lunedì 25 gennaio 2016

[RdL] Resa dei conti (seconda parte)

The Demon II by Cloister

Bosco di Altavalle, pomeriggio dell’8° sener crescente (10 maggio)

Parsic sussurra a Kaisho: “Ce ne sono altri, e ci hanno visto”.
In quel momento arrivano sul posto Maliny, Chaim, Medòm, Hadassah, il capitano Deloy ed i dieci uomini della guardia cittadina, i quali però vedono solo Bodo. Il westan si avvicina ai nuovi arrivati e racconta l’accaduto dal suo punto di vista.
Il whirn nascosto vicino all’entrata della grotta emette tre versi di uccello, diversi da quelli emessi prima. Alcuni fruscii fra i cespugli fanno pensare a uomini nascosti che si stanno allontanando, ma nessuno - a parte Kaisho e Parsic - lo notano.
Kaisho, sempre furtivamente, tenta di seguire uno degli uomini in fuga. Parsic resta in attesa, nascosto a pochi metri dall’ingresso del covo.
Intanto Deloy, ignaro di quanto sta succedendo, sta ordinando di accendere le torce e fare irruzione, determinato a salvare la contessa al più presto.
Gli uomini della guardia entrano per primi, rischiarando il cunicolo, seguiti dal resto della compagnia.
Bodo, molto infastidito dal luogo chiuso e ristretto, è ultimo. E’ lui a sentire una voce irosa che proviene dal corridoio di destra: “Maledetta cagna! Avrei dovuto ucciderti quella volta!”
Il gruppo si ferma per cercare di capire l’origine della voce, ed in quel momento vedono qualcosa simile ad un arazzo sgusciare fuori da una frattura della parete. Quando l’”arazzo” si volta tutti vedono che si tratta di Efrone Malanato.
Medòm è l’unico che ha la presenza di spirito di attaccare Efrone, il quale fluttuando come una vessillo risulta un bersaglio difficile da colpire. Il custode replica formulando parole arcane che incendiano l’aria intorno a lui, ferendo quasi tutti i presenti.
Bodo sfodera l’arco ed attacca a sua volta, senza molto successo. Efrone recita altre formule arcane: un circolo di rune luminose appare a terra, e dal centro emerge una creatura di roccia dalle fattezze di un gorilla. La creatura occupa la maggior parte del cunicolo ed impedisce al gruppo di avvicinarsi ad Efrone - solo Bodo e Medòm sono riusciti a superarlo, ma i loro attacchi contro il custode sembrano essere destinati a non avere successo, mentre lui scaglia lampi di luce che infliggono ferite dolorose al westan.
Intanto Chaim e Maliny sono alle prese con la creatura, che sembra essere molto robusta e sopportare bene i danni subiti.

Kaisho intanto raggiunge uno dei whirn fuggitivi. Gli chiede se hanno fatto quello che dovevano, e quello risponde che sì, sono riusciti a trovare il covo dei banditi grazie alle sue indicazioni, ma sono stati interrotti dall’arrivo degli uomini della guardia. Kaisho si difende dicendo che non era previsto, e chiede se il suo superiore è soddisfatto del suo operato. Il fuggitivo dice che dal momento che è stato costretto a fuggire non sa quali sono i pensieri della “signora”.

Parsic, attirato dal trambusto, entra nella grotta per da man forte ai suoi compagni contro Efrone e la creatura. Efrone anche grazie alla sua forma è molto abile nello schivare i colpi e gli arcani, mentre la creatura è molto robusta.
Bodo decide che per lui è impossibile colpire il custode, per cui si rivolge alla creatura, che riesce a centrare. Già fiaccata da Chaim, la creatura si accascia al suolo, permettendo al resto del gruppo di affrontare Efrone. In quel momento arriva anche Kaisho, e per il custode c’è poca speranza: colpito duramente da Chaim, che brandisce Zaradal, Efrone si accascia su sé stesso, tornando alle sue dimensioni originali.
Maliny nota che è ancora vivo, e fa notare che sarebbe bene interrogarlo. In tutta risposta Parsic usa un rituale che fa avvampare Efrone che lambito dalle fiamme emette il suo ultimo grido di dolore. Sul suo collo una runa si illumina intensamente, costringendo tutti a voltare lo sguardo. Quando la luce sparisce, appollaiato sul corpo carbonizzato di Efrone c’è una creatura grottesca con ali da pipistrello. Rivolta a nessuno in particolare, la creatura dice: “La prossima volta troverò un ospite più adatto ai miei scopi”. Quindi si tramuta in un denso fumo nero che si disperde nell’aria.

