lunedì 25 aprile 2016

[RdL] Vilkor

Levin-Piermonte by Adrian-W

Presidio della Corporazione di Faer, mattino del 3° Enhor pieno (9 luglio)

Il gruppo viene svegliato da uno studente della Corporazione, che comunica loro di essere attesi dal capitano Vilkor.
Il capitano si rivela essere un giovane uomo dai capelli rossi. A dispetto dell’età, gli occhi e le cicatrici rivelano la sua esperienza sul campo.
Rivela un debole rotacismo nel chiedere al gruppo le loro competenze. Apparentemente soddisfatto delle loro esposizioni, parla della missione.
Si tratta di trasportare dei dispositivi all’interno del castello Tilean, attualmente sotto assedio. Non spiega di cosa si tratta: il nemico non deve sapere nulla di questi dispositivi, e nel caso fossero presi dei prigionieri, meglio che non sappiano cosa stanno trasportando. Anzi, per sicurezza, ognuno porterà su di sé un sensore, e se il dispositivo si dovesse allontanare per più di 10 metri dal sensore al quale è abbinato si autodistruggerà. I dispositivi sono ingombranti, in un comune zaino non ne entra più di uno, ma è necessario trasportarne il maggior numero possibile, per cui ognuno ne prenderà almeno uno.
E’ possibile accedere al castello tramite un passaggio segreto che comunica con un villaggio poco lontano. Il villaggio fu creato molti anni prima proprio per fare da copertura al passaggio. E’ talmente piccolo da non avere un nome ufficiale, ma i locali si riferiscono al luogo come Villabigia. E’ abbastanza lontano dal castello da non dover sollevare sospetti, ma i brone potrebbero aver scoperto il passaggio ed averlo fatto crollare o messo sotto sorveglianza. Il piano consiste nel raggiungere i pressi di Villabigia con un veicolo della Corporazione, superare l’eventuale sorveglianza e raggiungere il castello Tilean tramite il passaggio segreto.
Dopo aver illustrato il piano, Vilkor risponde alle domande del gruppo, spiegando che le ragioni dell’assedio non sono chiare, anche se si sospetta che i brone abbiano bisogno del castello intatto. Sembra che abbiano sviluppato una tecnologia che permette loro di erigere fortini in tempi straordinariamente brevi - una sola notte - e che servendosi di questo dispiegamento di fortezze siano in grado di reggere i confini in modo molto efficace. Non è chiaro come, ma le due cose sembrano legate, ed è per questo che le fortezze conquistate non sono state distrutte usando giganti meccanici o altro tipo di artiglieria.
Dei sistemi che fanno uso di palloni aerostatici funzionano come antiaerea, mentre delle antenne di distorsione dei campi Noeliani impediscono qualsiasi contatto o accesso tramite arcani: l’unico modo di trasportare i dispositivi è quello di portarli personalmente.
Finite le domante, Vilkor invita tutti a fare i preparativi, dato che la partenza avverrà all’alba del giorno successivo.

Villabigia, mattino del 4° Ahner pieno (10 luglio)

Il velivolo da trasporto è una novità che non tutti sanno accogliere con gioia. Il viaggio dura un'ora scarsa, tanto basta a Bodo per lasciare a bordo la colazione fatta prima di partire. Tutti i membri del gruppo sono stati equipaggiati dalla Corporazione con un talismano di protezione ed un mantello adattivo, oltre naturalmente al dispositivo da trasportare (Bodo, su sua richiesta, ne trasporta due).
Arrivati nei pressi del piccolo insediamento il gruppo resta in osservazione per capire la situazione. Sulle prime non si notano segni di vita, ma poi Bodo scorge del fumo uscire dal camino di una casa. Sul portico della stessa sono legate due donne di razza llud, prive di sensi o morte. Vilkor dice che secondo le sue informazioni la casa dalla quale è possibile accedere al passaggio è quella alla sinistra di quella segnalata dal westan.
A questo punto è chiaro che i brone sono arrivati a Villabigia, resta solo da decidere se tentare di intrufolarsi nell’abitazione che conduce al passaggio o se è meglio passare prima dall’altra. Senza scordare che altri brone potrebbero essere in agguato in altre case del piccolo villaggio...

