lunedì 28 febbraio 2022

Ritorno alla civiltà

Qalhata Renmet-Setesh (Anck-Su-Namun by Alexandra Ferreira)

Grotta del naga, mezzogiorno del 10° enhor pieno (27 agosto)

Diomira risponde alle domande incuriosite di Bastiano sulle figure viste nel tempio e nella tomba di Re Gomundo: la figura cornuta è Krula il portatore di luce e ha la torcia in mano, Agra l’occhio di volpe imbraccia un arco ed infine Suura lo scorpione impugna la lancia.

La sfera trovata nella grotta (ora crollata) punta in tre direzioni entro un arco di 60 gradi ma dalla distanza indefinita. Alona, usando la sua bussola e la sua esperienza, conclude che nessuna delle tre direzioni fa riferimento alla tomba di Re Gomundo, quindi secondo Bastiano potrebbero puntare verso le tre armi disegnate nei graffiti (il cui 10% in valore sarebbe cospicuo). Su idea di Rodrigo, Yelena conferma che rilevando le direzioni da posizioni differenti sarà possibile stabilire la posizione approssimata dei luoghi puntati. A Torana, a circa 80 km di distanza, l’angolo si riduce a circa 30 gradi.

Si ritorna a Torana per ottenere equipaggiamento più adatto a inoltrarsi ulteriormente nell’isola. Potrebbero essere utili un paio di imbarcazioni per superare di nuovo il lago senza passare dalle paludi e forse l'equipaggiamento per scalare il vulcano che si vede in lontananza.

Periferia di Torana, sera dell'11° tahner pieno (29 agosto)

La sera del 29 il gruppo giunge in vista di Torana. La selvatica decide di restare fuori dalla città. Alona la convince a cederle un campione di sangue per degli esperimenti erboristici tesi a risolvere il problema della maledizione. A notte inoltrata il gruppo entra in città dando fondo alle ultime energie. Yelena chiarisce di non poter tenere nascosto ai suoi capi la presenza degli hroak, senza avere tuttavia la possibilità di spiegarne il motivo. La rivelazione spiazza e manda tutti a dormire preoccupati.

Torana, mattino dell'11° sener pieno (30 agosto)

L’indomani mattina alla buonora il segretario di palazzo Erasmo Sebastiani sveglia il gruppo e lo conduce a palazzo per una colazione che si protrarrà fino al pranzo. Dopo un bagno ristoratore gli avventurieri entrano nella sala del buffet. In due angoli seduti ad altrettante scrivanie Erasmo e Qualhata, una donna auran, trascrivono tutto quello che accade all’evento. Al buffet sono presenti Yelena, il prof. Kelevin Wallenban, responsabile della stazione diamante, il suo braccio destro prof. Iarabin Velkan, la baronessa Octavia Ellarian ed il suo segretario sir Pendelton Murray. 

I racconti "freschi" della spedizione sono di grande interesse soprattutto per i corporativi e Diomira fa i salti mortali per non citare mai il popolo del lago. Viene inoltre comunicato che per concludere il contratto è necessario che ogni componente della spedizione fornisca un resoconto del viaggio steso di proprio pugno, oltre a consegnare tutti i reperti recuperati, in base ai quali verrà valutato un extra alla ricompensa di base. Eventualmente si potrà firmare un nuovo contratto per la successiva spedizione.

A Diomira viene comunicato che lady Shizuka ha lasciato una cospicua somma per la costruzione del tempio richiesto da Diomira, la quale è attesa l'indomani per alcune pratiche "burocratiche" prima che ne sia avviata la costruzione.

Dopo il pranzo parlando con Yelena ci si accorda per consegnare le pietre azzurre sperando di convincere i suoi superiori a lasciarcene una per continuare l’esplorazione ed usarla come bussola per effettuare altri importanti ritrovamenti.

Rodrigo per la modica somma di 150 drog si accorda con Diomira per farsi scrivere il resoconto e se ne va in osteria. Bastiano, che non si è svegliato molto allegro, dopo aver inutilmente cercato di convincere la corporazione a fornirgli carta e inchiostro si fa "rapinare" al bazar e passa le prime ore del pomeriggio a redigere il suo rapporto. 

Diomira va dal fabbro Annadelio per cercare di vendere le tre pietre grezze che "il caso le ha donato", ma viene a sapere che gli unici che potrebbero avere interesse e denaro sufficiente ad acquistarle sono a Palazzo Torana. Quando lo sente nominare, Annadelio mette in guardia Diomira nei confronti di Pendelton, dicendo - e subito negando di aver detto - che è una persona di cui non ci si può fidare.

Fine venticinquesima puntata.


