venerdì 29 maggio 2020

Speciale “IL SAPERE NUOVO”: Della perdita. Della paura.

IL SAPERE NUOVO: Della perdita. Della paura.

DELLA PERDITA

Se dovessero chiedermi ‘Perché ti manca ancora?’, io risponderei che la tua mancanza mi ha teletrasportato in un limbo maledetto, dove tutte le immagini dei ricordi e delle belle cose passano in continuazione: il tuo profilo, la tua luce e il tuo calore sono tratti indelebili che non riesco a cancellare. Ricordo questo breve periodo di qualche giorno fa: è stato quello più felice e vissuto, ci siamo trovati e ritrovati, scoperti e amati, vissuti e poi gettati nella banalità assurda di questa fine ingiustificata. Mi sento come vittima di un’ingiustizia non capita, non sono stato assolto dal mio reato.
 
Mi sento oggi pessimo ma allo stesso tempo guerriero della notte e delle parole, cosi che dopo il tuo abbandono, ho deciso di utilizzare lo strumento della parola come dolcificante per alleviare la mia sofferenza; si perché il tuo andare via mi ha spezzato il cuore in quattro parti. Mi manchi e non posso nasconderlo; non riesco a nascondere niente di me, traspare ogni singola emozione. Sono quel tipo di persona che si fa ingannare dalla trasparenza, con me siete tutti in un porto sicuro perché la verità verrà sempre a galla; ti doveva bastare guardarmi negli occhi per capire cosa volevo o perché mi sentivo in un determinato modo: sono semplice, semplice è la mia rabbia, il mio volerti e il mio non volerti. Nessun punto fermo è stato fissato nella mia testa, non ho preso nessuna direzione. Sono in un limbo.
Sono semplice come il mare, sono semplice come la terra che calpesti, sono semplice come la musica e come l’odore che porto sulla pelle. Ma la semplicità è arte complessa e articolata.
 
Nella semplicità della notte e del giorno, il pensiero di averti perso per sempre mi annienta e mi manda all’inferno; sento come delle mani che mi stringono il collo, e mi uccidono.
C’è una frase che mi perseguita in questi giorni: ‘L’appagamento è cosa semplice’, io vedevo questo in noi, vedevo te che illuminavi la stanza con la tua sola presenza ed io che non riuscivo a distoglierne lo sguardo; vedo noi fermi, mentre ti tengo tra le braccia; provo la certezza che anche se ti avessi abbandonato per delle giornate intere avrei potuto ritrovarti a fine giornata, sempre pronta a darmi ciò di cui avevo realmente bisogno.
 
Ricordo perfettamente le sensazioni provate quando ci siamo sfiorati: estasi di tranquillità e di gioia, emozioni ed esperienze che non hanno prezzo e sono inimitabili; diffido dalle imitazioni, non ho vissuto incubi o bugie ma solo verità e mi è bastato guardarti pochi momenti per capire l’unicità dei tuoi sentimenti. 
 
Ho provato a cercarti negli occhi degli altri, a colmare il mio vuoto con divertimento, alcool e rabbia; non è servito a nulla, e allora mi sono affidato alla filosofia, come mio solito, alla sublimazione del dolore come sempre. Ed è uscito fuori tutto questo, ma neanche questo, alla fine, arriverà al tuo cuore. 
 
Tu eri per me qualcosa di unico, e hai tirato fuori quella sensazione che provavo e mi rendeva insicuro, rivelandosi la più vera di tutte: tu non ci sei più. 
 
Brutta esperienza cercare di rimettere in piedi una vita che pensavo fosse perfetta, ricostruire dalle macerie un equilibrio lineare che si era spezzato. Non ho più parole sensate da offrirti se non queste della mia orazione sulla perdita; ho perso il controllo e nella mia guerra interiore volevo solo che tu mi illuminassi di nuovo il cammino..
Sono confuso e stanco e non faccio niente di concreto per averti di nuovo, faccio solo peggio. Sei un fantasma delle mie giornate che mi tiene compagnia negli attimi più tristi.
Non credere più in niente, neanche più alle mie parole, che sono e continuano ad essere incoerenti e ferite, cosi come lo sono io: perso nelle mie ferite.

Perso nella mia perdita e nella mia paura. La tua perdita, la pura di perdere ancora qualcuno o qualcosa. Di perdere fede, lucidità, libertà. Io ho paura amici. Ma so che ne avete anche voi. Ci crogioliamo nella perdita, ma c’è qualcosa che non dobbiamo perdere mai. Lasciate che vi spieghi.