lunedì 18 aprile 2016

[RdL] Decisioni

Dr. Marius by Mar11co

Presidio della Corporazione di Faer, mattino del 3° Tehner pieno (8 luglio)

L’offerta (o meglio la richiesta) del Prof. Joram lascia il gruppo pensieroso. Il professore li ha congedati dicendo loro di pensarci su. Nessuno del gruppo riesce a trovare una ragione valida che li induca a prestare servizio per la Corporazione, soprattutto dopo la promessa non mantenuta di poter vedere Luce.

Nel cortile incontrano i monaci Pessaq e Roguel. Sembra se ne stiano andando: non è loro intenzione collaborare con la Corporazione, e non avendo nessuna possibilità di liberare Luce decidono di togliere il disturbo.
Anudahabi prende da parte Pessaq e gli chiede quali siano le loro intenzioni. Il luminoso dice che il monastero non intende lasciare la questione in sospeso e cercherà di sottrarre nuovamente il Sacrificio dalle grinfie della Corporazione. Chiede l’aiuto di Anudahabi come “aggancio interno”. Il vecchio auran accetta di buon grado, ed i due si accordano sul metodo per scambiarsi informazioni: tutte le sere alle 21 un uomo fedele al monastero si recherà alla locanda “Il Picchio Rosso”. Se Anudahabi si presenterà alla locanda, l’uomo lo avvicinerà per scambiare informazioni con lui.

Tornati nelle loro stanze, continuano a discutere sulla proposta di Joram, quando Bodo percepisce una presenza nella stanza. Fa per mettere mano alle armi, ma una voce intima loro di comportarsi come se tutto fosse normale, perché sono controllati.
In un angolo della stanza una figura traslucida diventa parzialmente visibile, e si rivela essere il Dott. Eracleo. Dice di essere il responsabile delle ricerche effettuate sulla ragazzina, e che sta facendo il possibile per evitare che le sia fatto del male, ma probabilmente avrà bisogno del loro aiuto. Consiglia di sviare eventuali sospetti di Joram assecondando le sue richieste. Lui dal canto suo continuerà ad inveire contro il gruppo ogni volta che lo incontrerà per mantenere la copertura. Dopodiché Eracleo sparisce di nuovo e se ne va.

Il gruppo decide di fidarsi e si reca da Joram per dare la loro disponibilità. Il professore è molto soddisfatto e l’indomani li farà incontrare con il capitano Vilkor, che sarà la loro guida.

Il Picchio Rosso, Faer, sera del 3° Tehner pieno (8 luglio)

La sera Anudahabi annuncia di volersi recare in locanda, ed il resto del gruppo lo segue.
Ovviamente la scelta ricade sul Picchio Rosso, una volta probabilmente luogo in della città, ma con gli anni la qualità è scesa ed ora è appena nella media.

Anudahabi viene avvicinato come concordato dall’uomo del monastero, ma lo scambio è molto breve: il vecchio auran non parla di Eracleo, ed a parte questo dal mattino non ci sono stati sviluppi.

