lunedì 18 giugno 2018

[RdL] La battaglia di Torralta, parte 2

Demacian Knight
Il campione corazzato avanza verso Medòm e Bodo. L’arciere scocca alcune frecce ben piazzate, ma l’armatura è priva di qualsiasi fessura ed i colpi rimbalzano via. Anudahabi, che ha visto la scena, sale a cavallo e corre in aiuto dei suoi compagni. Capito che si tratta di una creatura corrotta, invoca l’aiuto degli dei per bandirla. Ma non accade nulla.

Le tre navi volanti brone iniziano la loro avanzata, tempestando il campo di battaglia con colpi di ballista. Dalla prua della Tempesta spunta uno strano dispositivo. Ronza in modo sinistro, poi una sorta di cubo nero non più grande di un elmo si forma in cima al dispositivo. L’oggetto, roteando si muove a bassa velocità verso una delle tre navi. Giunto sul bersaglio avvampa in un silenzioso lampo di oscurità. Si sente un secco “ffhop!” e poi un terzo della nave - la parte avvolta dall’oscurità - è sparito. La nave, che ha l’aspetto di un frutto grottesco addentato da un titano, si piega di lato per poi precipitare sul campo di battaglia. Le grida di gioia dei llud e le urla di angoscia dei brone si coprono a vicenda.

Il caos scatenato distrae il campione corazzato, ma non Medòm, che coglie l’occasione per colpirlo nuovamente. Questa volta l’arma del nordan va in frantumi, lasciandolo sgomento.

Delle due navi volanti brone, una effettua una manovra evasiva e si allontana dal campo di battaglia. L’altra sembra invece acquistare velocità. La Tempesta colpisce ancora, ma non abbastanza velocemente da impedire di essere speronata. La nave brone precipita rovinosamente, mentre la Tempesta è costretta ad un atterraggio di emergenza sul fianco della collina.

Dalle colline oltre le retrovie dei brone si levano in volo le piccole navi aerostatiche che precedono il sopraggiungere dei Colossi.

Immagine (c) by Joon Ahn

lunedì 7 maggio 2018

[RdL] La battaglia di Torralta, parte 1

Electronic Angel by Aroonna

Pressi di Torralta, mattino dell’8° Ahoer pieno (11 agosto)

Anudahabi trova alcune erbe necessarie alle sue invocazioni. Di nascosto dai suoi compagni pone una domanda alla dea Anui, chiedendo se il suo sacrificio le sarà gradito. La Dea risponde positivamente, dando coraggio allo sciamano.
Tornato dagli altri invoca un’aurora per infondere ottimismo nelle truppe.

La colonna arriva a Torralta alle 10. Tra le truppe nemiche si vedono vari giganti meccanici, e sopra i resti del castello ci sono tre navi volanti. Dei colossi nemmeno l’ombra. L’assalto è pianificato per mezzogiorno. Alcuni ambasciatori sono inviati a trattare, ma senza successo.

Arriva la Tempesta, dalla quale sono calati sul campo alcuni giganti meccanici llud. Sono in inferiorità numerica, circa tre a uno, ma sono evidentemente più sofisticati.

Pressi di Torralta, mezzogiorno dell’8° Ahoer pieno (11 agosto)

La battaglia ha inizio.
La prima linea è composta da un lato dai Lancieri di Lagogrande, dall’altro dagli Ammazzagiganti, tra i quali ci sono Medòm e Bodo.
Alcuni cavalieri cadono in buche scavate nel terreno appositamente per spezzare la carica della cavalleria. Medòm riesce a controllare la sua cavalcatura, ma viene colpito ad una gamba da una freccia: tra i brone ci sono molti arcieri che stanno bersagliando le truppe llud.

Sul campo di battaglia si distingue una brone in grado di volare grazie ad un dispositivo indossato come uno zaino. Sferra rapidi attacchi per poi tornare in quota, in modo da sottrarsi alla risposta delle armi bianche.
Bodo, coperto da Medòm, bersaglia la brone volante, mettendola in difficoltà, ma poi verso di loro incede un fante corazzato. La sua armatura sembra - più che essere costruita - scolpita in un unico blocco di metallo. Medòm colpisce con tutta la sua forza il fante al volto, che incassa quasi senza nemmeno piegare la testa di lato. Il nordan inizia ad indietreggiare, incitando il compagno a fare altrettanto.

