lunedì 10 luglio 2017

[RdL] Vecchie conoscenze

Ogre Concept by jubjubjedi

Bosco nei pressi di Casteltilean, alba del 7° Tahner pieno (1 agosto)

Dopo essersi alzati presto, Bodo ed Anudahabi cercano nel bosco un luogo adatto per nascondere l’artefatto. Bodo colpisce con la pala qualcosa di molliccio che si lacera schizzando un fiotto di liquido rosso bollente. I due fanno per fuggire, ma gli alberi si sono animati e, sradicati dalla loro sede, sbarrano loro la strada. Uno degli alberi colpisce violentemente Bodo, che si sveglia di soprassalto. Era un’altra visione. I due si sbrigano a seppellire l’oggetto, e dopo averne marcata la posizione tornano al castello.

Casteltilean, mattino del 7° Tahner pieno (1 agosto)

Il Sergente Tolbaras, che già dal giorno prima ha aiutato il gruppo con i preparativi della missione, si presenta agli alloggi degli ospiti ma trova solo Medom, che prende tempo.
Bodo ed Anudahabi tornano dal loro viaggio nel bosco, e dopo essersi frettolosamente rinfrescati la comitiva parte.
I prigionieri (dieci) ed i soldati di guardia (sei) sono distribuiti equamente su due carri. Medòm, Tolbaras ed un altro soldato sono a cavallo, mentre Anudahabi e Bodo sono a cassetta insieme ai cocchieri.
Dopo aver superato l’ultima postazione di guardia llud, Medòm va in avanscoperta precedendo di un centinaio di metri.
Improvvisamente una creatura balza dal bosco che costeggia la via sorprendendo tutti. E’ una creatura umanoide deforme di grosse dimensioni. Bodo e Medòm si accorgono di averla già vista… è il naga incontrato sul campo di battaglia pochi giorni prima! La creatura sembra ricordarsi di loro e tenta di attaccare Medòm, ma Bodo la bersaglia con precisione finché il naga non crolla a terra, evaporando in un denso fumo nero innaturale.
Il gruppo prosegue.

Verso sera tre brone a cavallo si parano davanti a loro. Uno di loro si fa avanti e si presenta come Jomin Kar. Chiede se sono qui per la missione di scambio dei prigionieri, e dopo aver ricevuto risposta positiva, insieme ad altri sei brone (usciti da nascondigli lì vicino) scortana il gruppo fino ad una fattoria abbandonata per passare la notte.

La fattoria, quartier generale di un gruppo di soldati brone, è in stato di abbandono. Tutti gli elementi che potevano dare una nota di calore sono spariti: nessuna massaia ad occuparsi della casa, nessun contadino ad occuparsi dei campi, e gli unici animali sono le cavalcature dei soldati.
Il gruppo ed i prigionieri sono alloggiati in un fienile abbandonato. Bodo decide di ispezionare il luogo per precauzione. Scopre, al piano superiore, il cadavere di una donna, deceduta da tempo. La poverina deve essersi rifugiata lì per sfuggire ai soldati che, avanzando verso Casteltilean, sono passati per la fattoria. Per qualche ragione è deceduta nel suo nascondiglio, e nessuno prima di Bodo l’ha trovata.
Il gruppo decide di lasciare il corpo lì dov’è, e la notte passa senza ulteriori sorprese.

Torralta, metà mattino del 7° Sener pieno (2 agosto)

Il gruppo, sempre scortato dagli uomini di Jomin Kar, arriva a Torralta a metà mattino.
Le strutture principali del forte sono sparite, come strappate da terra; al loro posto dei moncherini di pareti e colonne a ricordare la loro presenza.
Dopo una breve attesa nella piazza d’armi, degli ufficiali brone scortano i sei prigionieri llud per lo scambio.
In quel momento Medòm realizza che uno degli ufficiali, che ha il braccio fasciato, è il soldato corazzato che ha affrontato - e sconfitto - negli scontri per la liberazione di Casteltilean.

