lunedì 4 luglio 2016

Tabella dinamica degli incontri

The Bloody Gate by kallielef
Tempo fa un'amica giocatrice di LoK propose una tecnica interessante per creare delle tracce per avventure: aprire a caso un giornale/rivista e puntare il dito su una parola a caso. Eseguita la procedura 3-4 volte si utilizzano le parole "pescate" come spunto.
Questo curioso sistema aveva però le sue pecche: le parole erano quasi sempre troppo scorrelate tra di loro per poter anche solo dare una vaga idea sul tema dell'avventura.

Poi girando in rete mi sono imbattuto in un articolo del blog dedicato al GdR "Monsters and Manuals" dove viene proposta una semplice tabella di incontri dinamica che permette, con tre semplici lanci di dado, di stabilire soggetto, azione ed oggetto necessari a definire un plot.

DadoSoggettoAzioneOggetto
1MercantiFabbricanoOppio
2BrigantiSorveglianoSchiavi
3BanditiNascondonoOrtaggi/Cereali
4MendicantiCostruisconoCacciagione
5PellegriniTrasportanoBacche/Funghi
6VagabondiScambianoOro
7MercenariVeneranoUna statua
8ColtivatoriCercanoUn tempio
9CacciatoriCombattonoPreda
10SchiaviRifuggonoConcime

Questa tabella è solo un esempio, e può essere modificata/estesa in base all'ambientazione alla quale si sta giocando. Si consulta lanciando 3d10 per generare un "plot" casuale, es:

4, 8, 8: Mendicanti alla ricerca di un tempio
10, 1, 5: Schiavi che fabbricano bacche/funghi
4, 3, 1: Mendicanti che nascondono dell'oppio

Come tutte le tabelle del genere è possibile che si generino risultati bizzarri, ma a prescindere da questo il master (ed eventualmente i giocatori) è stimolato ad inventare le ragioni dietro la strana combinazione. Come mai i mendicanti sono alla ricerca di un tempio? Di quale tempio si tratta? Cosa si intende per fabbricare bacche? Perché ci sono schiavi che lo fanno? Perché i mendicanti nascondono dell'oppio? A chi appartiene? ecc.

Fonte: Dynamic/Nested Encounter Tables

lunedì 27 giugno 2016

[RdL] Rapporto

Medieval town 4 by Hetman80

Presidio della Corporazione di Faer, sera del 4° Nehener pieno (13 luglio)

Il gruppo ha deciso di mantenere il segreto sull’accordo con Eracleo anche nei confronti di Vilkor. Non è stato difficile convincerlo di essere svenuto per aver battuto la testa a causa di una brusca manovra. Pilota e copilota del velivolo sul quale erano imbarcati hanno poi raccontato di come l’avaria si sia rivelata una cosa da poco, permettendo loro di arrivare a destinazione in giornata.

Dopo l’arrivo si sono recati tutti a rapporto dal prof. Joram per raccontargli dell’accaduto. Il professore, molto interessato al racconto, si è dimostrato piuttosto freddo quando Bodo ha riportato la richiesta di truppe di supporto da parte del Marchese di Tilean. Il professore si difende sostenendo che la decisione non spetta a lui, ma la inoltrerà - insieme ad altre informazioni strategiche - a chi di dovere.

Il gruppo viene quindi congedato.

Presidio della Corporazione di Faer, mattina del 4° Ahoer pieno (14 luglio)

Il gruppo viene nuovamente convocato dal prof. Joram, che si congratula per il loro operato. Come ricompensa offre loro una collaborazione continuativa con la Corporazione. Sulle prime sono tutti un po’ titubanti, ma poi accettano ottenendo così: vitto e alloggio in qualsiasi presidio della Corporazione, 3000 drog subito più altri 500 drog a settimana e l’accesso ad alcune discipline insegnate alla Corporazione.

Soddisfatti, i membri del gruppo passano il resto della giornata nel tentativo di spendere i drog appena guadagnati.

lunedì 13 giugno 2016

[RdL] Ritorno alla base

Hadagan Cruiser by Sidxartxa

Luogo imprecisato verso Faer, pomeriggio del 4° Nehener pieno (13 luglio)

Il gruppo è su uno degli strani velivoli della corporazione. Interamente costruito in metallo e senza quasi nessuna parte mobile, i passeggeri rimuginano su come sia possibile che si libri in aria come un uccello. Su quello e su come sono riusciti a sfuggire ancora una volta ai brone giù a Villabigia.

