lunedì 27 gennaio 2020

[RdL] Prigione senza sbarre

Braccio di Suthmir (Iron Saga - Anubis - Gameduchy Inc.)

Lisalania, mattino del 5° tehner crescente (22 aprile)

Il contingente è composto da 500 uomini ben armati in tenuta da guerra, un gigante e un pesante mezzo da trasporto terrestre.
Il gigante meccanico è eccezionalmente alto, Piotr, a cui piacciono i nemici grossi, lo studia da profano e stima di poter fargli dei danni con un colpo ben assestato per mezzo di una grossa arma contundente ma sarebbe un suicidio.
Tra l’esultanza della folla si sente una voce: “Ridicoli! È solo un gladio al quale hanno cambiato la carrozzeria”... come per voler farsi sentire dal gruppo. È Severio, che si allontana seguito da Myristica [la ragazza tornerà a casa Von Matterhorn dopo aver scambiato poche parole con l'oste, N.d.GM].
Tornati alla residenza del conte Rayanna esegue psicometria sul cristallo scoprendo che è stato posizionato dalla stessa persona ma in questa visione riesce ad osservare l’intero corpo che è ancora più strano del volto. È composto di segmenti metallici scollegati tenuti insieme da una sorta di forza. L’uomo consegna la palla bella a Gomundo senza toccarla, la palla levita... Nell’ultima visione con un gesto della mano e un qualche tipo di potere, l’uomo uccide l’essere deforme noto come uomo nero.
Myristica intanto nella biblioteca della residenza fa una indagine e riesce a scoprire che le insegne militari sono di Crestadorata, un insediamento a sud est di Lisalania a mezzo giorno di viaggio. Sono i colori attualmente usati dalla guardia cittadina. Crestadorata è un paesino costruito in un punto strategico ma data la natura pacifica dell’Oruneet (almeno prima dell’invasione) è stato sempre considerato un luogo scarsamente interessante.
Il gruppo decide di recarsi in corporazione per ottenere il saldo dei servizi prestati (4250 drog da dividere in 9) e per ottenere aiuto dal dottor Zanoch nello studio del nuovo congegno.
Nel breve tragitto si osserva che l’arrivo dei militari ha controbilanciato il discorso di Diogenes, si sentono pronunciare frasi del tenore di “finalmente sicurezza in città”... Scarica elettrica improvvisa di Rayanna viene direzionata sul volontario Piotr per evitare problemi con la milizia... Scarica più dolorosa del solito.
Giunti in corporazione Diogenes rimane a studiare l’oggetto col dottor Zanoch, il motivo come ufficialmente sostiene essere, è che non si finisce mai di imparare e sa di non sapere... Appare palese che non si fidi di Zanoch.

Insegna Grigia, primo pomeriggio del 5° tehner crescente (22 aprile)