Immagine (c) by jacob atienza

lunedì 12 giugno 2017

[RdL] Scegli la tua via

Human Torch Commission by FlowComa

Casteltilean, 7° Ahner pieno (31 luglio)

Il gruppo passa una notte agitata, cambiandosi di turno per fare la guardia all’artefatto. Sono ancora indecisi sul da farsi: consegnarlo all’Ing. Deniels e quindi alla Corporazione (o al marchese nel migliore dei casi), oppure cercare un modo per raggiungere il monastero e consegnarlo ai custodi che stavano proteggendo Luce?
Anudahabi cerca una risposta utilizzando le sue conoscenze arcane: convoca un’aquila e lega alla sua zampa un messaggio da consegnare ai suoi contatti nella locanda “Il Picchio Rosso”.
Al Maestro Kaldav.
Continuiamo a ricercare il bene della creatura.
Siamo in possesso del cuore di un colosso dentro a cui forse dimora la scheggia di un’anima di creatura simile.
Siete in grado di studiarlo con profitto?
Rispondete con stessa aquila se possibile.
“Picchio Rosso”
 Nel frattempo Bodo e Medòm parlando con gli addetti della Corporazione scoprono che lo stesso portale che ha permesso ai giganti arcani llud di scendere in campo sarà nuovamente aperto l’indomani per permettere brevemente il passaggio nei due sensi. La notizia viene presa per un segno del fato e si recano dal marchese Tilean per avvertirlo dell’imminente partenza.
Lord Tilean si mostra perplesso: li stava per convocare per affidare loro una missione diplomatica di scambio di prigionieri. In quanto vassalli non possono tirarsi indietro, ed accettano.
Informato dell’accaduto, Anudahabi manifesta la sua preoccupazione: i tre hanno un contratto con la Corporazione, e se dovessero arrivare ordini contrastanti la richiesta del marchese il gruppo si troverebbe nella spiacevole situazione di dover scegliere se disubbidire al nobile o all’organizzazione.

Mentre Bodo e Medòm si preparano per la partenza, Anudahabi si reca ancora una volta in visita da Calliana. Le dice di non essere riuscito ad apprendere le conoscenze necessarie per curare una frattura come quella subita dalla donna, ma si propone di eseguire ugualmente un intervento. Il Capitano dei Figli di Kamen realizza in fretta che nonostante i rischi quella è l’opzione migliore che ha, per cui acconsente ed Anudahabi si mette al lavoro.
Accende incensi aromatici somministra alla donna una tisana lenitiva. Nel frattempo salmodia litanie incomprensibili e gesticola in modo bizzarro tracciando in aria figure invisibili. Dopo lunghi minuti di questi rituali, posa le mani sulla ferita, e le sue dita penetrano apparentemente senza sforzo la pelle e le carni. Calliana trattiene stoicamente il dolore esploso ferocemente al ginocchio, mentre Anudahabi riallinea i frammenti ossei, riattacca i tendini lacerati e sistema i fasci muscolari. Dopo alcuni lunghi momenti Anudabi ritrae le dita. Sono imbrattate del sangue della donna, ma a dispetto di questo il ginocchio è sano, e laddove si apriva una brutta ferita ora resta una cicatrice rosea.
Il capitano Calliana riapre gli occhi, sorpresa di come il dolore patito fino a pochi istanti prima sia improvvisamente sparito. Titubante si alza in piedi, e dopo aver percorso alcuni passi rivolge al vecchio sciamano uno dei suoi rari sorrisi.
“Venerabile Anudahabi” - comincia - “Mai come ora la fiducia in un uomo si è rivelata ben riposta. Da ora e per sempre sono in debito con voi. La mia spada e quelle dei Figli di Kamen sono al vostro servizio. Chiamate ed accorreremo.”

Intanto Bodo e Medòm sono alle prese con l’artefatto oltre che con i preparativi della missione diplomatica. Sono ancora in dubbio sul suo destino, se nasconderlo in un luogo sicuro (quale?) o se consegnarlo al marchese (sarà la persona giusta?). Medòm entra accidentalmente in contatto con l’oggetto, e quando ciò accade il medaglione del padre vibra in modo strano, quasi “allarmato”. Il nordan verifica che questo avviene ogni volta che tocca l’artefatto, e consiglia a Bodo di non toccarlo. Bodo non riesce a trattenersi, ed allunga la mano verso l’oggetto. In quel momento Medòm avvampa e prende a bruciare come legna secca. Il westan si lancia verso l’amico tentando di soffocare le fiamme con una coperta, ed in quel momento si accorge che si tratta dell’ennesima visione. Decide dunque di non toccare mai più il “cuore”.

