lunedì 26 settembre 2022

Il Sole di Barianor sul mare rosso

Arkkon by Eularesko

Campo di papaveri, sera del 12° ahner pieno (4 settembre)

Dopo aver attraversato la marea brulicante di lucertole - che per qualche ragione non lo stanno assalendo - Wotan individua una delle lucertole alfa. L'esemplare è decisamente più grosso, ma a colpire l'attenzione del westan cornigero sono le striature luminose che ricordano per tonalità ed intensità le lucciole. Wotan implora lo sciame di ritirarsi perché gli esemplari soldato hanno già subito grosse perdite e ne subiranno altre ancora se non lo fanno. L'esemplare in risposta afferma che il mare rosso è il loro territorio di caccia e chiunque vi si trovi è destinato ad essere loro preda quanto loro sono destinati a cacciarlo. Il fuoco brucia, ma è destinato ad estinguersi presto. Wotan preoccupato delle sorti di tutti gli animali suggerisce loro di togliere i campanelli prima del loro prossimo attacco e nell’attesa che il fuoco si spenga quello essi faranno.

Silvy parlando con uno dei lavoratori viene a sapere che il raccolto si trova nella cassaforte nella tenda dei capi. Ma a lei non interessa tutto il raccolto bensì un semplice campione, quindi sottrae non vista un oggetto attaccato alla cintura del suo interlocutore che si rivela essere una sorta di lama-raschietto ricavata da un tappo di metallo per barattoli su cui è appiccicato un grumo di linfa grande come il suo pollice.

Un altro dei lavoratori spalleggiato da due compari accusa Rodrigo e tutto il gruppo di aver condannato tutti morte certa per aver pestando i piedi alla banda di Nico. Rodrigo è scocciato e rimanda il tizio da Diomira, non prima di averlo schiaffeggiato brutalmente per essere stato infastidito. Diomira, nonostante la tendenza ad irritare gli interlocutori con noiose nozioni religiose, non solo calma gli animi ma convince i tre raccoglitori a diventare seguaci del suo culto nascente, promettendo loro la protezione del tempio.

Carenna identifica tra i lavoratori quello che reputa più in gamba, un cacciatore che ha però il vizio del gioco, e dopo averlo avvicinato ottiene qualche informazione in più: il lavoro nei campi è pericoloso ma non hanno alternativa in quanto costretti chi da debiti chi da dipendenza da oppiacei. Sempre dallo stesso cacciatore viene a sapere che la pece sembra essere finita e non sarà quindi possibile respingere un secondo attacco.

Bastiano dopo aver rifiatato per dieci minuti bofonchiando una specie di ritornello incomprensibile si alza e ad ampi passi torna su per la collina verso Rando, la sentinella imprigionata. Lo ritiene colpevole di aver omesso il piano per affrontare gli invasori. Non ci pensa due volte a sottoporlo a torture violente finché Rando non dice il poco che sa: sembra che alcune delle guardia siano corrotte e loro sono liberi di agire a patto di "non farla troppo sporca". Il capitano Shurmak è invece di tutt'altra pasta ed è sempre stato un grosso fastidio per la banda di Nico. Qualche tempo fa, inoltre, ai compari più fidati di Nico è successo qualcosa che ha donato loro dei poteri che incutono timore, in particolare a Lucinda e Nico stesso. Bastiano decide quindi di consegnare Rando alle guardia cittadina come prima mossa per smantellare l'organizzazione criminale.

Dato che la sera incombe, si decide di costruire un campo in cima alla salita a ridosso del bosco, dato che la valle è territorio di caccia delle lucertole. In un primo momento Wotan e Rodrigo sono contrari all'idea di tornare a Torana, ma lasciare andare i lavoratori da soli costituirebbe un rischio troppo grande per loro e quindi si opta per scortarli anche se questo significa perdere almeno due giorni di viaggio.

Rodrigo vede due lavoratori frugare nelle casse della tenda dei capi e trova una cassa robusta chiusa da un pesante lucchetto e la fa mettere tra le cose da trasferire nel nuovo campo. Silvy decide di tentare di aprirlo usando una pesante pietra, ma dosa male la forza ed il risultato è la distruzione totale del lucchetto, della cassa e di tutto il suo contenuto. Dentro dovevano esserci, oltre ad una discreta quantità di oppio, delle altre ampolle con dentro sostanze chimiche che si sono mescolate tutte insieme. Silvy preleva comunque una zolla di terra mista ad oppio e chissà cos'altro per analizzarla in un secondo momento.

Rodrigo sconsolato continua a frugare nella tenda magazzino e trova quattro bottiglie di “Sole di Barianor”. A detta di Carenna si tratta di un buon vino con il tappo ancora sigillato nella ceralacca, non particolarmente pregiato nel continente ma di grande valore a Torana.

Intanto Carenna, intenta anche lei a rovistare, trova un oggetto molto interessante simile ad una bussola senza lancetta e che si rivela essere un sensore di movimento che prontamente si intasca.

Dopo aver preparato il campo al limitare del bosco si istituiscono turni di guardia nel timore che la banda di Nico si ripresenti. 

Nel turno di Diomira e Carenna la sacerdotessa intercede per Ovidio Benson strappando alla locandiera un assenso a conoscerlo.

In quello di Giannunzio e Bastiano il llud tenta di convincere il nordan ad addestrarsi con lo spadone che porta sulla schiena in modo da essere più utile in battaglia offrendosi di fargli da maestro, ma ottiene in risposta il consiglio di farsi i fatti propri. 

