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lunedì 8 dicembre 2025

Travestimenti

Sleeping Giant by Isaac Yeram Kim

Accademia dell'Ancora, sera del 4° nehener crescente (13 aprile)

Belletto si traveste da Parvus per infiltrarsi all'Ancora, lasciando JJ libero di agire. Quest'ultimo, infatti, punta subito le uniche due donne non accompagnate nella sala. Mentre sta per fare la sua mossa, viene avvicinato da un anziano di nome Ernestus che si presenta come lo zio di Feliziana. Ernestus gli chiede di organizzare un incontro con Belletto per discutere alcune questioni riguardanti la nipote.

L'allarme scatta quando Aslyn si intromette nella conversazione: lo riconosce come il passante inopportuno incontrato al parco durante la missione dell'anello. JJ, tuttavia, non ha certezze: se si tratta di un travestimento, è veramente ben fatto.

Mentre Aslyn si intestardisce nel voler far ubriacare il vecchio per indurlo a tradirsi, JJ torna alla carica, ma le due ballerine si sono dileguate. Al loro posto, si avvicina una componente del gruppo degli Oleandri, che si congratula con lui per il terzo posto in classifica al palco 51. I due intraprendono un'amabile conversazione, per poi improvvisare una danza che si rivela un vero spettacolo, meritandosi l'applauso degli avventori.

Subito dopo, al ritmo della musica del complesso degli Oleandri, la sala si anima e tutti iniziano a pogare.

Corporazione delle Scienze, sera del 4° nehener crescente (13 aprile)

Distratto e immerso nei suoi pensieri, Autolicus passeggia nei pressi della sede della corporazione. È ormai tardi, e l'ingresso è sbarrato. Davanti al portone chiuso, un Ljud e una Wirn stanno discutendo animatamente, tenendo tra le mani un sacco che Autolicus è certo di aver già visto.

Mentre riflette sull'oggetto, è colto da un dolore lancinante al fianco. Non fa in tempo a voltarsi: due figure in armatura della corporazione, scambiandolo per un ficcanaso che sta molestando la coppia, lo hanno colpito con un bastone storditore.

Autolicus si ritrova in preda al panico e si dà alla fuga, urlando a squarciagola qualcosa come: "I corporativi sono persone cattive!"

Dopo essersi liberato degli inseguitori nascondendosi in un vicolo, essersi perso e aver ritrovato la strada percorrendo forse per metà forse per intero le mura esterne della città, finalmente Autolicus ritorna a casa e trova Rollo ad aspettarlo alzato.

Accademia dell'Ancora, sera del 4° nehener crescente (13 aprile)

Terminate le sue ricerche, Rollo corre all'Ancora con l'intento di interrompere la baldoria dei suoi compagni e impedire che si stanchino troppo, soprattutto considerando le notti brave di cui è solito godere JJ.

Cerca inutilmente di convincere gli altri a coricarsi prematuramente, ma sono tutti troppo presi dall'idea di pedinare il vecchio per smascherarlo. La zoppia di Ernestus, in effetti, sembra essersi spostata da una gamba all'altra a causa del troppo alcol.

Non appena Ernestus esce dal locale, due energumeni fuoriescono dall'ombra e gli si affiancano come scorta: sono Arlechin e Graziano, e fanno un cenno ad Aslyn, che tentava inutilmente di nascondersi ai loro occhi. Diventa immediatamente chiaro che Ernestus è uno dei "Pagliacci" camuffato da persona normale, un'operazione molto semplice per uno di loro, dato che è difficile anche solo immaginare quali fattezze possa coprire tutto quel cerone.

Collina delle ossa, mattino del 4° ahoer crescente (14 aprile)

La partenza avviene all'alba, nonostante le proteste diffuse. La prima area di raccolta lascia il povero Rollo ancora a mani vuote. È necessario addentrarsi maggiormente nella foresta e ripetere le ricerche.

In una zona non battuta da tempo, il gruppo si imbatte in una parete rocciosa avvolta nell'ombra, causata dalle fitte fronde degli alberi. Sulla parete, quasi interamente coperta di muschio, si notano dei rigonfiamenti innaturali e di grandi dimensioni. Avvicinandosi, si scorge la verità.

Un gigante meccanico, rivestito di un'armatura di metallo, giace in pessime condizioni. A giudicare dalle dimensioni e dal simbolo sul fianco, deve trattarsi di un vecchio modello Brone.

Autolicus e Rollo forzano l'apertura del pannello frontale sul volto del gigante, che si apre rivelando una piccola cabina con un alloggiamento per il pilota. Con un po' di sforzo, riescono ad accendere i motori e perfino a rimettere in funzione uno dei bracci malandati.

JJ si rende conto che il gigante era già stato saccheggiato all'epoca della sua distruzione, ma sembra che anche recentemente siano state portate via diverse cose. Ormai il gigante giace inservibile lungo la parete rocciosa.

Mentre l'ispezione del gigante procede, Aslyn in particolare coglie un movimento tra le fronde e vede una sagoma umana, grossa quanto Autolicus, ritrarsi e nascondersi nella vegetazione...

Fine ventisettesima puntata.



Diario a cura di Eros Rollone
Revisione a cura di Gemini
Immagine (c) Isaac Yeram Kim

lunedì 3 novembre 2025

Embargo

Mei Mei Miiroshi (七色MM——橙MM by Milo)

Bosco ai margini del distretto Halda, primo pomeriggio del 4° nehener crescente (13 aprile)

Rollone, galvanizzato dal facile guadagno e armato di sacco, guida il gruppo nella foresta. Nei pressi del cratere dove esplose il generatore di topi, sono disseminati numerosi funghi pallidi. Nell’avvicinarsi Rollo si rende conto che non sono quel che sembra. In quel momento un tasso ne mangia diversi poi si infila in un cespuglio e dopo poco da li provengono rumori di lotta o forse rantoli da avvelenamento. Dopo aver lanciato una pietra nel cespuglio e dopo che i rumori sono cessati Rollo insiste per “cercare l’erba pluvia e non guai” e tenta di girare al largo da eventuali pericoli. All’improvviso un fungo su un tronco coglie l’attenzione di Autolycus che di nascosto da tutti lo stacca… sembra il lobo di un orecchio, fatto di carne… e sanguina! Rollo più preoccupato che incuriosito si avvicina ai più grossi che si trovano perso il centro del cratere e si da la spiegazione che i mille pezzi del macchinario esploso stanno crescendo e sviluppandosi in qualcosa, alcuni somigliano ad anemoni di mare con tozzi e corti tentacoli. Ma la febbre dell’erba pluvia lo coglie nuovamente e ricomincia la sua ricerca per riuscire a finire in anticipo la missione. Dopo poco riesce a trovare tre mazzetti dell’erba, Jean Jaques nota dei movimenti nella vegetazione e all’improvviso due creature grandi come un cane di taglia media con un numero imprecisato di code, si avventano sul povero whirn distratto. Le creature attaccano aiutandosi come un branco ben organizzato. Rollo viene morso alla caviglia da una delle bestie mentre l’altra gli rimane aggrappata ad una manica. Il morso è molto doloroso e dal bruciore che arreca sembrerebbe avvelenato. Con un colpo di reni riesce a divincolarsi e mentre tenta di allontanarsi altre tre creature saltano fuori dai cespugli e si avventano sul gruppo andando però a vuoto. JJ e Autolycus affrontano le creature dall'aspetto di volpi dal manto grigio e striato di viola. Dal comportamento sembrano rabbiose. Rollo si defila abilmente mentre la caviglia continua a pulsare di dolore. Dopo aver ucciso una creatura e messo in fuga le rimanenti, JJ cura l’avvelenamento del capocompagnia. L’erba viene raccolta e la carcassa insacchettata. Poi un potente e rauco ruggito li convince che è il caso di darsela a gambe. 

Erboristeria Domovoy, tardo pomeriggio del 4° nehener crescente (13 aprile)

Con quella che Rollo ritiene già una buona quantità di Pluvia si dirigono all’erboristeria; sarebbero tornati l’indomani per raccoglierne altra e massimizzare il profitto. Arrivati nel tardo pomeriggio mentre l’erborista, un whirn di nome Pleus Domovoy III°, stava chiudendo, si rendono conto che la quantità portata può bastare per al massimo tre tisane e varrebbe non più di 900 drog. Quindi servirebbero sei volte quella quantità per soddisfare l’accordo, ma cosa peggiore è che pare si tratti dell’erba sbagliata…  l’erba degli sciocchi è molto simile alla Pluvia, e Rollo è caduto in un errore che è costato un giorno intero di lavoro. L’erborista ha fretta di andare a cena e la compagnia non riesce a toccare i tasti giusti per convincerlo a rivelare le sue informazioni. 

Palco 51, sera del 4° nehener crescente (13 aprile)

Rollo è deciso quindi a studiare sui suoi libri per riparare e proseguire la ricerca il giorno successivo; si reca al palco invece di accompagnare JJ all’Accademia dell'Ancora.

Davanti al teatro, un llud ed una whirn si danno di gomito all'arrivo di Rollo. I due, inviati su suggerimento del maestro Ilyo Baydin per raccogliere informazioni e scrivere un saggio su di lui, pendono letteralmente dalle sue labbra. Rollo, colpito piacevolmente da questa attenzione, si lascia coinvolgere in una chiacchierata così piacevole da dimenticare quasi il motivo per cui era tornato al palco.

Successivamente, effettua un'indagine approfondita sull'erba Pluvia, scoprendo come distinguerla dall'erba degli sciocchi. Quest'ultima cresce in particolare nelle foreste vicine al mare e abbondava (il libro fa riferimento a 100 anni prima) nella macchia di Dalnyr, ora nota come "collina delle ossa".

Prima di congedarsi, Rollo affida ai due discepoli una commissione: "piazzare" la carcassa della creatura alla Corporazione.

Accademia dell'Ancora, sera del 4° nehener crescente (13 aprile)

C'è più gente del solito davanti all'Accademia dell'Ancora. All'entrata, JJ nota due manifesti affissi con i volti di Belletto e Feliziana e la scritta "Ingresso Vietato".

All'interno si svolge una serata danzante. Carenna accoglie i clienti mentre gli Oleandri suonano sul palco. Ariagan, però, ha un sorriso tirato: è adirato per la rissa scatenata da Belletto la sera prima, che ha causato la distruzione di molti tavoli. A peggiorare la situazione, non riesce a farli riparare a causa di un embargo al porto imposto dalla Corporazione per "problemi ai magazzini".

Prima di scendere in pista, JJ approfitta per raccogliere informazioni sulla fabbra Lily, che molto probabilmente lavora nella bottega del famoso westan Gorrio di Naruna.