Le guardie e la compagnia ispezionano il covo. Tutti i banditi sono stati trucidati da qualcuno arrivato prima di loro. Tra le altre vittime riconoscono Artemio: si deve essere battuto perché vicino a lui ci sono due corpi di whirn carbonizzati.
In una cella umida c’è la contessa Elminia, tremante per il freddo e per le urla di dolore che ha udito fino a poco prima. A parte questo è sana.
Da un’altra stanza giungono invece grida isteriche di donna. Giunti sul posto vedono due donne whirn: una inginocchiata in segno di rispetto e l’altra intenta a distruggere le suppellettili, gridando “La mia vendetta! La mia vendetta è scappata! Mi è stata sottratta!”
Anche se mascherata, Kaisho riconosce la donna infuriata come Hannya. Mentre distrugge la mobilia un lembo delle vesti si solleva, mostrando delle enormi mani artigliate. Furiosamente si strappa via la maschera, rivelando la sua identità: Azzurrina Kayori Yaraka De La Torre Blu.

lunedì 18 gennaio 2016

[RdL] Resa dei conti (prima parte)

Argider by GaryLaibArt

Ronta, tardo mattino dell’8° sener crescente (10 maggio)

Dopo aver passato la sera precedente a discutere sul da farsi, il gruppo decide di dividersi. Bodo, Kaisho e Parsic restano nei pressi del covo dei banditi per tener d’occhio i loro movimenti, mentre Maliny, Chaim, Medòm ed Hadassah vanno a Ronta per prendere contatti con la Corporazione.
Nonostante siano partiti di buon ora, giungono in città solo a tardo mattino. Come già accaduto in precedenza notano il forte dispiegamento di forze militari intente ad organizzarsi per il viaggio verso il fronte.
Al presidio della Corporazione vengono accolti da un funzionario che li introduce, dopo una doverosa attesa, al Professor Kardass, responsabile del presidio.
Maliny dice al professore di aver individuato il covo dei banditi che hanno rapito la contessa Elminia, e mostra a Kardass il contratto tra la contessa ed il Dr. Zanoch ad attestare il rapporto di collaborazione. Il professore fa notare come nel contratto non sia esplicitata alcuna clausola di mutuo soccorso in situazioni simili, e sottolinea che strettamente parlando se alla contessa dovesse accadere qualcosa di male per la Corporazione sarebbe tutto di guadagnato. Rifiuta di fornire assistenza diretta al gruppo, ma consegna comunque una raccomandazione di assistenza da consegnare alla guardia cittadina.

Bosco di Altavalle, primo pomeriggio dell’8° sener crescente (10 maggio)

Dopo aver passato la maggior parte del tempo a controllare l’uscita che dà sul fiume Mosione del covo dei banditi, Kaisho, Parsic e Bodo decidono di controllare anche l’ingresso nel bosco, dopo aver lasciato uno degli uomini di Bafford sul luogo.
Qui si accorgono presto che qualcosa non va.
Vicino all’ingresso notano un whirn abilmente nascosto. Kaisho e Parsic decidono di avvicinarsi furtivamente mentre Bodo tenta di fare da esca. Ma il westan si trova con una lama puntata al collo: un altro whirn è camuffato così abilmente da far sembrare che la lama spunti direttamente dalla corteccia di un albero.
Parsic usa un rituale per stabilire la presenza degli spiriti (e quindi degli esseri viventi) nella zona, e ne conta 4 in più del previsto solo nelle sue immediate vicinanze. Seguono attimi di tensione, finché l’uomo vicino all’ingresso emette tre fischi simili a versi di uccello. La lama puntata al collo di Bodo si ritrae, e chi la impugna gli rivolge alcune parole per lui incomprensibili.

