giovedì 5 settembre 2019

ESTRATTO DA “IL SAPERE NUOVO - TUTTO SU DIOGENES” #8


In quel tempo, Diogenes concentrava i suoi studi e le sue lezioni sul rapporto tra i servi e i padroni severi e più esigenti. Con gran esempi egli insegnava ai suoi concittadini come fosse più proficuo, per chi non era nobile, recitare la sua parte sottomessa finché fosse stato di fronte al padrone, e deriderlo non appena quello si fosse voltato. In questo modo il povero popolano non avrebbe adirato il padrone severo, e non ne avrebbe subito le angherie; al contempo avrebbe potuto trarre piacere dalle risate fatte con i suoi amici in altra sede.

Un giorno, un giovane nobile, famoso per la sua severità nei confronti dei servi, si fermò ad ascoltare la lezione del Maestro, e intervenne dopo che essa fu finita:

“Devi avere una bassa considerazione del mondo, Diogenes, se pensi che questi comportamenti siano auspicabili.” Diogenes rispose sorridente “Mio Signore, io considero il mondo per quel che è: un palcoscenico in cui ognuno è un attore, impegnato a recitare tutte le parti necessarie per il buon svolgimento della commedia.”

Il giovane nobile, visibilmente risentito, rispose in tono tagliente “Fai attenzione che la commedia non diventi una tragedia, con spargimenti di sangue e morti inaspettate.”

Il sorriso già ampio di Diogenes si allargò ancora, e rispose: “Morire, mio signore, è comune tanto quanto vivere. Non escludo che un giorno possa toccare a qualcuno dei presenti.”

E così il giovane nobile si allontanò tra le risate e gli applausi a Diogenes dei presenti.

lunedì 2 settembre 2019

[RdL] Chi non ha testa ha gambe

Grand Eclipse by JustV23
Lisalania, alba del 4° ahoer crescente (14 aprile)

E’ l’alba di un nuovo giorno, il corvo di Ulfriss viene mandato a tenere d’occhio gli accessi della miniera perché chiunque abbia organizzato quella prigione può essere ancora in giro e presto andrà a controllare il prigioniero per nutrirlo e mantenerlo in vita.
Galaele diventa parte integrante del “codazzo” di Diogenes il quale manda a dormire tutti e tenta di far rapporto al capitano delle guardie... ci andrà tre volte nel corso della giornata scordandosi sempre di fare le domande giuste.
Davanti all’erboristeria in strada sono stati portati dei fagotti con gli oggetti personali di Myristica e Rayanna, quest’ultima medita tremenda vendetta tanto che proprio a Myristica tocca calmare l’animo della compagna. Le due si vedono costrette a chiedere ospitalità al conte Von Matterhorn che si dimostra particolarmente incline ad aiutarle visto che nella sua dimora “l’ospitalità è sacra” fino a che una terribile scossa elettrica lo coglie...
Dopo il sonno Piotr si mette a lavorare a bottega del fabbro e viene dimenticato dai compagni che macinano km su e giù per Lisalania.

Lassaliti viene informato dei ritrovamenti nella miniera e invita Diogenes a proseguire le indagini informandolo di altre segnalazioni. Dovrà ritornare per chiedere esattamente da dove provenissero...

Alla locanda I cinque coltelli è tutto a posto, Carenna è tornata sana e salva anche se per detta sua è stato strano, alla domanda di Diogenes se fosse uno strano erotico viene preso a male parole e non riesce ad ordinare nemmeno il pasto (forse anche per l’arretrato di 5700 drog)

In corporazione dicono che le condizioni di Ricciardo Castagnari sono stabili ma è tenuto in quarantena e nessuno può vederlo. La cosa scatena una discussione fra le sospettose e prevenute femmine del gruppo e l’animo puro di Diogenes... Poi si scivola su discussioni più frivole ed inutili ed infine si ricade nell’insistente desiderio di vendetta della sciamana che a detta di Myristica “sembra andare in giro a rovinare la vita alla gente”.

Andando finalmente a chiamare Piotr per procedere all’analisi dei ritrovamenti della miniera i tre vedono in piazza la coppia del combattente e dell’incappucciato che alcune sere prima si aggirava di locanda in locanda forse per fare la spia ma non indagano oltre...

Arrivati dal fabbro si esamina dapprima l’ampolla di liquido verde che sembra essere una sostanza in grado di rendere il metallo fragile come vetro. Poi è il turno della spada bastarda; c’è uno spesso strato di incrostazione che Piotr riesce a pulire ma nonostante questo sembra antica e pregiata, il metallo è molto vecchio ed è strano che le sue condizioni siano così buone. Diogenes senza sforzo riconosce i simboli sull’elsa e rammenta una storia che lesse da piccolo sulla strega Belarga. Una donna di Cedreto di nome Maria Belarga impazzì cercando la vita eterna e si diede alla stregoneria tanto che il marito barone Luigenio de’ Falchi la cacciò di casa. Dopo poco cominciarono a sparire persone e bambini e Luigenio organizza una battuta di caccia per uccidere la strega e il suo seguito. Maria fuggì e Luigenio le corse dietro. Un cacciatore assistì alla scena, Maria disse che non avrebbe avuto il coraggio di ucciderla se gli avesse dato le spalle allora lui la trafisse. Tornato coi rinforzi trovò il barone svenuto a terra e la strega con la spada era scomparsa. Luigenio cadde in rovina perché aveva colpito una donna alle spalle seppur strega.

