dello sforzo aspira ampie boccate di veleno, ed oltre alle forze inizia a mancargli anche la vista. Giunto a metà strada è sul punto di abbandonare quando sente il consiglio di Yelena "Lasciati andare dalla fune e prosegui a piedi! Lì sei a solo tre metri di altezza, poi potrai correre fin qui!" Tutto va secondo i piani e nell'ultimo tratto è aiutato da Wotan. Quando arriva stramazza al suolo. "E' in aritmia", spiega Yelena, "fatemi un po' di spazio...", e così dicendo lo rianima con una scarica elettrica scaturitale dalle mani. Diomira lo cura ulteriormente utilizzando il suo pratico kit di primo soccorso.

Il corridoio prosegue per tre metri e si apre in una stanza quadrata che non sembra avere altre uscite. Nel centro si trova una specie di stalagmite. All'ingresso c’è una corda di fattura insolita che Diomira riconosce molto bene: si tratta di una barriera sacra. Probabilmente è un vincolo che contiene un naga, ed anche molto potente... La barriera potrebbe essere stata messa lì per non far passare i naga, o forse al tentativo di passaggio potrebbe innescarsi qualcosa. Sulla parete nord sembra esserci un graffito, ma da dov'è il gruppo non è possibile capirne i dettagli. Il falco-naga, telepaticamente in comunicazione con Diomira, non sente di essere respinto dalla barriera, ma vorrebbe non doverla oltrepassare. Ad un comando della sacerdotessa, Nimrod si "scompone" in spirali di denso fumo bianco e viene riassorbito dal bastone della custode. Bruciando il vincolo con il naga all’interno lo si distruggerebbe, ma è più probabile che riesca a liberarsi. Sarebbe stato utile avere tutta la potenza del gruppo nella sua interezza...

Fine decima puntata.


Diario a cura di Bastiano
Revisione di Ohmnibus
Immagine by autore sconosciuto

lunedì 26 aprile 2021

[RdL] Di bivio in bivio

"24h Speed Environment" by Robert Berg
Quando sei ad un bivio, prendi la strada più difficile: è una sfida e ti tiene all'erta.

- Rodrigo, Isola sperduta di Tiwia anno 88 dalla rivelazione di Dolgas.

Giungla di Tiwia, 9° sener pieno (16 agosto)

Wotan intaglia una copia del bassorilievo per mostrarlo agli altri e nota che la galleria sembra molto lunga. Si fanno le prime ipotesi sul significato delle incisioni, che sembrano molto antiche.

Il primo metro della grotta è coperto dal muschio, oltre quel punto si trova l’incisione. Giannunzio prova a rimuovere parte del muschio, ma si accorge che la parete sottostante è resa friabile dalle infiltrazioni e si sbriciola, per cui evita di proseguire nei suoi intenti per evitare di distruggere eventuali reperti.

Il gruppo decide di entrare nella grotta, ma mentre attraversa il sentiero affiorante Alona cade in acqua e viene afferrata da uno dei cinquemani. Riesce a liberarsi per un soffio grazie all'aiuto di Diomira.

Yelena resta affascinata dal graffito: si tratta di una scoperta molto importante sul popolo che abitava quei luoghi. Ci si chiede se le immagini raffigurino uomini normali o divinità. Forse è un messaggio per chi esce dalla grotta. Bastiano non ne vuole sapere di entrare e rimane con Romilda a presidiare il campo mentre gli altri si inoltrano nella cavità.

L’ambiente è molto angusto e le torce ricacciano indietro l'oscurità a fatica. Ci sono evidenti segni di scalpellatura per allargare il passaggio laddove - probabilmente - si restringeva. Dopo una decina di metri si incontra un bivio. Non ci sono segni evidenti di passaggio, ma Diomira riesce a stabilire che l’imboccatura di destra è stata usata molto più frequentemente dell'altra. Forse il graffito indica la via nella grotta. Visto che manca il tempo per un viaggio più lungo, Rodrigo propone di andare nel corridoio sbagliato perché probabilmente è più corto, ma come qualcuno suggerisce sale il rischio di finire in una trappola. Dopo circa 50 metri nella galleria di sinistra si raggiunge un altro bivio molto meno battuto a differenza del precedente. Si decide di tornare al primo bivio e proseguire per un po' nella direzione giusta. Seguendo un'intuizione di Wotan si prosegue usando il graffito come mappa. Alona segna il percorso con un carboncino. Giunti al terzo bivio ci si rende conto che è passato troppo tempo quindi si decide di tornare indietro per riprendere l'indomani.

Tornati al campo si tenta di arrostire un cinquemani per risparmiare qualche razione e si studiano i graffiti che non sembrano essere nulla di religioso.