Mentre i corporativi studiano l’oggetto Piotr vuole andare a parlare con Severio perché sembra esperto di giganti meccanici. Myristica e Fioravante lo accompagnano. Appena entrati all’insegna grigia Severio però chiede a Fioravante di andarsene ed egli sconcertato per il trattamento subito in un primo momento esce seguito da Myristica.
Nel frattempo Piotr apprende da Severio che venti anni prima faceva parte di una compagnia mercenaria nota come gli Ammazzagiganti e ne ha affrontati diversi in guerra.
Fuori dalla locanda Myristica viene a capo della questione. La sua amica Dublana ha avuto un passato amoroso con Fioravante il quale 10 anni prima se ne era andato da Lisalania. Lui non si è ricordato della ragazza fino a che Myristica non l’ha nominata, era stata solo una cotta da ragazzi ma evidentemente per la donna era qualcosa di più.
Dublana Tastasale prima della partenza di Fioravante
Fioravante rientra in locanda e Severio lo lascia passare rischiando le ire della giovane.
Dublana cerca di fuggire ma Fioravante la raggiunge e parlano. Lei è in lacrime non voleva farsi vedere orrendamente sfigurata, voleva che lui la ricordasse bella. Due anni prima dopo aver parlato male degli auran è stata aggredita da un gruppo di miliziani che “hanno fatto molte cose al suo corpo” oltre a deturparle il viso. Fioravante non si dimostra molto sensibile ma ha il fascino del malandrino bugiardo. Saluta Dublana con un bacio innocente e sente sulle labbra il tocco tutt’altro che piacevole delle cicatrici che si estendono anche sulla bocca.
Dublana Tastasale dopo le violenze della milizia
Myristica andrà poi a consolare la ragazza che alla fine le confida di essere diventata un’assassina, ma non è responsabile di quello su cui i militari indagano. Lei mira più in alto, direttamente alla testa del serpente, a De Marinis.
Severio non ha novità sul messaggio recapitato per il Toro Rosso, Myristica decide di offrire i servigi del gruppo per liberarlo e di comunicare la disponibilità alla resistenza.
Ancora in osteria Fioravante esamina i piccoli orrendi archi degli omuncoli. Non hanno chiaramente alcun valore, Yanagi non ha visto giusto per una volta o forse ha voluto fare uno scherzo a Piotr. Si pensa di partire per Crestadorata mentre i tre si recano a prendere Diogenes in corporazione. Loro malgrado apprenderanno da una ronda Auran che gli assembramenti sono vietati.

Presidio della Corporazione, Lisalania, tarda mattinata del 5° tehner crescente (22 aprile)

Diogenes aggiorna il dottor Zanoch, il luminare ritiene la modifica al corpo di “faccia di ferro” molto particolare e non ricorda di aver mai visto nulla del genere. La cosa preoccupa molto il filosofo. Zanoch esorta Diogenes a seguire tutte le piste. Interessante sarebbe capire come hanno fatto le divise di Crestadorata ad arrivare così a nord.
Dallo studio del cristallo si capisce che a differenza degli altri, che erano richiami per creature primordiali, questo era una sorta di prigione senza sbarre per intelletti più elevati.
Entrambi ritengono si stiano facendo degli esperimenti anche se non è chiara la motivazione. Quest’uomo o è d’accordo con gli auran oppure la nuova situazione in città complicherà anche i suoi affari. Diogenes ipotizza possa servire allo scopo di rabbonire e controllare il popolo.
Zanoch infine si offre di costruire una macchina per individuare gli altri cristalli.

Lisalania, pomeriggio del 5° tehner crescente (22 aprile)

Prima della partenza all’indomani mattina nelle ore prima del coprifuoco Diogenes voleva andare dalla figlia del barbiere, ritenuta da lui responsabile degli omicidi, per convincerla a smettere le violenze, perché violenza porta solo violenza.
Si accende una discussione ampia all’interno del gruppo e...

Fine trentunesima puntata.

Resoconto a cura di Piotr
"Anubis" (c) Gameduchy Inc.

lunedì 20 gennaio 2020

[RdL] Palla Bella

Palla bella (3D steampunk magic thingy by Davison Carvalho)

Capanna su zampe di gallina, mezzogiorno del 5° ahoer crescente (21 aprile)

Myristica si offre di accompagnare Diogenes al piano superiore. C’è un forte odore di chiuso nonostante sul tetto ci sia un buco, alle pareti ci sono nicchie ricavate da cianfrusaglie e nel mezzo un fuoco di un falò ormai spento. All’angolo opposto in una nicchia più grande trova posto la “palla bella”. Ci sono almeno una ventina di omuncoli e fra di loro molti cuccioli.
Tra il ciarpame si notano due mucchi di vestiti fatti di scampoli di altro tessuto tra il quale si riconoscono i resti di abiti militari a righe giallo-verdi con un disegno di oro sul bordo tipico di un posto vicino a Lisalania.
La palla bella è un solido con una decina di facce che emana una certa luminosità di approssimativamente 50 cm di diametro e 20-25 kg di peso e non è ancorata come gli oggetti rinvenuti precedentemente. Gomundo appare completamente assorbito dall’oggetto.
Portarla via pare un gioco da ragazzi per un filosofo capace di teletrasportarsi.
Il piano si delinea nella mente di Diogenes: tornare a Lisalania e teletrasportarsi assieme ad altri del gruppo col favore delle tenebre per sottrarre l’oggetto. Un lavoro pulito.
Il gruppo è scortato dagli omuncoli fino al cartello di avviso, e dopo aver recuperato il carro al limitare del bosco si dirige a Lisalania.