DELLA PAURA

Come molti di voi, io apprezzo il benessere della routine quotidiana, la sicurezza di ciò che è familiare, la tranquillità della ripetizione; ne godo quanto chiunque altro. Ma nello spirito del ricordo, affinché gli eventi importanti del passato, generalmente associati alla morte di qualcuno o al termine di una lotta atroce e cruenta vengano celebrati con una bella festa, ho pensato che avremmo potuto dare risalto a questa giornata, sottraendo un po' di tempo alla vita quotidiana, per vederci e fare queste due chiacchiere.

Alcuni vorrebbero toglierci la parola, impedirci di stare qui insieme. Sospetto che in questo momento stiano strillando ordini a ragazzi inesperti e che presto arriveranno gli uomini armati. Perché? Perché, mentre il manganello può sostituire il dialogo, le parole non perderanno mai il loro potere; perché esse sono il mezzo per giungere al significato, e per coloro che vorranno ascoltare, all'affermazione della verità. E la verità è che c'è qualcosa di terribilmente marcio in questa città.

Crudeltà e ingiustizia, intolleranza e oppressione. E lì dove una volta c'era la libertà di radunarsi con gli amici in piazza, di pensare a cosa bere insieme in osteria la sera, di parlare nel modo ritenuto più opportuno, lì ora avete coprifuoco, sistemi di sorveglianza e giganti meccanici che vi costringono ad accondiscendere e sottomettervi.

Com'è accaduto? Di chi è la colpa? Sicuramente ci sono alcuni più responsabili di altri che dovranno rispondere di tutto ciò; ma ancora una volta, a dire la verità, se cercate il colpevole... non c'è che da guardarsi allo specchio. Io so perché l'avete fatto: so che avevate paura, e chi non ne avrebbe avuta? Guerre, terrore, malattie: c'era una quantità enorme di problemi, una macchinazione diabolica atta a corrompere la vostra ragione e a privarvi del vostro buon senso.

La paura si è impadronita di voi, e il caos mentale ha fatto sì che vi rivolgeste al primo damerino con soluzioni semplici per problemi complessi: Registo De Marinis. Vi ha promesso ordine e pace in cambio del vostro silenzioso obbediente consenso, in cambio di un inchino di fronte ad una fascia blu. Qualche sera fa ho cercato di porre fine a questo silenzio. Ho cercato di ricordare a questa città quello che ha dimenticato: la sua speranza, l'equità, la giustizia, la libertà.

Queste sono più che parole: sono prospettive. Quindi, se non avete visto niente, se i crimini di questa banda armata di criminali nota come Milizia vi rimangono ignoti, vi consiglio di lasciar passare questo mio promemoria. Ma se vedete ciò che vedo io, se la pensate come la penso io, e se siete alla ricerca della verità come lo sono io, vi chiedo di mettervi al mio fianco, fuori dai cancelli della Cittadella, e insieme offriremo loro uno spettacolo che non verrà mai più dimenticato.

lunedì 25 maggio 2020

[RdL] C’è del marcio a Lisalania

Boukal di Nishandar (Doodles by LiXin Yin)
Lisalania, pomeriggio del 6° nehener crescente (27 aprile)

Si perfeziona il piano.
Hisui, Fioravante, Rayanna e il maestro entrerebbero a mezzo rissa nel castello per far fuggire il Toro. Piotr al di fuori è pronto ad accompagnarlo verso il confine e Diogenes a creare un diversivo.

Piotr si prepara ispezionando le vie della città e le vie di fuga, porta gli stivali rotti a riparare dal ciabattino e ottiene il nome di un affittacamere ad un centinaio di metri dai Cinque coltelli, tale Garbato Angeletti, che per la giusta somma manterrebbe acqua in bocca se dovesse portare un “amico” che necessita di anonimato.
Nella parte sud del quartiere artigianale già iniziano ad esserci le guardie e nel quartiere nobiliare c’è molta sorveglianza.

Insegna grigia, 18:30 del 6° nehener crescente (27 aprile)

I rissaioli si recano all’Insegna grigia come convenuto e si comportano sgarbatamente e in modo da attirare l’attenzione. Oltre a Severio ci sono una decina di avventori. I quattro lanciano una sfida ai dadi e due avventori la raccolgono.
Mentre giocano quattro sconosciuti si avvicinano a Myristica, quello coi denti storti la offende offrendole 50 drog per una prestazione. Rissa generale. Severio interviene con una gigantesca mazza da giganti. Le guardie cittadine irrompono fermando l’ira dell’oste. Tutti in arresto e portati in centrale per una notte minimo.

