lunedì 25 dicembre 2017

[RdL] Il monolite

Ship. by duster132

Casteltilean, sera del 7° Ahoer pieno (4 agosto)

Sulla via del ritorno i nostri non incontrano problemi, e dopo un giorno di viaggio arrivano in prossimità di Casteltilean. Prima ancora di giungere in vista del castello salta all’occhio un enorme monolito nero fluttuare nel cielo, a circa 60 metri di altezza direttamente sopra al castello. L’apparenza è minacciosa, ma le legioni accampate nella valle non mostrano preoccupazione: dicono che il monolite è arrivato il giorno prima e sembra trattarsi di rinforzi alleati. Medòm nota l’assenza dei Figli di Kamen tra le truppe di mercenari.

Giunti al castello il gruppo nota che dal monolite di tanto in tanto si aprono dei portelli dai quali escono cilindri fluttuanti fatti di metallo, del diametro di circa tre metri, sopra i quali ci sono uno o due individui in tenuta militare o con la divisa della Corporazione. Si direbbero una sorta di ascensore per salire e discendere dal monolite. Gli uomini del castello confermano che si tratta della Tempesta, una nave della Corporazione capitanata dall’ammiraglio Hardar ed inviata per fornire supporto logistico.

Il gruppo viene ricevuto dal Marchese per far rapporto sull’accaduto. Vorgèl ringrazia tutti per essersi comportati nel migliore dei modi date le circostanze, ed afferma che quanto accaduto da un punto di vista diplomatico non sarà privo di conseguenze. Informa inoltre il gruppo sui piani per l’immediato futuro: le forze imperiali, anche grazie al supporto della Tempesta, effettueranno un assalto in massa ai danni di Torralta per riprenderne il possesso, per poi proseguire l’azione di riconquista come un cuneo fino ai guadi. A quel punto, dopo aver tagliato tutte le vie di rifornimento dei brone, riconquistare i territori sottratti sarebbe stato questione di tempo. Anudahabi, Medòm e Bodo si dicono disponibili a prender parte alle operazioni. Lord Tilean, soddisfatto, li congeda invitandoli a riposarsi.

Lungo la via verso i loro alloggi sono intercettati da una ragazzina di 15 anni in divisa della corporazione. Spiccano i suoi stivaloni dalla foggia appariscente ed una spada tecnologica che porta al fianco (e che sembra essere troppo grande per lei). Mentre si sta presentando dalla sua mano parte una dolorosa scarica elettrica che colpisce Medòm. Non sembra essere un attacco, dato che anche lei sembra subirne le conseguenze, ed infatti si scusa profondamente dicendo che è un’afflizione di cui soffre di tanto in tanto.
Si presenta come Armida, studiosa della corporazione. Un po’ goffamente rivela di essere stata inviata da Eracleo per aiutarli a salvaguardare la bambina. Il gruppo capisce che sta parlando di Luce. La ragazzina è stata inviata per prendere in consegna il cuore di colosso.

Casteltilean, notte del 7° Ahoer pieno (4 agosto)

Ci vuole un po’ prima di ritrovare il punto esatto dove hanno seppellito il cuore, soprattutto vista la scarsa illuminazione fornita dalla luna calante. Finalmente lo trovano e la ragazzina dice che userà uno speciale zaino per inviare l’oggetto direttamente ad Eracleo, ma quando tocca il cuore è presa dalle visioni. Superata la crisi decidono di raccogliere l’oggetto usando lo zaino come un guanto. Sembra funzionare, e dopo un momento di concentrazione da parte di Armida, l’oggetto sparisce.
Il gruppo torna al castello. Anudahabi, spossato, va a dormire. Medòm va a trovare il suo amico sir Martòn per raccontargli le sue gesta a Torralta. Bodo va a bere qualcosa, ed Armida lo segue, evidentemente per darsi un tono da adulta. Bodo cerca di flirtare con la ragazzina, ma lei ignora (o non comprende) le avances, e dopo un po’ i due si ritirano nei propri alloggi.