Sulla via del ritorno il gruppo viene assalito da alcuni avventori della locanda, forse offesi da qualcosa fatto da uno di loro. Mentre gli assalitori brandiscono pugnali e bastoni, i nostri sono usciti disarmati per essere ligi alla legge. La situazione è sfavorevole per loro, ma questo non impedisce a Bodo e Medòm di suonarle di santa ragione ai loro aggressori.

lunedì 11 aprile 2016

[RdL] Deviazione imprevista

Kinski by fightpunch

Bivio per Karahim, sera del 3° Ahoer pieno (7 luglio)

La compagnia cerca di allontanarsi in fretta dai territori dei Teurati. Alla sera arrivano ad un’importante biforcazione della via che stanno percorrendo. Un edificio abbandonato e pericolante una volta adibito a stazione di posta indica che la via doveva essere molto frequentata.
Ad ovest si prosegue verso Karahim, una cittadina pedemontana, mentre a sud si ricongiunge alla Grande Via Nord. Nonostante il gruppo preferisca tenersi alla larga da quest’ultima, deviare verso Karahim li porterebbe troppo fuori strada.
Stanno valutando sul da farsi quando sentono una specie di ronzio meccanico, sempre più forte. Una nube di polvere indica l’arrivo di qualcuno. Dopo pochi secondi arrivano quattro uomini a cavallo di centauri meccanici - veicoli che Medòm e Bodo hanno visto durante il loro breve soggiorno a Llun.
Gli uomini - di certo affiliati alla Corporazione - si fermano e si avvicinano al gruppo con il pretesto di fare quattro chiacchiere. Ma la loro insistente curiosità per le condizioni del “malato” li mette in allarme. Mentre quello che sembra il capo dei nuovi arrivati fa conversazione, uno degli altri tre estrae un congegno grande come un libro. Il congegno emette bip sommessi sempre più frequenti fino a che esplode come un petardo. Tutti si girano verso di lui, e l’uomo strofinandosi le mani si rivolge al capo: “La lettura è fuori scala, deve essere lei”. Un altro estrae un talismano, traccia dei simboli su di esso e lo lancia in aria. Il lembo di pergamena invece di essere trasportato dal vento schizza via verso sud più veloce di una freccia.
Il capo dei quattro, che si presenta come Dott. Yorasil, spiega la vera ragione per cui si trova lì: sono venuti per recuperare la bambina. Non hanno intenzione di far del male a nessuno, ma faranno di tutto per compiere la loro missione. Bodo e Medòm da un lato vorrebbero disfarsi degli scocciatori, dall’altro si rendono conto che potrebbero essere degli ossi duri. Senza contare che il talismano usato probabilmente è una richiesta di rinforzi.
Bodo chiede che tutta la compagnia possa seguire Luce. Yorasil è molto accomodante. Dopo pochi minuti arriva un velivolo di trasporto della Corporazione e Yorasil invita tutti ad entrare. Anudahabi non si fida, e memore della visione avuta qualche giorno prima di nascosto chiede a Luce di cantare. Sulle prime la bambina non sa che fare, poi le torna in mente una canzone udita non sa quando, e la intona. Tutti - sia gli uomini della Corporazione che la scorta di Luce - vengono colti da un’improvviso colpo di sonno, e si addormentano.

Luogo sconosciuto, ora e giorno sconosciuti

Bodo è il primo a svegliarsi. Si trova in una stanza ben illuminata dalle pareti bianche dove sono allineati molti letti. Ad occuparli sono i suoi amici, e si affretta a svegliarli. I due monaci sono assenti.
La porta della stanza è aperta, ed oltre c’è un lungo corridoio con numerose porte. Si inoltrano nel corridoio, e dopo pochi minuti vedono un uomo - probabilmente uno studioso - dallo sguardo folle. L’uomo si dirige verso di loro, e prima che possano dire qualcosa intima loro di sparire dalla sua vista usando parole e toni molto pesanti. In quel momento interviene Yorasil, che li accompagna lontano dall’uomo. Il Dott. Eracleo - questo il nome del folle - nonostante le apparenze è uno dei maggiori esperti nel suo campo. Aggiunge che non è lì per salvarli dai modi irosi di Eracleo, ma per condurli dal suo superiore, il Prof. Joram. Lungo la strada racconta di come, stranamente, quasi tutti siano improvvisamente caduti addormentati. Fortunatamente un membro dell’equipaggio del velivolo di trasporto ha saputo resistere all’impellente bisogno di assopirsi, ed ha svegliato i suoi colleghi. Per quanto riguarda i membri del gruppo, dormivano troppo bene per essere svegliati...