Ronta, tardo mattino dell’8° sener crescente (10 maggio)

Giunti alla Guardia Cittadina il gruppo ha più fortuna. Dopo un primo momento di indifferenza, quando raccontano del rapimento della contessa Elminia il sottoufficiale cambia registro, e li fa parlare con il capitano Deloy.
L’uomo è disposto a fornire un aiuto, ma avverte il gruppo: la disponibilità di uomini è critica a causa della guerra imminente, ed impiegare risorse per un’emergenza non reale costerebbe molto cara a chi ne fa richiesta. Maliny dice di comprendere ed accettare le sue responsabilità. Di lì a pochi minuti il gruppo è in viaggio verso il covo dei banditi scortati da 10 uomini e dallo stesso Deloy.

lunedì 28 dicembre 2015

[RdL] In fuga

River Crossing by Jake-Labz

Fiume sotterraneo, mattino dell’8° tahner crescente (9 maggio)

Bodo, Medòm, Hadassah e Maliny si adoperano per aumentare la velocità dell’imbarcazione. Nel buio della galleria sotterranea gli unici suoni che sentono sono lo sciabordio del fiume che stanno navigando e le voci indistinte degli inseguitori. Sembrano sempre più vicine.
Bodo è ai remi, ma all’ennesima vogata uno dei due resta impigliato da qualche parte nel fondale e gli viene strappato dalle mani per poi essere ingoiato dal buio. Preso dal panico tenta di strappare una panca per poterla usare come pagaia.
Intanto il raschiare del fondo dell’imbarcazione ed i continui scossoni li convincono ad accendere una lanterna, giusto in tempo per vedere un bivio di fronte a loro. A Bodo viene un’idea per seminare gli inseguitori: fissare la lanterna sull’asse appena divelta, farla galleggiare e spingerla nell’apertura a sinistra, mentre loro si immettono nella galleria di destra. Trattengono a stento un grido di gioia quando sentono, in lontananza, le voci degli inseguitori che gridano di seguire la luce nella galleria a sinistra.

Nascondiglio dei banditi, mattino dell’8° tahner crescente (9 maggio)

A Kaisho non piace lasciare le cose a metà.
Poco prima di uscire dal nascondiglio dei banditi si nasconde tra le rocce, al buio. I due inseguitori lo superano senza notarlo. Il whirn aspetta pazientemente finché i due non tornano indietro, bestemmiando per esserselo lasciato sfuggire. Si lascia superare - ancora una volta non visto - poi li prende alle spalle. Il primo cade senza rendersi conto di cosa l’abbia colpito, il secondo estrae la spada, ma non fa in tempo ad usarla. Non visto e non udito, torna nella caverna grande, dove è sceso nuovamente il buio. Ma non per questo i banditi sono meno in allerta, e Kaisho poco dopo viene scoperto.
Il whirn chiede di parlamentare con Artemio, e gli propone di entrare in affari. Offre informazioni sulla reliquia in cambio di informazioni su Efrone. Artemio rivela che Efrone è in una stanza vicina, ed accetta la proposta di collaborazione del whirn a patto che dimostri la sua buona fede consegnandogli la reliquia entro una settimana.
Kaisho accetta e viene lasciato andare.

Casa del Bosco, pomeriggio dell’8° tahner crescente (9 maggio)

Bodo, Medòm, Hadassah e Maliny iniziano ad essere impazienti. Il fiume sotterraneo si è rivelato essere un affluente del Mosione, e dopo aver abbandonato l’imbarcazione si sono diretti alla Casa del Bosco. Sono in attesa di notizie di Kaisho da qualche ora, quando l’amico entra in locanda. Viene redarguito (soprattutto da Bodo, che è gravemente ferito) per essersi comportato da egoista nel covo dei banditi, ma lui blandisce le accuse facendo notare che tutti si sono salvati anche grazie alle sue azioni.
Nessuno insiste troppo sull’argomento: la contessa è ancora in mano ai rapitori ed è necessario pianificare la sua liberazione.

lunedì 14 dicembre 2015

[RdL] Il covo dei banditi

Skywind by Verticae

Bosco di Altavalle, mattino dell’8° tahner crescente (9 maggio)