lunedì 30 ottobre 2017

[RdL] Il duello

Barren lands duel by sirallon

Torralta, mattino del 7° Nehener pieno (3 agosto)

Dopo una mattinata di ozio forzato, all’ora del pasto giunge un paggio che porge a Medòm un un pugnale sopra un cuscino di velluto. Anudahabi capisce che si tratta di una sfida a duello da parte di Kurlag, e lo spiega al nordan, il quale prende il pugnale. Il paggio fa un inchino e se ne va.
Terminato il pasto, Medòm viene intercettato dalle guardie che gli restituiscono le armi e gli dicono di prepararsi. Aggiungono che uno del gruppo può assistere alla preparazione di Kurlag. Anudahabi invoca rapidamente il favore degli dèi su Medòm, poi va da Kurlag.

Torralta, pomeriggio del 7° Nehener pieno (3 agosto)

Nel pomeriggio Medòm viene condotto nella piazza d’arme di Torralta, dove già è presente lo sfidante ed un nutrito gruppo di spettatori composto da soldati e graduati brone.
Kurlag è equipaggiato con la stessa armatura potenziata che indossava nel campo di battaglia, e non sembra avere fasciature al braccio ferito.

Il duello ha inizio. Kurlag incalza Medòm, che a dispetto della sua tattica offensiva si ritrova ad indietreggiare di fronte ad un avversario troppo forte per lui. Poi però il brone si sbilancia - forse a causa di una fitta di dolore al braccio - ed il nordan ne approfitta con un fendente dall’alto verso il basso. Kurlag scarta di lato, ma scivola nel fango esponendo la gamba sinistra al morso dell’acciaio. Il fendente è talmente potente da giungere fino all’osso e spezzarlo nell’impatto. Tutto si ferma per un istante che sembra durare un’eternità, poi Kurlag si accascia con un grido di dolore. Gli spettatori esplodono in un boato di rabbia nei confronti del vincitore, e fanno per accerchiarlo. Ma Vassiliov è più lesto: afferra Medòm e lo trascina lontano, chiamando a sé anche Bodo, Anudahabi ed i cavalieri liberati. “Quello che vi è successo in questi giorni non rappresenta il volere dell’Impero. Il cavaliere Kurlag ha agito di propria iniziativa, spero che lo capiate”, dice mentre li fa salire in tutta fretta su alcuni cavalli pronti a partire. Il gruppo parte a tutta velocità, mentre Vassiliov tenta di intercettare alcuni inseguitori. L’ultima cosa che vedono è Vassiliov travolto dai commilitoni brone.

Immagine (c) by Allon Kremer

lunedì 21 agosto 2017

[RdL] Ospitalità

Dining room by PolarNecromorph

Torralta, metà mattino del 7° Sener pieno (2 agosto)

L’ufficiale brone con il braccio al collo - che si presenta come Kurlag -  non da’ segno di riconoscere Medòm, ed il nordan fa altrettanto.
Le trattative si svolgono in fretta: i brone controllano i documenti trasportati dalla compagnia e liberano i sei cavalieri. Il gruppo viene invitato a restare per il pranzo, e sebbene la richiesta sia al limite dell’inappropriato, per non rischiare di arrecare offese l’offerta è accettata.
Il pranzo è composto da piatti semplici e discorsi molto ponderati. Alla sua conclusione Kurlag, con evidente sorpresa degli altri ufficiali brone, invita Medòm a restare più a lungo, mentre gli altri sono congedati. Il nordan cerca di rifiutare l’offerta, ma senza troppi giri di parole Kurlag dice che può restare come ospite o come prigioniero, a lui la scelta. Ovviamente accetta l’invito, e decidono di restare con lui i compagni Bodo ed Anudahabi. Anche i cavalieri appena liberati decidono di restare: non possono abbandonare chi è venuto in loro soccorso. Tolbaras ed i soldati, invece, tornano a Casteltilean per far rapporto sull’accaduto.