Presidio della Corporazione di Faer, mattino del 3° Tehner pieno (8 luglio)

Il Prof. Joram è un uomo avanti con l’età. A colpire però non sono le sue rughe o i suoi capelli bianchi, ma il numero di innesti meccanici sul suo volto (e probabilmente sul resto del corpo). La sua voce suona vagamente metallica mentre rassicura il gruppo sul destino della ragazza. Ora non possono andare a trovarla, ma la Corporazione sta facendo del suo meglio per farla sentire a suo agio, ed ovviamente gli esperimenti che stanno effettuando sono del tutto innocui per lei. Le voci sul sacrificarla per farne un’arma? Esagerazioni. Alcuno uomini dello spiritualismo non hanno saputo accettare il fatto che il Tempio abbia concesso la ragazzina alla Corporazione per effettuare degli studi, e spargono dicerie per metterne in cattiva luce la reputazione.
Piuttosto il vero pericolo sono i brone. Faer è l’ultima città libera, e l’avanzata del Bronerun è ad ora inarrestabile. Quello che serve sono uomini abili e coraggiosi disposti ad appoggiare l’esercito Llundian ed impedire agli avversari di portare morte e distruzione.

Bodo, Medòm, Anudahabi e gli altri si rendono conto che Joram sta parlando di loro.

lunedì 4 aprile 2016

[RdL] Scorta

Landscape_02 by Pervandr

Monastero degli otto, 2° Nehener pieno (29 giugno)

Anudahabi, per avere idea di quale scelta fare, decide di usare nuovamente i suoi poteri divinatori. Si allontana temporaneamente dal monastero in ricerca delle radici necessarie al rituale. Tornato al monastero si chiude nella sua stanza e chiede agli dèi che cosa può fare lui per Luce.

La visione è meno chiara della precedente. Lo sciamano coglie scene di vita mondana in cui lui è insieme alla bambina: passeggiano nei prati, visitano mercati cittadini, fanno le faccende di casa…

L’auran si convince che il futuro della bambina è quello di avere una vita normale. Anche gli altri sono dell’opinione di restare insieme alla bambina, e si recano dal Maestro Kaldaw per comunicare questa loro decisione. Ma il maestro del tempio ha già disposto affinché il Sacrificio sia spostato in un luogo segreto. Bodo ed Anudahabi lo convincono che la bambina ha bisogno di protezione, e si offrono di scortarla.

Monastero degli otto, mattino del 2° Ahoer pieno (30 giugno)

Mancando il tempo per la costruzione di un nuovo “contenitore” per il Sacrificio, Luce viaggerà in sella ad un mulo usando una sella speciale. Con lei, oltre al gruppo, viaggiano i due monaci Pessaq e Roguel, gli unici a conoscere la destinazione del viaggio. Nel caso incontrino qualcuno useranno la scusa di accompagnare un malato di peste in pellegrinaggio. Tranne Luce, che indossa una tunica ed una cappa, gli altri saranno tutti vestiti da monaci.
La comitiva si incammina verso mezzogiorno.

Luogo imprecisato, 3° Ahner pieno (3 luglio)

Il gruppo arriva nuovamente in vista del villaggio incontrato pochi giorni prima.
Bodo e Medòm decidono di ispezionarlo da vicino. Non c’è alcun segno di vita in tutto il villaggio, ma il westan sente alcuni rumori provenire da un edificio che si rivela essere una macelleria. Entrano cautamente per scoprire che i suoni - probabilmente passi - provengono da un piano interrato sotto la bottega. Uno stretto corridoio porta ad una rampa di scale che scende verso il buio. La claustrofobia di Bodo e lo spirito di sopravvivenza di Medòm prendono il sopravvento, ed improvviso realizzano che non sono poi così curiosi di sapere cosa è accaduto al villaggio.
Il gruppo procede oltre tenendosi alla larga dal villaggio misterioso.