Silvy infine chiede a Wotan di aiutarlo a costruire un mortaio e pestello per proseguire nella "creazione dell’arma", ossia un potente sonnifero da usare per addormentare il gorilla gigantesco incontrato nell'esplorazione precedente. Il westan accetta purché non le venga in mente di usarlo per schiacciare insetti.

Forse distratti da questi discorsi nessuno si accorge di nulla fatto sta che la notte passa senza apparenti problemi.

Campo di papaveri, mattino del 12° tahner pieno (5 settembre)

Al mattino si discute nuovamente il da farsi e c’è attrito in particolare con Diomira, Bastiano più volte zittito si spazientisce e bofonchiando la solita cantilena si dirige di nuovo fra i papaveri seguito da Carenna che vuole accertarsi che non si metta nei pasticci. I due raccolgono qualche carcassa di lucertola. Bastiano tenta inutilmente di estrarre il veleno dai rettili: l'assenza di denti veleniferi lo confondono. Ripiega sulla raccolta di linfa dai papaveri. Si accorge che molti bulbi sono stati incisi con una lama, si fa quindi prestare uno dei coltelli da Carenna e mentre si prepara all'incisione...

Fine trentasettesima puntata.


Diario a cura di Bastiano
Revisione a cura di Ohmnibus
Immagine by Eularesko

lunedì 12 settembre 2022

Feromoni

barbarian girl by Simon Gocal

Torana, sera del 12° ahner pieno (4 settembre)

Rodrigo riesce a trovare un secchio di pece col quale inizia subito a tracciare un cerchio attorno alle tende, in modo da poterli incendiare. Esorta gli altri lavoratori a dargli una mano, ma la pece è densa e il lavoro sarà molto lungo...

Wotan si avvicina agilmente e tira una freccia che si perde tra il groviglio di rettili. Rendendosi conto della scarsa efficacia delle sue armi decide di agire diversamente. Grazie alla sua lunga esperienza di vita nella natura selvaggia ricorda di rettili simili le cui azioni erano dirette da pochi individui dominanti, decide di cercarli nelle retrovie.

Intanto Diomira usa i suoi poteri per creare esplosioni che gettano le lucertole tra le fiamme.

Bastiano si produce in una micidiale raffica di colpi e, dopo aver schivato i numerosi attacchi dei rettili, cala un colpo poderoso che apre un varco nello sciame. Giannunzio usa le sue fiamme per accelerare il divampare della pece nelle canalette, riuscendo così a creare una cuspide di fuoco che blocca l'avanzata delle piccole creature. Tuttavia quelle imprigionate tra le fiamme impazziscono e, con rinnovata foga superano i difensori verso i lavoratori in fuga.

Giannunzio con uno scatto supera lo sciame e lo anticipa piazzandosi a difesa delle tende, mentre Rodrigo continua incessantemente il suo lavoro. Imprecando cerca di dare ordini ai braccianti, non riuscendo però ad organizzarli. Anche Diomira, sospinta dai naga, compie un salto di sessanta metri e si porta nei pressi del campo, intanto Bastiano rincorre lo sciame principale e con un devastante fendente riesce a deviare parte delle creature verso est. A più riprese si scontra con le creature rimanenti, fino a ridurle a poche unità che si dileguano tra i papaveri. Resta solo lo sciame che si è mosso verso est che, incontrate le fiamme, devia nuovamente verso il campo.

Wotan usa i suoi poteri per comunicare con una lucertola. Vuole convincerle a fuggire, ma questa gli comunica che l'aria odora di caccia ma allo stesso tempo hanno paura del fuoco. Nulla di nuovo. Cerca allora di convincere i suoi compagni a cercare la lucertola capo, ma la sua richiesta cade inascoltata.

Diomira da fuoco al cerchio appena completato da Rodrigo mentre il secondo sciame converge verso le tende. Giannunzio anticipa l’accensione del cerchio dei lavoratori, ma ancora non è terminato e loro per la sorpresa e lo spavento lasciano andare il secchio di pece che cade proprio sulla tenda difesa da Rodrigo. Il combattente dal cattivo carattere tenta maldestramente di evitare danni maggiori, accelerandoli. Alla fine si risolve nello sradicare il telone e con tutti i picchetti lo scaraventa via. Tenta di convincere i braccianti ad entrare nel cerchio di fuoco come riparo, ma questi sono così spaventati da non capire i suoi ordini e restano a portata dei denti dei rettili.

Lo sciame sfuggito ai colpi di Bastiano raggiunge infine l’accampamento ed attacca una ragazza, che Giannunzio tenta di difendere.

Anche Bastiano corre in suo soccorso, ma cade ed inavvertitamente fa leva sul braccio rotto. Il dolore lancinante gli impedisce di difendersi da due rettili che ne approfittano per morderlo in faccia. Il morso è subito seguito da un dolore più forte, probabilmente causato dal veleno delle creature.

Giannunzio libera la donna dalle creature, poi si dirige verso l’ultimo sciame non curandosi delle sue condizioni.

Wotan, lontano dagli altri, getta una pelle di serpente sul fuoco per dare la possibilità alle lucertole di fuggire. Il suo gesto non viene compreso, per cui decide di avventurarsi al centro dello sciame alla ricerca degli esemplari dominanti, incurante dei rischi.

