lunedì 21 novembre 2022

Marcia forzata

The little monkey by Junling Wang

Giungla di Tiwia, pomeriggio del 13° sener pieno (13 settembre)

La marcia nella giungla prosegue fino a sera, senza tracce evidenti di passaggio di cavalcalupi (ma forse di qualche altra creatura).

Mentre si allestisce il campo Wotan e Silvy vanno in cerca di erbe. Il westan le consegna il mortaio che lei gli ha chiesto giorni prima. La avverte però che l'oggetto non potrà essere mai usato per schiacciare animali o insetti, pena le ire della sua dea. Silvy parla anche della sua ricerca delle erbe che dovrebbero rendere giganti, e Wotan si offre di parlare con il maiale gigante di Torana per chiedergli una descrizione dell’erba che lo ha ingrandito. Tuttavia il fatto è avvenuto troppo tempo fa e Silvy dubita che l'animale possa ricordarsi qualcosa.

Preparato il campo, Yelena prende da parte Bastiano e lo redarguisce per il suo comportamento spericolato sul ponte: lasciando la cima e correndo verso i cavalcalupi si è messo messo in serio pericolo senza una ragione valida. Lui sembra molto dispiaciuto e la notte dorme così male da svegliarsi peggio del solito.

Giungla di Tiwia, pomeriggio del 13° nehener pieno (14 settembre)

La notte è passata senza troppi problemi e la compagnia si è rimessa in cammino in direzione sud-est. Nel pomeriggio si iniziano a sentire, provenire da una grade distanza, suoni di corna da nord-ovest. La compagnia si sente braccata.

Rodrigo trova un luogo ben difendibile, adatto a montare il campo, e insieme a Carenna si occupa di preparare delle trappole lungo il perimetro.

Bastiano, Silvy ed Aileen si imbattono in una radura di fiori odorosi che si rivelano essere cipolle. Nella radura ci sono anche patate, ed i tre riescono a raccogliere abbastanza viveri per almeno quattro giorni.

Bastiano vorrebbe farcire dei bocconi di carne di oppio (che secondo lui dovrebbe avere proprietà soporifere) per abbandonarli nei pressi del campo in modo da mettere fuori qualche cavalcatura. Ma la sua battuta di caccia non è fortunata: trova solo una rana, e quando si incaponisce di volerla usare comunque come boccone avvelenato completa il disastro imbrattandosi le mani con i resti del povero anfibio.

Su suggerimento di Yelena si cerca di capire quale offerta potrebbe essere fatta ai cavalcalupi per poter aprire un dialogo. Secondo Bastiano restituire la scheggia azzurra che hanno trovato dopo il primo incontro con i cavalcalupi potrebbe essere la soluzione ideale, ma Diomira ha già preso in considerazione l'idea, scartandola: non ha alcuna intenzione di restituire l’oggetto. Sempre Diomira suggerisce che potrebbero preparare del pesce frollato nella torba, o costruire talismani simili a quello trovato sulla scogliera di Torana.

Diomira insiste per fare il turno di guardia con Aileen, e con l'intenzione di fare una chiacchierata finisce per farle un interrogatorio: da quanto sa controllare le ombre? Come fa? Con quali scopi le usa? Quali sono i suoi principi etici e morali? Aileen resta sulla difensiva, facendo notare sempre più esplicitamente a Diomira che non sono affari che la riguardano e che dovrebbe pensare a sé stessa. Diomira è convinta che nelle risposte di Aileen si nasconda una natura utilitaristica, e la etichetta come tale.

Nonostante le distrazioni la notte passa senza sorprese.

Giungla di Tiwia, tarda mattinata del 13° tehner pieno (16 settembre)

Le due giornate precedenti sono state piuttosto simili tra loro. Il suono di corni in lontananza, il senso di essere braccati, i febbrili preparativi di Rodrigo e Carenna per mettere al sicuro il campo. Verso sera Aileen ha scorto un piccolo fiume a circa 10 km a sud, ed il giorno dopo si mettono in cammino verso quel punto - che corrisponde a quello indicato dalle pietre.

Il gruppo è più che mai sul chi vive. I cavalcalupi potrebbero piombare loro addosso da un momento all'altro, ma i movimenti che intravvedono nella giungla si rivelano essere solo scimmie. In effetti in questa zona sembrano essere molto più numerose che altrove, sebbene restino sempre alla larga dalla compagnia.

Infine giungono al fiume. La sua larghezza varia dai sei ai quindici metri, e scorre in fondo ad una scarpata di circa 12 metri. Nella parte dove la distanza tra i bordi della scarpata è maggiore è stato costruito un ponte di legno composto da tre sezioni poggianti su due rocce che fanno da pilastro naturale. Il ponte conduce ad uno spiazzo creato sul fianco della collina. In questo spiazzo è ben visibile un enorme portone fiancheggiato da quattro colonne istoriate con scimmie.

Intanto dalla giungla continuano ad arrivare i suoni dei corni, che sembrano essere almeno quattro. Ora che le distanze si stanno accorciando potrebbe essere una buona idea inviare qualcuno a spiarli, secondo Bastiano...

Fine quarantatreesima puntata.



Diario a cura di Bastiano
Revisione a cura di Ohmnibus
Immagine by Junling Wang

lunedì 14 novembre 2022

Le tre chiavi

Jungle Bridge by Connor Rigby

Tempio del guado, pomeriggio del 13° ahner pieno (11 settembre)

Giannunzio si mette subito al lavoro ispezionando i grossi blocchi raffiguranti un volto. Nota che negli occhi deve esserci un qualche meccanismo, mentre sopra ad ognuno c'è un incavo grande come un pugno, di forme differenti: rotondo, quadrato e triangolare.