Dopo essersi accertati dell’assenza di passaggi segreti, il gruppo discute su come superare il “guardiano”.
Il gigante di roccia si è “attivato” quando Kaisho ha tentato di aprire la porta. Data la loro esperienza con i naga, ritengono che sia proprio quello l’evento che scatena la furia del guardiano; decidono quindi di risolvere il problema alla radice bruciando la porta.
Fanno ricorso alle boccette d’olio per lanterna di Medòm ed una freccia infuocata di Bodo. Dopo alcuni minuti della porta e di parte della parete non resta che cenere fumante.
Medòm è il primo che, con molta circospezione, supera i resti del passaggio. Gli altri lo seguono quando capiscono che il guardiano non è più una minaccia.
Il corridoio li porta ad un’ampia sala avvolta nel buio. In lontananza, a circa 5 metri di altezza, delle torce forniscono una luce insufficiente per cogliere i dettagli dell’ambiente circostante. Nella sala si ode chiaramente il suono di un corso d’acqua, ed ancora più chiaramente il suono di quattro voci intente a giocare a carte. Le voci provengono da una porta sulla destra. Il tono degenera rapidamente, e prima che la compagnia possa fare alcunché la porta si apre ed esce un uomo, adirato. Vede la compagnia, ma Medòm lo assale fulmineamente. Grazie all’elemento sorpresa il guerriero delle dune mette fuori combattimento l’uomo senza dargli il tempo di allertare gli altri.
Kaisho si nasconde nelle ombre e procede da solo, mentre gli altri aggirano la stanza e salgono una rampa di scale adiacente alla parete di destra.
La scala porta ad un camminatoio che passa sopra il corso d’acqua. E’ qui che la compagnia viene individuata, e viene dato l’allarme.
Nella fuga Maliny perde l’equilibrio e cade nel corso d’acqua sottostante. Grazie alla psicoscienza riesce a sfuggire alla corrente attivando il potere di levitazione, ma predono secondi preziosi ed all’improvviso l’antro viene illuminato a giorno.
Quella che vedono è una caverna naturale del diametro approssimativo di 40 metri. Al centro scorre da nord a sud un piccolo fiume sotterraneo. Sulla riva ovest sono tirate in secca tre piccole imbarcazioni a remi. Ad un’altezza di 4 metri circa c’è un camminatoio scolpito nella roccia che percorre il perimetro della grotta in senso antiorario da nord-est a sud est. Sia al livello del fiume che in corrispondenza del camminatoio si aprono alcuni corridoi.
Da questi corridoi escono circa dieci uomini. Tra tutti spicca un volto noto: quello di Artemio. Sembra sinceramente sorpreso della presenza della Compagnia. Maliny e Medòm tentano di convincerlo a lasciar andare la contessa Elminia, ma il bandito replica che le condizioni non sono cambiate: la contessa per la reliquia. Si lascia anche sfuggire di essere in combutta con Efrone. La situazione degenera quando Maliny fa notare che non sono più in possesso dell’oggetto. Dal momento che sono divenuti inutili ai suoi scopi e, soprattutto, conoscendo l’ubicazione del rifugio, Atremio ordina che siano tutti messi a tacere.
Mentre alcuni banditi bersagliano la compagnia da lontano, altri cercano il corpo a corpo. Kaisho usa la sua fine capacità di nascondersi e, non visto, imbocca la galleria dalla quale il gruppo è arrivato. Gli altri saltano nel corso d’acqua sotterraneo, cercando di raggiungere le imbarcazioni.
Maliny utilizza un potere per spingere l’imbarcazione sulla quale è salita nel flusso del torrente, fino a sparire nella buia galleria sotterranea a sud. Anche Bodo e Medòm sono riusciti a salire nell’imbarcazione, ma entrambi sono stati colpiti più volte dalle frecce e sono piuttosto malconci.

lunedì 7 dicembre 2015

[RdL] Sulle tracce dei rapitori

Stone Golem by Anastasia Bulgakova

Luogo del rapimento, alba dell’8° tahner crescente (9 maggio)

Stando a quanto riportato nell’accordo stipulato tra Elminia ed il dr. Zanoch, gli artefatti sono molto lontani e la compagnia perde qualsiasi possibilità di soddisfare le richieste di Artemio.
Vengono vagliate varie possibilità, tra le quali quella di abbandonare la contessa al suo destino, ma la paura di non poter più riscuotere il di lei pagamento li fa tentennare.
Nel frattempo giungono sul posto il figlio di sir Bafford accompagnato da 4 uomini della guardia di Ronta, inviati per fare indagini sull’accaduto.
Sir Bafford racconta tutti i dettagli alle guardie (tranne il ritrovamento del contratto, di cui il gruppo non ha fatto cenno con chicchessia), ed informa la compagnia di aver trovato delle tracce di alcuni uomini che si inoltrano nel bosco.
Secondo la compagnia si tratta di una parte degli assalitori, infatti in base all’analisi di Maliny l’attacco è avvenuto da due fronti e solo una parte dei banditi è fuggita dal canneto.
La compagnia si separa allora dal gruppo di sir Bafford per proseguire le ricerche in modo indipendente. A guidarli c’è Bodo, che ha una certa esperienza nel seguire le tracce.

