lunedì 21 ottobre 2019

[RdL] Evoluzione della specie

Salamandra di Bugat (Strangething by Oscar Römer)

Tempio abbandonato, mattino del 5° ahner crescente (17 aprile)

Mentre il gruppo incautamente si è disseminato per tutta la stanza, 4 sanguisughe di Bugat scendono dal soffitto e attaccano.
Sono diverse dal solito, sono più grandi, appoggiano su quella che sembra essere una coda di sangue e hanno 4 strani arti con i quali attaccano e si danno spinte per piombare sull’avversario. Dopo aver reso sicuro il luogo occorrerà studiare queste creature e capire cosa abbiamo davanti da affrontare e se sono sanguisughe mutate.
Piotr accorre subito in difesa del filosofo cercando di aprirsi un varco fra due delle sanguisughe, Ryanna nel frattempo viene colpita e avvinghiata da una terza bestia che nonostante un arco voltaico non molla la presa. Yanagi inizialmente non ha fortuna negli attacchi. Il campo di battaglia è disseminato di mobilio rotto che ostacola ogni azione degli avventurieri ma le sanguisughe non sembrano risentirne.
Diogenes spedisce una terza bestia con un potere mentale contro una colonna nei pressi di Piotr che deve fronteggiarne 3 contemporaneamente. Schiva la maggior parte dei colpi ma con suo grande orrore uno di essi va a segno ma invece di arrecare semplicemente danno, un ugello penetra nella pelle coriacea del westan succhiando sangue e rinvigorendo la creatura.
Dopo una lotta estenuante e una profezia lanciata da Piotr al momento meno opportuno le creature vengono sconfitte ma per poco Ryanna e Diogenes ci lasciano le penne e anche gli altri sono parecchio ammaccati. Forse è giunto il momento di dare un arma anche a Ted, oltre alla lanterna, in modo che possa contribuire come meglio può e acquisire finalmente una certa dignità, pensa Piotr... presto entrerà nel discorso col servitore avventuriero.
IL CORVO DALLE ARGENTEE PIUME
E DAGLI OCCHI D’ORO CESELLATI,
OBBEDIENTE AL SANGUE NELLE VENE
GLI OPPRESSI ANCOR FARA’ LIBERATI
Diogenes è a terra, si cerca di curarlo invano, bisogna rifiatare ma stare a ridosso del cristallo può essere pericoloso. Piotr testardo come suo solito si carica Diogenes sulle spalle e scortato da Ted si dirige all’uscita. Ma comincia a girare in tondo. Il cristallo ha un influsso sulla mente di chi si avvicina, come successe le altre volte. Tutti decidono di rifiatare nella stanza ma Piotr si incaponisce e in 10 minuti di tentativi riesce a guadagnare l’uscita senza affidarsi alla vista ma usando gli altri sensi. Gli altri non ne vogliono sapere di uscire forse perché ammaliati dal cristallo o forse perché tanto in 10 minuti sarebbero dovuti rientrare comunque per disattivarlo. Piotr decide di ispezionare la porta chiusa all’ingresso e scopre che ci sono delle rune magiche sul perimetro; è convinto che esista un meccanismo di apertura che richiede poteri arcani. All’interno della stanza, mentre Diogenes si cura, gli altri ispezionano ogni angolo e il maestro Yanagi osservando due statue in posa di combattimento richiama alla memoria una utile tecnica difensiva che studiò da giovane.
Diogenes comincia a studiare il meccanismo per disattivarlo e...