Soddisfatto di quanto appreso, Jean Jaques decide di mettersi a caccia di gonnelle. Addocchia due ragazze, ma quando fa un passo verso di loro una mano gli si posa sulla spalla e lo ferma...

Fine ventiseiesima puntata.


Diario a cura di Eros Rollone
Revisione a cura di Ohmnibus
Immagine (c) Milo

lunedì 27 ottobre 2025

Chi cerca trova

Lili Haily (21.10.22 by HYL)

Accademia dell'ancora, sera del 4° sener crescente (12 aprile)

Nella fuga Autolicus con la coda dell’occhio nota che ci sono nuovi richieste nella bacheca delle missioni e si ripromette di tornare a visionarli. La fuga li porta in un vicolo appartato a poca distanza ma Rollo si rende conto che una coppia di persone vestita in modo anonimo passa dall’altra parte del vicolo, poi  la cosa si ripete una seconda e una terza volta. La zona non è sicura e la donna viene portata altrove. Belletto e Rollone la convincono a parlare: sembra che due persone l'abbiano minacciata arrecando dei danni al suo negozio per farla desistere dalla ricerca del fidanzato e lei è subito corsa all’arca per ritirare la sua richiesta di aiuto. I due descritti dalla donna sono già noti, una donna dai capelli a spazzola e un uomo dai capelli lunghi neri come quello che era fuggito davanti a casa sua quella mattina.

Per mettere al primo posto il bene della donna la ricerca viene interrotta, ma Rollo insiste per avere la nota di ingaggio firmata anche se non ha più valore.

Autolicus insiste per tornare a vedere la bacheca e viene accompagnato da Rollone. All’arrivo la rissa sembra terminata molte persone stanno rialzandosi e i curiosi si tengono alla larga mentre cinque guardie conferiscono con Ariagan. I due saggiamente desistono dal loro intendo riproponendosi di ripassare per colazione.

Magione Renyjak, mattino del 4° nehener crescente (13 aprile)

Jean Jaques si sveglia sporco dei postumi di una pesante sbornia con al fianco due donne di dubbia moralità. Scopre da Makrov che i "festeggiamenti" si sono protratti per tutto il giorno precedente, e si fa indicare come raggiungere il maestro di spada che sta cercando: visto che non è così facile entrare al quartiere nobiliare decide di cogliere l'occasione ed andare subito alla sua residenza nonostante il fetore che emana non lo renda presentabile.

Accademia dell'Ancora, mattino del 4° nehener crescente (13 aprile)

Alla locanda ci sono pochi avventori, mentre due carpentieri sono al lavoro per riparare i tavoli rotti. Ariagan si informa su chi sia il capo del palco 51 per mandare la richiesta dei danni. Sembra che ci siano volute quattro guardie per arrestare Feliziana e portarla in caserma.

Ci sono due nuove missioni in bacheca 

  1. Ricerca di mostro umanoide alla collina delle ossa 7500 drog, committente bottegaio Claremont
  2. Ricerca di erbe rinvigorenti 5000 drog (più extra in base alla quantità), committente Barone Ozan Pulat del quartiere Tolnir

La ricerca delle erbe viene presa, Rollo la crede facile e meno rischiosa e Autolicus sa che al quartiere Tolnir c’è la base dei Leali Vigilanti e vuole portare avanti l’indagine su di loro.

Guardia cittadina, mattino del 4° nehener crescente (13 aprile)

Belletto sentendosi un po’ responsabile dell’accaduto va in caserma per vedere la sorte di Feliziana e al suo arrivo il sergente della guardia Simon Palmerino lo informa che “la pazza” è già stata rilasciata e affidata alle cure del suo gruppo. Non ha fatto mistero che la causa della rissa è il suo fidanzato Belletto Fortunato Sciagura…

Quartieri Gadhyr, mattino del 4° nehener crescente (13 aprile)

JJ attraversa il quartiere nobiliare mentre i passanti girano alla larga da lui ancor prima di sentirne il fetore. Nonostante le indicazioni ricevute ha bisogno di dettagli e li ottiene in un negozio di argenteria. Il cancello di fronte all’argenteria era la meta. Mentre sta chiedendosi come fare per annunciarsi, il portone si apre ed esce una bella donna armata fino ai denti. Dopo alcuni scambi di battute la donna lo sfida sulla pubblica piazza per giudicare se è degno di essere addestrato e lo attacca con rapidità. Il colpo viene schivato e JJ si rende conto che probabilmente la donna non è chi dice di essere. Infatti il duello viene interrotto da un altra voce femminile autoritaria. La vera maestra Selna si scusa per la scortesia di Lili un ottimo apprendista fabbro che si occupa delle armi del palazzo e per rimediare alla scortesia si sente in obbligo di ricevere JJ anche senza appuntamento.

La maestra porta al fianco uno stocco chiuso da un sigillo in ceralacca, e non insegna più per un voto che ha fatto. Ha commesso degli errori gravi accecata dal suo obiettivo e non vuole che altri facciano gli stessi errori. Per accettarlo come allievo dovrebbe convincerla che è disposto ad abbandonare i suoi obiettivi di vendetta nei confronti di Noël De Maynes. JJ dovrà pensare alla proposta e ritornare nel caso da lei.

Palco 51, mattino del 4° nehener crescente (13 aprile)

Klik nella mattinata costruisce un piccione meccanico in grado di sganciare come fosse una granata la sacca di acido recuperata nella collina delle ossa, e aggiunge come esercizio di stile ulteriore una piccola sella per Ignea.

Belletto intanto compra dei fiori e vuole andare alla sede dei pagliacci (palco 17). Incontra JJ lungo la strada, che decide di accompagnarlo.

Distretto Tolnyr, mattino del 4° nehener crescente (13 aprile)

Rollone a Autolicus vanno dal barone Ozan Pulat per ricevere l’incarico. E' un nordan dal viso allungato, barba e baffi curati e capelli lunghi e mossi. La sua signora è cagionevole e l’erba Pluvia serve per fare degli infusi rinvigorenti. E’ un’erba rara che si trova nella vicina foresta di Fohrn (dove si erano già occupati dell'infestazione di topi) dove sembrano esserci strane infestazioni. Il compenso verrà conferito se le erbe saranno consegnate entro due giorni di tempo, ed un extra sarà offerto in base alla quantità di erbe recuperate a giudizio dell’erborista di fiducia. Il timer è già scattato prima ancora della firma, Rollo in un primo momento vuole parlare con l’erborista poi si convince erroneamente di aver già visto quell’erba mentre cercava altro e decide di firmare senza sentire il parere di nessun’altro sentendosi già in tasca la ricompensa…

Sodalizio dei Leali Vigilanti - Sede centrale, tarda mattinata del 4° nehener crescente (13 aprile)

Autolicus decide di andare alla sede dei leali vigilanti, “la cerca la trova ed entra” senza che Rollo riesca a fermarlo. Al vigilante che gli si fa incontro dice di cercare un vecchio amico dell’orfanotrofio, Torrin Xuti, ma l’uomo - senza dar segno di pensarci su - dice di non conoscerlo e che non è né lì né in altre sedi…

Fine venticinquesima puntata.


Diario a cura di Eros Rollone
Revisione a cura di Ohmnibus
Immagine (c) HYL

lunedì 20 ottobre 2025

Questione di coscienza

Lady Ludimilla Alberoni (Lady Viviselda with her companion by Olga Cornacchia)

Belkar, pomeriggio del 4° sener crescente (12 aprile)

Rollone e Klick sono per lasciar perdere la faccenda Minger, troppi pericoli e nessun pagamento. Inoltre l’incarico consiste nel ritrovare il fidanzato di Jandra, non nel fare giustizia.

Belletto è titubante la mancanza di una ricompensa sembra aver fatto presa invece Autolycus vorrebbe andare fino in fondo.

Nell’attesa di prendere decisioni il gruppo si divide, Klick torna al suo laboratorio per finire dei lavori e per analizzare la daga piuma mentre gli altri accompagnano Rollone alla dimora degli Alberone per recapitare le spoglie del cavalier Edmondo e sperare di ottenere un po’ di buona pubblicità e offrire i  servigi del Palco 51 ad una nobile famiglia.

Con una sapiente piazzata a Jordavo, una delle guardie della famiglia, Rollo riesce a farsi ricevere dalla signora Ludimilla, donna di una certa età con l’aspetto nobile vestita di rosso scuro e con in grembo un orribile cagnolino. I resti vengono offerti senza richiesta di compenso ma la signora si dimostra scettica avendo innumerevoli volte ricevuto dei falsi da truffatori senza ritegno. Racconta che in passato una famosa compagnia composta da venti validi avventurieri non ha mai fatto ritorno dalla ricerca delle spoglie, sembra quindi inverosimile che un gruppo di attori possa invece aver avuto successo.

Nota per l’autore “per interessare Ludimilla Alberone occorre scrivere qualcosa sugli animali”

Palco 51, pomeriggio del 4° sener crescente (12 aprile)

Klick riesce solo a capire che il metallo di cui è fatta la daga è di altissima qualità e la lama sembra mantenere il filo qualunque cosa succeda. Decide di uscire in cerca dei compagni e mentre è per strada incrocia una coppia e la donna sviene. Il marito accusa subito di stregoneria il povero Klick e intanto si forma un capannello di curiosi. Klick dopo essersi sincerato che la donna sia ancora viva si allontana con tranquillità e nessuno ha il coraggio di fermarlo. Dopo una decina di minuti viene però raggiunto da due guardie che lo arrestano. Il resto del gruppo li vedono e, non riuscendo a convincere le guardie, li seguono in caserma.

Guardia cittadina, pomeriggio del 4° sener crescente (12 aprile)

Alla caserma il marito, Pekir, sta sbraitando contro il capitano mentre la donna, Magda, è seduta su una sedia. Rollo riesce a sentire quello che sta cercando di dire la donna ignorata dal marito e viene fuori che da giorni soffre di svenimenti. Mentre tutti sono distratti dalla discussione Belletto si rende conto che al dito indossa un anello uguale a quello destinato a Jandra, anello donatole dal marito alcune settimane prima.

Dopo che Klick è stato scagionato e la coppia è andata via Rollo e Belletto decidono di raccontare dei loro sospetti sugli anelli. Il capitano li ascolta pazientemente, ma non ha intenzione di impiegare uomini per sospetti senza prove.

Ci sono dunque almeno due anelli dello stesso tipo in circolazione. Vista l’inutilità della guardia cittadina, per mettere a posto la loro coscienza Rollo propone a Belletto di portare la questione al tempio dei cavalieri. Klick torna in laboratorio per proseguire gli studi su Autolycus, scoprendo che la sua armatura serva a contenere l'anormale crescita del suo corpo. Nota inoltre che i campioni prelevati continuino a vivere...