Lisalania, tardo pomeriggio del 5° ahoer crescente (21 aprile)

Arrivati in prossimità della città il viaggio viene rallentato da una fila di carri e un assembramento di uomini. Proprio in quel momento Rayanna sente drizzarsi i capelli alla base del collo: una scarica in arrivo. La sciamana tenta invano di controllarla direzionandola contro un albero ma le si ritorce contro facendole molto più male del solito. Hisui non manca di far notare che sia stato meglio così perché colpire e incendiare un albero con una scarica elettrica avrebbe attirato l’attenzione delle guardie.
Guardie e milizia controllano infatti le entrate in città. Ci vuole una intera ora per entrare e tutti vengono perquisiti minuziosamente. Sembra che a causa dei recenti omicidi sia stato istituito il coprifuoco alle 21.

Capanna su zampe di gallina, sera del 5° ahoer crescente (21 aprile)

Dopo bagno e cena si attua il piano. Diogenes porta con sé Yanagi, Myristica e Piotr, ma purtroppo la palla bella è sparita. Da dietro la tenda lacera che fa da porta si intravede la luce di un falò e si sentono gli omuncoli cantilenare: palla beeella... palla beeella...
Attorno al fuoco una trentina di omuncoli fra cui molti piccoli e Gomundo letteralmente abbracciato al congegno.
I quattro decidono di farsi largo per raggiungere l’oggetto e teletrasportarsi ma Piotr con l’ascia abbatte fragorosamente per errore il bastone della tenda attirando l’attenzione degli omuncoli. Diogenes con un potere mette tutti in fuga e si apprestano a toccare l’oggetto per fuggire. Ma proprio Diogenes subisce gli influssi della palla e non fa il salto. Myristica, per sicurezza, usa una strana fialetta il cui gas crea un cubo di forza che taglia fuori gli omuncoli e tiene al sicuro il gruppo, mentre il maestro fa rinsavire Diogenes a schiaffi. Senza attendere che il cubo svanisca il commando fa il salto di teletrasporto per portarsi al sicuro a Lisalania.

Lisalania, notte del 5° ahoer crescente (21 aprile)

Convincere Diogenes a disattivare il congegno la sera stessa è un arduo compito perché ne subisce ancora gli influssi [il congegno ha dato a Diogenes una sensazione di appagamento totale, e l’idea di non poter più provare quella sensazione lo rende tentennante di fronte all’idea di smantellarlo - N.d.DM], ma intorno alla mezzanotte la sua luce si spegne e la sensazione di appagamento si perde per sempre.

Lisalania, mattino del 5° tehner crescente (22 aprile)

Al mattino c’è molto trambusto per strada, “arriva l’esercito!” grida un ragazzino. Lord Matterhorn è uscito molto presto in uniforme da parata. Myristica è la prima a correre per vedere cosa stia accadendo. La guardia cittadina e i miliziani creano cordoni per tenere lontano la gente dalla strada principale e da est in effetti arriva l’esercito auran. Soldati a centinaia e un imponente gigante meccanico di 10 metri. Alla testa del gruppo il nomarca e accanto a lui una specie cavaliere alto quasi due metri (forse il generale delle truppe?). Un mantello copre parzialmente dei rigonfiamenti strani, qualcosa di metallico spunta da sotto oltre alla lunga spada. A Myristica ricorda immediatamente “lungo uomo di ferro” ma quando si solleva l’elmo il volto non corrisponde alla descrizione dell’uomo che ha installato i cristalli. Saranno due persone diverse? Rayanna dovrà esaminare anche l’ultimo cristallo ritrovato.