Il disco sulla parete di destra ha delle incisioni ricorrenti, rappresentanti delle iscrizioni. Diomira esclude possano essere riferite ad una qualche divinità da lei conosciuta, e guardando bene nota che la ciclicità dei simboli è solo apparente: ogni ciclo contiene delle differenze sottili ma certamente intenzionali dal precedente.

Aileen scopre che sotto il pelo dell'acqua ci sono dei buchi di venti centimetri di diametro, due in direzione dell’edificio e altri due in direzione dell’esterno, questi ultimi sono otturati.

Bastiano, affascinato dalle figure geometriche della facciata, si allontana per avere una visione di insieme e riconosce un volto stilizzato in cui la porta rappresenta la bocca.

Wotan nel frattempo esamina nel dettaglio la porta e nota alcune piccole rocce trasparenti che con tutta probabilità rappresentano un meccanismo ad attivazione ottica per l'apertura. Inoltre si rende conto che non può essere un caso che questi sensori siano all’altezza degli occhi delle statue. Non capacitandosi di come ciò possa accadere, Wotan cerca inutilmente di ruotare e spostare i blocchi con i volti, finché Rodrigo non controlla accuratamente e conferma che i blocchi sono costruiti sul terreno, privi di rotaie o altri meccanismi per muoverli.

Si procede alla pulizia dell’area: dalle pareti vengono rimosse le radici, i canali di scolo vengono disostruiti e l'acqua viene fatta defluire. Le iscrizioni sulla ruota secondo Wotan rappresentano un calendario. Il deflusso dell'acquitrino mette in luce una grande quantità di detriti e fanghiglia tra i quali Rodrigo e Carenna rinvengono un antico scheletro umano in pessime condizioni.

Giannunzio ha una illuminazione e si chiede se l'oggetto sferico preso al Tempio del Naga sia delle stesse dimensioni di uno degli incavi sopra le grosse facce. Non solo Yelena pensa di sì, ma confessa che tale oggetto non è rimasto alla Corporazione come concordato, bensì è nascosto nel suo zaino su consiglio dell'ing. Bo Frontogru. Avvicinandosi all'incavo l'oggetto inizia a ronzare rumorosamente, e giunto a pochi centimetri le sfugge dalle mani per posizionarsi in una delle scanalature. Gli occhi della faccia si aprono emettendo una debole luce azzurra.

Risulta chiaro a tutti la necessità di altre due “chiavi”, probabilmente ubicate nei punti indicati dalla chiave stessa, tanto più che il tempio del guado ne risulta al centro. Cosa nasconderà di così importante questo tempio se per accedervi sono necessarie chiavi così distanti tra loro? Delle armi? La tomba degli eroi? O forse, come suggerisce Silvy, è la prigione di un'enorme creatura?

Si decide di mandare in ricognizione Nimrod, il fidato falco di Diomira. L'edificio si estende per alcune decine di metri e poi poggia in uno sperone roccioso che si alza di una decina rispetto alla costruzione. Il tetto è completamente invaso da alberi e vegetazione, tanto da renderlo indistinguibile dalla giungla circostante.

Bastiano decide di scalare la parete ed ispezionare accuratamente la parte superiore nella speranza che le radici abbiano aperto un varco. Lo accompagnano in questa ricerca Diomira, che lo raggiunge con un balzo innaturalmente alto, ed Aileen che sale aiutata da inquietanti tentacoli neri che le spuntano dalle spalle. Gli altri oramai sono abituati a tutto e non si stupiscono più di tanto.

L'ispezione si rivela infruttuosa, ma prima di scendere Aileen si accorge che anche nel centro del cortile, sebbene ancora nascosto dai detriti, si cela un volto stilizzato di cui le statue rappresentano gli zigomi ed il mento.

Una volta tornati di sotto, Bastiano effettua ulteriori ricerche nel punto di incontro degli sguardi delle statue. Sotto la melma percepisce delle scanalature nel terreno, ma non capisce se si tratta di incisioni o semplicemente la traccia tra due blocchi vicini. L'idea di ripulire il cortile viene subito accantonata a causa del tempo che una tale operazione richiederebbe.

Nel frattempo la fanghiglia ha iniziato ad asciugarsi emettendo un odore molto intenso, misto tra palude, torba e decomposizione.

Rodrigo propone di abbattere il portone a picconate. Diomira lo esamina e con tono grave ed oltremodo serioso dichiara "strane forze sono all'opera in questo luogo", tanto basta a Rodrigo per desistere dai suoi intenti.

Giunta la sera, si decide di preparare l'accampamento fuori dal cortile del tempio. L'indomani si partirà per il sito a sud, nella speranza che il fiume volga in quella direzione per impiegare meno tempo.

Tempio del guado, pomeriggio del 13° sener pieno (13 settembre)

Il giorno prima la compagnia ha dovuto abbandonare il fiume perché deviava ad ovest, e dopo un'altra giornata di cammino la strada viene sbarrata da un altro fiume, che scorre verso est in fondo ad un canyon di circa 20 metri.

Mentre si discute se cercare un passaggio a monte o a valle, Wotan vede a poca distanza un ponte di legno e corde parzialmente inglobato nella vegetazione. Sembra molto vecchio ed in disuso, ma anche abbastanza robusto da permettere il passaggio. Bastiano, assicurato ad una corda, decide di andare per primo, ma quando si trova a metà strada quattro cavalcalupi sbucano dall’altro capo del ponte e lo bersagliano di frecce avvelenate. Mentre i suoi compagni rispondono all'attacco, lui accecato dall'ira si libera dalla corda e si scaglia sui nemici con l'intento di catturarne uno - ed uno solo. Ha troppe domande sull'occhio e deve avere risposte a tutti i costi.