Diario a cura di Bastiano
Revisione a cura di Ohmnibus
Immagine by Alexandra Ferreira

venerdì 25 febbraio 2022

XXVI

Torta per il 26° compleanno di LoK

Riassunto dell'ultimo anno: tartassato dalla pandemia, il gruppo classico ha stretto i denti ed è andato avanti per un po' con le sessioni on-line. Quando il numero dei contagi è sceso ed i regolamenti per le interazioni sociali sono stati alleggeriti ci siamo incontrati per qualche sessione dal vivo. Poi i contagi sono saliti nuovamente, ma ne avevano tutti fin sopra i capelli delle sessioni on-line e quindi si è preferito fare una pausa.

Nel frattempo il gruppo storico in cui gioco da giocatore ha concluso una campagna pluriennale (pArliamo Di un gioco Differente), ed il master si è detto pronto ad una pausa (dal fare il master), al che tutti mi hanno guardato ed ho acconsentito di iniziare un'avventura breve con loro.

Adesso che i contagi sono scesi nuovamente il gruppo classico ha ricominciato a bussare alla mia porta ed io chi sono per tirarmi indietro?

Per cui mi ritrovo a condurre due campagne contemporanee, e benché sia oggettivamente migliorato come organizzazione (anche grazie al Cypher System), probabilmente scoppierò, però almeno nel frattempo mi diverto.

Ah, è per questo che, nonostante fino ad un mese fa avessi un sacco di tempo libero, ora non ho trovato nemmeno il tempo di (far) fare una torta di compleanno casalinga per il 26° compleanno di Lords of Knowledge.

Auguri!

lunedì 20 dicembre 2021

Missione suicida o solo maledetta routine?

Aged Bronze Smart-Material by Vishwesh Taskar

Tomba di Re Gorundo, tarda mattinata del 10° tehner pieno (26 agosto)

La compagnia ammira a lungo i bassorilievi della tomba, che tra l'altro sembrano narrare le gesta di tre figure umanoidi di cui una cornuta. La mancanza di contesto non permette però di comprendere il susseguirsi delle immagini.

Diomira, con grande sorpresa di Jabka che inizialmente pensa ad un furto, estrae la pietra blu in suo possesso per verificare eventuali interazioni con quello che sembra essere un pezzo di meteorite. Scopre così che il pezzo in suo possesso vibra se orientato in direzione della reliquia sulla tomba del Re.

La sacerdotessa non può esimersi dall’eseguire una qualche cerimonia commemorativa che tuttavia provoca borbottii infastiditi dal pubblico - specialmente da Jabka, per cui dopo poco si imbocca il sifone subaqueo, il generale Jabka in coda. Il sospettoso Bastiano vedendo la scena dall’asciutto teme che Jabka non visto possa avere attivato qualche protezione magica nella tomba, ma del resto a lui poco importa perché mai entrerà in una grotta buia e per aggiunta subacquea.

Il generale si avvicina a Rodrigo - col quale sembra avere un rapporto di simpatia migliore che con gli altri - e tiene un lungo discorso che spazientisce notevolmente il llud, soprattutto perché non è in grado di comprenderlo. Dopodiché i hroak se ne vanno, riportandosi via la loro "imbarcazione".

Si accende quindi l'ennesima discussione sulla convenienza o meno del sottrarre la pietra agli hroak. Volano parole grosse ma alla fine si conviene che se la pietra sparisse proprio in quel momento sarebbero sicuramente incolpati, attirando l'ira dell'unico popolo di Namia che non ha dimostrato loro aperta ostilità. Si riparte dunque per la grotta abbandonata con l'intento di recuperare l’altra pietra senza creare incidenti diplomatici.

Bastiano manifesta le sue preoccupazioni per i cavalcalupi che potrebbero arrivare fino a Torana e propone di esplorare il terreno fra la città e la palude per non farsi trovare impreparati. Dato che i cavalca-lupi l'hanno già attaccato in ben tre occasioni differenti, sono diventati il suo nemico principale e li vedrebbe volentieri sterminati.

Grotta del naga, sera del 10° tehner pieno (26 agosto)

Preparato un nuovo accampamento sugli spazi rimasti dal precedente, nel gruppo si innesca un altro litigio, stavolta sul modo di procedere nei confronti del naga, o meglio se ucciderlo o controllarlo. Diomira è convinta di essere in grado di controllarlo il tempo sufficiente per sottrarre il tesoro dalla stanza, ma se dovesse fallire si rivolterebbe contro di lei diventando un nemico pericoloso. Distruggere il vincolo sarebbe complicato quanto abbattere il naga, ma almeno non risponderebbe ai colpi. In ultimo il ponte si trova ancora pericolosamente sopra una conca piena di gas tossico e forse esplosivo; dovesse caderci un torcia per errore sarebbe un grosso problema. Si decide di tentare la sorte: Giannunzio molto saggiamente si impone di non prendere fuoco a contatto col gas, e insieme Rodrigo affiancheranno Diomira nella stanza del naga mentre Wotan, Silvy e Yelena dall’altro lato del ponte saranno pronti con arco e frecce. Il claustrofobico Bastiano dall’esterno, come dice, si occuperà di tenere libera la ritirata...