Fine trentesima puntata.

Resoconto a cura di Piotr
Immagine by Davison Carvalho

giovedì 16 gennaio 2020

ESTRATTO DA “IL SAPERE NUOVO - TUTTO SU DIOGENES” #17


In quel tempo, Diogenes venne invitato ad una festa da un altro rampollo di una famiglia di Lisalania. La famiglia del rampollo non era nobile, ma, dopo la conquista della Regione ad opera degli Auran, aveva accumulato una grande ricchezza grazie ad una conceria tenuta in grande considerazione dal Nomarca.

Diogenes non amava molto quel genere di feste in cui si fa sfoggio di ricchezza e nobiltà, ma aveva scoperto che gli alcolici e la carne erano gratuiti e di buona qualità, per cui partecipava di buon grado. Nonostante questo, non aveva molte conoscenze e quella sera si aggirava per la stanza in cerca dell’ultimo bicchiere prima di andarsene, quando, nei pressi del buffet, gli capitò di ascoltare il discorso che il giovane rampollo stava tenendo ad una platea di altri giovanotti adoranti. Egli sosteneva che il padre avesse una visione arcaica e poco pratica del lavoro, in cui remunerava i suoi operai per giornata di lavoro, quando invece avrebbe dovuto stimolarne le prestazioni, pagandoli in base a quanto producevano e dando loro dei bonus se avessero raggiunto determinati obiettivi di produzione. In questo modo, secondo il giovane, gli operai più meritevoli avrebbero guadagnato di più, e quelli meno bravi sarebbero stati stimolati a raggiungere gli stessi risultati di quelli più bravi, e allora si che si sarebbe aumentata la produttività della ditta.

Solo uno dei presenti, un aristocratico che Diogenes conosceva come persona prudente e scrupolosa, osò ribattere che in quel modo il proprietario avrebbe sicuramente guadagnato di più ma l’operaio, per esempio, più anziano o malato avrebbe guadagnato troppo poco per sopravvivere. Il rampollo rise di queste obiezioni, sostenendo che quella che lui chiamava “Cultura della Produttività” sarebbe stata il futuro, ricevendo assenso col capo da coloro che lo circondavano.

Proprio in quel momento Diogenes fece un piccolo rutto bevendo l’ultimo bicchiere di birra e tutti si voltarono verso di lui. Il rampollo sorridendo gli chiese: “E voi cosa ne pensate nobile Von Matterhorn?” caricando di disprezzo la parola nobile.

Diogenes si voltò e, biascicando per l’alcool, disse: “A me questa storia della Cultura della Produttività sembra come un pesce morto al chiaro di luna: luccica ma puzza”, e poi vomitò sul tappeto. Da allora il Maestro non è più invitato a quel genere di eventi.

lunedì 13 gennaio 2020

[RdL] La potenza è nulla senza controllo

Omuncoli (The One Ring RPG - Oak Men by ScottPurdy)

Capanna su zampe di gallina, mezzogiorno del 5° ahoer crescente (21 aprile)