Piotr butta gli occhi all’indietro e parla con voce non sua per poi dimenticarsi di tutto. Pronuncia una criptica profezia:
IL GIORNO IN CUI L’ALA FORGIATA SARÀ ECLISSI
AVRÀ INIZIO DEGLI USURPATORI IL NUOVO DECLINO
Cominciano le congetture prive di fondamento su cosa sia l’ala forgiata, su cosa abbia innescato la visione (la spada o il “difetto” di Piotr?) e sul significato della profezia, l’ipotesi più accreditata è quella di Piotr: in qualche modo il westan ha predetto l’imminente attacco ai danni degli auran e la loro cacciata.
Il gruppo si rivolge a fratello Altelio del tempio dei luminosi che non ne sa nulla ma indagherà per scoprire la data delle prossime eclissi.

Ormai a sera ci si ricorda degli altri oggetti trovati nella miniera e raccolti per tentare di dare un nome ai cadaveri rinvenuti e informare le famiglie. Al maître del Lungo fiume si domandano informazioni sulla ricevuta del barilotto di birra e si scopre che fu acquistato 4 settimane prima (per l'esattezza 3 giorni prima della quinta stagione) da un certo Bebo Mastiagatti.

A Piotr viene finalmente in mente di andare con Ulfriss a domandare info al contatto della resistenza riguardo alla presunta offensiva contro gli auran e...

Fine quattordicesima puntata.

Resoconto a cura di Piotr
Immagine (c) Justinas Vitkus

lunedì 26 agosto 2019

[RdL] La ghoul

La ghoul ("Bring me back my sword, b*tch!" by Sergey Osmic)

Miniera abbandonata, sera del del 4° Nehener crescente (13 aprile)

Il combattimento continua. Le tre creature insettiformi si liberano e risprofondano nel terreno. La "vecchia culturista" geme ed attacca quelli davanti. Fioravante la cavalca e la uccide. Quando recuperano la spada del ghoul chi la impugna sente una sensazione di nobiltà. Sembra antica e preziosa. Cerchiamo un’uscita ma prima decidiamo di riposare un poco. Torniamo sui nostri passi cercando un’uscita, apriamo una serie di porte subito oltre la parte della sabbia e degli insetti [La stanza dove hanno combattutto contro la ghoul, N.d.GM] con un poco di sbattimento riusciamo a trovare un'uscita oltre al crollo. A questo punto decidiamo di esplorare il passaggio di mezzo. Lo allaghiamo per far salire il camminamento di legno e parte dell'acqua deborda nel terzo passaggio.
Continuando troviamo una serie di celle, una contiene un ragazzo ancora vivo, dice di chiamarsi Ricciardo, è stato ferito da una sanguisuga di Bugat.
[Sono rinvenuti anche due corpi che avevano con sé ricevute di acquisti fatti a Lisalania e Coppetti, N.d.GM]

Tempo dopo siamo di nuovo a Lisalania, all'interno dell'ospedale della corporazione. Diogenes fa pesare il proprio peso e riescono a far ricoverare Ricciardo [anticipando 750 drog dei 2500 richiesti, N.d.GM] e anche a parlare con il dottor Partaker. Gli spillano soldi.
[La compagnia consegna al dr. Partaker le due sanguisughe di Bugat catturate, N.d.Piotr]

Fine tredicesima puntata.

Resoconto a cura di Fioravante
Immagine (c) Sergey Osmic

giovedì 22 agosto 2019

ESTRATTO DA “IL SAPERE NUOVO - TUTTO SU DIOGENES” #7


In quel tempo, Diogenes amava tenere le sue lezioni in prossimità della Locanda dei Cinque Coltelli. Aveva infatti scoperto che un pubblico era meglio disposto ad ascoltare, avendo a portata di mano un buon pasto e una buona bevuta, da fare subito prima o subito dopo la lezione. Inoltre il pubblico che entrava nella taverna veniva rimpiazzato da quello che ne usciva. Un giorno, poi, Diogenes venne a sapere che all’interno della Locanda vi era un piccolo palco; decise, senza indugio, di tenere una lezione da quel palco.