Torralta, pomeriggio del 7° Sener pieno (2 agosto)

Gli “ospiti” sono alloggiati in una delle poche costruzioni integre di Torralta. Nell’edificio sono sempre presenti 4 guardie brone e due servitrici molto avvenenti. Mentre sono liberi di muoversi all’interno dell’edificio, possono uscire solo scortati, e comunque sempre all'interno delle mura. Non sembrano esserci possibilità di fuga. Bodo ammazza il tempo provandoci con le servitrici, senza troppo successo.

Torralta, sera del 7° Sener pieno (2 agosto)

Il gruppo è di nuovo a tavola con Kurlag ed il suo luogotenente Vassiliov. Il brone, appreso che Medòm e gli altri sono mercenari, offre loro denaro - molto - per passare dalla loro parte o anche solo per tenersi fuori dai conflitti. Medòm si dice disposto ad accettare anche gratis purché gli sia garantita l’incolumità. Kurlag si dice d’accordo, ma affinché la posizione di Medòm sia corroborata è necessario che la comunichi al suo attuale Signore, ossia il marchese Vorgèl Tilean.
Ma Medòm, da quando è stato nominato baronetto, è anche un vassallo del marchese, ed una dichiarazione del genere equivarrebbe ad una condanna per alto tradimento.
Naturalmente Medòm si tira indietro.
La cena finisce, ma l’unico che sembra averla gradita è Kurlag.

Immagine (c) by Alex Bidge

lunedì 10 luglio 2017

[RdL] Vecchie conoscenze

Ogre Concept by jubjubjedi

Bosco nei pressi di Casteltilean, alba del 7° Tahner pieno (1 agosto)

Dopo essersi alzati presto, Bodo ed Anudahabi cercano nel bosco un luogo adatto per nascondere l’artefatto. Bodo colpisce con la pala qualcosa di molliccio che si lacera schizzando un fiotto di liquido rosso bollente. I due fanno per fuggire, ma gli alberi si sono animati e, sradicati dalla loro sede, sbarrano loro la strada. Uno degli alberi colpisce violentemente Bodo, che si sveglia di soprassalto. Era un’altra visione. I due si sbrigano a seppellire l’oggetto, e dopo averne marcata la posizione tornano al castello.

Casteltilean, mattino del 7° Tahner pieno (1 agosto)

Il Sergente Tolbaras, che già dal giorno prima ha aiutato il gruppo con i preparativi della missione, si presenta agli alloggi degli ospiti ma trova solo Medom, che prende tempo.
Bodo ed Anudahabi tornano dal loro viaggio nel bosco, e dopo essersi frettolosamente rinfrescati la comitiva parte.
I prigionieri (dieci) ed i soldati di guardia (sei) sono distribuiti equamente su due carri. Medòm, Tolbaras ed un altro soldato sono a cavallo, mentre Anudahabi e Bodo sono a cassetta insieme ai cocchieri.
Dopo aver superato l’ultima postazione di guardia llud, Medòm va in avanscoperta precedendo di un centinaio di metri.
Improvvisamente una creatura balza dal bosco che costeggia la via sorprendendo tutti. E’ una creatura umanoide deforme di grosse dimensioni. Bodo e Medòm si accorgono di averla già vista… è il naga incontrato sul campo di battaglia pochi giorni prima! La creatura sembra ricordarsi di loro e tenta di attaccare Medòm, ma Bodo la bersaglia con precisione finché il naga non crolla a terra, evaporando in un denso fumo nero innaturale.
Il gruppo prosegue.

Verso sera tre brone a cavallo si parano davanti a loro. Uno di loro si fa avanti e si presenta come Jomin Kar. Chiede se sono qui per la missione di scambio dei prigionieri, e dopo aver ricevuto risposta positiva, insieme ad altri sei brone (usciti da nascondigli lì vicino) scortana il gruppo fino ad una fattoria abbandonata per passare la notte.

