giovedì 26 marzo 2020

ESTRATTO DA “IL SAPERE NUOVO - TUTTO SU DIOGENES” #21


In quel tempo, Diogenes ancora non aveva ottenuto il successo che avrebbe meritato, per questo le sue lezioni erano poco frequentate; i suoi seguaci, però, erano attenti ascoltatori e fedeli esecutori dei suoi precetti filosofici.

Le lezioni del Maestro si tenevano in vie secondarie di Lisalania e pochi erano coloro che lo ascoltavano seriamente. La maggior parte degli spettatori era occasionale e aveva la pessima abitudine di deridere Diogenes mentre ancora parlava, facendo battute su quello che Egli diceva o sul suo aspetto; i più maleducati arrivavano a tirargli degli ortaggi.

Diogenes però non si dava per vinto e continuava nelle sue lezioni. Fu in quel periodo che, dopo una di queste lezioni in cui Diogenes subì gli insulti dei passanti, tenuta nei pressi dei 5 Coltelli, la proprietaria si avvicinò e, con far amichevole e compassionevole, chiese a Diogenes: “Non trovi snervante e privo di senso continuare a lottare insieme a questi pochi disperati per le tue lezioni? Non credi sarebbe meglio smettere e adeguarti ai più?”. Diogenes, scrollandosi di dosso delle foglie d’insalata, sorrise compiaciuto e rispose: “E’ meglio lottare con pochi buoni contro tutti i malvagi che con molti malvagi contro pochi buoni”. Poi fece il baciamano alla proprietaria e si incamminò verso casa per potersi lavare.

lunedì 23 marzo 2020

[RdL] Piromani (seconda iterazione)

Ibnetes Rhal-Hazim e Pataikos (Unrelated characters by Simon Tosovsky)

Lisalania, mattino del 6° ahner crescente (24 aprile)

Anche Rayanna tenta di convincere Esterina ad usare metodi di viaggio magici e la ragazza acconsente a malincuore. [Rayanna usa quindi un potere che permette alla compagnia di viaggiare molto più velocemente del normale - N.d.GM] Arrivati a Lisalania diversi soldati e una dozzina di miliziani sbarrano la strada. Dal carro Diogenes, Ted e la ragazza scendono per entrare in città mentre gli altri si allontanano fuori dal paese per evitare di essere infastiditi dalle guardie.
Dopo aver affidato la ragazzina alle cure di Misty (che fa parte del suo entourage), il filosofo e psicoscienziato si teletrasporta raggiungendo il gruppo.

Campagna di Crestadorata, tardo mattino del 6° ahner crescente (24 aprile)

Ritornati alla fattoria su precedenti indicazioni di Encore ed Ibnetes ispezionano il nido ripulito degli omuncoli. Avvicinandosi al punto stracci e rifiuti si fanno sempre più frequenti. Piotr guida la ricerca cercando di mettere a frutto qualche consiglio del più esperto Fioravante, sta per mettere il piede su di una trappola ma si ferma in tempo. Chiede assistenza a Diogenes per capirne il funzionamento quando la solita scossa parte da Rayanna ma stavolta l’elettrica spilungona riesce a dirigerla contro un albero che esplode e prende fuoco... Tutto il gruppo tenta di spegnere i focolai ma un albero a cui era collegato un masso enorme, indebolito dal fuoco crolla imprigionando il maestro tra le fronde.
Il whirn viene tratto in salvo, con pochi danni, dal lavoro di squadra in verità un po’ scomposto dei suoi compagni, c’è chi taglia rami, chi lo strattona malamente non avvedendosi del piede incastrato nella corda della trappola e chi scaraventa tonnellate di legno in aria usando poteri psicoscientifici. Si comincia ad alzare un fumo ben visibile ma non dovrebbe essere un problema in quanto teoricamente il nido dovrebbe essere vuoto. E così si rivela infatti. Nel nido ci sono montagne di rifiuti, cianfrusaglie e sporcizia. Si riescono a trovare poche cose ma interessanti. Una pergamena che a detta di Rayanna aggiunge energia distruttiva ad una arma, altri frammenti di uniformi di Crestadorata, un panciotto di buona fattura con incise in alfabeto auran le lettere HJBA ed un oggetto di legno che dà un senso di dejavu a Diogenes. E’ un cubo di 10 cm e da 3 delle sue facce escono assi di 20 cm due rotte e una tagliata.
Mentre riprendono il cammino in cerca di altri nidi un rumore ronzante sulle loro teste, a 50 metri di altezza una nave volante, la stessa del giorno precedente.
Si cerca nei pressi della trappola delle vespe del giorno prima dove Fioravante aveva catturato l’omuncolo. Il fuoco ha bruciato un’area abbastanza estesa ma sembra essere stato spento con mezzi non comuni e non si sa da chi. Mentre suddivisi in gruppetti rastrellano l’area si incontrano nuovamente Ibnetes, Encore e il loro cane Pataikos. Mostrano l’ingresso di un nido sotterraneo che è stato distrutto dal fuoco. Mostrando loro il panciotto ritrovato sembrano sapere qualcosa ma tutte le informazioni hanno un prezzo e insistono per far accettare al gruppo un lavoretto per padron Bennio.
Lasciati i due “guardiaboschi” ai loro affari si pensa a come entrare nella tana. Sarebbe un lavoro per un westan se il cunicolo non fosse troppo stretto (o la pancia troppo grande) quindi tocca al maestro infilarvisi dentro. Scende e avanza per alcuni metri prima di accorgersi che non vede nulla, usare la torcia sarebbe comunque impossibile ed è costretto a tornare sui suoi passi inzaccherato da capo a piedi.
Diogenes esortato da Piotr (impotente senza una vanga o un aratro) scoperchia l’entrata usando i suoi poteri. Il cunicolo è lungo 5 o 6 metri e dove si biforca alcuni omuncoli presumibilmente morti soffocati si abbracciano. Alcuni istanti dopo il terreno comincia a tremare e...