Sotto, l’ispezione del piano non porta a niente altro, sopra invece, mentre Piotr è alle prese con una parete malfatta ma robusta, Yanagi stordisce in pochi attimi 4 piccole creature terrorizzate dalla sola avanzata del maestro. Questi esseri hanno la robustezza di bambini e sono chiaramente poco pericolosi con le loro piccole frecce.
Mentre tutti salgono, Piotr apre il varco e Yanagi lega i 4 arcieri. Dal soffitto inizia a filtrare una polvere irritante che causa parecchi fastidi ad alcuni del gruppo, bruciori convulsioni e sangue in gola. Avanzano a bocca coperta. Piotr cerca di ricordarsi la posizione della trappola al piano di sotto, ma non è sicuro di raccapezzarsi. Vede una botola sul soffitto ma arrivato a 3 metri da essa il pavimento cede e finisce nella trappola del piano sotto. Fortunatamente è stata disattivata e non gli procura danni.
Risalito dal buco prende il posto del maestro che ha tentato inutilmente di aprire la botola del soffitto. Raccoglie le forze e spinge, sulla botola è appoggiata una cassa, pesante ma non abbastanza per il westan. Mentre un nugolo di frecce tentano invano di colpirlo mantiene aperta l’apertura per consentire agli altri di salire. Gli esseri attaccano dalle fessure di una parete fatta di assi di legno. Yanagi lancia la vescica di acido raccolta tempo fa contro la parete e Diogenes usa un potere: con tono perentorio mai sentito prima di allora intima “fuggite, sciocchi!” e tutte le creature nel piano fuggono.
Dopo l’ennesima scarica elettrica di Rayanna (che evidentemente non sta lavorando bene su se stessa per cercare di controllarle), Piotr avanza nuovamente. Sembra che le creature siano effettivamente fuggite ma si sentono passettini sul soffitto. Arrivati al centro di quelle che si riveleranno essere quattro postazioni di tiro scatta una trappola che imprigiona tutti tranne Yanagi e Hisui, che stavano ispezionando altrove. Due reti pesanti cadono dal soffitto per intrappolare il gruppo e 16 piccoli arcieri cominciano a bersagliare gli sventurati. Myristica con un balzo riesce a passare non si sa come attraverso la rete e scompare nelle ombre; Rayanna resta impigliata nelle reti nel tentativo di aprire un varco; Piotr con un colpo di ascia squarcia le reti, mentre con lo lo scudo cerca di difendere la older; Diogenes coi suoi poteri scaglia gli esseri uno contro l’altro. Le creature scagliano frecce in modo caotico, quasi senza mirare, evidentemente facendo affidamento sul numero piuttosto che sulla precisione, ma di fatto nessuno viene colpito. Yanagi torna indietro e si infila nella breccia creata dall'acido, per poi abbattere i quattro arcieri colti alle spalle. Vede sul soffitto una stretta botola ed una fune che scende da essa, decide di salire insieme ad Hisui.
Piotr girato l’angolo trova una botola sul pavimento e una sul soffitto, con la rabbia che gli sta montando per questo nemico sfuggevole e fastidioso sale e per un soffio non pesta un tribolo. Avanza cautamente verso il centro della stanza dove dietro ad alcune protezioni si trovano un’altra dozzina di piccoli esseri che se la danno a gambe... senza saperlo stanno andando in direzione di Yanagi che li stende tutti sotto lo sguardo sbigottito del westan, che invece non è riuscito a portare nemmeno un colpo. Fatto ciò il maestro si accende la pipa e va a rifiatare sul balcone che aveva trovato Diogenes salendo. Dal qui Diogenes vede due creature impaurite intente a scendere aggrappandosi ai rami che circondano la costruzione. Hanno sul dorso degli esserini più piccoli di loro, probabilmente figli. Lui cerca di comunicare le buone intenzioni del gruppo.
Piotr disarma i nemici svenuti. Stava quasi per gettare di sotto i loro piccoli archi quando Yanagi, forse a causa dell’oppio che si stava fumando, gli suggerisce di rivenderli come giochi per bambini. Piotr esamina meglio le armi e nota che le piccole frecce hanno la punta annerita. Dopo averne schivate a decine, nel raccoglierle si punge accidentalmente con una di esse. Il veleno brucia parecchio, ma  grazie alla sua resistenza westan non ha altre conseguenze.
Diogenes esamina le creature tramortite da Yanagi e le riconosce come omuncoli, esseri dall’intelligenza animalesca dotati di strumenti rudimentali e facilmente raggirabili.
Mentre il gruppo lega i 10 omuncoli tramortiti, dalla botola sul soffitto ne scendono altri cinque. Uno di loro è capo Gomundo che per la prima volta parla al gruppo in una lingua conosciuta: “Chi siete? Voi ucciso nostri fratelli! Voi casa nostra!”. Risponde Diogenes con le mani in alto: “Colpa nostra, chiedo scusa... nostri fratelli uccisi da succhia sangue. Mostro testa pelata e occhi bianchi governa esseri. Indizi porta qui.”
Anche usando poteri Diogenes apprende che “Lungo uomo con ferro” ha ucciso “Uomo nero” che stava in casa e li ha messi lì a guardia di una “palla bella” e periodicamente torna lì per portare tante cose. Si accorda con capo Gomundo per vedere questa “palla bella” tenuta di sopra, ma solo due potranno vederla e non  prima di aver liberato tutti gli omuncoli legati.