Bosco di Altavalle, mattino dell’8° tahner crescente (9 maggio)

Bodo riesce a trovare delle tracce dove gli uomini di sir Bafford avevano fallito, e si addentrano sempre più nel bosco. All’improvviso sentono gridare Kaisho, e solo allora si rendono conto che il whirn era sparito da alcuni minuti. Si muovono rapidamente in sua direzione, e quando lo trovano racconta di aver avuto un momento di amnesia. Non essendo nuovo a certe esperienze nessuno dà peso all’accaduto e si rimettono sulle tracce dei banditi.
Dopo un paio d’ore giungono all’imboccatura di una grotta. L’ingresso è naturale, ma è chiaro che il suo interno è stato ampliato dalla mano dell’uomo.
Bodo si rifiuta di entrare. Con un po’ di imbarazzo ammette di non poter soffrire i luoghi chiusi, nonostante sia un westan. Kaisho e Medòm decidono di entrare da soli, legati ad una corda per non rischiare di perdersi.
L’antro è avvolto nella più totale oscurità, e dopo una decina di metri si divide in un bivio. Il ramo di destra è molto angusto e dopo pochi metri si restringe a pochi centimetri, risultando impraticabile.
A sinistra c’è una porta malfatta. Ha l’aspetto fragile e soprattutto non sembra avere una serratura. Quando Kaisho cerca di aprirla viene travolto da una frana. La cosa strana è che i detriti, dopo essergli caduti addosso, si rialzano su due gambe e lo osservano minacciosamente con due occhi di brace.
Kaisho e Medòm se la danno a gambe, incespicando più volte nella corda, mentre la “frana” incede su di loro e li bersaglia di pugni granitici. Bodo stringe i denti e corre nell’antro per aiutare i compagni, arco alla mano. Ma le sue frecce rimbalzano sulla creatura senza nemmeno lasciare un graffio. Intanto il whirn ed il nordan, un po’ correndo un po’ incespicando, riescono ad allontanarsi dalla creatura e, insieme al westan, escono dalla grotta a tutta velocità.
Fortunatamente la creatura non li segue, anzi a giudicare dai tonfi dei suoi tozzi piedi sul terreno sembra essere tornata al suo posto. Solo salvi, ma un altro problema si frappone fra loro e la loro meta.


lunedì 23 novembre 2015

[RdL] Richiesta di riscatto

Caravan II by Eran Fowler
Casa del Bosco, sera dell’8° ahner crescente (8 maggio)

La compagnia giunge alla Casa del Bosco, dove viene accolta da un Sir Bafford molto preoccupato. La sua preoccupazione aumenta quando il gruppo conferma che si tratta di un rapimento: Maliny ha usato il potere Psicometria per rivedere il passato dal punto di vista del carro, e seppur non sia stata in grado di percepire i dettagli può dire che tutti gli uomini della scorta sono stati uccisi da un gruppo di almeno sei persone, mentre un occupante del carro - probabilmente Elminia - è stato portato via.
Il locandiere organizza una battuta per l’indomani mattina allo scopo di trovare la contessa o almeno tracce dei suoi rapitori. Assegna alla compagnia un’ampia stanza per passare la notte, mentre lui inizia ad organizzare l’uscita per il giorno dopo.

Casa del Bosco, notte dell’8° ahner crescente (8 maggio)

Mentre il gruppo sta discutendo se prendere parte o meno alla battuta, un rumore alla finestra attira l’attenzione di Maliny: è Artemio che le fa cenno di scendere. Lei - insieme agli altri - non perdono tempo.
Artemio li conduce ad una discreta distanza dalla locanda, poi, restando nascosto, li saluta calorosamente. Chaim non abbocca ed in tono aspro gli chiede cosa vuole questa volta. Anche il tono di Artemio cambia, e senza giri di parole chiede l’artefatto in cambio della vita della contessa. Chaim dice che, per quanto ne sa, l’artefatto ce l’ha la contessa, ma Artemio è impassibile: di lì a due giorni pretende lo scambio, altrimenti la compagnia avrà sulla coscienza la vita della contessa - senza contare che con la sua morte i Buoni di Cassa Imperiale firmati da Elminia perderanno tutto il loro valore. Quindi se ne va, lasciando la compagnia a rimuginare sul da farsi.