Appena giunto in corpo a corpo, però, scorge una strana figura metà umanoide e metà bestia delle dimensioni di un cavalcalupo. La figura batte a terra il suo bastone sibilando parole incomprensibili, e la zona rocciosa dove è ancorato il ponte si stacca dalla parete, precipitando. Bastiano con un colpo di reni evita l'ultima salva di frecce e si lancia in salvo; non altrettanto fortunati sono i cavalcalupi, che precipitano nel vuoto.

Bastiano cerca di raggiungere la strana creatura, ma questa è protetta dalla fitta vegetazione, e prima che lui possa metterle le mani addosso questa si dissolve come un'intreccio di radici che si ritirano nel terreno. Diomira, che era giunta in aiuto di Bastiano con uno dei suoi balzi, sarà l'unico altro testimone di questo evento oltre il combattente.

Passano alcuni minuti di silenzio interrotti dalle imprecazioni di Bastiano, che pur di raggiungerla avrebbe appiccato le fiamme alla giungla. Quando è ormai chiaro che non ci sarebbero state altre interazioni con i cavalcalupi si cerca un modo per attraversare il canyon.

Silvy si propone per scende lungo il ponte ed assicurare alcune corde all'estremità penzolante. Aileen, che può spostarsi nell'aria con l'aiuto di inquietanti tentacoli d'ombra, si occupa di trasportare a Diomira e Bastiano le cime. Infine Diomira dà sfoggio di un'impressionante energia nascosta e, trasfigurata nel volto dallo sforzo, riesce ad issare il ponte prontamente assicurato da Bastiano ad altri alberi della giungla.

Dopo poco il gruppo è dall'altra parte del canyon.

Fine quarantaduesima puntata.


Diario a cura di Bastiano
Revisione a cura di Ohmnibus
Immagine by Connor Rigby

lunedì 7 novembre 2022

Troppi galli nel pollaio

Ovidio Benson ([#002] by Olga Slyusareva)

Torana, sera del 12° sener pieno (6 settembre)

Durante la preparazione della cena il gruppo discute il da farsi. Diomira con grande sforzo mentale esclude con sufficiente certezza che il simbolo dell’occhio fosse presente nei graffiti della grotta del naga, ora crollata.

Carenna porta una torta di patate per i compagni vegetariani, sperando ed ottenendo l'apprezzamento di Silvy. Poco dopo arriva anche Ovidio, per il quale Diomira ha riservato un posto vicino a Carenna. Giannunzio notando che i due sono seduti vicini e forse risentito dal rifiuto della donna ottenuto quel pomeriggio, si siede sguaiatamente tra i due irrompendo nella loro conversazione. Ma non sembra essere l'unico interessato a quella conversazione: Silvy poco prima aveva avuto uno screzio con il nordan per la questione della "fiamma condivisa", che lui aveva ritenuto questione di poco conto mentre per la older rappresenta un grosso cambiamento nel suo stile di vita. Lei decide allora di ripagarlo con la sua stessa moneta concentrandosi fortemente nel tentativo di avvampare... riuscendoci. Anche Giannunzio avvampa. Tutti saltano in piedi, Giannunzio per la sorpresa, tutti gli altri per lo spavento, soprattutto Ovidio che cade sulla schiena. Diomira prende molto male la situazione, che reputa a ragione un grave rischio per i presenti e per l'edificio della Chiesa del Nuovo Ordine, completamente in legno. Seguono attimi di tensione quando Giannunzio afferma di non essere avvampato per sua volontà. Yelena si preoccupa che il potere possa sfuggire al suo controllo, ma quando Silvy confessa la situazione si tranquillizza (anche se Diomira resta piuttosto scontenta dello "spirito scherzoso" di alcuni membri della compagnia).

Yelena, scortata da Bastiano, si accomiata per prima per portare in Corporazione tutte le importanti informazioni sull’occhio, nella speranza che queste siano di aiuto alle ricerche. Diomira fa conoscenza con le dodici anime salvate dai lavori forzati e aiuta come può quelli di loro che iniziano a mostrare i primi segni di astinenza da oppio.

Giungla di Tiwia, sera del 12° nehener pieno (7 settembre)

Dopo essere partiti con le prime luci del sole, il gruppo raggiunge il campo di papaveri dove non sembra essere cambiato nulla da quando l'hanno lasciato. Si decide per seguire le tracce lasciare dai banditi durante la fuga. La direzione delle tracce però è opposta a quella stabilita per il viaggio, quindi dopo alcune centinaia di metri - dopo aver valutato la strada presa dai banditi - si ritorna sui propri passi.

Giungla di Tiwia, pomeriggio del 12° tehner pieno (9 settembre)

Dopo due giorni di cammino la compagnia giunge ai resti del serpente enorme all'interno del quale è custodita la tomba del Re Gorundo. Bastiano si accerta che nessun occhio sia comparso sui resti della gigantesca creatura, e si convince che si tratti di un culto seguito solo dai cavalcalupi (dimenticando che gli stessi simboli esistono anche nella Repubblica di Barianor).

Si attraversa quindi il lago e Wotan acconsente a soffiare nel fischietto donatogli da Rephona per invocare l'aiuto dei hroak. Dal fischietto non sembra uscire nessun suono, fatto sta che dopo pochi minuti arrivano quattro hroak, ai quali chiedono udienza con la regina.

L'udienza viene accettata e si tiene la sera. Sembra che gli hroak non conoscano il simbolo dell'occhio, né hanno visto il passaggio della cometa, ma informati dell'evento entrano subito in agitazione e dicono che non c'è altro tempo da perdere: occorre recarsi sul luogo dell'impatto prima dell'avvento del grande serpente ed emulare le gesta degli antichi eroi.