Immagine (c) by Wayne Nichols

lunedì 29 maggio 2017

[RdL] L'altro Cuore

Maw by Methuselah3000

Casteltilean, 6° Enhor pieno (30 luglio)

Anudahabi si reca nel campo dei Figli di Kamen per far visita al capitano Calliana ed esaminare meglio la ferita alla gamba. Purtroppo lo sciamano non è in grado di intervenire, ma decide di andare nei boschi vicini alla ricerca di erbe curative. Calliana gli assegna due uomini di scorta, e dopo qualche ora trova delle erbe adatte a lenire il dolore, adatte ad un eventuale intervento chirurgico.

Bodo e Medòm si recano da Rando/Eracleo, ma quando stanno per entrare Bodo ha una visione in cui Eracleo usa l’oggetto per accrescere il proprio potere. Convinto che la visione sia inviata da Luce, i due tornano sui loro passi e si chiudono nelle loro stanze, in attesa di Anudahabi.

I tre discutono sul da farsi. Medòm chiede di poter toccare l’oggetto per sperimentare le visioni, ma il suo medaglione vibra e diventa bollente destando immediatamente il nordan dalle visioni.
Non giungendo ad una decisione, i tre stabiliscono di tenere con loro il dispositivo e montare la guardia tutta la notte. Anudahabi usa un’invocazione per diminuire la necessità di riposo, poi si assenta per tornare nuovamente da Calliana.

Lo sciamano torna intorno alle 20, e Medòm coglie l’occasione per mangiare qualcosa nella sala comune. Sulla via incontra la contessa Elminia che gli chiede di Bodo, lui risponde di averlo perso di vista.
Tornato dai suoi compagni informa Bodo dell’incontro con la contessa. Il westan finge indifferenza.
Anche Anudahabi va alla sala comune, ed anche lui incontra la contessa che gli chiede di Bodo. Lo sciamano risponde che probabilmente sta dormendo. Dopo aver mangiato l’auran fa un giro delle mura, e nota in lontananza delle luci che sembrano ferme a mezz’aria approssimativamente nel luogo dove sono stati abbattuti i giganti meccanici. Gli uomini di guardia dicono di non sapere di cosa si tratta e non mostrano curiosità o paura.
Anudahabi torna dai compagni ed informa Bodo di aver incontrato anche lui la contessa, lui in tutta risposta decide di andare a dormire nella sua stanza. Di nascosto dai suoi compagni va invece dalla contessa, che con un sorriso malizioso gli dice di voler parlare di affari, ma l’indomani perché ora è molto tardi.
Bodo ancora una volta torna nella sua stanza con la coda fra le gambe.

Immagine (c) by Methuselah3000

lunedì 15 maggio 2017

[RdL] Indagini e colpi di fortuna

Castle by mrainbowwj

Casteltilean, primo pomeriggio del 6° Tehner pieno (29 luglio)