Fine trentasettesima puntata.

Resoconto a cura di Piotr
Immagine by Simon Tosovsky

lunedì 16 marzo 2020

[RdL] Il cinismo filosofico di Diogenes

Filofranco Benaccini (老头子 by 古 月)

Osteria di Crestadorata, sera del 5° enhor crescente (23 aprile)

Osteria di Crestadorata, molto malfamata. Esterina rassicurata da Rayanna si addormenta. Dentro Diogenes si avvicina al bancone come fosse casa sua. L’oste Filofranco è particolarmente scorbutico, risponde volutamente in ritardo e scocciato al filosofo.
Per cena un pentolone di zuppa vecchia e rancida e del buon vino offerto poi da Encore che fa portare una selezioni di buone grappe.
Dopo la cena Encore presenta il gruppo a Padron Bennio Vasalli un “benefattore” di Crestadorata. In una stanza secondaria con una guardia alla porta e altre due dentro. Bennio è seduto al tavolo con altri tre giocatori di carte con molti doppi-drog sul tavolo. Parla senza mai alzare gli occhi dal tavolo da gioco.
Quando Padron Bennio sente il nome di Diogenes la situazione precipita, solo con l’uso di un potere lo psicoscienziato riesce a convincerlo che Luigiastro è nostro amico e non lo abbiamo riempito di botte con tutta la banda della catena... Si viene dunque a scoprire che il fornitore di grappa viola e altre merci di contrabbando della banda della catena è Padron Bennio di Crestadorata.
Non vede di buon occhio la nostra intromissione negli affari di Crestadorata bastano i suoi uomini a tenere lontano gli omuncoli ritenuti nulla più di bestie e dubita che il gruppo abbia fatto tutta quella strada solo per quel motivo.
Comunque offre ospitalità per la notte in una casa abbandonata fuori dalle mura e si offre anche di trovare una famiglia per la figlia del fattore.
Durante la notte Hisui nel suo turno di guardia si accorge che qualcuno stava camminando sul tetto. Sveglia il maestro, che uscito in strada con un sasso ben mirato mette in fuga il malintenzionato.
Il mattino dopo non si riesce a convincere Esterina in alcun modo a provare l’ebrezza di un viaggio magico per raggiungere Lisalania ed essere affidata temporaneamente all’entourage del filosofo, la piccola è troppo spaventata dalla “magia” o psicoscienza come dovrebbe chiamarsi in realtà e Diogenes pur condividendo lo stesso passato con la ragazzina non riesce proprio a metterla a suo agio anzi è cattivo e antipatico come non è mai stato.
Persino Piotr riesce a mettersi meglio nei panni della orfana di lui, proponendo di fare tappa alla fattoria per prendere gli effetti personali di Esterina (in realtà sperava nei salami).
Nel taschino dell’abito nuziale era celato un anello sfuggito alla ricerca minuziosa del gruppo intero. Si parte verso Lisalania e lungo la strada...