Gli hroak si offrono di scortare il gruppo lungo il fiume per farli muovere più velocemente "almeno fino alle barriere, dove l'acqua scende dal cielo". La compagnia accetta l'idea ma non l'aiuto.

L'atmosfera si gela quando Wotan racconta candidamente alla regina che la promessa di mantenere segreta l'esistenza degli hroak non è stata mantenuta. Seguono interminabili attimi di silenzio in cui - probabilmente - la regina e Yelena comunicano telepaticamente. Dopodiché la regina - sempre tramite Pepe - si dice amareggiata, ma quel che è fatto è fatto e non c'è altro tempo da perdere.

Prima di congedarsi, da una domanda di Bastiano si viene a sapere che il generale Jabka, insieme ad alcuni fedelissimi, ha preso le distanze dalla regina e non si sa di preciso cosa stia facendo.

Giungla di Tiwia, pomeriggio del 13° ahner pieno (11 settembre)

Il gruppo ha esplorato il resto del lago e si è inoltrato in uno dei due rami principali che lo alimentano. L'idea è quella di recarsi sul luogo dell'impatto della cometa e nel frattempo seguire le indicazioni delle pietre azzurre.

Così facendo giungono in una zona dove il fiume si allarga e il fondale si abbassa, l’acqua è limpida e sarebbe un buon posto per un guado.

Abbandonate le imbarcazioni in secca, dopo poco viene raggiunta la prima meta del viaggio. Si tratta di una sorta di sito archeologico: degli affioramenti di strutture costruite da creature senzienti e i resti di una strada simile a quella nei pressi della grotta del naga. Seguendola si giunge ad una struttura molto più grande che potrebbe essere un tempio. Una sorta di ingresso allagato da due palmi di acqua ricoperta di una vegetazione verde brillante che la fa sembrare un prato. L'antro è circondato da mura per tre lati e mezzo, e dalla pozza si stagliano tre blocchi alti circa due metri rappresentanti volti rivolti verso il centro. Due si guardano vicendevolmente e il terzo dai piedi di una scalinata guarda verso l’ingresso dell’area. La scalinata alle sue spalle sale verso un portone abbellito da figure geometriche che sembra però murato, e le pareti laterali sono in procinto di essere lentissimamente inglobate da radici di possenti alberi. Nella parete di destra c'è un'enorme iscrizione circolare incisa nella parete, ma i cui dettagli sono resi illeggibili dall'intrico di vegetazione che la ricopre.

Fine quarantunesima puntata.


Diario a cura di Bastiano
Revisione a cura di Ohmnibus
Immagine by Olga Slyusareva

lunedì 24 ottobre 2022

La stagione delle ansie

Gennaro Sipari ("Covieaux" - Fisherman by Max Schulz)

Torana, mattino del 12° sener pieno (6 settembre)

Giannunzio va al porto per raccogliere informazioni sull’occhio del faraglione. Secondo Giusilda è una benedizione del dio Tiretsu-Keru per l’apertura della Chiesa del Nuovo Ordine, ma secondo alcune voci si tratterebbe di un simbolo antico. Forse un tal Gennaro, pescatore tenuto in grande considerazione, ne sa qualcosa di più, ma sarà reperibile solo nel primo pomeriggio. Il nordan si informa su eventuali via-vai di imbarcazioni e viene a sapere che una strana lancia è andata al faraglione ed uno dei passeggeri si è arrampicato. I due passeggeri erano stranamente assortiti: uno molto piccolo, sembrava quasi un bambino, l'altro grande e grosso e dalla pelle blu. Giannunzio immagina che si tratti di corporativi. Nell’attesa di parlare col pescatore acquista il necessario per una cena a base di pesce in vista della partenza per il gruppo ed i lavoratori liberati.

Aileen nel mentre cerca informazioni sul tatuaggio raffigurante un'ancora. Nota un brutto ceffo uscire dalla Solitaria che porta un tatuaggio simile alla base del collo. Lo pedina non vista per il mercato, per vicoli e per magazzini, finché non giunge ad una scala che dà ad un seminterrato. Il ceffo bussa con un ritmo particolarmente cadenzato, e dopo aver risposto "Papavero" viene fatto entrare in un ambiente molto fumoso.

Tornata alla chiesa incontra Yelena che, ripensandoci, ricorda di aver visto un tatuaggio simile su almeno due dei banditi al campo di papaveri. Le due concordano nel dire che c'è qualcosa di strano nel modo in cui sono rappresentati quei tatuaggi. A far luce sulla questione sarà Arkkon: nei tatuaggi il ceppo dell'ancora è sostituito da una pipa da oppio, ed in effetti si tratta del tatuaggio con cui si fregiano gli uomini di Nico.

Bastiano, vittima di un attacco di depressione, decide di inoltrarsi da solo nel bosco per andare in un punto sopraelevato a vedere i faraglioni e il mare. Sedendosi per scrutare l’orizzonte sente il rumore di qualcosa che si rompe sotto il suo peso. Si tratta del teschio di una lucertola infilato in un laccio di cuoio adornato. E' annerito dall’uso e ad abbellirlo sono delle pietre scure levigate e debolmente traslucide oltre a delle piume ormai spelacchiate. La collana è aperta, e trovandosi proprio nel punto di affaccio sul faraglione a Bastiano non sembra caduta per caso. Tutto fa pensare ai cavalcalupi, e infatti ad una rapida ispezione rinviene numerose tracce del loro passaggio oltre ad un sacchetto di torba quasi asciutta che una volta doveva aver conservato del pesce, ora marcio, ed una conchiglia. Quest'ultimo oggetto attira l'attenzione del combattente: non solo ha delle chiare emanazioni arcane, ma su vi è inciso lo stesso occhio del faraglione.