Piazza di Lisalania, 19:15 del 6° nehener crescente (27 aprile)

Diogenes fa spargere la voce di una orazione e alle ore 7.15 si presenta sulla piazza principale. Con le orazioni pubbliche “Della perdita” e “Della paura” il filosofo cerca di portare la folla alla Corte Giuvenile per creare disordini e dare modo ai compagni di agire indisturbati. Un centinaio di spettatori si muovono compatti facendo da corteo a Diogenes mentre alcuni della guardia cittadina [impotenti contro una folla così compatta - N.d.GM] si allontanano per chiedere rinforzi.

Prigioni di Lisalania, 19:30 del 6° nehener crescente (27 aprile)

Il gruppo viene portato alle prigioni cittadine, un edificio all’esterno delle mura in direzione del fiume. Mentre le guardie iniziano a perquisire Fioravante interviene Lassaliti che li fa portare dentro il castello esprimendo felicità per avere finalmente il damerino Diogenes per le palle. Sembra che Lassaliti faccia parte della resistenza! Vengono condotti nei sotterranei dell’armeria come indicato nella mappa purpurea. Cinque guardie difendono la prigione, pure loro ubicate come nella mappa.
Hanno compagnia in cella, Boukal di Nishandar, grande città dei Nordan. Ha una storia molto lunga e noiosa: è venuto nel continente per visitare i luoghi dove è stato il grande avventuriero Medòm, ma la nave è naufragata e si è ritrovato nell'Orulduul. E' molto bravo a “vendere cose” ma essendo straniero è stato messo in cella. Tutti i galeotti sono innocenti. 
Qualche informazione nel fiume di parole Boukal la concede, sembra che i prigionieri che hanno commesso crimini gravi siano messi di sotto.
Mentre il nordan sproloquia, Fioravante apre con disinvoltura la cella usando un grimaldello e Myristica fa lo stesso usando una forcina ma con più fatica del tombarolo.
Decidono di aprire anche l’ultima cella liberando tal Meranzio, anche se non era nel piano originario, il quale attende l’azione dei suoi liberatori.
Il maestro agisce tramortendo fulmineamente entrambe i carcerieri senza lasciar loro il tempo di rendersi conto di cosa stia succedendo. Anche Myristica, che voleva portarsi alle loro spalle per tagliare loro la strada, rimane basita. Le guardie sono quindi disarmate, legate, imbavagliate e chiuse in cella. Fioravante scende quindi in avanscoperta fino ad una porta robusta che apre con le chiavi prese dai carcerieri. Dietro un altra spessa porta si sentono voci e c’è un altro corridoio che si perde nel buio.

Corte Giuvenile, 20:00 del 6° nehener crescente (27 aprile)

Diogenes intanto fomenta la folla contro Registo De Marinis davanti alla Corte Giuvenile [incitandolo ad uscire per rendere conto del clima di paura creato - N.d.GM]. Al posto di De Marinis escono fuori una ventina di miliziani. Nell'arco di pochi minuti la situazione degenera e scoppiano le prime risse. Diogenes, sfruttando la confusione creata, scardina i cancelli della Corte con i suoi poteri senza gesti clamorosi ma semplicemente assecondando la spinta della folla che penetra poi negli stabili.

Castello di Lisalania, 20:15 del 6° nehener crescente (27 aprile)

Piotr dall’esterno del castello comincia a sentire della concitazione e dei pesanti tonfi che si allontanano. Il gigante è entrato in azione... vorrebbe avvisare il filosofo ma è costretto a seguire il piano e rimanere nei pressi del castello...

Fine quarantaseiesima puntata.

Resoconto a cura di Piotr
Immagine by LiXin Yin

giovedì 21 maggio 2020

ESTRATTO DA “IL SAPERE NUOVO - TUTTO SU DIOGENES” #25


In quel tempo, un terremoto aveva da poco colpito Lisalania. La scossa non era stata fortissima, ma duratura; gli edifici più deboli e mal costruiti non avevano retto alle sol eccitazioni e avevano subito danni, soprattutto nei quartieri più poveri della città. C’era stato qualche ferito, ma per fortuna nessun morto.

Fu così che tutta la città si mosse a compassione e anche i più nobili di rimboccarono le maniche ed aiutarono a sgomberare le strade dai calcinacci e a ricostruire le case che avevano subito danni. Altri si impegnarono a pagare le cure per coloro che erano rimasti feriti, altri ancora ospitarono coloro rimasti senza casa presso la loro abitazione.