Monastero dei cavalieri Davati, pomeriggio del 4° sener crescente (12 aprile)

Al tempio dei cavalieri nella zona nord riescono ad entrare solo perché Rollo nomina Zakukir, ma i cavalieri sono gente con cui non si scherza. La storia che raccontano senza prove è difficile da credere e vengono mandati via, non prima di aver richiesto nomi e recapiti di tutte le persone coinvolte. La cosa lascia loro l’amaro in bocca, hanno fatto il loro dovere di cittadini ma nessuna delle autorità farà nulla per salvare queste donne in pericolo.

Accademia dell'ancora, sera del 4° sener crescente (12 aprile)

La compagnia arriva all'Accademia dell'Ancora su richiesta di Ariagan.

Si fa loro incontro Jandra con il volto stravolto dopo aver pianto a lungo, e tentando di dissimulare il suo turbamento chiede di interrompere la ricerca di Mingher. E' stata chiaramente minacciata da qualcuno e mentre si sta cercando di capire si fa avanti Feliziana, gli occhi iniettati di sangue per la gelosia. Belletto per liberarsene la istiga contro un astante e la pazza gli si scaglia addosso tempestandolo di manganellate gridando "Per l'amore del mio Belletto Fortunato Siagura!". La situazione precipita rapidamente. Belletto prende sotto braccio Jandra ed esce. Autolycus prontamente fa lo stesso con Klick e Rollone preso in contropiede rimane indietro coinvolto nella mischia furibonda. Riuscirà a mettersi in salvo per il rotto della cuffia, non prima di aver schivato due sedie scagliate nella sua direzione...

Fine ventiquattresima puntata.


Diario a cura di Eros Rollone
Revisione a cura di Ohmnibus
Immagine (c) Olga Cornacchia

lunedì 6 ottobre 2025

L’entropia che tutta l’energia porta via

Gulga Darrius (Wise One by Stuart Kim)

Vicoli di Belkar, sera del 4° tahner crescente (11 aprile)

Di ritorno dalla serata di bisboccia Rollo Autolicus e Belletto vengono fermati in un vicolo da due tengu che portano loro la ricompensa per aver fatto giustizia. Sembra che Mingher Alish sia stato buttato morto nella baia da due persone riconosciute dalla descrizione per membri dei Leali Vigilanti. La ricompensa è una daga che prende Rollo essendo l’unico ancora disarmato. La lama è a forma di piuma e risulta essere leggerissima ma Rollo, nonostante i suoi sforzi non è in grado di capirne le altre qualità.

Casa di Mingher, mattino del 4° sener crescente (12 aprile)

Il mattino dopo i tre, accompagnati da Jandra, ispezionano il piccolo e spoglio monolocale dal quale nulla sembra mancare a parte i vestiti della festa. Il calamaio sembra suggerire che Minger abbia scritto qualcosa, cosa per lui inusuale e nella successiva perquisizione viene rinvenuta una lettera indirizzata alla fidanzata nella quale si scusa con lei in quanto stava per farle torto e l’avvisava di aver trovato il coraggio di chiarire la situazione parlando con il culto.

Dopo un gran pianto, Jandra riferisce che non sa nulla di preciso del culto e perché Minger non ne ha mai parlato apertamente.

Usciti in strada per raggiungere il luogo di lavoro, Belletto si rende conto che qualcuno li osserva; un tizio dai capelli lunghi e neri cerca di dileguarsi e l’inseguimento non ha successo. 

La famosa bottega di tessuti di Gulga Darrius è un misto di tessuti e strani oggetti che non si capisce se in vendita o da collezione. Dal vecchio proprietario si viene a sapere che ultimamente Mingher era più cupo e nervoso del solito e che frequentava il tempio delle otto cuspidi in piazza Wenval. Nessuna apparente strana frequentazione nemmeno coi Leali Vigilanti anche se in passato era stato rifiutato dalla loro organizzazione in quanto ritenuto non idoneo.

Autolicus ricorda che in questa  zona c’era in passato una venerazione per una divinità non ben vista, Zakukir, divinità maggiore dell’entropia. Un culto destinato a scomparire in quanto istiga i seguaci a suicidarsi

Il tempio delle otto cuspidi è stato costruito sui resti di una struttura dedicata allo sciamanesimo e si affaccia su una piazza con una piccola fontana. Il tempio è dedicato alle 8 divinità minori della luce. Dopo aver fatto una offerta chiamiamo con una campanella il custode del tempio, il luminoso Effengard. Per il custode, Mingher era un anima in pena ma di lui sa poco; in compenso rimane sconvolto dalla notizia del culto di Zakukir e suggerisce nel caso venisse trovato di informare il tempio dei cavalieri in quanto sono un pericolo per l’intera società. Vanno contro gli insegnamenti della luce... distruggono dove la luce crea e corrompono dove la luce purifica...

Fine ventitreesima puntata.


Diario a cura di Eros Rollone
Revisione a cura di Ohmnibus
Immagine (c) Stuart Kim

lunedì 7 luglio 2025

Storie d’amore e non solo

Parasitic Corpse Wasp by Magnus Loen

Albero sacro ad Anui, tarda mattinata del 4° ahner crescente (10 aprile)

Belletto scambia i suoi tarocchi per conoscere il motivo della creazione dell’anello: avidità di potere ottenuto in modo illegittimo.

Rollone offre una storia vera per un altra, l’ultima storia dell’isola di Tiwia per la storia di come il fondatore dell’Arca creò l’accademia. La memoria di tutti di quegli eventi viene cancellata istantaneamente senza nemmeno la possibilità per Rollo di metterla in scena raccontandola. Ottiene in cambio un indizio: biblioteca di Ilyo Baydin, terzo mobile a sinistra, scaffale alto, dietro ad un libro rossiccio c’è un plico contenente la risposta alla domanda e la prova inconfutabile della veridicità. Probabilmente un risparmio di settimane se non mesi di lavoro.

Il gruppo ritorna sui propri passi e prima di sbucare dall’altro lato della galleria un paio di insetti giganti dotati di lunghi pungiglioni svolazzano in prossimità dell’uscita impedendo ogni fuga. L’arcibarone vorrebbe caricare, ma Rollone lo ferma proponendosi di distrarre le creature. Tutto invano: ben due pessimi lanci di fionda ottengono l'effetto opposto e le creature si avvicinano.

Autolycus desidera intensamente di bloccare uno degli insetti, quando la mano tesa in segno di opposizione si apre e ne esce una antenna che spara un arco voltaico che la paralizza temporaneamente.

L’arcibarone è un po’ in difficoltà col pesante martello in spazi stretti, e viene colpito dal pungiglione dell’essere. Il veleno bruciante gli strappa colorite imprecazioni. Rollo corre in soccorso dell'arcibarone, e nonostante le sue proteste con rapidi movimenti estrae il pungiglione e pulisce la ferita dal veleno.

In breve il primo mostro viene abbattuto e subito si sente nell’aria uno strano odore che secondo Belletto potrebbe attirare gli altri insetti dell’alveare.

La fuga diventa obbligo, e si riesce a convincere il barone a tornare in città velocemente con la promessa di una serata con donne e alcool.

Belkar, alba del 4° tahner crescente (11 aprile)

Dopo una marcia forzata durata tutta la notte, il gruppo arriva in città. Il Palco 51 insiste per farsi firmare il contratto della missione con una solerzia che infastidisce l'arcibarone. Il documento viene portato subito all’Accademia dell'Ancora. Ariagan viene coinvolto suo malgrado nell'organizzazione di una bella serata per l’arcibarone.

I più tornano nelle loro stanze per riposare qualche ora, ma Belletto trova Feliziana nella sua stanza. La donna ha passato giorni attendendolo sul suo letto lasciando equivoche tracce della sua presenza. Belletto è costretto a fuggire fra la folla lasciando Feliziana in lacrime. Non potendo tornare al teatro si reca alla corporazione per vendere una carcassa ben conservata di uno degli insetti pieni di acido corrosivo. Ne ricava 2500 drog.

Nel frattempo Autolycus lasciato solo prende dalla bacheca un'altra missione e corre ad avvisare Rollone. Il whirn viene destato dal suo riposo, e dopo un primo momento di opposizione si ritrova a fare i complimenti al ragazzo: la missione riguarda la scomparsa di Mingher Alish ed è emessa da Jandra Telmak. Non è prevista nessuna ricompensa, ma è l’occasione per andare a fondo della questione dell’anello magico che era rimasta sullo stomaco a tutti.

Accademia dell'Ancora, sera del 4° tahner crescente (11 aprile)

Quando il gruppo arriva l’arcibarone, circondato da numerose ragazze, ha già occupato due tavoli affiancati. Offre da bere a tutto il gruppo, ma Feliziana spunta dal nulla ed inizia a tampinare Belletto che si trova costretto a prometterle un appuntamento al ritorno dalla prossima missione.

Rollone, non avendo femmine della misura giusta per le mani, si estranea dalla festa e va a parlare con Makovr per ottenere l’indirizzo della famiglia Alberoni dove portare i resti del cavaliere.

JJ già ubriaco tenta di “far diventare uomo” un Autolycus visibilmente imbarazzato.

Rollone e Belletto, prese le distanze dalla rumorosa compagnia, vengono avvicinati da una donna che appare fuori luogo per gli abiti modesti. Si presenta come Jandra, e dice di essere stata indirizzata da loro da Ariagan. Dopo averli ringraziati sentitamente per aver accettato la missione, racconta loro qualche dettaglio: due giorni prima il fidanzato Mingher, che conosce da 3 anni, è uscito di casa ben vestito e non ha più fatto ritorno. Lavora come aiuto bottegaio nella stessa zona del magazzino dove era stato seguito da JJ. Il suo comportamento era risultato strano da quando gli era stato detto che non era possibile recuperare l'anello. I due non raccontano la verità alla donna, ossia che l'anello è stato ritrovato e consegnato, per evitarle altro inutile dolore. Accettano la missione e promettono che l’indomani, con il suo permesso, sarebbero andati a perquisire l’abitazione dell’uomo. Rollo offre di riaccompagnare la ragazza a casa visto l’orario e trascina con se Belletto.

Magione Renyjak, mattino del 4° sener crescente (12 aprile)

JJ si risveglia con la bocca impastata e due donne al fianco. Giacciono su un divano grande come la sua stanza al teatro. Visto che si trova entro le mura interne decide di andare a conoscere il suo nuovo maestro di spada. Mentre gironzola alla ricerca dell'uscita incrocia Makrov, che scuote la testa in segno di disapprovazione prima di proseguire con le sue faccende.

Fine ventiduesima puntata.


