lunedì 23 maggio 2016

[RdL] Sortita!

Iron golem naked by Anatolii Leoshko

Castello Tilean, mattino del 4° Tahner pieno (11 luglio)

Il gruppo, dopo aver passato la notte nelle brande insieme ai soldati del castello, fa la conoscenza dell’ing. Halcyon Deniels, responsabile dei dispositivi tecnologici del castello. Saltano all’occhio le protesi meccaniche ai quattro arti e le numerose medaglie che porta al petto, affisse sulla divisa della Corporazione. Con il suo forte accento delle regioni del sud ringrazia il gruppo per aver portato al castello i dispositivi di ricambio. Di lì a poco arriva anche il tenente Tamara Soleange, una donna sulla quarantina dal volto sfigurato dalle cicatrici e dal carattere ruvido. Dice senza mezzi termini di non fidarsi del gruppo, e che al primo sgarro andranno a far compagnia all’uomo nel cortile, indicando con un gesto una grande quercia. Con orrore i membri del gruppo scorgono all’ombra dell’albero un uomo crocefisso a testa in giù.
Dopo che Tamara se ne è andata, Halcyon spiega che l’uomo giustiziato si è macchiato di tradimento eseguendo dei sabotaggi, ed il tenente Soleange ha preso molto male la faccenda.

Castello Tilean, primo pomeriggio del 4° Tahner pieno (11 luglio)

Il gruppo viene convocato per discutere sulla sortita, insieme ai vari ufficiali del castello. Il piano è quello di attaccare all’alba dell’indomani e prendere di sorpresa gli assedianti. Lo scopo è quello di fiaccare il loro morale. La sortita dovrà essere rapida e causare più trambusto possibile. Sono stati individuati gli alloggi di tre ufficiali brone relativamente vicini alle mura del castello, metterli fuori gioco costituirebbe un duro colpo per i nemici.
Dopo aver pianificato i dettagli dell’attacco, il gruppo passa il resto della giornata a preparare l’equipaggiamento per l’indomani e pregare gli dèi.

Castello Tilean, alba del 4° Sener pieno (12 luglio)

Il momento è infine arrivato. Anudahabi usa i suoi poteri per evocare un’aurora boreale: al suo manifestarsi i suoi compagni e tutte le truppe del castello sentono il favore degli dèi, e con rinnovata sicurezza si mettono in marcia. Lo sciamano non li segue, ma assiste allo scontro dalle mura del castello, pronto ad usare le più temibili delle sue invocazioni contro gli avversari. Medòm e Vilkor sono a cavallo, Bodo resta nelle retrovie pronto a dare supporto con il suo arco.

E’ solo quando gli uomini del castello hanno ormai superato i cavalli di frisia che le sentinelle brone si accorgono della sortita, troppo tardi per prepararsi adeguatamente. I più vengono travolti dalla piccola armata prima ancora di svegliarsi, mentre i pochi brone svegli oppongono una fiera resistenza, non sufficiente però a fermare l’avanzata.
Gli uomini di Tilean avanzano senza sosta fino all’alloggio di uno degli ufficiali brone, che però sembra attenderli. Senza scomporsi il brone si strappa un medaglione dal collo, che poi spezza in due. Dai frammenti fuoriesce una vapore nero, che penetra nella bocca, nel naso e negli occhi del brone. L’uomo si contorce dal dolore, ed al contempo cresce di dimensioni a vista d’occhio. Bodo, dalle retrovie, scaglia una freccia e lo colpisce al petto: la pelle, già tesa per la crescita della massa muscolare, si lacera improvvisamente come una guaina troppo stretta, rivelando la massa muscolare sottostante. Il gigante non sembra essersene accorto, ed impugna l’asta di un braciere lì vicino, che si rivela essere il manico di un enorme maglio. Prende ad avanzare, mettendo in fuga gli uomini del castello. Tutti tranne Vilkor e Medòm, che lo caricano mentre Bodo li supporta scagliando frecce.
Il gigante è fortissimo, ed ogni suo colpo potrebbe essere fatale, ma Vilkor e Medòm riescono ad evitare tutti i suoi attacchi. Dopo un lungo scontro, indebolito dalle frecce di Bodo e dai colpi dei due combattenti, il gigante si accascia esanime.
Un boato di gioia corre tra gli uomini del castello. Gli ufficiali invocano la ritirata tattica, ma qualcosa va storto: mentre erano impegnati con il gigante, i brone hanno accerchiato gli uomini di Tilean bloccando loro la ritirata. Per di più, dal centro dell’accampamento giungono i suoni dei Giganti Meccanici brone in avvicinamento.