Resoconto a cura di Piotr
Immagine (c) by Oscar Römer

lunedì 14 ottobre 2019

[RdL] La via del penitente

Mostro talpa (Blind Molebear by Ian Jacobson)

Tempio abbandonato, mattino del 5° ahner crescente (17 aprile)

Sollevata la botola della cucina, i nostri eroi si trovano di fronte ad una scala a chiocciola che scende verso l’oscurità, sufficiente a far passare una sola persona alla volta. Ad una prima occhiata la scala non sembra essere stata usata di recente, ma dal basso sale un pungente odore di umidità, muffa e di qualcosa di indefinito ma disgustoso. Lungo le pareti della scalinata ci sono affreschi di scarsa qualità, rappresentanti la creazione dell’universo secondo la religione Spiritualista; gli affreschi sembrano essere molto vecchi e dipinti da mano dilettantesca. Con Coraggio ed audacia Fioravante si offre per aprire la fila durante la discesa, suscitando la sincera ammirazione di Diogenes.

La scala scende verso il basso per almeno 15 metri, le pareti sono affrescate per tutta la lunghezza della scala che finisce in una stanza a semicerchio. Di fronte agli eroi scesi dalla scala si parano tre porte: una, al centro della mezzaluna, riporta sopra la scritta “Il cammino dei sapienti” ed è in materiale roccioso, apparentemente senza alcun tipo di serratura o maniglia; la porta nella parte destre dalla mezzaluna riporta sopra di essa la scritta “Il cammino dei penitenti” ed è in legno con una serratura ed una maniglia; la porta nella parte sinistra della mezzaluna è leggermente più piccola delle altre e gli affreschi che la circondano hanno motivi naturalistici meno ridondanti e arzigogolati del resto delle pareti, inoltre, la porta ha un aspetto più umile e anonimo della altre due, pur essendo in legno come la seconda.

Dopo un breve conciliabolo ed un tentativo fallito di aprire la porta dei Sapienti, compiuto da Rayanna, i nostri eroi decidono di avventurarsi attraverso la porta di sinistra, quella senza scritta sopra. Oltre la porta c’è un corridoio basso, con soffitto ad arco, che prosegue per circa 6 metri in linea retta, sino ad aprirsi su una stanza quadrata. All’interno della stanza ci sono 6 giacigli di paglia con delle coperte usurate; i giacigli sembrano essere in disuso da tempo, ma Myristica riesce comunque a trovare all’interno di uno di essi una pergamena magica che Diogenes identifica come un Talismano di Scongiuro. Il Talismano viene affidato a Rayanna, visto che gli altri membri del gruppo non possono trasportarlo senza il rischio di renderlo inutilizzabile. Per ringraziarci, Rayanna dà a tutti gioiosamente la scossa, e Fioravante la invita a farsi curare. Subito dopo lo stesso Fioravante tiene un’interessante lezione sulle porte segrete a Diogenes, che ascolta interessato.

Appurato che non ci sono altre uscite in questa stanza, il gruppo ritorno alla stanza con le 3 porte e decide di intraprendere il Cammino dei Penitenti, perciò apre la porta di destra della mezzaluna. Il corridoio dietro la porta è simile a quello già incontrato, ma più grande nelle dimensioni e lungo; inoltre alle pareti si notano dei portatorce, privi di queste ultime; non si rivelano tracce evidenti di passaggio. Il corridoio prosegue per 10 metri e poi si apre in una stanza dalle dimensioni simili a quelle della stanza dormitorio, anche se qui c’è un’altra apertura nella parete di fronte a quella da cui arrivano gli eroi. Ai due lati della stanza ci sono delle panche e fissati alle pareti, sopra le panche, dei ganci metallici; su una delle panche c’è una veste nera, un vecchissimo abito rituale che secondo Fioravante può valere qualcosa, a differenza del pezzo di un rosario di legno che Myristica trova nelle tasche. Nella stanza c’è un intenso odore, simile a quello di cipolla, che proviene dall’apertura inesplorata.

Il corridoio, oltre l’apertura, vira verso Nord, ma appena Fioravante imbocca il corridoio pesta qualcosa di nero ed oleoso, il cui odore lo identifica come Olio di Roccia, un liquido infiammabile per torce e lanterne non molto usato. A questo punto Fioravante e Rayanna, che vedono nel buio, proseguono da soli lasciando i portatori di torce indietro. Percorsi 5 metri il corridoio ha una biforcazione; svoltando a sinistra, dopo altri 5 metri, c’è una piccola stanza quadrata contenente alcune casse, dei barili, 2 dozzine di torce e un paio di candelabri in metallo. Uno dei barili perde liquido (l’olio di roccia che si è riversato nel corridoio). I due esploratori tornano indietro e riprendo il cammino lungo il corridoio.