Bosco Teurati, notte del 3° Nehener pieno (6 luglio)

Il gruppo viaggia a lungo per le terre selvagge. L’idea è quella di passare a Nord del Feudo dei Teurati per poi tornare a Sud, in modo da restare lontani dalla Grande Via Nord.
La notte del 3° Nehener pieno si accampano in un bosco a sud del fiume Tarfli.
Mentre Anudahabi è di guardia il gruppo viene avvicinato da tre uomini a cavallo. Lo sciamano usa alcune invocazioni per spaventare - più che attaccare - gli intrusi. Piuttosto amareggiato dall’accoglienza, il capo dei tre si presenta come Tarsar Teurati, cugino del signore del feudo, ed accusa il gruppo di bivacco senza permesso. Anudahabi racconta che stanno scortando un malato di peste. Tarsar è curioso di sapere di chi si tratta: essendo accompagnato da così tanti monaci deve essere sicuramente una persona importante. Anudahabi tentenna non sapendo bene cosa rispondere, ma per fortuna Tarsar è preoccupato della presenza di un malato di peste e non insiste troppo. Dopo aver intimato al gruppo di andarsene, lui e i suoi tornano sui loro passi.

lunedì 28 marzo 2016

[RdL] Il Sacrificio

god warriors by tobiee

Viannata, alba del 1° enhor pieno (25 giugno)

Bodo e Medòm interrogano i tre assalitori sopravvissuti. Scoprono che a Viannata ci sono manifesti affissi dalla guardia cittadina che offrono una ricompensa di 5000 drog a chiunque recuperi un carro molto simile a quello con cui stanno viaggiando. Gli assalitori non sanno se il carro è proprio quello, ma hanno comunque deciso di tentare.
Per paura che gli assalitori possano riferire del carro, Bodo e Medòm si allontanano con loro nel boschetto, quindi li mettono a tacere per sempre.
Nel frattempo Anudahabi ha intenzione di interpellare i suoi dèi per avere informazioni sul destino di Luce. Raccoglie le erbe necessarie al rituale quindi si apparta. Completato la complessa invocazione riceve una visione dagli dèi.
Anudahabi è solo in un terreno montagnoso. Il cielo è coperto da nubi grige che impediscono con tutte le loro forze alla luce solare di attraversarle. In lontananza tonfi potenti fanno vibrare la terra, accompagnati dal suono di alberi abbattuti. Anudahabi si volta, e li vede: delle enormi sagome nere che sovrastano gli alberi più alti del bosco si stanno avvicinando minacciosamente. Si chinano su di lui, scrutandolo con occhi di brace ardente. Anudahabi si sente spacciato, quando all’improvviso l’aria si riempe di una dolce melodia, un canto di bambina… le enormi creature si fanno immediatamente indietro, portando le mani alla testa. In preda ad enorme dolore, le creature si sgretolano e collassano su se stesse. Anudahabi è salvo, eppure non si sente sollevato… la sofferenza di quelle creature lo ha messo a disagio, e sente che avrebbe dovuto far qualcosa per loro.
Il senso di disagio e tristezza continua ad attanagliare l’auran anche dopo essere uscito dalla trance, e solo dopo il risveglio si rende conto che la voce che ha udito era proprio quella di Luce.

Nel frattempo gli altri stanno discutendo su come procedere. Concludono che il carro è un problema, e lo abbandonano per proseguire a cavallo. Terranno Luce intabarrata in modo che non attiri molto l’attenzione.