Ma anche al castello sta accadendo qualcosa. Si aprono dei portelloni, e degli oggetti piombano verso terra, scivolando sulle slitte di carico dislocate lungo i fianchi del promontorio alla base del castello. Sono i Giganti Arcani di istanza al Castello Tilean, riparati da Halcyon grazie ai dispositivi trasportati dal gruppo. I Giganti Arcani spezzano rapidamente l’accerchiamento, ed i soldati del castello riescono a mettersi al riparo dietro le mura.

Intanto, Anudahabi segue esultante le vicende dalle mura del castello. Tutti i soldati sono rientrati e le porte si sono appena chiuse, quando ode lontani alcuni tonfi portentosi. Da dietro lo colline si alzano stormi di uccelli spaventati, e poi fanno capolino loro: i Colossi.

lunedì 9 maggio 2016

[RdL] Il passaggio nascosto

Castle by mrainbowwj

Villabigia, metà mattino del 4° Ahner pieno (10 luglio)

Dopo aver forzato una vecchia grata di ferro arrugginito, la compagnia si inoltra nello stretto cunicolo.
Procedono in fila indiana per un lungo tratto, fino ad imbattersi in quella che ha l’aspetto di una frana. Sulla destra, adiacente alla frana, una galleria circolare appena più grande del cunicolo percorso finora. Vilkor non sa nulla di eventuali diramazioni.
Non avendo gli strumenti per rimuovere i detriti, gli avventurieri decidono di tentare la sorte imboccando il cunicolo più grande, a sezione circolare.
Ma presto si accorgono del grave errore. All’inizio scambiano quello che ostruisce il corridoio per un enorme masso. Ma quando su di esso si apre un orifizio coronato da una chiostra di denti acuminati, si rendono conto di essere incappati in una creatura dei sotterranei.
Tentano inutilmente di fuggire, ma la creatura riesce a tenere il passo. Bodo decide di lanciare uno dei dispositivi da lui trasportati tra le fauci della creatura ed il rispettivo sensore di prossimità dall’altra parte, oltre i compagni che lo precedono nella fuga. Nella concitazione i due sensori di prossimità si confondono, e Bodo non è certo di aver preso quello giusto… stringe i denti, incrocia le dita e lancia il sensore.
Alle sue spalle uno schiocco secco ed ovattato fa vibrare la creatura, che dopo aver sputato un fiotto di icore nero si ritira nei profondi recessi della sua tana.

Dopo il brutto incontro il gruppo decide di tornare sui suoi passi e liberare un passaggio nella zona franata. Riescono nell’intento e proseguono il cammino fino al castello Tilean.

Castello Tilean, pomeriggio del 4° Ahner pieno (10 luglio)

Dopo l’arrivo sono ricevuti da Calomero Rolandi, capitano della guardia del castello.
Il capitano è molto soddisfatto, e dice che grazie ai dispositivi possono tentare una sortita per spezzare l’assedio. Ma una volta fatto il giro delle mura la compagnia si accorge che la situazione è disperata: molte migliaia di brone, che probabilmente dispongono di giganti meccanici, accerchiano il castello da tutti i lati. Il castello è ben difendibile anche dalle poche decine di soldati a disposizione, ma tentare una sortita sembra un’azione disperata.

Ciononostante il gruppo si dice disposto a prendere parte all’azione.

venerdì 29 aprile 2016

[RdL] Villabigia

Halforc Barbarian (good) by Penett

Villabigia, mattino del 4° Ahner pieno (10 luglio)

Per evitare di lasciare testimoni, il gruppo decide di passare prima per l’edificio al cui portico sono legate le due donne.
Mentre gli altri si avvicinano furtivamente, Bodo resta nascosto per intercettare eventuali fuggitivi.
Le condizioni di salute delle donne è precaria: sono malnutrite, disidratate e portano i segni di ripetute violenze. Vengono liberate, ma al momento la priorità è quella di sbarazzarsi degli occupanti della casa.
Varcata la soglia e salito il primo piano il gruppo incontra un brone dalla costituzione esile, che viene sopraffatto facilmente. Il suo compare, invece, è tutta un’altra storia. E’ enorme anche per gli standard dei brone, e nonostante il ventre prominente brandisce con agilità due spade. Vilkor e Medòm vengono feriti seriamente, ma alla fine l’avversario viene sconfitto. Anudahabi si assicura che i due siano accolti tra le braccia di Anui.
Nella stanza, su un letto lurido, giace un’altra donna, con la quale il gigante appena sconfitto si stava probabilmente sollazzando.
Le tre donne vengono condotte nella stanza meno malmessa dell’abitazione e viene detto loro di restare nascoste.