Fine trentaseiesima puntata.

Resoconto a cura di Piotr
Immagine by 古 月

giovedì 5 marzo 2020

ESTRATTO DA “IL SAPERE NUOVO - TUTTO SU DIOGENES” #20


In quel tempo, Diogenes aveva tenuto alcune lezioni nei paesi limitrofi, come Mandolina e Coppetti, attirando così l’attenzione di tutta la zona sulla sua filosofia e le sue capacità oratorie.

Forse grazie al passaparola di qualche viaggiatore, notizie e stralci delle sue orazioni arrivarono fino a Serravalle, alle orecchie di un oratore politico che riscuoteva un certo successo nella capitale. L’oratore decise allora di recarsi sino a Lisalania per ascoltare una delle orazioni di Diogenes e cercare di carpirne i segreti.

L’oratore ascoltò una delle orazioni del Maestro, che riscosse l’usuale successo, poi cercò di prendere da parte Diogenes per commentare l’orazione con lui. Si avvicinò e, afferrato il Maestro per un braccio, disse: “Avete una bella orazione, Signore, ma mi pare che vi soffermiate troppo alla superficie delle cose per essere veramente incisivo o interessante.”

Diogenes si strinse ancora di più all’oratore, toccandogli il braccio a sua volta, e rispose: “Solo dopo aver esaurito la superficie delle cose ci si può spingere a cercare quel che c’è sotto. Spesso, però, la superficie delle cose è inesauribile.”

Poi divincolò il braccio e si diresse a ricevere i meritati complimenti della folla che aveva ascoltato l’orazione.

lunedì 2 marzo 2020

[RdL] Il potere logora

Esterina Listazzone (S T A R E by MarcBrunet)
Fattoria abbandonata, pomeriggio del 5° enhor crescente (23 aprile)

Si comincia dall’alto perché secondo Fioravante, più su di così non si potrà andare mentre scendere è sempre una incognita.
Sale Piotr, il sottotetto è polveroso e le assi scricchiolano sale solo per precauzione anche la leggera (di peso) Hisui.
Piotr ispeziona diverse casse con tessuti cianfrusaglie e bambole rinviene due manichini con abiti da matrimonio e una testa di animale tipico delle parti di Ulfriss. Ma ispezionare non è il suo mestiere infatti dove era già passato, vengono rinvenute da Hisui diverse tracce come se un bambino fosse stato per lungo tempo alla finestra ed un libro un vecchio racconto “la casa dipinta” fra le cui pagine era nascosta una pergamena con simboli arcani che si rivelerà essere un talismano di protezione per danneggiare ed allontanare naga.
Piotr scende e salgono gli altri che si intestardiscono a cercare un bambino che non c’è. Myristica vede la testa di alce muoversi usando i palchi come tentacoli poi improvvisamente torna al suo posto come se nulla fosse accaduto. Suggestione? C’è qualcosa di strano. Rayanna rovistando tra le bambole riesce ad evitare la possessione di uno spirito che vi si annidava. Dopo diversi tentativi il gruppo rinuncia e scende in cucina rimanendo col dubbio di come sia potuta entrare per la porta quella testa enorme.
La botola di sotto incastrata viene scardinata e aperta. Sotto si apre una cantina buia con odore di muffa e di carne stagionata. Piotr a dieta da ormai un giorno scende per primo seguito a ruota da Fioravante. E’ una stanza lunga 9 metri con ripiani ai lati pieni di barattoli di terracotta e salumi appesi con differente grado di stagionatura. Da dietro una botte attirata dalle rassicuranti parole di Diogenes spunta una ragazzina di approssimativamente 12 anni. Esterina la figlia del fattore è rimasta nascosta per qualche giorno. Non ha parenti se non zii e cugini coi quali viveva assieme ai genitori. Tempo prima vide i mostriciattoli buttare qualcosa nel letamaio e tempo dopo venire fuori il mostro grande. E’ fuggita impaurita ed è rimasta nascosta per alcuni giorni in cantina.
Mentre la ragazzina vuota i suoi pitali e parla con il gruppo dando queste informazioni il buon Piotr trafuga un grande sacco di salumi che carica sul carro e consuma a tocchi una intera caciotta prima di ricordarsi del suo sangue “sporco”...
Si decide di cercare l’oggetto gettato dagli omuncoli prima nella carcassa nella speranza di evitare la ricerca nel letamaio. Non è un lavoro per un filosofo. Diogenes si limita ad usare un potere a distanza molto spettacolare, un’onda d’urto creata dalla sua mano pulisce la zona intorno al mostro da calcinacci e travi semibruciate. Poi tocca a Piotr e alla sua acetta. Cominciando dalla testa più grossa, dopo un ora di lavoro è completamente imbrattato di sangue ed altro sporco non ben definito. Quando è ormai chiaro che nulla si cela all’interno dell’ammasso di sudiciume viene il turno del letamaio... aiutandosi con un forcone dopo un'altra estenuante ricerca viene rinvenuto l’oggetto.
Mentre Piotr si sta lavando al pozzo Diogenes apprende essere un dispositivo per nebulizzare una qualche sostanza di cui è rimasto un piccolo residuo che dovrà essere portato in corporazione per le analisi. Con buona probabilità questa sostanza ha creato o attirato il mostro che ha poi ucciso e inglobato la famiglia della ragazzina.
La botola viene fissata ad arte da Piotr così da preservare gli ultimi possedimenti di Ernestina dal furto, l’omuncolo prigioniero viene liberato e si parte per cresta dorata nella speranza di trovare qualche parente o amico a cui sbolognare la superstite.