Il successo fu enorme e grandi i complimenti del pubblico, ma la proprietaria della Locanda se ne ebbe a male, poiché il palco era riservato ai suoi spettacoli e non si poteva utilizzare senza il suo permesso. Per questi motivi cacciò il Maestro e i suoi allievi dal locale, con fare cortese ma deciso e minaccioso; mentre si allontanavano, gridò loro: “Spero di non rivedervi mai più.” Fu allora che Diogenes si fermò, tornò fino alla soglia della Locanda e, rivolto alla proprietaria, togliendosi il cappello in un profondo inchino, rispose: “Quello che non si spera, mia cara, avviene più spesso di quello che si spera.” E le diede un bacio sulla guancia allontanandosi lungo la strada, mentre la proprietaria lo guardava sorpresa.

giovedì 15 agosto 2019

ESTRATTO DA “IL SAPERE NUOVO - TUTTO SU DIOGENES” #6

IL SAPERE NUOVO #6

In quel tempo, Diogenes amava accompagnarsi ad un gruppo di amici provenienti dai più disparati angoli di Marahan. Aveva infatti per colleghi e compagni di bevute molti compagni di razze esotiche come Wyrn e Westan. Con loro animava le serate di Lisalania, mettendo in scena estemporanee rappresentazioni teatrali sui mali della vita e degli uomini. Con loro condivideva le sue filosofie e i piaceri della tavola e del vino. Al contempo seguiva i suoi compagni alla scoperta dei luoghi meno frequentati e nobili della città, come il mercato del porto. Impregando così la sua persona e i suoi abiti dell’odore tipico di quei luoghi.

Una persona che lo riconobbe nella folla, durante queste passeggiate, si fece avanti e gli chiese “Tu sei Diogenes, il filosofo. Apprezzo molto le tue lezioni, ma non hai vergogna di girare per le strade con gli abiti così logori e questo cattivo odore.”

Il Maestro sorrise e benevolmente e rispose “Amico mio, la vergogna sta negli occhi degli altri. Se tutti fossero ciechi ed io l’unico a poter vedere, non avrei bisogno di abiti e accessori eleganti.”

Poi si voltò e proseguì nella sua passeggiata.

giovedì 8 agosto 2019

ESTRATTO DA “IL SAPERE NUOVO - TUTTO SU DIOGENES” #5

IL SAPERE NUOVO #5

In quel tempo, Diogenes teneva le sue lezioni per mezzo di brevi aforismi circoscritti, potendo così spaziare per molteplici argomenti nello stesso tempo in cui avrebbe lungamente dimostrato una sola teoria. Il Maestro trovava interessante la soluzione retorica e notava come, per un pubblico meno istruito, i messaggi della sua filosofia arrivassero più chiari tramite brevi sentenze che a mezzo di lunghe dissertazioni.

In questo periodo, un sapiente del Tempio di Lisalania si fermò ad ascoltare una delle lezioni e la interruppe apostrofando Diogenes “Queste tue affermazioni sulla religione sono ridicole se estrapolate dal contesto…”il sapiente andò avanti per circa venti minuti ad esporre un pensiero che alla fine molto si accostava a quello del Maestro, il quale, quando il sapiente ebbe finito di parlare, fece un grande sorriso e, in tono scanzonato, disse: “Devi renderti conto, amico mio, che argomentazioni lunghe ed argomentazioni brevi portano spesso alle stesse conclusioni. Dunque perché tediare i miei concittadini con lunghe argomentazioni?”

Il sapiente rimase a bocca aperta, mentre Diogenes raccoglieva con un inchino gli applausi di coloro che ancora erano svegli dopo le lunghe argomentazioni fornite poco prima.

giovedì 1 agosto 2019

ESTRATTO DA “IL SAPERE NUOVO - TUTTO SU DIOGENES” #4

IL SAPERE NUOVO #4

In quel tempo, Diogenes soleva frequentare spesso il prostibolo di Madama Leonilda, nel quartiere nobile di Lisalania. Il Maestro traeva piacere non tanto dai rapporti carnali, che pure intratteneva con alcune e alcuni dei dipendenti di Madama Leonilda, quanto dall’ascoltare, a volte per notti intere, le loro disgraziate storie di povertà e patimenti, empatizzando fortemente con le tribolazioni delle povere anime che con lui si confidavano.

Il Maestro aveva poi sviluppato un buon rapporto con molti altri clienti abituali e anche con loro discuteva a lungo di politica, filosofia e, soprattutto, dei patimenti d’amore per i quali poi questi uomini si ritrovavano a diventare clienti di Madama Leonilda. Sempre il Maestro aveva una parola di conforto e di buon auspicio per tutti, a volte scherzava per tirarli su di morale; talvolta arrivava ad improvvisare piccoli spettacoli o a pagare i dipendenti anche solo per una lunga chiacchierata.

Una sera, un mercante di Serralmare, noto in città per i suoi modi di fare altezzosi e sprezzanti nei confronti degli abitanti di Lisalania, e delle persone di rango inferiore al suo, in generale, si fermò al prostibolo per goderne dei piaceri e, avendo ascoltato una delle orazioni sull’amore del Maestro, gli si avvicinò alla fine dello spettacolo. Il Mercante aveva da poco superato i quaranta, ma si dimostrava molto più anziano nell’aspetto; con fare arrogante chiese a Diogenes: “Se dunque sei così esperto dell’amore, dimmi, qual’è il momento giusto per sposarsi?”

Diogenes gli sorrise amorevolmente e rispose: “Quando si è giovani non ancora, quando si è vecchi, come te, non più”.

Il Maestro si allontanò con un dipendete di Madama Leonilda, lasciando il mercante a riflettere delle sue sventure tra le risate di coloro che avevano udito.