Palazzo Torana, mattino del 12° sener pieno (6 settembre)

Le dodici anime rifugiatesi nella chiesa sono chiaramente vittime di un crimine, dato che la schiavitù è stata bandita ormai da tempo, dice la baronessa. E' loro compito aiutare la guardia cittadina ad identificare e catturare i colpevoli. Lord Pendelton è più duro a riguardo: se è vero che dovevano del denaro a questo Nico è altresì vero che erano coinvolti nei suoi illeciti, e se è vero che tutti hanno dei vizi è altresì vero che alcuni di questi sono più esecrabili di altri. Tutti loro hanno già una sistemazione a Torana, e la guardia cittadina svolge già egregiamente il suo compito, per cui non vede la necessità di dover trovare loro una sistemazione.

Dopo una lunga discussione Diomira stabilisce che la Chiesa del Nuovo Ordine si farà carico di tutte le spese necessarie per un paio di settimane ed anche più. Le spese vengono approssimativamente quantificate in 5000 drog, ma la sacerdotessa paga con il certificato di credito rilasciato dalla Corporazione dopo la prima missione di esplorazione, che ammonta a 11000 drog. La differenza rappresenta una donazione alla città di Torana, che essendo così alleggerita da alcune incombenze può dar precedenza alla pratica del lascito di Lady Shizuka a beneficio di Diomira.

Mentre viene stilato e firmato l'accordo, un annoiatossimo Wotan gironzola per la stanza e si accorge che sotto il morbido tappeto decorato da losanghe deve esserci una botola nascosta...

Torana, metà mattino del 12° sener pieno (6 settembre)

Giannunzio nell’attesa di incontrare il pescatore, non trovando Yelena va da Carenna e le offre la sua compagnia. La donna però lo respinge: è meglio non far ingelosire chi è più alto in grado, e anzi si raccomanda di non illuderla troppo. Alle insistenze di lui confessa che dovendo scegliere tra i membri del gruppo preferirebbe la compagnia di una certa sacerdotessa…

Chiesa del Nuovo Ordine, mezzogiorno del 12° sener pieno (6 settembre)

Bastiano, trafelato, informa Diomira di quanto trovato. Entrambi gli oggetti appaiono molto vecchi, non è chiaro come abbiano infuso i poteri nella conchiglia, e nella collana ci sono "residui di magia" come se fosse stata a contatto con qualcosa o qualcuno in grado di incanalare energia magica. Il simbolo le è sconosciuto. Bastiano ipotizza che sia un vecchio culto dell’isola, o forse collegato al meteorite e quindi alle leggende del passato, e propone di chiedere agli hroak. 

Porto di Torana, primo pomeriggio del 12° sener pieno (6 settembre)

Giannunzio e Bastiano vanno a cercare Gennaro, che conferma di aver già visto il simbolo nel sud del Barianor, nel paesello dimenticato dove è nato e cresciuto. Lì ci sono delle grotte ritenute pericolose dagli anziani. Da ragazzini, lui e i suoi amici ci andarono lo stesso. In ogni grotta vi era uno di quei simboli. Apprese in quel modo che gli avvertimenti degli anziani erano veri: alcuni dei suoi compagni di ammalarono e morirono di una strana malattia che "si mangiò le loro ossa".

Gennaro mette in guardia dall’arrivo delle piogge, che lui chiama "la stagione delle ansie". Il primo anno sull’isola fu terribile: dopo tre giorni di pioggia vi fu un'inondazione improvvisa che trascinò a largo cinque coloni, mai più ritrovati. Dopo quell’evento la Corporazione costruì dei canali per rimediare, ma rimane comunque un pericolo. Bastiano si chiede se i canali siano interrati o superficiali immaginando che potrebbero essere utilizzati per uscire dal paese non visti dalla banda di Nico.

Chiesa del Nuovo Ordine, primo pomeriggio del 12° sener pieno (6 settembre)

Diomira viene a sapere da Arkkon che quasi tutti vogliono restare in chiesa, o comunque non di certo essere ospiti delle prigioni di Palazzo Torana. Alcuni di loro sembrano prossimi ad una crisi di astinenza e potrebbero "causare problemi", come fuggire per tornare da Nico.

La sacerdotessa fa quindi un discorso rivolto a tutti loro esortandoli a parlare con la guardia cittadina per accusare i loro aguzzini in modo che vengano catturati ed imprigionati, ma la platea non sembra particolarmente convinta.

Aileen cerca di portare conforto a Salgan (il cerusico) che sembra essere prossimo ad una grave crisi di astinenza. Lui si vergogna della sua situazione, e le racconta di aver iniziato a fumare oppio per combattere lo stress, ed in breve si è accorto di non poterne più fare a meno. Aileen chiede se conosce una cura, ma lui nega. Però aggiunge che quest'isola riserva numerose sorprese: già in passato Casimira l’erborista gli aveva dato delle erbe dagli effetti strabilianti, e non dispera che ve ne siano altre che possano curare la sua condizione.

Dintorni di Torana, primo pomeriggio del 12° sener pieno (6 settembre)

Wotan decide di andare a verificare con i suoi occhi quello che ha visto Bastiano. Dopo aver cercato alcune erbe per un suo progetto, esamina il luogo indicatogli e si rende conto che si è compiuto qualche tipo di rituale anche se non ne conosce lo scopo. Raggiunto da Bastiano, restano appostati fino a sera nella speranza di un ritorno dei cavalcalupi. Bastiano spera di catturarli e interrogarli sull’occhio.

A Bastiano viene in mente che forse la corporazione dovrebbe essere informata dell’accaduto in modo da indirizzare le ricerche verso l’area mistica e non quella scientifica, ignorando che la differenza tra i due campi sia molto labile.

Fine quarantesima puntata.