La fattoria, quartier generale di un gruppo di soldati brone, è in stato di abbandono. Tutti gli elementi che potevano dare una nota di calore sono spariti: nessuna massaia ad occuparsi della casa, nessun contadino ad occuparsi dei campi, e gli unici animali sono le cavalcature dei soldati.
Il gruppo ed i prigionieri sono alloggiati in un fienile abbandonato. Bodo decide di ispezionare il luogo per precauzione. Scopre, al piano superiore, il cadavere di una donna, deceduta da tempo. La poverina deve essersi rifugiata lì per sfuggire ai soldati che, avanzando verso Casteltilean, sono passati per la fattoria. Per qualche ragione è deceduta nel suo nascondiglio, e nessuno prima di Bodo l’ha trovata.
Il gruppo decide di lasciare il corpo lì dov’è, e la notte passa senza ulteriori sorprese.

Torralta, metà mattino del 7° Sener pieno (2 agosto)

Il gruppo, sempre scortato dagli uomini di Jomin Kar, arriva a Torralta a metà mattino.
Le strutture principali del forte sono sparite, come strappate da terra; al loro posto dei moncherini di pareti e colonne a ricordare la loro presenza.
Dopo una breve attesa nella piazza d’armi, degli ufficiali brone scortano i sei prigionieri llud per lo scambio.
In quel momento Medòm realizza che uno degli ufficiali, che ha il braccio fasciato, è il soldato corazzato che ha affrontato - e sconfitto - negli scontri per la liberazione di Casteltilean.

Immagine (c) by jacob atienza

lunedì 12 giugno 2017

[RdL] Scegli la tua via

Human Torch Commission by FlowComa

Casteltilean, 7° Ahner pieno (31 luglio)

Il gruppo passa una notte agitata, cambiandosi di turno per fare la guardia all’artefatto. Sono ancora indecisi sul da farsi: consegnarlo all’Ing. Deniels e quindi alla Corporazione (o al marchese nel migliore dei casi), oppure cercare un modo per raggiungere il monastero e consegnarlo ai custodi che stavano proteggendo Luce?
Anudahabi cerca una risposta utilizzando le sue conoscenze arcane: convoca un’aquila e lega alla sua zampa un messaggio da consegnare ai suoi contatti nella locanda “Il Picchio Rosso”.
Al Maestro Kaldav.
Continuiamo a ricercare il bene della creatura.
Siamo in possesso del cuore di un colosso dentro a cui forse dimora la scheggia di un’anima di creatura simile.
Siete in grado di studiarlo con profitto?
Rispondete con stessa aquila se possibile.
“Picchio Rosso”
 Nel frattempo Bodo e Medòm parlando con gli addetti della Corporazione scoprono che lo stesso portale che ha permesso ai giganti arcani llud di scendere in campo sarà nuovamente aperto l’indomani per permettere brevemente il passaggio nei due sensi. La notizia viene presa per un segno del fato e si recano dal marchese Tilean per avvertirlo dell’imminente partenza.
Lord Tilean si mostra perplesso: li stava per convocare per affidare loro una missione diplomatica di scambio di prigionieri. In quanto vassalli non possono tirarsi indietro, ed accettano.
Informato dell’accaduto, Anudahabi manifesta la sua preoccupazione: i tre hanno un contratto con la Corporazione, e se dovessero arrivare ordini contrastanti la richiesta del marchese il gruppo si troverebbe nella spiacevole situazione di dover scegliere se disubbidire al nobile o all’organizzazione.