Diogenes, insieme ai suoi seguaci, si impegnò a ripulire ed aiutare coloro che abitavano nei pressi dell’Insegna Grigia. La taverna non aveva subito danni, ma la strada per arrivarci era sbarrata. Mentre Diogenes e i suoi seguaci lavoravano, egli sentì che per la strada passavano due religiosi provenienti dal tempio. Questi presero a parlare nei pressi di dove si trovava il Maestro, parlavano di empietà, scelleratezza e mancanza di fede. Andarono avanti per qualche minuto fino a quando non si rivolsero direttamente a Diogenes: “Sono i debosciati e i miscredenti come te a creare queste sciagure. Il vostro offendere gli Dei, è quello a generare i terremoti. Se volete aiutare dovreste vivere una vita più retta.”

Diogenes, asciugandosi col dorso della mano una goccia di sudore dalla fronte, si voltò e sorridendo rispose: “Luminosi, perché insultate la mia intelligenza? Vi prego, prendetevela soltanto con me, ella non ha colpe.”

Si voltò e ritornò al suo lavoro.

lunedì 18 maggio 2020

[RdL] I lacchè di Diogenes

Serg. Stida Primieri (study work by Kyoung Hwan Kim)
Crestadorata, tarda mattinata del 6° nehener crescente (27 aprile)

“Chi è?”, risponde Piotr [con grande scorno di Diogenes che aveva intenzione di teletrasportare tutti via da lì - N.d.GM].
“Guardia cittadina! USCITE!”, risponde di rimando una voce maschile.
“Diamogli 30 secondi poi li staniamo”, si sente dire, a tono più basso, da una voce femminile. Diogenes decide di aprire la porta. Ad attenderli quattro uomini armati con le insegne della guardia cittadina di Crestadorata ed una donna piuttosto alta dall’espressione severa.
“Siete stati visti entrare in questa abitazione e sicuramente non è la vostra!”
Diogenes spiega che sono entrati nell’intento di cercare una collega di corporazione.
La donna riconosce il filosofo appena fa le sue presentazioni.
I lacchè di Diogenes vengono scortati in caserma e Diogenes a pranzo con il sergente Stida Primieri a palazzo alla mensa ufficiali. Stida vuole mostrare al suo idolo la sua collezione del sapere nuovo… Diogenes è costretto a correggere il sergente nell’uso dei termini ["lacchè" - N.d.GM] perché il maestro [Yanagi - N.d.GM] dall’alto dei suoi anni si è offeso mortalmente. Il filosofo si accorda nel tragitto per una futura orazione pubblica e una cenetta privata…
Hisui, Yanagi e Piotr vengono portati in una sorta di caserma e guardati a vista, mentre Stida accompagna Diogenes in un edificio più elegante. Agreste Sannetti mangia con i lacchè ma la chiacchierata sembra un interrogatorio. Stida comincia a fare domande mentre un ottimo pranzo viene servito. 
“Avete mai sentito parlare di Lord Hal-Jamon Ben Ajil un mercante di Lisalania? (Diogenes non ricorda essere le iniziali impresse in un lembo di stoffa trovato nella tana degli omuncoli) E Insulante Squartabuoi?” Il secondo è un nobile di Lisalania che ha a che fare con i militari. Tutti e tre risultano abitare nello stesso luogo dove il gruppo è stato pizzicato. Non ci abita nessuno ma continuano a fare consegne che la guardia cittadina non è in grado di intercettare. Quando si scoprirà qualcosa verrà comunicato immediatamente alla donna.
Diogenes si informa per le procedure per adozione dell’orfana Esterina Listazzone. L’unico che si era offerto di adottarla, un certo padron Bennio, non era in effetti degno di fiducia come conferma il sergente Stida. Il consiglio della donna è di tenersi alla larga dalle loro attività.
Procedure di adozione avviate e rientro a Lisalania con la guardia del corpo, silenziosa e imbronciata per tutto il viaggio.