Bastiano, liberatosi dalle lucertole mangiafaccia, solleva la donna ferita, incurante del dolore alla mano, e la porta in salvo nel cerchio di fuoco. Invoca l'aiuto di Diomira per curare la donna, ma la sacerdotessa è troppo impegnata a scagliare lucertole tra le fiamme, per cui il Contrari decide di dare fondo alle sue conoscenze per tentare di salvarle la vita con un bendaggio che sicuramente poteva essere fatto meglio.

Alcune lucertole iniziano a superare la barriera difensiva di Rodrigo e Diomira. Un lavoratore muore e  subito dopo un altro viene attaccato...

Fine trentaseiesima puntata.


Diario a cura di Bastiano
Revisione a cura di Ohmnibus
Immagine by Simon Gocal

lunedì 29 agosto 2022

Il mucchio selvaggio

Agamidae Piraña (Concept Art by Aaron Sims)

Torana, sera del 12° ahner pieno (4 settembre)

Bastiano mette fuori uso la ballista in modo che non possa più essere usata contro di loro. I lavoratori nei campi sono nel panico, ma non riescono ad allontanarsi perché sono legati per la caviglia a dei cavi in tensione a pochi cm dal terreno. Diomira salta oltre Bastiano per arrivare a tiro (reciproco) di Lucinda. Rodrigo estrae la lancia donatagli dal generale e corre verso Ebaroth ringhiando il suo nome, ma il terreno sconnesso lo tradisce e non riesce a coprire la distanza che li separa. Ebaroth, il Santo ed il Picozza continuano a fuggire nel campo di papaveri mentre Lucinda afferra per i capelli una delle lavoratrici e le punta un coltello alla gola. Minaccia di ucciderla se fanno un altro passo verso di lei, e manda un messaggio alla Shurmak: se continua a fare di testa sua, lei fa una strage.

Giannunzio cerca il dialogo e Bastiano si blocca sul posto per non apparire come una minaccia. Rodrigo invece si avvicina in modo intimidatorio, promettendo alla donna il peggiore dei destini nel caso non si fosse arresa. A queste minacce, rincarate da Diomira, la sicurezza di Lucinda sembra vacillare.

All’improvviso si sentono in lontananza dei campanelli tintinnare. Lucinda nel sentire questo suono si terrorizza al punto di abbandonare l'ostaggio e fuggire a gambe levate. Rodrigo coglie l'occasione per sottrarle uno dei suoi pugnali per mezzo di un arcano. Anche Ebaroth devia il suo percorso così da allontanarsi dalla fonte del suono. Silvy, che ancora sta scendendo verso la valle, grazie alla posizione sopraelevata nota i papaveri ondeggiare come una marea che sta per abbattersi sul gruppo. I lavoratori sono legati e mentre tentano di liberarsi gridano di accendere i fuochi. Bastiano corre in direzione del rumore per liberare i prigionieri più vicini alla zona di pericolo, ordinando loro di accendere gli inneschi. Dà ad uno di loro il suo machete in modo da liberare gli altri compagni. Quando i raccoglitori parlano di fosse di pece Wotan corre nella direzione indicata e ben presto ne trova una. Giannunzio  è mosso dalle stesse intenzioni, ma non riesce a trovare nessuna fossa e, disperato, lancia a caso una sfera di fuoco sperando inutilmente di centrarne una. Anche Carenna contribuisce a liberare i prigionieri, e la informano che quello in arrivo è “uno sciame che solo il fuoco può tenere lontano”.

Wotan accende la fossa ad est e la lingua di fuoco comincia ad avanzare lentamente in una direzione incidente all’altra linea che però non è ancora stata accesa. Lo sciame ha già oltrepassato le difese abbassate del campo ed ha attaccato uno dei raccoglitori ancora legati. L'uomo soccombe in pochi attimi, sotto gli occhi atterriti del suo compagno di lavoro, conscio di essere il prossimo. Giannunzio riesce ad individuare la fossa ad ovest e la accende con un tiro lunghissimo della sua sfera di fuoco. Cambia quindi direzione e corre verso lo sciame. Bastiano dopo aver liberato gli ultimi lavoratori si affianca al nordan, imitato da Diomira. Intanto Rodrigo entra nelle capanne in cerca di riparo. Trova numerose casse, e dopo aver scartato l'idea di accatastarle per fare una barricata cede alla curiosità e ne apre una, che si rivela essere piena di... patate. La linea difensiva composta da Bastiano, Diomira, Yelena e Giannunzio regge il primo impatto, nonostante si ritrovino tutti con almeno una dozzina di lucertole addosso, ad esclusione di Giannunzio le cui fiamme sono un deterrente sufficiente per tenerle lontane o abbrustolirle.

La battaglia prosegue ed arriva il fuoco di copertura di Silvy, che avvampata come Giannunzio scaglia frecce infuocate che si abbattono sulle creaturine come colpi di mortaio. I fendenti di Bastiano si abbattono nel mucchio e Giannunzio strappa di dosso a mani nude le lucertole dai compagni facendo a brandelli quelle che non muoiono bruciate subito. Tutti, tranne Rodrigo che si è attardato a svelare il contenuto delle casse, convergono nello scontro...

Fine trentacinquesima puntata.


