Una grossa sagoma umanoide tenta di nascondersi nel sottobosco. JJ si lancia in un “poco convinto” inseguimento, ma l’umanoide, abbandonando ogni precauzione, fugge travolgendo la vegetazione, abbattendo alberi ed emettendo uno strano rumore metallico. Più JJ si avvicina, più l’umanoide si allontana, mantenendo comunque una buona distanza di sicurezza: sembra al tempo stesso impaurito e incuriosito.
Rollone si avvicina di soppiatto per osservare meglio la creatura con cui hanno a che fare. L’essere è più grosso di Autolycus e ha due occhi, di cui uno crepato e l’altro giallo, che emana una luce intermittente. È un automa e non sembra essere in buone condizioni.
Klik manda il suo gufo meccanico Anacleto ad osservarlo da vicino e la creatura sembra molto incuriosita dal piccolo automa. A quel punto propone a Ignea di avvicinarsi alla creatura a cavallo di Anacleto. Dopo aver finto di non voler andare, Ignea accetta con piacere.
Ignea e la creatura si guardano a lungo. Poi, in qualche modo, riesce a convincerlo ad avvicinarsi agli altri. È Ignea a comunicare al gruppo che l’automa si chiama Silvestre, anche se non è affatto chiaro come i due siano riusciti a comunicare.
Silvestre ha una forma antropomorfa, ma è così fortemente stilizzato da non poter essere scambiato per un essere umano. Sembra essersi riparato da solo, attaccandosi alla bell’e meglio pezzi del gigante meccanico semidistrutto. Non sembra comprendere nessuna lingua in particolare, ma Rollone si rende conto che risponde a stimoli musicali.
Viene quindi organizzata una rappresentazione mimata, accompagnata dal canto, per comunicare con lui. Silvestre sembra comprenderla e si lascia riparare l’occhio da Klik, che ha così l’occasione di dare una sbirciatina al suo interno.
Il gigante timido sembra felice di aver trovato degli amici e, dopo aver compreso attraverso un’altra rappresentazione che il gruppo sta cercando qualcosa, fa loro cenno di seguirlo.
Dopo un lungo tratto di terreno difficile, si arriva a un pericoloso passaggio su uno strapiombo. Autolycus mette un piede in fallo e precipita nel vuoto. Si salva solo perché, a sua insaputa, il suo corpo robotico si mette automaticamente in funzione, sparando dal pugno un rampino con cavo metallico che si aggancia alla parete e lo recupera di peso, riportandolo sul sentiero.
Infine, Silvestre accompagna il gruppo in un’altra radura, piena zeppa proprio dell’erba oggetto della ricerca. Riempiti i sacchi, il gruppo torna verso casa e, giunto vicino alla civiltà, Silvestre non se la sente di proseguire. Saluta tutti elargendo delicati abbracci.
Durante il viaggio di ritorno, una volta allontanatosi il gigante, Rollo ricorda che probabilmente proprio Silvestre è il protagonista di una delle missioni della bacheca dell’Ancora, scatenando così la solita furibonda discussione sulla convenienza o meno di prendere quel biglietto.
Tornati in città, Klik, invece di dormire, si reca al suo laboratorio, che si trova sotto il Palco 51, e per poco non ha uno svenimento. Due militari stanno facendo la guardia al palco per evitare curiosi; numerosi materiali e attrezzi sono stati requisiti per lo scopo bellico. I militari sono agli ordini del Marchese Colonnello Noël De Maynes, a quanto pare una vecchia e odiata conoscenza di JJ...
Fine ventottesima puntata.