Luogo imprecisato, 2° Ahner pieno (26 giugno)

La compagnia sta viaggiando in terreni collinosi dopo essersi allontanati dalla Grande Via Nord. Arrivano in vista di un villaggio, ma nell’avvicinarsi Bodo si accorge che non c’è segno di vita, ed anzi scorge in alcuni recinti le carcasse immobili di alcuni ovini. Decidono di proseguire tenendosi alla larga.

Monastero degli otto, 2° Nehener pieno (29 giugno)

Dopo un viaggio faticoso ma tutto sommato tranquillo, il gruppo arriva in vista del monastero che stavano cercando. Si tratta di una struttura costruita in cima ad uno sperone roccioso di 80 metri, alla quale si accede tramite una stretta mulattiera.
Sono condotti dal Maestro Kaldaw, un llud della Repubblica di Barianor che si allarma molto quando scopre che Luce è stata fatta uscire dalla cassa. Dispone affinché altri monaci si prendano cura della bambina, poi accompagna il gruppo nel suo studio per sapere dell’accaduto.

Messo al corrente di come hanno recuperato il carro e di come sono arrivati al monastero, Kaldaw conferma alla compagnia che è per suo volere che il Sacrificio (così chiama la bambina) è stato fatto allontanare il più possibile dal fronte. La ragione è che la Corporazione delle Scienze ha intenzione di usare la bambina come arma. Bodo, insospettito dal termine “sacrificio”, chiede spiegazioni.
Senza scendere troppo nei dettagli, Kaldaw dice che nello spiritualismo il termine è usato in senso lato. Non significa che la bimba sia destinata ad essere sacrificata, ma che, in quanto scelta dagli dèi, deve percorrere un cammino di vita difficile - in questo caso l’isolamento completo - al fine di divenire un tramite degli dèi stessi.
La bambina era rinchiusa nella cassa per preservare la purezza assoluta del suo spirito. La Corporazione grazie alla sua influenza ed a cavilli politici ha convinto il Tempio di Barianor a cedere il Sacrificio per essere usato come arma, il che avrebbe reso impuro il suo spirito vanificando tutto il tempo passato in isolamento.
Bodo, che più di tutti è affezionato a Luce, non è pienamente convinto della situazione, ed in accordo con gli altri rimanda la decisione sul da farsi al giorno successivo.

lunedì 21 marzo 2016

[RdL] Luce

Staer, notte del 1° tahner pieno (20 giugno)

La bambina si rivela una continua fonte di stupore.
Invece di usare gli occhi, che tiene sempre chiusi, vede quello che la circonda percependone l’energia spirituale come una luce. In particolare le creature viventi sono percepite come masse luminose, la cui intensità ed il cui colore varia. Bodo, che appare alla bambina come una calda luce arancione, decide di chiamarla Luce. Lei ne è estasiata.
Basil è disposto ad ospitare il gruppo, ma si deve scusare per il vitto esiguo: il tempio è in forti ristrettezze economiche a causa della guerra ad est. Il gruppo decide di ripartire al più presto. Interrogato a riguardo, Basil dice che - a giudicare dal loro abbigliamento - i monaci che conducevano il carro potevano provenire da un tempio vicino alla miniera di ferro abbandonata o da un monastero a nord-est di Faer.
Una volta soli Medòm tenta di interrogare il medaglione - che a detta di Luce gli somiglia molto. Il medaglione a differenza delle altre volte vibra chiaramente verso nord-est, ed il gruppo decide di partire l’indomani alla volta del monastero.

Viannata, 1° tehner pieno (24 giugno)

Il gruppo viaggia concedendosi poche soste. Durante il viaggio avviene un altro dei miracoli di Luce. Il legno di cui è composto il carro in cui la bambina viaggia torna in vita. Ringiovanisce, e non solo emette della resina come fosse appena tagliato, ma qua e là spuntano alcuni germogli. Fortunatamente il fenomeno è vistoso solo all’interno del carro; all’esterno sembra solo essere appena uscito dalla bottega del carpentiere.