Diario a cura di Bastiano
Revisione a cura di Ohmnibus
Immagine by Aaron Sims

lunedì 11 luglio 2022

La corsa più pazza di Tiwia

Ebaroth Plesil (Red eyes by Jens Claessens)

Torana, sera del 12° ahner pieno (4 settembre)

Lo scambio di accuse fra Diomira e Bastiano si interrompe alla sonora imprecazione di Rodrigo. Attraverso il cannocchiale stava analizzando la situazione: numerosi lavoratori chini nei campi intenti a raccogliere i papaveri, poco lontano delle capanne improvvisate difese da niente meno che una ballista puntata verso il sentiero. Ma proprio quando la sua attenzione cade sul tizio che conoscono come Ebaroth, questo starnutisce e poi si gira immediatamente verso Rodrigo, forse attratto dal riflesso della lente.

Il gruppo si sparpaglia immediatamente nel tentativo di nascondersi al limitare della boscaglia. Non sembra accadere nulla, e il gruppo inizia a discutere sul da farsi. Ridrigo, Silvy e Bastiano sono propensi per attaccare il campo per liberare i prigionieri (ed eventualmente appropriarsi dell'attività), ma Yelena e Carenna sostengono che non sono qui per questo, e che se vogliono aiutarli il modo migliore è tornare a Torana ad avvertire le autorità - anche perché sarebbero comunque dovuti tornare per riaccompagnarli in città.

La discussione fa distrarre il gruppo, a spesa di Silvy che viene colpita da un dardo di balestra. Ebaroth, Il Brillo ed Il Piccozza si sono avvicinati a portata ed hanno sferrato il primo attacco.

Rodrigo avanza incautamente, e lancia una bomba-ragnatela che imprigiona Il Brillo. Viene seguito da Bastiano e Giannunzio, intenzionati ad ingaggiare gli aggressori. Bastiano come un fulmine è sul punto di raggiungere Il Picozza, che però fugge in direzione della ballista, Giannunzio è leggermente indietro rispetto a Rodrigo, e scaglia sfere infuocate. Tutti e due sembrano aver individuato in Ebaroth il capo e tentano di ingaggiarlo in corpo a corpo, ma anche lui opta per una ritirata strategica.

Il Picozza beve da una bottiglietta e sputa una fiammata sulla ragnatela che lo imprigiona, ma fa male i calcoli e viene avvolto egli stesso dalle fiamme.

Ebarot lancia un dardo poi arretra. Viene superato da un proietto di ballista che centra Rodrigo: il guerriero per un attimo viene affascinato dalla precisione con cui è stato scagliato come una falena viene affascinata dalle fiamme, ed allo stesso modo si accorge troppo tardi dello sbaglio. Il colpo genera un'esplosione di dolore alla spalla, e l'impatto lo schianta a terra lasciandolo frastornato.

Diomira, con l'aiuto degli spiriti, spicca un balzo innaturalmente lungo ed atterra a fianco di Rodrigo per prestargli soccorso.

Silvy prima di scendere dall'albero colpisce il Brillo, ancora avvolto dalle fiamme, e lo stesso fa Wotan. Sembra che, in qualche modo, i due traggano mutuo beneficio quando imbracciano un arco contro lo stesso avversario.

Il Brillo è stato colpito anche ad un ginocchio ed è limitato nei movimenti. Giannunzio infierisce ulteriormente con un'altra sfera infuocata. Il criminale divampa ancor più intensamente per poi accasciarsi e spegnersi con un ultimo grido di dolore.

Giannunzio tenta quindi di accorciare le distanze con Ebaroth, ma inciampa e cade malamente. Da un punto della boscaglia scaturisce un fulmine che cade accanto a Giannunzio, e dove impatta col terreno appare Yelena, visibilmente preoccupata per il nordan.

Silvy e Wotan iniziano a loro volta a discendere la china, un po' insicuri sui loro passi, nel frattempo Il Santo sta ricaricando la ballista.

Bastiano dopo avergli fatto perdere l'equilibrio raggiunge Il Piccozza e si appresta a colpirlo.

Rodrigo si alza sibilando il suo odio verso Ebaroth. Diomira, constatato che il compagno è a posto, spicca di nuovo un salto sovrannaturale oltre Ebaroth per sbarrargli la strada. Il capo dei banditi la scosta con facilità, per poi entrare in un disco di ombra solida che si è creato alle spalle della sacerdotessa. Il disco scompare ed Ebaroth appare da un altro disco simile nei pressi della ballista.

Bastiano attacca due volte in rapida successione Il Piccozza, mancandolo. Anche alle spalle di questo appare un disco nero, e lui lo attraversa per mettersi in salvo. Il disco sparisce e dietro ad esso il guerriero vede un dardo di ballista in rapido avvicinamento, ma fortunatamente riesce ad evitarlo.

Ormai Contrari è in fuga da solo avanti al gruppo, unico bersaglio della ballista. Di fianco ad essa Lucinda sta mantenendo aperto il disco di ombra facendo toccare i pomoli dei suoi pugnali, e da questo appare Il Piccozza con aria beffarda. Insieme ad Ebaroth aiutano Il Santo a riarmare la pesante arma da assedio, ma non fanno i conti con la furia di Bastiano che li raggiunge prima che possano scoccare un altro colpo. Ebarot riesce ad attaccare Bastiano con la sua balestra, dopo di ché tutti i malviventi si mettono in fuga seguendo traiettorie diverse. Bastiano intende attaccare Il Piccozza, ma fra di loro si trova Lucinda che dopo aver schivato con apparente semplicità i suoi colpi fa di nuovo toccare i pomoli dei suoi pugnali. Questa volta il disco di ombra si apre alle sue spalle e ne esce una folata di vento nero simile ad uno stormo di pipistrelli spettrali che investono in pieno Bastiano facendolo arretrare di qualche metro e consentendole l'ennesima fuga tattica.