Luogo del rapimento, alba dell’8° tahner crescente (9 maggio)

Convinti che le reliquie siano ancora nascoste nel carro, la compagnia decide di unirsi alla battuta organizzata da Sir Bafford, ed una volta arrivati sul luogo iniziano ad ispezionare a fondo il carro dicendo di cercare tracce lasciate dai rapitori.
Sulle prime non trovano nulla, ma quando Maliny amplifica i suoi sensi con la psicoscienza rinviene una lettera molto ben nascosta dietro un pannello. Si tratta di un contratto stipulato tra dr. Zanoch - su delegazione della Corporazione delle Scienze - e la contessa.
Io, dottor Zanoch Abir di Enmata, in qualità di delegato della Corporazione delle Scienze, dichiaro di prendere in custodia i seguenti oggetti della contessa Elminia De’ Gutiel, vedova ed unica erede di Soràn De’ Gutiel:
  • Numero un copricapo composto di materiale non ben definito simile a chitina, risembrante testa di insetto ed emanante radiazioni noeliane
  • Numero un manto composto interamente da piume di corvo nero, molto robusto nonostante l’aspetto, emanante radiazioni noeliane
Al fine di consegnarlo temporaneamente alla Corporazione con lo scopo di esaminarne le proprietà arcane.
La Corporazione, in cambio della disponibilità della contessa, si offre di:
  • Custodire gli oggetti all’interno delle più sicure strutture di tutto l’Impero
  • Riconsegnare gli oggetti direttamente alla contessa in un luogo da lei designato, serbandoli dai rischi di un viaggio in terre poco civilizzate
  • Eseguire a titolo gratuito le manutenzioni specialistiche, ovvero eseguibili solo dagli esperti della Corporazione, richieste entro i possedimenti dei De’ Gutiel per anni uno.
In caso di impossibilità di restituire uno od entrambe gli oggetti, la Corporazione offre il pagamento di un risarcimento pari a DUEMILA Doppi Drog d’oro (equivalenti a DUE MILIONI di Drog) cadauno.
La restituzione avverrà non prima di una settimana dalla presa in consegna degli oggetti, ed entro due giorni, ovvero quanto prima, dalla richiesta effettuata dalla contessa Elminia ad un presidio della Corporazione da lei scelto, e nello stesso luogo.

Nel settimo tehner di stagione crescente, in fede
Abir Zanoch su delegazione della Corporazione delle Scienze
Elminia De’ Gutiel


lunedì 16 novembre 2015

[RdL] Verso Ronta

Feudal Lands by René Aigner

Casa del Bosco, sera del 7° tehner crescente (6 maggio)

Parsic e Kaisho rientrano nella locanda dopo aver pestato e messo in fuga i bulletti. Incuranti degli sguardi degli altri avventori, tornano al loro tavolo, dove vengono avvicinati da una ragazza.
“Voi non siete di queste parti, nevvero?” inizia lei. “Lo sapete che quello che avete pestato è Anyou du Cheval, figlio del barone Rumac du Cheval?”
La ragazza si presenta come Hadassah la mercante. Si offre di fare da guida alla compagnia in modo che non si verifichino altri incidenti simili.
Nel frattempo entrano 5 soldati con le insegne dell’impero. Il più vecchio, la cui barba copre a malapena le crudeli cicatrici che attraversano il suo volto, scruta gli avventori, poi fa un cenno ad uno dei suoi. Questo srotola una pergamena e la legge ad alta voce:
“In virtù dei recenti accadimenti verificatisi ai confini est, ed al conseguente riaccendersi delle ostilità nei confronti del Bronerun, l’Imperatore Murabet Arstein, quinto del suo nome, esorta tutti gli uomini e le donne che siano di integrità morale ed in grado di prestare servizio, di unirsi all’arma dell’impero per fronteggiare in modo perentorio il nemico nel momento del bisogno.
Ai prestanti servizio sarà garantito vitto, alloggio, una diaria e soprattutto l’onore di aver servito Sua Maestà Imperiale.”
Poi, dopo aver arrotolato la pergamena, “Se c’è qualcuno interessato si faccia avanti.”
Il soldato anziano si avvicina poi al bancone, e prende a parlare sommessamente con Sir Bafford.
La compagnia si guarda bene dall’unirsi all’esercito. Sono spiriti liberi loro! Ed anzi iniziano a pianificare la loro prossima tappa. Ora che hanno pestato il figlio di un barone è il caso di alzare i tacchi al più presto.
Dopo meno di mezz’ora i soldati a metà tra il deluso e l'annoiato, lasciano la locanda. Solo un ragazzino si è mostrato interessato, ma è stato rifiutato per la giovane età.