Diario a cura di Bastiano
Revisione a cura di Ohmnibus
Immagine by Max Schulz

lunedì 17 ottobre 2022

La pioggia sta arrivando

Weng Xi (Interrogator Weng Xi by dForrest)

Torana, sera del 12° tahner pieno (5 settembre)

Aileen, una whirn che vive a Torana da circa una stagione, viene avvicinata da Weng Xi, un membro della Corporazione della sua stessa etnia. L'uomo, oltre ad avere impianti meccanici in diverse parti del corpo, ha la sconcertante capacità di non emettere alcun suono oltre a quello della sua voce. La accompagna alla Stazione Diamante - il Presidio della Corporazione delle Scienze di Torana - dove il prof. Wallenban la convincerà ad unirsi al gruppo di esplorazione per ragioni che sono note solo ai due.

Informata della decisione di Wallenban, Yelena fa le dovute introduzioni, dopo aver presentato gli altri come "un gruppo che sa fare il suo lavoro". Aileen del resto ha già sentito parlare di loro, molti in città ne parlano bene e molti male, probabilmente per l’invidia nei loro confronti in quanto partecipanti ad un'importante spedizione.

Dopo le presentazioni si arriva subito al sodo: la stagione delle piogge comincerà tra quattro settimane e durerà almeno una stagione, per cui sarebbe meglio non ritardare troppo la partenza. Tanto più che per la Corporazione è imperativo raggiungere al più presto il punto di impatto della cometa. Si decide di lasciare a Diomira un giorno per trovare una sistemazione migliore della chiesa (ma soprattutto meno costosa per Diomira) ai 12 raccoglitori liberati.

Torana, notte del 12° tahner pieno (5 settembre)

Rodrigo, Bastiano e Giannunzio escono per un giro. Li accompagna Aileen tenendosi però nascosta in disparte per fornire assistenza qualora ve ne fosse bisogno. La loro intenzione è di fare un sopralluogo al deposito della banda e mostrare che non hanno paura. In prossimità del magazzino che si trova in fondo nella parte nord del molo, notano un paio di figure in ombra appoggiate alla parete frontale del magazzino. Alla vista della lanterna fanno un paio di passi avanti, mentre i tre continuano ad avanzare in piena vista. Poi si sente un verso di animale a basso volume, che Bastiano riconosce immediatamente come un segnale, e infatti altre tre figure escono dalle ombre ed avanzano verso di loro.  Nello stesso momento altri due tizi sbucano alle loro spalle, notati da Aileen che era in disparte e non sembra essere stata vista. Gli ultimi arrivati sono gli unici abbastanza vicini ed illuminati da capire che sono armati di daga e protetti da un corpetto di cuoio. Entrambi hanno un tatuaggio simile ad un’ancora e non sembrano avere buone intenzioni.

Bastiano inizia ad essere titubante: poche ore prima ha espresso l’intenzione di far fuori Nico, ed ora ha il timore di prendersi la colpa della morte di cinque mentecatti. Giannunzio non è assetato di sangue come gli altri due e li prende sottobraccio per farli tornare indietro - resistendo ai tentativi di divincolarsi di un belligerantissimo Rodrigo. Appena girati si trovano di fronte gli altri due scagnozzi, che però si fanno da parte per lasciarli andar via non prima di averli sbeffeggiati - con gran scorno di Rodrigo.

Rodrigo, adirato per le offese, se la prende con i suoi compagni accusandoli di codardia. Bastiano tenta di calmarlo dicendo che conoscendo il numero di uomini a guardia del magazzino possono possono tornare preparati a dovere.

Chiesa del Nuovo Ordine, notte del 12° tahner pieno (5 settembre)

Diomira vede in Arkkon la persona più adatta a fare da portavoce e lo informa che andrà a Palazzo Torana per trovare loro una sistemazione più adatta, ma forse sarà necessario che testimonino contro Nico. Arkkon non sembra propenso a collaborare con "le guardie" e preferirebbe rimanere nell’anonimato, e suggerisce che con buona probabilità ciò valga anche gli altri. Si tratta dopotutto di persone che si sono messe nei guai per aver preso parte ad azioni illecite come l'uso di oppio, la prostituzione ed il gioco d'azzardo.

Palazzo Torana, mattino del 12° sener pieno (6 settembre)

Accompagnata da Wotan e Yelena, Diomira si reca di buon'ora a Palazzo Torana per conferire col capitano delle guardie. La Shurmak ribadisce di non essere libera di agire. Per quanto le riguarda offrirebbe la protezione delle guardie al tempio a tempo indeterminato, ma Pendelton si è mostrato più volte infastidito riguardo all’uso di risorse pubbliche per proteggere persone quando non se ne è dimostrato il reale bisogno, e quindi potrebbe dirottarle altrove da un momento all’altro. Inoltre qualcuno di "viscido" potrebbe obiettare che i raccoglitori oltre a non essere "brave persone" sono stati tutti messi di fronte ad una scelta (pagare i debiti o lavorare nel campo di papaveri) ed è quindi loro la responsabilità di questa scelta. Suggerisce a Diomira di evitare di diffondere questo dettaglio.

L'incontro, che comunque stava giungendo al termine, viene interrotto da Ovidio Benson: Diomira è stata convocata dalla baronessa. Diomira aveva già intenzione di parlarle, ma quando giunge al suo studio scopre che c'è anche lord Pendelton. I due le chiedono i dettagli sull’accaduto nella foresta...

Fine trentanovesima puntata.


Diario a cura di Bastiano
Revisione a cura di Ohmnibus
Immagine by dForrest

lunedì 3 ottobre 2022

Donna di legge

The silence of the fallen by Humberto Cunha

Campo di papaveri, mattino del 12° tahner pieno (5 settembre)

Nel viaggio di ritorno i 12 lavoratori esprimono il desiderio di essere protetti dalla furia di Nico e Diomira offre la protezione del Tempio del Nuovo ordine.