Fine trentaquattresima puntata.


Diario a cura di Bastiano
Revisione a cura di Ohmnibus
Immagine by Jens Claessens

lunedì 4 luglio 2022

Un’altra talpa

Rando (Random Portrait sketches by Léo Lasfargue)

Torana, pomeriggio dell'11° enhor pieno (3 settembre)

Dopo l'offerta del pranzo della Chiesa del Nuovo Ordine, Alona si mette al servizio dei fedeli per somministrare cure ma qualcosa va storto e provoca una frattura alla spalla di uno dei pazienti. Prima che Diomira possa intervenire, dalla folla iniziano ad inveire contro Alona, ed in molti iniziano ad andarsene criticando la scarsa qualità del pranzo.

Wotan intende cercare erbe per distillare una droga soporifera per addormentare gli animali prima che il gruppo li uccida. Alona vanta una certa esperienza nel campo e si offre di aiutarlo. Hanno molta fortuna e trovano una rarissima pianta che dovrebbe esistere solo in Arborea e per giunta fuori stagione.

Bastiano e Rodrigo cercano lavoro come manovali nella costruzione di alcuni edifici nel nord di Torana. Bastiano ha un incidente sul lavoro e ne ricava un braccio destro rotto. Chiede ad Alona di curarlo e lei gli da anche delle erbe per sopportare il dolore. Per paura di essere escluso dalla spedizione chiede a lei ed a Rodrigo di non parlare con gli altri della sua condizione. Dovrà stringere i denti per una o due settimane e i suoi colpi non saranno più così letali.

Diomira, su richiesta di Rodrigo, chiede a Giusilda informazioni sui traffici loschi al mercato del pesce. La ragazza è convinta che una certa Esterina venda il suo corpo con la copertura di qualche organizzazione criminale, e che provi anche piacere nel farlo. Giusilda pare non si sia ancora abituata alla estrema tolleranza della chiesa del nuovo ordine in queste e altre faccende.

La prima messaggera si reca quindi a Palazzo Torana da Ovidio, il segretario di Pendelton, per delegare la consegna della copia dell'atto di donazione a Giusilda, ma Ovidio le dice che è pronta e glie la consegna. In cambio le chiede di mettere una buona parola per lui con Carenna. Ed ovviamente se dovessero chiederle mai qualcosa lui non le ha mai consegnato alcuna copia del contratto.

Il gruppo comincia a stilare un listino prezzi dell’emporio di Torana. Questa volta Altezza spilla 20 drog a Wotan per due pezzuole di stoffa, da usare nella costruzione di dardi da cerbottana. Silvy si offre di vendere frecce, e lei è disposta ad acquistarne per 1 drog cadauna. Altezza è sprovvista delle provette e pinzette chieste da Silvy, ma in compenso ha molte posate whirn che, secondo lei, possono essere adattate allo scopo.

Tutti dormono bene, tranne Bastiano. I suoi sonni sono agitati per via del dolore al braccio, nel mezzo della notte si sveglia e decide di fare una passeggiata al buio nei pressi della fattoria del maiale gigante. A quel punto vuota un sacco nella mangiatoia dal quale escono enormi tocchi di carne sanguinolenta come quella volta che... ma improvvisamente si sveglia dall'incubo urlando. Le tremende imprecazioni del compagno di camera Rodrigo lo riportano alla dura realtà.

Torana, mattino dell'12° ahner pieno (4 settembre)

La mattina ci si prepara all'imminente partenza. E' presente anche Carenna, che è stata evidentemente giudicata idonea. Yelena ha portato alcuni gingilli nuovi come un dispositivo che inibisce tutte le energie magiche nel raggio di 15 metri che potrà forse essere molto utile. 

Si parte.

Dopo alcune ore di viaggio salta all’occhio che molte persone sono passate da quelle parti. Ci sono tracce di stivali di diversi gruppi di persone alcune anche di ritorno. Carenna si rivela essere un'ottima fonte di informazione: si è accorta che manca parecchia gente in città, gente che ha debiti e anche il cerusico. Fatto due più due tutti si rendono conto che la malavita locale è andata al campo di papaveri non per bruciarlo, come pensavano, ma per sfruttarlo, vista la presenza del cerusico. Chi ha rivelato l'ubicazione della valle? Sembra strano che per qualche seme sopra un tetto un intera organizzazione si sia mossa su un territorio inesplorato, forse una talpa dall’interno ha dato loro informazioni dettagliate, un corporativo o con più probabilità qualche lord...

Bastiano si rende conto che le tracce più recenti sono di poche ore prima e mentre pensava di accelerare il passo si accorge che Silvy è sparita. Diomira manda il falco alla sua ricerca, ma viene attaccato da un grosso condor e per poco non finisce male. Mentre Silvy tenta di costruire una freccia segnaletica Bastiano come un segugio riesce a ritrovarla perdendo però tempo prezioso.

Quasi giunti alla valle di papaveri si sentono due guardie bisbigliare di un certo Ebaroth loro capo e fare commenti poco delicati su alcune donne.