Mentre Bodo e Medòm si preparano per la partenza, Anudahabi si reca ancora una volta in visita da Calliana. Le dice di non essere riuscito ad apprendere le conoscenze necessarie per curare una frattura come quella subita dalla donna, ma si propone di eseguire ugualmente un intervento. Il Capitano dei Figli di Kamen realizza in fretta che nonostante i rischi quella è l’opzione migliore che ha, per cui acconsente ed Anudahabi si mette al lavoro.
Accende incensi aromatici somministra alla donna una tisana lenitiva. Nel frattempo salmodia litanie incomprensibili e gesticola in modo bizzarro tracciando in aria figure invisibili. Dopo lunghi minuti di questi rituali, posa le mani sulla ferita, e le sue dita penetrano apparentemente senza sforzo la pelle e le carni. Calliana trattiene stoicamente il dolore esploso ferocemente al ginocchio, mentre Anudahabi riallinea i frammenti ossei, riattacca i tendini lacerati e sistema i fasci muscolari. Dopo alcuni lunghi momenti Anudabi ritrae le dita. Sono imbrattate del sangue della donna, ma a dispetto di questo il ginocchio è sano, e laddove si apriva una brutta ferita ora resta una cicatrice rosea.
Il capitano Calliana riapre gli occhi, sorpresa di come il dolore patito fino a pochi istanti prima sia improvvisamente sparito. Titubante si alza in piedi, e dopo aver percorso alcuni passi rivolge al vecchio sciamano uno dei suoi rari sorrisi.
“Venerabile Anudahabi” - comincia - “Mai come ora la fiducia in un uomo si è rivelata ben riposta. Da ora e per sempre sono in debito con voi. La mia spada e quelle dei Figli di Kamen sono al vostro servizio. Chiamate ed accorreremo.”

Intanto Bodo e Medòm sono alle prese con l’artefatto oltre che con i preparativi della missione diplomatica. Sono ancora in dubbio sul suo destino, se nasconderlo in un luogo sicuro (quale?) o se consegnarlo al marchese (sarà la persona giusta?). Medòm entra accidentalmente in contatto con l’oggetto, e quando ciò accade il medaglione del padre vibra in modo strano, quasi “allarmato”. Il nordan verifica che questo avviene ogni volta che tocca l’artefatto, e consiglia a Bodo di non toccarlo. Bodo non riesce a trattenersi, ed allunga la mano verso l’oggetto. In quel momento Medòm avvampa e prende a bruciare come legna secca. Il westan si lancia verso l’amico tentando di soffocare le fiamme con una coperta, ed in quel momento si accorge che si tratta dell’ennesima visione. Decide dunque di non toccare mai più il “cuore”.

Immagine (c) by Wayne Nichols

lunedì 29 maggio 2017

[RdL] L'altro Cuore

Maw by Methuselah3000

Casteltilean, 6° Enhor pieno (30 luglio)

Anudahabi si reca nel campo dei Figli di Kamen per far visita al capitano Calliana ed esaminare meglio la ferita alla gamba. Purtroppo lo sciamano non è in grado di intervenire, ma decide di andare nei boschi vicini alla ricerca di erbe curative. Calliana gli assegna due uomini di scorta, e dopo qualche ora trova delle erbe adatte a lenire il dolore, adatte ad un eventuale intervento chirurgico.

Bodo e Medòm si recano da Rando/Eracleo, ma quando stanno per entrare Bodo ha una visione in cui Eracleo usa l’oggetto per accrescere il proprio potere. Convinto che la visione sia inviata da Luce, i due tornano sui loro passi e si chiudono nelle loro stanze, in attesa di Anudahabi.

I tre discutono sul da farsi. Medòm chiede di poter toccare l’oggetto per sperimentare le visioni, ma il suo medaglione vibra e diventa bollente destando immediatamente il nordan dalle visioni.
Non giungendo ad una decisione, i tre stabiliscono di tenere con loro il dispositivo e montare la guardia tutta la notte. Anudahabi usa un’invocazione per diminuire la necessità di riposo, poi si assenta per tornare nuovamente da Calliana.