Il gruppo si muove rapidamente verso l’abitazione che, secondo Vilkor, dovrebbe dare accesso al passaggio per il castello.
Sulle prime sembra vuota, ma poi Bodo si accorge che dal pavimento della cucina provengono delle voci ovattate. Ulteriori ricerche rivelano una botola. Il gruppo decide di restare in attesa che gli uomini al di sotto di essa - probabilmente tre - escano per poi metterli fuori combattimento.
Dopo quasi due ore di attesa il primo brone esce dalla botola. Preso di sorpresa tenta di difendersi, ma senza successo. Gli altri due sentono però le sue grida e corrono in aiuto del compare, ma sono in inferiorità numerica ed anche loro sono sopraffatti - non prima però di aver ferito nuovamente Medòm.

Dopo aver ripreso fiato, il gruppo si arrischia a scendere nella botola...

lunedì 25 aprile 2016

[RdL] Vilkor

Levin-Piermonte by Adrian-W

Presidio della Corporazione di Faer, mattino del 3° Enhor pieno (9 luglio)

Il gruppo viene svegliato da uno studente della Corporazione, che comunica loro di essere attesi dal capitano Vilkor.
Il capitano si rivela essere un giovane uomo dai capelli rossi. A dispetto dell’età, gli occhi e le cicatrici rivelano la sua esperienza sul campo.
Rivela un debole rotacismo nel chiedere al gruppo le loro competenze. Apparentemente soddisfatto delle loro esposizioni, parla della missione.
Si tratta di trasportare dei dispositivi all’interno del castello Tilean, attualmente sotto assedio. Non spiega di cosa si tratta: il nemico non deve sapere nulla di questi dispositivi, e nel caso fossero presi dei prigionieri, meglio che non sappiano cosa stanno trasportando. Anzi, per sicurezza, ognuno porterà su di sé un sensore, e se il dispositivo si dovesse allontanare per più di 10 metri dal sensore al quale è abbinato si autodistruggerà. I dispositivi sono ingombranti, in un comune zaino non ne entra più di uno, ma è necessario trasportarne il maggior numero possibile, per cui ognuno ne prenderà almeno uno.
E’ possibile accedere al castello tramite un passaggio segreto che comunica con un villaggio poco lontano. Il villaggio fu creato molti anni prima proprio per fare da copertura al passaggio. E’ talmente piccolo da non avere un nome ufficiale, ma i locali si riferiscono al luogo come Villabigia. E’ abbastanza lontano dal castello da non dover sollevare sospetti, ma i brone potrebbero aver scoperto il passaggio ed averlo fatto crollare o messo sotto sorveglianza. Il piano consiste nel raggiungere i pressi di Villabigia con un veicolo della Corporazione, superare l’eventuale sorveglianza e raggiungere il castello Tilean tramite il passaggio segreto.
Dopo aver illustrato il piano, Vilkor risponde alle domande del gruppo, spiegando che le ragioni dell’assedio non sono chiare, anche se si sospetta che i brone abbiano bisogno del castello intatto. Sembra che abbiano sviluppato una tecnologia che permette loro di erigere fortini in tempi straordinariamente brevi - una sola notte - e che servendosi di questo dispiegamento di fortezze siano in grado di reggere i confini in modo molto efficace. Non è chiaro come, ma le due cose sembrano legate, ed è per questo che le fortezze conquistate non sono state distrutte usando giganti meccanici o altro tipo di artiglieria.
Dei sistemi che fanno uso di palloni aerostatici funzionano come antiaerea, mentre delle antenne di distorsione dei campi Noeliani impediscono qualsiasi contatto o accesso tramite arcani: l’unico modo di trasportare i dispositivi è quello di portarli personalmente.
Finite le domante, Vilkor invita tutti a fare i preparativi, dato che la partenza avverrà all’alba del giorno successivo.