La notte passa senza problemi anche se si ha la sensazione di essere osservati, forse nell’ombra i cavalca-lupi tengono d’occhio la situazione.

Grotta del naga, mattino del 10° enhor pieno (27 agosto)

Giannunzio ha uno di quei sogni premonitori che gli capitano di tanto in tanto... Non ricorda il sogno a parte lo strano dettaglio che la stanza del naga è stata creata 610 anni fa, informazione storica interessante se volesse condividerla con gli altri o con il conte.

Wotan, poco prima che Diomira tenti di controllare il naga decide di esaminare il terreno dell’ingresso della stanza. Mentre Silvy e Yelena sono concentrate sull'altra metà del gruppo, il westan mette un piede in fallo provocandosi una brutta distorsione e precipita giù dal ponte. Il salto non è alto, ma finisce nella zona satura di gas e comincia a boccheggiare. Prima di riuscire ad alzarsi perde conoscenza subendo diversi danni a causa del gas. Silvy si accorge del compagno faccia in giù e chiama a gran voce gli altri mentre tenta il salvataggio senza successo: Wotan è troppo pesante per lei e comincia a subire essa stessa danni dal gas. Rodrigo reputa "le ragazze" - come le chiama lui - in grado di gestire da sole la situazione e rimane in attesa dall’altra parte del ponte. Giannunzio reputa di non riuscire ad attraversare in tempo il ponte e quindi di non poter essere di aiuto, e subisce le male parole di Silvy con una scrollata di spalle. Diomira sembra l'unica ad aver compreso la gravità della situazione e in grado di intervenire tempestivamente: battendo il bastone a terra spicca un balzo orizzontale che in un batter d'occhi la porta dai compagni in difficoltà. Sebbene a fatica, Wotan viene recuperato. Ha le labbra cianotiche e ci vorrà tutto l'impegno di Diomira per farlo tornare cosciente. Quando rinviene tra un misto di confusione e rabbia per l'accaduto decide di uscire, malmostoso, per respirare un po’ di aria fresca.

La missione comincia male, già un membro in meno e ancora non si è fatto nulla.

Diomira non si perde d'animo, e torna dall'altra parte del ponte. Appena oltrepassato il vincolo il naga si manifesta come previsto. La sacerdotessa pronuncia le parole del potere ed in risposta la creatura si irrigidisce per poi farsi da parte. Rapidamente la custode recupera la pietra le erbe notate la volta precedente, per poi utilizzare il resto del tempo per memorizzare i pittogrammi disegnati sul muro, sperando di mantenere la presa sul naga abbastanza a lungo.

Esce quindi dalla stanza fa rientrare la creatura nel suo vincolo. Solo allora ci si rende conto che da alcuni secondi si percepisce una vibrazione che rapidamente aumenta di intensità fino a diventare un vero e proprio rombo. Rocce cominciano a cadere dal soffitto: la grotta sta crollando. Senza perdere tempo tutti si mettono in fuga verso l’esterno.

Dalla grotta escono nell’ordine Silvy, Yelena, Diomira e Giannunzio. Quest'ultimo seguito da una densa nube di polvere. Solo dopo quelli che sembrano interminabili istanti anche Rodrigo fa capolino, completamente bianco di pulviscolo. "Solo maledetta routine", dice producendosi in un largo sorriso.

Appena ripreso fiato, Diomira si annota tutto quello che ricorda dei pittogrammi osservati prima del crollo: le solite tre figure umanoidi con in pugno rispettivamente una torcia, una freccia e una lancia, stavolta sono seguite da un altra figura volante e si dirigono verso due simboli, uno triangolare in alto (che Bastiano è convinto essere una montagna ma potrebbe essere un tempio o qualunque altra diavolo di cosa) ed uno tondo con un viso stilizzato all’interno.

L’oggetto recuperato dovrà essere studiato con calma da Diomira, che ne capisce sicuramente più di Rodrigo (benché abbia dato dimostrazione di conoscere almeno in parte i rituali naga). Ha l'aspetto di una sfera bronzea dalla quale filtra una luce azzurra. Sembra che all'interno dell'oggetto ci sia un frammento più grande e potente di quello ottenuto dai cavalca-lupi, e molto più preciso. Indica infatti tre punti ben definiti nello spazio tutti nell’arco di 60 gradi. Bastiano si arrampica per avere una visuale migliore e capire se uno dei punti segnati è una montagna, ma è difficile poterlo dire con certezza.