Bodo e Medòm decidono di interrogare i prigionieri brone per avere dettagli sui colossi, ma giunti al campo di prigionia non vengono lasciati entrare: per avere contatti con i prigionieri è necessario un lasciapassare del capitano delle guardie.
I due si mettono alla ricerca di Calomero Rolandi e sono indirizzati allo studio del marchese. Qui, oltre al capitano delle guardie ed al marchese Tilean, ci sono anche il tenente Soleange ed il comandante Vrenovsky, intenti fino a pochi istanti prima a discutere di strategie di guerra. Il marchese concede il lasciapassare ai due, ma li avverte che i prigionieri sono già stati interrogati dall’ing. Deniels e che quindi è meglio che prima parlino con lui. Chiede quindi ai due di informare Anudahabi di comunicare eventuali suoi spostamenti, senza meglio specificare le ragioni di tale richiesta.
Il nordan ed il westan si mettono allora alla ricerca di Anudahabi, che trovano nel tempio del castello ora adibito a ricovero dei feriti. L’auran li accoglie con freddezza per via della discussione avuta il mattino.
Si rimettono di nuovo in cammino alla ricerca di Rando, l’uomo della corporazione che li ha contattati ma del quale non si sono fidati. Lo trovano nella sua stanza e, al riparo di orecchi indiscreti, rivela di essere Eracleo. Resta molto deluso quando i due dicono di aver consegnato lo strano oggetto al dott. Zanoch. Per riconoscersi anche sotto mentite spoglie, Eracleo dice che la prossima volta che li incontrerà utilizzerà la parola “luce” in un discorso nel caso abbia necessità di parlare con loro in privato.
Giunta l’ora di cena, i due vanno nella sala comune. Dopo cena Bodo compra una caraffa di vino prima di andare dalla contessa, ma non la trova nella sua stanza. Torna nella sua camera e si ubriaca.

Casteltilean, mattino del 6° Enhor pieno (30 luglio)

Al mattino Bodo, Medòm ed Anudahabi si incontrano fuori dalle loro stanze, ma il westan e l’auran hanno un altro alterco. Medòm fa da mediatore e con un po’ di impegno riesce a calmare gli animi riappacificando i due.
Insieme vanno da Deniels, che spiega quanto scoperto: i brone hanno messo a punto un congegno che, posizionato all’interno di un castello, è in grado di animarlo, o meglio utilizzare il materiale della struttura per generare un corpo. L’ingegnere è stupito di come i brone siano in grado di imbrigliare tutta l’energia per realizzare ciò, e comunque non ha idea di come possano controllare i colossi.
Interrogare i prigionieri risulta superfluo una volta appreso quanto detto da Deniels, per cui Anudahabi torna a prestare servizio tra i feriti, mentre Bodo e Medòm tornano sul campo di battaglia a cercare qualcosa di interessante tra i resti degli altri colossi.

Incredibilmente Bodo trova un altro congegno come quello trovato sulle mura del castello.

Immagine (c) by Wenjun Mao

lunedì 17 aprile 2017

[RdL] Il Cuore

Polymer Clay Steampunk Egg by ValerianaSolaris

Casteltilean, mattina del 6° Tehner pieno (29 luglio)

Bodo ed Anudahabi si alzano presto per cercare resti del colosso crollato presso le mura del castello. Grazie ai poteri dello sciamano individuano qualcosa di interessante a 15 metri dal terreno (circa 30 dalla cima delle mura). Non riuscendo a raggiungere il luogo, contattano il dr. Zanoch, che seppur molto interessato è troppo oberato di lavoro per poter dare una mano. Su concessione del marchese, il gruppo si avvale dell’aiuto dei carpentieri del castello e recuperano uno strano oggetto metallico a forma di uovo della lunghezza di circa mezzo metro, dal quale fuoriescono vari cavi di varia lunghezza, tutti quanti tranciati o divelti.
Bodo mette l’oggetto in un sacco e se lo mette in spalla, quando sente un dolore al fianco e, abbassato lo sguardo, vede i cavi penetrare la sua pelle. Il mondo intorno a lui inizia a rimpicciolire, per poi accorgersi di essere lui ad aumentare di dimensione. Frammenti di roccia si staccano dalle mura e dagli edifici di Casteltilean e si uniscono al suo corpo. Bodo realizza con orrore di diventare un colosso, quando il pensiero di Luce lo fa risvegliare. Era una visione.
Racconta quanto vissuto agli altri, e preoccupati cercano Zanoch per affidargli l’oggetto. Il gruppo è intercettato da un uomo della corporazione che si presenta come Rando: dice di dover consegnare loro alcuni oggetti richiesti. Fiutando la trappola, Medòm e Bodo proseguono la ricerca di Zanoch, mentre Anudahabi segue Rando.
L’uomo della corporazione si rivela essere Eracleo sotto mentite spoglie. Apprende da Anudahabi del reperto, e dice che è importante che sia consegnato a lui e non ad un altro membro della corporazione, in modo da poter fare ricerche per proprio conto.