Villabigia, mattino del 4° Ahner pieno (10 luglio)

Il velivolo da trasporto è una novità che non tutti sanno accogliere con gioia. Il viaggio dura un'ora scarsa, tanto basta a Bodo per lasciare a bordo la colazione fatta prima di partire. Tutti i membri del gruppo sono stati equipaggiati dalla Corporazione con un talismano di protezione ed un mantello adattivo, oltre naturalmente al dispositivo da trasportare (Bodo, su sua richiesta, ne trasporta due).
Arrivati nei pressi del piccolo insediamento il gruppo resta in osservazione per capire la situazione. Sulle prime non si notano segni di vita, ma poi Bodo scorge del fumo uscire dal camino di una casa. Sul portico della stessa sono legate due donne di razza llud, prive di sensi o morte. Vilkor dice che secondo le sue informazioni la casa dalla quale è possibile accedere al passaggio è quella alla sinistra di quella segnalata dal westan.
A questo punto è chiaro che i brone sono arrivati a Villabigia, resta solo da decidere se tentare di intrufolarsi nell’abitazione che conduce al passaggio o se è meglio passare prima dall’altra. Senza scordare che altri brone potrebbero essere in agguato in altre case del piccolo villaggio...

lunedì 18 aprile 2016

[RdL] Decisioni

Dr. Marius by Mar11co

Presidio della Corporazione di Faer, mattino del 3° Tehner pieno (8 luglio)

L’offerta (o meglio la richiesta) del Prof. Joram lascia il gruppo pensieroso. Il professore li ha congedati dicendo loro di pensarci su. Nessuno del gruppo riesce a trovare una ragione valida che li induca a prestare servizio per la Corporazione, soprattutto dopo la promessa non mantenuta di poter vedere Luce.

Nel cortile incontrano i monaci Pessaq e Roguel. Sembra se ne stiano andando: non è loro intenzione collaborare con la Corporazione, e non avendo nessuna possibilità di liberare Luce decidono di togliere il disturbo.
Anudahabi prende da parte Pessaq e gli chiede quali siano le loro intenzioni. Il luminoso dice che il monastero non intende lasciare la questione in sospeso e cercherà di sottrarre nuovamente il Sacrificio dalle grinfie della Corporazione. Chiede l’aiuto di Anudahabi come “aggancio interno”. Il vecchio auran accetta di buon grado, ed i due si accordano sul metodo per scambiarsi informazioni: tutte le sere alle 21 un uomo fedele al monastero si recherà alla locanda “Il Picchio Rosso”. Se Anudahabi si presenterà alla locanda, l’uomo lo avvicinerà per scambiare informazioni con lui.

Tornati nelle loro stanze, continuano a discutere sulla proposta di Joram, quando Bodo percepisce una presenza nella stanza. Fa per mettere mano alle armi, ma una voce intima loro di comportarsi come se tutto fosse normale, perché sono controllati.
In un angolo della stanza una figura traslucida diventa parzialmente visibile, e si rivela essere il Dott. Eracleo. Dice di essere il responsabile delle ricerche effettuate sulla ragazzina, e che sta facendo il possibile per evitare che le sia fatto del male, ma probabilmente avrà bisogno del loro aiuto. Consiglia di sviare eventuali sospetti di Joram assecondando le sue richieste. Lui dal canto suo continuerà ad inveire contro il gruppo ogni volta che lo incontrerà per mantenere la copertura. Dopodiché Eracleo sparisce di nuovo e se ne va.

Il gruppo decide di fidarsi e si reca da Joram per dare la loro disponibilità. Il professore è molto soddisfatto e l’indomani li farà incontrare con il capitano Vilkor, che sarà la loro guida.

Il Picchio Rosso, Faer, sera del 3° Tehner pieno (8 luglio)

La sera Anudahabi annuncia di volersi recare in locanda, ed il resto del gruppo lo segue.
Ovviamente la scelta ricade sul Picchio Rosso, una volta probabilmente luogo in della città, ma con gli anni la qualità è scesa ed ora è appena nella media.

Anudahabi viene avvicinato come concordato dall’uomo del monastero, ma lo scambio è molto breve: il vecchio auran non parla di Eracleo, ed a parte questo dal mattino non ci sono stati sviluppi.