Immagine (c) by Aroon Nachatri

lunedì 19 marzo 2018

[RdL] L'arma segreta

(c) by Samouel

Casteltilean, mattino del 8° Tahner pieno (8 agosto)

La testa della spedizione militare è in procinto di partire. Anudahabi, Bodo e Medòm si stanno preparando a loro volta quando vengono interrotti da Armida, che gli chiede di incontrarsi in una stanza specifica nell’ala riservata agli uomini della corporazione.
Giunti sul luogo, Armida scopre con disappunto che la stanza è occupata. Cerca di convincere l’occupante che lei e gli altri sono lì per cercare “dispositivi particolari” a seguito di una soffiata. L’uomo non le crede, soprattutto perché sprovvista di un’autorizzazione. Sbatte loro la porta in faccia.
Armida spiega agli altri che si dovevano incontrare qui con un’altra persona, e devono assolutamente liberare la stanza prima che arrivi teletrasportandosi. La psicoscienziata sostiene di poter usare uno dei suoi poteri per convincere l’occupante della stanza ad allontanarsi, se qualcuno di loro riesce trattenerlo sulla porta per una trentina di secondi.
Bodo torna a bussare finché, il tipo, spazientito, apre nuovamente la porta, ma qualcosa va storto: invece di attivare il suo potere Armida rilascia una scarica elettrostatica che interessa lei e Bodo. La ragazza sviene. Medòm fa un passo avanti e la prende al volo prima che cada a terra, e spiega allo sconosciuto che è una cosa che le capita spesso. Lo sconosciuto spiega di essere un dottore, ed insiste per portare Armida in infermeria. Bodo, Anudahabi e Medòm ne approfittano per entrare nella stanza. Si rendono conto solo allora che è la stessa stanza dove hanno incontrato Rando.
Nel frattempo Armida riesce ad usare il potere di dominazione ed ordina allo sconosciuto di restare in infermeria per due ore, quindi si unisce agli altri.

Dopo pochi minuti nella stanza appaiono due persone: Eracleo ed il maestro Kaldaw. Lo psicoscienziato dice di avere buonissime notizie (anche se il maestro del tempio non sembra condividere il buon umore dello psicoscienziato): dopo lo studio dell’oggetto reperito all’interno del colosso sembra siano riusciti a capire cosa li animi e come distruggerli. Porge al gruppo un oggetto molto simile ad una spada, spiegando che si tratta di una sorta di antenna. Sarà sufficiente avvicinarsi ad almeno 10 metri da un colosso ed attivarla per distruggere TUTTI i colossi esistenti. Sembra fin troppo facile, ed in effetti Kaldaw aggiunge, nonostante il dissenso di Eracleo che l’attivazione dell’arma causerà la morte di Luce. Eracleo sostiene con insistenza che si tratta di un sacrificio necessario ed accettabile. In caso contrario quanti uomini perderanno la vita a causa del conflitto? Quante famiglie perderanno la loro casa? Quanti bambini resteranno orfani dei loro genitori? La vita di una singola bambina vale quello di migliaia di soldati?
Kaldaw suggerisce che la vita della bambina può essere salvata. Nuovamente Eracleo si mette a discutere con il maestro del tempio affinché non riveli informazioni non necessarie, ma il maestro procede: i brone hanno individuato una sorta di spaccatura nel mondo spirituale, e l’anno utilizzata per connettere lo spirito di innocenti alla materia che compone i colossi dando loro vita. Lo spirito di Luce ha la stessa “forma” ed è abbastanza potente da poter chiudere tale spaccatura, recidendo ogni connessione con i colossi esistenti ed impedendo la creazione di nuovi. E’ per questo che è richiesto il suo sacrificio per distruggere i colossi.
Tuttavia, procede Kaldaw, secondo le sue analisi (non confermabili, sottolinea Eracleo), il medaglione di Medòm in quanto collegamento con la bambina permetterebbe di modellare uno spirito secondo la “forma” di quello di lei, in modo da poter usare questo secondo spirito per chiudere la frattura.
“E lo spirito della bambina?”, chiede Anudahabi.
“Perderebbe tutto il suo potere”, gli risponde Kaldaw.
“Diventando una bambina normale?”
“Diventando una bambina normale”
Eracleo insiste e sottolinea che non c’è nessuna garanzia che il processo di interposizione funzioni, e rischierebbe di sprecare la loro unica possibilità di fermare l’avanzata dei brone, ma oramai Anudahabi ha già preso la sua decisione.