Nel frattempo Bodo e Medòm hanno consegnato l’oggetto al dr. Zanoch, che riconosce la sua importanza ed è intenzionato a consegnarlo alla corporazione al più presto.

Bodo e Medòm trovano Anudahabi nella sua stanza, e quando il vecchio auran sottolinea l’urgenza di recuperare l’oggetto per Eracleo, Bodo dice di non potersi fidare. Nasce una lite tra i due, ed Anudahabi se ne va offeso.

Anudahabi va da Shildoq, il cerusico del castello, e lo trova impegnatissimo a curare i feriti della battaglia. Molti riversano in gravi condizioni. Aiuta come può, sanando le ferite gravi ma senza intervenire sui moribondi - la sua devozione ad Aanui gli impedisce di farlo - e durante la sua permanenza nell’infermeria chiede consiglio su come curare ferite come quelle di Calliana - pur non facendo il nome del capitano. Shildoq gli dice di non essere in grado di curare danni simili, e che probabilmente solo un abile chirurgo della corporazione può effettuare un intervento simile.

Bodo e Medòm vanno alla ricerca di Rando/Eracleo per sentire la sua versione dei fatti, ma incontrano invece sir Martòn che si complimenta con Medòm per come ha combattuto e gli propone di diventare un Ammazzagiganti. Il nordan è lusingato ma declina l’offerta.


Immagine (c) by Valeriana

lunedì 20 marzo 2017

[RdL] La battaglia di Casteltilean - La fine dell'assedio

Medieval Banquet by cerkuenik
L’arrivo sul campo di battaglia dei giganti meccanici del Llundian rappresenta il segnale della riscossa. Mentre questi spezzano l’avanzata della controparte brone, dalle slitte costruite sui fianchi di Casteltilean sono schierati i giganti pilotati dal tenente Tamara Soleange ed i suoi cavalieri, ponendo gli assedianti del lato Sud della valle tra i due schieramenti meccanizzati. La maggior parte degli uomini del Bronerun, circondati, rompono i ranghi e cercano di fuggire come possono, mentre i più coraggiosi ingaggiano una battaglia senza speranza che porterà alla loro morte o prigionia.
I brone a Nord di Casteltilean si preparano per dare manforte ai loro fratelli, quando dai boschi sul fianco delle colline emergono dei nuovi rinforzi llud: armati alla meno peggio, una quantità apparentemente senza fine di miliziani li attaccano senza tregua, spezzando finalmente l’assedio.
Il grosso delle forze brone è in fuga, e finalmente Casteltilean è libero. Nel cielo splende una magnifica quanto insolita aurora boreale dei colori dell’arcobaleno.

Casteltilean, sera del 6° Ahoer pieno (28 luglio)

Per festeggiare la rottura dell’assedio, alla sera è indetto un banchetto. Naturalmente Anudahabi, Bodo e Medòm, in quanto baronetti, sono invitati al tavolo dei nobili. I tre uomini sono salutati dal marchese Tilean, che rinnova la sua promessa di eterna amicizia in nome dei grandi servigi offerti alla marca.
Leggermente in ritardo si unisce al banchetto un volto noto quanto inatteso: la contessa Elminia de’ Gutiel.
La sua presenza non è un caso: racconta di aver ricevuto dal generale Rolgar l’incarico di radunare tutte le forze possibili per contribuire a spezzare l’assedio - da mettere in campo solo in una situazione di potenziale vittoria. E’ così che ha girato per tutti i piccoli feudi e villaggi per radunare - anche grazie al suo carisma - tutti gli uomini possibili raggiungendo un organico di oltre duemila unità (sebbene la maggior parte semplice milizia contadina).
“Avremo tutti i giorni a venire per piangere i caduti. Questa sera festeggeremo i vivi”, proclama il marchese al primo di una lunga serie di brindisi. La cena prosegue lietamente tra racconti più o meno gonfiati sulle gesta in battaglia e fiumi di vino a sopperire la carenza di viveri.