Chi accompagnerà Diogenes al piano superiore? Un Piotr ancora illeso o il micidiale maestro Yanagi, provato dagli sforzi ma che in questa casa ha trovato l’ambiente adatto per scatenare la potenza delle sue arti marziali?

Fine ventinovesima puntata.

Resoconto a cura di Piotr
Revisione di Ohmnibus
Immagine by Scott Purdy
(c) 2017 Sophisticated Games and Cubicle 7 Entertainment

lunedì 30 dicembre 2019

[RdL] Ingenua malvagità

(Lukomorie by Lucy Lisett)

Lisalania, sera del 5° nehener crescente (20 aprile)

Mentre si comincia a parlare di un piano per sottrarre la pergamena a De' Frederighi ci si prepara per il viaggio a Coppetti.
Nella notte un incubo/visione di Rayanna, tenuto nascosto ai compagni, le lascia il dono del controllo del proprio difetto elettrico. Quando è in arrivo la scarica i peli della schiena le si drizzano... La sciamana è sconvolta da quello che ha visto: stava per uccidere una donna incinta... Si confida solo con Myristica.
Fioravante parla al padre Leandro per convincerlo a proporre la vendita di oggetti a De' Frederighi. Il padre suggerisce di andare da solo ed è commosso perché finalmente suo figlio segue le sue orme.

Est di Coppetti, metà mattino del 5° ahoer crescente (21 aprile)

Partenza per la casa su zampe di gallina nei pressi di Coppetti. Il carro rimane ai limitare del bosco. Dopo un primo momento l’ambiente diviene tetro, nebbia e umidità non giovano all’umore. Viene avvistata una bambolina su di un ramo di un albero morto. Fioravante ma anche Piotr percepiscono un grande male in quello che sembra il simbolo di una azione efferata compiuta senza sensi di colpa come la malvagità di un bambino.
Presto ci si imbatte in una seconda bambolina poi una terza poi diventano molto frequenti.
Poi un cartello scritto come da un bambino con molti errori di ortografia intima di andar via rafforzato dal disegno di tre teste infilate in una picca.
Il terribile cartello nel bosco vicino a Coppetti
Si arriva alla casa su zampe di gallina. Una casa priva di finestre costruita su tre tronchi di albero. Molte piccole impronte che vanno e vengono sono scoperte alla base della casa sinistra. Una piattaforma a 3 metri è raggiungibile da una scala a pioli che cede al primo tentativo. Un'altra scala a pioli, più robusta della prima, porta ad una botola che entra nella casa. Piotr in testa al gruppo viene investito da un liquido maleodorante e cade trascinando il maestro Yanagi al suolo, 6 metri più sotto... La mistura, probabilmente composta di feci e interiora putrescenti, attira numerosi insetti che ostacolano ogni azione del westan. Il gruppo penetra nel primo piano dove vi sono diverse casse di dimensioni molto diverse tra loro, una testa deforme mummificata su una picca e diversi ciuffi di erbe secche che pendono da un soffitto basso. La trappola è stata azionata manualmente... il gruppo non è solo. Un altra botola porta al piano superiore e si sentono dei passettini nel soffitto. Prima di salire le casse vengono aperte per sicurezza, in quella più grande Piotr trova una trappola di spuntoni che provvede a rendere innocua. Rompendo un'altra cassa il westan si arreca molto danno rimanendo investito da una frana di pietre levigate ovali, simili a quelle poste nei bulbi oculari della testa mummificata.
Affacciandosi al piano di sopra Piotr schiva le frecce (o aghi di cerbottane?) di 4 creature molto piccole. Questi sparano dal fondo di un corridoio creato da una parete fatta di materiale accatastato. Yanagi scatta verso il fondo ma le creature stanno già fuggendo in un altro corridoio improvvisato a serpentina, Hisui segue il maestro ma mancando del suo equilibrio scivola sul terreno cosparso di grasso e va lunga fino in fondo al corridoio. Piotr decide invece di abbattere la parete aprendosi un varco per tagliare loro la strada. Mossa che era stata sicuramente prevista. L’intera casa è teatro di trappole rudimentali...