Dopo essersi separati da Eracleo e Kaldaw, il gruppo si riunisce in un luogo appartato. Utilizzano il medaglione di Medòm per parlare con Luce. La bambina dice di essere circondata da “luci” molto luminose ma dai colori opachi. Il gruppo dice di essere prossimo ad una possibile battaglia, e chiede il suo aiuto. La bambina dice che farà il possibile per loro.

Casteltilean, primo pomeriggio del 8° Tahner pieno (8 agosto)

La spedizione è partita da qualche ora. Il gruppo raggiunge la testa del convoglio e si uniscono a sir Martòn, che scambia battute soldatesche con Medòm per spezzare la tensione.
Alla sera Medòm consegna il medaglione a Bodo in quanto lui sarà impegnato in prima fila. La spada sarà invece custodita da Anudahabi.

Verso torralta, mezzogiorno del 8° Sener pieno (9 agosto)

Il convoglio giunge alla fattoria dove Anudahabi, Bodo e Medòm hanno alloggiato qualche giorno prima mentre erano in missione diplomatica.
Il luogo è stato completamente razziato di ogni bene di minimo valore, ed ora è deserto.

Pressi di Torralta, sera dell’8° Nehener pieno (10 agosto)

Il convoglio giunge nei pressi di Torralta. La tensione è altissima e si parla il minimo indispensabile, mentre ci si organizza all’assalto. L'arrivo della nave di appoggio Tempesta non migliora gli umori. I più pregano, alcuni cercano conforto tra le braccia delle prostitute, quasi nessuno riesce a dormire.

Immagine (c) by Vasily

lunedì 5 marzo 2018

[RDL] - Intermezzo -

art by Andrian Luchian
Una stanza buia

Nell’ombra un llud con innesti tecnologici si versa da bere in un calice. Di fronte a lui, sopra un disco orizzontale, si illumina una sfera. Lentamente al suo interno appare un brone, a sua volta intento nel versarsi da bere in un calice.
L’uomo della sfera parla in lingua brone: “Mantar! Quanto tempo dall’ultima volta!” Sorride.
L'altro risponde al sorriso e prosegue, in labeno “Mai abbastanza, vecchio mio. Mai abbastanza.”
I due alzano i calici e bevono un sorso.
“Kurdrov, il tuo è stato un colpo basso. Non sapevo nulla di questi colossi. Non hai rispettato le regole”. A dispetto del tono, sembra divertito.
“Lo so, lo so…” replica Kurdrov con aria fintamente affranta, “non è stata tutta opera nostra… gli oracoli ci stavano col fiato sul collo e l’imperatore smaniava… non ho potuto far diversamente, spero non sia stato un problema per te.”. Fa un’alzata di spalle.
“Eh eh, ma no, ma no… tuttavia le regole devono essere seguite. Vorrà dire che stavolta anche tu avrai una sorpresa”, Mantar stuzzica l’interlocutore.
“Di cosa si tratta?”
“Te l’ho detto, è una sorpresa. Diciamo solo che è meglio se non mandi le corazzate alle quali sei più affezionato.”
“Non si tratterà mica di cannoni!”
“Macché! Nessuno vuole sapere della loro esistenza. No, non si tratta di armi da fuoco… anche se le avresti preferite a quello che stiamo preparando”
L’immagine di Kurdrov si avvicina all’interlocutore: “Adesso sono proprio curioso di sapere di cosa si tratta.”
“Tranquillo. Saranno messe in campo al prossimo scontro. E quando tutto sarà finito ti manderò gli schemi per gli scudi.”
“Ed io ti manderò informazioni sui rituali per neutralizzare i colossi.”
“Ottimo. E con questo direi che anche stavolta il conflitto è stato un successone.”
I due alzano ancora una volta il calice e poi ne consumano il contenuto in un ultimo lungo sorso, dopodiché la figura luminosa nella sfera sparisce nel silenzio, lasciando Mantar nel silenzio.