Infine le erbe si rivelano essere un potente anti-veleno. Probabilmente sono state lavorate in qualche modo che hanno permesso loro di restare integre anche a distanza di secoli.

Fine ventiquattresima puntata.


Diario a cura di Bastiano
Revisione a cura di Ohmnibus
Immagine by Vishwesh Taskar

lunedì 13 dicembre 2021

Complotto

Frog of War by Tram Drey

Giungla di Tiwia, sera del 10° nehener pieno (24 agosto)

Una volta scarnificata la mandibola superiore del serpente gigante, il gruppo si rende conto che si è fatto troppo tardi per tornare al campo base allestito dagli hroak sulla riva del lago.

Dopo una breve discussione si decide di accamparsi nei pressi della palude, non lontano da dove abbiamo affrontato la creatura.

Consumata la cena Yelena e Giannunzio si appartano lontano dalle orecchie indiscrete dei loro compagni e la ragazza rivela al nordan che è lei stessa ad amplificare e modificare i poteri sciamanici dell’uomo; appurato che non si tratta di un effetto pericoloso, anzi, Giannunzio propone a Yelena di allenarsi insieme per controllare ancora meglio gli effetti di questa commistione di poteri. La ragazza accetta di buon grado e i due si allenano insieme. Quando ritornano dai loro compagni si decidono i turni per la notte, e solo all’ultimo di essi, quello di Silvy e Romilda, la older sente dei gorgoglii provenire dalla mezzaluna d’acqua nei pressi del quale era in agguato il serpente. A parte questo inquietante dettaglio la notte passa tranquilla.

Giungla di Tiwia, mattino del 10° ahoer pieno (25 agosto)

La mattina il gruppo riparte in direzione del lago Hruka, trascinandosi dietro la preziosa preda. Durante il tragitto Rodrigo e Diomira discutono animatamente perché l’uomo vorrebbe raccontare degli hroak al Conte Divini, mentre la sacerdotessa gli ricorda che avevano promesso a quel popolo di non farlo; Yelena, chiamata in causa, risponde in modo sibillino evitando di scontentare uno dei due. A fare strada c’è Romilda che, con l’aiuto di Alona, ci guida indietro sui nostri passi con sicurezza.

Lago Hruka, tarda mattinata del 10° ahoer pieno (25 agosto)

Arrivati alla riva del lago, il gruppo trova l’accampamento invaso dai hroak soldati che stanno distruggendo le tende e le panche allestite dai hroak fedeli alla Regina, mentre questi ultimi sono spaventati e intimoriti anche dalla presenza del generale Jabka.

Rodrigo e Giannunzio si fanno avanti sbattendo il trofeo ai piedi del generale, mentre Diomira amplifica il rumore del tonfo, rendendo la scena ancora più intimidatoria. La scena produce un certo effetto sugli hroak al servizio del generale, che si inginocchiano, mentre Jabka porge la sua lancia a Rodrigo, che la accetta perplesso e la solleva in aria in segno di vittoria; alcuni hroak si gettano in acqua, probabilmente per avvertire la Regina.

Mentre il gruppo sistema alla meno peggio l’accampamento, Rephona e Pepe emergono dal lago e la Regina chiede cosa sia successo. Diomira le risponde con la verità e, dato che Rephona esprime tristezza per la morte del serpente, prova a porgerle l’uovo ancora vivo, su consiglio di Rodrigo. Purtroppo la Regina ritiene il gesto offensivo, Diomira si scusa e le chiede se Pepe può aiutarci a comunicare al generale il desiderio di visitare la tomba del Re Gorundo, ora che è stata data prova del valore del gruppo. Rephona acconsente.

Jabka, però, preferisce non parlare tramite Pepe e preferisce comunicare a gesti. Seduti all’interno di una delle tende rimesse in piedi, il generale cerca di convincere il gruppo, rivolto più che altro a Rodrigo, ad uccidere la Regina in cambio dell’accesso alla tomba. La reazione del gruppo è negativa, ma Rodrigo decide di instaurare un legame mentale con Jabka per convincerlo a farci visitare la tomba comunque. Instaurato il legame, non senza fatica, Rodrigo e Jabka stringono un rapporto di fiducia basato sull’odio per Pepe, e all’insaputa del resto del gruppo promette di ritornare insieme a Giannunzio per uccidere Rephona. Il generale accetta di condurli alla tomba, anche se il gruppo non sa quale sia il prezzo di questa visita.