Diario a cura di Eros Rollone
Revisione a cura di Ohmnibus
Immagine (c) Magnus Loen

lunedì 30 giugno 2025

La gentil carezza della Dea

Vastara, the Hanged One by Ana Fedina

Collina delle Ossa, sera del 3° enhor crescente (9 aprile)

Nel cuore della foresta, il gruppo — JJ, Leucosia, Azlyn, Autolicus Belletto — conclude la faticosa caccia al cinghiale. La carne, nonostante sia stata pulita con attenzione, ha un sapore sgradevole, e l’Arcibarone si rifiuta di mangiarla preferendo le poche razioni rimaste.

La sera vengono notati strani aculei conficcati negli alberi attorno al campo: sembrano simili a quelli trovati nel corpo del cinghiale. Azlyn ne raccoglie uno, pensando di regalarlo ad Aliberto Divini. 

Collina delle Ossa, mattino del 4° ahner crescente (10 aprile)

Tutti tranne Belletto e l’Arcibarone si svegliano sfiniti: hanno sofferto di lancinanti crampi allo stomaco per tutta la notte, forse un effetto della carne consumata.

Rimessosi in marcia e giunto al bivio, il gruppo decide di esplorare l'altro ramo dove le tracce del cinghiale si inoltrano, ma l’Arcibarone è titubante. Mentre discutono,  Belletto e Autolicus notano una strana roccia: intagliata a scacchiera e procede oltre una curva. Autolicus ha una rivelazione: potrebbe trattarsi delle squame di un serpente pietrificato, ed anzi sembrano corrispondere come forma e dimensione alla pietra che da' il nome al sentiero del serpente.

Mente si inoltra in esplorazione il terreno sotto i piedi di Belletto cede, facendolo scivolare tra dei rovi le cui spine violacee fanno pensare a del veleno. Fortunatamente non viene ferito, ma si complicano molto le operazioni di estrazione da parte di JJ e Autolicus.

Una volta al sicuro, Autolicus ricorda e racconta una leggenda dell’infanzia: 

Si racconta di una nobildonna affetta da una malattia incurabile che l'avrebbe portata presto alla morte. La nobildonna decise di percorrere il sentiero del serpente per recarsi all'albero sacro alla dea Anui, matrona della morte, e offrirle in sacrificio la vita di una sua domestica in cambio di una lunga esistenza. La dea non vide di buon occhio l'offerta e maledisse la nobildonna: sarebbe vissuta in eterno, ma al servizio della dea e vincolata all'albero. Le sue carni sarebbero lentamente avvizzite mentre uomini e donne si sarebbero recati da lei in cerca di una risposta in cambio di un dono. Fino alla fine dei tempi avrebbe assaporato la letizia di un dono adeguato e l'amarezza di un dono indegno.

Azlyn disegna la scultura del serpente.

Il gruppo prosegue e attraversa una galleria buia, decorata con graffiti che rappresentano un grande albero e figure umane ambigue. Uscendo dal tunnel, il paesaggio si fa spettrale: l’aria è inquieta, i colori sbiadiscono. Scoprono che la “collina” che hanno visto poco prima è in realtà la chioma di un albero gigantesco, simile a un teschio ricoperto di lanugine e fogliame folto.

Sotto l’albero trovano ciondoli metallici e figurine umane a testa in giù, fasciate. Azlyn, presa da terrore, si allontana con il maggiordomo Makovr. JJ si avvicina all’albero e prega la dea, offrendo la fibbia della sua cintura.

A quel punto appare Vastaara l’Appesa, spirito legato all'albero metaforicamente e fisicamente: i suoi arti sono avvolti in spesse corde o liane che la tengono appesa come un burattino. In risposta al suo dono, JJ riceve un messaggio criptico riguardo al suo desiderio di apprendere l’arte della spada: deve convincere il suo futuro maestro che non ripeterà i suoi stessi errori.

Autolicus offre tutti i suoi soldi, ma Vastaara li rifiuta. Solo donando un pezzo del suo corpo meccanico riesce a ottenere una risposta al suo quesito: i suoi genitori sono vivi, ma ignari della loro condizione. Non è nato dall’amore. Vastaara sembra toccata dalla tristezza che le sue parole portano nel cuore del ragazzo, ed avvicinandosi lo accarezza con un gesto amoroso. "Ricorda che nonostante tutto resti quello che sei. Te stesso è il dono più grande che hai, non sottovalutarlo e non dimenticarlo mai."

Azlyn dona un anello di alluminio e chiede se sia sicuro per lei tornare nella corporazione. Vastaara le risponde con durezza, mettendo in dubbio i valori dell’organizzazione. In cambio di un secondo dono, Azlyn chiede l’origine del luogo e riceve l'invito a intraprendere un viaggio per apprendere le ragioni della dea. Solo alla fine del cammino, se degni, potranno ritrovare questo luogo.

Fine ventunesima puntata.


Diario a cura di Azlyn
Revisione a cura di Ohmnibus
Immagine (c) Ana Fedina

lunedì 5 maggio 2025

Il cinghiale istrice

Bristling Boar by Zezhou Chen

Collina delle Ossa, sera del 3° tehner crescente (8 aprile)

A seguito del furto di gran parte delle provviste la compagnia è costretta a razionare il cibo, ma l'arcibarone non è della stessa opinione e con strafottenza mangia a sazietà.

Dopo una chiacchierata con Leucosia, che tenta inutilmente di convincerlo a non esagerare, chiede uno spettacolo. Nonostante sia improvvisato il Palco 51 riesce ad entusiasmarlo tanto da proporre una scommessa. Assisterà ad uno dei prossimi spettacoli del Palco 51, se si divertirà finanzierà la compagnia, altrimenti il Palco 51 sarà costretto a smettere di recitare.

Collina delle Ossa, metà mattino del 3° enhor crescente (9 aprile)

Autolycus, Jean Jaques e Choro tornano da una sessione di caccia con qualche provvista, tra cui un coniglio.

Dopo aver disfatto il campo, in attesa che l'arcibarone si svegli, Autolycus racconta di una leggenda udita da bambino e tornatagli in mente dopo aver visto la roccia del serpente.

“Una nobildonna colpita da una malattia grave, non rassegnandosi alla morte, sacrificò una sua domestica sotto un albero sacro alla dea della morte Anui. La dea non vide di buon occhio il sacrificio e della nobildonna non si seppe più nulla.”

Secondo la leggenda per arrivare all'albero sacro è necessario seguire il “sentiero del serpente”.

Attesi i comodi dell'arcibarone ci si rimette in cammino seguendo le tracce del cinghiale. Giunti ad un bivio (ossia dove le tracce del cinghiale si dividono) si decide di seguire il sentiero che va verso l'alto.

Dopo circa un'ora di cammino Leucosia sente uno strano odore, ma è interrotta da Choro che indica quello che si rivelerà essere il cinghiale.

E' enorme, e dal suo corpo spuntano numerosi rostri di differente lunghezza e dimensione. La battaglia si rivela ardua per l'incredibile forza e robustezza del cinghiale, in grado di travolgere tutti con una sola carica e dalla pelle spessa come quella di un rinoceronte. Grazie soprattutto alla reazione rapida di Jean Jaques viene impedito alla bestia di fuggire, ed in poco viene sopraffatta.

I rostri si rivelano essere pungiglioni ricurvi conficcati nel corpo della bestia nell'arco di anni. Tramite i suoi poteri arcani Autolycus capisce che la bestia è nata con una mutazione che la rende immune al veleno di qualunque cosa gli abbia infilato quei pungiglioni addosso, sebbene tra i suoi muscoli esistano tutt'ora delle cisti contenenti il suddetto veleno.

La bestia viene macellata con estrema cura da Jean Jaques, Leucosia e Belletto, mentre il resto della compagnia appronta il campo a qualche centinaio di metri di distanza dalla carcassa. Sembra essere stata l'idea giusta, perché qualcosa di ronzante sembra esserne attratto. I nostri non restano a controllare di cosa si tratta e si allontanano più in fretta che possono.

Fine ventesima puntata.



Diario a cura di Belletto Fortunato
Revisione a cura di Ohmnibus
Immagine (c) Zezhou Chen

lunedì 3 marzo 2025

Tra Choro e Leucosia interferire è eresia

Roccia del Serpente

Collina delle Ossa, metà giornata del 3° tehner crescente (8 aprile)

Klik arretra allontanandosi dalla battaglia per sentirsi più sicuro mentre JJ si lancia all’attacco colpendo con lo stocco qualcosa di legnoso dentro l’armatura del cavaliere. Leucosia continua a lanciare improperi allo spettro per mantenerlo in fuga e l’arcibarone impartisce ordini a tutti gestendo al meglio la battaglia per poi tentare di colpire col suo pesante maglio. Il cavaliere fa un balzo avanti mulinando la spada con un ampio arco teso a colpire tutti i presenti alla mischia. Con un balzo Choro supera tutti affronta il cavaliere e assesta un colpo che lo fa barcollare. 

Rollo si rivolge di nuovo agli spettri con voce profonda e convincente: “Fratelli! Ascoltate la storia di Batta, Chango e Tussuk. Di come sono morti... come voi!!! Morti perché hanno osato oltrepassare la pietra del serpente. Tornate a dimorare nell’oscurità. Anime maledette!” 

Gli spettri si sono lanciati uno sguardo e appaiono meno determinati e pericolosi e Rollo avendo ottenuto quello che si era prefissato si defila nascondendosi nella boscaglia.

Dalla testa mozzata esce un liquido nero denso che si appiccica all’avambraccio del povero Klik. Solo Azlyn riesce a farglielo saltare via prima che faccia troppi danni. Belletto da' il suo contributo con una frase caustica portando “sciagura” al cavaliere e Klik si ributta nella mischia lanciando lampi taglienti. Leucosia osserva un luccichio nel luogo dove era seduto il cavaliere e sempre maldicendo lo spettro si avvicina lentamente per indagare. La battaglia impazza, JJ ubbidisce agli ordini dell’arcibarone impegnando gli spettri mentre il cavaliere continua ad incassare colpi, Klik viene temporaneamente paralizzato dalla paura e Rollo cerca di capire dove sia rotolata la testa, la troverà solo a scontro finito. Leucosia finalmente giunta all’albero raccoglie un medaglione composto da un mosaico di vetro raffigurante il simbolo di un cervo. Lo impugna e rivolgendosi al cavaliere ottenendo di paralizzarlo per un istante, quanto basta all’arcibarone per sferrare il colpo finale. L’armatura crolla, il medaglione si incrina e gli spettri lanciano un terribile urlo prima di svanire.

Nei pressi vengono rinvenute le spoglie, vecchie di una decina di anni, di tre persone che vengono seppellite con un gesto di misericordia da Belletto. JJ si appropria della spada e dello scudo, entrambi imbevuti di potere magico, mentre Leucosia si infila in tasca il medaglione che ha alcune proprietà interessanti. Rollo infila in un sacco il cranio e l’elmo del cavaliere per riportarlo in città. Il resto del corpo e l’armatura viene seppellito con l’intento di, magari, ritornare a prenderlo qualora la famiglia si mostrasse interessata e volesse pagare una lauta ricompensa.