Decidono di superare Viannata senza fermarsi, tuttavia superata la città si accorgono di 4 llud a cavallo che probabilmente li stanno seguendo. Si fermano sul lato della via per vedere come si comportano, e gli uomini li superano lanciando occhiate fintamente indifferenti.
Il gruppo decide di inoltrarsi nel rado boschetto che costeggia la via per pernottare, stabilendo dei turni di guardia.
Gli inseguitori non si fanno attendere troppo. Verso le due di notte tentano di avvicinarsi all’accampamento non visti, ma non hanno tenuto in considerazione la capacità di Bodo di vedere al buio. Privati dell’elemento sorpresa, i 4 sono sopraffatti nel giro di pochi minuti.

lunedì 14 marzo 2016

[RdL] Verso est

Supporting troops by Pervandr

Boscovia, alba del 1° tahner pieno (20 giugno)

Mentre il gruppo sta seppellendo i corpi degli assalitori, dal fitto degli alberi esce un vecchio dal volto tatuato. Tutti mettono mano alle armi tranne il nuovo arrivato, che si guarda intorno ammiccando stupito. Dopo alcuni attimi di tensione il gruppo ed il nuovo arrivato si chiariscono. L’uomo è un auran e si chiama Anudahabi. Racconta di essere stato condotto in quel posto specifico da sogni che ha iniziato ad avere molte settimane prima. Nonostante alcune divergenze con Bodo, decide di seguire il gruppo, perché probabilmente è per quello che i sogni l'hanno condotto lì. Il gruppo valuta Anudahabi troppo insolito per essere una minaccia e nessuno si oppone, anche se ovviamente terranno gli occhi aperti più che mai.
La loro permanenza a Rulta, ora che hanno fatto fuori tre membri delle Lame Nere, sembra essere compromessa, ed invece di andare al tempio come si erano ripromessi decidono di riprendere la Grande Via Nord verso est; lasceranno il carro al primo tempio incontrato sulla via.

Staer, notte del 1° tahner pieno (20 giugno)

Il gruppo parte alle prime luci dell’alba e la notte arriva a Faer senza aver incontrato nessun tempio ancora in uso. Anche in questa grande cittadina è quasi tangibile il senso di preoccupazione che aleggia tra la popolazione, ed il gran traffico di forze armate non contribuisce a migliorare il senso di sicurezza - semmai il contrario.
Senza perdere tempo il gruppo si dirige al tempio più vicino, dove vengono accolti dal luminoso Basil, il giovane custode che al momento fa le veci del maestro del tempio.
Bodo informa Basil sul come hanno trovato il carro e gli mostrano la cassa, chiedendo se sia sicuro aprirla. Quando ode la voce della bambina, Basil sbotta “Ma c’è una bambina lì dentro! Certo che dovete aprirla!”.
Bodo, seppur in parte preoccupato, era alla ricerca di un pretesto per aprire la cassa, e Basil glie lo fornisce. Rompe il sigillo e rimuove la sbarra.
Le ante della cassa si aprono da sole. All’interno sembra esserci una seconda cassa più piccola, che grazie ad un complesso meccanismo - completamente in legno - lentamente scorre in avanti fino ad uscire parzialmente da quella che la contiene. Anche le ante di questa seconda cassa si aprono, ed una terza è al suo interno. Similmente alla precedente scorre in avanti, e finalmente anche le ante della terza cassa si aprono, rivelandone il contenuto.
Una bambina vestita con una tunica candida è inginocchiata, le mani graziosamente posate sulle gambe. I suoi capelli sono neri, e si muovono all’aria come se fosse sott’acqua. Una fascia di seta bianca le cinge le spalle, ed anch’essa si muove all’aria come di vita propria.
La bambina, senza mai aprire gli occhi, sorride, ed il cuore dei presenti si riempe di pace alla vista di quel sorriso. Quasi in lacrime, la bambina si rivolge ai presenti: “Così luminosi! Siete bellissimi!”