Mentre Rodrigo silenziosamente tenta di arrivar loro alle spalle, Diomira accorcia le distanze e risponde loro a tono. Bastiano scatta in avanti, arma in pugno, superando Diomira ed arrivando in corpo a corpo, pronto a reagire in attesa di una loro mossa. Uno si gira di soprassalto cercando di colpire  istintivamente e maldestramente Bastiano, l’altro fa un passo indietro e mette mano ad un corno per dare l’allarme. Come un fulmine Bastiano lo colpisce furiosamente, uccidendolo sul colpo e facendo rotolare via il corno. Poi tenta un secondo attacco sulla seconda guardia, che però si salva miracolosamente dal morso dell'acciaio quando incespica e cade all'indietro, spaventato dalla furia omicida di Bastiano. Wotan, nascosto tra i cespugli, dà vita a dei viticci che si attorcigliano sulla guardia, immobilizzandola. Silvy corre ad impadronirsi del corno: potrebbe essere utile usarlo dopo aver preparato delle trappole ed organizzato un agguato.

Rodrigo e Bastiano legano quindi il prigioniero ed iniziano ad interrogarlo. L'esperienza lascerà sicuramente segnato il poveretto, che dice di chiamarsi Rando ed essere un pesce piccolo. L'altra guardia si chiamava Ludovico, poi ci sono altri cinque scagnozzi in una tenda nel campo: Ebaroth, il Picozza, il Santo, il Brillo e Lucinda la fidanzata di Nico. Questo Nico sembra essere il capo dell’organizzazione criminale che gestisce un'oppieria, una bisca, un bordello ed ovviamente il contrabbando. L’oppieria si trova dietro al fabbro in un grosso edificio dove si trova una scala verso il basso, parola d’ordine per entrare “Papavero”

Ci sono inoltre una dozzina di persone al lavoro nei campi, fra cui anche il cerusico.

Rodrigo prende il cannocchiale per dare un'occhiata giù nella valle, e appena mette a fuoco esclama "Oh, cazzo..."

Fine trentatreesima puntata.


Diario a cura di Bastiano
Revisione a cura di Ohmnibus
Immagine by Léo Lasfargue

lunedì 20 giugno 2022

La scrofa

Anya Dimitrescu (GOW Anya by James Hawkins)

Torana, mattino dell'11° enhor pieno (3 settembre)

Al mattino Wotan e Bastiano si recano dal contadino, l’uno per vedere i progressi del maiale gigante e l’altro per recuperare il nuovo fodero. Mentre Wotan parla col maiale, Bastiano sottovoce suggerisce a Giaronne di macellarlo prima che cambino ancora le sue dimensioni, ma trattandosi di una scrofa il contadino progetta di farla riprodurre ed avviare un allevamento di maialini giganti.

Il fodero è di dubbio gusto, prodotto con pelle di maiale cucita come fosse uno zampone, ma assolve al suo compito e Bastiano è contento del fatto che renda la spada meno appetibile per i ladri (o almeno così crede). Visto che le sue spade hanno un nome gli sembra che quello che aveva pensato ("Mulo") non vada più bene, data la qualità del fodero e sta valutando nomi alternativi... non riesce a togliersi dalla testa “Scrofa”.

Giannunzio va in cerca di Carenna e si reca alla locanda dove lavora. Siede a cavalcioni di una sedia e ordina la colazione. Parlando la donna rivela che sembra esserci più disperazione del solito in paese, poi dopo che Giannunzio facendo il piacione si vanta di dover partire per l’entroterra l’indomani lei si propone per unirsi alla spedizione e dopo uno scambio di appellativi quali “bambina” e “sciocchino” lui acconsente a mettere una buona parola per lei in corporazione.

Diomira va al mercato per procurarsi del pesce. Intende infatti offrire un pasto ai suoi fedeli e chiede a Giusilda di spargere la voce, ma solo tra quanti ella ritenga degni, e possibilmente meno di 30 persone dato che le casse della chiesa non le permettono oltre.

Rodrigo va dal fabbro ancora prima dell’appuntamento per non rischiare di pagare un sovrapprezzo e ritira la sua armatura perfettamente riparata. Va poi in cerca dei compagni e incontra Diomira di ritorno dal mercato che lo invita al pranzo dei fedeli. Lui accetta di buon grado un pasto gratis, ma lei gli propone di sdebitarsi in cambio di una commissione, e gli allunga 100 drog per comprare due secchi e portarli al pranzo pieni di acqua. In un primo momento Rodrigo si sente offeso rimbotta che non intende essere trattato come la sua servetta, poi ci ripensa e adducendo che 100 drog sono pochi per due secchi, se ne fa dare il doppio progettando di farci la cresta.

Prima di svolgere la commissione va al mercato per spiare la pescivendola che qualche giorno prima sembrava parlare in codice, e magari trovare dei secchi. Effettivamente assiste a delle contrattazioni tra la ragazza e diversi clienti che iniziano sempre con lo stesso scambio di battute. Si accorge inoltre che alcuni dei valori contrattati rappresentano degli orari. Inoltre dal fare civettuolo della ragazza si potrebbe dedurre che si tratti di un giro di prostituzione.

Rodrigo si decide a pedinare uno dei clienti, ma non è particolarmente fortunato per cui si sgancia e va all'emporio per comprare i secchi. Ma come spesso succede con Altezza Gramaccini si entra con l’intento di acquistare due secchi e si esce con un costoso otre da 5 litri.