Prima di addormentarsi Giannunzio si apparta per celebrare un rituale sciamanico da eseguire in presenza della luna piena.

La notte passa tranquilla.

Lago Hruka, mattino del 10° tehner pieno (26 agosto)

La mattina seguente si attraversa il lago con gli stessi mezzi usati all’andata. Giunti alla sponda da cui il gruppo era arrivato, Jabka fa cenno di seguirlo e dopo essersi spogliati, alcuni più di altri, si tuffano seguendo i hroak in acqua. Dopo aver superato uno stretto cunicolo subacqueo, si riemerge all’interno della cripta già vista dagli occhi della testa del serpente di roccia. All’interno c’è un sarcofago che richiama la sagoma di un hroak a braccia incrociate con una lancia più grande di lui. Sul suo addome è poggiata un’urna a sezione quadrata da cui esce una luminosità di colore simile al pezzo di roccia in nostro possesso. Il sarcofago è stato scolpito direttamente dalla roccia e sui suoi lati è presente una serie di bassorilievi che narrano i combattimenti del Re Gorundo e dei hroak sia contro il Grande Serpente che contro altre creature. Anche l’urna, che ha un coperchio, presenta delle incisioni su tutti i quattro lati. Alcune di queste incisioni presentano delle fessure da cui filtra la luce della pietra all’interno esaltando alcune delle forme scolpite.

Su ogni lato dell’urna è rappresentata una creatura umanoide dalla capigliatura simile a quella dei pittogrammi già visti nella grotta del naga. Ogni figura impugna un oggetto diverso: una torcia la cui fiamma è illuminata, una freccia la cui punta è illuminata, una lancia la cui punta è illuminata. Sull’ultimo lato c’è una creatura umanoide dai tratti approssimativi la cui intera figura è scolpita in modo che la luce proveniente dall’interno della scatola la inondi e circondi di un’aura luminosa. Rodrigo di nuovo si connette mentalmente a Jabka che gli rimanda la visione di tre umanoidi (uno uguale a Wotan) che arrivano dopo che dal cielo cade un globo di luce bianca. Successivamente lo stesso globo sembra seguire gli umanoidi ovunque vadano e li aiuta a sconfiggere il Grande Serpente. Sia la pietra in nostro possesso che quella nella scatola sono frammenti del globo di luce.

Fine ventitreesima puntata.


Diario a cura di Diomira
Revisione a cura di Ohmnibus
Immagine by Tram Drey

lunedì 1 novembre 2021

Lotta nel fango

beast by Roman Semenenko

Giungla di Tiwia, pomeriggio del 10° nehener pieno (24 agosto)

Wotan istintivamente si butta di lato ed evita la maggior parte del veleno nebulizzato che irrita la pelle, brucia i polmoni e intorpidisce i muscoli. Un istante dopo il serpente si inabissa nell'acquitrino, evidentemente più profondo di quanto sembri a prima vista.

La pozza d'acqua tra il gruppo ed il serpente si estende verso la loro sinistra formando una mezzaluna.  Bastiano immaginando l'angusta profondità delle acque opta per una fuga repentina, non prima di aver afferrato un uovo - ossia la cosa più preziosa in quel luogo a parte le loro vite. A nulla valgono i suoi incitamenti a seguirlo.

Sulla sinistra un'"esplosione" d'acqua annuncia la presenza del serpente, le cui spire si dimenano generando vistosi spruzzi. Sospettando che si possa trattare di un naga, Diomira usa un potere di scongiuro che di fatto colpisce violentemente la bestia con un’onda d’urto che ne scuote il corpo. 

Wotan afferra a sua volta un uovo e dopo essersi sottratto alla vista degli altri lo nasconde nel terreno per evitare che cada nelle avide grinfie della corporazione.

L'enorme coda si solleva e spazza l’intera area con un colpo che, vuoi per fortuna vuoi per abilità, tutti riescono ad evitare.

Bastiano nel frattempo viene colpito da frecce scoccate dalla boscaglia. Stordito dal veleno decide di cercare riparo dietro un tronco. Wotan vede delle figure muoversi velocemente tra i cespugli e si avvicina per poterla attaccare.

Rodrigo si avvicina ed entra nello specchio d'acqua fino alle cosce, disposto a far da esca pur di poter attaccare il serpente. L'attacco del bestione non si fa attendere, e Giannunzio, che non aspettava altro, lo colpisce con un fulmine fiammeggiante. Rodrigo invece viene afferrato per i piedi e trascinato sott'acqua.