Sulla via del ritorno il gruppo viene assalito da alcuni avventori della locanda, forse offesi da qualcosa fatto da uno di loro. Mentre gli assalitori brandiscono pugnali e bastoni, i nostri sono usciti disarmati per essere ligi alla legge. La situazione è sfavorevole per loro, ma questo non impedisce a Bodo e Medòm di suonarle di santa ragione ai loro aggressori.

lunedì 11 aprile 2016

[RdL] Deviazione imprevista

Kinski by fightpunch

Bivio per Karahim, sera del 3° Ahoer pieno (7 luglio)

La compagnia cerca di allontanarsi in fretta dai territori dei Teurati. Alla sera arrivano ad un’importante biforcazione della via che stanno percorrendo. Un edificio abbandonato e pericolante una volta adibito a stazione di posta indica che la via doveva essere molto frequentata.
Ad ovest si prosegue verso Karahim, una cittadina pedemontana, mentre a sud si ricongiunge alla Grande Via Nord. Nonostante il gruppo preferisca tenersi alla larga da quest’ultima, deviare verso Karahim li porterebbe troppo fuori strada.
Stanno valutando sul da farsi quando sentono una specie di ronzio meccanico, sempre più forte. Una nube di polvere indica l’arrivo di qualcuno. Dopo pochi secondi arrivano quattro uomini a cavallo di centauri meccanici - veicoli che Medòm e Bodo hanno visto durante il loro breve soggiorno a Llun.
Gli uomini - di certo affiliati alla Corporazione - si fermano e si avvicinano al gruppo con il pretesto di fare quattro chiacchiere. Ma la loro insistente curiosità per le condizioni del “malato” li mette in allarme. Mentre quello che sembra il capo dei nuovi arrivati fa conversazione, uno degli altri tre estrae un congegno grande come un libro. Il congegno emette bip sommessi sempre più frequenti fino a che esplode come un petardo. Tutti si girano verso di lui, e l’uomo strofinandosi le mani si rivolge al capo: “La lettura è fuori scala, deve essere lei”. Un altro estrae un talismano, traccia dei simboli su di esso e lo lancia in aria. Il lembo di pergamena invece di essere trasportato dal vento schizza via verso sud più veloce di una freccia.
Il capo dei quattro, che si presenta come Dott. Yorasil, spiega la vera ragione per cui si trova lì: sono venuti per recuperare la bambina. Non hanno intenzione di far del male a nessuno, ma faranno di tutto per compiere la loro missione. Bodo e Medòm da un lato vorrebbero disfarsi degli scocciatori, dall’altro si rendono conto che potrebbero essere degli ossi duri. Senza contare che il talismano usato probabilmente è una richiesta di rinforzi.
Bodo chiede che tutta la compagnia possa seguire Luce. Yorasil è molto accomodante. Dopo pochi minuti arriva un velivolo di trasporto della Corporazione e Yorasil invita tutti ad entrare. Anudahabi non si fida, e memore della visione avuta qualche giorno prima di nascosto chiede a Luce di cantare. Sulle prime la bambina non sa che fare, poi le torna in mente una canzone udita non sa quando, e la intona. Tutti - sia gli uomini della Corporazione che la scorta di Luce - vengono colti da un’improvviso colpo di sonno, e si addormentano.

Luogo sconosciuto, ora e giorno sconosciuti

Bodo è il primo a svegliarsi. Si trova in una stanza ben illuminata dalle pareti bianche dove sono allineati molti letti. Ad occuparli sono i suoi amici, e si affretta a svegliarli. I due monaci sono assenti.
La porta della stanza è aperta, ed oltre c’è un lungo corridoio con numerose porte. Si inoltrano nel corridoio, e dopo pochi minuti vedono un uomo - probabilmente uno studioso - dallo sguardo folle. L’uomo si dirige verso di loro, e prima che possano dire qualcosa intima loro di sparire dalla sua vista usando parole e toni molto pesanti. In quel momento interviene Yorasil, che li accompagna lontano dall’uomo. Il Dott. Eracleo - questo il nome del folle - nonostante le apparenze è uno dei maggiori esperti nel suo campo. Aggiunge che non è lì per salvarli dai modi irosi di Eracleo, ma per condurli dal suo superiore, il Prof. Joram. Lungo la strada racconta di come, stranamente, quasi tutti siano improvvisamente caduti addormentati. Fortunatamente un membro dell’equipaggio del velivolo di trasporto ha saputo resistere all’impellente bisogno di assopirsi, ed ha svegliato i suoi colleghi. Per quanto riguarda i membri del gruppo, dormivano troppo bene per essere svegliati...