Immagine (c) by Andrian Luchian

lunedì 29 gennaio 2018

[RdL] Calma apparente

Blacksmith by Nikkolainen

Casteltilean, mattino del 7° Tehner pieno (5 agosto)

Un gran numero di soldati imperiali si stanno ammassando nella valle attorno a Casteltilean, pronti per un’avanzata massiccia. Il terreno della zona è collinoso ed i soldati sono migliaia, per cui l’avanzata avverrà per piccoli gruppi.
Il piano consiste nell’arrivare a Torralta in massa, conquistarla rapidamente e quindi procedere fino ai guadi, per poi espandersi verso nord e sud per riconquistare le terre perdute.
Medòm va dal marchese Tilean per informarsi sull’assalto. Il marchese sta discutendo con Deniels, Tamara, Vrenovsky e l’ammiraglio Hardar, capitano della Tempesta.
Gli comunicano che i lancieri di Lagogrande parteciperanno al primo assalto insieme agli Ammazzagiganti, anche se non è stata rilevata la presenza né di giganti né di colossi. Dopo aver ringraziato per le informazioni, Medòm si ritira.
Il gruppo si incontra per pranzo. Si parla del più e del meno. Bodo e Medòm decidono di impiegare il tempo prima della partenza prendendo lezioni sull’uso delle arcanomacchine dalla giovane Armida, mentre Anudahabi va a parlare con il fabbro Hiragar - un brone - per chiedergli dettagli sulla cultura della sua razza. L’uomo è molto impegnato e dice all’anziano che potranno parlarne a cena.

Casteltilean, sera del 7° Tehner pieno (5 agosto)

Medòm si reca all’accampamento degli Ammazzagiganti per incontrare sir Martòn e comunicargli che intende unirsi a loro per il primo assalto. Il capitano gli consegna un martello da guerra e lo nomina “brigadiere di testa”, fraintendendo che il nordan voglia unirsi in pianta stabile. Medòm accetta il fraintendimento come un segno del destino.
Anudahabi incontra Hiragar e parlano del più e del meno. Il fabbro non conosce bene la cultura dei brone, vivendo nell’impero llud da moltissimo tempo, ma racconta quel poco che ricorda.

Casteltilean, mattino del 7° Enhor pieno (6 agosto)

Bodo si fa accompagnare da Medòm dagli Ammazzagiganti. Il westan vuole conoscere i punti deboli dei giganti, soprattutto quelli suscettibili ad un attacco con arco e frecce.
Sir Martòn rimanda i due dall’ing. Dabloise, lo studioso che fornisce intelligence e supporto tecnico ai mercenari. Questi spiega che i giganti sono molto differenti tra di loro. In qualche caso il pilota vede il campo di battaglia attraverso una feritoia, ed un arciere esperto può colpirlo attraverso di essa; molti altri modelli non hanno questo difetto dato che la visione del campo di battaglia avviene attraverso specchi e lenti, senza fornire nessuna parte del corpo direttamente esposta.

Immagine (c) by Nikolay Fomin

lunedì 25 dicembre 2017

[RdL] Il monolite

Ship. by duster132

Casteltilean, sera del 7° Ahoer pieno (4 agosto)

Sulla via del ritorno i nostri non incontrano problemi, e dopo un giorno di viaggio arrivano in prossimità di Casteltilean. Prima ancora di giungere in vista del castello salta all’occhio un enorme monolito nero fluttuare nel cielo, a circa 60 metri di altezza direttamente sopra al castello. L’apparenza è minacciosa, ma le legioni accampate nella valle non mostrano preoccupazione: dicono che il monolite è arrivato il giorno prima e sembra trattarsi di rinforzi alleati. Medòm nota l’assenza dei Figli di Kamen tra le truppe di mercenari.

Giunti al castello il gruppo nota che dal monolite di tanto in tanto si aprono dei portelli dai quali escono cilindri fluttuanti fatti di metallo, del diametro di circa tre metri, sopra i quali ci sono uno o due individui in tenuta militare o con la divisa della Corporazione. Si direbbero una sorta di ascensore per salire e discendere dal monolite. Gli uomini del castello confermano che si tratta della Tempesta, una nave della Corporazione capitanata dall’ammiraglio Hardar ed inviata per fornire supporto logistico.

Il gruppo viene ricevuto dal Marchese per far rapporto sull’accaduto. Vorgèl ringrazia tutti per essersi comportati nel migliore dei modi date le circostanze, ed afferma che quanto accaduto da un punto di vista diplomatico non sarà privo di conseguenze. Informa inoltre il gruppo sui piani per l’immediato futuro: le forze imperiali, anche grazie al supporto della Tempesta, effettueranno un assalto in massa ai danni di Torralta per riprenderne il possesso, per poi proseguire l’azione di riconquista come un cuneo fino ai guadi. A quel punto, dopo aver tagliato tutte le vie di rifornimento dei brone, riconquistare i territori sottratti sarebbe stato questione di tempo. Anudahabi, Medòm e Bodo si dicono disponibili a prender parte alle operazioni. Lord Tilean, soddisfatto, li congeda invitandoli a riposarsi.