Altre tre frecce vengono scagliate contro Bastiano, ma stavolta si conficcano nell’albero che aveva scelto come copertura. Le radici dell'albero però si animano e tentano di afferrarlo. Decide di ritornare indietro per ricompattare il gruppo (che a parte lui e Wotan è già compatto) ed avvisare tutti della presenza di uno sciamano nascosto ed esorta Wotan (anche se non sa dove si trovi) a suonare nel fischietto per chiamare in aiuto i Hroak.

Sott'acqua Rodrigo non si fa prendere dal panico e mira agli occhi del serpente riuscendo a fargli allentare la morsa quel tanto che basta per permettergli la fuga. Scalcia violentemente le acque per tornare in superficie, ed Alona lo aiuta ad uscire dal pantano. Nello stesso momento due enormi ragni, probabilmente parte della "nidiata" incontrata il giorno prima, cadono addosso a Diomira e Wotan intrappolandoli in una trappola di tela. Stessa sorte capita ad uno dei cavalca lupi.

Wotan si libera agilmente della tela ed attacca il ragno, amareggiato di un tale segno di irriconoscenza dopo aver lasciato libero un suo fratello. Abbatte pesantemente il suo machete uccidendolo sul colpo.

Bastiano viene avvolto da un fitto sciame di insetti che limita i suoi movimenti, ma nonostante questo carica il ragno che imprigionava Diomira assestandogli due colpi in rapida successione, uccidendolo. Il combattente depresso esorta spazientito gli altri a lasciar perdere la serpe e concentrarsi sui cavalca lupi.

Rodrigo accecato dall’ira ignora il compagno e scaraventa la pesante carcassa di ragno nell’acqua con l'intento di attirare il serpente in superficie. L’attacco del serpente non tarda ad arrivare e come previsto dal burbero llud addenta la carcassa di aracnide. Giannunzio, in attesa del riemergere del serpente, nonostante sia bersagliato dalle piccole frecce avvelenate dei cavalca lupi non si lascia sfuggire l'occasione e lo colpisce con un'altra delle sue sfere infuocate, che ancora una volta si manifesta come fulmine fiammeggiante. Il serpente si gira e cade all'indietro, restando pancia all'aria. Rodrigo lancia un ringhio gutturale verso il compagno per avergli "rubato la preda".

I cavalca lupi dopo aver combattuto il ragno che li aveva attaccati battono in ritirata, lasciando sul campo un caduto. Diomira è l'unica che ha l'idea di perquisirlo, e nella sua bisaccia troverà tra le altre cose alcuni smeraldi, che intasca per finanziare la sua nascente chiesa senza dire nulla agli altri.

Wotan si immerge nella pozza e scopre che è profonda almeno una decina di metri; ci sono inoltre delle correnti sommerse.

Una delle uova del nido è scomparsa, un'altra l'ha presa Bastiano ed al nido ne restano due, una delle quali è senza vita. Bastiano fa per prenderle tutte ma Yelena insiste per lasciarne una, quindi viene raccolta solo quella senza vita.

Dal corpo del serpente viene estratto del veleno che sarà conservato in una borraccia. Wotan inoltre riesce a prelevare un ampio lembo di pelle delle dimensioni di un lenzuolo. La testa viene quindi mozzata e sezionata in modo di rimuovere la mandibola: è ferma intenzione di tutti trasportarla come trofeo agli uomini rana, ma le dimensioni sono ragguardevoli e quindi è necessario ridurle come possibile.

Fine ventiduesima puntata.


Diario a cura di Bastiano
Revisione a cura di Ohmnibus
Immagine by Roman Semenenko

lunedì 25 ottobre 2021

L’aria diventa elettrica

Toad Texturing by Piotr Wilk

Giungla di Tiwia, sera del 10° sener pieno (23 agosto)

Attorno al fuoco da campo la sera il gruppo discute su diverse ipotesi riguardo all’origine di questi naga giganteschi, alla seconda creazione e alla sua differente interpretazione tra sciamani e custodi. Secondo Romilda, Diomira dice cose strane - e che sanno di eresia - per essere una custode. Giannunzio prende da parte la sacerdotessa le chiede se sia saggio far tornare Romilda a Torana prima di averla "guarita" dalla sua maledizione portatrice di sventure. Si decide di restare un altro giorno per cacciare e magari trovare un trofeo per impressionare il generale prima di ripartire verso Torana.

Durante il loro turno di guardia Wotan e Giannunzio discutono sul fatto che quest'ultimo abbia appiccato il fuoco ad un albero e si propone di aiutarlo a controllare il suo potere. In effetti la zona ha modificato gli effetti dei poteri del nomade rendendo le fiamme cariche di elettricità, senza contare che Silvy è entrata in connessione con lui ed anche lei viene avvolta dalle fiamme quando il nordan le invoca. Si tratta decisamente di una cosa molto strana sulla quale è il caso di indagare.