La carne è veramente pessima, ma Bastiano la ingurgita apatico pensando alla sua vita insensata. E’ una brutta giornata per lui, talmente brutta da essere andato in bianco con la selvatica nel suo secondo incontro mentre gli altri esploravano la fenditura.

Giungla di Tiwia, alba del 9° nehener pieno (17 agosto)

Poco prima dell’alba, durante il turno di guardia di Rodrigo e Bastiano, si sentono dei fruscii ai margini del campo. Delle scimmie si avvicinano e si fanno molto audaci disturbando il sonno del gruppo. Alcune vengono scacciate da Bastiano che agita nervosamente la sua spada. Wotan tenta di calmare le altre senza troppo successo. Rodrigo lancia loro i resti del pasto della sera prima, ma anche questo serve a poco. Bastiano si innervosisce e con un colpo di piatto con la spada ne scaglia una dall'altro capo del campo. Diomira riesce infine a calmare le restanti scimmie e la notte prosegue senza altre sorprese.

Al mattino muniti di torce elettriche fornite da Yelena si parte per l’esplorazione della grotta, ma appena entrati Bastiano ha una terribile crisi claustrofobica. In presa all'isterismo lotta con Rodrigo nel tentativo di guadagnare l'uscita, ma non è in sé ed invece di muoversi verso l'uscita si addentra nella grotta brancolando nel buio. Rodrigo e Giannunzio impiegheranno una mezz'ora abbondante per sopraffarlo e trascinarlo fuori. A seguito di questo incidente Silvy e Romilda decidono di rimanere al campo con Bastiano mentre gli altri, spronati dall'entusiasmo di Yelena, si immergono nelle profondità della terra.

Fine nona puntata.


Diario a cura di Bastiano
Revisione di Ohmnibus
Immagine by Robert Berg

lunedì 12 aprile 2021

[RdL] Non disturbare il cinquemani che dorme

Cinquemani (Ahuizotl by Scott Purdy)

Giungla nei pressi di Torana, alba del 9° tahner pieno (15 agosto)

Gli ultimi turni di guardia della prima notte all’aperto trascorrono senza altre sorprese.

Diomira è sicura che non si tratti di uno spirito, ma percepisce delle energie arcane all’opera. "Non devi viverlo come una maledizione: è un dono degli dèi che devi imparare come controllare", dice a Romilda, che invece non vede come possa essere considerato un dono. Alona, Giannunzio e Diomira hanno ognuno un dono che hanno imparato a controllare, forse viaggiando insieme e compiendo esercizi di concentrazione potrebbe imparare anche lei.

Visto il pericolo che rappresenta anche solo la presenza della donna, il gruppo discute se è opportuno o meno che si unisca. Giannunzio è favorevole, anzi utilizza un medaglione in suo possesso che gli permette di apprendere alcuni dettagli su Romilda, come il nome completo (Romilda Germanu), l'età (31 anni) ed il luogo di origine (Iballon), oltre al momento esatto in cui i poteri si sono manifestati la prima volta, ossia quando la donna ha raggiunto lo sviluppo. Diomira stabilisce che il momento combaci con la seconda creazione, avvenuta circa 18 anni prima.

Nonostante i dubbi di Rodrigo e la reticenza di Alona, la "selvatica" viene accolta nel gruppo.

Il viaggio riprende, ma dopo nemmeno un'ora la giungla fitta si oppone all'avanzamento del gruppo, costretto ad aprirsi la via a colpi di machete con faticosa lentezza.

Giannunzio e Silvy si dimostrano particolarmente abili nell'individuare la via migliore, mentre Alona e Romilda sfruttano le numerose pause per reperire qualcosa di commestibile. A metà giornata il gruppo vede in lontananza una zona collinosa, e subito prima una sorta di vallata coperta da un manto rosso. Col cannocchiale Rodrigo si accorge che si tratta di papaveri forse da oppio. Mentre il gruppo scende verso il campo fiorito, il terreno manca improvvisamente sotto ai piedi di Silvy, Rodrigo e Bastiano. Quest'ultimo fa appena in tempo a buttarsi all'indietro per evitare la caduta, mentre gli altri due precipitano nel vuoto e dopo un volo di circa 6 metri cadono rovinosamente in acque molto basse.  Sembra una dolina carsica, un buco circolare di diametro di sei metri di origine naturale. Il falco Nimrod, obbediente alle istruzioni di Diomira, trasporta una torcia ai due avvolti nel buio, mentre Bastiano lega una corda ad un albero e la getta giù. Con la luce si vede una cupola formata dal crollo di un soffitto piatto. I detriti hanno ostruito parzialmente il letto di un fiume sotterraneo, che ora filtra tra i ciottoli. L’acqua è dolce e molto fredda.