Si discute il da farsi e Bastiano si avvicina a Rodrigo per comunicargli sottovoce la sua intenzione di tagliare la testa di Nico prima che si vendichi.

Rando viene nuovamente interrogato e tramite il collegamento mentale di Rodrigo viene dato un volto a Nico. Uomo robusto muscoloso dal volto squadrato capelli scuri con delle trecce improbabili si trova spesso all’oppieria e a volte gira nei magazzini a nord dove ha altri interessi. Dello strano giro del banchetto del pesce non sa nulla.

Giannunzio raccoglie informazioni dalla ragazza ferita, è arrivata sull’isola con un amica che poi non si è rivelata tale, Altezza dell’emporio (chissà forse anch’essa coinvolta con la banda di Nico?). E’ finita in un giro di abuso di droga e si è ridotta così. Secondo lei per essere introdotti nell’ambiente si può provare al mercato del pesce.

Secondo Arkkon il cacciatore, la banda di Nico aveva pestato molte persone ma aveva sempre cercato di non attirare troppo l’attenzione. Ora dopo questi eventi saranno molto arrabbiati e solo gli dèi sanno fin dove si spingeranno.

Torana, tardo pomeriggio del 12° tahner pieno (5 settembre)

Arrivati in città i 12 vengono portati alla chiesa. Yelena corre a far rapporto ai suoi superiori, Carenna va in taverna per sapere le novità, mentre un improbabile gruppo costituito da Rodrigo, Giannunzio e Bastiano scorta il prigioniero dalle guardie e conferisce col capitano Shurmak.

Sembra che il capitano sia stata più volte invitata a non interferire troppo per non turbare equilibri delicati. Mentre Bastiano era sul punto di chiedere chi potesse avere l'autorità per farlo, piomba nella stanza lord Pendelton, che dopo aver chiesto il motivo di tutto quel trambusto si fa aggiornare sull'accaduto da Giannunzio. Il nordan però si attiene strettamente ai fatti legati all'aggressione, rispondendo sarcasticamente alle richieste di dettagli da parte di lord Pendelton. Il lord è parecchio infastidito dal suo atteggiamento, e dopo aver ordinato che il prigioniero fosse condotto alle prigioni in attesa di un regolare processo, se ne va troncando il dialogo.

Il capitano Shurmak, che si scopre essere a posto, ha le mani legate e fa capire che non le è chiaro se la baronessa sia coinvolta ma certamente ripone troppa fiducia in Pendelton. Purtroppo non ha alcuna prova a sostegno delle sue congetture. Offre comunque il suo appoggio al gruppo e manderà un paio di uomini a fare la guardia al tempio per proteggere i lavoratori recuperati da eventuali ripercussioni da parte della banda di Nico.

Il gruppo racconta al capitano degli strani poteri di Lucinda, e lei si dimostra molto preoccupata.

Carenna non ottiene informazioni di rilievo. Tra i tavoli si parla di poco altro che dell'occhio comparso nel faraglione.

Diomira cerca di predisporre giacigli per tutti, ma alla fine sarà necessario dormire in due per ogni coperta. Non è un problema grave dato che si è ancora nella stagione piena. Per cena ci si dovrà accontentare del pesce non proprio freschissimo, ma almeno sono ancora vivi.

Chiesa del Nuovo ordine, sera del 12° tahner pieno (5 settembre)

La sera il gruppo si riunisce alla chiesa per fare il punto della situazione. Due guardie cittadine già piantonano la zona, a conferma dell'affidabilità del capitano Shurmak. Yelena comunica che la Corporazione è infastidita non poco dalla situazione, ma non dispone dell'organico necessario ad affrontare la situazione. Sono felici della presenza delle lucertole in quanto rappresentano un deterrente allo sfruttamento non autorizzato del campo di papaveri.

Si decide di ripartire non appena Diomira avrà parlato con la guardia cittadina per sistemare il gruppo di lavoratori e garantire la loro sussistenza anche durante la sua assenza.

Bastiano esterna il suo pensiero; se non si può partire immediatamente occorre uccidere Nico prima che possa causare loro problemi. Viene immediatamente redarguito da Yelena, che con un misto di stupore e delusione spiega che non è giusto uccidere solo perché si ha il sospetto che qualcuno possa rappresentare un pericolo.

"Giustizia o vendetta?", rimugina Bastiano...

Fine trentottesima puntata.


Diario a cura di Bastiano
Revisione a cura di Ohmnibus
Immagine by Humberto Cunha

lunedì 26 settembre 2022

Il Sole di Barianor sul mare rosso

Arkkon by Eularesko

Campo di papaveri, sera del 12° ahner pieno (4 settembre)

Dopo aver attraversato la marea brulicante di lucertole - che per qualche ragione non lo stanno assalendo - Wotan individua una delle lucertole alfa. L'esemplare è decisamente più grosso, ma a colpire l'attenzione del westan cornigero sono le striature luminose che ricordano per tonalità ed intensità le lucciole. Wotan implora lo sciame di ritirarsi perché gli esemplari soldato hanno già subito grosse perdite e ne subiranno altre ancora se non lo fanno. L'esemplare in risposta afferma che il mare rosso è il loro territorio di caccia e chiunque vi si trovi è destinato ad essere loro preda quanto loro sono destinati a cacciarlo. Il fuoco brucia, ma è destinato ad estinguersi presto. Wotan preoccupato delle sorti di tutti gli animali suggerisce loro di togliere i campanelli prima del loro prossimo attacco e nell’attesa che il fuoco si spenga quello essi faranno.