Dopo 5 metri nell’altra direzione il pavimento non è più ricoperto dall’olio, ma delle vibrazioni fortissime provenienti dalla terra preannunciano l’arrivo di quella che si rivelerà essere una Talpa Gigante con le braccia ricoperte di roccia. Fioravante e Rayanna chiedono aiuto e arrivano prima il Maestro Yanagi e Hisui, che picchiano il mostro, poi Myristica e Galaele che gli piantano un paio di frecce nel corpo, poi, mentre Diogenes sta arrivando, chiama anche Ted, che però, portando la lanterna sopra l’olio, lo fa divampare. L’effetto è che tutti finiscono a terra compresa la talpa gigante, ed è a quel punto che Yanagi e Hisui colpiscono con velocità e forza incredibili la creatura che cade a terra morta. Myristica prova a pulire la fuliggine da Galaele, ma viene scansata malamente e sembra accusare l’ennesimo rifiuto del bel mercante di pelli; nel frattempo Diogenes presta le prime cure al povero Ted, che oltre ad essere svenuto è costretto a subire i rimbrotti degli ingrati eroi. Fioravante decide che esplorare con le sue mani gli orifizi della creatura morta sia una buona idea, per verificare la presenza di organi riproduttivi. A questo punto il gruppo esplora meglio la stanza dei barili e trova alcuni oggetti ritualistici che possono avere un qualche valore, oltre ad un anello con tre chiavi: 2 di ferro e 1 di rame, ma nessuno particolarmente complessa o raffinata.

Decidiamo allora di proseguire nel corridoio oltre la talpa morta, dal quale si sentiva, appena percettibile, un rumore di acqua che scorre. Il corridoio prosegue per 15 metri e poi svolta a sinistra, prosegue per altri 5 metri e arriva ad una porta di legno parzialmente scardinata, che Fioravante apre completamente, rivelando dietro di essa una stanza ottagonale.

La stanza ha una statua ad ogni angolo, ognuna raffigurante una delle divinità maggiori; di fronte ad ogni parete c’è una colonna (tranne che in quelle Nord e Sud). Sul pavimento, al centro della stanza, c’è un lampadario (probabilmente caduto dal soffitto), nel resto della stanza panche rovesciate un po’ dappertutto. Sul soffitto si nota un dispositivo con un Cristallo, dall’aspetto ormai familiare, e nei pressi 4 sanguisughe di Bugat, che si staccano dal soffitto e atterrano sul pavimento assumendo una forma vagamente umanoide e una posizione eretta, seppur non sostenute da veri e propri arti inferiori, ma da una coda di sangue...

Fine diciannovesima puntata.

Resoconto a cura di Diogenes
Immagine (c) by Ian Jacobson

giovedì 3 ottobre 2019

ESTRATTO DA “IL SAPERE NUOVO - TUTTO SU DIOGENES” #10


In quel tempo, Diogenes non aveva ancora iniziato a tenere le sue lezioni, ma già dispensava filosofia nelle osterie e nelle strade, quando trovava gruppi di ascoltatori, offrendo loro da bere o viceversa.

Una sera, all’Insegna Grigia, egli arrivò già alticcio, e i due bicchieri di vino ordinati sciolsero la lingua al Maestro, che iniziò una lunga dissertazione su politica religione e amore. Parlò con gli astanti per diverse ore, e quando uno se ne andava, si rivolgeva ad un altro, uno qualsiasi.

Alla fine qualcuno se ne lamentò col proprietario che, avvicinandosi al tavolo di Diogenes da dietro il bancone in un raro momento di pausa del Maestro, lo riprese così: “Senti, Diocoso, ma non sei stanco di sentire la tua voce?”