Anudahabi nota che Calliana - le poche volte che si è mossa dalla sua posizione - zoppica vistosamente. Dopo il banchetto la avvicina, e nonostante lei sia restia a parlare dell’argomento, scopre che è stata ferita gravemente alla gamba destra. Dopo una breve visita scopre che si tratta di una grave frattura scomposta. Le sue arti magiche, sebbene siano in grado di curare la ferita, non sono in grado di correggere questo tipo di problema, e lascerebbero alla donna una vistosa claudicazione (nel migliore dei casi). Lo sciamano lascia il capitano dei Figli di Kamen promettendo di fare tutto quanto in suo potere affinché si rimetta in salute.

Bodo, nel frattempo - complice anche il vino scorso a fiumi - si dimostra una piacevolissima compagnia agli occhi della contessa Elminia. Dopo molte risate e pettegolezzi, la serata dei due si conclude nella stanza di lei.

Immagine (c) by Bruno Cerkuenik

lunedì 13 marzo 2017

[RdL] La battaglia di Casteltilean - I giganti meccanici

Castle ram by Onikaizer

Bodo si trova faccia a faccia con l’aberrazione fuori controllo. Fortunatamente l’invocazione di Anudahabi è ancora attiva, ed il mostro - che ora non è più controllato dalla Custode brone - decide di allontanarsi, lasciando al westan una strana sensazione di sconcertato sollievo.

Le schermaglie intanto continuano, ma la strategia dei llud non sembra sortire gli effetti desiderati sull’esercito nemico.

Medòm, trascinato nelle retrovie dalla sua cavalcatura, è soccorso da Anudahabi e dal dr Zanoch. In quel momento arrivano degli uomini a cavallo di due centauri meccanici. Ognuno dei veicoli traina un piccolo rimorchio su cui è installata una strana apparecchiatura a forma di piramide conica composta da cilindri concentrici.
Gli uomini conferiscono con il dr Zanoch, che poi riporta la notizia agli altri: la Corporazione è riuscita a sfruttare la falla creata dalla distruzione del nullificatore di armoniche, e grazie ad un congegno di ultima generazione è in grado di trasportare sul campo di battaglia dei rinforzi. Tuttavia perché ciò avvenga è necessario posizionare le due strane arcanomacchine in posizioni ben precise, attualmente occupate dagli assedianti. Medòm, Jaser ed altri sei uomini si offrono come scorta, ma all’orizzonte appare una complicazione: i brone hanno messo in campo i giganti meccanici.

Gli uomini si dividono in due gruppi - ognuno scorta uno dei due dispositivi - ed avanzano con decisione tra le file nemiche, decisi ad arrivare sul luogo richiesto prima dei giganti meccanici avversari.
Quando il dr Zanoch comunica che il luogo è stato raggiungo, Medòm e Jaser non hanno il tempo di tirare un sospiro di sollievo: uno dei giganti meccanici incombe su di loro. La colossale macchina da guerra alza in cielo un braccio artigliato, per poi abbatterlo a terra. Medòm schiva il colpo per miracolo - anche se l’impatto con il terreno gli fa quasi mordere la lingua. Jaser, intanto, si è nascosto chissà dove. Quando il gigante alza di nuovo il maglio per caricare un nuovo colpo, Medòm è preso dal panico e tenta di arretrare affannosamente. All’improvviso dalla sua destra spuntano tre uomini armati di poderosi magli, e con un urlo rabbioso colpiscono tutti e tre nello stesso punto - con una tempistica ed una precisione impressionante - il ginocchio del gigante meccanico. Pur nella sua inespressività nel volto abbozzato della macchina da guerra sembra possibile leggere dello stupore quando, cedute le giunture della gamba colpita, questa si inclina di lato per poi rovinare a terra. I nuovi arrivati - tre Ammazzagiganti capitanati da sir Martòn - lanciano un grido di esultanza per poi mettersi a difesa dei dispositivi trasportati fin lì.
Il dr Zanoch e gli altri studiosi della Corporazione attivano i dispositivi, che si estendono come due lunghe antenne. Tra queste si forma uno spazio bidimensionale attraverso il quale si scorge un altro luogo.
E da quel luogo, attraversando lo spazio bidimensionale arrivano sul campo di battaglia i giganti meccanici dei llud.

Immagine (c) by Juan Calle