Il rumore di qualcosa di grosso che si avvicina trascinandosi li interrompe. I due decidono di indagare e svegliano Diomira per avvisarla. Una grossa sagoma esce dall’oscurità e si rivela essere un enorme rospo molliccio di due metri, identico al rospo fatto apparire da Alona quel pomeriggio. La lingua saetta verso Wotan, che però la schiva. La punta bulbosa della lingua colpisce invece uno dei ripari, e quando la ritrae questa inaspettatamente si strappa come se la creatura si stesse disfacendo. Il rospo tenta quindi di saltare in avanti, ma invece inizia a rotolare velocemente in avanti appallottolandosi e lasciando a terra lembi di tessuto filamentosi. In un istante è addosso al gruppo, ed in quel momento esplode investendo tutti con una copiosa quantità di icore acido. Nel momento in cui questo inizia a bruciare dolorosamente la pelle dei tre, questi si svegliano di soprassalto urlando: era un incubo. Wotan e Giannunzio si erano addormentati durante il turno ed hanno fatto entrambi lo stesso incubo, come pure Diomira. L'incubo era così realistico da averli provati come se fosse stato vero.

Giungla di Tiwia, sera del 10° nehener pieno (24 agosto)

E’ l’alba, Bastiano si sveglia molto bene forse per il fatto che ha saltato il suo turno di guardia.

Alcuni hroak cominciano a preparare un buffet e Diomira cuoce alcuni pezzi di cibo per evitare brutte sorprese digestive. Dopo poco una dozzina di altri uomini-rana armati si avvicina al buffet spintonando i loro paesani e cominciano ad abbuffarsi buttando a terra con disprezzo il cibo cotto. Bastiano che si era svegliato bene raccoglie il cibo e lo rilancia addosso alle rane scortesi che chiaramente sono dei provocatori mandati dal generale. Sta per scoppiare una rissa quando Diomira si intromette riuscendo con la sua magia a intimidire la sporca dozzina che si allontana senza altri problemi dopo poco.

Si parte per l’esplorazione. L'idea è quella di cercare una via che aggiri il lago passando a sud est per poter tornare senza dover attraversarlo con imbarcazioni, dato che gli uomini del generale potrebbero rappresentare un serio pericolo.

L’ambiente si fa subito cupo e molto umido. Silvy non perde l’orientamento e Bastiano, aiutato da Romilda, evita al gruppo di impantanarsi, ma il viaggio è comunque molto difficoltoso. A mezzogiorno diventa ormai chiaro che si è entrati in una palude che corre lungo un fiume emissario del lago.

Di lì a poco trovano una sorta di totem costituito da un palo annerito dall'umidità su cui è incastrato il teschio di un "cinquemani" adornato con dei rametti a raggera che fanno pensare ai palchi di un cervo. La logica suggerisce che sia il confine del territorio dei cavalcalupi, anche se Bastiano non riesce a trovare prove che confermino questa sua teoria: forse a causa della troppa umidità è difficile trovare delle tracce.

Si decide di tornare verso il lago cercando di cacciare qualcosa da mettere sotto i denti. Bastiano, di nuovo aiutato da Romilda, come solo un cacciatore esperto sa fare, nei pressi di un boschetto riesce a trovare delle uova di grosse dimensioni semi-coperte dal terriccio. Wotan le riconosce immediatamente come essere di serpente ma hanno un diametro di 25cm che è inconcepibile. Non dovrebbero esistere. Nella mente di Rodrigo risuona la parola naga! Le uova sono cinque, ma una sembra essere priva di vita. I gusci non sono rigidi al tatto. Bastiano alla parola serpente alza gli occhi verso gli alberi aspettandosi di trovare la madre delle uova appostata su di un ramo pronta all’attacco, ed in quel momento si accorge che un enorme albero lì vicino si rivela essere un serpente gigantesco, sicuramente oltre i venti metri. Rodrigo estrae la sua arma e si accorge che in quell'esatto momento la carica elettrica infusa da un crypto il giorno prima perde tutta la carica. Una frazione di secondo dopo il serpente sputa un ampio cono di veleno che investe tutto il gruppo.

Gorilla e ragni giganti, esplorazioni difficoltose... non sarà che veramente Romilda porti sventura? Questo è quello che si chiederebbero tutti se non avessero questioni più urgenti da sbrigare...

Fine ventunesima puntata.