Diogenes fissò il proprietario, sorrise e, dopo aver fatto un sorso di vino, rispose: “In realtà, amico mio, provo molto piacere ad ascoltarmi: è uno dei miei piaceri più intensi. Ho spesso lunghe conversazioni con me stesso, e sono talmente bravo che a volte non capisco nemmeno una parola di ciò che dico.”

Tra le risate dei presenti, il proprietario poté solo tornare dietro il bancone borbottando improperi.

lunedì 30 settembre 2019

[RdL] La febbre dell’argento

Argento nativo
Miniera abbandonata, 4° enhor crescente (16 aprile)

Piotr riconosce immediatamente le pietre per quello che sono, minerale di argento. Saputo che ce ne è dell’altro, organizza assieme ai compagni lo svuotamento del pozzo prima che avvengano altri crolli. Dopo tre ore di duro lavoro ma senza sentire fatica per l’eccitazione caricano sul carretto 150 kg di pietre.
Durante il viaggio di ritorno verso Coppetti si scatena un’accesa discussione su come proteggere il minerale dai furti e se sia opportuno portarselo dietro durante l’imminente caccia alle streghe del tempio sconsacrato. Il bottino viene suddiviso per 9 anziché per 6. A Piotr proprio non va giù che anche Ted percepisca una parte del bottino visto che fino a quel momento non è stato altro che un portatore di torce stipendiato dai von Matterhorn, così come sostiene sia meglio seppellire il tesssoro diversificandolo in tanti punti differenti per precauzione. Galaele, Piotr, Rayanna e Fioravante seppelliscono la loro parte mentre gli altri si portano dietro quasi 17 kg di materiale a testa. Diogenes stimerà la sua parte in 2500 drog meno il costo della lavorazione del materiale.
Arrivati a Coppetti ormai di notte consegnano i resti di Mastiagatti alla vedova che chiede di portarli nelle sue stanze. L‘indomani mattina dopo il pagamento della ricompensa, subito suddivisa in 9 parti, il gruppo parte alla volta del tempio abbandonato.

Tempio abbandonato, mattino del 5° ahner crescente (17 aprile)

Il sentiero poco battuto viene presto inghiottito dalla vegetazione, il carro arriva fino ad un grosso rovo che sbarra la strada e lì viene abbandonato. Il maestro e Hisui lasciano sul carro incustodito la loro parte di bottino pesando circa la metà del loro peso corporeo invece Ted, Myristica e Diogenes non ne vogliono sapere nemmeno di seppellirlo e se lo portano dietro malsopportando le lamentele del westan che ad ogni albero borbotta un “ve lo avevo detto”.
Dopo 30 minuti di strada faticosa in una fitta vegetazione si arriva ad un tempio che appare come rudere. Il tetto una volta di legno ormai non esiste più, le pareti sono in muratura ci sono delle finestre a vetrata fissa ed una porta di legno invecchiato chiusa. Dopo il fallimento dello scassinamento Piotr è costretto a sfondare la porta facendo volare ovunque pezzi di cardini. Dentro si presenta come un unico ambiente , le immagini delle 8 divinità maggiori alle pareti, delle panche rotte al centro un altare spoglio e coperto di polvere sul fondo con due porte. A destra si raggiunge quella che era stata la cucina. Sul muro una scritta parzialmente coperta da un pensile attaccato solo da un lato: “LA VERITÀ VA...”. Rialzando un pensile Diogenes e Fioravante se lo tirano rovinosamente addosso ma almeno riescono a leggere la scritta: “...CERCATA NEL PROFONDO”. Fioravante trova una botola ben nascosta sotto un altro mobile… Prima di scendere si ispeziona il resto del piano.
La porta a sinistra dell’altare dà su un corridoio che porta da un lato ad una celletta dove il maestro recupera un vecchio libro di preghiere strappato probabilmente durante l’invasione auran e dall’altro un ambiente dove la vegetazione ha sfondato la finestra ed è penetrata all’interno. Piotr vede un movimento con la coda dell’occhio, probabilmente un animale di medie dimensioni si è rifugiato nella vegetazione ed è fuggito dall’apertura. “C’è qualcosa là!” e parte all’attacco verso l’esterno a testa bassa… Mentre fa il giro gli altri stabiliscono che si tratta della tana di qualche animale. Arrivato all’esterno dell’apertura Piotr non trova nulla, sarà stato troppo lento (maledette gambe corte) e da una falciata rabbiosa al rovo. Dopo aver sfogato parte della rabbia rientra per dare un contributo maggiore alla missione. Tornati in cucina, Piotr “l’apritore di porte”, spalanca la botola e...