Lungo la via verso i loro alloggi sono intercettati da una ragazzina di 15 anni in divisa della corporazione. Spiccano i suoi stivaloni dalla foggia appariscente ed una spada tecnologica che porta al fianco (e che sembra essere troppo grande per lei). Mentre si sta presentando dalla sua mano parte una dolorosa scarica elettrica che colpisce Medòm. Non sembra essere un attacco, dato che anche lei sembra subirne le conseguenze, ed infatti si scusa profondamente dicendo che è un’afflizione di cui soffre di tanto in tanto.
Si presenta come Armida, studiosa della corporazione. Un po’ goffamente rivela di essere stata inviata da Eracleo per aiutarli a salvaguardare la bambina. Il gruppo capisce che sta parlando di Luce. La ragazzina è stata inviata per prendere in consegna il cuore di colosso.

Casteltilean, notte del 7° Ahoer pieno (4 agosto)

Ci vuole un po’ prima di ritrovare il punto esatto dove hanno seppellito il cuore, soprattutto vista la scarsa illuminazione fornita dalla luna calante. Finalmente lo trovano e la ragazzina dice che userà uno speciale zaino per inviare l’oggetto direttamente ad Eracleo, ma quando tocca il cuore è presa dalle visioni. Superata la crisi decidono di raccogliere l’oggetto usando lo zaino come un guanto. Sembra funzionare, e dopo un momento di concentrazione da parte di Armida, l’oggetto sparisce.
Il gruppo torna al castello. Anudahabi, spossato, va a dormire. Medòm va a trovare il suo amico sir Martòn per raccontargli le sue gesta a Torralta. Bodo va a bere qualcosa, ed Armida lo segue, evidentemente per darsi un tono da adulta. Bodo cerca di flirtare con la ragazzina, ma lei ignora (o non comprende) le avances, e dopo un po’ i due si ritirano nei propri alloggi.

lunedì 30 ottobre 2017

[RdL] Il duello

Barren lands duel by sirallon

Torralta, mattino del 7° Nehener pieno (3 agosto)

Dopo una mattinata di ozio forzato, all’ora del pasto giunge un paggio che porge a Medòm un un pugnale sopra un cuscino di velluto. Anudahabi capisce che si tratta di una sfida a duello da parte di Kurlag, e lo spiega al nordan, il quale prende il pugnale. Il paggio fa un inchino e se ne va.
Terminato il pasto, Medòm viene intercettato dalle guardie che gli restituiscono le armi e gli dicono di prepararsi. Aggiungono che uno del gruppo può assistere alla preparazione di Kurlag. Anudahabi invoca rapidamente il favore degli dèi su Medòm, poi va da Kurlag.

Torralta, pomeriggio del 7° Nehener pieno (3 agosto)

Nel pomeriggio Medòm viene condotto nella piazza d’arme di Torralta, dove già è presente lo sfidante ed un nutrito gruppo di spettatori composto da soldati e graduati brone.
Kurlag è equipaggiato con la stessa armatura potenziata che indossava nel campo di battaglia, e non sembra avere fasciature al braccio ferito.

Il duello ha inizio. Kurlag incalza Medòm, che a dispetto della sua tattica offensiva si ritrova ad indietreggiare di fronte ad un avversario troppo forte per lui. Poi però il brone si sbilancia - forse a causa di una fitta di dolore al braccio - ed il nordan ne approfitta con un fendente dall’alto verso il basso. Kurlag scarta di lato, ma scivola nel fango esponendo la gamba sinistra al morso dell’acciaio. Il fendente è talmente potente da giungere fino all’osso e spezzarlo nell’impatto. Tutto si ferma per un istante che sembra durare un’eternità, poi Kurlag si accascia con un grido di dolore. Gli spettatori esplodono in un boato di rabbia nei confronti del vincitore, e fanno per accerchiarlo. Ma Vassiliov è più lesto: afferra Medòm e lo trascina lontano, chiamando a sé anche Bodo, Anudahabi ed i cavalieri liberati. “Quello che vi è successo in questi giorni non rappresenta il volere dell’Impero. Il cavaliere Kurlag ha agito di propria iniziativa, spero che lo capiate”, dice mentre li fa salire in tutta fretta su alcuni cavalli pronti a partire. Il gruppo parte a tutta velocità, mentre Vassiliov tenta di intercettare alcuni inseguitori. L’ultima cosa che vedono è Vassiliov travolto dai commilitoni brone.

Immagine (c) by Allon Kremer