Lisalania, metà mattino del 6° nehener crescente (27 aprile)

Nella residenza Von Matterhorn, Rayanna e Myristica trascorrono il tempo chiacchierando. Rayanna non vorrebbe essere così coinvolta con la resistenza e col Toro Rosso. Sta col gruppo più che altro per le sue visioni e rivela che conobbe per primo Diogenes e che se non fosse stato così Diogenes sarebbe morto anche se lui non se n'è mai reso conto. Myristica reputa gli auran responsabili dello sterminio della sua famiglia e vorrebbe aiutare la resistenza, è una questione personale. La arbrone è venuta inizialmente per scoprire cosa centrasse il filosofo nella morte dei genitori. Rivelatosi il tenero fannullone che è, Myristica si è convinta della sua innocenza.
Un sasso avvolto in un tessuto sfonda una finestra della stanza di Myristica e sul tessuto stesso un messaggio tracciato a carboncino reca una mappa presumibilmente delle segrete del castello dove son tenuti i prigionieri.
Il misterioso biglietto

Lisalania, primo pomeriggio del 6° nehener crescente (27 aprile)

Al gruppo in arrivo da Crestadorata viene fatto fare un giro largo perché in arrivo una persona importante. Scoprono trattarsi del nuovo sacerdote del tempio, Akenafesi Ibn Toraal. La sacerdotessa che fine avrà fatto? Si chiedono Diogenes e i suoi lacchè. Sulla via principale c’è una processione verso la cittadella e la nave volante controlla dall’alto la situazione.
Riuniti tutti a casa Von Matterhorn si scambiano informazioni.
La mappa viene analizzata. “Quelli sembrano dei tavoli”. Dice Piotr. “Sarà il refettorio e il sotterraneo una cantina riadattata a prigione”. Per Yanagi invece potrebbe essere un piano superiore e qualcun altro scommette sull’hangar del gigante.

Arriva Lord Lorenzo Von Matterhorn e vuole parlare al figlio nel suo studio e porta buone notizie, sembra che una nobile dama di Lisalania sia interessata a curare educazione di Esterina, Lady Corvina Vastocielo, intende adottare anche se formalmente non sarebbe figlia adottiva per evitare questioni ereditarie.

Si torna a discutere del messaggio. “Fai le cose che fai di solito con le cose scritte Diogenes, tipo analizzarle approfonditamente con i tuoi poteri!” Il disegno è stato tracciato con radice viola carbonizzata. Riesce ad escludere possa trattarsi dell’hangar, della caserma e del refettorio e sembra convinto possa essere l’armeria.
Inizia faticosamente a delinearsi un piano.
Intanto tal Beato amico di Marshall chiamato alla tenuta per informazioni si presenta alla porta. Le misure di sicurezza all’interno del castello sono aumentate, fanno la ronda… forse a causa delle dicerie delle recenti uccisioni nella notte.

Prima del coprifuoco il gruppo al completo si reca alla locanda dei Cinque coltelli per trovare informazioni sui motivi di cambio sacerdote del tempio essendo Carenna intima “amica” della sacerdotessa. Il nuovo sacerdote è conosciuto come “l’inquisitore di Kessef ”, e la sacerdotessa Hessefa è nascosta da qualche parte… Qualcuno non aspettava altro che trovare un difetto alla sua condotta. Ci sono molte spie che girano per la città.
Una cerimonia rapida di insediamento del nuovo sacerdote verrà eseguita il giorno successivo. Secondo Carenna l’assassino che ha causato questi problemi verrà messo presto all’angolo: l’inquisitore è in grado di “comprendere delle cose” ed è stato chiamato per indagare sugli ultimi omicidi. Quella stessa notte però il killer ha fatto cilecca, ha tentato di uccidere Pardo Gioacchini ma le guardie del suo palazzo hanno messo in fuga l'attentatore. Sono stati eseguiti anche degli arresti legati alla resistenza: Bepo Marinelli, Acilia Donaudì e Berante Della Voglia, che sono stati condotti alla corte Juvenile.
Carenna informa Diogenes che la sacerdotessa ha bisogno di aiuto per nascondersi… Diogenes pensa inizialmente di chiedere aiuto alla Corporazione [per poi rendersi conto che probabilmente la Corporazione non ha interesse ad offrire protezione ad un custode - N.d.GM], Piotr, intravedendo il colpaccio, (solo lui per la verità) suggerisce di interpellare il dr. Zanoch prima che parta ma si esclude che questa possa essere una questione di suo interesse. Le mani di tutti iniziano a prudere e il Toro Rosso aspetta...

Fine quarantacinquesima puntata.