Fine diciottesima puntata.

Resoconto a cura di Piotr
Immagine (CC BY-SA 3.0Aangelo

lunedì 23 settembre 2019

[RdL] Sangue e fango

Naga d'acqua (Water Elemental by Jackal0fTrades)

Miniera abbandonata, 4° enhor crescente (16 aprile)

Il liquido interno dei necrofori si rivela un acido potente, dopo un primo momento di soddisfazione per la tamarrata che ha compiuto, Piotr è costretto a rotolarsi nel fango per pulirsi... ma la pelle si arrossa quasi come carne viva.
Ricomposto fa per avanzare e inciampa su qualcosa che spunta dal terreno, una maschera di legno che in un primo momento sembra una semplice maschera di scena ma delle incisioni sul retro rivelano essere un potente cripto in grado di replicare il viso sul quale appoggia.

L’acqua delle piattaforme si è un po’ abbassata e prima di continuare si decide di farne entrare altra per regolare il livello lasciando sempre all’asciutto il terzo pozzo. Si recuperano i resti avvolgendoli in una coperta. Arrivati al terzo buco finalmente ispezioniamo il pozzo. In un primo momento Yanagi viene calato poi [dopo che gli è stato chiesto di “strisciare” nell’apertura, termine che il maestro ritiene molto offensivo, N.d.GM] si rifiuta di calarsi nell’apertura laterale che dovrebbe essere lo scolo dei pozzi, si arrabbia ed esce a fumare la sua pipa. Piotr se la prende con Galaele perché la sua abilità di scalatore e minatore viene messa in discussione [sì ma da Myristica, N.d.GM] e serve l’intercessione di Diogenes per convincerlo a lavorare in gruppo. Si mettono in sicurezza i resti, con dei picchetti viene assicurata una fune e Myristica si infila nello scarico che si rivela essere una stanza con una cassapanca chiusa da lucchetti arrugginiti. Una volta aperta si scopre essere piena di pietre, minerali, essendo una miniera e a giudicare dalla fatica fatta per celarli devono valere parecchio.
Scossa di terremoto e parte della seconda colonna crolla [si crea una spaccatura tra il secondo ed il terzo pozzo, N.d.GM], l’acqua inizia a scendere nel terzo pozzo, Myristica si accaparra più pietre possibili e usa un [crypto di] teletrasporto per uscire in sicurezza. Diogenes e Piotr la attendono fino all’ultimo in prossimità dell’apertura dalla quale esce un mostro fatto di acqua.
Diogenes fugge dopo il primo attacco del mostro mentre il westan no… non può fuggire, non prima dei aver almeno saggiato la forza dell’avversario. Il colpo che gli sferra sapientemente gli abbassa le difese ma la sua ascia sembra passare senza danni nell’acqua di cui è composto. I compagni rimasti fuori tornano dentro per vedere se gli altri hanno bisogno di aiuto, visto che il terremoto potrebbe aver scatenato altri crolli e la scena che vedono è imbarazzante... Piotr stava decidendo se eseguire una ritirata tattica, essendo rimasto solo o attaccare a testa bassa nonostante il poco danno inferto, quando il suo “difetto” ha il sopravvento per la prima volta dopo l’episodio della grappa versata e... comincia a prendersela con un cartello incurante degli attacchi del mostro che ad un certo punto coi suoi tentacoli gli avvolge la testa cercando di soffocarlo.
Mentre i compagni fanno poco o niente danno, Diogenes ha la bella idea con un potere di scagliare il cartello addosso al mostro nella speranza che Piotr se la prenda con lui e infatti con un balzo finisce 8 metri più sotto nel fondo del pozzo ma almeno si ridesta dalla possessione e si libera dalla morsa dei tentacoli. Piotr da sotto con una poderosa asciata e il maestro di kung fu con calci volanti abbattono la creatura che si liquefà letteralmente.