Il viaggio lungo il tunnel non aveva serbato loro nessuna sorpresa, ma giunti nei pressi dell’uscita hanno sentito delle voci. Evidentemente i brone eliminati all’andata erano stati sostituiti. Purtroppo non erano molto meglio dei loro predecessori, né più svegli, ed in poco furono sconfitti da Medòm, Vilkor e Bodo. Più fastidioso era stato invece il loro amico, risoluto nello scagliare frecce da un edificio di due piani. Il gruppo fu costretto a fare un giro molto lungo utilizzando le abitazioni come riparo, per poi darsi alla macchia. Non sempre le cose vanno per il meglio, eppoi la loro missione adesso è quella di tornare alla corporazione per riferire l’accaduto.

Dopo circa mezz’ora di viaggio il copilota contatta la corporazione dicendo di essere costretto ad un atterraggio di emergenza. Già in ansia per la notizia, il gruppo scatta come una molla quando, avvicinatosi al pilota, Vilkor viene colpito alla nuca e stordito dal copilota.
Il Bodo, Medòm ed Anudahabi vengono tranquillizzati: non è un tradimento né un rapimento. Il dr. Eracleo ha bisogno di parlare con loro lontano dalle orecchie della corporazione.

Il velivolo atterra ed il gruppo scende. Dopo poco appare - letteralmente - Eracleo, che li saluta. Dice di aver notato dei fenomeni anomali legati al Sacrificio - ossia Luce - il giorno prima, e chiede se ne sanno qualcosa.
Bodo e Medòm raccontano quanto successo il giorno prima, in particolare la manifestazione di Luce. Eracleo è pensieroso. Incalzato da Bodo confessa che lo scopo della corporazione è quello di sacrificare letteralmente la bambina per creare un’arma in grado di contrastare i Colossi, dei quali la corporazione è già a conoscenza. Il dottore non desidera la morte di Luce, per cui si sta impegnando, all’oscuro della corporazione, per trovare un’alternativa. Quanto successo il giorno prima suggerisce che questa alternativa esiste.

Eracleo viene interrotto da Bodo ed Anudahabi, entrambi su tutte le furie per le bugie e la crudeltà della corporazione. Il dottore comprende le loro ragioni, ma fa notare che, purtroppo, la vita di una bambina è un prezzo irrisorio di fronte a quella di migliaia di soldati, senza contare le vittime tra i civili dei paesi conquistati. Inoltre, stando alle informazioni raccolte, agli stessi Colossi viene data vita sacrificando un fanciullo come Luce. E l’unico modo per impedire queste crudeltà è quello di trovare un’alternativa sul come impiegare i poteri di Luce. Ma per questo avrà bisogno di affidare altri incarichi al gruppo, forse anche più rischiosi di quello appena svolto.

Dopo un momento di riflessione, e di certo con qualche riserva, il gruppo accetta di collaborare con lo scienziato.

lunedì 6 giugno 2016

[RdL] I costrutti colossali

Invasion by kerembeyit

Casteltilean, mattino del 4° Sener pieno (12 luglio)

Per prime apparvero le navi volanti, ed a seguirle i Colossi. Quattro enormi costrutti umanoidi alti come una torre, al cui cospetto anche i più robusti Giganti Meccanici apparivano come insignificanti moscerini. Incedevano lentamente, inesorabili come il destino. Le vibrazioni dei loro passi risuonavano nelle ossa a chilometri di distanza come tamburi funebri. Alla loro vista alcuni tra i più valorosi combattenti di Tilean lasciarono cadere le loro armi per poi lasciarsi andare ad un pianto sommesso, consci che non avrebbero visto un’altra alba.