Resoconto a cura di Piotr
Immagine by Kyoung Hwan Kim

lunedì 11 maggio 2020

[RdL] Mai dividere il gruppo

Quintilia Sforzati, impicciona di Crestadorata (Jenna Aeldervenk BY MiguelRegodon for Paizo publishing)
Lisalania, sera del 6° sener crescente (26 aprile)

Si attende il ritorno di Piotr per condurre una discussione sul da farsi. Piotr arriva barcollando per i postumi da anestesia con il volto coperto dal cappuccio. Dopo esserselo abbassato allunga le vistose antenne del dispositivo innestato nella metà destra del volto. Piotr appare più scontroso del solito sarà forse per via dell’anestesia e inoltre le sue osservazioni sul piano paiono spesso fuori luogo. Certo è che il nuovo volto non lo aiuta a sembrare più carismatico e già non è un campione di affabilità.
Il piano pare fallato ancor prima della sua definizione. Troppe incognite. Piotr mette subito in chiaro che buttarsi allo sbaraglio per salvare il Toro potrebbe pregiudicare la possibilità di trarre in salvo Galaele anche se forse è un po’ troppo disfattista, per lui il salvataggio del Toro li renderà dei fuggitivi e lui vorrebbe seguire il generale per unirsi all’esercito di liberazione llud. Visto che le visioni di Rayanna lo danno per morto vuole decidere come morire e vuole salvare Galaele. Diogenes aiuterebbe il gruppo dall’esterno magari creando disordini con una orazione pubblica, perché aiutare la resistenza non è una sua priorità e gradirebbe anche lui pensare a Galaele. Fioravante pensa di nascondere un grimaldello la dove non batte il sole e Rayanna pensa di poter aprire un tunnel spazio temporale per far uscire il gruppo dalla prigione. Potere che solo una volta ultimamente ha tentato di fare senza riuscirci e il fatto che non sia ancora riuscita a dimostrare le sue capacità preoccupa un po’ tutti. Il maestro propone di convincere i tengu a piombare dall’alto sul castello mentre Myristica, la più interessata a far smuovere la situazione arriva a suggerire che le loro strade possano dividersi.
Dopo aver sistematicamente e vicendevolmente bocciato le idee di tutti si conviene di dividersi in due gruppi per raccogliere maggiori informazioni. Myristica e Fioravante rimarranno in città per scoprire qualcosa di più sul castello mentre I due maestri e Piotr si recheranno a Crestadorata sulla pista dei componenti acquistati dalla corporativa.

Lisalania, mattino del 6° nehener crescente (27 aprile)

Prima di partire Diogenes chiede informazioni al suo entourage, Marshall conosce un garzone che lavora a palazzo che verrà invitato nel pomeriggio a conferire col filosofo. 
Poi si mettono in cammino alla volta di Crestadorata con l’intento di ritornare entro il pomeriggio.

Fioravante si reca dal padre per vedere cosa può dirgli del castello, lo accoglie il fastidioso Gabriele Sprimacciati che, ai suoi occhi, diventa ancora più odiato per alcuni suoi commenti filogovernativi. Il padre sta parlando con un cliente auran molto facoltoso e quando se ne va conferisce col figlio. Ha venduto uno degli oggetti falsi ma ad un prezzo minore di quello pattuito; se l’ORIO non sarà contento del suo operato potrebbero esserci conseguenze e Fioravante si ripropone di essere presente al prossimo incontro con questi soggetti pericolosi sperando di non essere chiuso nelle prigioni del castello per la missione di salvataggio proprio in quel momento. Il padre senza troppe domande gli rivela ciò che sa e si rivela essere molto utile. In passato fu chiamato a valutare dei pezzi da collezione al piano superiore della sezione centrale da cui si godeva di un'ottima vista del giardino, aveva lasciato il carro alle stalle ed era entrato dall’ala est. Una volta aveva visto una carrozza prigione con qualcuno a bordo in prossimità della struttura dove fanno manutenzione ai giganti nel lato ovest.

Myristica raggiunge l’insegna grigia senza problemi, un avventore è al bancone e sta parlando con Severio il quale taglia corto e si avvicina alla arbrone per un breve scambio di battute. Severio che nella guerra era un esperto combattente distruttore di giganti suggerisce che la nave volante per come gira sopra la città serve agli auran per mettere paura alla popolazione e probabilmente non per trasporto, non sembra sapere di alcun piano della resistenza o forse non è il posto più sicuro per fare certi discorsi. Dublana in cucina si dimostra veramente molto utile, conosce qualcuno che è stato prigioniero nel castello e può procurare informazioni ma si incontrerà con lui non prima del pomeriggio. Sulla questione omicidi, secondo Dublana, deve esserci una organizzazione dietro e non può essere una persona sola a maggior ragione ora che è stata colpita la Asteracei. Myristica le conferma che sicuramente il primo omicidio è stato compiuto da altri, senza però scendere nei dettagli, e poi comunica i sospetti sulla figlia del barbiere suscitando l'ilarità di Dublana: "Una bambina non può essere stata!"