Fine ventottesima puntata.

Resoconto a cura di Piotr
Immagine (c) Lucy Lisett

giovedì 26 dicembre 2019

ESTRATTO DA “IL SAPERE NUOVO - TUTTO SU DIOGENES” #16


In quel tempo, Diogenes amava scendere in quella parte del fiume ove le donne si recavano per lavare i vestiti. Quell’estate era infatti particolarmente calda, e gli schizzi d’acqua, nonché la brezza che c’era in quel luogo, ristoravano il Maestro dalla calura. Diogenes, inoltre, trovava piacevole la compagnia delle lavandaie della città, di cui apprezzava il buonumore, la vitalità e l’inguaribile ottimismo.

Un giorno, mentre il Maestro era seduto sulla riva del fiume a godersi la fresca brezza, un nobile della città scese con fare deciso ed arrabbiato al fiume. Le lavandaie fecero silenzio, intimorite dalla presenza del nobile, il quale iniziò un lungo soliloquio per criticare Diogenes e il fatto che un membro di una importante famiglia di Lisalania passasse il suo tempo ad intrattenersi con delle donne mentre sbrigavano faccende di basso livello. Diogenes ascoltò distrattamente la requisitoria del nobile ed alla fine, senza togliere i piedi nudi dall’acqua, rispose: “Vi ringrazio, mio Signore, per i vostri appunti. Si sente che avete una mente aperta; tanto che ne sento gli spifferi sin quaggiù, nonostante la calura.”

Il nobile allora non ebbe altra scelta se non andarsene, tra le risatine delle lavandaie.

giovedì 19 dicembre 2019

ESTRATTO DA “IL SAPERE NUOVO - TUTTO SU DIOGENES” #15


In quel tempo, Diogenes aveva deciso di dare alle sue orazioni un nuovo impulso. Avendo infatti notato che il pubblico faceva fatica a seguire i concetti di filosofia più alti che Egli proponeva, e di conseguenza disertava i suoi spettacoli, per rendere comprensibili a tutti le sue idee, le ammantava di grande ironia e autoironia, facendo largo uso di esempi tratti dalla vita quotidiana.

Il risultato fu positivo, e il Maestro consolidò un vasto pubblico, ricettivo ad accogliere le idee che proponeva. Così facendo, d’altra parte, si attirò l’ostilità di qualche intellettuale e nobiluomo che invece apprezzava il suo precedente stile oratorio.

Uno di questi intellettuali, durante uno spettacolo, apostrofò così Diogenes, che aveva appena fatto una battuta sulla morte: “Un uomo saggio sa che la morte è cosa tetra, e affronterebbe l’argomento con tutta la serietà che richiede.” Diogenes gli rispose sorridendo: “Io ritengo che la serietà sia apprezzabile soltanto nei fanciulli; negli uomini saggi è il riflesso della rinuncia a una vita di gioia.” L’intellettuale se ne andò contrariato, mentre il pubblico applaudiva il Maestro per la battuta ben riuscita.