Presidio della Corporazione di Faer, mattino del 3° Tehner pieno (8 luglio)

Il Prof. Joram è un uomo avanti con l’età. A colpire però non sono le sue rughe o i suoi capelli bianchi, ma il numero di innesti meccanici sul suo volto (e probabilmente sul resto del corpo). La sua voce suona vagamente metallica mentre rassicura il gruppo sul destino della ragazza. Ora non possono andare a trovarla, ma la Corporazione sta facendo del suo meglio per farla sentire a suo agio, ed ovviamente gli esperimenti che stanno effettuando sono del tutto innocui per lei. Le voci sul sacrificarla per farne un’arma? Esagerazioni. Alcuno uomini dello spiritualismo non hanno saputo accettare il fatto che il Tempio abbia concesso la ragazzina alla Corporazione per effettuare degli studi, e spargono dicerie per metterne in cattiva luce la reputazione.
Piuttosto il vero pericolo sono i brone. Faer è l’ultima città libera, e l’avanzata del Bronerun è ad ora inarrestabile. Quello che serve sono uomini abili e coraggiosi disposti ad appoggiare l’esercito Llundian ed impedire agli avversari di portare morte e distruzione.

Bodo, Medòm, Anudahabi e gli altri si rendono conto che Joram sta parlando di loro.

lunedì 4 aprile 2016

[RdL] Scorta

Landscape_02 by Pervandr

Monastero degli otto, 2° Nehener pieno (29 giugno)

Anudahabi, per avere idea di quale scelta fare, decide di usare nuovamente i suoi poteri divinatori. Si allontana temporaneamente dal monastero in ricerca delle radici necessarie al rituale. Tornato al monastero si chiude nella sua stanza e chiede agli dèi che cosa può fare lui per Luce.

La visione è meno chiara della precedente. Lo sciamano coglie scene di vita mondana in cui lui è insieme alla bambina: passeggiano nei prati, visitano mercati cittadini, fanno le faccende di casa…

L’auran si convince che il futuro della bambina è quello di avere una vita normale. Anche gli altri sono dell’opinione di restare insieme alla bambina, e si recano dal Maestro Kaldaw per comunicare questa loro decisione. Ma il maestro del tempio ha già disposto affinché il Sacrificio sia spostato in un luogo segreto. Bodo ed Anudahabi lo convincono che la bambina ha bisogno di protezione, e si offrono di scortarla.

Monastero degli otto, mattino del 2° Ahoer pieno (30 giugno)

Mancando il tempo per la costruzione di un nuovo “contenitore” per il Sacrificio, Luce viaggerà in sella ad un mulo usando una sella speciale. Con lei, oltre al gruppo, viaggiano i due monaci Pessaq e Roguel, gli unici a conoscere la destinazione del viaggio. Nel caso incontrino qualcuno useranno la scusa di accompagnare un malato di peste in pellegrinaggio. Tranne Luce, che indossa una tunica ed una cappa, gli altri saranno tutti vestiti da monaci.
La comitiva si incammina verso mezzogiorno.

Luogo imprecisato, 3° Ahner pieno (3 luglio)

Il gruppo arriva nuovamente in vista del villaggio incontrato pochi giorni prima.
Bodo e Medòm decidono di ispezionarlo da vicino. Non c’è alcun segno di vita in tutto il villaggio, ma il westan sente alcuni rumori provenire da un edificio che si rivela essere una macelleria. Entrano cautamente per scoprire che i suoni - probabilmente passi - provengono da un piano interrato sotto la bottega. Uno stretto corridoio porta ad una rampa di scale che scende verso il buio. La claustrofobia di Bodo e lo spirito di sopravvivenza di Medòm prendono il sopravvento, ed improvviso realizzano che non sono poi così curiosi di sapere cosa è accaduto al villaggio.
Il gruppo procede oltre tenendosi alla larga dal villaggio misterioso.

Bosco Teurati, notte del 3° Nehener pieno (6 luglio)

Il gruppo viaggia a lungo per le terre selvagge. L’idea è quella di passare a Nord del Feudo dei Teurati per poi tornare a Sud, in modo da restare lontani dalla Grande Via Nord.
La notte del 3° Nehener pieno si accampano in un bosco a sud del fiume Tarfli.
Mentre Anudahabi è di guardia il gruppo viene avvicinato da tre uomini a cavallo. Lo sciamano usa alcune invocazioni per spaventare - più che attaccare - gli intrusi. Piuttosto amareggiato dall’accoglienza, il capo dei tre si presenta come Tarsar Teurati, cugino del signore del feudo, ed accusa il gruppo di bivacco senza permesso. Anudahabi racconta che stanno scortando un malato di peste. Tarsar è curioso di sapere di chi si tratta: essendo accompagnato da così tanti monaci deve essere sicuramente una persona importante. Anudahabi tentenna non sapendo bene cosa rispondere, ma per fortuna Tarsar è preoccupato della presenza di un malato di peste e non insiste troppo. Dopo aver intimato al gruppo di andarsene, lui e i suoi tornano sui loro passi.