Bastiano, che si è svegliato bene, ricorda a Wotan gli oggetti recuperati dalle spoglie dei primi esploratori in missione non ufficiale. Si tratta di un machete ed un borsellino con le iniziali J. I. Secondo Carenna l'arma era di Kerdal, che non ha parenti a Torana. Wotan decide quindi di tenere per sé l'oggetto. Il borsellino era invece del fratello di Xatar, che si dimostra emozionato e grato ai due per averglielo riportato.

Giannunzio va in Corporazione per perorare la causa di Carenna, ma viene convocato dalla dottoressa Dimitrescu per avere dettagli sul reperto consegnato il giorno prima. Durante il tragitto all'interno dell'enorme campus corporativo attraversano un giardino interno dove, lo informa Qualhata, stanno avvenendo delle ricerche in merito alla crescita stranamente rigogliosa della vegetazione autoctona.

La dottoressa Dimitrescu rivolge domande al nordan in merito alla creatura, ma non sembra particolarmente interessata alla risposta quanto all'aitanza del giovane, tanto che ad un certo punto interrompe una sua esposizione con un bacio appassionato, prontamente corrisposto. L'aria si infiamma metaforicamente e letteralmente. Le fiamme sprigionate da Giannunzio lambiscono i due corpi senza causare danni anzi accentuando la passione del momento.

Dopo essersi ricomposti ed aver constatato che il lettino è stato fuso dalle fiamme, la dottoressa torna al suo solito atteggiamento formale e pone numerose domande al giovane. Sembra che gli artigli della creatura esercitino una sorta di potere telecinetico sui materiali terrosi. Giannunzio osserva che nei cunicoli scavati c'erano vere e proprie gallerie, e non semplice terra smossa come dal passaggio di una talpa che "scava davanti per buttare la terra dietro", quasi come se il materiale di scavo fosse sparito. Sostiene inoltre che nell'isola ci siano delle forze sconosciute che fanno funzionare in modo diverso i suoi poteri. La dottoressa si ripropone di parlare con l'ing. Frontogru affinché fornisca degli inibitori al gruppo, non tanto per limitare le loro abilità arcane quanto per affrontare avversari che ne fossero dotati.

Nella strada verso l'uscita dalla Corporazione Giannunzio incontra Yelena che gli mostra una mappa datale dall'ing. Frontogru. Nella mappa sono identificate tre aree entro le quali sono gli oggetti indicati dalle "bussole". Sarà senz'altro utilissima nella spedizione, e Giannunzio la prende in custodia.

Yelena sembra essere gelosa quando apprende che un'altra donna, Carenna, vorrebbe partecipare alla spedizione. Giannunzio riesce comunque a convincerla almeno a parlarci per valutare le sue capacità.

Diomira va dal cerusico per acquistare del materiale per il primo soccorso, dato che ha usato tutto quello che aveva nella scorsa spedizione, ma trova il posto chiuso. L'attività più vicina è l'emporio di Altezza, e chiedendo a lei scopre che si comporta in modo strano da qualche giorno e da ieri è sparito, forse ha dato fastidio alle persone sbagliate. Diomira si vede costretta ad acquistare il materiale da Altezza, i cui prezzi non sono esattamente concorrenziali.

Si reca poi dalla baronessa, e con non poca sorpresa scopre di essere attesa. La baronessa rifiuta l'offerta dei tre smeraldi trovati da Diomira, ed anzi le chiede a che gioco stia giocando: gettare del fango su lord Pendelton e lodare l'operato della baronessa rischia di inasprire il buon rapporto che c'è tra di loro due. Diomira sostiene che Pendelton abbia agito attivamente per impedire la costruzione della chiesa del Nuovo Ordine adducendo inesistenti problemi burocratici. La baronessa sostiene fermamente che questa non è una ragione valida per il suo comportamento: in mancanza di prove le supposizioni non hanno significato, e soprattutto la sacerdotessa non deve utilizzare la sua posizione per pilotare l'opinione pubblica secondo i suoi interessi personali, se non vuole mettersi contro la legge.

Fine trentaduesima puntata.



Diario a cura di Bastiano
Revisione a cura di Ohmnibus
Immagine by James Hawkins

lunedì 6 giugno 2022

Gente cattiva

Orso-talpa glabro (Ursavinae glaber) (The Crying Beast by Roberto Padula))

Nord di Torana, mezzogiorno dell'11° tehner pieno (2 settembre)

Bastiano apre la valigia ed estrae la nuova spada senza tuttavia avere tempo di accenderla perché preferisce avvicinarsi e dare manforte al compagno immobilizzato dall’animale. Giannunzio si prepara  a colpire ricoprendosi di fiamme ed elettricità. 

Diomira evoca il suo naga, ma qualche potere magico è all’opera e compaiono due Nimrod. A prima vista sembrano identici, ma guardando bene uno di loro ha gli occhi dai colori inversi e un piumaggio con una sfumatura più scura. Diomira impartisce l'ordine di aiutare Bastiano nel combattimento, ma solo uno dei Nimrod esegue gli ordini; l'altro vola sulla spalla di Alona, con evidente soddisfazione di quest'ultima.

Rodrigo nonostante fatichi a respirare pianta ripetutamente il machete nelle costole della bestia ferendola e distogliendo la sua attenzione dagli attacchi degli altri. La creatura reagisce alzandosi sulle zampe posteriori per poi ricadere pesantemente sul combattente. Rodrigo tuttavia non è nuovo a scontri del genere ed intuendo le intenzioni della creatura coglie l'occasione al volo e rotola via schivando il colpo.