Anudahabi per un momento rischiò di lasciarsi sopraffare dal panico, ma subito ricordò gli insegnamenti della dea Anui, e l’idea di poter essere accolto dal suo abbraccio lo confortò, calmandolo. Schiarite le idee, alzò le braccia al cielo, ed intonò un canto al dio della terra Murgh, pregandolo di mostrare il suo potere. La preghiera fu accolta, e la terra tremò. Per tre volte i Colossi furono scossi da violenti terremoti. Due di loro rovinarono a terra sbriciolandosi come palazzi abbattuti. Gli altri due dopo un momento di tentennamento ripresero ad avanzare.
Gli uomini di Casteltilean ritrovarono la loro baldanza, vedendo in Anudahabi una speranza di vittoria, ma lo sciamano aveva dato fondo a tutte le sue risorse e non era più in grado di far nulla contro gli altri due.
Il marchese Tilean ringraziò Anudahabi e gli altri membri del gruppo per tutto quanto avevano fatto per lui ed i suoi uomini, ma era il momento di andarsene. Chiese al gruppo di tornare nelle retrovie utilizzando lo stesso passaggio usato per arrivare, ed avvertire chi di dovere di quanto stava accadendo. Probabilmente Casteltilean sarebbe caduto, ma almeno l’esistenza dei Colossi sarebbe arrivato all’orecchio delle alte sfere.
Il gruppo non perse tempo ed imboccò il passaggio segreto, ma Medòm sentì il medaglione donatogli dal padre diventare sempre più caldo. Lo estrasse, ed il medaglione gli sgusciò dalle mani nella direzione opposta alla sua. Scambiò uno sguardo con gli altri: era chiaro che il medaglione intendeva farli tornare indietro. Lo raccolse e, insieme agli altri, tornò sui suoi passi. Arrivarono nel cortile del castello appena in tempo per vedere una mano mastodontica abbattere parte delle mura. In quel momento il medaglione di Medòm si aprì, ed il suo contenuto - le ceneri del padre e la sabbia del luogo della sua nascita - si disposero nell’aria secondo i lineamenti di una giovane ragazza. La ragazza cantò, e fu allora che tutti riconobbero la voce di Luce.
Sebbene i volti dei Colossi fossero un’inespressiva maschera di roccia, in qualche modo fu possibile percepire terrore nei loro occhi, allorché il canto li avvolse. Fecero un passo indietro, portandosi le enormi mani rocciose alla testa, poi collassarono in un rombo che sembrava un grido di agonia.
Anudahabi rivisse un sogno avuto qualche giorno prima, e come allora l’euforia per la vittoria fu adombrata da una forte compassione per i Colossi abbattuti.

Casteltilean, sera del 4° Sener pieno (12 luglio)

Sconfitti i Colossi, l’unica minaccia rimasta era rappresentata dalle le navi volanti che li precedevano. Sia Bodo che Medòm rischiarono seriamente di essere colpiti dai dardi di ballista scagliati dall’alto, ma i velivoli furono abbattuti prima di causare danni seri.
Mentre i cavalieri agli ordini di Tamara pattugliavano la breccia parziale causata dai Colossi, gli uomini del castello tiravano un sospiro di sollievo. Fu allestito un banchetto per festeggiare l’operato del gruppo, presenziato oltre che da Vorgél III Tilean - il signore del castello - anche dal capitano Calomero, dall’ingegnere Deniels e dal tenente Tamara.
Il marchese sottolineò più volte come le azioni del gruppo, intenzionali o meno che siano, abbiano impedito che il peggio accadesse. Se non fosse per loro non solo sarebbero tutti morti o prigionieri, ma il castello sarebbe distrutto. A nome di tutti il marchese nomina Anudahabi, Bodo e Medòm baronetti di Tilean, donando loro un piccolo terreno ed un anello recante un sigillo nobiliare.

A sera inoltrata Vilkor informa il marchese che dal momento che il castello è al sicuro la missione sua e del gruppo è quella di tornare nelle retrovie per comunicare ai superiori gli sviluppi, per cui i festeggiati si accomiatano dalla cerimonia e si preparano a tornare indietro.

lunedì 23 maggio 2016

[RdL] Sortita!

Iron golem naked by Anatolii Leoshko

Castello Tilean, mattino del 4° Tahner pieno (11 luglio)

Il gruppo, dopo aver passato la notte nelle brande insieme ai soldati del castello, fa la conoscenza dell’ing. Halcyon Deniels, responsabile dei dispositivi tecnologici del castello. Saltano all’occhio le protesi meccaniche ai quattro arti e le numerose medaglie che porta al petto, affisse sulla divisa della Corporazione. Con il suo forte accento delle regioni del sud ringrazia il gruppo per aver portato al castello i dispositivi di ricambio. Di lì a poco arriva anche il tenente Tamara Soleange, una donna sulla quarantina dal volto sfigurato dalle cicatrici e dal carattere ruvido. Dice senza mezzi termini di non fidarsi del gruppo, e che al primo sgarro andranno a far compagnia all’uomo nel cortile, indicando con un gesto una grande quercia. Con orrore i membri del gruppo scorgono all’ombra dell’albero un uomo crocefisso a testa in giù.
Dopo che Tamara se ne è andata, Halcyon spiega che l’uomo giustiziato si è macchiato di tradimento eseguendo dei sabotaggi, ed il tenente Soleange ha preso molto male la faccenda.