Lo stemma secondo Makrov appartiene alla famiglia Alberone dell’ Orunet, sembra che molti anni fa la famiglia dell’arcibarone abbia rubato dei meriti sul campo di battaglia; l’arcibarone non sembra interessato a riportare le spoglie per riappacificarsi con loro.

La battuta al cinghiale prosegue e dopo poco viene raggiunta una formazione rocciosa che somiglia ad un serpente. Rollo mette a conoscenza il gruppo del contenuto del diario e della pericolosità del luogo dove sono giunti e l’arcibarone decide di spostare lì il campo per proseguire la sua avventura. Ordina ad una parte del gruppo di tornare a smontare il campo. Belletto, Leucosia, Rollo e Choro si mettono in cammino, una volta giunti al campo notano subito che qualcosa non va. Il campo è stato saccheggiato da qualche animale che, a dispetto dei sospetti iniziali, non sembra essere il cinghiale. Le provviste sono sparite. Quattro persone dovranno portare le cose di otto e Leucosia si rifiuta di caricarsi come un mulo. Scoppia un litigio furibondo con Choro che in un primo momento subisce la presenza terrificante ed è costretta a fuggire ma quando la morsa magica viene rilasciata ritorna più arrabbiata che mai e riesce a darle due poderosi pugni prima che Belletto e Rollo riescano a separarle. 

Caricandosi più del dovuto, ma facilitati dall’aver perso il peso delle provviste, il gruppo si riunisce e viene preparato il nuovo campo. Alcune cose non di vitale importanza sono rimaste indietro e verranno recuperate all’indomani mattina o nel viaggio di ritorno. La notizia della perdita del cibo viene accolta con preoccupazione da Makrov che si augura che la caccia al cinghiale vada a buon fine per evitare di dover finire prematuramente la battuta. 

Presi da parte solo i componenti del Palco 51 Leucosia inizia una discussione sull’accaduto e su eventuali provvedimenti da prendere nei confronti di Choro...

Fine diciannovesima puntata.


Diario a cura di Eros Rollone
Revisione a cura di Ohmnibus

lunedì 17 febbraio 2025

Lo spirito del Serpente

headless knight by Anastasiya Alexeeva

Collina delle Ossa, sera del 3° ahoer crescente (7 aprile)

Stanco di aspettare il cinghiale anche l'arcibarone raggiunge il campo base poco dopo il suo allestimento. Rollo si dedica per il resto del giorno alla lettura del diario.

Il nome dello scrittore nella seconda di copertina è ormai cancellato dal tempo e dall’umidità.

I primi tempi la resistenza si stava facendo valere, almeno finché i llud non iniziarono a battere a tappeto e in forze la foresta costringendoli a ritirarsi sempre più in profondità. Quei luoghi erano considerati anche all’epoca pericolosi. Il diario si interrompe nell’estate del 72 mentre faticavano a trovare cacciagione e il morale era basso.

Durante il primo turno di guardia Leucosia approfondisce la conoscenza di Choro, è stata a Kobe nel Wirtar dove viveva il maestro che le ha insegnato, ora è in cerca di qualcuno che la sconfigga per imparare qualcosa e diventare più forte per rimettersi poi ancora alla ricerca.

Improvvisamente un forte stridio di grilli sveglia tutti, dall’intensità dei rumori devono essere una dozzina di esemplari di almeno 20 kg, oltre questa prima cerchia sembrano essercene infiniti altri e solo la creazione di tappi di cera presa da candele consente al gruppo di riprendere sonno. Con la luce dell’alba le creature smettono di rumoreggiare e l’arcibarone decide di rimanere a riposare fino a tardi per recuperare. 

Collina delle Ossa, mattino del 3° tehner crescente (8 aprile)

Klik si mette all’opera per costruire dei paraorecchi con muschio resina e sughero. Azlyn va in cerca di tracce nel bosco e trova delle orme di cinghiale vecchie di alcuni giorni che portano lontano dalla tana . Rollo continua la sua lettura:

Le creature della zona si erano inselvatichite oltremodo ed erano diventate un problema più grosso dei llud per loro, qualcuno andato in cerca di cibo non era mai ritornato. Il Batta, per il quale usa un tono dispregiativo, viene definito vigliacco e sembra che rovinasse il morale con delle storie sullo “spirito del serpente” a cui Chungo e Tussuk credono. Lo scrittore non crede che le storie siano vere ma in ogni caso esiste un luogo chiamato "Pietra del Serpente" oltre cui è meglio non andare e si sentono intrappolati fra l’incudine e il martello.

Quando l'arcibarone si sveglia decide di seguire le tracce del cinghiale viste da Azlyn. Senza disfare il campo base ci si incammina lungo quello che sembra essere uno dei percorsi abituali della bestia. Da terra le ossa che spuntano sembrano man mano aumentare e Klik scavando si rende conto che sono molto numerose.

Dopo un paio di ore viene raggiunta una radura con uno scheletro in armatura appoggiato ad un albero come si stesse riposando. Accanto a lui un arma appoggiata al suo fianco ed uno scudo semicoperto da radici e muschio. Leucosia si insospettisce immediatamente e si ricorda di alberi che emanano spore velenose, dal terreno sembrano esserci molte più ossa e se ne vedono di umane. Rollone è spaventato senza sapere il motivo e non vuole fare nemmeno un passo all’interno della radura mentre JJ e l’arcibarone sembrano molto interessati alle armi del cavaliere. Dopo le prime accurate osservazioni JJ rompe gli indugi e con circospezione si avvicina lateralmente.

Dalla parte opposta della radura una persona che nessuno aveva notato prima si alza in piedi e mette mano alla spada. Nel digrignare i denti gronda sangue dalla bocca.

“Chi è venuto a violare il sonno del cavaliere?” La figura molto emaciata è come sfocata e sembra essere un fantasma. “Io e i miei fratelli veglieremo sul corpo del cavaliere per sempre, anche se dovessimo divorarci tra di noi per sopravvivere”

Le minacce dello spettro fanno scattare JJ che si sente sfidato e il combattimento ha inizio mentre altri due spettri compaiono come dal nulla.

JJ porta un colpo che apparentemente non causa danni poi salta di lato scoprendo un fianco del nemico su cui si abbatte il martello dell’arcibarone. Gli spettri tentano di parare e schivare gli attacchi come fossero vivi anche se le armi non sembrano ferirli. Azlyn con un attacco mentale sembra finalmente riuscire a ferire lo spettro mentre Klik corre al corpo del cavaliere e afferra il teschio: forse separarlo dal corpo metterà fine a quella stregoneria. Ma ottiene solo di far infuriare gli spettri .

Uno di loro lo colpisce con la spada. Al posto di una ferita di taglio le carni si congelano dolorosamente. Uno dei fratelli lo prende a male parole causandogli una dolorosa visione a cui riesce a stento a resistere. Leucosia usa una delle sue arti mentali per terrorizzare il terzo fratello, riuscendo a metterlo in fuga.

Rollo si era visto sfumare la possibilità di negoziare un lasciapassare dopo la decapitazione delle spoglie così, giocandosi tutte le sue carte, avanza con voce cavernosa ed intima ai soldati di inchinarsi di fronte all’arcibarone Renyjak!

Per un attimo il tempo si ferma. Il silenzio è rotto da un debole fruscio misto a cigolio e scricchiolio alle spalle di Klik… l’enorme corpo del cavaliere è in piedi, al posto della testa una fiamma blu dalla quale proviene una voce ultraterrena:

“Miei fedeli alzate la testa! I Renyjak hanno recato grande offesa alla mia famiglia e costui, loro discendente, ora ripagherà l'onta con sangue e lacrime!”

Fine diciottesima puntata.


Diario a cura di Eros Rollone
Revisione a cura di Ohmnibus
Immagine (c) Anastasiya Alexeeva

lunedì 13 gennaio 2025

Il soffione e il gioco del piedibuca

Arcibarone Bergljot Renyjak (母者,組織暴力輩 and Gravedigger & Zombie by seok young choi)

Palco 51, sera del 3° nehener crescente (6 aprile)

Dopo una veloce ma accurata scrittura il contratto, con tanto di postille, è pronto per essere firmato, Autolicus lo legge senza capirlo ma firma subito fidandosi delle capacità di Rollone perché si sa, “lui di cose ne scrive tante e ha molta esperienza”. Gli altri si riserbano del tempo per prendere una decisione magari al ritorno dalla collina delle ossa stretti intorno ad un tavolo con un paio di birre in corpo.

Porta Nord di Belkar, alba del 3° ahoer crescente (7 aprile)

All’appuntamento alla porta nord il barone si presenta con un ora di ritardo, Belletto e Rollo in testa al gruppo fanno da guida mentre il barone viene mantenuto al sicuro all’interno del gruppo. Belletto fa l’errore di chiedere al barone dei racconti di guerra e il nobilastro, come lo ha subito definito JJ alle spalle, si rivela essere un insopportabile cafone guerrafondaio.

All’inizio il bosco è abbastanza comune con sentieri ben tracciati e segni di attività di boscaioli. Poi all’improvvisco il bosco si infittisce le fronde lasciano l’area in penombra e tutto sembra coperto da una spessa coltre di muschio. Dopo un po iniziano a vedersi dgli strani segni per terra, strisce irregolari lasciate sembra dal passaggio di numerosi grossi insetti, Belletto identifica un odore strano provenire dalle striscie e Autolicus ricorda aver visto da bambino delle formiche che migravano in colonne lasciando una scia simile a quella. JJ si siede spazientito per terra mentre Autolicus analizzando l’area scopre che sono insetti che comunicano con tracce olfattive e la scia più fresca passa proprio dove si è seduto JJ impregnandosi le brache di quel cattivo odore.

La scia viene seguita nella speranza di trovare un grosso animale che si ciba di quegli insetti e finisce dento un buco tra le rocce. Nei pressi si trovano delle ossa di animali di taglia media. Rollone lancia una pietra dentro la tana per fornire una preda al barone, dopo poco si inizia a sentire del trambusto ed escono una dozzina di esemplari di insetti color ambra che sembrano gonfi come dei palloncini. Il primo comincia a fremere e l’aria si satura di cattivo odore. Gli insetti attaccano, un buona metà si dirigono verso JJ probabilmente sentendo l’odore della scia di cui si è sporcato. Belletto ne congela alcuni Rollone con una pietra ne fa rotolare uno a lato mentre JJ con un colpo di spada ne uccide uno che esplode schizzando un liquido misterioso che schiva agilmente per un soffio. Il barone con una potente martellata ne schiaccia un altro e viene investito da un getto di acido poi si disinteressa della battaglia per lavarsi via il liquido con la scorta di acqua. Choro (la Giada nera) vedendo questa scena si trattiene dal portare il colpo per evitare di fare la stessa fine. Gli altri insetti a pochi metri iniziano a rotolare e tentano di mordere i garetti, uno di questi con un gesto suicida esplode ai piedi di Autolicus ferendolo.