Wotan si frappone tra il gruppo e la creatura nel tentativo di proteggerla mentre tenta di calmarla: con i suoi poteri che lo connettono alla natura le dice "fuggi, questa gente è cattiva". Bastiano non comprende il gesto e la attacca nuovamente provocandole una seria ferita.

La creatura allora scava un buco nel terreno con la facilità con cui si scava in un mucchio di foglie secche, per poi sparirvi dentro. Inizialmente Wotan spera che la creatura abbia recepito il suo messaggio, ma il suo infallibile sesto senso gli dice che sta invece tentando un nuovo attacco. Bastiano cerca riparo salendo su una roccia vicina, mentre Diomira decide di restare immobile sul posto, sospettando che la creatura percepisca i movimenti. Rodrigo e Giannunzio non hanno tempo di scegliere una strategia perché la roccia su cui era salito Bastiano - ed un'ampia porzione di terreno intorno - sprofondano improvvisamente.

Rodrigo, non tanto per salvare il compagno quanto per la foga di uccidere il suo mostro, si tuffa nel buco sprezzante. Bastiano nella semioscurità del sottosuolo è vittima della sua claustrofobia. Colto dal panico getta la sua preziosa arma e scala in modo frenetico la parete, ignorando il mondo intorno a sé (incluso Rodrigo) e con l'unico scopo di guadagnare l'aria aperta. Una volta fuori si immobilizza, fingendosi morto.

Da quelli che sembrano essere dei cunicoli sotterranei la creatura sferra un pesante attacco contro Rodrigo, che nonostante sia ancora rantolante per il precedente agguato riesce ad evitare gli artigli.

Un raggio di luce negativa si proietta dal bastone di Diomira per impattare sul muso della bestia facendola indietreggiare di qualche metro e provocandole quella che si direbbe una frattura al cranio. Il guerriero ne approfitta per raccogliere la spada gettata dal compagno ed usarla per trafiggere la bestia, uccidendola. In preda all'adrenalina ed alla rabbia, Rodrigo infierisce furiosamente sulla creatura. Una volta calmatosi, coperto di melma e sangue il Ferretti, a forza di braccia, porta in superficie la grossa  carcassa - o quel che ne resta.

Ci vorranno altri dieci minuti prima che Bastiano riesca a muovere un passo. Poi dopo aver rifiatato suggerisce a Rodrigo un modo per fare drog e lui, sotto lo sguardo torvo di Wotan, con due colpi di machete ben assestati taglia le zampe anteriori dai  resti della bestia, così da ottenere una ricompensa dalla Corporazione.

Segue una breve discussione che porta ad un accordo: nei prossimi scontri nel caso ci si trovi di fronte a bestie selvagge si lascerà tentare Wotan di calmarle senza disturbare il suo operato.

Il viaggio riprende, si fanno le misurazioni e si ritorna a Torana.

Torana, sera dell'11° tehner pieno (2 settembre)

Diomira si reca da Ovidio Benson, il segretario di Pendelton, lo convince a farsi mostrare il documento in cui lady Shizuka dichiara la donazione alla Chiesa del Nuovo ordine, in attesa di una richiesta formale per ottenerlo. Sarà interessante vedere se verrà modificato prima della successiva lettura.

Il documento dichiara che un messo sarà incaricato di verificare l'avanzamento dei lavori dopo 12 settimane. Se questi saranno a buon punto, verrà corrisposta a Diomira Tempofosco la somma di 2000 doppi drog per l'edificazione della chiesa e 300 doppi drog per l'acquisto del terreno. In caso contrario saranno corrisposti solo i 300 per l'acquisto del terreno. Forse lord Pendelton mira ad ostacolare la costruzione per intascarsi questa cifra.

Wotan va ad osservare l’occhio comparso sul faraglione e si accorge che sono state installate lanterne che ne illuminano il volto, mentre un paio di persone appese a corde sono al lavoro forse per la pulizia della superficie.

Bastiano porta la sua spada al sicuro alla Corporazione. Il deposito gli costerà 250 drog al giorno, e se ne fa spillare altri 300 da Altezza dell’emporio per un paio di bottigliette di terracotta.

Giannunzio chiede a Yelena di procurargli un particolare oggetto per i suoi rituali: il frammento di una sciabola rotta nell'ultimo combattimento del proprietario. La ragazza è perplessa ma assicura che farà il possibile. Il fascinoso nordan porta quindi gli arti della talpa in Corporazione, dove li consegna alla segretaria dott. Qualatha, ma insiste per parlare con la dottoressa Dimitrescu quando scopre che sarà lei a stabilire il valore dei reperti; tuttavia il suo tentativo di spillare un buon prezzo a suon di testosterone fallisce perché le due studiose non sembrano subirne l’influsso.

Rodrigo dopo essersi ripulito da tutto quel sangue si reca dal fabbro Annadelio per la riparazione dell'armatura. Il combattente è convinto che il gruppo sarebbe ripartito in esplorazione l'indomani, e vista l'urgenza chiede al fabbro di lavorare di notte, cosa che fa lievitare il prezzo a 2000 drog. Rodrigo, che pur essendo avido è famoso per avere le mani bucate, accetta senza batter ciglio. Più tardi scoprirà che in verità non c'era nessuna urgenza.

La partenza è infatti fissata da lì a due giorni, in direzione della montagna dove è caduto l’oggetto misterioso.

Fine trentunesima puntata.


Diario a cura di Silvy
Revisione a cura di Ohmnibus
Immagine by Roberto Padula