Ammaccati i componenti del gruppo escono dalla miniera mettendo in sicurezza i resti, non appena Piotr vede le pietre recuperate da Myristica fa un sobbalzo e...

Fine diciassettesima puntata.

Resoconto a cura di Piotr
Immagine (c) Phill Simmer

giovedì 19 settembre 2019

ESTRATTO DA “IL SAPERE NUOVO - TUTTO SU DIOGENES” #9


In quel tempo, Diogenes si trovava a Nuova Selota, per poter diffondere le sue lezioni al di fuori degli stretti confini di Lisalania. La mattina precedente la sua lezione, Diogenes s’imbattè in una botteguccia con la vetrina coperta da una tenda e un cartello che diceva: «Fatevi leggere la fortuna sulle mani e sulle carte. 10 Drog». Entrò, un po' imbarazzato, e si trovò di fronte a una donna rubiconda sulla quarantina che uscì da una stanza interna masticando un boccone del pasto interrotto. Con aria noncurante gli indicò un tavolino addossato al muro opposto alla vetrina, e senza guardarlo disse: «Prego, si accomodi». Poi sedette davanti a lui. I suoi modi erano bruschi. «Mescoli queste carte e tagli il mazzo tre volte, poi metta le mani sul tavolo col palmo in alto, per favore.» Voltò le carte e le sparse sul tavolo, le studiò, poi guardò le mani del Maestro. «Lei sta pensando a un lungo viaggio, il che significa che presto lascerà Nuova Selota. Ma vi tornerà fra breve per dedicarsi a un'altra attività... diversa da quella che fa ora.» Qui la donna esitò e parve confondersi. «Be', è quasi la stessa, però è diversa. Vedo un enorme successo coronare questa nuova iniziativa; lei ha davanti a sé una fortuna straordinaria, ma non so dirle quale sia.» Per la prima volta alzò lo sguardo su Diogenes, poi gli prese la mano. «Oh sì, ecco tre matrimoni: i primi due non riusciranno, ma lei giungerà alla fine dei suoi giorni felicemente ammogliato e con tre figli.» (Qui il Maestro iniziò a ridere) Poi tornò alla mano. «Sì, farà una fortuna eccezionale, è una mano da soldi la sua.» Scrutando un divertito Diogenes in viso, disse: «Morirà di broncopolmonite all'età di ottantadue anni. 10 Drog, prego. Ha qualche domanda da fare?»

A quel punto Diogenes non trattenne più le risate: «No, mi pare che basti. Io volevo solo sapere di un’osteria decente qui nella Capitale!!»

lunedì 16 settembre 2019

[RdL] Non stuzzicare i necrofori che dormono

Bastante Aldogiovannini (Viking Chieftain by bnolin)

Coppetti, sera del 4° tehner crescente (15 aprile)