Casa del Bosco, mattino del 7° enhor crescente (7 maggio)

La compagnia si appresta a partire di primo mattino.
Mentre salutano la contessa, questa informa Medòm che il suo medaglione ha delle proprietà arcane, ma non sa quali. Né MedòmBodo avevano idea della cosa.
Quindi il gruppo si incammina verso nord alla volta di Ronta, dove sperano di poter cambiare i buoni di cassa dati loro dalla contessa. Hadassah li segue: “Che coincidenza! Anche io sono diretta a Ronta!”

Ronta, mattino dell’8° ahner crescente (8 maggio)

La compagnia si sveglia un po’ indolenzita. Quando sono arrivati in città, la sera prima, hanno scoperto che tutte le locande erano state occupate dalle forze militari in movimento verso il fronte, e si sono dovuti accontentare di dormire in uno scomodo magazzino, trovato grazie alle conoscenze di Hadassah.
I nostri non perdono tempo e si mettono in moto per incassare i buoni imperiali della contessa.
Fortunatamente esiste un ufficio di cambio presso il municipio della città, un enorme edificio ricavato da una vecchia fortezza ampiamente riammodernata nel corso del tempo.
L’uomo che li riceve li informa che, a causa delle forti spese sostenute dall’amministrazione cittadina per sostenere lo spostamento dei militari, può emettere valuta sufficiente a cambiare un solo dei buoni imperiali. Per di più, quando Kaisho chiede di verificare l’autenticità dei buoni, l’uomo ha altre cattive notizie: non ne è certo, ed anzi se non gli fosse stato richiesto un esame approfondito forse non se ne sarebbe accorto, ma ha l’impressione che il documento di cambio della contessa presenti delle imperfezioni. Ed ovviamente in vista di questi sviluppi si rifiuta di cambiare i buoni.
Il gruppo se ne va. Infuriato, Kaisho propone di tornare indietro per chiedere spiegazioni alla contessa. Gli altri accolgono l’idea e si rimettono in cammino.

Verso la Casa del Bosco, tardo pomeriggio dell’8° ahner crescente (8 maggio)

A pochi chilometri dalla Casa del Bosco la compagnia vede un carro sul margine della via. Avvicinandosi si accorgono che è proprio il carro della contessa Elminia. Non c’è nessuno nelle vicinanze. Dopo un’ispezione ravvicinata si accorgono che sul fianco destro del carro ci sono molti segni di punte di frecce, evidentemente rimosse. L’interno del carro è sottosopra, e tutti gli oggetti di valore sono spariti.
Bodo e Kaisho ispezionano i dintorni. Sembra che gli assalitori, un numero imprecisato, abbiano attaccato il carro dal fitto canneto che separa la strada dal Mosione, il fiume che la costeggia. Un esame accurato fa notare loro numerose tracce di sangue, come se dei corpi fossero stati trascinati. Kaisho si immerge nel fiume, e rinviene un cadavere. Lo riporta a terra, e riconoscono una delle guardie della contessa. Parsic controlla il corpo e stabilisce che la morte - causata da numerose frecce - risale ad un massimo di 8 ore prima.
Intanto Medòm nota un giovane uomo a cavallo dirigersi verso di lui. Il volto non gli è nuovo, ed infatti dice di essere il figlio di Sir Bafford. Alcuni viandanti hanno informato il locandiere del carro abbandonato lungo la via, e questo preoccupato ha inviato il figlio a controllare. Dopo essere stato informato su quanto scoperto, il ragazzo propone alla compagnia di andare alla Casa del Bosco per fornire dettagli al padre, mentre lui andrà a spron battuto a Ronta ad informare le guardie sull’accaduto.