Autolicus uccide un paio di insetti a distanza poi Rollo al grido di “ora invento un nuovo gioco” con un potente e preciso calcio col collo del piede lancia nella tana un insetto gridando “PIEDIBUCA!!!”, dopo questa scena Choro con un preziosismo alza una pietra col piede e la calcia contro l’ultimo degli attaccanti uccidendolo.

Analizzando le carcasse Autolicus capisce che vivono in grandi comunità e sono delle mutazioni non “naturali” Klik inoltre ricava una sorta di granata corrosiva dal corpo non esploso di uno di loro. Rollo esaminando l’entrata della tana trova una vecchia sacca col simbolo del soffione e all’interno una corda mezza mangiata da una strana muffa nera che si rivela essere utile per corrodere all’occorrenza una certa quantità di materiale. 

All’ora di pranzo il barone pretende di fermarsi per mangiare, durante il pattugliamento dei dintorni vengono rinvenute le tracce di un grosso cinghiale. Seguendo le tracce si arriva all’entrata di una grotta, il piano del Barone è far entrare un piccolo gruppo per stanare la bestia per poi attaccarla all’aperto. La grotta è vuota ma all’interno ci sono dei vecchi giacigli umani e si trova un’altra sacca col simbolo del soffione con un libretto malconcio dentro. Rollo la mette da parte per leggerla con più calma ed evitare visto le sue condizioni che gli si sfaldi in mano.

Viene creato un campo nelle vicinanze e il barone con altri di scorta si appostano sotto vento in attesa di fare un agguato all’animale. Rollo stende una coperta all’asciutto e mette mano al libretto che per la verità è meno delicato di quanto pensasse, sembra che abbia messo mano ad un diario che risale ai tempi della resistenza...

Fine diciassettesima puntata.



Diario a cura di Eros Rollone
Immagine (c) seok young choi

lunedì 25 novembre 2024

La lista del piombo

Jonathan P. Stolavich (Sketches 4 by Grigory Davidov)

Cittadella Gadhir, mattino del 3° sener crescente (5 aprile)

La sera precedente si è conclusa con una discussione sulla gestione della bacheca che ha lasciato l'amaro in bocca a tutti. Rollone si arrovella per gran parte della notte finché non gli viene l'idea di stilare un contratto da far firmare ai suoi compagni. Illustra l'idea mentre sono in cammino verso la cittadella Gadhir per definire i dettagli sulla missione di scorta, ma nessuno dei suoi sodali condivide il suo entusiasmo.

Il discorso si interrompe quando arrivano alla cittadella, dove si è formata una lunga fila per entrare. Le guardie imperiali, protette da un'armatura composta da un materiale simile alla grafite, interrogano tutti quelli che vorrebbero entrare. I componenti del Palco 51 non vengono ritenuti adeguati per entrare e sono costretti a fare il giro delle mura interne per entrare dalla porta nord, più vicina alla meta.

All’interno della cittadella accedono ad una tenuta con giardini e campi coltivati, dove trovano l'arcibarone. Il nobile committente è un omone spocchioso coperto di un cappotto sotto al quale sfoggia il torso istoriato di tatuaggi. Nella stalla la cavalcatura del barone si rivela essere un’alce gigantesca. Alla battuta parteciperanno l'arcibarone e il suo assistente Makorv che organizzerà la spedizione. Viene compilata una lista di equipaggiamento necessario. Klik prova a richiedere cose per i suoi progetti come acciaio, piombo e calamite, tutte cose abbastanza improbabili che vengono scartate dall’uomo.

La partenza viene fissata all’alba del secondo giorno (il 3° ahoer - 7 aprile). Il luogo d’incontro è la porta nord/est della città.

Resto del 3° sener crescente (5 aprile)

Rollone va ad avvisare la Giada Nera, poi corre a casa per cominciare a scrivere il contratto. Klik termina la costruzione della casetta per Ignea e le promette mirabolanti migliorie quando reperirà altro materiale in cambio della sua collaborazione futura.

Belletto e Azlyn vanno in osteria e apprendono da Ariagarn che Clarmont, un suo ex fornitore, potrebbe sapere qualcosa di più sulla collina delle ossa. Il tizio vive al distretto Dalnyr, all'incrocio col bivio del porto.

Jean Jaques si incontra con Aline e le rivela di essere suo fratello da parte del padre, il conte De Gavrillac de Bourbon, infrangendo tutti i sogni d'amore della ragazza. Jean Jaques ribadisce che farà tutto quello che è in suo potere per impedire al bieco marchese Noël De Maynes di mettere le grinfie su di lei, e che per farlo dovrà allenarsi con la spada per poterlo affrontare in duello. Lei fa fatica ad accettare la realtà. Dopo essersi sfogata gli rivela l’identità del migliore maestro di spada di Belkar, Selna Doukoon.

Belkar, 3° nehener crescente (6 aprile)

Azlyn si dedica alla produzione di poncho mimetici, mentre Klik riesce a produrre un prototipo di piccione meccanico che ancora però non è in grado di coprire grandi distanze (circa 200 metri).

Gli altri raggiungono in un paio di ore il distretto Dalnyr. La parte più esterna della macchia sembra essere relativamente sicura tanto che è frequentata da cacciatori e boscaioli ma addentrandosi nella parte più scoscesa i pericoli sembrano aumentare. C’è una fauna tipica dei boschi ma ascoltando i racconti di chi ci è stato anche creature strane e insetti più grandi del normale. Il bosco sembra essere anche particolarmente buio e le spedizioni trovano spesso ossa tutte spolpate apparentemente più numerose rispetto al numero di uomini di cui si conosce la scomparsa. Belletto osservando con attenzione la collina sembra scorgere il profilo di un corpo femminile, e grazie a questa "mappa mentale" è abbastanza sicuro di sapersi orientare in futuro. Rollone vuole parlare con un brone per avere dettagli sulla leggenda della "collina delle ossa". Interpellato il bracciante Stolavich si scopre che la storia risale a circa quindici anni prima, qualche anno dopo la conquista da parte del Llundian. Un nobile, forse un cavaliere, si addentrò nel bosco e non fece più ritorno. Le spedizioni inviate successivamente per cercarlo ebbero la stessa sorte. Rollo non può fare a meno di pensare ad una buona storia: la resistenza brone coperta dalla leggenda della collina delle ossa.

Dopo una breve e infruttuosa ricerca di erbe al limitare del bosco si torna in città, Belletto vorrebbe acquistare delle erbe repellenti per insetti e dopo una furibonda lite fra i tre (Rollone, Belletto e Jean Jaques) sull’utilizzo della cassa comune si opta per lasciare le erbe sullo scaffale. Rollo si convince sempre di più dell’esigenza di un buon contratto che regoli le questioni interne del Palco 51...

Fine sedicesima puntata.


Diario a cura di Eros Rollone
Revisione a cura di Ohmnibus
Immagine (c) Grigory Davidov

lunedì 18 novembre 2024

Adrenalina

Choro, la Giada Nera (Brawler by Choro Choi)

Orfanotrofio San Argabar, notte del 3° ahner crescente (3 aprile)

Il giro notturno di ispezione all’orfanotrofio promette bene, le finestre basse non hanno tutte le inferiate ed è abbastanza facile riuscire ad entrare non visti nella struttura sia perché il piccolo cortile è pieno di ombre sia per l’assenza di guardie nella zona.

Belletto, che si è visto bocciare l'idea di far scorte di dolciumi, si sente comunque abbastanza sicuro da anticipare l’effrazione, e assistito da Rollone in veste di scassinatore scavalcano le mura di cinta.

Dopo aver forzato una finestra col piede di porco affrontano l’oscurità a tentoni fino a quello che dovrebbe essere l'archivio. La serratura chiede in pegno un grimaldello, che Rollone dovrà ricomprare, ma riescono ad entrare senza allertare nessuno.

Accesa una candela, Belletto trova nelle sue ispezioni un documento relativo ad una grossa donazione. Ha già visto da qualche parte il tipo di carta anticata utilizzata, ma non ricorda dove.

Rollone che nel frattempo rovista negli schedari non trova la cartella di Autolycus che l'amico gli aveva richiesto. E' più fortunato con la cartella di Torrin Xuti. Si scopre che è diventato orfano durante l’invasione del Llundian. Non si è mai integrato con gli altri bambini ed è stato spesso vittima di bullismo. Per sfuggire alle angherie si nascondeva in strette intercapedini dove nessuno oltre a lui era in grado di infilarsi grazie alla sua corporatura esile. Prima della sua fuga dall'orfanotrofio pare abbia avuto contatti con altri ragazzi poco raccomandabili fuori dell’orfanotrofio, uno dei quali aveva un tatuaggio di uno scudo.

Uscendo dall’edificio i due vengono sorpresi da un bambino destatosi per i rumori e riescono a rimandarlo a letto dietro compenso di 40 drog, dato che non avevano dolciumi. Allontanatisi velocemente dalla zona, Rollone medita di tagliarsi i baffi e si annota nel diario di non passare per un po’ nei pressi dell’orfanotrofio per non farsi riconoscere.

Palco 51, mattino del 3° tahner crescente (4 aprile)

All’indomani mattina la scritta col sangue “Sarò la tua Sciagura” imbratta l’entrata del teatro. Appare subito chiara al solo interessato; un inquietante messaggio d’amore di un certo pagliaccio per Belletto…

Accademia dell'Ancora, mattino del 3° tahner crescente (4 aprile)

Il terzetto si toglie di torno e va a cercare informazioni all’Accademia dell'Ancora. Secondo Ariagan lo scudo potrebbe essere il simbolo degli antagonisti dell’ARCA, il “Sodalizio dei leali vigilanti”, la cui base principale si trova nel distretto di Tolnir. Le cose si fanno troppo pericolose per andare avanti oltretutto non ci sono più questioni in sospeso con loro che giustifichino eventuali rischi. La bacheca delle missioni è ben fornita, la richiesta di un teatro di burattini gratis per l'orfanotrofio viene scartato per evitare di essere riconosciuti, il recupero di un relitto è infattibile per evidenti mancanza di mezzi e competenze necessarie. Belletto decide di partecipare come cavia ad una sperimentazione di farmaci, mentre Rollone è interessato, in qualità di improvvisato impresario di Autolycus, alla richiesta della di una guerriera che offre soldi per essere affrontata in combattimento. Autolycus vuole convincere Rollone ad accettare una pericolosa missione per scortare un barone in una battuta di caccia alla Collina delle ossa. Il barone è un nobile del Niduven, nel Llundian, che sembra essere stato mandato al fronte alcuni mesi prima perché "scomodo". Le voci su di lui dicono che cavalchi un alce. La Collina delle ossa, il cui nome ufficiale riportato sull'ingaggio è "Macchia di Dalnyr", è tristemente nota perché chiunque vi si avventuri non torna e di lui si trovano solo le sue ossa. Qualcuno ha commentato scrivendo sul biglietto che la missione è una follia…

La donna nordan che si fa chiamare "La Giada Nera" e che cerca qualcuno in grado di sconfiggerla, ha affittato un magazzino dove vive e si allena. Sembra moto ben preparata e pericolosa. Autolycus e Belletto vogliono convincerla a partecipare alla spedizione alla Collina delle ossa confidando che l’impresa possa portarle l’adrenalina che va cercando, lei accetta per 1250 drog a patto di avere un incontro con Autolycus. Lui si convince solo dopo che Rollone si è offerto di combattere al suo posto.

