Il prezzo della legna
Cinquecento drog della cassa comune vengono destinati alla costruzione di burattini per lo spettacolo all’orfanotrofio.
Mentre si discute della logistica per il giorno successivo, all’Accademia dell’Ancora scoppia una discussione tra un fornitore di legna, che pretende un prezzo esorbitante, e l’oste, che cerca di ottenere uno sconto. Belletto si intromette nella conversazione, ma Ariagan Noshir lo riconosce e lo caccia fuori dal locale, proprio mentre il boscaiolo sta andando via.
All’esterno, Belletto prosegue la conversazione con il fornitore. Il recente blocco del porto, dovuto a problemi con le organizzazioni che si occupano della sicurezza — il Sodalizio dei Leali Vigilanti e la Mercantile Grigia — ha fatto lievitare i prezzi. Flavio Angusto è l’unico fornitore di legna della città e, per procurarsi il materiale, si spinge fino al limitare della Collina delle Ossa, in una zona abbastanza pericolosa dove nessuno controlla se abbatta alberi senza permesso.
Nel frattempo, all’interno del locale, Ariagan mostra un curioso frammento di alveare di vespe comprato insieme alla legna. Al suo interno sono state costruite piccole strutture dalle forme architettoniche ben definite. Autolycus, grazie alle sue capacità psicoscientifiche, stabilisce che sono state costruite dalle vespe stesse.
Qualcosa o qualcuno sta operando sulla Collina delle Ossa, dando origine a simili stranezze.
Un agguato nel vicolo
Rimasto solo, Belletto sente alcune mani afferrarlo nel tentativo di trascinarlo in un vicolo. Con una rapida contorsione riesce a divincolarsi, balza in avanti e si volta per affrontare gli aggressori. Vedendosi però in inferiorità numerica, preferisce fuggire, tallonato da tre uomini incappucciati. Dopo poco, non riuscendo a raggiungerlo prima che arrivi sulla strada principale, i tre rinunciano all’inseguimento e si dileguano.
Quando il gruppo si ricompone, si decide di non lasciare più nessuno da solo. Tutti accompagnano quindi Rollone a far visita al suo adepto, Yakra Forwerth.
Yakra si sta riprendendo e riesce a ricordare qualcosa in più della notte precedente. A quanto pare, il dottor Hsephat lo ha indotto con l’inganno a firmare una liberatoria al posto della ricevuta di consegna, per poi sottoporlo a degli esperimenti.
Dato che la mattina seguente Belletto dovrà incontrare proprio Hsephat, si decide di rinunciare alla visita notturna alla corporazione in cerca di informazioni e di tornare al dormitorio.
A Yakra viene affidato il compito di cercare una vecchia opera di Rollone da riadattare per gli orfani e di aiutare Azlyn a cucire i burattini.
Durante il viaggio di ritorno, Belletto ha la sensazione di essere seguito. Con uno sguardo d’intesa, JJ svanisce nell’ombra per intercettare un eventuale aggressore. Belletto cerca di attirare l’attenzione di Rollone spintonandolo, ma questi pensa che si tratti soltanto della sua immaginazione.
Rimanendo indietro e procedendo in silenzio, JJ si accorge che tre energumeni stanno pedinando il gruppo. Uno di loro ha uno scudo tatuato sul braccio: il simbolo del Sodalizio dei Leali Vigilanti!
Quando il gruppo è ormai lontano, JJ salta fuori platealmente dall’oscurità alle spalle degli inseguitori, salutandoli con un rumoroso «Bonne soirée!».
I tre tentano di fuggire in direzioni diverse. JJ, con un’acrobazia, si porta davanti a uno di loro e gli assesta una violenta piattonata con lo stocco, cercando di stordirlo. Il colpo, però, incontra qualcosa di duro: forse un’armatura nascosta sotto il cappuccio e il mantello.
L’uomo reagisce tentando di colpirlo con un pugno, stringendo qualcosa nella mano. JJ schiva il colpo, ma così facendo gli lascia campo libero per la fuga.
Nel frattempo sopraggiungono Belletto e Rollone, mentre Autolycus riduce rapidamente la distanza. Protendendo il braccio verso il fuggitivo, gli intima di fermarsi. Un compartimento mai visto prima si apre sul lato dell’arto e da esso viene lanciata una rete legata a una corda. La rete manca il bersaglio, ma esplode, facendo sbattere l’uomo contro il muro.
JJ lo colpisce nuovamente con violenza, mandandolo a faccia in giù.
A quel punto, dall’alto, qualcosa avvolge il corpo dell’uomo svenuto e comincia a trascinarlo verso il tetto. Un quarto aggressore, appostato lassù, ha lanciato una corda per recuperare il compagno.
Rollone estrae il pugnale Leggiadra di Duskaal, donatogli dai Corvi, e con un tiro miracoloso riesce a tagliare la corda e colpire. Il corpo ricade a terra, mentre il quarto aggressore si dà alla fuga. Autolycus, che raggiunge il tetto grazie ai razzi che fuoriescono dalle gambe, conferma che lassù non è rimasto nessuno.
L’interrogatorio
Il gran trambusto comincia ad attirare l’attenzione dei passanti. Il gruppo trascina quindi l’uomo svenuto in un vicolo e lo disarma, mentre Rollone rimane di guardia.
Le armi sembrano essere rivestite di una sostanza velenosa che provoca nausea in chi le maneggia senza le dovute precauzioni.
L’uomo viene trascinato come fosse un ubriaco fino al Palco 51. Qui, legato a una sedia, viene sottoposto a un interrogatorio. Rollone riesce a intimidirlo con maestria, anche se alla fine si lascia prendere la mano e ricorre a torture psicologiche gratuite.
Il prigioniero è un brone, ma ha la pelle squamosa come quella di un coccodrillo. A giudicare dal suo equipaggiamento, è chiaramente un assassino professionista. Le tecniche di combattimento utilizzate dagli aggressori ricordano proprio quelle degli uomini che avevano assaltato la barca di Aliberto Divini.
L’uomo rivela che il Sodalizio dei Leali Vigilanti è stato ingaggiato per eliminare «tutto» il Palco 51. Non vuole però aggiungere altro: parlare significherebbe condannarsi a morte.
A quanto dice, una volta accettato un incarico, i Leali Vigilanti non si fermano. Non resta che sperare che l’impresaria Alissa Redwine riesca a intercedere e a convincerli a trattare.
Dopo averlo spogliato dei suoi averi e degli stivali, il gruppo decide di rilasciarlo poco dopo, temendo che gli altri aggressori possano tentare di salvarlo.
L’idea di consegnarlo alle guardie cittadine era stata scartata fin da subito, così come quella di portarlo fuori città e giustiziarlo sommariamente per mandare un messaggio agli altri: «Colpirne uno per educare gli altri».
Una notizia inquietante
La mattina presto, le guardie cittadine bussano alla porta del dormitorio. Hanno una notizia: quella stessa mattina è stato trovato morto il barone Ozan Pulat, e dato che il Palco 51 aveva appena portato a termine un incarico per lui...
Fine trentunesima puntata.