Dopo che i due sventurati sono risaliti in superficie, ci si avvicina con circospezione ai papaveri e si raccolgono dei campioni. Per Wotan è una specie di papavero di cui non ha mai sentito parlare. Sembra una varietà particolarmente carica di latte. Bastiano, che ha un passato da agricoltore, ne raccoglie un sacco intero con l'intenzione di poterli coltivare.

Non succede altro fino a sera e ci si accampa in una zona collinosa. La sera il gruppo è visitato da alcune scimmie molto curiose. Silvy schiaccia un papavero e lo mescola a un tozzo di pane prima di darlo ad una delle scimmie. La cavia dopo una ventina di minuti inizia a barcollare per poi diventare catatonica. Diomira cerca di instaurare un rapporto con gli animali curiosi, ma riesce solo a farsi rubare il pasto.

Durante la notte non succede nulla, salvo per la presenza fastidiosa delle scimmie.

Giungla di Tiwia, 9° sener pieno (16 agosto)

Bastiano si sveglia più triste del solito e, per tenerlo lontano dai compiti più difficili, viene relegato alla protezione di Yelena.

Lungo il viaggio Rodrigo, calciando distrattamente dei sassi, si accorge che uno di essi ha una forma strana. Si tratta di una punta di freccia. Chiama Yelena, che per il tono stranamente emozionato del burbero combattente accorre immediatamente, ed a sua volta emozionata stabilisce che si tratta di un oggetto lavorato. L'isola è stata abitata - o lo è tutt'ora. Cercando altre punte di freccia si rinvengono delle grosse rocce lisce giustapposte a formare una pavimentazione, probabilmente una strada. Si organizza quindi il campo in una radura vicina per effettuare ulteriori rilevamenti nell'area.

Bastiano, che non ha voglia di scavare, perlustra svogliatamente l’area, ma la sua giornata non è buona. Seguendo le strane tracce di quello che sembra un animale a 4 mani si allontana dal gruppo, quando in vista di un acquitrino emerge una stranissima creatura simile ad un grosso opossum ringhiante della stazza di un alano... Due creature simili alle sue spalle gli impediscono la fuga. La creatura dalla lunga coda esce dall’acqua per avvicinarsi, mentre le altre due attaccano fulminee il povero Bastiano. Sono velocissime e tentano di avvicinarsi alla vittima e forse colpire con qualcosa che hanno sulla coda. Gli improperi urlati da Bastiano allarmano i compagni che corrono in suo aiuto. Nel frattempo l'ex-guardia cittadina abbatte una creatura con un colpo di spada ed evita gli attacchi degli altri. Quando gli altri raggiungono Bastiano, altre cinque creature escono dalla boscaglia.

La lunga coda delle creature termina con una robusta mano, con la quale una delle creatura afferra Wotan e lo trascina velocemente in acqua. Il westan si libera vibrando colpi alla creatura col suo machete e riemerge dall'acquitrino. Silvy, accorsa in aiuto di Wotan viene strattonata in acqua a sua volta, ma invertendo i ruoli lo stesso Wotan la aiuta a liberarsi. Diomira, ultima arrivata sul campo, attiva preventivamente un arcano difensivo. In breve tempo il frenetico scontro termina con la fuga delle ultime tre creature. Bastiano, per avere un trofeo, recide la coda ad una delle carcasse, mentre gli altri decidono di portare al campo la carcassa più integra per mostrarla a Yelena.

Mentre Wotan osserva l’acquitrino alla ricerca di altri eventuali creature nota delle rocce affioranti che lo attraversano. Si rivelano essere una strada, probabilmente il proseguo di quella trovata prima. L'acquitrino termina alla base di una parete rocciosa. Le rocce affioranti lo attraversano, e dove incontrano la parete c'è una spaccatura verticale abbastanza grande per far passare due uomini affiancati. Mentre Bastiano sottolinea che non entrerà mai in un posto del genere, Wotan e Rodrigo si avventurano per qualche metro per ispezionarla. Risultano evidenti alcune tracce di scavo praticate - probabilmente - per rendere più agevole il passaggio. Dopo pochi metri, dove il muschio lascia lo spazio alla pietra sottostante, un graffito sul muro... due figure umane stilizzate rivolte l’una verso l’altra e una linea (una strada, una liana con foglie o un fiume con pesci) che le collega.

Fine ottava puntata.

Diario a cura di Bastiano
Revisione di Ohmnibus
Immagine (c) Paizo by Scott Purdy