Dopo un primo tentativo poco convinto Autolycus perde il controllo e va in berserk. Il suo colpo sprigiona un onda di energia che, schivato agilmente dalla donna, colpisce in pieno il povero Belletto. La Giada Nera blocca in una morsa il braccio di Autolycus facendo leva fino a quasi romperlo. Un gesto inconsulto del ragazzone lo porta però a rompersi il braccio da solo…

Con l’impegno di avere in futuro un altro scontro la donna accetta di prender parte alla spedizione. Rollone e Belletto, corrono a prendere il biglietto della missione e si incamminano verso la dimora del barone per avere i particolari...

Fine quindicesima puntata.



Diario a cura di Eros Rollone
Revisione a cura di Ohmnibus
Immagine (c) Choro Choi

lunedì 7 ottobre 2024

La strana coppia

Dr. Aerin Alken (Medic by Bri-in-the-Sky)

Sede della Corporazione, mattino del 3° ahner crescente (3 aprile)

La chiacchierata con Autolycus ha dato grossi risultati, ma a Rollone è venuta l'idea di parlare con qualcuno della Corporazione. Autolycus si ricorda della dottoressa Aerin Alken da cui andava per controlli e riparazioni quando era piccolo. Rollo non si fida a lasciare solo il compagno perché suppone che il suo problema possa dipendere da un meccanismo che qualcuno fra i suoi dottori gli ha impiantato. Autolycus ha una fiducia incrollabile nella Corporazione che gli ha salvato la vita ma promette comunque all’amico che avrebbe cercato di farlo rimanere nell’ambulatorio durante la visita. Prima di andare alla Corporazione Rollo racconta una favola motivazionale sul vento e il sole per la fiducia in sé stesso di Autolycus. 

C’erano una volta il Vento e il Sole che iniziarono a litigare su chi dei due fosse il più forte.

– Il più forte sono io, che con il mio soffio spazzo via le chiome degli alberi! – esclamava il Vento

– No! Il più forte sono io che coi miei raggi brucio le sabbie del deserto! – rispondeva il Sole

Decisero allora di fare una gara per stabilire chi fosse realmente il più forte dei due.

– Facciamo così mio caro Sole, vediamo chi per primo riesce a togliere i vestiti a quel viandante – disse il Vento.

– Ci sto! – rispose il Sole.

Il vento allora prese a soffiare impetuosamente contro un povero viandante che passava vicino a loro. Ma l’uomo si strinse più forte nelle sue vesti. Il Vento allora soffiò ancora più forte e più freddo, ma il viandante tirò fuori dalla sua bisaccia un mantello e si coprì ulteriormente. Prova e riprova per il Vento non ci fu nulla da fare…

– Ora, se permetti, vorrei provare io… – disse il Sole mentre il Vento gli cedeva di malavoglia il posto.

Il Sole iniziò a splendere timidamente, il viandante sentendo i tiepidi raggi del sole risplendere sul suo viso si tolse la mantella e la ripose nella bisaccia. Il Sole sorrise e piano piano aumentò l’intensità dei suoi dolci raggi. Il viandante dapprima si allargò il collo della giacca, poi tolse anche quella iniziando a sudare. Il Vento che si vedeva ormai sconfitto, non era per nulla contento. Il Sole continuò a scaldare il viandante finché questo non si tolse tutti i vestiti, e non appena scorse un fiume lì vicino vi si buttò dentro per rinfrescarsi. Il Sole fece un largo sorriso nei confronti del Vento, che indispettito per aver perso la scommessa, se ne andò via senza farsi più vedere per mesi e mesi.

I due riescono a farsi ricevere subito dalla dottoressa. La receptionist li invita a seguire una palla fluttuante robotica che li conduce nei meandri del labirintico complesso. Mentre avanzano di corridoio in corridoio, Autolycus butta l’occhio oltre una porta socchiusa, dove vede qualcuno legato ad una sedia dalla quale si protendono diversi attrezzi e tubi metallici. Prima di vedere altro, gli si para davanti un uomo: il volto pallido incorniciato da capelli lunghi e neri, poco curati. Una vistosa cicatrice da fuoco o acido su tutto lo spazio della mandibola, su fino alle orecchie. Il vestito nero, forse un camice, con svariati apparecchi da cui si diramano e convergono diversi tubi. Non dice nulla ma lo guarda con ira. Gli si fa incontro quasi a volerlo attaccare, ma si limita a sbattergli la porta in faccia.

Arrivati al laboratorio e dopo le presentazioni, la dottoressa Alken promette a giorni un esame approfondito e intanto procede ad un esame rapido. Attacca dei fili dietro il collo di Autolycus in prese che nemmeno ricordava di avere. All’improvviso si spengono tutti i macchinari, dai cavi escono scintille e Autolycus diventa rabbioso. La dottoressa viene mandata gambe all’aria con un colpo, Rollone stacca velocemente i cavi nella speranza di poterlo calmare con più facilità. Alken si rimette in piedi e rovistato nella scrivania e ne estrae una sorta di balestra. Autolycus ancora più rabbioso scaglia una bolla di energia su Rollo, che fortunatamente schiva. Il whirn si fa avanti per calmare Autolycus, e riesce a distrarlo il tempo necessario alla Alken di colpirlo con un dardo soporifero.

Sede della Corporazione, primo pomeriggio del 3° ahner crescente (3 aprile)

Autolycus si sveglia dopo qualche ora. E' stato trasportato in infermeria ed assistito da Rollo (che nel frattempo ha leggiucchiato un libro di erboristeria) e da un'infermiera anche lei in parte meccanica. Autolycus viene dimesso con la raccomandazione di non fare sforzi eccessivi e soprattutto evitare i luoghi affollati. I due tornano al bosco dove hanno avuto a che fare con i topi: Rollo vuole trovare delle erbe per mettere ko l'amico casomai dovesse avere un'altra crisi.

Distretto Halda, pomeriggio del 3° ahner crescente (3 aprile)

Nonostante l'aria aperta si sente un debole odore di decomposizione, ma non se ne trova la causa. Qualche topo saltella qua e là, ma nulla di preoccupante, a differenza dell'insistente gracchiare dei corvi.

Mentre Rollo va in cerca di erbe Autolycus rimane di guardia. La ricerca dà buoni frutti e nel viaggio di ritorno si decide di fare domande in giro sull’odore di morte. Si avvicinano ad un fattore, ma questo va subito su tutte le furie scambiandoli per dei ladri di verdure. Chiama a rinforzo due ragazzoni armati di forcone. Rollo scatta veloce uscendo dalla vista mentre Autolycus, nel tentativo di imitare l'amico, cade rovinosamente. Gli avversari subito gli sono addosso colpendolo alla schiena; è solo grazie alla tempra sovrumana di Autolycus se ha subito solo danni superficiali.

I contadini vorrebbero portare Autolycus dai guardiani erranti, ma solo dopo una lunga ed estenuante discussione Rollo riesce a convincerli di averli confusi con qualcun altro e finalmente possono tornare a casa.

Palco 51, sera del 3° ahner crescente (3 aprile)

Si torna al palco per rifiatare ed effettuare le riparazioni del caso in modo da mettere la parola fine alla giornata impegnativa. I due decidono di andare al più presto all’orfanotrofio sia per cercare informazioni su Torrin Xuthi che sul passato di Autolycus stesso.

Fine quattordicesima puntata.


Diario a cura di Eros Rollone
Revisione a cura di Ohmnibus
Immagine (c) Bri-in-the-Sky

lunedì 23 settembre 2024

Pubbliche relazioni

Ignea by  AdamLutodelle

Teatro dell'Arcinbobolo, tarda mattinata del 2° enhor crescente (2 aprile)

Belletto incontra Wren e Amaranta degli Oleandri, la cui chimica, Amaranta, è specializzata in effetti speciali. Successivamente, si rivolge a Stella Mara e alla misteriosa Nimerona, una figura immobile e inquietante che la segue come un'ombra.

Autolicus non trova il coraggio di parlare con Stella Mara e offre il suo aiuto a Klik che ha la sensazione che nuovamente i suoi attrezzi siano stati spostati. Infatti con la coda dell’occhio si avvede che uno di essi si è mosso. Klik preoccupato porta cleto alla luce del sole per una accurata ispezione.

Rollo, desideroso di scoprire le origini dell'ARCA, si rivolge all'arbitro. Questi gli suggerisce di consultare il decano Baydin, solitamente oberato di impegni ma ora libero dopo la gara. Baydin, affascinato dalla storia apparentemente bizzarra del ciabattino fondatore, lo indirizza verso una ricca documentazione che ne attesta l'autenticità. Sembra che tutto sia iniziato con delle marionette create per intrattenere i figli dei clienti, per poi evolversi in un vero e proprio teatro. Tuttavia, mancano prove fisiche concrete. Per facilitare le ricerche di Rollo, Baydin gli promette l'accesso alla sua biblioteca personale, invitandolo a condividere le scoperte.

Klik fa un'inaspettata scoperta tra i suoi attrezzi: una fatina meccanica, Ignea, nascosta per sfuggire a qualcuno. La creatura, precedentemente imprigionata, si era infilata in una scatola e, una volta libera, aveva seguito un ragazzone mezzo meccanico per poi infilarsi nella sua curiosa borsa degli attrezzi. Commosso dalla sua storia, Klik decide di costruire una piccola dimora per lei, ma mentre sta predisponendo tutto, Ignea si nasconde all'apparire di Stella Mara e della misteriosa donna velata, Nimerona. Questo episodio rafforza i sospetti di Klik sulla vera natura di Nimerona.

Capitaneria di porto, primo pomeriggio del 2° enhor crescente (2 aprile)

Mentre Klik rimane a lavorare in segreto alla casa delle bambole, gli altri si recano alla capitaneria di porto. Fingendo di aver trovato una cassa timbrata e voler ottenere una ricompensa dal destinatario si ottiene un nome: Cedak, un mercante con vari magazzini.