Castello Tilean, primo pomeriggio del 4° Tahner pieno (11 luglio)

Il gruppo viene convocato per discutere sulla sortita, insieme ai vari ufficiali del castello. Il piano è quello di attaccare all’alba dell’indomani e prendere di sorpresa gli assedianti. Lo scopo è quello di fiaccare il loro morale. La sortita dovrà essere rapida e causare più trambusto possibile. Sono stati individuati gli alloggi di tre ufficiali brone relativamente vicini alle mura del castello, metterli fuori gioco costituirebbe un duro colpo per i nemici.
Dopo aver pianificato i dettagli dell’attacco, il gruppo passa il resto della giornata a preparare l’equipaggiamento per l’indomani e pregare gli dèi.

Castello Tilean, alba del 4° Sener pieno (12 luglio)

Il momento è infine arrivato. Anudahabi usa i suoi poteri per evocare un’aurora boreale: al suo manifestarsi i suoi compagni e tutte le truppe del castello sentono il favore degli dèi, e con rinnovata sicurezza si mettono in marcia. Lo sciamano non li segue, ma assiste allo scontro dalle mura del castello, pronto ad usare le più temibili delle sue invocazioni contro gli avversari. Medòm e Vilkor sono a cavallo, Bodo resta nelle retrovie pronto a dare supporto con il suo arco.

E’ solo quando gli uomini del castello hanno ormai superato i cavalli di frisia che le sentinelle brone si accorgono della sortita, troppo tardi per prepararsi adeguatamente. I più vengono travolti dalla piccola armata prima ancora di svegliarsi, mentre i pochi brone svegli oppongono una fiera resistenza, non sufficiente però a fermare l’avanzata.
Gli uomini di Tilean avanzano senza sosta fino all’alloggio di uno degli ufficiali brone, che però sembra attenderli. Senza scomporsi il brone si strappa un medaglione dal collo, che poi spezza in due. Dai frammenti fuoriesce una vapore nero, che penetra nella bocca, nel naso e negli occhi del brone. L’uomo si contorce dal dolore, ed al contempo cresce di dimensioni a vista d’occhio. Bodo, dalle retrovie, scaglia una freccia e lo colpisce al petto: la pelle, già tesa per la crescita della massa muscolare, si lacera improvvisamente come una guaina troppo stretta, rivelando la massa muscolare sottostante. Il gigante non sembra essersene accorto, ed impugna l’asta di un braciere lì vicino, che si rivela essere il manico di un enorme maglio. Prende ad avanzare, mettendo in fuga gli uomini del castello. Tutti tranne Vilkor e Medòm, che lo caricano mentre Bodo li supporta scagliando frecce.
Il gigante è fortissimo, ed ogni suo colpo potrebbe essere fatale, ma Vilkor e Medòm riescono ad evitare tutti i suoi attacchi. Dopo un lungo scontro, indebolito dalle frecce di Bodo e dai colpi dei due combattenti, il gigante si accascia esanime.
Un boato di gioia corre tra gli uomini del castello. Gli ufficiali invocano la ritirata tattica, ma qualcosa va storto: mentre erano impegnati con il gigante, i brone hanno accerchiato gli uomini di Tilean bloccando loro la ritirata. Per di più, dal centro dell’accampamento giungono i suoni dei Giganti Meccanici brone in avvicinamento.

Ma anche al castello sta accadendo qualcosa. Si aprono dei portelloni, e degli oggetti piombano verso terra, scivolando sulle slitte di carico dislocate lungo i fianchi del promontorio alla base del castello. Sono i Giganti Arcani di istanza al Castello Tilean, riparati da Halcyon grazie ai dispositivi trasportati dal gruppo. I Giganti Arcani spezzano rapidamente l’accerchiamento, ed i soldati del castello riescono a mettersi al riparo dietro le mura.