Piotr diventa una barriera vivente, “a dispetto dell’aspetto” è un guerriero molto abile, sgambetta qua e là con le sue gambette tozze e nessuno riesce ad aggirare i colpi di piatto della sua enorme ascia.
Con un potere Rayanna velocizza il maestro che rimanda nelle retrovie a schiaffi un paio di villici mentre si accende la pipa senza che se ne rendano nemmeno conto e persino Diogenes si rivela utile scaraventandone via altri con un potere fino a quel momento sconosciuto ai suoi compagni.
Diogenes cerca di convincere invano gli aggressori ad andarsene con le sue arti oratorie, c’è da dire che villici si rivelano inoffensivi per un gruppo di combattenti esperti, purtroppo anche tentando di trattenere i colpi per non uccidere, per poco il morto non ci scappa. Il solito arco voltaico ne stende la metà e una piattonata di ascia del westan riduce in fin di vita un malcapitato, oltre a rompergli la mascella.
Combattimento finito, il ferito grave viene stabilizzato da Diogenes che si ricorda di aver assistito a qualche lezione di anatomia in passato fra un boccale di birra ed un bicchiere di vino. Le sue arti mediche devono ricevere un pagamento, allora aiutato da Rayanna, ma contestato dal resto del gruppo, fruga nelle tasche dei 4 feriti derubandoli.
Dopo una discussione sull’opportunità di lasciare dei moribondi per strada Piotr si impunta e sveglia i meno gravi per far portar via gli altri dalla strada. Non riceverà ringraziamenti per il suo gesto anzi alla domanda sul motivo dell’attacco risponderanno “non ce l’hai uno specchio a casa?”

Coppetti, mattino del 4° enhor crescente (16 aprile)

Passa la notte e al mattino la vedova Salva introduce il gruppo al borgomastro Bastante Aldogiovannini. (Pro memoria per Diogenes: per fare buona impressione, all’affermazione siete la metà di mille non si risponde “no siamo la metà di 16”). Nessuna informazione purtroppo su Temestocle però si scopre che ci sono state altre 25 sparizioni, per lo più di cacciatori nel bosco ad est della strada per Lisalania. Forse verrà fatta una colletta fra le famiglie se si risolverà il problema.
Il sindaco stesso accompagna gli avventurieri dalla famiglia di Ricciardo Castagnari. La madre dell’emporista li accoglie nella casetta in centro proprio sopra l’emporio ed è felice di aver avuto notizie del ritrovamento di “Ricciardino”. Racconta una strana storia di streghe che sarebbero responsabili della sparizione del cognato di sòra Adrialuna recatosi nel “boschetto di là, qua sotto insomma“ dove c'è un tempio non più utilizzato (perché gli auran non vogliono che si adorino i vecchi dei). L’anziana rimane colpita positivamente tanto da regalare a tutti una lanterna.
Dopo breve consultazione si sceglie di dare la caccia ai 5000 drog di ricompensa per la restituzione dei resti di Bebo, il bosco a sud le streghe e le sparizioni, non prevedendo ricompensa passeranno in secondo piano.
Alla miniera Sartori non si vedono nuove tracce, sembra un lavoretto facile, alchè, entrati nella stanza degli insetti necrofori, Piotr dopo un paio di passi sprofonda nel terreno che improvvisamente cede sotto di lui e si incastra. Mentre gli insetti tentano di mangiargli i piedi i compagni gli gettano una corda ed in qualche modo a forza di braccia si tira fuori dalla trappola. Ancora più infuriato di quando era entrato inizia a colpire il terreno con la sua ascia urlando parole nella sua lingua che inequivocabilmente appaiono offese terribili. A causa di tutta quella confusione 6 bestie spuntano dal terreno e comincia un combattimento all’ultimo sangue.
Gli insetti sono molto robusti, il carapace è molto più duro del legno e forse potrà essere rivenduto, pensa il maestro. Lo scontro è molto duro, Diogenes viene colpito al deretano, Yanagi e Hisui sono feriti gravemente. Piotr dopo averne tagliato un esemplare in due parti con un colpo di ascia ben assestato perde la sua arma e a pugni cerca di aprirsi un varco per riprenderla. Tale è la sua furia che anche quando Diogenes raccoglie da terra e gli porge la sua amata ascia se ne infischia e a mani nude schiaccia l’ultimo mostro che esplode in  un getto di liquido giallo. Imbrattato dell’icore della bestia, il westan sente la pelle bruciare sempre più intensamente...

Fine sedicesima puntata.

Resoconto a cura di Piotr
Immagine (c) Bob Nolin