Ritornati alla casa del vicolo perlustrano i dintorni nella speranza di identificare le attività che si svolgono all’interno dell’edificio. E’ una zona benestante anche se non nobiliare prevalentemente di abitazioni prestigiose e qualche attività. Per avvicinarsi Belletto finge di dover orinare nel vicolo, e nota che la porta, anche se non è un portone, è abbastanza grande da far supporre che dietro vi sia un magazzino.

Belletto parlando con Alissa scopre che il capofamiglia Granar Cedak commercia in vini pregiati ed altro e riesce, non senza difficoltà, a strapparle l’impegno di fare qualche domanda senza smuovere troppo le acque.

Autolycus è in cerca di suggerimenti per trovare il modo di mettersi fuori gioco nel momento in cui perde il controllo per evitare di far male ai suoi amici. Vorrebbe capire da dove viene il suo problema. Rollone si offre di fare con lui una chiacchierata per stabilire l’origine del problema e indirizzarlo verso il giusto specialista.

Fine tredicesima puntata.


Diario a cura di Eros Rollone
Revisione a cura di Ohmnibus
Immagine (c) AdamLutodelle

Onori e amori

Ilyo Baydin (Commissioned Space Noble by Ilya Baydin)

Teatro dell'Arcinbobolo, mattino del 2° enhor crescente (2 aprile)

Prima della gara Rollo carica i suoi attori con un discorso di incoraggiamento:

Parole per ogni occasione evenienza e convenienza: parole leggere come piume e pesanti come macigni, parole dolci come zucchero e amare come il fiele, parole penetranti come lama e tenere come il burro. Tutti le possono avere, parole corte e parole lunghe, parole tanto per dire, parole per fare, parole bugiarde e parole vere, parole di conforto e di circostanza, parole di guerra e di pace, parole di speranza e disperate, parole a caso e per tutti i gusti. 

Le parole vanno dette nel modo giusto al momento opportuno, non puoi usarle senza precauzioni potrebbero bruciare alla velocità degli sterpi o scaldare come il fuoco in inverno. Qual è dunque il nostro mestiere?! ATTORI!!!!

L'arbitro Clement Cartridge riepiloga brevemente le regole della disfida:

  • Due palchi si contendono i giudizi dei giurati recitando a canovaccio delle scene.
  • Le scene, o atti, vengono comunicati dall’arbitro. I palchi hanno 30 secondi per prepararsi.
  • Le scene possono includere dei vincoli. La violazione dei vincoli, a giudizio dell’arbitro, genera una ammonizione. Se un palco riceve un totale di tre ammonizioni, anche tra scene differenti, perde la scena corrente.
  • Nella scena possono prendere parte più partecipanti in modo diretto (sul palco) o indiretto (es. effetti di scena). La presenza di attori sul palco può essere limitata dall’arbitro.
  • Al termine di ogni scena i giurati votano la loro preferenza per le performance di un palco o l’altro. Chi ha la maggioranza dei voti vince la scena.
  • Vince il palco che si aggiudica tre scene.

I tre giurati sono: Wren, membro della compagnia "Teatro degli oleandri"; Ilyo Baydin, docente dell'ARCA e Stella Mara, del Consiglio di Amministrazione dell'ARCA.

Sono presenti anche alcuni spettatori:

  • Una donna il cui volto è celato da un velo scuro
  • Aline De Gavrillac de Bourbon, su invito di Jean Jaques
  • Una giovane donna in abiti viola che dalla foggia fanno pensare ad un adepto
  • Ariagan, l'oste dell'Accademia dell'Ancora
  • Alissa Redwyne, impresario del Palco 51

I titolo della sfida è "Onori e Amori", si tratta di una commedia ambientata nel periodo della guerra.

Atto 1: Il contendere

Lara e Mara, due nobildonne, sono ad un bistrot con i rispettivi mariti e si contendono le attenzioni del giovane Marcantonio.

  • Lara e Mara sono interpretate da attori/attrici dei palchi in competizione
  • Marcantonio è una presenza passiva fuori campo. Le attrici possono dargli voce in modo indiretto (“Come dite? Preferite il the al bergamotto? Oh ma che coincidenza!”)
  • Lara e Mara devono far attenzione a non essere scoperte dai rispettivi mariti. I mariti sono presenze passive fuori campo, sarà il giudice a stabilire se le azioni di Lara e Mara sono troppo palesi, nel caso assegnando una ammonizione.
  • Sul palco possono apparire al massimo due attori per ogni squadra. Gli attori non principali (Lara e Mara) possono comunque scambiarsi.
  • La scena si conclude a discrezione dell’arbitro che annuncia che i mariti di Lara e Mara desiderano tornare a casa.

Jean Jaques sale sul palco interpretando Lara, mentre per i Pagliacci sarà Feliziana ad interpretare Mara. La recitazione di Jean Jaques viene osteggiata da Elbidio, che sale sul palco da secondo attore e nei panni di un cameriere innamorato si frappone geloso tra Lara e Marcantonio decantando il suo amore per la donna. Belletto sale sul palco come gendarme e tenta di liquidare il cameriere arrestandolo per violazione di una qualche legge. A questo punto l'arbitro ammonisce il Palco 51 per aver fatto deragliare la trama dal tema iniziale. Non solo: Feliziana sembra essersi istantaneamente innamorata di Belletto.

La recitazione di Jean Jaques è buona, ma l'ammonizione li penalizza troppo ed il punto va ai Pagliacci.

Uno a zero per i Pagliacci.

Atto 2: Il difendere

Antonmarco è il marito di Mara. Appresi gli interessi della moglie, affronta a viso aperto Marcantonio, per intimargli di rinunciare alle attenzioni della donna.

  • Mara è una presenza passiva fuori campo, ed ancora una volta può esserle data voce in modo indiretto.
  • Antonmarco deve essere un attore dei Gravi Pagliacci, che si sono aggiudicati la scena precedente. Marcantonio deve essere un attore del Palco 51.
  • Oltre ai due attori principali sul palco possono esserci altri tre attori nello stesso momento, a prescindere dalla squadra. Se troppi attori salgono contemporaneamente, è l'arbitro a decidere chi è salito prima.
  • La scena si conclude a discrezione dell’arbitro con l’arrivo di una staffetta che intima ad Antonmarco e Marcantonio di recarsi immediatamente in caserma per prender parte alla guerra.

Belletto interpreta Marcantonio, Omar Antonmarco. Nella corsa al palco vincono Jean Jaques che intende interpretare la fidanzata di Marcantonio, Eros Rollone che interpreta il "gemello" di Marcantonio e Piergiangiacomo Franco Maria che fa da portavoce di Omar.

Nonostante la recitazione dei tre del Palco 51, Piergiangiacomo Franco Maria reinterpreta ogni parola come offesa al "suo signore". Omar sembra prendere molto sul serio quello che dice Piergiangiacomo Franco Maria, tanto che mette mano alla sua spada - che è vera e non di scena - ed attacca Belletto, che non reagisce. L'arbitro prontamente ammonisce i Pagliacci, che perdono la scena.

Uno pari per il Palco 51

Atto 3: L'onore

Il Generale Takeshi deve scegliere chi mettere al comando di un battaglione per una missione importante. Il sergente Foglioni ed il sergente Festicoli dovranno argomentare perché questo comando vada assegnato a loro. E’ importante che Foglioni e Festicoli risultino agli spettatori degli incompetenti.

  • Il Generale è una presenza passiva fuori campo e può essergli data voce in modo indiretto.
  • Foglioni e Festicoli devono essere interpretati da attori di palchi differenti.
  • Sul palco può apparire un ulteriore attore per ogni palco, oltre all’attore principale.
  • La scena si conclude a discrezione dell’arbitro, che interpretando Takeshi dirà “Ho deciso. La guida del battaglione sarà affidata a…” (senza dire il nome)

Autolycus - che non riesce a staccare gli occhi da Stella Mara tanto ne è affascinato - interpreta Foglioni, ed è affiancato da Azlyn che interpreta il caporale Fagina. Festicoli è interpretato da uno "sgorbio" dei Gravi Pagliacci, affiancato da Puguglio che interpreta il soldato semplice Astemio. Lo "sgorbio" farfuglia parole incomprensibili che suscitano ilarità, mentre Puguglio le traduce a beneficio di Takeshi ed il pubblico.

Autolycus si impappina per l'imbarazzo quando si rende conto di essere in scena e soprattutto sotto lo sguardo attento di Stella Mara. L'effetto è esilarante, tanto che anche Ilyo Baydin trattiene a stento le risate, mentre Wren ride scompostamente tra le lacrime.

Le votazioni dei giudici sono a favore del Palco 51, ed anche alcuni tra i Gravi Pagliacci applaudono la performance di Autolycus.

Due a uno per il Palco 51.

Atto 4: Il lutto

Il marito di Mara è morto in battaglia. Marcantonio è incaricato di comunicare l’evento alla vedova.

  • Gli attori devono essere gli stessi che hanno interpretato i ruoli di Mara e Marcantonio.
  • Sul palco sono ammessi due altri attori per ogni squadra.
  • La scena avviene in un luogo affollato. Comportamenti eccessivamente non adeguati saranno penalizzati da un’ammonizione.
  • La scena si conclude a discrezione dell’arbitro, che interpretando un attendente di Marcantonio gli dirà “Signore, è il momento di andare, ci sono altre vedove da informare”

Belletto torna sul palco come Marcantonio, affiancato da Azlyn che interpreta Fagiana e Leucosia che interpreta il fantasma di Antonmarco. Feliziana torna ad interpretare Mara, affiancata da Elbidio.

Feliziana non riesce a trattenere i suoi sentimenti per Belletto, e nonostante l'intervento di Elbidio va spesso fuori tema o si comporta in modo troppo esplicito. Azlyn e Leucosia inoltre danno un apporto molto importante, portando il palco ad aggiudicarsi la scena.

Tre a uno per il Palco 51.

Sipario

Il pubblico sembra aver apprezzato molto. Dopo aver ringraziato i presenti i Gravi Pagliacci si defilano ed i membri del Palco 51 possono interagire con i presenti. Leucosia finalmente può parlare faccia a faccia con Ilyo Baydin. Eros Rollone cerca informazioni sulla storia dell'ARCA rivolgendosi a Clement Cartridge. Jean Jaques si dirige verso la bellissima Aline, che lo attende con un sorriso. Nel frattempo Autolycus nota che la figura velata si avvicina a Stella Mara; le due scambiano alcune parole e con notevole sorpresa si accorge che stanno parlando di lui...

Fine dodicesima puntata.


Diario a cura di Eros Rollone
Revisione a cura di Ohmnibus
Immagine (c) Ilya Baydin