Intanto, Anudahabi segue esultante le vicende dalle mura del castello. Tutti i soldati sono rientrati e le porte si sono appena chiuse, quando ode lontani alcuni tonfi portentosi. Da dietro lo colline si alzano stormi di uccelli spaventati, e poi fanno capolino loro: i Colossi.

lunedì 9 maggio 2016

[RdL] Il passaggio nascosto

Castle by mrainbowwj

Villabigia, metà mattino del 4° Ahner pieno (10 luglio)

Dopo aver forzato una vecchia grata di ferro arrugginito, la compagnia si inoltra nello stretto cunicolo.
Procedono in fila indiana per un lungo tratto, fino ad imbattersi in quella che ha l’aspetto di una frana. Sulla destra, adiacente alla frana, una galleria circolare appena più grande del cunicolo percorso finora. Vilkor non sa nulla di eventuali diramazioni.
Non avendo gli strumenti per rimuovere i detriti, gli avventurieri decidono di tentare la sorte imboccando il cunicolo più grande, a sezione circolare.
Ma presto si accorgono del grave errore. All’inizio scambiano quello che ostruisce il corridoio per un enorme masso. Ma quando su di esso si apre un orifizio coronato da una chiostra di denti acuminati, si rendono conto di essere incappati in una creatura dei sotterranei.
Tentano inutilmente di fuggire, ma la creatura riesce a tenere il passo. Bodo decide di lanciare uno dei dispositivi da lui trasportati tra le fauci della creatura ed il rispettivo sensore di prossimità dall’altra parte, oltre i compagni che lo precedono nella fuga. Nella concitazione i due sensori di prossimità si confondono, e Bodo non è certo di aver preso quello giusto… stringe i denti, incrocia le dita e lancia il sensore.
Alle sue spalle uno schiocco secco ed ovattato fa vibrare la creatura, che dopo aver sputato un fiotto di icore nero si ritira nei profondi recessi della sua tana.

Dopo il brutto incontro il gruppo decide di tornare sui suoi passi e liberare un passaggio nella zona franata. Riescono nell’intento e proseguono il cammino fino al castello Tilean.

Castello Tilean, pomeriggio del 4° Ahner pieno (10 luglio)

Dopo l’arrivo sono ricevuti da Calomero Rolandi, capitano della guardia del castello.
Il capitano è molto soddisfatto, e dice che grazie ai dispositivi possono tentare una sortita per spezzare l’assedio. Ma una volta fatto il giro delle mura la compagnia si accorge che la situazione è disperata: molte migliaia di brone, che probabilmente dispongono di giganti meccanici, accerchiano il castello da tutti i lati. Il castello è ben difendibile anche dalle poche decine di soldati a disposizione, ma tentare una sortita sembra un’azione disperata.

Ciononostante il gruppo si dice disposto a prendere parte all’azione.

venerdì 29 aprile 2016

[RdL] Villabigia

Halforc Barbarian (good) by Penett

Villabigia, mattino del 4° Ahner pieno (10 luglio)

Per evitare di lasciare testimoni, il gruppo decide di passare prima per l’edificio al cui portico sono legate le due donne.
Mentre gli altri si avvicinano furtivamente, Bodo resta nascosto per intercettare eventuali fuggitivi.
Le condizioni di salute delle donne è precaria: sono malnutrite, disidratate e portano i segni di ripetute violenze. Vengono liberate, ma al momento la priorità è quella di sbarazzarsi degli occupanti della casa.
Varcata la soglia e salito il primo piano il gruppo incontra un brone dalla costituzione esile, che viene sopraffatto facilmente. Il suo compare, invece, è tutta un’altra storia. E’ enorme anche per gli standard dei brone, e nonostante il ventre prominente brandisce con agilità due spade. Vilkor e Medòm vengono feriti seriamente, ma alla fine l’avversario viene sconfitto. Anudahabi si assicura che i due siano accolti tra le braccia di Anui.
Nella stanza, su un letto lurido, giace un’altra donna, con la quale il gigante appena sconfitto si stava probabilmente sollazzando.
Le tre donne vengono condotte nella stanza meno malmessa dell’abitazione e viene detto loro di restare nascoste.

Il gruppo si muove rapidamente verso l’abitazione che, secondo Vilkor, dovrebbe dare accesso al passaggio per il castello.
Sulle prime sembra vuota, ma poi Bodo si accorge che dal pavimento della cucina provengono delle voci ovattate. Ulteriori ricerche rivelano una botola. Il gruppo decide di restare in attesa che gli uomini al di sotto di essa - probabilmente tre - escano per poi metterli fuori combattimento.
Dopo quasi due ore di attesa il primo brone esce dalla botola. Preso di sorpresa tenta di difendersi, ma senza successo. Gli altri due sentono però le sue grida e corrono in aiuto del compare, ma sono in inferiorità numerica ed anche loro sono sopraffatti - non prima però di aver ferito nuovamente Medòm.

Dopo aver ripreso fiato, il gruppo si arrischia a scendere nella botola...