Crestadorata, metà mattino del 6° nehener crescente (27 aprile)

La scampagnata verso Crestadorata dura un’oretta e mezzo. Grazie alle indicazioni dei passanti si raggiunge la casa in questione che si trova oltre le mura est nella zona dell’abitazione concessa per il pernotto del gruppo da don Bennio un paio di giorni prima.
Bussando più volte alla porta non si ottiene risposta ma dall’altro lato della strada una scontrosa vecchina dopo l’arte oratoria di Diogenes e la promessa di un autografo fornisce alcune informazioni. La casa è disabitata da sempre però ogni tanto qualcuno viene a consegnare dei pacchi che lascia sulla soglia e il mattino dopo non ci sono più. Inoltre, a volte e sempre di notte, passa un vecchio che non è del posto e che lei non conosce.
I tre decidono di cercare una entrata sul retro. Passando per un vicolo sporco che da su un cortile di diversi palazzi si arriva in effetti ad una porta. Quando Piotr cerca di sfondarla  senza dare troppo nell’occhio ci si accorge che era aperta e si spalanca cigolando.
La casa è suddivisa su due piani è molto sporca e spoglia ed è chiaro che non ci abiti nessuno da tempo. Vicino all’ingresso principale, dove presumibilmente saranno stati portati i pacchi di materiale psicoscientifico, ci sono segni di spostamento di oggetti e di passi. In un angolo buio viene rinvenuta dal westan una piccola scatola con un dispositivo tecnologico che a detta di Diogenes serve ad attivare altri congegni e reputandolo molto utile se ne appropria cedendo un altro che gli era di troppo al maestro. Piotr che ne è lo scopritore rinuncia ad avanzare pretese pur essendo privo di cripto; non saprebbe cosa farsene di un interruttore, così come di qualunque altra cosa che non possa calare pesantemente sulla testa del nemico. La domanda sorge spontanea di chi è realmente quell’abitazione? Piotr insinua che potrebbe essere di padron Bennio e sarebbe utile andare a farci due chiacchiere tanto più che lui stesso avesse convocato il gruppo per degli affari. Diogenes vuole aspettare di ricomporre il gruppo prima di correre il rischio di incontrarlo. 
Piotr allora suggerisce di andare dalla guardia cittadina per trovare una sistemazione ad Esterina. Si sta ancora decidendo se si ha sufficiente tempo per svolgere questa commissione e ritornare in tempo per ricevere l’informatore che si sente bussare con decisione alla porta: “USCITE! Sappiamo che ci siete!”

Fine quarantaquattresima puntata.

Resoconto a cura di Piotr
Immagine by Miguel Regodón Harkness for Paizo Publishing

giovedì 7 maggio 2020

ESTRATTO DA “IL SAPERE NUOVO - TUTTO SU DIOGENES” #24


In quel tempo, Diogenes era un bambino, da poco arrivato alla Cittadella. Faceva fatica ad ambientarsi. Data la sua giovane età l’unica cosa che gli impediva di impazzire era la memoria di sua madre che gli ricordava sempre di essere felice e che la felicità avrebbe dovuto essere la più grande aspirazione di ogni essere umano, al pari della libertà.

Fu così che, durante una delle prime lezioni, l’insegnante chiese a tutti gli studenti di descrivere cosa avrebbero voluto essere una volta usciti dalla Cittadella e divenuti adulti. Diogenes, al suo turno, si alzò in piedi e disse con voce chiara: “Io voglio essere felice”. Molti dei suoi compagni risero ma furono zittiti dall’insegnante, il quale ribatté: “Credo che tu non abbia compreso la domanda figliolo.” Senza scomporsi, con decisione, Diogenes replicò: “Io credo, invece, che voi tutti” rivolto anche ai compagni, oltre che all’insegnante “non abbiate compreso la vita, né il suo significato.”