Crestadorata, sera del 5° enhor crescente (23 aprile)

Si arriva in paese mentre le guardie sono in procinto di chiudere le porte e solo la parlantina del filosofo psicoscienziato consente l’accesso.
Il filosofo si sta trasformando, i nuovi poteri forse gli stanno dando alla testa perché non dimostra più la minima empatia e i suoi discorsi crudi fanno piangere la ragazzina già frastornata dagli orrori a cui ha assistito. Piotr tenta maldestramente di rassicurarla si impegna con tutte le sue forze ma il risultato non è eccelso.

Fine trentacinquesima puntata.

Resoconto a cura di Piotr
Immagine by MarcBrunet

lunedì 24 febbraio 2020

[RdL] Piromani

PRIPYAT BEAST by Keith Thompson
Fattoria abbandonata, primo pomeriggio del 5° enhor crescente (23 aprile)

Aprendo il portone scorrevole un zaffata intensa putrida assale il gruppo. In uno spiazzo di 6-7 metri si trova un cumulo di letame e creature ammassate smembrate alla rinfusa fra cui anche resti umani.
Con un potere Fioravante cerca di spostare un braccio umano dal cumulo per permettere a Rayanna di analizzarlo, ma si alza una creatura mostruosa fatta di corpi.
Rayanna tenta di incendiare la creatura con un potere, la quale se la prende prima con Fioravante che riesce a defilarsi senza essere notato poi per poco non ingoia Yanagi.
Myristica tenta un colpo di freccia letale ma l’indecisione sull’efficacia dello stesso fa sì che scivoli malamente. Piotr mette a segno un colpo con una nuova tecnica appresa che dovrebbe finire sul colpo gli avversari ma sottostima la reale potenza della creatura che gli si avventa contro tentando invano di ingoiarlo. Il westan infila un forcone tra le fauci spalancate della bestia costringendola a ritirarsi per liberarsi poi porta un poderoso colpo per abbassarne le difese. Il resto lo fa il maestro Yanagi con un paio di calci ben assestati che abbattono l’ammasso di resti.
Dai cespugli alle spalle del letamaio escono una ventina di omuncoli che rimangono in un primo momento sorpresi dal vedere il gruppo, poi cominciano ad accerchiarli tirando frecce mantenendosi a distanza di 20 metri.
Piotr incita i compagni a ritirarsi nella stalla mentre lui rifiata proprio di fronte al portone in attesa dell’ondata di creature.
Yanagi salta in avanti facendo da bersaglio attirando a sé le frecce ma schivandole con grazia, Myristica e Fioravante corrono dentro ma la arbrone è molto più veloce e attraversa tutta la stalla mentre Diogenes stava accorrendo nel verso opposto.
Rayanna ha il solito attacco e riesce a scaricare l’elettricità sul corpo del mostro caduto che si rianima e parla… Chiama “madre” e si avvicina a Rayanna la quale fugge a gambe levate oltrepassando Piotr.
Gli omuncoli lanciano frecce al solito senza successo ma alcuni raggiungono la stalla scalandone le pareti per entrare da buchi nel tetto.
Diogenes con i suoi poteri fa schiantare due coppie di omuncoli che lanciavano frecce dalla balaustra, Fioravante urla a Rayanna di incendiare la stalla e lei malauguratamente gli dà retta. Piotr decide di farsi da parte per far passare la creatura che insegue Rayanna fino alla trappola di fuoco che la sciamana sta progettando, e si dirige verso gli omuncoli più vicini all’esterno, ma il maestro decide, per la seconda volta a suon di calci, di abbattere il mostro che va a incastrarsi nella parete della stalla sfondandola con la testa. Rayanna insiste col piano originario di incendiare tutto e la stalla in effetti comincia a fumare parecchio.
Piotr abbatte con un colpo 2 omuncoli che aveva raggiunto ma gli altri erano già fuggiti via e molti di essi si ritrovano con una freccia nella schiena.
Due uomini escono dalla boscaglia e decimano gli omuncoli a suon di frecce.