Diario a cura di Bastiano
Revisione a cura di Ohmnibus
Immagine by Piotr Wilk

lunedì 18 ottobre 2021

“Ananas”

Blackwood spider by Wietze Fopma

Giungla di Tiwia, primo pomeriggio del 10° sener pieno (23 agosto)

Improvvisamente un ragno cade addosso a Bastiano e lo imprigiona con una rete di ragnatela tenuta fra le zampe. Rodrigo va a vuoto e Wotan non riesce ad imprigionare un altro ragno.

Giannunzio lancia un'altra sfera di fuoco, ma stavolta sente il braccio formicolare ed il globo è avvolto da scariche elettriche. Il colpo è molto più potente di quanto si aspettasse e abbatte il ragno che muore accartocciandosi. Il colpo successivo si manifesta invece come un fulmine fiammeggiante. Qualcosa di strano è all’opera evidentemente in quella zona dell’isola.

In lontananza si sentono rumori di lotta e i terribili colpi fanno tremare il terreno. Bastiano strappa la ragnatela che lo imprigiona appena in tempo per difendersi dai due ragni che tentano di morderlo.

Invisibili fili di ragnatela tesi ovunque iniziano ad intralciare i movimenti di tutti tranne Giannunzio, che è fiammeggiante, e Wotan, che è al sicuro nella sua tana di rovi.

All’improvviso e con grande fragore le fronde degli alberi sono schiantate da un enorme "tronco" peloso che cade su Alona, Rodrigo e Bastiano, quest'ultimo colpito in modo particolarmente violento. L'oggetto, che si rivela essere una zampa del ragno "madre", separa il gruppo in due parti. Altri ragni "cucciolo" arrivano sul campo di battaglia. Alona usa un suo potere per trasportare nella realtà l'immagine onirica di un enorme, grasso rospo che dardeggia la sua lingua molliccia per tentare di divorare i ragni sul campo di battaglia, tenendoli alla larga. Dall’altra parte dell’enorme arto reciso Diomira viene colpita alla spalla. Il veleno le brucia nella ferita e sta quasi per svenire, ma si afferra con tutte le forze al suo bastone e, per una volta infuriata, raccoglie tutte le sue energie per scagliare un lampo arcano verso la creatura che l’aveva colpita tagliandola di netto in due parti.

La battaglia infuria e infine i ragni vengono sconfitti. Rodrigo ne uccide uno intrappolato dai viticci di Wotan, ma il westan aveva intenzione di calmarlo e mandarlo via. L'inutile atto di crudeltà innescherà una discussione tra i due.

Bastiano si è accorto che durante il combattimento Wotan non lo ha mai aiutato; non è certo delle cause anche se suppone sia legato alle azioni dei suoi avi.

Le discussioni stanno per prendere una brutta china quando Yelena è costretta ad intervenire per evitare che si protraesse oltre il necessario.

Alona e Diomira tentano invano di estrarre del veleno dalle carcasse. Giannunzio recupera una ghiandola sericigena che pare possa esplodere sull’obiettivo invischiandolo. Vengono inoltre recuperate alcune zanne che possono essere di interesse per il conte.

Alona spiega che il rospo gigante era una sua "illusione onirica", e dice che se il gruppo vede cose strane probabilmente è opera sua. Tuttavia, giacché di cose strane ne incontrano molte, si decide di stabilire una parola di sicurezza per avvisare il gruppo. Diomira propone scherzosamente "ananas", ma Yelena la trova un'ottima idea: una parola abbastanza esotica da essere inequivocabile.

Nel frattempo lo scontro tra il ragno ed il primate è terminata, e del secondo non c'è più traccia. Il gruppo raggiunge ed ispeziona la carcassa del ragno gigante. La chitina sembra stranamente molliccia tanto da non rendere possibile la sua esistenza di una creatura così grossa e cosa ancora più strana sembra si stia decomponendo molto velocemente. Sulle zampe viene rinvenuto del muschio il che fa pensare che si tratti di una creatura antica o che è stata immobile a lungo. Diomira e Rodrigo rinvengono sull'addome della creatura un enorme simbolo che rappresenta un vincolo, ma non è possibile capirne i dettagli. La creatura è dunque un naga anche se è strano che possa riprodursi. Forse è stata l’anomalia (o seconda creazione come la chiama Diomira) ad aver prodotto un simile mostro. 

Bastiano, che non sta passando una buona giornata, nel tentativo di estrarre uno degli occhi viene spruzzato con un liquido che pare inchiostro e gli lascia una strisciata indelebile sul volto e pure sui denti.

Si torna all’accampamento nella baia e nella notte, durante il turno di guardia di Wotan e Giannunzio, qualcosa si avvicina al campo...

Fine ventesima puntata.


Diario a cura di Bastiano
Revisione a cura di Ohmnibus
Immagine by Wietze Fopma