Silvy parlando con uno dei lavoratori viene a sapere che il raccolto si trova nella cassaforte nella tenda dei capi. Ma a lei non interessa tutto il raccolto bensì un semplice campione, quindi sottrae non vista un oggetto attaccato alla cintura del suo interlocutore che si rivela essere una sorta di lama-raschietto ricavata da un tappo di metallo per barattoli su cui è appiccicato un grumo di linfa grande come il suo pollice.

Un altro dei lavoratori spalleggiato da due compari accusa Rodrigo e tutto il gruppo di aver condannato tutti morte certa per aver pestando i piedi alla banda di Nico. Rodrigo è scocciato e rimanda il tizio da Diomira, non prima di averlo schiaffeggiato brutalmente per essere stato infastidito. Diomira, nonostante la tendenza ad irritare gli interlocutori con noiose nozioni religiose, non solo calma gli animi ma convince i tre raccoglitori a diventare seguaci del suo culto nascente, promettendo loro la protezione del tempio.

Carenna identifica tra i lavoratori quello che reputa più in gamba, un cacciatore che ha però il vizio del gioco, e dopo averlo avvicinato ottiene qualche informazione in più: il lavoro nei campi è pericoloso ma non hanno alternativa in quanto costretti chi da debiti chi da dipendenza da oppiacei. Sempre dallo stesso cacciatore viene a sapere che la pece sembra essere finita e non sarà quindi possibile respingere un secondo attacco.

Bastiano dopo aver rifiatato per dieci minuti bofonchiando una specie di ritornello incomprensibile si alza e ad ampi passi torna su per la collina verso Rando, la sentinella imprigionata. Lo ritiene colpevole di aver omesso il piano per affrontare gli invasori. Non ci pensa due volte a sottoporlo a torture violente finché Rando non dice il poco che sa: sembra che alcune delle guardia siano corrotte e loro sono liberi di agire a patto di "non farla troppo sporca". Il capitano Shurmak è invece di tutt'altra pasta ed è sempre stato un grosso fastidio per la banda di Nico. Qualche tempo fa, inoltre, ai compari più fidati di Nico è successo qualcosa che ha donato loro dei poteri che incutono timore, in particolare a Lucinda e Nico stesso. Bastiano decide quindi di consegnare Rando alle guardia cittadina come prima mossa per smantellare l'organizzazione criminale.

Dato che la sera incombe, si decide di costruire un campo in cima alla salita a ridosso del bosco, dato che la valle è territorio di caccia delle lucertole. In un primo momento Wotan e Rodrigo sono contrari all'idea di tornare a Torana, ma lasciare andare i lavoratori da soli costituirebbe un rischio troppo grande per loro e quindi si opta per scortarli anche se questo significa perdere almeno due giorni di viaggio.

Rodrigo vede due lavoratori frugare nelle casse della tenda dei capi e trova una cassa robusta chiusa da un pesante lucchetto e la fa mettere tra le cose da trasferire nel nuovo campo. Silvy decide di tentare di aprirlo usando una pesante pietra, ma dosa male la forza ed il risultato è la distruzione totale del lucchetto, della cassa e di tutto il suo contenuto. Dentro dovevano esserci, oltre ad una discreta quantità di oppio, delle altre ampolle con dentro sostanze chimiche che si sono mescolate tutte insieme. Silvy preleva comunque una zolla di terra mista ad oppio e chissà cos'altro per analizzarla in un secondo momento.

Rodrigo sconsolato continua a frugare nella tenda magazzino e trova quattro bottiglie di “Sole di Barianor”. A detta di Carenna si tratta di un buon vino con il tappo ancora sigillato nella ceralacca, non particolarmente pregiato nel continente ma di grande valore a Torana.

Intanto Carenna, intenta anche lei a rovistare, trova un oggetto molto interessante simile ad una bussola senza lancetta e che si rivela essere un sensore di movimento che prontamente si intasca.

Dopo aver preparato il campo al limitare del bosco si istituiscono turni di guardia nel timore che la banda di Nico si ripresenti. 

Nel turno di Diomira e Carenna la sacerdotessa intercede per Ovidio Benson strappando alla locandiera un assenso a conoscerlo.

In quello di Giannunzio e Bastiano il llud tenta di convincere il nordan ad addestrarsi con lo spadone che porta sulla schiena in modo da essere più utile in battaglia offrendosi di fargli da maestro, ma ottiene in risposta il consiglio di farsi i fatti propri. 

Silvy infine chiede a Wotan di aiutarlo a costruire un mortaio e pestello per proseguire nella "creazione dell’arma", ossia un potente sonnifero da usare per addormentare il gorilla gigantesco incontrato nell'esplorazione precedente. Il westan accetta purché non le venga in mente di usarlo per schiacciare insetti.

Forse distratti da questi discorsi nessuno si accorge di nulla fatto sta che la notte passa senza apparenti problemi.

Campo di papaveri, mattino del 12° tahner pieno (5 settembre)

Al mattino si discute nuovamente il da farsi e c’è attrito in particolare con Diomira, Bastiano più volte zittito si spazientisce e bofonchiando la solita cantilena si dirige di nuovo fra i papaveri seguito da Carenna che vuole accertarsi che non si metta nei pasticci. I due raccolgono qualche carcassa di lucertola. Bastiano tenta inutilmente di estrarre il veleno dai rettili: l'assenza di denti veleniferi lo confondono. Ripiega sulla raccolta di linfa dai papaveri. Si accorge che molti bulbi sono stati incisi con una lama, si fa quindi prestare uno dei coltelli da Carenna e mentre si prepara all'incisione...

Fine trentasettesima puntata.


Diario a cura di Bastiano
Revisione a cura di Ohmnibus
Immagine by Eularesko