Debellata la minaccia e crollata la stalla bruciata, i gruppi fanno conoscenza, i due sono di Crestadorata, si tratta di un auran di nome Ibnetes Rhal-Hazim, una sorta di ranger con cane chiamato Pataikos e un Llud che pare il capo di nome Encore D’Urso.
Nell’ultima settimana hanno distrutto almeno tre nidi ma questi esseri continuano ad aumentare di numero e farsi più audaci, comunicano l’ubicazione dell’ultimo nido che hanno trovato e invitano tutti ad una bevuta alla locanda di Crestadorata.
Andati vita i due strani soggetti si termina l’ispezione della casa, anche lì tutto ciò che non era fissato è stato portato via dagli omuncoli e ogni angolo è abbellito da cumuli di feci. Cercando vengono trovate due botole, una nel soffitto ed una in cucina al piano terra, e...

Fine trentaquattresima puntata.

Resoconto a cura di Piotr
Immagine by Keith Thompson

giovedì 13 febbraio 2020

ESTRATTO DA “IL SAPERE NUOVO - TUTTO SU DIOGENES” #19


In quel tempo, Diogenes era da poco entrato a far parte della famiglia Von Matterhorn e il Signor Lorenzo, complice la partenza dei figli per la cittadella, pensò che fosse una buona idea introdurre il nuovo rampollo nell’alta società.

Diogenes non era altrettanto convinto che fosse una buona idea, ma per rispetto e riconoscenza verso il suo Signore accettò il volere del Conte.

Oltre ad una serie di lezioni su economia, politica e galateo, che Diogenes digeriva a fatica, il Signor Lorenzo decise di invitarlo e fargli visitare quella che era una sorta di associazione dei nobili della città. Un luogo nel quale l’aristocrazia si ritrovava, secondo il Conte, per discutere i destini di Lisalania e i propri affari, senza l’asfissiante presenza delle famiglie.

La prima cosa che notò Diogenes nel club fu la totale assenza di donne tra i membri; il Signor Lorenzo si giustificò dicendo che le donne non erano ammesse, non avendo le stesse capacità e responsabilità degli uomini. Perplesso Diogenes rispose: “Sono convinto che se si forniscono alle donne occasioni adeguate, le donne possono fare tutto.”

Il Conte sembrò interessato alla risposta, ma rimase in silenzio e proseguì nelle presentazioni e nel giro dei locali.

L’altra cosa che Diogenes notò fu l’anzianità della maggior parte dei presenti, il fatto che molti sembravano avere acciacchi fisici di varia natura. Tossivano, facevano fatica ad alzarsi dalle sedie, avevano un aspetto tetro e malaticcio. Altra cosa, ancor più inquietante, per tutti i 30 minuti passati in quel luogo, Diogenes non vide mai nessuno sorridere: né i membri dell’associazione, né i servitori. Fu allora che il Maestro non seppe trattenersi e si rivolse al Conte: “Mio Signore, perché frequentate questo posto grigio? Non vi rispecchia affatto.” Il Signor Lorenzo ci pensò su per un secondo e rispose: “Credo sia per l’atmosfera di alta moralità che si respira al suo interno.” Diogenes, incredulo, diede un ultimo sguardo ai presenti e disse: “Non si può dire che un’atmosfera di alta moralità sia molto propizia alla salute, o alla felicità”.

E così si concluse l’esperienza del Maestro all’interno dell’associazione dei Nobili di Lisalania.