Lo sciamano torna intorno alle 20, e Medòm coglie l’occasione per mangiare qualcosa nella sala comune. Sulla via incontra la contessa Elminia che gli chiede di Bodo, lui risponde di averlo perso di vista.
Tornato dai suoi compagni informa Bodo dell’incontro con la contessa. Il westan finge indifferenza.
Anche Anudahabi va alla sala comune, ed anche lui incontra la contessa che gli chiede di Bodo. Lo sciamano risponde che probabilmente sta dormendo. Dopo aver mangiato l’auran fa un giro delle mura, e nota in lontananza delle luci che sembrano ferme a mezz’aria approssimativamente nel luogo dove sono stati abbattuti i giganti meccanici. Gli uomini di guardia dicono di non sapere di cosa si tratta e non mostrano curiosità o paura.
Anudahabi torna dai compagni ed informa Bodo di aver incontrato anche lui la contessa, lui in tutta risposta decide di andare a dormire nella sua stanza. Di nascosto dai suoi compagni va invece dalla contessa, che con un sorriso malizioso gli dice di voler parlare di affari, ma l’indomani perché ora è molto tardi.
Bodo ancora una volta torna nella sua stanza con la coda fra le gambe.

Immagine (c) by Methuselah3000

lunedì 15 maggio 2017

[RdL] Indagini e colpi di fortuna

Castle by mrainbowwj

Casteltilean, primo pomeriggio del 6° Tehner pieno (29 luglio)

Bodo e Medòm decidono di interrogare i prigionieri brone per avere dettagli sui colossi, ma giunti al campo di prigionia non vengono lasciati entrare: per avere contatti con i prigionieri è necessario un lasciapassare del capitano delle guardie.
I due si mettono alla ricerca di Calomero Rolandi e sono indirizzati allo studio del marchese. Qui, oltre al capitano delle guardie ed al marchese Tilean, ci sono anche il tenente Soleange ed il comandante Vrenovsky, intenti fino a pochi istanti prima a discutere di strategie di guerra. Il marchese concede il lasciapassare ai due, ma li avverte che i prigionieri sono già stati interrogati dall’ing. Deniels e che quindi è meglio che prima parlino con lui. Chiede quindi ai due di informare Anudahabi di comunicare eventuali suoi spostamenti, senza meglio specificare le ragioni di tale richiesta.
Il nordan ed il westan si mettono allora alla ricerca di Anudahabi, che trovano nel tempio del castello ora adibito a ricovero dei feriti. L’auran li accoglie con freddezza per via della discussione avuta il mattino.
Si rimettono di nuovo in cammino alla ricerca di Rando, l’uomo della corporazione che li ha contattati ma del quale non si sono fidati. Lo trovano nella sua stanza e, al riparo di orecchi indiscreti, rivela di essere Eracleo. Resta molto deluso quando i due dicono di aver consegnato lo strano oggetto al dott. Zanoch. Per riconoscersi anche sotto mentite spoglie, Eracleo dice che la prossima volta che li incontrerà utilizzerà la parola “luce” in un discorso nel caso abbia necessità di parlare con loro in privato.
Giunta l’ora di cena, i due vanno nella sala comune. Dopo cena Bodo compra una caraffa di vino prima di andare dalla contessa, ma non la trova nella sua stanza. Torna nella sua camera e si ubriaca.

Casteltilean, mattino del 6° Enhor pieno (30 luglio)

Al mattino Bodo, Medòm ed Anudahabi si incontrano fuori dalle loro stanze, ma il westan e l’auran hanno un altro alterco. Medòm fa da mediatore e con un po’ di impegno riesce a calmare gli animi riappacificando i due.
Insieme vanno da Deniels, che spiega quanto scoperto: i brone hanno messo a punto un congegno che, posizionato all’interno di un castello, è in grado di animarlo, o meglio utilizzare il materiale della struttura per generare un corpo. L’ingegnere è stupito di come i brone siano in grado di imbrigliare tutta l’energia per realizzare ciò, e comunque non ha idea di come possano controllare i colossi.
Interrogare i prigionieri risulta superfluo una volta appreso quanto detto da Deniels, per cui Anudahabi torna a prestare servizio tra i feriti, mentre Bodo e Medòm tornano sul campo di battaglia a cercare qualcosa di interessante tra i resti degli altri colossi.

Incredibilmente Bodo trova un altro congegno come quello trovato sulle mura del castello.

Immagine (c) by Wenjun Mao