E fu così che Diogenes subì la sua prima punizione nel corso degli anni di studio alla Cittadella.

lunedì 4 maggio 2020

[RdL] Armiamoci e partite

Mastro Freido Mezzoboschi (Richard by FONGWEI LIU)
Lisalania, mattino del 6° sener crescente (26 aprile)

Fioravante è a colazione dal padre. Gli uomini dell’O.R.I.O. hanno portato dei falsi e hanno chiesto di venderli agli auran ad un prezzo elevato. L’operazione è rischiosa perché chi può spendere tali cifre di solito non è uno sprovveduto. Di lì a 3 giorni sarebbero tornati e Fioravante vuole essere presente per parlare con loro. Questa organizzazione ha più o meno gli stessi fini della resistenza ma si fanno meno scrupoli e agiscono ancora con più segretezza. Somigliano più ad una setta segreta.
Il proposito di Diogenes di salvare Galaele dalla sua prigionia deve essere messo ancora una volta da parte per via delle “scarpe rotte”. Il salvataggio del Toro Rosso.
Ci si divide in due gruppi per tentare di dare meno nell’occhio. Esce per primo Diogenes facendo portare a Piotr una paio di stivali da riparare come fosse uno dei suoi servitori. Poi è il turno di Myristica e Fioravante i quali si accorgono che il filosofo è pedinato. Riescono ad avvisarlo del pericolo quando sono già entrati dal calzolaio Freido Mezzoboschi. Nella mezz’ora di attesa della riparazione degli stivali c’è chi fa spese nei dintorni e chi si intrufola di soppiatto dove non è richiesto. Un ciondolo per Esterina, dei coltelli da lancio per il maestro e una bella irruzione nel retrobottega di Myristica che rischia di far prendere un colpo al calzolaio e di far saltare la sua copertura...
Dentro allo stivale riparato viene trovato, una volta tornati alla tenuta, un breve messaggio: 
TORO ROSSO
PRIGIONIERO
NEL CASTELLO.
LIBERARLO
RISSA ALL’INS GRIGIA
PER ENTRARE.
VS ESPERIENZA
PER USCIRE
Si ipotizza che la resistenza intenda che il gruppo entri in prigione scatenando una rissa all’Insegna grigia. Da dentro dovrà trovare il Toro e uscire con lui. Come non si sa.
Il primo dubbio è che le prigioni non si trovano nel castello dove invece sembra essere detenuto il prigioniero. Diogenes è stato nelle sale pubbliche del castello solamente quindi non si può semplicemente teletrasportare dentro come suggerisce Piotr. Forse Rayanna che passa attraverso i muri potrebbe entrare nella fortezza ma non si sa dove sia tenuto il prigioniero quindi tutto è inutile. Bisogna fidarsi sostiene Myristica. Piotr che non ha problemi a sacrificarsi per una buona causa, vorrebbe avere almeno una possibilità di riuscita e preferirebbe assaltare da solo il castello che seguire questo sconclusionato piano. Piano studiato da una resistenza che non ha più la forza di metterlo in atto e che nemmeno comunica agli interessati in cosa consista. Una volta dentro ci sarà qualcuno che libererà e indicherà l’ubicazione della prigione? Troppe incognite. Il messaggio viene bruciato e il gruppo si divide di nuovo.
Diogenes studia nella sua biblioteca per reperire informazioni sulla conformazione del castello. Gli altri tornano a piangere da papà Zanoch.
La prima reazione del dottore è l’ironia. Lui chiede aiuto alla resistenza e il suo messaggio gli torna indietro e ora lui deve aiutare il gruppo? La resistenza è alla frutta.
Se serve darà aiuto ma sarebbe più utile se non si bruciasse la copertura.
Come al solito oltre a qualche buon consiglio nulla si ottiene.
Il kripto per attraversare pareti di Fioravante verrà sostituito con uno analogo ma meno vistoso e che possa essere occultato durante l’arresto.
Usciti dall incontro un quasi depresso Piotr chiede di essere accompagnato da Partaker. 
Da sordo non si sente utile e ha deciso di procurarsi almeno un orecchio artificiale, solo uno, tanto quanto è il valore di un cripto dato in cambio, in suo possesso fin dal suo arrivo nel continente. L’operazione sarà veloce ma l’apparecchio sarà particolarmente vistoso sul lato della testa. A Piotr non è mai interessato il lato estetico, in più “sente” la sua ora avvicinarsi, come preannunciato dalla visione della sciamana. Questo lo ha convinto ad andare sotto i ferri del, come chiama lui, “macellaio di Lisalania”.
Sono le 18, mentre Diogenes illustra agli altri le sue ricerche sulla pianta del castello, un'ombra improvvisa rende impossibile la lettura. 
Avvicinandosi alla finestra Fioravante vede la solita nave volante auran volare a bassa quota sulla città in modo ostentatamente lento verso il castello.
Che siano venuti per spostare il prigioniero? Dovremmo agire il prima possibile dice Myristica...

Fine quarantatreesima puntata.

Resoconto a cura di Piotr
Immagine by FONGWEI LIU